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LA GUERRA DI CRIMEA sulle pagine de "IL VERO AMICO DEL POPOLO" (Zenone di Elea - Settembre 2022)

LA GUERRA DI CRIMEA (1853-1856) - ELENCO DEI TESTI PUBBLICATI SUL NOSTRO SITO

IL VERO AMICO DEL POPOLO

PUBBLICAZIONE PERIODICA ROMANA

PER DOMENICO VENTURINI

NEL 1855

GIUGNO - DICEMBRE

01 - Il Vero Amico Del Popolo - Domenico Venturini (GENNAIO - GIUGNO) HTML ODT PDF
02 - Il Vero Amico Del Popolo - Domenico Venturini (GIUGNO - DICEMBRE) HTML ODT PDF
GIUGNO 1855 14 Giu - N 69 16 Giu - N 70 19 Giu - N 71 21 Giu - N 72 23 Giu - N 73

26 Giu - N 74 28 Giu - N 75 30 Giu - N 76
LUGLIO 1855 03 Lugl - N 77 05 Lugl - N 78 07 Lugl - N 79 10 Lugl - N 80 12 Lugl - N 81
14 Lugl - N 82 16 Lugl - N 83 19 Lugl - N 84 21 Lugl - N 85 24 Lugl - N 86
26 Lugl - N 8728 Lugl - N 8831 Lugl - N 89
AGOSTO 1855 02 Ago - N 90 05 Ago - N 91 07 Ago - N 92 09 Ago - N 93 11 Ago - N 94
14 Ago - N 95 16 Ago - N 96 18 Ago - N 97 21 Ago - N 98 23 Ago - N 99
25 Ago - N 10028 Ago - N 10130 Ago - N 102
SETTEMBRE 1855 01 Sett - N 103 04 Sett - N 104 07 Sett - N 105 11 Sett - N 106 13 Sett - N 107
15 Sett - N 108 18 Sett - N 109 20 Sett - N 110 22 Sett - N 111 25 Sett - N 112
28 Sett - N 113
OTTOBRE 1855 02 Ott - N 114 04 Ott - N 115 06 Ott - N 116 09 Ott - N 117 11 Ott - N 118
13 Ott - N 119 16 Ott - N 120 18 Ott - N 121 20 Ott - N 122 23 Ott - N 123
25 Ott - N 12427 Ott - N 12530 Ott - N 126
NOVEMBRE 1855 03 Nov - N 127 06 Nov - N 128 08 Nov - N 129 10 Nov - N 130 13 Nov - N 131
15 Nov - N 132 17 Nov - N 133 20 Nov - N 134 22 Nov - N 135 24 Nov - N 136
27 Nov - N 13729 Nov - N 138
DICEMBRE 1855 01 Dic - N 139 04 Dic - N 140 07 Dic - N 141 11 Dic - N 142 13 Dic - N 143
15 Dic - N 144 18 Dic - N 145 20 Dic - N 146 22 Dic - N 147 26 Dic - N 148
29 Dic - N 149
1855 ROMA 14 GIUGNO N 69

VERO AMICO DEL POPOLO

Associazione per un trimestre baiocchi 90; per un semestre scudo l'e baiocchi 65; per un anno scudi 3, i pagamenti dovranno esser sempre anticipati. Gli esteri pagan come sopra, con più la spesa per l'affrancamento. Gli associati ad anno possono disdirsi prima che finisca il mese di ottobre; gli altri un mese almeno innanzi alla scadenza. L'associazione non disdetta s'intenderà come rinnovata.

Le pubblicazioni periodiche si fanno ne' giorni di martedì, giovedì e sabato non festivi. Chi ama il foglio al domicilio in Roma paga bai. 5 di più al mese. Per la inserzione di articoli scientifici, letterari, artistici ed altri si pattuisce con la Direzione. Non si ricevono lettere o gruppi se non franchi di posta. Agli associati per un anno sarà dato il frontispizio e l'indice generale del volume.

ROMA

Leggiamo nel Giornale di Roma: «Alle ore 6 e mezzo pomeridiane del giorno 12 Sua Emnza R.ma il sig. Cardinale Antonelli, Segretario di Stato, mentre scendeva le scale del palazzo apostolico, al primo ripiano, venne in vestita con arma biforcuta da un tale Antonio De Felice, di professione cappellaio. Grazie alla Divina Provvidenza, il colpo andò fallito, e l'E.mo Cardinale, colla maggior pre senza di spirito, uso di palazzo, e recossi, come ave: prime stabilito, alla pubblica passeggiata del Pincio. l'assassino immediatamente arrestato è stato consegnato alla giustizia. Gli E.mi e R.mi signori Cardinali, il Corpo diplomatico e persone d'ogni condizione sono accorsi ad esprimere all'E.mo Porporato la loro compiacenza per essere stato salvo da si orribile attentalo; e la città, venuta subito a cognizione del fatto, ne ha mostrata la più grande indignazione.»

GIORNALISMO

Anche pria che si chiudessero le conferenze diplomatiche di Vienna parecchi giornali londinesi declamavano che le Potenze occidentali non si fossero lasciate anteriormente aggirare dalle cavillazioni pietroburghesi, né sedurre dalle mediazioni germaniche, mercecché si quelle come queste altro scopo non aveano che da fare guadagnar tempo alla Russia per più aumentare e meglio disporre le sue forze contro le armi alleate di Francia e d'Inghilterra. E sembra che questo pensiero abbia veramente prevalso a che le trattative si rompessero, imperocchè, a quanto si assicura la Corrispondenza austriaca «ai 4 di giugno ebbe luogo la decima quinta conferenza, scopo della quale era di assoggettare ad un comune esame una nova proposta di accomodamento circa il terzo punto di garanzia, e subitamente i plenipotenziari russi dichiararonsi pronti di portarla a cognizione del loro governo, giacché riconoscevano in essa la base dell'appianamento; ma i plenipotenziari di Francia d'Inghilterra fecero intendere di essere incaricati dai loro governi di non entrare in altri esami e proposero lo scioglimento delle negoziazioni; dopo di che il cesareo ministro degli affari esteri e presidente del congresso pronunciò sebbene con rincrescimento, la chiusura delle conferenze, dando contemporaneamente l'assicurazione che la sua imperial Corte coglierà volentieri ogni occasione per effettuare in progresso di tempo un aggiustamento sulle basi già stabilite.» E la novella della rottura fu inviata immediatamente a Pietroburgo per apposito corriere da Gortschakoff, il quale a capo a poche ore altro corriere alla medesima volta

spediva forse per domandare instruzioni efficaci a riallacciare le trattative, e tanto ciò credevasi a Vienna che repente invalse la voce che Gortschakoff già era autorizzato a nuove proposizioni di pace. Le quali voci riceveano pur conforto dalla Gazzetta della città e dei sobborghi, che senza frapporre indugio scriveva doversi ritenere che «la seduta diplomatica del 4 fu l'ultima per ora soltanto! giacché se da una parte l'imperator Napoleone insiste per la energica continuazione della guerra, non mancano dall'altra indizi che lo czar Alessandro più

che mai è inchinevole alla pace, parlandosi ben anche di una Nota, in cui, mercé alcune modificazioni, esso acconsentirebbe alle domande della Francia e dell Inghilterra riguardo al terzo punto delle garanzie.»

Ma la determinazione occidentale, cosi ricisamente spiegata, non dava più luogo a temporeggiamento; e le indecisioni germaniche decidesansi a rendere spettatrici del gran conflitto, almeno fino a più persuasive complicazioni, le Potenze alemanne. Del che il Times rinuncia ad ogni speranza sull'attiva intervenzione dei governi tedeschi; non per questo però ei si perde d'animo, ma ripigliando una fierezza che da qualche tempo aveva un cotal po' rattemprata: «Nell'attuale crisi, ci grida, al principio di una seconda campagna, quando cioè le operazioni degli alleati ricominciano con energia novella, egli è nostro diritto non solamente, ma eziandio nostro dovere di avvertire i gabinetti di Vienna e di Berlino che pensano bene sulle conseguenze della incerta loro attitudine…….. Se credono essi che Francia e Inghilterra per vincere abbian bisogno dell'aiuto loro, s'illudono assai, s'ingannano a partito. Potevano bensì cooperare alla maggiore efficacia degl'impegni dell'Occidente, onde ristabilire la sicurezza del levante, non che far cessare la preponderanza di un Impero, la quale, a guisa di un gruppo di neri nugoloni, pende minacciosa su i foro propri con fini. Essi avrebbero potato prender parte anco ai trattati che la vittoria metterà Francia e Inghilterra in grado di dettare! Alla Germania si fecero grandi concessioni! le la dimostra la maggiore indulgenza, affinché avesse preso la sua conveniente posizione in Europa. Ma l'Occidente, poiché la Germania gli rifiutò il suo appoggio quando poteva essergli utile, dee far conoscere al mondo di poter fare la guerra anche senza la Germania...... Ogni tentativo delle Potenze tedesche per incamminare nuove trattative si ha da riguardare siccome una diversione in favore dell'inimico. Le basi, su cui furono aperte le negoziazioni nel mese di aprile, oggi non sono più applicabili. l'Austria e la Prussia, ebbero molte occasioni di arrestare lo spargimento del sangue, ma non riuscirono a nulla, perchè sotto sembianza di mediatrici ebbero sempre in vista il propri vantaggio. La realtà della guerra ricondusse tutte queste illusioni al loro vero valore.»

Ciò non ostante la Gazzetta di Milano afferma che «l'Austria, impedendo la grossa guerra del Continente, si è fatta dominatrice della situazione.»

Agli arditi pronostici dell'impavido Times, si rinvigorisce il Chronicle anch'esso, il quale rimprovera l’Inghilterra «di aver commesso l'errore di trattare con la Russia ritenendo a Potenza europea; indi l'avverte che la Russia in avvenire debba esser trattata come uno Stato asiatico!»

E ciò suppone qualche cosa di più dello smembramento della Crimea e della Finlandia e del distaccamento dell'autonomizzanda Polonia dallo Impero degli czari; vorrebbesi nientemeno che cancellare dalla Carla d'Europa la Russia, che delle cinque parti ne ha tre o forse più, e circoscriverla in un Kanato non sappiamo in quale angolo delle asiatiche regioni! Il guaio poi sarebbe, se la Russia, a forza di essere respinta in Asia, si dovesse accostare ai possedimenti inglesi delle Indie! Gli è un caso, che il Chronicle non la preveduto.

Ma il semi ufficiale Pays circoscrive nella Crimea le sue vedute, e rifiuta di attaccar la Russia in altri lati. Se la guerra, ci dice, esce dalla Tauride diventa europea, e nelle attuali condizioni del Continente non sarebbe utile una generale conflagrazione. Dunque gli alleati dovranno contentarsi della Crimea e «quando essi possederanno questo pegno che costituisce la vera forza della Russia, padroni del Mar Nero, padroni o della chiave dell'Impero moscovita, padroni de' granai della Russia, vincitori de' suoi eserciti e delle sue folle potranno aspettar che piaccia allo czar di sottomettersi e di subire le condizioni, senza le quali la pace sarebbe precaria e di breve durata.»

Or è appunto su questo condizioni che dovrebbe (nella ipotesi di quella piena vittoria preconizzata dal Pays) svilupparsi un qualche più serio imbarazzo, imperocchè i giornali austriaci sperano che le Potenze occidentali non vorranno esiger nulla al di là de' quattro punti delle garanzie e il Times dire che quei quattro punti oggi non bastano più. Indi v'ha chi prevede che, mentre sulla base dei quattro punti sarebbe più che mai probabile la pace fra la Russia di una parte, la Francia e l'Inghilterra dall'altra, conseguenza la questione fra le Potenze occidentali e l'Europa di mezzo, questa perché vorrà che la Russia non si chiami all’adempimento di altre condizioni onde non sia troppo indebolita, quelle perché domanderanno più ampi patti, che costituiscano una insormontabile barriera di garanzie.

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Non sarà fuor di proposito, se, al cominciare del nuovo dramma politico in Ispagna, riportiamo i pareri giornalistici sulla dittatura ministeriale, che ora infrena quella penisola e che, in certo molo, può considerarsi siccome prologo del dramma medesimo. La Epoca dice che questa dittatura mette in discredito le instituzioni costituzionali. Il Correo universal la chiama arbitraria, sconvolgente, illegale. Las Novedades la qualificano inutile ed imprudente. Il Parlamento afferma che «il male sta nella condizione delle cose; il male sta in ciò che non si seppe uscire da una posizione assurda e pericolosa senza sostituirvi un'altra posizione più pericolosa e più assurda; il principio d'autorità è scomparso dal seno delle autorità medesime, e non è dato umanamente d. risuscitarlo a coloro che lo soffocarono con le proprie mani.»

La Soberania Nacional grida «contro la sospensione delle guarentie costituzionali, e avverte che non bisogna dimenticare i consigli dell'esperienza, la quale insegna che la tirannia finisce sempre per divorare il tiranno.»

Il clamore pubblico osserva che «il ministero pieno di dubbi e confusioni, esausto d'idee, lottando ira diverse tendenze, arrivò alle Corles rotto e schiaccialo sotto il peso d'un carico troppo superiore alle sue forze; or con qual diritto ci pretende che se gli armi il braccio con la spada dittatoriale? Non sarebbe meglio che gli si chiedesse, uno stretto conto della sua condotta?»

La Espana conchiude: «Che uomini sono costoro, i quali, dopo essere insorti nel 1848 contro la sospensione delle guarentigie costituzionali oggi ricorrono a quel medesimo atto inutile e vizioso, commettendo cosi la più inqualificabile, la pu audace di tutte le inconseguenze e di tutte le contraddizioni tra il numero infinito delle inqualificabili contraddizioni e delle audaci inconseguenze, che formano la sita del partito dominante? La dittatura ministeriale e la sospensione delle costituzionali guarentigie sono pel paese usa nuova perturbazione e per l'uomo pacifico una ragione di spavento, perchè, nei tempi che corrono, nessun uomo pacifico è libero dalla malivolenza, e la malivolenza può divenire la persecuzione, l'esilio, la morte!»

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STORIA CONTEMPORANEA

IMPERO FRANCESE

La rivista delle truppe fatta a Parigi nel Campo di Marte dall'imperator Napoleone il 4 giugno fu veramente magnifica e tale da porgere ai numerosi uffiziali stranieri ch'eranvi presenti un’alta idea della potenza militare di Francia. Benché alle truppe si fosse vietato di gridare, queste alla presenza dell'imperatore proruppero in acclamazioni strepitose e prima e durante e dopo la rivista. Un uffiziale superiore fece una assai grave caduta da cavallo. l'imperatrice, la principessa Matilde e molte dame di Corte assistevano all’imponente spettacolo dal balcone delle Scuole militari. La folla era immensa sugli spaldi che circondano il vasto spazio di terreno. Un gentleman inglese bramoso di veder l'imperatore da vicino e di fargli gustare le sue fragorose acclamazioni s'insinuò nel corteggio imperiale, urlando a manca e a diretta per giugnere più dappresso a Napoleone III. Disgraziatamente il il suo zelo fu soffermato dalla sciabola d'un soldato, la quale gli stese sulla testa e prostollo assai malconcio in terra.

Ai 6 giugno l’Imperator Napoleone ricevette in udienza il fratello e un cugino dei bey di Tanis, i quali gli presentarono una lettera autografa del tunisino regnante, che mori ai 2 di questo mese per apoplessia. La lettera era relativa all'attentato del 28 aprile.

INGHILTERRA

Cobden, il grande avvocato del partito della pace in Inghilterra, il principale oratore della scuola di Manchester, nella seduta del 4 giugno alla Camera dei Comuni criticò vivamente la precipitazione con la quale il governo britannico si lanciò in mezzo ai pericoli di una lunga guerra. Disse che l'Austria e l'Alemagna dovevano avere maggiore interesse che l'Inghilterra nell'opporsi alle ambiziose mire della Russia, ma che d'altronde esse stanno immobili e neutrali, e che soltanto per la futura grandezza dell'Austria oggi si versa il sangue inglese nella Crimea.

l'annunzio della chiusura delle Conferenze di Vienna 13 fu ricevuto nella Camera dei Comuni con vivissimi applausi.

l'associazione per la riforma amministrativa riportò a Bach la prima vittoria elettorale. Tite vicepresidente della associazione riformista ebbe una maggioranza di 1170 voti contro 1129 dati a Whateley candidato conservatore.

SPAGNA

I ministri spagnuoli che han dato le loro dimissioni sono Madoz, Lujan, Luzuriaga, Aguirre Santacruz.

I ministri surrogali sono Zabala ministro di Stato, Fucole Andres della giustizia, Bruil delle finanze, Helvet dell'interno, Martinez del commercio.

Il reggimento di cavalleria di Montesa ricevette l'ordine di lasciare Madrid e d'inseguire la banda dei fratelli Hierros, la quale andava sempre più ingrossando. Il distaccamento che fu inviato ad Hendeleacin venne rafforzato da una compagnia di soldati del genio, o si avviò verso la provincia di Soria, nelle cui montagne aggiravasi una guerriglia di 100 uomini. La deputazione della Navarra voleva riunirsi onde formulare una protesta simile a quella fatta dalle autorità delle provincie basche, cioè che non si può rispondere della tranquillità del paese qualora voglia mettersi ad esecuzione la legge per la vendita dei beni ecclesiastici. Ma l'autorità militare si oppose alla riunione della deputazione col pretesto che la Navarra stava per essere dichiarata in istato di assedio.

Per ordine della regia si distribuiranno le armi a quelle guardie nazionali, che vorranno andare a combattere contro i ribelli; o il ministro dell'interno autorizzò nella provincia di Toledo la formazione delle bande di escopeteros.

Sempre più si manifestano sintomi di rivolta nella Navarra, nella Biscaglia e nella Galizia. Il governo vi spedisce molte truppe.

La rivoluzione nella Bassa Aragona non permette alla Corte di più soggiornare ad Aranjuez; indi la regina era aspettata d'uno in altro giorno a Madrid.

DANIMARCA

Il di 31 marzo in arrivo a Copenaga il principe russo Siakauschki con importanti dispacci per l'ambasciata russa. Drievari che recò pure al re danese un autografo della czar Alessandro. Il re tornando da Frederiksborg a Copenaga ricevette ai 2 di giugno in udienza speciale il principe Saakusiku.

NOTIZIE DELLA GUERRA

l'ingresso al porto di Reyal è chiuso da uni quantità di pali con punte di ferro e confitti nel fondo del mare e si spessi da impedire il passaggio anche al una cannoniera.

I cinque vascelli russi, che, durante l'invero, stettero nel porto di Swaborg, furono mandati a Kronstadt per maggior sicurezza.

(Disp. tel.) Gli inglesi distrussero non lungi da Kronstadt 15 navigli mercantili russi, i più carichi di legna, vari altri arenarono alle spiagge.

(Disp. tel.) Il governo di Pietroburgo ordina che d'ora in poi ogni naviglio russo mercantile abbia da prendere il largo.

Si afferma che il maresciallo Paskiewicb sia partito in gran fretta da Varsavia per Luck, punto centrale strategico in Volina, accompagnato dal suo capo di stato maggiore.

Chomutof sta organizzando una leva in massa dei cosacchi del Don.

In data del 25 maggio Pelissier spedi al ministro della guerra il rapporto dei combattimenti del 22 o del 23. In esso è detto:

«Da che le truppe alleate si resero padrone delle opere di contrapproccio costrutte sul fronte del bastione centrale, il Nimico per arrestare i loro progressi, aveva pensato di portare i suoi sforzi dalla parte della Quarantena costruendovi nuove linee di contrapproccio, e col mezzo di una gabbionata rannodò le imboscate in fondo alla baia con quella della parte principale del Cimetero, e unì questi lavori, mediante una lunga linea di comunicazione con la lunetta a destra del bastione centrale. Nella notte del 21 al 22, con uno sforzo di lavoro sorprendente e abilmente simulato, i russi scoprirono questa vasta piazza d'armi che tanto minacciava gli attacchi di sinistra dei francesi e dava al nimico comodità di fare assembramenti e sortite considerevoli. Pelissier ordinò subito al. general Salles comandante il primo corpo di aggredire ed occupare quella posizione. Due furono gli attacchi che furono organizzati, l'uno sull'imboscata della estremità della baia, l'altro su quella del Cumloro. I francesi s'impadronirono di queste nuove gabbionate nimiche. l'attacco di sinistra fu condotto dal generale di brigata Bueret con 3 compagnie del decimo battaglione dei cacciatori a piedi,: 3 battaglioni del secondo reggimento della lezione straniera e da un battaglione del 93 di linea; l'attacco di destra fu eseguito dal generale Mjilerouge con le compagnie scelta del primo reggimento della legione straniera sostenute da due battaglioni del 93 di linea, che aveano dietro la loro fronte un battaglione del 18 e 2 battaglioni della guardia come riserva. I russi trovaronsi in numero piuttosto grande e pronti a respingere l'attacco; le loro forze si calcularono a più che 29 battaglioni. A un segnale del generale Patè cominciò il combattimento con impeto indescrivibile. Ma formidabili masse non tardarono a sboccare dal burrone della Quarantena, entrare nella azione e disputare il terreno ai francesi con rara intrepidezza. Per ben cinque volte le imboscate più lontane furono prese dai francesi e riprese dai russi. Gli scontri alla bajonetta terribili. Due altri battaglioni di volteggiatori della guardia e il 9 dei cacciatori a piedi furono chiamati sul luogo della pugna, gli uni a prendervi parlo, gli altri a ritirare i morti e i feriti. Allo spuntare del giorno i russi cessarono il loro fuoco, i battaglioni francesi rientrarono nelle trincee lasciando il suolo coperto di cadaveri russi. Col medesimo ardore il generale Bueret fece l'attacco di sinistra; assaltò le imboscate e se ne impadronì. Furono quivi pure molti gli attacchi e tutti alla baionetta. Mi dopo due ore di combattimento, i russi si ritirarono, e il genio francese installò solidamente i suoi lavori nella gabbionata diventa conquista dei francesi. Per trasformare di difensive in offensive le occupate posizioni ebbe luogo un altro allacco la notte del 22 al 23. E il generale di divisione Leraillaut fu incaricato di compiere 40.sto incarico con 10 battaglioni, due dei quali erano di volteggiatori della guardia come riserva. Quattro di questi comandati del generale Couston coprirono l'ala sinistra della conquista precedente; gli altri sei sotto gli ordini del generale Duval doveano sulla destra riprendere la gabbionata parallela al gran muro di cinta del Cimitero e permettere al genio di assicurare la definitiva occupazione dell'opera. Le imboscate furono circondate e prese di assalto: i russi, dovunque mossi in rotta, si ritirarono mantenendo un fuoco di moschetteria che a poco a poro si estinse. Il genio cominciò subito i suoi lavori sollo la direzione del colonnello Guerne del comandante Durand di Villiers. Alla dimane, dietro reiterate domande di Osten-Sacken fu inalberata la bandiera parlamentare, e si conchiuse un armistizio per seppellire i morti. I francesi diedero al nimico più di 1200 cadaveri russi. Le perdite russe furono almeno quattro volte maggiori di quelle dei francesi, che ebbero un 600 morti e un 2000 feriti.»

Alcuni soldati piemontesi che imprudentemente passeggiavano a breve distanza dal campo, in terreno tanto atto alle imboscate furono colti e fatti prigionieri dai russi. Fra i prigionieri trovasi un Remorino addetto al Commissariato della spedizione piemontese.

Fra gli aiutanti di campo di Pelissier trovasi il principe di Polignac figlio del famoso ultimo ministro di Carlo X.

Di ogni divisione francese restarono innanzi Sebastopoli soltanto 3 mila uomini. Le altre truppe furono trasportate sulla Cernaja.

(Disp. tel.) Alle ore 6 pomeridiane del 6 giugno francesi lanciarono i loro segnali di attacco e a capo ad un'ora le aquile imperiali sventolavano sul Mamelun-Vert e sopra due ridotte del Carenaggio. l'artiglieria russa cadde in mano de francesi insieme a 400 prigionieri. I francesi occupano le opere conquistate.

Gli altri alleati conquistarono le opere delle cave e vi si stabilirono.

(Disp. tel.). La sera del 10 giugno le truppe di Pelissier (sulla Cernaia) presero ai russi 62 bocche da fuoco. Nei ridotti conquistati furono fatti prigionieri 13 uffiziali rossi. Le perdite francesi sono sensibili come doveasi attendere per un si grande risultamento. Si racconta che l'imperatore Napoleone parlando di Pelissier abbia detto: «Enfin nous avons trouvé l'homme qu'il nous faut.»

l'ammiraglio Bruat riferisce che la spedizione di Kestcb fu decisa il 20 maggio; l'imbarco cominciò la sora del 21; la spedizione partita il 23 sbarco il 24 a Kamiesch-Bournow; e, dopo essersi traversato Kertch e preso possesso delle batterie russe situate nei contorni di Ak-Bournow, il 25 fu occupata Jenikalè. Nel medesimo giorno gli ammiragli Bruat e Lyons entrarono nel mare di Azoff; una squadriglia fu inviala ad Arabat e Berdiansk, la quale parli nella notte e componevasi di 4 bastimenti a vapore francesi e dieci inglesi, fra i quali parecchie cannoniere. Assicuratosi Bruni della prontezza, onde il corpo spedizionario avrebbe messo piede a terra, avanzossi a riconoscere le batterie del capo di Ak-Bournow, dove i russi aveano già incendiata una polveriera, e vedendosi sul punto di rimaner circondati dalle truppe alleate, non tardarono a dar fuoco anche alle altre, e a sgombrare da quelle posizioni. La confusione de' russi, presi all'imprevista per terra e per mare, divenne tale che rinunziarono bentosto a una più lunga resistenza; lasciarono in preda alle fiamme i loro grandi magazzini di Kertch; e prima di allontanarsi da Jenikalè fecero saltare in aria un magazzino che conteneva circa 30 mila Kilogrammi di polvere. La scossa fu tale che multe case ruinarono interamente. In questa circostanza i russi perdettero 160 mila sacchi di avena, 360 mila sacchi di grano e 100 mila sacchi di farina; affondarono tre loro bastimenti a vapore, fra cui uno da guerra; un 30 bastimenti da trasporto russi furono distrutti, altrettanti presi. Nelle diverse esplosioni andarono in aria almeno 100 mila Kilogrammi di polvere. Un grande approvvigionamento di obici e di palle non esiste più. Fin qui Bruat. La Presse di Vienna poi reca altre circostanze sull'ingresso dei bastimenti alleati nel canale di Kertch. Essa scrive:

«Se ben si ricorda, i russi avevano impediti tutti i passi navigabili con lo affondarvi da 30 a 49 navigli! l'ammiraglio Bruat, che diede ben altre prove di ardimento, eseguita, col favore delle tenebre fitte più dense della nebbia, una esatta ricognizione di altri angustissimi passi ritenuti impraticabili, s'avventuro in essi, e, spinte le sue navi a orza di vapore e di vele ad un tratto, rese vani tutti gli ostacoli e i provvedimenti. di difesa per modo che ai russi non restò altra scelta che o di seguire l'antico loro sistema di distruggere ogni cosa, o di abbandonare in poter dell'inimico ingenti provvigioni alimentarie e guerresche.»

(Disp. tel.) Aranychi fu preso dagli alleati. I russi prima dello sgombro, distrussero le provvisioni che doveano servire all'armata russa per un mese.

(Disp. tel.) Si annunzia che le spedizioni delle flotte alleate sopra Tangarog, Mariempol e Gersk (nel Mare di Azoff) riuscirono perfettamente. Soltanto Tangarog oppose, resistenza; gli alleati vi ebbero un uomo ferito. Si calcola che le forze occidentali in Crimea di presente ascendono a 225 mila uomini. Si temé assai che la spedizione delle truppe alleate nell'interno del la, Crimea avesse potuto avere un funesto risultato, perocchè esse non poterono portar seco altra razione fuor che quella indispensabile per otto giorni. Credevasi pure che le condizioni atmosferiche avessero potuto corrompere queste provvigioni. Ma il fatto acchetó tali paure. Le truppe passarono ad aria migliore e molte provvigioni del nimico caddero il loro potere. Mediante la occupazione del Mare di Azoff da parto degli alleati, l'esercito russo dell'Asia e del Caucaso non può più ricevere rinforzi né viveri da quel mare. Tutti i cannoni di Pawłokaia, della batteria del capo Bournou e delle batterie di Kertsch e Jenikalé sono in potere degli alleati.

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PELISSIER

Aimable-Jean Jacques Pelissier nacque il giorno 6 novembre 1794 a Maromme, nel circondario di Rouen dipartimento della Senna inferiore; per cui ora conta l'età di 61 anni. Frequentò il liceo di Brusselles e poi entrò quale allievo nella scuola di artiglieria di La Fleche, ciò che avvenne il 12 giugno 1814. Perciò conta 41 anni di servizio. Al 25 agosto passò nella scuola militare di Saint-Cyr e il 18 marzo 1815 fu nominato secondo tenente dell'artiglieria reale. Al 10 aprile 1815 fu traslocato nel 57 reggimento di linea, uno dei due reggimenti concentrati al Reno, e il 26 agosto (dopo i cento giorni) fu messo in disponibilità. Il 25 ottobre dello stesso anno fu ammesso, dopo subito l'esame, vello stato maggiore. Il primo maggio 1819 fu nominato ad aiutante maggiore degli esseri di Meurthe e nel 1820 fu avanzato al grado di primo tenente. Dopo due anni, nel 1823, fu incorporalo nello stato maggiore dell'armata dei Pirenei; il 22 settembre di quello stesso anno ricevette la croce della legion d'onore e il 30 dicembre l'ordine di S. Ferdinando di Spagna. Poi servi di nuovo nell'infanteria e nell'anno 1828 ritorno quale capitano nello stato maggiore. Negli anni 1828 e 1829 fece, quale aiutante del generale Durrieu, le campagno della Grecia, per cui fu ricompensalo cogli ordini di S. Luigi e dei Salvatore. Nell'anno 1830 prese parle alla spedizione di Algeri e nello stesso anno fu promosso a maggiore dello stato maggiore e ad uficiale della legion d'onore. Quindi servi in Francia nello stato maggiore sino al 1839, in cu: quale capo di stato maggiore del generale Schraim ritornò in Algeria dove rimase 11 anni. Nel 1848 abbandonò questo corpo a ricevette il comando della divisione d'Orano col titolo di generale. Nel 1850 divenne generale di divisione. Pelissier fu per tre volte governatore provvisorio di Algieri e il giorno 10 gennaio 1855 lu nominalo a co mandante del primo corpo dell'armata di Oriente. Nella campagna d'Africa riportò due ferite e il suo più splendido fatto d'armi in quelle regioni fu la presa d'assalto di Lighual. Pelissier fu nominato, sino dal 24 dicembre dello scorso anno, a grancroce della legion d'onore ed è un militare assai esperto, di carattere risoluto e molto propenso ad imprese precipitose.


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1855 ROMA 16 GIUGNO N 70

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Alcuni giornali stranieri hanno parlato e parlano tuttavia, specialmente Sacy nel Journal des Débats, che lo Stato Pontificio è in piena rivoluzione! E come ciò? Lo argomentano da una tumultuaria dimostrazione fatta a Rocca di Papa, Comune soggetta al Governo di Frascati. A rimuovere pertanto ogni sinistra impressione e ne possano aver fatto le ampollose anzi chimeriche oltramontane dicerie sur una cosa, che ad una buona metà dei romani né anche venne a cognizione (tanto ella si ritenne insignificante!) riproduciamo la narrazione istorica, che troviamo nella Civiltà Cattolica di questo giorno: «Sono antiche le controversie che i villici di Rocca di Papa hanno sopra i terreni del principe D. Andrea Colonna, già feudatario di quel Castello è proprietario di quel vasto e montuoso territorio. Malgrado dei molti giudizii dati sopra le varie contese, spesso alcuni individui si permettevano di esercitare nelle proprietà dell'ex-feudatario diritti non riconosciuti dalle leggi e dalle sentenze emanate. Anche in questo anno, conoscendosi che alcuni di quei terrazzani erano nella determinazione di seminare granturco in quei terreni che il principe Colonna erede di suo diritto, a prevenire le conseguenze, si era messa in opera dalle corrispondenti Autorità esatta vigilanza, la quale produsse la sorpresa in flagranti di alcuni individui che isolatamente si erano accinti a seminare in varii dei campi riservati dal proprietario; furono quindi arrestati e tradotti innanzi al Governatore di Frascati. Ciò avvenne il 21 aprile. Nel giorno 30 dello stesso mese si trovò affisso di buon mattino presso una bottega di Rocca di Papa un informe scritto comminatorio contro la pubblica forza; il quale era intestato «Repubblica di Rocca di Papa», Questo scritto, che si stima originato dal dispiacere provato dagli aderenti è affini degli arrestati, è l'unica fatto avvenuto in quella terra il quale abbia potuto dare motivo alle favole che si sono iette nei giornali intorno al moto repubblicano di Rocca di Papa. I gendarmi vi accorsero in picciolissimo numero, e solo per arrestare quelli sopra i quali cadevano indizii di aver avuto parte nel fatto. Sopra il quale è incominciata la procedura criminale nel governo di Frascati.»

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RIVISTA SETTIMANALE

Il gabinetto cesareo diede il 7 di questo mese al governi alemanni la uffiziale comunicazione della chiusura delle diplomatiche conferenze e viennesi, che lasciarono lo stato delle cose in una comunicazione evidentemente maggiore e più pericolosa di quella che avevasi innanzi che (come è noto) le conferenze medesimo si aprissero. A questa comunicazione dovrà naturalmente succedere uno scambio di dispacci; e nell’idea di taluni si affaccia la speranza che la Prussia coglierà la presente occasione onde avvicinarsi alla politica dell’Austria. La quale sembra decisa a fare una riduzione dei suoi eserciti, i guisa però, da poter in ogni caso efficacemente prendere parte attiva secondo le probabili eventualità della guerra. E siffatta riduzione, qualunque ella siasi, vuolsi interpretare nel senso che l’Austria abbia precedentemente ricevuto sicure guarentie della solidarietà germanica nei pericoli che in progresso di tempo si potessero sviluppare,

Sia la Russia, come la Francia e l’Inghilterra si adoperarono per avere ciascuna dalla sua parte l’Alemagna, ma questa, in virtù delle perplessità prussiano e delle mediazioni austriache conchiuse di conservarsi in altitudine neutrale, almeno fino a tanto che più stringenti complicazioni non la persuadano ad adottare un differente sistema. Tornate pertanto infruttuose le sollecitazioni settentrionali ed occidentali per l’attivo concorso tedesco, le parti belligeranti ora si paiono contente della neutralità dell’Europa di mezzo. La Russia dice che basta da sé sola a sostenere la lotta; la Francia parla lo stesso linguaggio, e vi aggiunge che la intervenzione dell'Europa di mezzo sarebbe anzi pericolosa che no’, perché, dando luogo a una conflagrazione generale, ne potrebbero derivare turbamenti rivoluzionari, dai quali rifugge la politica napoleonica. Soltanto nel Parlamento inglese vagheggiasi di tanto in tanto il terribile aiuto che si aborre dall'imperiale alleato della regina Vittoria. E fra gli altri l'audacissimo Boebunt ultimamente dichiarava alla Camera dei Comuni a Londra che la guerra delle nazionalità non solamente è inevitabile, ma eziandio è opportuna! Sarebbe però a vedersi se le nazionalità invocale a mercé nelle attuali congiunture dell'Inghilterra aderirebbero ai voti di Rochuck e fossero disposte a fare l’esperimento di qualche nuovo disinganno.

Ma, rimanendo neutralizzata la Germania, tanto la Russia quanto la Francia e l’Inghilterra cercano alleanze in altre parti.

Mentre la Russia invia il principe Sankusko a Copenaga, d’onde, a quanto vuolsi, recherassi a Stocolma per confortare il re di Danimarca e quelle di Svezia a favorire la causa dello czar nella presente quistione, che agita l’Europa, si confermano pure alcune recenti pratiche dei gabinetti occidentali presso quelle di Stocolma e Copenaga perché si decidano a rinunciare al sistema di neutralità finora da essi adottato e a dichiararsi apertamente contro la Russia. Si pretende che Svezia e Danimarca sieno vincolate fra loro da una particolare convenzione che le obbliga a serbare una condotta uniforme, pur tuttavia si afferma che re Oscar abbia risposto di non potere accedere alla alleanza offerta dagli occidentali, senza averne future guarentigie di perfetta sicurezza, che legassero le Potenze marittime a proteggere e difendere almeno per dieci anni la Svezia, mantenendo intorno alle sue spiagge forze sufficienti da respingere ogni vindice conato della Russia. Quanto poi alla Danimarca ancora non si sa nulla; ma credesi che la sua risposta o sia stata, o sarà evasiva in modo da non dare lusinghiere speranze di cooperazione.

La Russia poi riporta vittoria nella corte di Teheran, ch'è l’antico campo delle battaglie diplomatiche fra lei e l'Inghilterra. Una magnifica ambasceria mosse di recente da Pietroburgo alla volta di Persia per annunziare allo sciach la elevazione al trono dello czar Alessandro; credesi però con gran fondamento che l'inviato moscovite sia incaricato non solo di quella cerimoniale missione, ma ben anche di conchiudere l’alleanza offensiva e difensiva tra la Russia e la Persia nella guerra orientale. E forse perché lo sciach si è manifestato inchinevole alle domande pietroburghesi, già una flotta britannica si è avanzata nel Golfo Persico non senza ostili dimostrazioni.

Sebbene siasi per lungo tempo dissimulata dai giornali dell’Occidente la inazione di Sciamil, che noi con asseveranza dicevamo conseguenza di trattative di accomodamento fra la Russia e quel capitano circasso, ora si parla dei continui abboccamenti d'inviati russi con Sciamil deducendone che a Pietroburgo non si sanno celare gli immensi pericoli, che ne deriverebbero ai dominii asiatici dello czar, ove il famoso circasso, brandendo di nuovo il suo yagatan, chiamasse alle armi le bellicose caucasiane popolazioni e le rimenasse a conflitto contro le schiere cosacche. Ma parlasi oggi di ciò, e quasi alla sfuggita, perché sperasi che il rimbombo dei cannoni alleati nel Mare di Azoff produca qualche impressione suite vicine tribù circasso e scuota dall’inglorioso letargo Sciamil e i suoi prodi guerrieri. E ben già si favella che i montanari del Caucaso, fatti arditi dalle recenti anglo-galliche occupazioni di Kertsch e Jenikalè, abbiano aggredito i russi a Sujukkali, d’onde li discacciarono, togliendo loro 60 cannoni e sei mortai. La riconquista della cooperazione circassa suicide per gli alleati forse di maggiore importanza che la cooperazione persiana per la Russia. Ma la prima tuttavia problematica; la seconda è di più esplicito carattere.

Menasi gran romore dell’andata a Pietroburgo del principe di Serra Capriola, cui si attribuisce una segreta missione datagli dai sire partenopeo presso lo czar; e si arguisce che la Russia stringendo alleanza col Regno delle due Sicilie vuote, in certo modo, controbilanciare l’alleanza del Piemonte con la Francia e l'Inghilterra. Ma, da quanto apparisce, l’alleanza napolitana con la Russia dovrebb’essere come l’alleanza del Belgio con le Potenze occidentali.

In questi ultimi giorni si è taciute dei contingenti portoghesi e spagnuoli che si dovevano spedire in Crimea. Quanto al Portogallo, non sappiamo quel che farà. Quanto alla Spagna, ora impegnata nelle riproducentisi lotte intestine, crediamo che non potrà più aderire, almeno per ora, alle inchieste dei gabinetti di Parigi e di Londra.

Ora visitiamo un tratto i valorosi che veramente sono e vanno al campo delle battaglie pronti a dar morte e disposti (sebbene opinisi che malincuore i più) a morire.

Nel Baltico le flotte occidentali, continuando le loro esplorazioni, già poterono far fuoco sur alcuni navicelli russi mercantili. Ma sembra che in futuro il commercio moscovita non riceverà più consimili danni, mercecché i suoi bastimenti non prenderanno più il largo, cosi avendo statuito un imperiale decreto. L’ammiraglio inglese si è avvicinato anche a Cronstadt; ma né quivi, né in altri porti attentasi a forzare il passo. Quelle acque insidiose presentano in quest'anno pericoli e inciampi assai maggiori di quelli che l'anno scorso Napier indarno provossi a superare. Forse è divisato uno sbarco di truppe francesi per agevolare con le terrestri le operazioni marittime; le coste però nei punti accessibili sono guardate da incrociantisi batterie, e, a quanto pare, si adottarono tali precauzioni che non permetteranno la ripetizione della presa di Kertsch e Jenikalè.

Nel Mar Nero nulla di nuovo, tranne il pressocché quotidiano passaggio di rinforzi traenti dai Bosforo a Balaclava. Si parla di un prossimo bombardamento di Odessa; altro però é parlarne, altro é recarlo a un fatto.

Nel conquistato Mare di Azoff il naviglio alleato già si spinse fin presso le foci del Don; trovò i porti e le città della spiaggia senza truppe sufficienti a respingere gli attacchi nimici e a r. parare gl'incendi.

Nella Crimea Pelissier s’impossessò di altre posizioni che faciliteranno la presa di Malakoff; un dispaccio telegrafico la supporre essere avvenuto tra il 6 e il 7 un gran combattimento sulla Cernaia, imperocché si annunzia che i francesi tolsero 73 cannoni ai russi.

In Asia il terribile Murawieff, che mise tanta paura d’imminente assalto fra le raggranellate truppe ottomane, si avanzò e retrocesse. Cosi Williams ha sempre più agio di fortificare le sue posizioni, di aumentare ed instruire le anatoliche soldatesche.

Ora ad altro. L’Austria sminuisce un cotal po’ le sue truppe; la Prussia riempie i quadri dei suoi nove corpi d'armata; la Francia aumenta i suoi eserciti, e li colloca in modo che fanno congetturare ombrose diffidenze dalla parte del Reno.

La Spagna è travagliata, come abbiam detto, dalle civili discordie. Il governo annunzia ogni giorno che il movimento carlista é represso qua e là, dappertutto; che le provincie sono tranquille; e in pari tempo ordina alle sue truppe di accorrere a marcie forzate su questo e su quel punto; mette in istato di assedio ora una ora altra parte del commosso reame; la dittatura ministeriale preparasi a pubblicare una legge, secondo la quale il servizio della guardia nazi male d’ora innanzi sarà volontario, non più obbligatorio, e non p

otranno essere ammessi che cittadini aventi certe condizioni, cioè animo determinato alla difesa delle instituzioni costituzionali.

In Affrica la morte improvvisa dei bey di Tunisi, mentre il costui fratello e un suo cugino trovavansi a Parigi in missione presso l’imperatore de' francesi, diè luogo a temere un qualche turbamento nel paese; ma un altro cugino dei defunto bey con ben ordinato apparecchio militare mantenne tranquilla la popolazione e pacificamente assiso in trono assunse le redini della Reggenza.

Nella Cina gl'imperiali riportano non lievi vantaggi; i ribelli scemati assai dalle patite sconfitte ora sono in qualche punto di quel vastissimo Impero, malsicuri sempre e sempre in espettazione di essere discacciati dalle preponderanti forze del governo.

In America le solite brighe degli Stati Unili per venire a capo del possesso di Cuba.

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Granier di Cassagnae prosegue a trattare nel Constitutionnel, secondo vedute che paiono napoleoniche, le grandi quistioni pendenti in Europa. E all’articolo, di cui già favellammo, sulla pace ottenuta per mezzo altrui (cioè con la intervenzione dell'Austria e della Germania) e la pace ottenuta per mezzo proprio (cioè col solo mezzo delle Potenze occidentali) la seguire un articolo intitolato: La guerra in Crimea e la guerra in Germania. Nel primo articolo Cassagnac avventava qualche minaccia più o manco esplicita contro l'Alemagna perché ritrosa a mettersi dalla parte degli avversarii della Russia. nel secondo a do per a un più rimesso linguaggio e dice che l’Austria (perciò anche la Germania) ha le sue buone ragioni a rimanersene neutrale; ché, ove l’Austria uscisse in campo contro la Russia, ne conseguiterebbe una guerra europea, «la quale è ne’ voti soltanto de' rivoluzionarii d’ogni paese, degli esuli e degli uomini dediti ai sistemi d’una politica fantastica, e sognatori d'un riordinamento della mappa d’Europa e dei ristabilimento di certe nazionalità. Indi non più guerra in Germania, non in altro lato di Europa, ma soltanto in Crimea! E questo beneficio debbesi all’Austria, che non impugna le armi nella guerra attuale. Se però in seguito dovesse impugnarle è per l’una è per l'altra parte come allora andrebbero le cose, secondo il parere di Cassagnac?

STORIA CONTEMPORANEA

IMPERO AUSTRIACO

A'Ali pascià a mezzogiorno dei 7 fu ricevuto in udienza speciale dall’imperatore, e ai 9 parti di Vienna per Costantinopoli.

Si annunzia che i plenipotenziari militari Letang e Drawford, che doveano accompagnare il baron Hess al costui quartier generale, partiranno in breve da Vienna, e torneranno il primo in Francia il secondo in Inghilterra.

GERMANIA

L’Austria non sembra guari disposta a permettere che la Prussia fondi un porto di guerra a Jahdenburen, anzi dicesi che su questo argomento voglia provocare una dichiarazione della Dieta Germanica.

Ieri si adunarono gli Stati generali dell'Annover, che furono aggiornati il 13 luglio 1854, poiché in base dell'art. colo 39 della legge 5 settembre 1848 furono effettuate le elezioni per la prima Camera.

IMPERO FRANCESE

Il ministro delle pubbliche costruzioni in Francia sta esaminando il progetto di una strada di ferro sotterranea, che passando per tutte le vie principali di Parigi le porrebbe in comunicazione con le stazioni delle strade ferrate.

Ai 3 di giugno il principe Ismail figlio d’Ismail pascià e il principe Soutzo gran boiaro della Valacchia furono ricevuti in udienza speciale dall’imperator Napoleone.

Sbarcato a Marsiglia, dove fu recato da una fregata egiziana, arrivò a Parigi un ippopotamo femina offerto in dono all’imperatore dei francesi da Halim pascià fratello dei viceré d’Egitto.

A Calais si fanno esperimenti di artiglieria con pezzi di cannoni secondo un nuovo sistema.

INGHILTERRA

Ai 9 la regina Vittoria passò a rassegna i 4 reggimenti del campo di Alderscot.

GRECIA

Nella Grecia nuove complicazioni in causa dei numerosi ladroni che si agitano lungo i confini dei regno, e pongono in forse non pur la sicurezza degli abitanti pacifici della Grecia, ma eziandio delle regioni circonvicine. Si crede che un altro intervento anglo-francese sarà necessario per mettere un termine a tanti disordini, ma in tal caso la condizione politica dei paese potrebbe essere esposta a profondi cambiamenti.

IMPERO RUSSO

La Commissione del governo polacco per gli affari interni ha esteso il divieto di esportazione dalla Polonia anche alla fava e al grano turco.

NOTIZIE DELLA GUERRA
Nel Baltico

Daehn governatore generale di Cronstadt annunziò che la sera dei 21 maggio una flotta inglese di 13 navi a elica, una corvetta, 2 vapori e 7 cannoniere gittò! l’ancora presso Dolgoi-Noss nelle vicinanze di Krasnaia-Gorka. E un successivo dispaccio del generale aiutante Ignaliero da Krasnaia-Gorka avverti che la medesima flotta, avendo ricevuto on rinforzo di 2 vapori, passò ad ancorarsi presso Schilpelwska-Gora.

Parlasi a Berlino che le Potenze occidentali abbiano deciso di fare sbarcare un 60 mila uomini sur un punto (che ancora non si determina quale sia è esser possa) della costa dei Baltico, per dare con quelle forze appoggio alle operazioni della flotta.

Il timore che la penisola scandinava possa venire sedotta a prestare aiuto militare agli occidentali spinge la Russia a concentrare in Finlandia un esercito formidabile.

A Riga, Dunamunde e nei contorni stanno concentrati 90 mila uomini sotto il comandante generale Teschworoff. Si lavora senza posa agli avvallamenti e alle fortificazioni di Dunamunde; e vi sono ogni giorno occupati 1500 contadini mantenuti a spese de! possidenti. Nel governo di Riga e negli altri governi occidentali furono comperate molte migliaia di cavalli per la cavalleria e per l’artiglieria; e si pagarono a ben cari prezzi in imperiali e rubli di argento.

Nell'interno della Russia

Avendo lo czar Alessandro II chiamato sotto le armi i cosacchi di Pultavn e Tschernigow, in pari tempo pubblicò uno statuto organizzatore per questo genere di milizia a cavallo. Lo statuto, basato sul manifesto del 10 febbraio relativo alla milizia dell’impero, ordina provvisoriamente l'organizzazione immediata di G reggimenti di cavalleria, di cui 4 nel governamento di Pultava e due nel governamento di Tschernigow.

l'effettivo d’ogni reggimento è fissato a 1083 uomini compresi 27 ufficiali e 56 sottufficiali, a 1029 cavalli e 42 carri di vettovaglie. Immediatamente dopo la pubblicazione dell’ukase in quei governamenti si radunerà un comitato e l’assemblea dei nobili la quale proporrà il vestimento e il genere d’armi della nuova milizia e procederà alla coscrizione in ragione di 12 sopra 1000 anime. Le spese verranno coperte parte dai possidenti, parte dalla cassa dello Stato. Le assemblee dei nobili propongono i comandanti dei reggimenti e ne nominano gli ufficiali. Ogni reggimento consiste di 6 sotnie (a 100 uomini) e d’una sotnia di riserva, e viene approvvigionato per sei mesi. Durante il servizio, i cosacchi sono immuni da qualunque gravezza.

Ne Principali danubiani

Si ha da Berlino che il governo prussiano emise protesta contro lo stato di assedio dei principali danubiani proclamato dal comandante austriaco Coronini, in quanto concerne i sudditi prussiani che si trovano nei Principali medesimi.

Nel Mare di Azoff

Secondo un dispaccio di Gortschakoff «Ai 30 di maggio un vapore nimico si avvicinò ad uno dei porti che sono in vicinanza di Arabat, e diresse il suo fuoco contro le provvigioni accumulate nel porto medesimo; in quella occasione rimasero preda delle Gamme un naviglio mercantile e alcune barche. Nello stesso giorno la squadra nimica che trovavasi avanti Genitschi levò le ancore; il principe Lubanoff aiutante dell'imperatore concentrò truppe nella città onde porre un argine all'incendio, sperando di poter salvare almeno una parte delle provvigioni dei cereali. Questo dispaccio conferma sostanzialmente quelli che già si ebbero in proposito da parte degli alleati e che pubblicammo nei precedenti Numeri.

Nella Crimea

Notizie del 6 dalla Crimea portano che Gortschakoff non solo mise Simferopoli in istato di formidabile difesa, ma concentrovvi pure tutte le truppe disponibili. Si calcola che le truppe russe collocate fra Simferopoli e Sebastopoli ammontino a 130 mila uomini. La guernigione di Sebastopoli fu cambiala, non aumentala. Gli stretti d’Inkermann e la linea della Cernaia ricevettero copiosi rinforzi.

Anche il Giornale di Pietroburgo ammette che ai 26 maggio considerevoli forze alleate si stabilirono sulle alture della sinistra sponda della Cernaia e vi costruivano un campo. Non dice che Liprandi abbia fatto alcuna mossa per impedire le fortificazioni del nimico in quella interessante posizione.

Secondo un rapporto di Gortschakoff le perdite russe nei fatti d’arme avvenuti la notte del 23 al 24; maggio sono, fra i morti il generale maggiore Adlerlberg, il colonnello Zatsepine e i maggiori Ourbanovich e Vaizine, non che 15 uffiziali subalterni e 746 i soldati; fra i feriti i maggiori Kolikosky, Abaza, Kolliarewsky e il colonnello Kraiesky, 42 uffiziali subalterni e 1377 soldati; fra i contusi un uffiziale superiore, 8 uffiziali subalterni e 315 soldati.

I volontarii russi in Crimea, movendo contro il nimico, indossano la camicia che li dee avvolgere cadaveri! Il loro pensiero alla guerra è di una serierà terribile.

I Mamelon veri e il forte del Carenaggio occupati dai francesi la sera del 7 sembra che sieno i medesimi ridotti, contro i quali mossero indarno gli zuavi, or sono alcune settimane, per ordine di Canrobert. I ridotti di recente persi impedivano la continuazione dei lavori di approccio contro la torre di Malakoff, laonde oggi ai francesi verrà fatto di procedere più agevolmente verso quella torre fatale, che agli alleati offrirà, tolta che siansi ai russi, una posizione, da cui potranno battere il porto di Sebastopoli e incendiare il rimanente della flotta nimica. Quindi corse subitamente la voce a Parigi che alla presa del Mamelon veri e del del forte del Carenaggio conseguitò la presa della torre di Malakoff nel sobborgo meridionale di Sebastopoli; ma questa voce fino al 13 giugno non venne confermata da veruna positiva notizia.

(Disp. tel.) Avendo i russi abbandonato la batteria denominata del due maggio, lasciarono libera interamente ai francesi la riva destra del Carenaggio. I bastimenti russi ripararono nella baia. Ciò non ostante non erano si lontani da non temere i colpi delle grosse artiglierie degli alleati.

(Disp. tel.) La battaglia del 7 fu vantaggiosa ai francesi più di quello che venne supposto. Caddero in loro potere 502 prigionieri, 20 ufficiali e 73 cannoni.

(Disp. tel.) I francesi cominciarono a tirare co' mortai sui bastimenti russi rifuggiti nella baia.

(Disp. tel.) Il generale in capo Alfonso Lamarmoгa annunzia esser morto il generale Alessandro Lamarmoгa comandante della seconda divisione piemontese, pochi giorni dopo il suo sbarco.

(Disp. tel.) La divisione di Canrobert fiancheggiata da 6009 tra inglesi e piemontesi si stabilisce sulla Cernaia, e vi erigé un ponte di pietra.

(Disp. tel.) Scrive Pelissier in data del 9 dalla Crimea, (egli è d'uopo interpretare dalla Cernaia, dove, secondo altre notizie, il general francese trovavasi) che «la posizione (delle truppe) era tuttavia la medesima, e che la dimostrazione l'atta dal nimico contro l'opera nimica (forse significherà la dimostrazione fatta dai russi onde riconquistare l'opera che loro fu lotta dai francesi) non ebbe alcun successo.»

(Disp. tel.) Un gran deposito di viveri e munizioni assicura le sussistenze a tutta l’armata, durante le gradi operazioni che si preparano da Pelissier.

In Asia

(Disp. tel) I russi abbandonarono la fortezza di Anapa; la occuparono i circassi.

(Disp. tel.) La legione anglo-turca, che si organizza a Bajukderè, andrà in rinforzo all’esercito dell’Asia.

EGITTO

(Disp tel.) Il viceré d'Egitto chiama 5 mila soldati dal Soudan.

AMERICA

Le più recenti notizie del Messico rappresentano con vetri colori la situazione politica di quella Repubblica. Pareva imminente Io scoppio di una generale sollevazione.


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1855 ROMA 19 GIUGNO N 71

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Alla presa di Kertsch ed alla entrata nel Mare di Azoff, che nella presente guerra son fatti d'importanza veramente sostanziale, un dispaccio telegrafico annunzia esser conseguitata la occupazione della interessantissima asiatica fortezze di Anàpa. Ma, ove il dispaccio sia tale che non riceva una successiva smentita, che avrassi. a pensare della caduta di questa fortezza? I russi, che sempre vittoriosamente la difesero contro i replicati sforzi degli occidentali, la sgombrarono volontariamente o perché inefficace divenne la loro resistenza al naviglio alleato che minacciavala dalla parte del mare e alle torme circasse che la stringevano dalla parte di terra? Si hanno positive notizie che Anàpa avrebbe potuto sostenere un ben lungo assedio, non mena per le fortificazioni ond'era munita che per le accumulatevi provvigioni d’ogni maniera. Indi ci è d’uopo conchiudere che volontario siane stato l’abbandono. I russi ritiraronsi d’Anàpa per motivi meramente strategici. Ed invero, una volta che Murawieff non può più avere sollecitamente gli occorrenti rinforzi dai canale di Kertsch che ora è in mano degli alleati, non vuole una grande intelligenza per capire che quel generale moscovite abbia subitamente deliberato di riunire le segregate sue forze e con poderoso esercito è aprirsi il passaggio e le comunicazioni in altro lato, è affrontare vantaggiosamente in battaglia campale il nimico. Una vittoria può fargli riconquistare le perdute posizioni; quando che le parziali sconfitte dei suoi corpi distaccati avrebbero avuto per conseguenza e la perdita delle posizioni e la dissoluzione del suo' esercito. Ciò premesso, non si faranno lungamente attendere i dispacci che parleranno delle nuove operazioni di Murawieff. II quale ha molte probabilità di buona riuscita, se non avrà da combattere che con le truppe ottomane di Williams che forse troverà di fronte, e con le ragunaticce soldatesche circasse che forse lo inseguiranno alle spalle. La vittoria per Murawieff sarebbe da disputarsi assai, nei caso che Sciamil prendesse parte attiva nella tenzone contro i russi, e gli alleati riversassero in Asia imponenti rinforzi a Williams, che instantemente li richiede. Quanto a Sciamil, non è ben chiara finora la altitudine che assumerà nella presente congiuntura quanto ai rinforzi da spedirsi dagli alleati non sappiamo se Pélissier sia in grado d'inviarli. Parlasi però d’una legione anglo-turca organizzantesi a Bujukdarè per andare in rinforzo all’esercito ottomano dell’Asia. Questa legione d'altronde (supposto che sia sufficiente al bisogno)'farà in tempo ad arginare le irruzioni di Murawieff che per la circostanza debbono essere precipitose e decisive? Messe pertanto in bilancia le condizioni delle parti belligeranti in Asia, ne risulta che i russi non vi si trovano in quei grandi pericoli, che qualche enfatico articolista già viene preconizzando.

I. La Indépendance belge opina che i futuri destini di Europa (ove la sorte delle armi sia favorevole anzi alla Francia che alla Russia) saranno definitivamente regolati con un congresso da tenersi a Parigi per dare un contrappeso al congresso storico di Vienna del 1815. E poi dicasi che gli scherzi epigrammatici non possano abbellire l’austera serietà de' politici argomenti.

II. Ci la sapere la Gazzetta della città e dei sobborghi di Vienna che la risposta data dall’imperatore Napoleone al principe Czartorisky, dalla quale voleasi arguire che si ricorrerà, come ad estremo espediente, ad una guerra di nazionalità, indusse lo czar a spingere il reclutamento in Polonia, con un rigore finora insolito, sicché né il favore, né la corruzione ora possono colà salvare un giovane, di qualsiasi ordine, alto a por, tare le armi. Di maniera che, quando l’attuale coscrizione sarà compiuta, in Polonia non si troveranno che donne e patrizii d'oltre i dieci lustri e gioventù imberbe al di sotto dei diciassette anni; mentre il fiore della nazione troverassi accampato nell'interno della Russia a molte leghe dalla patria. Dà un anno in qua più di 60 mila polacchi furono strappati dal seno delle loro famiglie e non faranno ritorno ai domestici lari finché durano i timori della guerra. Si dice che il gabinetto di Parigi mandò al gabinetto di Vienna tranquillizzanti spiegazioni sugl’indirizzi polacchi inseriti nel Moniteur, ma quale spiegazione più tranquillizzante di quella che reca essere eliminati i mezzi che potrebbero attuare la temuta riscossa della Polonia?

III. La Militarische Zeitung trova tanto inesplicabile la entrata delle flotte alleate nel Mare. di Azoff che per darle Una qualche spiegazione ricorre a farne la conseguenza di uno stratagemma russo per isparpagliare le forze occidentali? Ma le ingenti provvisioni alimentarie e guerresche è incendiate dai russi è prese dagli alleati, e le comunicazioni dal Mare di Azoff con l’esercito moscovita della Crimea ora del tutto chiuse, erano pure comprese nello stratagemma?

IV. Il Corriere Italiano credo che «la presa del Mamelon e dei due ridotti che dominano la baia di Sebastopoli è una di quelle imprese degli alleati che sono importantissime tanto pe loro immediati effetti quanto per le loro future conseguenze. Il Mamelon è una delle posizioni le più pericolose per la fortezza perché, stando a cavalcioni d’una delle tante alture che circondino Sebastopoli, domine i punti principali di quella piazza. Colla caduta del Mamelon e de due ridotti della baia, dovrà cadere di necessità la forza marittima russa nel Mar Nero. Da que’ punti gli alleati sono in caso di distruggere fin dalle loro fondamenta gli stabilimenti che alla Russia costarono tanto danaro e tante fatiche. Un altro risultato vantaggiosissimo per gli alleati si è che, in possesso di queste opere, possono, con probabilità di successo, dare l’assalto alla torre di Malakoff e procederà lungo la Cernaia, tagliando cosi ogni comunicazione della fortezza col corpo principale russo accampato tra Baktischisserai e Sinferopoli. A Gortschakoff non resta quindi ora altro partito che è di lasciar circuire completamente Sebastopoli e sottoscriverne la resa, è use ire dalle sue posizioni trincierate ed offrire agli alleati una battaglia campale. Nel primo caso la guerra della Tauride finirebbe e gli alleati potrebbero trasportarla è in Bessarabia è in qualche altro punto della Russia; nel secondo, Gortschakoff sarebbe certamente battuti, perché tutti i fatti d’arme finora avvenuti nella Tauride mostrarono la immensa superiorità che hanno in giornate campali gli alleati su i russi. Questo è il piano strategico del Corriere, ora non rimane che a vedersi come sarà messo in esecuzione.

V. l'Armonia scrive che i tre punti, dove ultimamente si segnalarono gli alleati, sono il Mamelon, i ridotti del Carenaggio e la Cava delle pietre. Il Mamelon è un’altura fortificata che domina la torre di Malakoff; i ridotti del Carenaggio stanno più a destra e minacciano il fondo del porto di Sebastopoli; la Cava delle pietre finalmente è più a sinistra, fra la torre di Malakoff e il Redan. Probabilmente un qualche pietoso articolista vorrà dare a Gortschakoff alcun suggerimento che lo liberi da tanto critica situazione.

VI. Parlasi che il governo russo, onde. vettovagliar l’esercito della Crimea, abbia ordinato di instruire sollecitamente una strada ferrata che, partendo dalla Russia meridionale, attraversi l’istmo. di Perekop, per indi raggiungere Sinferopoli, Bakci-Serai e Sebastopoli. Ma il Pays «spera che tale strada ferrata, se pur verrà eseguita, non avrà pei russi altro vantaggio, tranne quello di somministrar loro il mezzo di sgombrare più facilmente dalla Crimea. È anche questo uno spiritoso epigramma.

VII. Anche la Gazzetta uffiziale di Milano vede che le cose della Crimea prendono un aspetto sempre più favorevole agli alleati. Leggiamo in essa:

«Intanto che si aspettano risultati decisivi, non si può negare che la campagna della Crimea già non abbia prodotto un indebolimento della potenza russa. Il Mar Nero e il Mare di Azoff perduti: la flotta pressoché interamente distrutta e del pari distrutto il materiale da guerra: i suoi marinai uccisi nelle fortificazioni della piazza: approvvigionamenti, che avrebbero servito alla difesa di tutto un Impero, oggidì consumati: somme favolose già spese: tre battaglie perdute: il commercio marittimo della Russia già annientato. Ad Anàpa, il solo forte che i russi conservavano sulla costa asiatica del Mar Nero, si preparava una valida difesa, perocché la caduta di quella piazza avrebbe distrutta ogni azione dei russi sulle popolazioni della Circassia. E un dispaccio affermò che Anàpa il 5 giugno cadde in potere dei circassi! Or innanzi a tanto rovinio come si spiega che la Russia ancora non dispongasi a cedere? Come si spiega che invece si avanza vieppiù baldanzosa e fidente sul campo delle battaglie? Ë egli possibile che Nesselrode non vegga i tanti mortali pericoli, che parecchi giornali veggono sul capo della Russia?

VIII. Secondo l'Oesterreichische Zeitung la fortuna di Pelissier sembra pareggiar il costui ardire; la presa del Poggio verde dovrebb'essere il precursore della caduta di Milakoff. Se gli alleati s impadroniscono di quella torre, e, con essa, del sobborgo dei barcaiuoli, i russi non sono in grado di salvare più a lungo gli avanzi della loro flotta nel porto di Sebastopoli

E possibile che, dopo ciò, la Russia divenga caparbia più che mai, e persista a non ammettere il terzo punto quale fu interpretalo dalle Potenze alleate. Ma la perseveranza dei gabinetti di Lontra e di Parigi prevarrà finalmente sulla tenacità del gabinetto di Pietroburgo, che impotente a resistere alle forze marittime dell’Inghilterra e della Francia vedrà non rimanergli altro scampo che di rassegnarsi ed accettare le proposte condizioni di pace. Dunque l'aggiustamento è ormai ben avviato con la presa del Mamelon; sarà compiuto e ratificato con la presa di Malakoff.

IX. Il Diritto giudica che tutto il vantaggio riportato dagli alleati negli ultimi sanguinosissimi combattimenti consiste nell’aver tolto al nemico quelle posizioni, d’ond’egli poteva impedire i lavori d'assedio. Ma un primo risultato veramente importante avrebbesi il giorno che gli alleati s'impadronissero della Torre di Malakoff, a cui non potrebbe, poco dipoi, non tener dietro la caduta del bastione del Dente. Ed ecco che dopo la presa di Malakoff rimarrebbe a prendersi tuttavia qualche altra cosa! R poi? Continua a favellare il Diritto: Non per questo le comunicazioni fra il settentrione e il mezzodì della piazza sarebbero ancora interrotte, perocché il transita potrebbe effettuarsi fra la batteria della Severnaia a settentrione e il forte di San Niccola e la baia dell'Arsenale a mezzodì, e forse la stessa squadra russa potrebbe ancorarsi in qualcuno dei seni che riscontransi nella parte settentrionale della gran baia. Sarà mestieri pertanto che gli alleati si alloggino sulla cinta principale, perché ogni comunicazione sia dal fuoco interrotta. Insomma più si va innanzi e maggiori difficoltà si vanno a mano a mano scoprendo.

X. Il corrispondente parigino d’un giornale viennese ci assicura che con la carta (s’intende geografica) alla mano è visibile che le armate russe della Crimea sono compromesse ne’ loro movimenti, nelle loro comunicazioni, nelle loro sussistenze.... La Francia inoltre e l’Inghilterra non perdono tempo nemmeno nel Baltico; e in breve porteranno all'Impero moscovita, ne' suoi porti e ne’ suoi granai settentrionali, colpi tanto decisivi quanto quelli portati nel Chersoneso Taurico. Ma tuttociò non è che una opinione, la quale potrebbe subire sostanziali modificazioni innanzi al compimento de' fatti, cui si riferisce.

STORIA CONTEMPORANEA

SVIZZERA

Col giorno primo di luglio saranno aperto le comunicazioni telegrafiche fra la Svizzera e la Russia.

IMPERO AUSTRIACO

Il profugo politico Ercole Casoreti è riammesso per grazia imperiale al ritorno in patria e alla cittadinanza austriaca.

Il principe Galitzin segretario dell’ambasciata russa a Vienna ai 10 parti per Stoccarda. E Titoff recasi a Venezia, d'onde farà ritorno a Vi una in attendendo dispacci da Pietroburgo sulla futura sua destinazione.

A di 11 parti da Vienna per Pietroburgo il consigliere aulico Salamon addetto a Titoff plenipotenziario russo presso le Conferenze di Vienna.

PRUSSIA

Continua la malattia dei re di Prussia, il perché gli fu d’uopo sospendere indefinitamente il viaggio che egli aveva intenzione di fare sul Reno.

BAVIERA

Si smentisce la notizia, secondo cui la Baviera aveva ordinato una grande riduzione dei suo esercito.

I principi reali Luilpoldo e Carlo a di 8 lasciarono Monaco; il primo per ispezionare le fortezze, gli arsenali e le divisioni di artiglieria; il secondo per andare alla sua residenza estiva sul lago di Tegern.

OLANDA

La regina madre di Guglielmo II re di Olanda a di 8 passeggiando nella sua terra di Soestdyk riportò, per una caduta, ferite assai gravi alla testa e in altre parti dei corpo.

IMPERO FRANCESE

l'imperatore Napoleone III scrisse di suo pugno una lellera al cardinale Wiseman per ringraziarlo dell’aver egli uffiziato e recitato un discorso in occasione che l’ambasciatore francese fece cantare un solenne Tedeum nella cappella francese a Londra in seguito all’attentato dei 28 aprile.

INGHILTERRA

Palmerston alla Camera dei Comuni nella tornata dell’8 corrente pronunciò un discorso, che fu applaudilo a più riprese. In esso il primo ministro volte dimostrare che «lo scopo della presente guerra non è soltanto di proteggere il debole, ch'è la Turchia, contro il più forte, ch’è la Russia, ma eziandio di rimuovere i pericoli che minacciano l’Inghilterra. Indi la Camera a voti unanimi dichiarò che la guerra debba essere energicamente continuata.»

SPAGNA

Il capitan generale della provincia di Valenza parti alla volta dei Maestrazgo, onde prevenire la invasione che vi potessero tentare le bande carliste dell’Aragona.

IMPERO RUSSO

Diversi diplomatici ed altri personaggi del governo russo presentano da qualche tempo le loro dimissioni allo czar.

Pretendesi che lo czar Alessandro imprenderà fra poco un viaggio nella parte meridionale dell’Impero.

IMPERO OTTOMANO

In una corrispondenza di Parigi rilevasi che l’opinione delle alle regioni di quel paese si è che si stabilirà una piazza forte presidiata perennemente dalle truppe francesi in Gallipoli la quale sarebbe in avvenire la Gibilterra dei Ponto!

Dimesso Riza pascia dall'incarico di ministro della guerra. Gli succedé Mehemed Ruschdi.

Salim pascià succedé a Darbehor pascià nel comando della guardia imperiale.

Parlasi che la Porta invierà un sua ambasciatore anche a Torino.

Ai 29 maggio nuovo tremuoto a Brossa. Abdel-Kader disponevasi a trasferirsi a Costantinopoli.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Tutte le relazioni concordano nel dire che la Russia approfittò egregiamente dell’inverno per mettere in istato di difesa le sue coste dei Nord. Lungo il mare finlandese furono postati dei picchetti di cavalleria che devono dare avviso d’ogni movimento della flotta e comunicare mediante segnali coi comandanti dei corpi d’infanteria e d’artiglieria stazionali nell’interno dei paese. Alla costa della Curlandia fanno guardia i Baschiri a cavallo. A Liban vi sono tre battaglioni di Baschiri e 2 battaglioni di altra cavalleria. Altri distaccamenti guardano la costa dei. mare all'ingresso nel golfo fino a Wendan e Dunamunde. A Riga e Reval non si terne l’attacco nimico. Seskar, sulle cui altezze ancora presentemente la flotta, dicesi destinato a luogo di sbarco dell’armata francese.

Il generale Straganoff succedé al generale Yermoloff nel comando della milizia mobile dei governo di Mosca.

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Fra le fortificazioni fatte dall’Austria in Galizia le più considerevoli sono quelle ormai compiute sulla linea della Sane, il cui centro è il castello di Krasitschyn rappresentante un quadrato difeso da torri, bastioni e trincee, e situato sopra un’altura fra Ridvinno e Przemysl, i quali pure furono poderosamente fortificati; anzi Przemysl oggi è una grande piazza d'armi con imponenti ridotti, trincee ed altre opere militari.

La sera dei 9 il barone Hess parti da Vienna per la Galizia e la Bukovina onde ispezionare le truppe stanziale in quelle provincie.

Il generale Schlick ai 9 parti da Leopoli per Cracovia, onde colà riunirsi al barone Hess e ricevervi l’imperatore.

La sera dei 12 l’imperatore parti di Vienna per la Galizia, onde ispezionarvi le truppe.

Nelle provincie russe contermini all’Austria notasi un gran movimento delle truppe ivi concentrate, le quali sembra si dispongano a partire alla volta del mezzogiorno. Ove ciò avvenga ed ove riesca loro di giungere a tempo nella Tauride, allora soltanto assumerà la guerra grandi proporzioni.

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Scrivono da Kamara al Corriere Mercantile che fra le truppe piemontesi in Crimea si manifesta un ben curioso fenomeno. Un 500 soldati, appena scomparso il sole dall’orizzonte, perdono affatto la facoltà visiva e rimangono ciechi fino al mattino susseguente.

Si afferma che il generale Alessandro Lamarmora sia morto di colera.

Il colera infierisce e mena strage fra i piemontesi. Gl’infermieri e gli addetti al corpo sanitario non possono in verun modo corrispondere alle esigenze dei bisogno. Dicesi morto di colera anche il maggiore Girard, che fu comandante nell'ospedale divisionario di Genova e direttore dei corpo sanitario della spedizione.

Lettere giunte d’Oriente all’Armonia informano che il numero dei soldati infermi trovantisi negli ospedali di Balaklava e Costantinopoli è per lo meno il doppio di quello confessato dalla Gazzetta officiale di Torino.

É morto il contrammiraglio Boxez ch’era incaricato a dirigere la flotta di trasporto per somministrare viveri e altre provvisioni all’esercito inglese della Crimea. È morto di colera.

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A Varna si fanno apparecchi per una spedizione che, a quanto dicesi, dovrà operare sa Perekop.

A Casa-Row Westminster è stato aperto un ufficio di arruolamento per coloro che avessero intenzione di entrare in un corpo d’ingegneri da unirai al contingente turco in servigio dell'Inghilterra.

Notizie della Crimea fino all’8 dicono che le opere avanzata dei russi erano già in potere degli alleati, le cui perdite avute nei combattimenti dei precedenti giorni si facevano ascendere a 3400 uomini, ma quelle dei russi si calcolavano almeno a 6000 uomini messi fuori di combattimento. Il di 8 breve armistizio per seppellire i morti. (Oss. triest.).

(Disp. tel.) Il Moniteur pubblica il dispaccio di Pelissier in data del 9: «La situazione ai 9 simile a quella a degli 8. I russi fecero dimostrazioni senza effetto contro. le opere conquistate dai francesi. (E così noi abbiamo nel precedente numero interpretato il dispaccio sulla dimostrazione del nimico contro l’opera nimica) I russi inoltre abbandonarono la batteria detta, del 2 maggio, cosi lasciando pienamente in balia dei francesi la riva destra del Carenaggio. Le navi del porto e rifuggirono nella baia dell’artiglieria, ove però le grosse bombe degli alleati avrebbero potuto raggiungerle.».

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Il generale Brown, comandante della spedizione di Kertsch, pose quivi il suo quartier generale le truppe turche la presidiano; la brigata scozzese forma i posti avanzati: l’interno del paese è tuttavia occupato dalla cavalleria leggiera russa sotto il comando del generale Wrangel, la quale si ritira à mano a mano che gli alleati. si avanzano e cerca di evitare ogni scontro. Ciò non ostante, Pelissier mandò considerevoli rinforzi a Kertsch

I rapporti da fonte russa sulla spedizione di Kertsch e Jenikalé i quali concordano pienamente con quelli dei comandanti le truppe di spedizione, contengono dei particolari che ci sembrano interessanti. Da essi rileviamo che senza attaccare direttamente le fortificazioni di Olb-Burun, gli alleati fecero avanzare fin presso alla sponda i loro vapori e le cannoniere le quali collocarono in posizione tale da proteggere lo. sbarco della loro infanteria. Quando 6 colonne furono a terra fu aperto il fuoco dai navigli contro le opere russe, le quali, attaccale alle spalle dai battaglioni alleati, dovettero essere sgombrate in tutta fretta dai russi che cercarono colla esplosione dei depositi di polvere in esse trovantisi, rovinarle più che fu loro possibile. Allora una parte dei vapori alleati entrò nella baia di Kertsch. Crediamo in proposito di riportare qui. il brano di rapporte del tenente generale Wrangel comandante le truppe nella parte orientale della penisola taurica: a Vis la l’impossibilità di resistere a tale attacco, ordinai la distruzione delle provvigioni di cereali e di foraggi accumulate nella città di Kertsch come pure la distruzione di quelle navi che avrebbero potuto divenir preda dell’inimico. In seguite a late mio. ordine vennero incendiati: il. vapore da guerra. Mogulschii che, causa i restauri di cui abbisognava, trovavasi senza macchina; i piroscafi privati Berdjansk e Donez. Sulla sorte del vapore Argosant mi mancano notizie; quanto però so di certo si è ch’egli potè passare il promontorio. Le opere di Kertsch-Jenikalè mantennero fino a sera un fuoco forte e felice contro i vapori nemici che si erano recati. nello stretto di Jenikalè e quando sorse la notte, le nostre truppe rovinarono le batterie e le bocche da fuoco e distrussero quanto avrebbe potuto cadere in mano all'inimico, il che fatto, la guernigione protetta dalla oscurità, abbandonò le trincee. Dal seguito poi del suddetto rapporte rileviamo che Wrangel, temendo una diversione su Caffa, andava raccogliendo le sue truppe ad Argin. Una posizione più vicina a Kertsch ei non poteva scegliere, stante la mancanza di arqua potabile in quelle regioni, e poi si mise in grado di accorrere al soccorso di Caffa nel caso di una impresa degli alleati su quella città. Wrangel inoltre attendeva rinforzi per agire secondo le circostanze.

La flottiglia degli alleati prese Marianopoli e Berdianska con una gran quantità di grano, Tangarog e Arabat con 60 bastimenti carichi di munizioni (Presse d’Orient). Cosi una notizia, la quale ameremmo vedere confermata.

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Seconde le notizie dei giornali di Londra, la squadra inglese attaccò il porte di Anapa, mentre la fortezza era bloccata per terra dalle tribù circasso sceso dalle montagne.

(Disp. tel.) Raglan avvisa che i russi sgombrarono Anapa, la quale fu occupata dai circassi.

Il governatore di Tiflis è in trattative con Sciamil per conchiudere un armistizio di un anno.

Immense masse di truppe russe sono concentrate fra il Caucaso e le frontiere della Persia e stanno in espettazione di ordini da Pietroburgo per cominciare le operazioni di una grande campagna.

PERSIA

Lo sciach donò un suo ritratto ornato di diamanti all'incaricato d'affari della Russia, in considerazione. dell'amicizia che lega la Russia alla Persia.

VARIETÀ

Nel Foro Borbonico di Palermo furono innalzate le statue di Carlo III, Ferdinando I, Francesco I e Ferdinando II.


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1855 ROMA 21 GIUGNO N 72

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Fra le più segnalale feste, che finora si celebrarono in Roma ad onore della Immacolata Concezione della VERGINE MARIA, vuolsi a buon diritto annoverare quella che nella chiesa di S. Carlo a' Calinari fecero i RR. PP. Barnabiti i giorni 15, 16 e 17 di questo mese, La eleganza degli ornamenti, la copia delle luminarie, la squisitezza delle musicali armonie, la maestà delle sacre funzioni, tutto insomma contribua a rendere un sublime omaggio di venerazione alla gran MADRE DI DIO. L’affluenza dei devoti fu tale di continuo che angusto pareasi il vastissimo tempio a ricevere l’accorrente moltitudine.

Sono nominati Giudice nel tribunale di Ravenna l’avvocato Giacomo Marchi; Governatori i dottori Luigi Pezzetti in Anagni, Tito Salvatori in Loiano, Giovanni Bizzarri in Argenta, Carlo Urbini in San Ginesio, Oreste Moroni in Valentano, Luigi Mannaioli in Bracciano, Desiderio Bonifazi in Cori; Procurator fiscale presso il tribunale di Civitavecchia il dottor Girolamo Grifoni; Giudice processante presso il tribunale di Ascoli Napoleone Gallo; Cancelliere nel tribunale di appello in Macerata Giacomo Carzini e Vice-cancelliere nel tribunale medesimo Modestino Vitali.

ANAPA

La Russia, lanciato uno sguardo sull’Asia di mezzo, venne subitamente in animo (si per la debolezza della Persia, come per le sconfitte, che questa aveva di recente patite) di allargare il suo dominio fino al Golfo Persico e alle Indie, e stringer quindi alleanza con le bellicose tribù di quelle contrade per muover guerra ai possedimenti britannici. Perciò la Russia, dopo la conquista della Crimea, pensò d’impadronirsi anche del littorale circasso, il cui punto più interessante ne rapporti non meno politici che strategici era Anapa, che fondata da fuggiaschi della Tauride, ai quali un capo circasso diede asilo sul suo territorio, trovavasi in assai prosperose condizioni sotto la signoria del sire di Costantinopoli, E nel 1811 i russi entrarono ad Anapa, d'onde i circassi da ivi a pochi mesi li discacciarono. Quando poi nel 1828 scoppiò la guerra fra la Russia e la Turchia, questa conchiuse lega offensive e difensiva con le popolazioni caucasiano, che per la prima volta vincolaronsi in patto federatizio. Anapa esser dovea la base di loro difensive operazioni; i russi l’assediarono lungamente ma indarno, finalmente il comandante turco consegnavala alla forza della pecunia moscovita. Indi nella pace d’Adrianopoli la Turchia confermava alla Russia il possesso di quell’asiatico paese. Ma i circassi non riconobbero mai la cessione fatta dalla Turchia, cui non erano soggetti, e cominciarono a combattere contro la Russia per la conservazione della loro indipendenza, e la Russia non potè soggiogarli ancora. Essa fe’ di Anapa una fortezza di prim’ordine, edificò altre cittadelle, fra le quali si distinsero Sudsuhuy-Kalu, Geleq-Jschick, A’uklia, Redul-Kalè e San Niccolò; instituì una stabile armata della Circassia, il cui comando fu sempre affidato ai migliori generali della Russia; formò reggimenti di uomini avvezzi alla vita nomade e alle guerre fra i monti; ma queste ed altre cose non valsero a far guadagnare alla Russia un sol palmo di terreno delle alpestri regioni. La conquista delle quali è per la Russia di necessità indispensabile, perché questo paese distendendosi fra le sue provincie, che da un lato hanno il Mare di Azoff e dall'altro il Caspio, mette in pericolo anche il possesso di quelle. Sopraggiunse poi la quistione d’Oriente, e alla Russia, che nelle vicende della guerra distrusse con le proprie mani le sue principati fortezze alla Costa caucasea dell’Eussino, non rimaneva che Anapa, ove andava concentrando lo sue forze per opporre seria resistenza, imperocché la perdita di Anapa le avrebbe sconcertato i piani del soggiogamento della Circassia e dell’avanzamento nell’Asia di mezzo. Ma in seguito al bombardamento da parte degli alleati occidentali, i russi abbandonarono Geiendschiok e SudschukKalè e si unirono al corpo principale presso Anapa accampato, Notizie poi succedentisi con la velocità del lampo annunziarono che anche Anapa fu sgombrata dalle milizie moscovite ed occupata dai circassi.

GIORNALISMO

1. Un corrispondente parigino del Corriere italiano ingenuamente confessa che «negli avvenimenti politici si pecca sempre di esagerazione» massime quando si parla degli affari del contrario partito. Or che dice il corrispondente francese intorno alle cose della Russia? Ecco le sue parole: «Ë ormai certo che il ferro, il fuoco, il colera, gli strapazzi dell’inverno e mille altre desolazioni prodotte dal flagello della guerra fecero perdere ai russi dal principio della campagna sino ad oggi più di 500 mila uomini! Oltre a ciò, le casse del tesoro sono affatto vuole e in conseguenza di tanta penuria i pubblici impiegati sono lo vittime principali, giacché parecchi di essi sono creditori dello Stato, che si trova nella impossibilità di pagare i loro emolumenti. Se a tutto questo si aggiunge il disgusto delle famiglie aristocratiche stanche di vedere sparso senza frutto e senza gloria il prezioso sangue dei loro antenati (prezioso veramente il sangue degli antenati!) è quello dei villici che si credono condannati alla miseria è alla morte marciando contro le armate dell'Occidente, si avrà pure una manchevole idea del malcontento che si mostra da ogni parte in Russia contro la politica dello czar defunto e del suo successore, Indi è che informazioni non sospette di malivolenza assicurano che sono a temersi sollevazioni parziali, e già in diversi distretti si durò fatica a soffocare la esplosione del malcontento.»

2. Lasciamo al criterio di chi legge il giudicare se siavi o no csagerazione in questo racconto di un corrispondente, il quale, per volere dir troppo, forse non dice nulla, appunto come colui che nihil probat perchè nimis probat. La intenebrata romantica fantasia portollo anco a tornare in vita gli antenati delle aristocratiche russe famiglie per farli morire di nuovo nelle battaglie del Danubio e della Crimea! Nel Parlamento inglese si asseverò che le perdite moscovite nella presente guerra finora sono calcolato a 250 mila uomini; ma non si tenne conto di quegli altri 250 mila combattenti usciti dal sepolcro, i quali uniti ai primi formano il mezzo milione dei morti veduti e numerati dal corrispondente del Corriere.

3. Aspettasi con impazienza (scrive la Gazzetta di Milano) un nuovo documento, col quale il gabinetto di Vienna si pronuncierà in modo chiaro ed aperto intorno quanto esigono gl'interessi dell'Europa e della Germania. E questa espettazione (soggiunge il Journal des Débats), non è disgiunta da una certa inquietudine, temendosi un nuovo allontanamento fra l'Austria e la Prussia; chè moltiplici sono i motivi di ruggine che ora esistono fra quelle due Potenze. E' si disperderanno forse, come tanti altri, ma non lasciano di turbare intanto la sicurezza degli Stati germanici e non mancheranno di agitare le deliberazioni della Dieta. 3. Secondo il Times, la riduzione dell'esercito austriaco, che vuolsi scemare di 140 mila uomini, e non solamente vantaggiosa all'Erario cesareo, che potrebbe alla fine trovarsi imbarazzato nel mantenimento di tante truppe, ma è utile eziandio alla Russia, che per tal modo può ritirare le sue milizie dalla frontiera austriaca e inviarle in altri punti dell'Impero.

4. La Gazzetta di Breslavia pretende che l'Austria abbia fatto i suoi militari apparecchi soltanto pro forma. E il Journal de Francfort risponde che questo si chiama un iperboleggiar la calunnia. Se quegli armamenti non si fossero fatti che per la forma, ne verrebbe di conseguenza che tutto sarebbesi composto segretamente con la Russia, anzi che questa avrebbe soltanto per la forma mosso guerra alla Turchia. Le quali supposizioni non sono che i chimere, imperocchè se la comunanza dell'azione militare dell'Austria con le Potenze occidentali non è ancora sopravvenuta, ciò deriva unicamente dal non essersi ancora potuto le tre alleate accordare sui mezzi acconci a mettere in alto il secondo principio del terzo punto delle garanzie. Respinte per tal modo le supposizioni della Gazzetta di Breslavia, non rimane che a combinarsi l'accordo menzionato dal Journal de Francfort, e siccome questo accordo dovrà essere il soggetto di ponderate discussioni piuttosto lunghe, cosi l'Austria nel frattempo delle trattative sminuire di 140,000 uomini il suo esercito, i quali però saranno richiamati tostoché l'accordo siasi conchiuso.

5. l'Armonia die' contezza di avere ricevuta una Notificazione dell'arcivescovo di Torino relativa alla nuova legge piemontese di soppressione dei conventi e dichiarò di non volerla pubblicare per non andare incontro alle ire ministeriali. Il Piemonte ne fe' richiesta all'Armonia, che gliene mandò copia e il Piemonte, avendo messo a stampa la notificazione in proposito, fu sequestrato. E sequestrato fu ancora il Campanone che pubblicolla. Indi l’Armonia contentasi di farci conoscere il solo brano della Notificazione non colpito dal sequestro. Ed eccolo per intero: «NOTIFICAZIONE. Poiché in punizione dei nostri peccati il Signore ha permesso che negli Stati Sardi, e perciò eziandio nella nostra amatissima Diocesi, siasi testé promulgata.

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(Siegue in bianco una colonna e mezza del giornale)

Lione 6 giugno 1855. Luigi Arcivescovo di Torino. A questa pubblicazione l’Armonia la seguire le seguenti riflessioni: «Dunque il governo, è almeno il ministero non è cosi liberale come il Piemonte credeva. Con questo sequestro i ministri confessano quanto sia venerata ed ascoltata la voce dell’Arcivescovo di Torino.»

6. Il progetto di legge sul matrimonio civile nel Cantone del Ticino ha sollevato una generale indignazione nel popolo. Ecco in quali termini ne parla la Gazzetta Ticinese: «In presenza di tanto grave pericolo tolga Iddio che i supremi Consigli persistano nella via intrapresa colla legge civile ecclesiastica. Non disperasi ancora della salute della patria: ma badino bene gli uomini di Stato nelle cui mani è riposta: la storia registra i loro alti Padri di famiglia di uno Stato cattolico potranno essi dimenticare che il matrimonio è un Sagramento grande, e che introducendo la rea distinzione del matrimonio civile dal Sacramenta, si validerà direttamente il concubinato? I mali che il paese han già sofferto in addietro, deh! li rendano cauti almeno per l’avvenire, e li preservino dalla più tremenda risponsabilità, come é certamente quella di scalzare nella sua base uno dei più saldi fonda menti dello Stato, la Religione e le sue autorità.»

STORIA CONTEMPORANEA

IMPERO AUSTRIACO

(Disp. tel.) La sera del 14 l’imperatore esaminò le fortificazioni di Cracovia. Alle ore 9 fuvvi ritirata militare, e il Municipio fece all’imperatore una serenata con fiaccole.

Si accelera la costruzione della strada che dee menare da Pest nell’alta Ungheria in modo che possa in tutti i punti praticarsi all’entrare dell’inverno. Sperasi che i lavori saranno terminati anche prima dell'autunno.

IMPERO FRANCESE

È voce accreditata à Parigi che l’imperatrice trovisi in istato interessante.

li re di Portogallo conferi al principe Napoleone il gran cordone dell’Ordine della Torre e della Spada.

INGHILTERRA

Per ordine dell’ammiragliato inglese fu arrestato! il giorno 6 ad Ipsrvich il grosso bastimento Nina, il quale fino al settembre 1853 viaggiò con bandiera russa, e da tara in poi assunse la bandiera austriaca.

SPAGNA

Il generale Hovos è nominato capitano generale di Madrid in luogo di Zabala divenuto ministro della guerra. I carlisti si dirigono verso l’Alta Aragona, dove il partito loro è sempre in aumento.

SVEZIA E DANIMARCA

Da qualche tempo si fanno grandi sforzi in Danimarca e in Isvezia onde ricostituirvi l’antico partito scandinavo, una volta si potente nei paesi settentrionali dell’Europa. Questo partito, che si è creato varii organi devoti nella stampa, ha scelto per sedi principali della sua propagazione Copenaghen in Danimarca e Gothenburg in Isvezia. Si stanno presentemente riunendo gli elementi per costituire nei duo regni Comitati direttori che stabiliranno affiliazioni nei luoghi principali dei due paesi. La costituzione, che dal 1848 regge la monarchia danese, non proibisce punto le riunioni di società anche politiche. Ma gli uomini assennati temono che la propaganda scandinava non frapponga gravi ostacoli ai governi di Copenaghen e di Stocolma.

Nella Testa anniversaria dello Statuto fondamentale il 5 giugno si fecero a Copenaga varie manifestazioni ostili alla Russia. Indi si sparse la voce, cui si procurò dar credito, che il governo fra quattro settimane avrebbe messo in campo 21,340 uomini che uniti a 60 mila svedesi e normanni avrebbero marciato in guerra contro la Russia.

Nella Svezia gli armamenti si fanno in un ordina estesissimo. Ma con quale indirizzo e per quale scopo? Niuno è che lo sappia. Il re concentra nelle sue mani la somma delle cose pubbliche, e serba tale un segreto che se ne ha conoscenza solo all'istante che comincia l'esecuzione.

PRUSSIA

Il ministro della guerra ha ordinato che, senza frapporre indugio, sia terminata la fortezza di Bogen presso la città di Loetzen sulla frontiera prussiana della Russia.

IMPERO RUSSO

Fu pubblicata a Pietroburgo un Manifesta imperiale relativo alla successione al trono nel caso della morte dello czar Alessandro. Il granduca Costantino è instituto reggente, qualora il successore si trovasse in età minorile.

È compiuto il telegrafo fra Pietroburgo e Odessa, ed è aperto anche al servizio dei privati. Fra non molto il telegrafo, traversando Nikolajeff, congiungerà Odessa con Sebastopoli.

IMPERO OTTONAVO

Nuovi tumulti a Damasco. Fra i cristiani sudditi della Turchia si sviluppa una grande agitazione per la coscrizione militare, cui ora vanno soggetti in virtù dell’essere stati assimilati ai turchi nei diritti civili.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Kronstadt fu munita di nuove opere fortificatorie, compile in brevissimo spazio di tempo e lo czar portossi in persona ad esaminarle. La squadra russa che trovasi raccolta in quel porto si compone di 6 vascelli di linea in attività, di 6 quasi del tutto in disarmo, di 13 altri vascelli che vennero convertiti in batterie natanti, di 8 grandi piroscafi e di un gran numero di scialuppe cannoniere. La flotta anglo-francese ancorata a poca distanza dalle opere fortificatorie novera 10 grosse navi ad elica, una fregata, 3 piroscafi e 7 scialuppe cannoniere. In una delle ultime ricognizioni di recente intraprese dai comandanti alleati, poco mancò che questi non cadessero nelle mani dei russi. Il fatto sarebbe accaduto, a quanto si racconta, in tal modo: Pochi giorni sono i contrammiragli Dundas e Seymour con varii uffiziali approdarono ad un isola posta innanzi a Sweaborg, probabilmente Fyrholme, allo scopo d'imprendere una ricognizione. I russi che dalla fortezza osservarono lo sbarco, vi spedirono un piroscafo avente a rimorchio una scialappa cantoniera per tagliar loro la ritirata e se i Russi si fossero affrettati un poco di più, essi avrebbero, a della degli stessi inglesi, condotto il loro piano a felice compimento.

(Disp. tel.) Due bastimenti inglesi che ai 9 si spinsero in esplorazione sotto Cronstadt, riportarono guasti nella loro fasciatura di rame in seguito alla esplosione di macchine infernali.

(Disp. tel.) Ai 13 il contrammiraglio Hayne gittò l'ancora presso Kundsbored. Ai 16 la sua squadra entrava a Kiel avviandosi pel Baltico.

(Disp. tel.) Un ukase imperiale ordina un sollecito reclutamento, che colpisce anche i figli unici, abolendo l'attuale loro esenzione.

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L’ospodaro Ghika protesta contro lo stato d’assedio proclamato dal generale austriaco Coronini anche nella Moldavia.

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Si ha da Odessa che due vapori alleati non molto lungi dal porto catturarono varii navigli russi carichi di pesce.

Gli alleati apparecchiano una grande spedizione contro Odessa. Luders trovasi a Tiraspol per dirigere le operazioni di resistenza.

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Su i primi di questo mese la cavalleria inglese inseguiva i cosacchi verso la Cernaia, mentre i bersaglieri sardi avanzandosi da Kamara prendevano posizione in un sito che domina gli approcci dalla valle del fiume. Gli usseri e lancieri inglesi, dopo avere tenuto dietro al nimico fino a un certo punto se ne tornavano stanchi, e furono segnalati in distanza dai sardi, che, ignari allora delle divise delle diverse nazioni unità in quei campi, li presero per moscoviti e si prepararono a riceverli. Il colonnello Cadogan addetto al loro contingente maravigliandosi di quell'attitudine fece delle rimostranze, e, dacché i sardi mostravansi tuttavia diffidenti, si offerse di andare egli stesso a riconoscere la inoltrantesi cavalleria. Detto, fatto: e, trovando di non essersi ingannato, indicò ai suoi connazionali la esatta posizione, nella quale stavano i loro alleati, e fece loro prendere un’altra direzione, onde non avessero a frapporsi alle operazioni dei sardi. Ciò fatto, si affrettò di ritornare presso i medesimi, ma con suo grande stupore trovò che i bersaglieri sardi erano scomparsi. Soffermatosi alquanto stava pensando su qual via egli avrebbe potuto raggiungere i fuggitivi, ma indi a poco senti da presso un leggiero muover di piedi, volge lo sguardo e trovasi a faccia a faccia col comandante dei bersaglieri. Il colonnello Cadogan informò subitamente l’officiale sardo che la cavalleria era inglese. Tanto meglio, rispose seriamente il sardo, quando sia cosi possiamo accomodarci senza cerimonie. Detto ciò, posesi alla bocca un fischietto e ne trasse un sibilo acutissimo, terribile. Il colonnello inglese attonito appuntò fisso lo sguardo sul suo compagno d’arme, ma rimase più che mai preso da stupore quando in un baleno vide uscire bersaglieri in tutte le direzioni, da ogni buco, da ogni fossa, da ogni cespuglio che sarebbe avvenuto se una cavalleria russa si fosse avanzata?

(Disp. tel.) Lamarmora avvisa che il colera dal 2 al 10 intieri. indi cominciò progressivamente a scemar d'intensità.

Si spediscono altri 2500 uomini dal Piemonte in Crimea.

Il generale Morris fece con la sua cavalleria una ricognizione del gran campo trincierato de' russi al di là della Cernaia, e calcolò da 80 a 100 mila uomini l’armata nimica. Canrobert gittò de ponti sul fiume e vi stabili parecchie batterie per guarentirne il passaggio. I piemontesi fortificarono il capo del ponte preso ai russi sulla riva destra della Cernaia, e non guari lungo dalla riva sinistra Pelissier collocò magazzini di abbondanti vittuaglie.

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(Disp. tel. Varsavia 12) Gortschakoff annunzia in data dell’8: Dopo un violento bombardamento, che durò due giorni, tre divisioni francesi il 7 giugno attaccarono e presero i ridotti Kamschatsky, Selcngninsky, Wolhynsky e la batteria situata fra 'l bastione e il ridotto Selengniosky. Il ridotto Kamschatsky ripreso dai russi fu occupato di nuovo dalle riserve francesi. Alla Due del sanguinosissimo combattimento la sola batteria restà in potere de russi, ch'ebbero 2500 fra morti e feriti. Maggiore fu però la perdita del nimico, cui si tolsero 2 cannoni da montagna e si fecero 275 prigionieri, fra i quali 7 uffiziali. I francesi soffersero i loro più gravi danni in avanzandosi fin sopra il ponte di Kelenbalka e fino alla fossa del bastione Korniloff.

(Disp. tel. 9 giugno) Il 7 tre divisioni francesi, appoggiate da forte riserva, eseguirono un attacco contro le opere russe del sinistro contrapproccio. Ne segui sanguinoso combattimento. I francesi, dopo aver presi questi ridotti, giunsero fino al piede del bastione di Malakoff; ma furono respinti fino ai ridotti di contrapproccio che ben due volte caddero dall'una all'altra mano. xi motivo della enorme preponderanza dei francesi i ridotti rimasero in loro potere.

(Disp. tel. Varsavia 13) Gortschakoff in data del 9 annunzia che il bombardamento continuava con violenza, specialmente contro i bastioni Korniloff e numero 3. Il nimico domandò un armistizio per seppellire i suoi morti. Si rilevò che ai 7 giugno e’ soffri perdite enormi calcolate a più di 4000 uomini.

(I tre precedenti dispacci sono comunicati dall'ambasciata russa in Vienna, come avverte il Corriere Italiano) Gli ufficiali del genio degli alleati fin dal 10 si occupavano nell’aprire la quinta paratella, nell’erigere batterie per fare la breccia e nell'apparecchiare l’assalto contro il sobborgo dei naviganti.

(Disp. tel.) Gli alleati deviarono l’acqua potabile che metteva nella fortezza di Sebastopoli.

(Disp. tel. Vienna 15) Un dispaccio russo dice che il fuoco degli alleati era debole l'11 e il 12 e che le perdite russe sotto Sebastopoli erano moderate.

(Disp. tel.) I navigli della flotta russa abbandonarono il porto di guerra di Sebastopoli, non essendovi più sicuri dalle palle delle batterie francesi del Mamelon.

(Disp. tel.) I russi diedero all'11 da Inkermann l’attacco contro le posizioni conquistate ultimamente dagl’inglesi sulla Cava delle pietre. Il combattimento durò 5 ore; i francesi erano comandati da Pelissier; i russi si ritirarono dietro le loro primiere posizioni dopo avere sofferto grandi perdite.

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(Disp. tel.) Dal quartiere generale russo sulle alture d'Inkermann 9 giugno: Nulla di nuovo nel Ma e di Azoff e sulla squadra di sbarco. Una parte delle truppe della medesima trovavasi a Kertsch e Jenikalè.

(Disp. tel. Parigi 17) Nessuna notizia della Crimea.

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Ai 3 di giugno l'ammiraglio russe Serchiakoff parti da Anapa con buona mano di truppe alla volta di Jekaterinodar onde ristabilire le comunicazioni fra quei due luoghi e opporre resistenza all'ulteriore avanzamento dei circassi, che inanimiti dalle recenti vittorie degli alleati a Kertsch e nel prossimo Mare di Azoff scendevano armati dalle montagne. Ma la spedizione di Serchiakoff non ebbe i risultati che si speravano, imperocché ornai non si revoca più in dubbio la occupazione di Anapa per parte dei circassi avvenuta il di 5. Si attendono le particolarità di questo fatto importantissimo.

(Disp. tel.) Il generale Murawieff capo dell’esercito russo nell’Asia ricevette da Pietroburgo l'ordine di prendere immediatamente l'offensiva.

(*) Le ultime notizie di Costantinopoli recano che colà ritenevasi come cosa positiva che Sciamil, avendo ceduto alle premure delle Potenze occidentali, erasi determinato a cooperare attivamente contro i russi.

IMPERO CINESE

Recentissime notizie della Cina recano che la causa dei ribelli puote ormai ritenersi come perduta. Le loro forme adunate nelle provincie settentrionali e centrali furono disfatte in ogni scontro dalle truppe imperiali. Nella provincia di Nankin i rivoluzionarii si mantenevano tuttavia in qualche apparente potere; ma era comune opinione che avrebbero sgombrato dal paese appena si fossero di più avvicinate le milizie del governo.

AMERICA

Ncl Pcru si vanno prendendo tutte le disposizioni per una guerra civile; le prossime elezioni saranno il pretesto della lotta; i generali Castilla ed Elias, che contribuirono a rovesciare il governo di Echinique, essendo candidati alla presidenza della repubblica sono alla testa dei due principali partiti che si avversano. Nella Nuova Granata si fanno preparativi per muover guerra alla repubblica di Venezuela. Nella Bolivia, dove per mezzo di truppe e di danaro si può giungere alla dittatura, è stato rieletto presidente il generale Belzu.

Si la sapere da Washington che l’ex-presidente Taylor verrà fra poco in Europa onde raggiungervi gli ex-presidenti Van Buren e Millard Fillmore che già sono arrivati a Londra; e cosi formare un triumvirato diplomatico incaricato di offerire alle europee Potenze belligeranti la mediazione degli Stati Uniti. E ciò consuonerebbe con quanto fu proposto nella scorsa sessione del Congresso americano. Ancora però non si sa dove i triumviri antipodi abbiano intenzione di aprire le nuove conferenze per trattare la conciliazione.

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La soscrizione pubblica per l'imprestito di 60 milioni della città di Parigi fu aperta il 14, e la sera del 15 l’imprestito era più che coperto.

MEDICINA

Scrivosi dall’Havana che sempre più favorevoli sono. i risultati del metodo d’innestamento contro la febbre gialla, la iniziativa del quale è dovuta al dottore Humbold. Una Commissione di medici francesi andati alla Havana dalla Martinica per istudiare questa innovazione importantissima ha dato al metodo dello innestamento la sua piena approvazione.

NUOVE PUBBLICAZIONI PERIODICHE

Sta per pubblicarsi a Londra un giornale in lingua russa intitolato: La Stella polare, sotto la direzione del celebre proscritto russo Alessandro Herzen.

È annunciata la prossima pubblicazione di una novella grande Revue per far concorrenza alla Revue des deux Mondes.

Vedrà fra non molto la luce in Ungheria un nuovo giornale conservatore col titolo: Magyar sajtò Politika, nemzetguzdaszatirodatom ès miiveszet Kozlonya. Questo periodico ha la missione di ricondurre le idee ai principii dell'ordine, in opposizione al famoso Kossuthiano giornale Pesti hirlap, che avea la missione di propagare la rivolta.



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1855 ROMA 23 GIUGNO N 73

IL VERO AMICO DEL POPOLO

RIVISTA SETTIMANALE

Per conoscere ciò che veramente si nasconde «sotto il velame degli eventi strani» la pubblica impazienza aspettava che l'Austria, deponendo la neutralizzantesi altitudine delle fabiane indecisioni, avesse finalmente imbrandita la spada mettendosi accanto all’una è all’altra delle parti belligeranti. Ma la condotta cesarea non subi sostanziale mutamento che ad occhio nudo apparisca; sebbene, a la voler guardare un po’ troppo pe’l sottile, v’ha chi vi scorge (o almanco pretende scorgervi) propensioni anzi per la Russia che per le Potenze occidentale Imperocché, laddove pur dianzi dicevasi che l’Austria co’ suoi aumentati eserciti minacciava la Russia, ora è d’uopo dire, per la inversa ragione, che, ordinandosi lo scemamento degli eserciti austriaci, questa minaccia, sa totalmente non iscomparisce, assume un certo aspetto di pacatezza e di moderazione. Quanto poi alle relazioni diplomatiche, quelle che direttamente erano tra l’Austria e la Russia si conservano tuttavia senza alterazione; e quelle che indirettamente vi possono essere per la influenza prussiana, che suole rappresentare in atto le inspirazioni pietroburghesi, prendono una piega un cotal po' differente da quella che per lo addietro aveano, mercecché vuolsi ravviata a un medesimo scopo la politica dei gabinetto di Vienna e di quello di Berlino.

Come poi stieno i rapporti dell'Austria con le Potenze occidentali, rivelano i fatti, che noi senza comenti riepilogheremo, lasciando in si delicato argomento che ciascuno vi aggiunga quella interpretazione che al proprio criterio paia più conforme allo stato delle cose. L’alleanza del 2 dicembre 1854 prometteva che, ove la pace non si fosse conchiusa innanzi al cominciamento dei fatale 1855, l’Austria sarebbesi unita alla Francia e all'Inghilterra per domandare con la ragione delle armi alla Russia il definitivo aggiustamento della orientale vertenza. Ma iF termine statuito a dar principio all’azione austriaca passò; passarono altri sei mesi; ed oggi qual è la posizione dell’Austria? Il gabinetto di Vienna m una sua Nota comunicala di recente alle Corti germaniche dichiara che «nelle negoziazioni l'Austria non oppose gli speciali interessi tedeschi come estranei è contrarii ai generali di Europa, e che perciò respinse n decisamente ogni sceveramento degli interessi austriaci dagli alemanno-europei. Perché poi l’Austria non concordava con le Potenze occidentali nelle conseguenze della loro maniera di giudicar le cose, non potè considerare questa maniera di giudicare sicco me emanante dal punto di vista comune europeo; quindi si riservò la indipendenza d'azione senza ritirarsi dall'alleanza conchiusa con le Potenze occidentali (1)a.»

Mentre però l’Austria tiensi ferma ad una alleanza che non vincola la sua indipendenza d’azione, le Potenze con esso lei alleate che agiscono e che hanno bisogno di attiva concorrenza, declinarono alquanto dagl'impegni assunti dai loro rappresentanti alle conferenze di Vienna verso il gabinetto cesareo. Drouyn de Lhuys e Russel si congedarono da Buol promettendogli che si sarebbero adoperati a insinuare presso i loro governi meno esigenti pretensioni per agevolare secondo le vedute austriache l’appianamento della inestricabile quistione. E qui manifestossi più chiara la divergenza dei pareri delle tre alleate Potenze. A Parigi allora Drouyn de Lhuys lasciava il portafoglio degli affari esteri, e con questo ripiego di galateo diplomatico si esonerava dalle promesse fatte a Vienna. Russell a Londra, per salvarsi dal naufragio nelle burrasche parlamentarie, si fe’ il campione della guerra e dimenticò che a Vienna die' parola di essere il paraninfo della pace.

Rimanevano intanto a Vienna i plenipotenziarii militari delle Potenze occidentali per accompagnare il barone Hess traente all'armata austriaca, che guarda la frontiera verso la Russia. Ma il barone Hess ai 9 parti ad ispezionare l’esercito, ai 12 partiva anche l’imperatore per lo stesso scopo; e i plenipotenziarii militari di Francia e d’Inghilterra non mossero di Vienna, il che la supporre terminata la loro primitiva missione.

Per le narrate cose v’ha chi congettura essere sopravvenuta qualche diffidenza; osservasi però che fra Vienna e Parigi non isminnisce lo scambio delle gentilezze, che, a quanto pare, più riservate divennero fra Vienna e Londra.

La Prussia prosegue di cheto i suoi armamenti. Il re volea recarsi a visitare le provincie della parte renana e il suo. viaggio avrebbe forse fatto parlare un po’ troppo la garrulità giornalistica. Il viaggio Tu sospeso per sopraggiunta malattia di re Federico Guglielmo.

Le notizie della Svezia e della Danimarca sempre sono che quando l'una dicesi proclive ad aderire alle Potenze occidentali, l'altra affermasi è inchinevole a pro’ della Russia o risoluta ad una strettissima neutralità. Pochi giorni sono era la Svezia che doveva dichiararsi allenta dell'Occidente, e la Danimarca rimanersi neutrale; oggi battagliera ê la Danimarca, e neutrale la Svezia. Chiaro argomento è questo che nessuna delle due vorrebbe impegnarsi nella lotta; ma il fremito scandinavo è quasi tutto avverso alla Russia; e il partito democratico, specialmente in Danimarca, dal turbine britannico è sospinta a gridar guerra per abbattere la preponderanza del colosso del settentrione.

La Russia intanto preparasi a sostenere qualunque più gagliarda oppugnazione. Chiama sotto le armi quanti sieno stimati acconci al servigio militare. A voler giudicare dai preparativi che si fanno, sembra che la Russia pongasi in grado di affrontare anche una generale europea coalizione.

Nel Baltico g!i ammiragli occidentali in una ricognizione presso Sweaborg corsero pericolo di rimanere prigionieri. Due bastimenti inglesi avvicinatisi a Cronstadt soffersero gravi danni dalla improvvisa esplosione di macchine infernali. Ben da ciò si arguisce che i russi sanno adoperare mezzi d’ogni maniera e tali da non temere né anche la destrezza dell'ardimento britannico.

Nella Crimea succedette una pausa alle operazioni che con tanta rapidità l’una all'altra conseguitarono. Gli alleati conservano i tre ridotti presso Malakoff occupati nelle notti del 22 e 23 di maggio e vi si fortificano. Si agglomerano sulla Cernaia e si avvicinano sempre più agli appostamenti nimici. Ricominciò il bombardamento di Sebastopoli ai 6 e tacque ai 12; forse lo scopo di esso la di tener colà rivolta l'attenzione dei russi, mentre gli alleati avean bisogno di stabilirsi poderosamente e senza incomode molestie si nelle posizioni di recente conquistate come in altri punti di strategica importanza. E ben si pare che il tanto preconizzato assalto di Sebastopoli non sia nei piani di Pélissier ora che la Crimea ê bloccata per mare da tutto le parti. É meglio probabile un colpo di mano su Perekop, che, cadendo in potere degli alleati, chiuderebbe ai russi l'unica via di comunicazione che oggi loro rimane e li costringerebbe a necessaria dedizione per lo totale paralizzamento delle provvigioni.

Si fanno correr voci di mala intelligenza fra Pélissier a Raglan, e aggiugnesi ancora che Raglan siasi richiamato al suo governo pere è interpongasi appo il governo napoleonico onde sia nominato un altro generale di men precipitoso carattere. Ma non sono che voci; nulla di positivo; forse le supposto gelosie è ripugnanza del generale inglese non sono che invenzioni dei novellatori per solleticare l’altrui curiosità la mancanza d’interessanti notizie.

Sulla caduta di Anapa non elevasi più alcun dubbio. Le aggressive operazioni di Murawieff non avranno altro intervallo ad incominciare tranne quello necessario a riunire le sparse milizie russe dell’Asia. Va cosi ad aprirsi nell’anatolico paese un gran teatro di guerra, che sarà però di corta durata, perché ivi tutto lo scioglimento della catastrofe riducesi a poche battaglie, forse ad una soltanto (2)a.

I sudditi cristiani della Turchia assimilati ai turchi nei diritti civili non sono guari contenuti della leva militare, cui non erano avvezzi. Indi ritrosie che imbrattansi anche di sangue, specialmente nelle provincie asiatiche. Il governo intanto è travagliato dalle mutazioni ministeriali; l’uomo ammalato, di cui favellava. con tanto acume di antiveggenza lo czar Niccolò, sente aver bisogno di eroiche medicine che lo rinvigoriscano, ma queste nei moltiplici rimpasti del ministero finora Don produssero alcun miglioramento; anzi nel Parlamento inglese ultimamente si fe' cenno dell’aggravata indisposizione e menossi querela che Bisanzio sarà re, laggio della Francia, senza che l’Inghilterra possa entrarvi a parte.

La Spagna si agita seriamente secondo le corrispondenze dei giornali; e tutto vi è in perfettissima quiete secondo gli annunzii ministeriali. Ma le truppe del governo accorrono qua e cola, i quali movimenti non paiono consuonare con la normalità delle cose che pretendesi reintegrata. Il partito democratico subisce a malincuore la dittatura che sospende le guarentie costituzionali, ma d'altronde il governo non seppe trovare altri mezzi per combattere contro il partito carliste. La efficacia di questi mezzi risulterà dal fatti. Nella continuazione della dittatura vedesi la continuazione dei pericoli, che persuasero ad invocarla, a concederla, ad assumerla.

Nel Cantone del Ticino, con le persecuzioni alla Chiesa, si va novellamente preparando il fomite ad altre elvetiche turbolenze, e per conseguenza il motivo a qualche altra intervenzione austriaca ai confini.

In Piemonte questi ultimi giorni menossi gran rumore per una Notificazione dell’Arcivescovo di Torino che, suggerendo alcune norme ai suoi diocesani sul modo di regolarsi nell'attuazione della legge di soppressione dei conventi, chiama furto sacrilego l’incameramento dei beni delle corporazioni religiose, e dichiara che in sostanza il piano della setta è di tutto divorare quanto la Chiesa possiede.

GIORNALISMO

Nella notte del 26 e 27 maggio (cosi raccontano i giornali di Pietroburgo) i posti avanzati russi sotto Eupatoria attaccarono un distaccamento turco stabilito presso il villaggio di Sak. Impegnatosi appena il combattimento, uscirono da Eupatoria 4 battaglioni, 12 squadroni con 10 cannoni ed una massa di bashi-buzuk. Dopo un’ora circa di scarica i turchi si ritirarono in Eupatoria lasciando 6 morti sul terreno 3 prigionieri in mano dei russi, i quali ebbero soltanto 4 morti. Non sappiamo intendere perché i russi che, a quanto pare, rimasero vincitori, indi permettessero ai turchi la ritirata senza inseguirli.

Il Times ha da Vienna: «Un dispaccio da Varna in data del 13 porta che le truppe francesi furono richiamate da Kertsch? probabilmente per prender parte a qualche gran colpo contro Sebastopoli.» Ma se dovevano essere richiamate, perché tre è quattro giorni prima furono loro mandate altre truppe di rinforzo?

«Per ciò che riguarda Anapa, cosi la Gazzetta di Milano, l’Occidente di Europa avrebbe echeggiato di immense giubilo, se la conquista di quella piazza fosse costata un diecimila uomini. Le vittorie incruente neppur ai menzionano!.... I russi 'son forti nella loro attitudine a sostenere molte sconfitte: gli anglo-francesi in questo son deboli di non poterne soffrire una sola!»

STORIA CONTEMPORANEA

ROMA

La SANTITÀ di N. S. annoverò fra i suoi Camerieri di onore in abito paonazzo i seguenti sigg. Canonici della Chiesa Metropolitana di Dublino: D. Guglielmo Yore, D. Guglielmo Meagher, D. Bartolomeo Woodlock, e fra suoi Camerieri d’onore extra urbem il sig. D. Andrea Bruno arciprete di Gioia, Arcivescovato di Bari nel Regno delle due Sicilie.

La sera del 21 partirono da Roma per Civitavecchia il sig. Com. Giuseppe Bernardo de Figueiredo incaricato d’affari del Brasile ed il sig. Com. Giorgio Augusto Husson da Camara Consigliere di Legazione ed incaricato d’affari del Portogallo, per complimentare S. M. Fedelissima D. Pedro I. al primo suo arrivo in quella città.

PIEMONTE

«Fra pochi giorni (Arm.) una nuova compagnia di zappatori piemontesi del genio dee muovere alla volta dell'Oriente. Il ministero col pretesto di far guerra ai frati e alle monache nell’interno del paese vuole rinforzare l’esercito, ma la vera ragione è per avere in pronto soldati da mandare in Crimea.»

La mattina del 16 fu eseguita la sentenza di morte contro Giambattista e Vincenzo fratelli Amisano, non che Bartolomeo De Giorgis condannati per grassazioni fatte in comune. Il supplizio si fè ad Alessandria.

La mattina del 17 a Torino un borsaiuolo tolse di tasca l'orologio a un suo vicino nella chiesa di S. Giovanni e precisamente nella cappella della SS. Sindone. Il derubato se ne accorse e gridando al ladro! al ladro! tenne dietro al malfattore che usci di chiesa. Una guardia nazionale gli mosse incontro e appuntandogli la baionetta al petto sbarravagli il passo, quando il malandrino che di mano alla baionetta e la tolse dal fucile. A quella vista il soldato di linea in fazione corse egli pure, e siccome il ladro tentava di fare resistenza anche a lui, cosi l'infilzò con la baionetta. Quello sciagurato cadde a terra semivivo; fu portato all’ospedale e a capo. a un’ora mori.

IMPERO FRANCESE

L’imperatore si occupa, a quanto dicesi, di stabilire un campo di esercizi presso Guiches nelle vicinanze di Parigi.

I movimenti delle truppe verso il campo del nord continuano con grande attività. La strada ferrata trasporta sempre forti distaccamenti. Passano per Lilla treni speciali ciascuno con circa 700 soldati. In parecchi dipartimenti i prefetti fanno leggere in pubblico i dispacci di Pelissier sulle operazioni guerresche della Crimea, i quali sono letti con avidità e le grida di gioia delle popolazioni attestano l’interesse che prendono ai vantaggi riportati dalle armi francesi.

SPAGNA

Secondo i giornali di Madrid, il piano dei carlisti sarebbe che il generale Elio debba agire nella Navarra Cabrera con Don Giovanni nella Catalogna. Ai 10 giugno a Madrid curreva voce di una ben grave rivoluzione carlista nella Navarra.

Ai 7 giugno si temevano turbolenze nelle vie di Madrid, ma si presero disposizioni tali che la quieta pubblica non fu turbata.

Il 13 a Parigi circolavano voci le più sinistre sulla, Spagna. Parlavasi della fuga della regina e del generale Espartero, non che dello scioglimento delle Cortes (lnd. belg.). E i giornali francesi parlavano di rumori gravissimi intorno agli affari di Spagna; dicevano che nelle provincie settentrionali scoppiarono rivoluzioni. Ma un corrispondente parigino (Gazz. di Mil.) afferma che le funeste notizie relative alla Spagna non si verificarono. Ammette però che la situazione del paese è critica estremamente.

Dodge nuovo ministro degli Stati Uniti a Madrid il 15 presente le sue credenziali alla regina.

PORTOGALLO

Scrivesi da Lisbona che le Cortès saranno prorogate nuovamente.

Lettere giunte da Lisbona annunziano la scoperta di una congiura, il cui scopo era di cambiare l'attuale politica del governo e di proclamare maggiorenne innanzi tempo il re Don Pedro.

DANIMARCA

A Copenaga l’ardore guerresco ostile alla Russia' divampa ogni giorno più. Già si dice che la Danimarca debba cooperare insieme alle Potenze occidentali. ma con forze che manifestino la importanza della nazione. Il perché si vuole che il contingente di 21340 uomini sia raddoppiato chiamando sotto le armi le riserve e i soldati in congedo.

Tutti i deputati uscenti della seconda Camera danese e appartenenti al partito democratico furono rieletti a Copenaga a grande maggioranza di voli.

IMPERO RUSSO

Parlasi a Pietroburgo del prossimo. ritiro di Nesselrode dagli affari. Il suo successore sarebbe Leon Gregoriewiteh Seniawin consigliere privato di Stato e sottosegretario al ministero degli affari esteri.

É atteso a Varsavia l’arrivo del gran principe Niccolò comandante del genio nell'armata occidentale.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Si pensa di spedire forti guernigioni ed anche la milizia comandata dal generale Vivian a Rustsciuk, Viddino, Belgrado e Novibazar. Dicesi che non si ha fiducia nella tranquillità del paese, essendo ornai certo che la propaganda russa ha fatto molti proseliti nella Bulgaria e nella Servia.

Lo stato di assedio nei Principali danubiani che luogo a un vivo scambio di note diplomatiche. Ma l’Austria si è giustificata producendo le prove di una vasta cospirazione per farà insorgere i Principali medesimi.

Fra le frappe russe di Tiraspol comandate da Luders imperversa una febbre perniciosa che miete moltissime vittime.

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Parlasi pur sempre di una spedizione degli alleati contro Perekop, la quale non sarà forse che una semplice ricognizione, perché tutto dipenderà dalla resistenza che faranno i russi. I quali continuano a fortificare quell'istmo, la cui cittadella è armata nel modo il più formidabile. Vi è ancora un campo trincierato capace a contenere 100 mila uomini, guernito di fortini e circondato di torri dette massimiliane, simili a quelle che sono costruite intorno ad Ulma. Ultimamente buona parte delle truppe ch’erano nella Volinia é sulle frontiere della Galizia fu incaminata verso Perekop.

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(Disp. tel.) Ai 14 i russi diedero un attacco alla posizione turca di Eupatoria, è dopo un lungo combattimento furono respinti. Nulla si sa delle perdite si dell’una come dell’altra parte.

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(Disp. tel. Varsavia 15) Gortschakoff in data dell’annunzia: L’11 il 12 il fuoco degli alleati contro Sebastopoli fu debole e a mano a mano diminuì, fino a che cessò del tutto. Anche il bombardamento notturno fu assai leggiero. Le perdite russe son tenui. I francesi non lavoravano ai (conquistali) ridotti Selenginski e Volhynsky ma ricostruivano la lunetta Kamschatsky. (Il presente dispaccio è comunicato dall'ambasciata russa in Vienna)

Aspettavasi una grande battaglia fra il 12 e il 15, che forse sarebbe stata decisiva. Ma pare che non abbia avuto luogo. Ciò non ostante giunsero a Torino dispacci, che fino ai 19 non furono pubblicati. Il Movimento dice che si tratterebbe di notizie assai gravi causale dal colera. Intanto i fondi ribassavano più che sensibilmente.

(Disp. tel.) Ai 13 un 6000 inglesi raggiunsero Canrobert sulla Cernaia.

(Disp. tel.) Londra 18) Nulla di nuovo dalla Crimea.

Il teatro francese imperiale d’Inkermann continua le sue rappresentazioni. Il generale Bosquet vi andò parecchie volte. I generali Morris e Mayran non vi mancano mai. Il secondo reggimento degli zuavi sull’introito di cinque rappresentazioni mandò 1000 franchi ai prigionieri francesi che sono a Sebastopoli.

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(Disp. tel. Varsavia 15) Gortschakoff la sapere in data del 12 che la squadra inglese avente a bordo una parte delle truppe che occuparono Kertsch e Jenikalé, gittò l'ancora presso la lanterna di Takilski, probabilmente con intenzione di rivolgersi sopra di Anapa. (Dispaccio comunicato dall'ambasciata russa a Vienna).

Lettere di Costantinopoli del 7 ne fanno sapere che’. 8000 uomini di truppe alleate s’imbarcarono a Kertsch per la spedizione contro Anapa, e che 12 mila turchi dell'armata anatolica marciavano contemporaneamente verso lo stesso punto. Questo movimento dalla_parle di terra fu gagliardo stimolo a che i circassi si determinassero nuovamente a prender l’offensiva contro i russi. Que’ montanari scendono a numerose torme alla pianura e sono tutti guerniti di armi di fabbriche inglesi.

Dalla squadra approdata presso Anapa partirono varii ufficiali francesi e inglesi con lettere degli ammiragli e dei supremi comandanti degli eserciti alleati dirette a Sciamil per invitarlo a prendere l’offensiva contro la Russia in unione all’armata anatolica anglottomana.

Il colonnello Rustem bey è partito da Costantinopoli per Van Musch, Kars, Erzerum, Bittis ed altri luoghi onde reclutarvi fra le popolazioni armene 6000 uomini in rinforzo all'esercito turco dell'Anatolia.

(Disp. tel. Costantinopoli 11) Furono domandati 10 mila turchi dell’esercito del Danubio per incorporarli alla legione inglese chiamata ad operare nell’Asia.

(Disp. tel.) L’esercito anglo-turco lasciò Buiukdarà per recarsi in Asia.



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1855 ROMA 26 GIUGNO N 74

IL VERO AMICO DEL POPOLO

GIORNALISMO

Chiuse appena le Conferenze di Vienna, gli amici dello czar in Prussia subilo affermarono; Rotta ogni relazione di amicizia fra Vienna, Parigi e Londra, i generali Letang e Crawford richiamati dai loro governi; disarmo quasi generale dell'Austria, che cosi offre mezzo alla Russia d’inviare al teatro delle ostilità le sue truppe appostate sul confine della Galizia. Ma contro questi parlari sorge la Gazzetta di Milano, la quale assicura che «l’Austria fedele al trattato dei 2 dicembre guarentisce la propria cooperazione alla causa della civiltà... e sebbene s'attenga per ora ad una politica di aspettazione, pure col suo contegno avverso alla Russia, ha già recato grandi vantaggi ai suoi alleati di Occidente.»

E a sempre più provare che l’Austria sia nimica della Russia invoca l’autorità della Patrie e dei Journal de Francfort, i quali «ai protervi, che ancora persistono nel fare oltraggio coi loro dubbi alla sincerità dell’Austria, non hanno ché una cosa a dire, cioè: Scorrete i fogli russi, tutti i fogli russi, guardate se mai vi è dato di trovarvi una frase, una linea, una parola, in cui ardisca il gabinetto di Pietroburgo, con la più lontana allusione, attribuirsi l’amicizia od anche la sola condiscendenza dell’Austria.»

Dunque l'Austria non è arnica della Russia, perché i fogli russi non fecero mai alcun cenno di questa amicizia. Ma noi non siamo tanto smemorati quanto sono è fingono di essere la Patrie e il Journal de Francfort. Noi ricordiamo che quando gli austriaci entrarono nei Principati danubiani, i giornali russi tutti unanimi, compresi anche gli officiali, menarono con lunghi articoli il più esaltato scalpore di gioia perché l'Austria non solo arnica ma eziandio alleata della Russia occupava i Principati d'intelligenza con lo czar Niccolò, onde questi avesse potuto disporre delle sue truppe in altre parti. Se i giornali allora dicessero il vero è il falso, noi non istaremo a discutere; soltanto ci basta di aver trovato nei giornali russi non una frase, non una linea, non una parola, ma prolisse e calde polemiche dimostrative dell'attiva alleanza dell'Austria con la Russia. Che rispondono a ciò il Journal de Francfort e la Patrie? Argomentarono sur una ipotesi per dedurne che l’Austria è nimica della Russia; ma la loro ipotesi è smentita; se ne potrà dunque dedurre una contraria conseguenza? Secondo il nostro modo di ragionare, noi crediamo che no; perché le gratuite asserzioni dei giornali non costituiscono per noi alcuna, benché minima prova si nell’uno come nell'altro senso. Noi stiamo a' fatti e i fatti dicono che l'ambasciatore austriaco Estherazy è a Pietroburgo e che l'ambasciatore russo Gortschakoff è a Vienna; dicono che l’imperatore Francesco Giuseppe è ito a Cracovia per ispezionare le truppe, le quali già da molti mesi doveano marciare contro la Russia, e che lo czar Alessandro ha mandate il suo aiutante generale Grunwaldt a Cracovia per salutare in suo nome l’arrivatovi imperatore Francesco Giuseppe. Ora tuonino pure i giornali austriaci contro la Russia, mentre i giornali russi si astengono dal dir nulla contro l’Austria. Quinci una intronante loquacità, quindi un eroico silenzio! ’Quale interpretazione vorrà darsi alla loquacità corrisposta col silenzio? Noi, per ora, non sapremmo darne alcuna; e non accettiamo quella che altri ci suggerisce, la qual spiegherebbe tutte con un accordo per somministrar argomenti alle dicerie dei circoli politici, che han bisogno di essere intertenuti nelle innocue discussioni della guerra e delle alleanze.

Il Morning Post dopo avere indovinato, com’ei pretende, la segreta politica e gl’intimi pensamenti della Austria, che, a quanto ei dice, diventa ogni giorno più tedesca seguendo la Germania che diventa ogni giorno più russa, si consola sperando che la Svezia e la Danimarca divengano ogni giorno più occidentali. «Le razze Scandinave (ei va seriamente considerando) riusciranno in breve ad emanciparsi dalla preponderanza moscovite, la quale sempre si adoperò con efficace solerzia, mentre la diplomazia inglese dormiva. La Svezia è forse il terreno più fecondo di buone speranze verso il quale ci è dato rivolgere l'attenzione. Ora, stante la posizione geografica della Svezia rimpetto alla Russia, non è intenzione al certo dell'Inghilterra d'impegnare Svezia, Norvegia e Danimarca; hannovi però tutte le probabilità che queste formino una alleanza difensiva, mediante la quale gli Stati scandinavi saranno garantiti contro i raggiri russi e costituiranno una solida e valida barriera in quella parte del mondo contro l’aggressione russa.»

STORIA CONTEMPORANEA

SVIZZERA

Fazy diede la sua dimissione da membre del Gran Consiglio.

IMPERO AUSTRIACO

l'ambasciatore inglese Westmoreland presso la Corte di Vienna domandò m permesso di varie estimane per tornare a Londra. Intanto la sua consorte è andata a soggiornare ad Ishl.

Il feldmaresciallo Wratislaw accompagnata da varii aiutanti ai 18 parti di Vienna alla volta di Praga.

Ai 17 provenienti da Bukarest arrivarono a Vienna i principi valacchi Costantino, Giovanni e Adolfo Kan-tacuzeno.

L’imperatore d’Austria assegnò 200 zecchini del suo particolare pecunio pel ristauro della chiesa cattolica di Craiova.

L’imperatrice a mezzogiorno del 18 da Lazénburg recossi a Schonbrunn, d’onde parti per Ischl e Salisburgo alla volta di Possenbofen.

GERMANIA

Alla voce della riduzione dell’armata austriaca aggiungesi anche l’altra d’una riduzione delle truppe della Confederazione germanica.

IMPERO FBANCESE

Scrivono da Parigi all’Alas di Londra che il generale Castellane subi la disgrazia di non essere più ammesso all'imperiale presente.

L’imperatore sopraffatto dalle cure di Stato e da un eccessivo lavoro, ai 16 si senti talmente indisposto che fu costretto a passare gran parte della giornata a letto, tormentalo da dolori Colici (Gazz. di Milano). Notizie posteriori recano che l’imperatore è in perfettissima salute. L’imperatrice è andata alle Eaux-Bonnes negli alti Pirenei, avendole cosi consigliato i medici per meglio accertarsi sul suo stato interessante. L’imperatore farà prima una visita al campo di Boulogne, indi recherassi, verso la fine di luglio, a riprendere l’imperatrice Eugenia, per fare il ricevimento della regina Villoria che arriverà il 13 agosto a Parigi.

(Disp. tel.) Le Camere francesi sono per decreto imperiale convocate pel 2 luglio.

A Digne si doveva giustiziare Un Telme condannato a morte. Costui riusci a rompere le sue cateno sul patibolo stesso, e, mandando spaventose grida, impegnò una lotta contro il carnefice e i gendarme. Vinta la sua resistenza, fu cacciato sotto la mannaia tutto intriso di sangue. A questo spettacolo, due soldati della scorta svennero, e. una vecchia donna cadde morta improvvisamente.

SPAGNA

Affermasi che l’imperatore Napoleone abbia fatto sapere alla regina Isabella ch'ella può contare sull'appoggio della Francia, la quale non vuole in Ispagna né una rivoluzione rossa, né una rivoluzione bianca.

La regina Isabella ai 18 torno da Aranjuez a Madrid.

La rivoluzione carlista si allarga nelle provincie (settentrionali. La valigia postale di Madrid, che dovea arrivare la notte del 14 a Baiona, fu assaltata fra Briviesea e Burgos. Furono bruciati i dispacci, i giornali e la carrozza del corriere.

Una Casa bancaria di Londra offre al governo di Madrid un miliardo di reali in imprestito con la. garanzia sui boni nazionali di Spagna a Cuba.

INGHILTERRA

Alla Borsa di Londra fu annunziato il fallimento della Casa Strabone compagni con una passività di 350 mila lire sterline. Questo fallimento fece si che gli agenti marittimi Halfore e compagni sospendessero anch'essa i loro pagamenti.

DANIMARCA

Ai 16 il re di Danimarca approvò il progetto della sostituzione complessiva dello Stato; convocò il Consiglio del regno pel 29 giugno e nominò il conte Rewentlow Fabre a membro del Consiglio del regno per i l'Holstein. Ai 18 il medesimo re cadde da cavallo, portandosi da Skodsborg a Copenaga, ma fortunatamente senza gravi conseguenze. Ritornò in carrozza a Skodsbvig.

IMPERO OTTOMANO

Il magnifico palazzo di Ahmed Fetbi pascià situalo ad Arnaul Keuy in Costantinopoli fu totalmente distrutto da un incendio la mattina del 9 giugno.

GRECIA

Dopo la nomina del colonnello Caragià a capo della gendarmeria, non che della instituzione dei demotofilachi, cioè delle guardie municipali, il brigantaggio, che spaventava la Grecia, è assai diminuito.

La crisi ministeriale ellenica è cessata. Maurocordato conserva il portafoglio degli affari esterni e la presidenza del Consiglio dei ministri; Argiropulo ha il portafoglio degli affari interni e Kalergi quello della marina vuolsi che in questa combinazione abbia avuto non poca parte la influenza francese.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Le notizie del Baltico cominciano a recare Alcun che di sfavorevole alla flotta inglese. Oltre la disgrazia, che ai 9 colpiva il Merlin e il Firejlg, i quali in una ricognizione intrapresa avanti Cronstadt urlando in tre macchino infernali sottomarine rimasero non poco danneggiati, si sa che la Magicienne l'8 corrente per una mezz’ora mantenne un vivo fuoco con l'artiglieria russa leggiera postala sull’isola di Revensari, indi malconcia si allontanò; e due giorni prima da Hangoe i russi fecero fuoco sue un navilio inglese, che voleva sbarcare cola sette finlandesi, catturarono il navilio ed uccisero tanto i finlandesi, quanto l'equipaggio britannico.

Una lettera di Pietroburgo dice essere probabilissima una battaglia navale nel Baltico e che l’ammiraglio russo ebbe facoltà dallo czar Alessandro di sperimentare la sorte di un combattimento piuttosto che correre pericolo che siagli arso il navilio nel porto. A Pietroburgo però la popolazione non è punto inquieta per la presenza della flotta inglese a Cronstadt, essendo convinta che la medesima non riuscirà né a prendere né a distruggere quella fortezza.

Per ordine del ministero della guerra le truppa collocate fra l’esercito del mezzodì e quello del Baltico assumono il nome di esercito del centro sotte il comando del generale Paniutine.

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(Disp. tel.) Omer pascià (dicesi per motivi di salute) ultimamente disponevasi a tornare dalla Crimea a Varna. (*) Questa notizia convalida forse la voce, la quale pretende che un 100 mila russi si preparavano a passare il Danubio dalla parte della Dobrudsca e a marciare sopra Adrianopoli.

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Il calore nella Crimea è insopportabile; la esalazione di tanti cadaveri mal sepolti comincia a sviluppare perniciose influenze. Negli ospedali degli alleati domina il colera; in quelli dei russi infierisce la cancrena.

Il luogotenente generale Trotti, che comandava la divisione di Alessandria, parte per la Crimea per assumere le veci del morto generale Alessandro Lamarmora.

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(Disp. tel.) A Tangarog e Mariopoli le navi alleate fecero grandi devastazioni. I sudditi austriaci Tripcocieh in Tangarog e Mimbelli in Mariopoli perdettero ogni loro avere.

Le notizie ulteriori, che si banno dalla Crimea, recano dettagli interessanti sullo sgombro di Anapa. Il comandante di quella furbizia avea ricevuto l’ordine, in caso la costa fosse minacciata, di evacuare non solo le fortezze costruite lungh’essa, ma anche i piccoli forti che circondano tutt'all’intorno, a modo di stella, Anapa.

Appena il comandante ebbe ricevuta la notizia che una divisione della squadra alleata aveva lasciato il Mare di Azoff, veleggiando verso la costa circassa e venne a rilevare che gli abitanti di quelle alpestri regioni andavano prendendo una posizione sempre più minacciosa, ordinò di sgombrare i forti senza però prendere la misura indispensabile, di farli saltare in aria affine di non farsi inchiudere in mezzo, offrendo anche agli assedianti dei punti favorevoli molto per appoggiare le loro operazioni contro la fortezza. Non tardò guari ad accorgersi del grave sbaglio da esso commesso, ma a riparare non v’era più tempo. I circassi in considerevole numero aveano abbandonato le loro montagne ed erano scesi al piano occupando trionfalmente le posizioni abbandonate dai russi. Altro e più serio pericolo minacciava allora i russi che in numero di circa quindici mila uomini trovavansi rinchiusi nella fortezza. Coll’avanzarsi dei circassi, incoraggiti della niuna resistenza incontrata al primo loro presentarsi, veniva ai russi chiusa ogni via ad una ritirata. In caso quindi di un attacco delle flotte alleate il comandante russo si sarebbe trovato nella dura necessità di rendersi con tutta la guernigione. Onde sfuggire a tanto pericolo non vi era altra via che ritirarsi in tutta fretta nel paese abitato dai cosacchi del Mar Nero.. Infatti la guernigione russa, senza attendere l’attacco, sgombrò in tutto silenzio la piazza e passato il Kuban, occupò le principali posizioni della sponda destra per impedire ai circassi il passaggio di quel fiume. Ora i russi nella Transcaucasia non hanno nemmeno un sul palmo di terreno.

A di 8 una divisione di francesi sbarcò ad Anapa ed occupò la fortezza insieme ai circassi.

Da Trebisonda in data del 6 si scrive che l’esercito russo comandato da Murawieff cominciò a marciare verso Kars. Il serraschiere Vassif pascià e il colonnello Williams si recarono sollecitamente a Kars, perché sembrava imminente una gran battaglia. I russi avendo spinto una loro ricognizione fino a Redut-Kalé dimostravano avere intenzione di dare un attacco generale. Le truppe turche intanto sgombrarono da Batum e Ciuruk-Su, che perciò si occuparono dai russi.

Sul fatto d'arme del 17 giugno e sulle circostanze al medesimo relative.

Gli alleati facevano apparecchi di assalto contro Malakoff ed apparecchi di spedizione nella valle della Cernaia. Non si erano però preveduti gli ostacoli che s’incontrano da questa parte. russi hanno un considerevole campo trincierato composto di ben 70. mila uomini. Né questo è tutto, né ciò che da maggiore inquietudine; pare che, oltre la guernigione di Sebastopoli e il corpo di Liprandi, siavi un esercito di 50 mila uomini che cambia continuamente di posizione, la qual cosa era motivo di apprensione a Pelissier e faceva si ch’ei procedesse con grande cautela.

Notizie della Crimea fino al 15 portavano che i lavori d’assedio degli alleati si limitavano a fortificare le trincee che furono ultimamente erette nella paratella dinanzi al bastione Korniloff numero 3.

Parlavasi nel campo degli alleati che Pelissier era intenzionato d'intraprendere pel 14 un grande attacco contro la posizione di Gortschakoff.

La sera del 16 alla Borsa di Parigi corsero voci sfavorevoli alle operazioni degli alleati in Crimea. Ma il Moniteur del 17 non recò alcuna notizia in proposito, laonde le voci sparse il giorno precedente si ritennero come smentite.

(Disp. tel.. Parigi 20) Pelissier promise fin dal 16 di riprendere immediatamente il bombardamento.

(Disp. tel. ricevuto dall'ambasciata russa a Vienna il 20 giugno) Varsavia 19 giugno. Il principe Gortschakoff annunzia da Sebastopoli in data 16 giugno che dal 12 corrente fino al 16 il fuoco degli alleati contro Sebastopoli fu debole; moderate le perdite russe. Ai 12 la squadra nimica salpò da Kertsch, lasciando colà due mila uomini, i più di truppa turca. Questa squadra giunse il 15 innanzi a Sebastopoli. Negli altri punti della penisola taurica non avvenne altra cosa di qualche interesse.

Una corrispondenza parigina in data del 17 (giorno in cui si lento l’assalto del Redan e di Malakoff) avverte la Independance Belge che t la Borsa era in ribasso… Alcuni dicevano in conseguenza di non liete novelle giunte dalla Crimea è specialmente dell’assalto della torre di Malakoff che non era riuscito. (Notiamo che le parole della corrispondenza combinano, nell'annunziare un fatto che non era per anco accaduto, è almeno non poteva essere conosciuto, colle parole del successivo dispaccio ché parla del fatto medesimo).

Il corrispondente parigino della Gazzetta di Milano in data del 18 scrive: Poche e non consolanti sono le notizie che corrono per la città... Ai 17 l’imperatore stava meglio e per tranquillizzare il pubblico si recò al teatro delle Variétés. La piccola Borsa del 17 fece un enorme ribasso, al quale contribui un misterioso dispaccio dalla Crimea, del quale non fu possibile conoscere il contenuto. Ma credesi sapere ciò ché di più importante racchiudevasi in esso, cioè che le perdite de' francesi nel combattimento del 7, giorno della presa del Poggio Verde, ascendevano a 9000 uomini messi fuori di combattimento. E la voce pubblica, che tutto aggrava ed a tutto la la frangia, aggiunse che Pòlissier stesso il giorno 7 era perito in uno scoppio di mina… Nessun dispaccio relativo alla Crimea giunse il 18 alle agenzie telegrafiche di Parigi fino alle ore 5 pomeridiane....

(Disp. tel. Parigi 22) Dispacci del general Pelissier del 17 e del 18 si ricevettero il 21 soltanto, essendo stata interrotta la linea telegrafica. I dispacci pertanto recano che l’attacco degli alleati contro il gran Redan, Malakoff e le batterie russe di difesa non è riuscito, quantunque le truppe avessero già in parte posto piede in Malakoff. La ritirata ordinata nella paratella si operò senza che le truppe ritraentisi ricevessero molestie dai russi. Fino alla data dei dispacci era impossibile di precisare le perdite.

Dispaccio originale. Paris 22 juin 1855. Dépêches Pélissier 1718 reçus hier seulement, interruption ligne, attaque grand redan Malakoff, batteries dépende les pas réussies bien que troupes aient pris pied en partie dans Malakoff. Retraite ordonnée dans parallèle operée sans s’être inquiété. Aujourd’hui impossible préciser pertes.

(*) Ci si porge notizia che il giorno 17 gli alleati innanzi a Sebastopoli ebbero la peggio, e che si perle mine scoppiate, si pel fuoco dei russi dovettero ritirarsi e perdere le posizioni recentemente conquistate. Più che alla partenza del dispaccio di Pelissier (che fino al mezzodì del 22 non erasi pubblicato a Parigi) le truppe ritraentisi non si erano per anco riordinate.

(*) Dicesi che nell’assalto del 17 siano rimasti fuori di combattimento un 15 mila alleati.

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Quando i dispacci delle sconfitte moscovite somministravano argomenti di festive polemiche a parecchi appassionati giornalisti, noi dicevamo che bisognava temperar tanta gioia perché variabili sono le vicende della guerra e perché né le infauste imprese di Califat e di Silistria, né le perdute battaglie di Oltenizza, di Alma e d’Inkermann scemavano punto la terribile potenza del gran colosso del settentrione. Le quali avvertenze is credettero titoli sufficienti a che altri ci cacciasse nella schiera dei russofili, quando che noi parlavamo soltanto con ispirito di moderazione e di verità, lontani sempre dai farci paladini dell'una è dell'altra parte. Ed oggi con quel medesimo spirito di verità e di moderazione vogliamo che certuni sieno avvisati a non lasciarsi soverchiamente trasportar dal giubilo per la vittoria dei russi del 17 giugno; perché un assalto degli alleati non riuscito ed anche la perdita di qualche loro posizione son fatti che dimostrano unicamente che i russi sanno combattere e stare a confronto con le migliori milizie di Europa, ma non isminuiscono il valore, che rimane sempre integro, delle alleate armi occidentali, fino a che non le abbandoni la possibilità di gloriosa rivincita. E a coloro, che si paiono tanto entusiasmati della bravura dei russi coronata da prospero successo, facciamo riflettere che dovrebbero imitare la sublime riservatezza del generale Gortschakoff, il quale, sebbene avesse potuto darci contezza della sua vittoria anche prima del 20 col mezzo del telegrafo da Sebastopoli a Varsavia, da Varsavia a Vienna, da Vienna a Livorno, da Livorno a Bologna, da Bologna a Roma, pure ei volte aspettare che ci venisse dalla parte di Parigi ritardata di parecchi giorni e ritardata di più per la rottura delle telegrafiche linee sottomarine. E qui vuolsi notare l’eroismo non meno di Gortschakoff che di Pelissier! di Gortschakoff che tace una sua vittoria, e di Pelissier che annunzia una sua sconfitta! Tace chi aveva interesse di parlare, parla chi aveva interesse di tacere! Gortschakoff con la notizia della recente vittoria avrebbe fatto dimenticare le perdite passate; Pelissier con la notizia della infelice impresa del 17 non curò che s’impallidisse alquanto la gloria dei precedenti vantaggi! E poi, quando ci è recata la novella da parte di Pelissier? Quando altri vaghi dispacci favellavano che il corpo di Liprandi fu circondato dai francesi, e che il generale Morris avea fatto 2500 prigionieri russi sulla Cernaia, e che una spedizione alleata minacciava Perekop! Pelissier adunque distrusse di un colpo tante vulgari e, per l’onor militare del suo esercito, lusinghiere vociferazioni. Ma il coraggio, che non terne di manifestare l’esito infausto di una impresa, è persuaso esser capace di tentarne altre con auspicii migliori. La storia nelle guerre attende il fine. Chi soffermasi agli episodii, che le accompagnano, sovente alla dimane muta in tristezza la gioia del giorno antecedente.

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(*) (Disp. tel.) Nel giorno successivo a quello dell'infruttuoso allacco di Malakoff, gli alleati, riprendendo le loro operazioni aggressive, conquistarono parecchie posizioni nimiche.

VARIETÀ

(*) Lettere della Cina parlano dell'ingresso di nientemeno che 40 mila russi di cavalleria nelle Indie inglesi. (Riportiamo questa notizia sotto le più ampie riserve, imperocché non sappiamo persuaderci come tanta cavalleria abbia cosi di cheto traversali gl'interposti deserti che non se ne dovesse aver contezza se non dopo il suo arrivo in quelle lontanissime regioni.)

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V’ha chi pretende che l'imperatore Francesco Giuseppe continuando la inspezione delle truppe andrà pure nei Principati danubiani. E lettere di Pietroburgo avvisano che lo czar Alessandro, il quale farà un viaggio nel mezzogiorno della Russia, giungerà probabilmente fino in Crimea. Se lo czar transitasse al di là del Pruth quando Cesare si trovasse al di qua del famoso fiume, potrebbe darsi il caso di un qualche loro abboccamento ai confini.

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Il celebre maestro Verdi è nominato uffiziale della Legion d’onore.

Alessandro Manzoni di presente si applica a dar l’ultima mano ad una sua Storia della lingua italiana.

Alessandro Manzoni andò a Stresa per visitare un seconda volta l'illustre suo amico Antonio Rosmini, il quale, benché ridotto agli estremi di sua vita, riconobbe l’insigne visitatore e die’ segni di averne provato piacere. Rosmini era in pieni sentimenti e soffriva il suo pericoloso male con eroica cristiana rassegnazione.

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Il tribunale d’onore della stampa periodica di Madrid ha decretato ad unanimità che «il periodico Fray Tinieblas avendo stampalo una poesia intitolala Solicitud, con 3821 metaforas, dove si lasciò andare a certa frasi e reticenze evidentemente lubriche, si rese indegno di appartenere alla comunione della stampa periodica di Madrid, nel cui seno non può essere ammesso senza disonore delle instituzioni e senza aggravio degli individui che appartengono alfa medesima. Il tribunale poi ordina a se stesso che questa dichiarazione venga pubblicata quanto più presto sia possibile in tutti i periodici di Madrid, in riparazione dell’onore della stampa in generale e in difesa della pubblica morale oltraggiate.»

Nuova imitazione del vino.

Un chimico viennese ha fatto una scoperta, mercé della quale si può estrarre dalle barbabietole una specie di vino, che rassomiglia al sidro di pomi e di pere, ma che ha miglior sapore ed è molto inebbriante.



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1855 ROMA 28 GIUGNO N 75

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Le LL. AA. RR. il duca e la duchessa di Brabante provenienti da Napoli la sera del 25 alle ore 9 mezzo arrivarono a Roma. La mattina del 26 si recarono al palazzo apostolico del Vaticano, onde porgere omaggio alla SANTITÀ di NOSTRO SIGNORE, che a lungo s’intertenne con loro in particolare colloquio.

S. M. il re di Portogallo e il suo fratello duca di Porto alle ore 9 pomeridiane del 26 giungevano felicemente in Roma, prendendo alloggio all'Hotel d'Angleterre. A mezzogiorno del 27 si recarono al palazzo

apostolico del Vaticano per ossequiare la SANTITÀ di NOSTRO SIGNORE. Ricevuti a pie’ delle scale da monsignor Medici dei Principi d'Ottaiano, Maggiordomo e da diverse persone della nobile Anticamera pontificia, venivano introdotti presso il SANTO PADRE, che mosse ad incontrarli sulla soglia del suo gabinetto, e si trattenne con loro a particolare colloquio, esprimendo l'alta sua compiacenza nel, vederli. Poscia gli augusti viaggiatori visitarono i musei del Vaticano.

Sono nominati cancelliere del supremo tribunale della S. Consolta il dottor Giovanni Pilolli, Assessore legale di Frosinone Domenico Angeletti, e Procuratore fiscale presso il tribunale di Frosinone il dottor Cherubino Bartoli.

GIORNALISMO

La Gazzetta ufficiale di Milano osserva che alcuni fogli viennesi, sulla fede di un carteggio dalla Sicilia del Corrispondente d'Amburgo, ricevono ben volentieri k una voce, che corre a Palermo, intorno ad una Lega italiana, che, sul modello della Confederazione germanica, si dovrebbe stringere fra le Due Sicilie, Modena, Toscana, Parma e l’Austria per quanto risguarda il Lombardo-Veneto. La presidenza si alternerebbe fra Napoli e l’Austria, ed ogni Stato della Lega darebbe un determinato contingente militare assoggettandosi irrevocabilmente alle decisioni di una Dieta con la sua sede alternativa a Milano e a Napoli. Mirerebbe essa Lega a tutelare l’ordine e la tranquillità nell'interno del paese e difenderne la indipendenza al di fuori. Ed avrebbe a durare per lo meno sino alla fine della guerra Orientale. Noi non c’interterremo a discorrere se questa Lega sarà recata in alto, ma ci limitiamo ad osservare che il pensiero costitutivo del progetto lascia intravedere due cose di grande importanza; la prima, che la guerra d'Oriente possa avere una durata più lunga di quella che le assegnano coloro i quali son persuasi che le negoziazioni diplomatiche, da riprendersi fra non molto, la condurranno ad un sollecito fine, mediante un aggiustamento onorevole per fuite le parti belligeranti la seconda, che le occupazioni della guerra medesima possano veramente dar luogo a guerre cosi detta di nazionalità, che nel Parlamento inglese si affermarono non solo opportune ma eziandio necessarie. E’ però non son fatti; finora sono ipotesi di probabili pericoli, che già cominciarono a intenebrare le idee dei pacifici conservatori. Coloro d’altronde che paventano dell’attuazione di un possibile male, oggi hanno argomenti novelli per confidare che all’uopo non mancheranno preventivi rimedii, che lo distolgano.

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L’Herald ci vuol dare ad intendere che la politica inglese siasi sostanzialmente mutata, imperocché ci dice essere inevitabile la prossima caduta di Palmerston, il quale persiste a speculare sulle nazionalità della Polonia e dell’Ungheria; ed in pari tempo essere probabilissima la elevazione di John Russell al grado di primo ministro, appunto perché si è solennemente dichiarato contro la ripetizione degli esperimenti del 1830 e del 1848. Ove ciò fosse, sarebbe dimostrato che la influenza napoleonica ha molto progredito ad avviare la politica del gabinetto di Londra sur una linea di condotta diversa assai da quella che tennesi per lo addietro. Ci giova sperare che sia veramente cosi; attenderemo però che i fatti confermino non esser vane le nostre speranze.

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Nella ipotesi che la Russia perda Sebastopoli, sarà egli vero che Io czar mostrerassi inchinevole a ricevere dai vincitori le condizioni della pace? Ecco la risposta del Times: «Una grande Potenza può perdere una fortezza e sopravvivere ad una disfatta; ma le cause reali che la determineranno a dimandare la pace sono gli aggravii e le difficoltà che la guerra apporta in tutta le relazioni sociali, qualora queste difficoltà si rendano assolutamente insostenibili dalla guerra. Ciò premesso, il Times esamina la grande differenza fra la situazione della Russia e quella dell'Inghilterra, perché altri si persuada che l’Inghilterra può continuare a mietere allori sul campo delle battaglie senza molto incomodo, e la Russia dee chieder mercé se non vuole interamente perire. Riportiamo le sue parole: «Per ora la guerra non impone alla Gran Bretagna che tenui sagrifizii tanto in danaro quanto in soldati. Il commercio non ne risente alcuna scossa; il danaro è si abbondante che la Banca d’Inghilterra ha ridotto la tassa dei suoi sconti a quella in cui era nel settembre del 1853. Ora confrontisi questo stato di cose con la situazione della Russia. Il suo commercio è annientato; i suoi magazzini del Mare di Azoff sono distrutti; la sua marina mercantile è scomparsa; la Russia finalmente non può più aumentare effettivamente le sue imposte, ed è tanto in discredito che non può contrarre un imprestito si nell'interno come all'estero.»

Dopo cosi bel discorso, non rimarrebbe dunque alla Russia altro scampo che d'implorare la pace; e, se son giuste le riflessioni del Times non tarderà molto l’arrivo del dispaccio che annunzierà essersi spedito da Pietroburgo a Londra un plenipotenziario russo per sottoscrivere gli articoli dell’'accomodamento, secondo che piacerà formularli al giudizioso articolista del Tamigi.

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Mentre il Times ha già irrevocabilmente deciso che la Russia debba chiedere la pace, l’Economist si è incaricato di stabilire le condizioni, senza le quali questa pace non potrà essere accordata. E le condizioni sono: «la totale abolizione del protettorato della Russia sulla Moldavia, sulla Valacchia e sulla Servia; il ripristinamento degli antichi rapporti feudali di queste tre provincie verso la Porta; la rinunzia della Russa ad Ismail, Kilia, Reni e al Delta del Danubio, ovvero l'apertura di un canale navigabile da Rassova a Kustendsche; finalmente la cessione delle isole di Alaud e della Crimea. A chi però questa cessione? L’Economist ebbe la prudenza di non lo dire, perché, se avesse dichiarata la cessione a vantaggio dell’Inghilterra, avrebbe forse dato luogo a qualche rimostranza francese. Ma di ciò e d’altro si terrà parola a suo tempo. Ora quel che interessa è che la Russia spedisca un suo plenipotenziario a Londra per sottoscrivere gli articoli proposti dall'Economist. E chi sarà questo plenipotenziario? Si va congetturando che sarà proprio il principe Menzikoff, che, come già con le sue proposizioni fatte a Costantinopoli fu il messaggiero della guerra, cosi oggi con la sua firma a pie’ degli articoli dell’Economist sarà l’apportatore della pace. Il che per avventura farà rassomigliare Menzikoff all’asta di Achille che feriva e aveva la virtù di sanare le ferite fatte da essa.

«Vulnus achilleo quae quondam fecerat hosti,

«Vulneris auxilium Pelias hasta tulit.

Si è proposta una ben curiosa questione: «Se, mercé l’odierna e locale condotta della guerra, cade Sebastopoli, se Odessa viene eguagliata al suolo, se le più importanti piazze marittime russe sono distrutte, se la marina guerresca e mercantile della Russia nel Mar Nero e nel Baltico è annientata, potrà credersi. almeno allora che la Russia sarà cosi umiliata da dover subire le condizioni della pace che le si vorranno imporre?»

Il Donau riflette che prima di rispondere all’arduo quesito bisogna considerare «che un milione di combattenti non è che la settantesima parte della popolazione della Russia! E che, oltre a ciò, la ricchezza della sua agricoltura, il suo sistema fluviale e di canalizzazione comparativamente sviluppato, la facilità di approvvigionare gli eserciti nel proprio paese, la sobrietà dei suoi abitanti, l’unità del volere che li regge, son tutte circostanze che debbonsi seriamente ponderare per non avventurar giudizii sulla base di iperboliche illusioni!»

Il Journal de Saint Petersbourg pubblicò un articolo responsivo alla famosa Nota di Watewski ministro degli esteri in Francia. Nei Circoli politici di Parigi si considera quell'articolo, dettato in senso pacifico, non già come pegno di sincero amore per la pace, ma piuttosto del desiderio della Russia di guadagnarsi la Francia e d’influire cosi al rallentamento dell’alleanza dell Potenze occidentali.

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A noi recò meraviglia la notizia che 40 mila uomini di cavalleria russi (forse questa cifra è conseguenza di qualche equivoco aritmetico) abbiano penetrato, senza che nulla se ne sia prima saputo, nei possedimenti inglesi delle Indie (Ved. Num. prec.), ma il Donau di Vienna sembra alludere veramente o a questa o ad altra simile cosa, imperocché in esso leggiamo che «un tratto di paese nell'Asia, che il colosso del settentrione sta incorporando al suo Impero, «nz» fame rumore, supera in estensione tutta quanta la Turchia europea, compresi i Principali danubiani. Probabilmente per questo latissimo tratto di paese voglionsi intendere alcune provincie cinesi, che la Russia va pacificamente occupando. Ma sia pur cosi. Le Indie britanniche vedrebbero sempre più avvicinarsi a loro le tradizionali aspirazioni di Pietroburgo; mentre l'Inghilterra è impegnata a mantenere nel Baltico e nell’Eussino poderose flotte non potrebbe fare vigorosa resistenza alla Russia in quelle lontanissime parti. In tal caso il danno, che in Asia farebbe la Russia all’Inghilterra, sarebbe maggiore di quello che in Europa procura di fare l’Inghilterra alla Russia.

STORIA CONTEMPORANEA

IMPERO AUSTRIACO

Ai 21 l’Imperadore giunse a Leopoli.

Il tenente maresciallo Coronini, che comanda le truppe austriache di occupazione dei Principati danubiani, ai 23 parti da Jassy alla volta di Czernowitz per presentare i suoi omaggi all’imperatore che continua il suo viaggio d’inspezione.

Westmoreland ai 22 parti di Vienna per Londra, dove tratterrassi almeno 8 settimane.

PRUSSIA

Ai 18 provenienti da Pietroburgo giunsero a Berlino il conte Ogareff aiutante generale dell’imperatore delle Russie e il principe russo Pietro Wiasemski.

GERMANIA

La sera del 18 parlavasi a Parigi in un circolo diplomatico (che il corrispondente non distingue in altra guisa) delle relazioni molto intime, in cui si crede che Austria e Prussia sieno per entrare, mediante una Lega militare germanica. La decisione di questo progetto dovrebbe aver luogo, secondo ciò che in quello innominato circolo andavasi riferendo, in un prossimo incontro fra l’imperatore d’Austria e il re di Prussia ad Erdmansdorff.

Le Potenze tedesche (Gazz. di Mil.) tengonsi in grande riservatezza verso la Francia. Il re di Wurtemberg, il quale aveva espresso forte desiderio di visitare la Esposizione, ha fatto ora sapere alle Tuillerie ch'esso non trovasi in caso di accettate l'invito reiterato. Bensì, alla sua volta, egli invitò il principe Napoleone a volerlo visitare a Stuccarda.

IMPERO FRANCESE

Il principe Girolamo Napoleone donò una chiesa degl'Invalidi a Parigi un magnifico ciborio d’oro arricchito di pietre preziose, non che otto lumiere montate in oro e ornate di cristalli.

Il generale Arroyo, i colonnelli Respaldiza, Iparraguerrv, Cortesero, Lopez e Tamariz (il quale da ultimo nominato fu segretario di Don Carlo) emigrati spagnuoli carlisti, che soggiornavano a Parigi, furono incarcerati, indi mandati alcuni nel Belgio, alcuni in Inghilterra.

Il governo francese ha fatto avvicinare qualche battaglione alla frontiera spagnuola per impedire assembramenti carlisti.

SPAGNA

Un dispaccio del governatore di Navarra avverti che una banda carlista comandata da un maggiore comparve nelle vicinanze del villaggio di Juba. Altri carlisti spiegarono la bandiera a Sarguesa e a Solana.

A Oviedo e Malaga, nella provincia di Alicante e nella provincia di Santander ultimamente scoppiarono movimenti carlisti. Dovunque sviluppavasi una insolita agitazione. Il governo ha molto a fare per mandar truppe su tutti i punti minacciati.

IMPERO RUSSO

Lo czar Alessandro ha nominato definitamente suoi ambasciatori Gortschakoff a Vienna, Titoff a Stoccarda, Foaton ad Hannover.

Leone Gregoriowiteh Seniawin consigliere di Stato privalo e sottosegretario di Stato al ministero degli affari esteri in tanta stima presso lo czar Alessandro, che con lui s’intertiene assiduamente ai lavori diplomatici nel gabinetto imperiale.

IMPERO OTTOMANO

La Turchia conchiuse un nuovo imprestito di 100 milioni di franchi con la garanzia delle Potenze occidentali.

Il gran boiardo Costantino Balsch, genero dell'ospodaro Stirbey, è morto ai 13 in duello col conte Helburg maggiore degli ulani austriaci.

NOTIZIE DELLA GUERRA

(Disp. tel.) I legni spediti in ricognizione dall’ammiraglio inglese su diversi punti della costa del Baltici furono costretti a indietreggiare più per le improvvise esplosioni sottomarine di macchine infernali che pel fuoco dei cannoni delle fortezze.

(Disp. tel) Nessun bastimento da guerra russo nei porti di Riga e Revel. Tutti sono in salvo parte a Seaborg, parte a Cronstadt e parte ad Helsingfors.

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Il granduca Michele parti da Mosca per far un viaggio d’inspezione a Babrisk, Kiew e Brzcsc-Litewski.

Si avvisa da Willkomir in Polonia che il battaglione dei cacciatori finlandesi ivi trovantesi era travaglialo fieramente dal tifo. In un sol giorno morirono colpiti da questa malattia un 250 uomini di questo battaglione.

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(Disp. tel.) In Adrianopoli si fanno solleciti preparativi per un gran campo, in cui saranno concentrati 45 mila uomini, parte turchi, parte francesi.

Gli ammiragli Bruat e Lyons si preparano per una nuova spedizione marittima. Si suppone che vogliano forzare lo stretto di Kinburn-Olschakoff per entrare nella baia, in cui metton foce il Bug e il Dnieper; mentre un’altra divisione della loro flotta entrerebbe nella baia di Kernikinil per fare una ricognizione presso Perekop.

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Sul fatto d’arme ai Mamelon veri ulteriori notizie dicono che 27 battaglioni russi e le vicine batterie lo difendevano. La lotta durò più ore con sorte diversa.

I cannoni del Redan lanciavano un fuoco terribile sulle truppe francesi. Due loro battaglioni di riserva superarono gli appostamenti russi. Gl’inglesi riuscirono a penetrare nel gran Redan e v’inchiodarono parecchi cannoni nimici, indi retrocessero. I francesi e i turchi rimasero in possesso del Mamelon e fecero fuoco con 15 cannoni ivi conquistati contro i russi che si ritiravano. Tra morti e feriti i francesi e i turchi ebbero complessivamente un 2000 uomini, gl’inglesi un 450, i russi un 5500. Il generale Pelissier domandò delle navi pel trasporto dei feriti.

(Disp. tel.) Dice Pelissier: «che debbonsi compiangere valorosi soldati, che perirono nel combattimento del 7; ma le perdite, sebbene sensibili, sono al presente di poca considerazione, avuto riguardo al numero delle truppe impegnate al combattimento e alla durata del medesimo, non che alla importanza delle conquistate posizioni.

Scrivesi da Parigi che Pelissier avea data la sua dimissione, il cui ritiro però fu conseguenza di un ordine spedito telegraficamente dall’imperatore Napoleone a Pelissier di operare secondo il modo suo di vedere e senza sottoporre preventivamente le progettale sue mosse ad alcuno.

Il generale Gortschakoff fece costruire con la massima celerità una seconda strada da Sebastopoli a Simferopoli, onde non trovarsi imbarazzato nel caso di una ritirata. Il generale Osten-Sacken intanto aveva trasferito il suo quartier generale nel forte Caterina ed incaricò della difesa delle opere fortificate i generali Panfiloff, Chruleff e Stepanovich. La divisione di Belegard mosse verso la linea del corpo di Liprandi, che insieme al corpo di Sameneff teneva fronte contro la Cernaia. Il grosso dell’esercito russo conservava le sue posizioni sull’altipiano del Belbeg.

(Disp. tel. del M. di Pelissier) Le combinazioni concertate fra gli alleati seguivano il loro corso. I turchi e la brigata dei cacciatori ai 17 fecero una ricognizione verso Ai-Todor. Il generale Bosquet occupava la Cernaia. Pelissier di concerto con gl'inglesi aveva deciso di attaccare all’alba del 18 il gran Redan, Malakoff e le batterie dipendenti.

(Disp. tel.) Pelissier fin dal 18 spedi ordini premurosi a Varna per l’immediato imbarco alla volta della Crimea di tutte le riserve trovantisi in quella città

(Disp. tel. del 18 di Pelissier) l'attacco del 18 non riusci, benché le truppe, che mostrarono un gran fervore, avessero messo piede, in parte, dentro Malakoff. Perciò Pelissier dovette ordinare che le truppe rientrassero nella paratella, il che fu eseguito con ordine e senza alcuna molestia da parte dei russi (3)a.

(Disp. tel.) Pelissier in data del 19 riferisce che «non ostante il non riuscito attacco del 18, gli assediati furono presi da tal paura che nella successiva notte per lungo tempo fecero fuoco all’aria con tutti i loro cannoni. La mattina del 19 armistizio per seppellire i morti.

(Disp. tel.) In data del 20 Pelissier scrive che gli alleati aveano stretto i russi da vicino dalla parte centrale, e che fu incendiato il piccolo sobborgo in fondo al porto del mezzogiorno. Più, che gli alleati costruivano batterie sulle posizioni conquistale il 7, le quali minacciano direttamente il gran porto (4)a.

(Disp. tel.) La sera del 22 il governo di Torino ricevette dalla Crimea un dispaccio che annunzia la decrescenza del colera, e non reca alcuna indicazione di morte o malattia dei varii generali è ufficiali superiori. Aggiunge infine che le truppe piemontesi non aveano preso alcuna parte fino a quel giorno a verun combattimento.

(Disp. tel.) A Tangarog le truppe sbarcate incendiarono sei magazzini. L’ammiraglio Lyons compi la distruzione di Mariopoli.

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PEREKOP

Giacché la Gazzetta di Milano ha ricevuto per la via di Bukarest notizie telegrafiche, le quali recano come un fatto positivo (quantunque noi non pretendiamo che vi si aggiusti credenza) una spedizione degli alleati per impossessarsi di Perekop e cosi chiudere da ogni lato i russi della Crimea, giudichiamo opportuno di dare ai nostri lettori una descrizione di quell’istmo e delle sue fortificazioni perché conoscano se sia è non sia facile la impresa che vuol tentarsi.

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l'istmo di Perekop (detto dai tartari Or è d’Orkapu, cioè Porta d’oro) giace fra il Mar Nero e il Mar Putrido; è dieci verste lungo e sei largo. A ponente si stende il golfo di Perekop chiuso verso la parte del Continente del Capo Srilgach e verso la Crimea da un promontorio che ha il nome stesso dell’istmo. Perekop è la città capitale del Circolo di questo nome, che tocca i Circoli d’Alchki, di Simferopoli, di Eupatoria e di Teodosia. A levante il paese è intersecato da moltissime baie: vi sono steppe ed alcuni rialti di terra; varii piccoli fiumi, tra' quali il Salghir, lo bagnano; vi si vedono parecchi laghi, e fra questi Kerleat e Krabnoje. Il clima è generalmente insalubre. La città e la fortezza di Perekop si trovano nell’istmo fra il golfo di Siwasch nel Mare di Azoff, non lungi dalla porta di pietra che da sul fossato e sui bastioni che si protendono da levante a ponente. Il fossato munito d’un ponte levatoio è tutto di pietra viva e profondo otto metri. La città protetta da una cittadella e da un piccolo castello è mal situata; meschino il suo aspetto: non vi sono che case coperte di stoppia, botteghe di legno, strade sudicie; gli abitanti in numero di 3300 si compongono di russi, tartari, armeni ed ebrei. In passato la' fortezza ebbe una certa importanza, che poscia perdette; le mura cadevano in rovina, ma ultimamente vi si fecero lavori piuttosto grandi di fortificazione. A tre verste da Perekop notasi il sobborgo di Armonsko abitato da ebrei, greci ed armeni, dati al traffico del bestiame, specialmente degli agnelli. Nel 1736 i russi comparvero la prima volta in Crimea guidati dal generale Munnich, il quale comandava un esercito di 100 mila uomini. Trovarono l'istmo sbarrato da un fossato largo 21 metri, profondo 14 e coperto da un muro alto 23 metri. Tutte coteste opere sono fiancheggiate da torne protette dal forte d'Orkapu. I trincieramenti furono espugnati, due giorni dopo la fortezza si rese. Ma la vittoria di Munnich non apri già le porte della Crimea; è d’uopo accagionarne il tradimento dei tartari e l'incuria di coloro che erano destinati a riparare le opere di difesa. Munnich potè allora desolare a suo talento la penisola. L’anno successivo altra invasione dei russi; ma questa volta le mura erano state di nuovo erette e lo stesso Kan della Crimea comandava le truppe. Nel 1751 quel coraggioso guerriero ebbe dal sultano, in premio del valore ch’ei spiegò nella difesa di Perekop, una spada di. 1090 zecchini ed una veste d’onore. Nel 1770 i russi inutilmente assalirono la fortezza, ma l’anno appresso 99 mila uomini invasero nuovamente l'istmo di Perekop e se ne impossessarono. Per le occorrenze poi della presente guerra lo czar Niccolò fece costruire nell’istmo un campo trincierato capace a contenere 100 mila uomini guernito di fortini e circondato di torri che si chiamano massimiliane ad imitazione di quello che sono intorno ad Ulma.

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VARIETÀ

Si racconta del generale Pelissier ch’egli in Africa diede un colpo di scudiscio sul viso ad uno spahi, che gli aveva fatto una temeraria risposta. Lo spahi sdegnato trasse fuori una pistola e la scattò contro il generale. Tre giorni d'arresto, disse Pelissier, per non aver tenuto le armi in buon ordine. Dopo di che non parlossi più di tal fatto.

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Schaecherger direttore dell'Uffizio telegrafico in Zara ha trovato un apparecchio ch’ei denomina indicatore dei venti. Con questo apparecchio si può precisare esattamente in ogni tempo la direzione e la forza dei venti. L’inventore inviollo all’imperiale Instituto meteorologico centrale di Vienna, dove sarà quanto prima messo in attività.



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1855 ROMA 30 GIUGNO N 76

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Ieri alle ore 9 pomeridiane fu incendiata sui vertici dei Monte Pincio una magnifica girandola, la qua' le rappresentò il celebre tempietto, architettura dei Bramante, trovantesi entro il Convento de' Francescani sul Gianicolo ed appellato di S. Pietro in Montorio. Quel tempietto edificato sul luogo, in che il Principe degli Apostoli soffri la crocifissione, nel 1849 rimase interamente incolume dalle bombe e dalle palle che gravemente danneggiarono tutte le mura che alla distanza di po; chi passi lo circondano. Lo spettacolo pirotecnico d’ier sera fu giudicato bellissimo dalla immensa moltitudine che accorse ad ammirarlo.

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RIVISTA SETTIMANALE

Nel Baltico la flotta inglese è inoperosa, e sembra che il vaticinio di Napier debba verificarsi; l'ammiraglio dei 1854 è persuaso che nel 1855 si farà meno di quello che si fece da lui. Le ricognizioni alle coste sono sempre infelici; improvvise esplosioni di guerresche macchine sottomarine non lasciano avvicinar i bastimenti che si spediscono ad ispezione. Un. naviglio inglese approssimavasi ad Hangoc, i russi la catturarono e misero a morte quanti v’erano dentro. Palmerston ha impegnato il governo di Copenaga a richiamarsi presso il: governo di Pietroburgo perché sieno castigati quegli au daci russi. che perpetrarono il miserando eccidio! Sapremo in seguitola risposta dello czare al messaggio danese.

Annunziammo che i russi si preparavano a ripassare il Danubio e a marciare direttamente sopra Adrianopoli. Questa nostra particolare notizia non vediamo confermata in altri giornali ma sembra che sia positiva, mercecché Silistria si guernisee novellamente di copiose truppe è ad Adrianopoli ai forma un campo in cui si raccoglieranno un 50 mite uomini parte turchi parte francesi. Se non vi. fosse qualche imminente pericolo di aggressione moscovite, Adrianopoli. e Silistria non si metterebbero in acconcio di difesa.

Pervenuti finalmente ancor tanto desiderati dispacci russi sul combattimento dei 18 giugno siamo in grado di poterne fare un breve racconto onde in alcuna guisa satisfare la impaziente curiosità dei nostri lettori benevoli sur un. fatto, che menò si grande ruinerà in Europa tutta. Dice Gortschakoff che l’assedio dato dagli alleati all’alba dei 18 cominciò. dopo 24 ere di un cannoneggiamento il più micidiali e di un bombardamento inaudito. Dunque gli alleati all'alba. dei 17 cominciarono a cannoneggiare e bombardare le posizioni che si doveano assalire all’alba: dei 18. Il fuoco degli alleati fu inaudito, fu il più micidiale che immaginar si possa. Ma Gortschakoff, che questo confessa, preferisce d’indicare la quantità delle perdite sofferte; delle quali però darà contezza nelle successive relazioni.

Ma se il 17 fu infausto pei russi, il 18 non la fortunato per gli occidentali. All’alba di questo giorno essi diedero l’attacco ai bastioni Numeri 1, 2 e 3 e al bastione Korniloff. L’impeto francese si spinse fin. dentro la torre di Malakoff, ma, quando parea che la «vittoria arridesse agli alleati, Pelissier conobbe che il cannoneggiamento dei precedente giorno sebbene inaudito e micidialissimo, non aver prostrato il coraggio dei russi in modo che questi (probabilmente anche per sopravvenuti rinforzi) non fossero al caso di fare una energica ed efficace resistenza. Laonde Pelissier poco dopo il mezzogiorno dovette ordinare la ritirata delle sue stanche milizie nelle paratelle, e i russi la credettero anzi una operazione strategica che una conseguenza di non riuscita impresa, imperocché non si attentarono d’inseguire i ritraentisi. Nell'infruttuoso tentativo gli alleati ebbero 1840 feriti e 1593 fra morti, scomparsi e prigionieri i quali da ultimo nominati furono 600.

I russi, fermi sempre nelle loro formidabili posizioni, attendevano una replica dell’attacco nella notte; il perché, a tener lontano il nimico che avesse voluto avvicinarsi di nuovo col favor delle tenebre, continuarono a colpire le ombre notturne col fuoco di tutti il loro cannoni.

La mattina del 19 si conchiuse armistizio per seppellire i morti; e il dispaccio di Gortschakoff non dice se l’armistizio fu a richiesta degli alleati.

Fino alle ore 6 pomeridiane dei 19 nulla d’importante. Indi g|i alleati uscirono novellamente dalle paratelle stringendo i russi; dalla parte centrale, incendiando il piccolo sobborgo nimico in fondo al porto meridionale e ripigliando con attivi& i. lavori di approcci contro Malakoff; le quali operazioni progredivano fino. Al 22 senza essere impedite dai russi che invece attendavano a riparare i danni sofferti net bombardamento dei 17 e nell’assalto dei 18, onde trovarsi preparati a respingere l’attacco che si volesse ripetere..

Nell’Asia i russi già occuparono parecchie posizioni de' turchi; ma finora non si ha notizia di alcuna battaglia. Certo è che Murawieff si avanza con fiducia di riportare segnalata vittoria.

Degli affari politici molto sarebbe a direse s’includesse una verità nella notizia delle due leghe militari germanica ed italiana, delle quali si va da qualche giorno parlando; ma finora quanto si discorre su tal proposito non è che voce, forse l’eco di qualche arcana sublime inspirazione, che vuole si sappia ciò che potrebbe intervenire qualora un disastro occidentale in Crimea promuovesse la rivincita in un disastro generale dell’Europa, come già si fece intendere nel Parlamento di Londra dove di tanto in tanto involontariamente si rivelano pensieri, che possono altrui servire, di norma por le future probabili evenienze.

Il re di Prussia guarda tuttavia il letto per una leggera malattia; il re di Danimarca guarda parimenti il letto per una leggiera caduta da cavallo.

L’imperatore Francesco Giuseppe intanto va ispezionando le sue truppe e ne ordina lo scemamento. Il suo viaggio è una vera corsa trionfale; tanto è l’entusiasmo delle popolazioni che con ineffabili dimostrazioni di gioia salutano ed onorano il cavalleresco loro sovrano!

La Spagna versa tuttavia nelle medesime tristi condizioni finanziarie e politiche. L’Erario è vuoto; molti i progetti onde riempirlo; il ministero esercita il conferitogli potere dittatoriale; le provincie però agitate sempre; i montemolinisti erompono qua e cola; sieno pur piccole le bande, bastano a dar grandi imbarazzi al governo.

In Russia, secondo nostre private notizie, vi è straordinaria abbondanza di viveri; tutto a modicissimi prezzi; le popolazioni poco è nulla sanno della guerra; la Polonia rigurgita di soldatesche; viaggiatori venuti di là ci riferiscono aver veduto per un tratto di ben venticinque miglia ingombre le strade di cavalleria, né già di diverse specie, ma tutta di una medesima divisa militare.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Ai 24 arrivarono a Genova nel più stretto incognito il duca e la duchessa di Montpensier.

IMPERO AUSTRIACO

A Cracovia s’intertennero ultimamente ad amichevoli colloquii con iscambio di gentilezze i generali austriaci del seguito dell’imperatore, il generale russo Grunwaldt e il generale prussiano Lindbeim.

Per ordine supremo spedito il 16 giugno al comando della IV armata austriaca nella Galizia fu sospeso immediatamente l’ulteriore acquisto dei cavalli per l'artiglieria e pel treno.

Lo stato sanitario delle truppe austriache ne’ Principati danubiani è soddisfacente. allo scopo di conservarlo il meglio che si possa ne’ mesi della state si fecero ambulanze lunghesso i fiumi. Ospedali galleggianti da Galacz fino ad Orsova danno ricetto ai febbricitanti e li trasportano alle più alte regioni della Ungheria, ove i malati, in seguito al cambiamento di aria, ricuperano più agevolmente la salute.

L’imperatore diede sul proprio particolare peculio 24 mila fiorini per l'abbellimento della cattedrale di Francoforte.

Parecchi giornali alemanni afferma no che in occasione della presenza del conte di Chambord a Tepliz, vi si recheranno varii orleanisti, fra' quali Odillon Barrot per assistere al trattato della fusione.

IMPERO FRANCESE

È morta a Parigi la contessa Lavalette, nata Beauharnais, nipote della imperatrice Giuseppina. Le sue personali eminenti qualità e l’eroismo ond'ella seppe salvare il consorte dall’estremo supplizio la rendevano notissima alla società parigina.

INGHILTERRA

Alla Borsa di Londra si fecero scommesse che Sebastopoli cadrà in potere degli alleati innanzi al prossimo mese di settembre.

Il general Cabrera che da varii anni soggiorna in Inghilterra, ebbe una severa ammonizione dal governo di Londra, essendo certo che Cabrera è compromesso nei movimenti carlisti, che si sviluppano nelle parti settentrionali della Spagna.

IMPERO RUSSO

Ë antica usanza in Russia che ogni nuovo czar, dopo la sua elevazione al trono, recasi a visitare gli archivii dell’Impero per disaminare gli ukasi dei suoi predecessori e quindi è ratificarli, o modificarli, o abrogarli. L’attuale imperatore Alessandro compié, non ha guari, questa cerimonia, e in veggendo un ukase di suo padre del 1811, in cui è decretato che i polacchi, pe' loro buoni sentimenti verso il trono della Russia, abbiano a godere in avvenire diritti eguali a quelli delle altre nazioni dell’Impero, tranne però gli ebrei, corrugò la fronte a questa eccezione Un simile stato eccezionale, disse, non dee sussistere in Russia più a lungo; in voglio che ciascuno nel grande Impero di Russia abbia uguali diritti e doveri.

Il granduca Michele è giunto da Mosca a Varsavia.

IMPERO OTTOMANO

(Disp. tel.) La Francia insiste appo il Divano pel taglio dell'istmo di Suez; l'Inghilterra promuove opposizioni.

GRECIA

(Disp. tel. Atene 22) L’ arciduca austriaco Ferdinando Massimiliano ai 15 giunse al Pireo colla sua flotta; ai 21 recossi a Candia, donde probabilmente farà vela alla volta di Alessandria.

NOTIZIE DELLA GUERRA

(Disp. tel. Copenaga 25) Quattro vascelli alleati sono entrali nel Mar Bianco avviandosi verso Arcangelo.

Il blocco continuato delle coste russe (scrive il Times) comunque accresca il prezzo dei prodotti coloniali, non reca alcun danno alla produzione ed alla industria manufatturiera della Russia; anzi il blocco è di gran vantaggio al sistema proibitivo russo, e le squadre alleate sopravegghiando le coste finlandiche fanno si che la Russia possa arruolare nei suoi eserciti un corpo numeroso di bravi soldati, che sinora furono impiegati come guardacoste nel Baltico e nel Mar Nero. Indi si sa che anche gli uffiziali della dogana e i guardacoste di Odessa e di altri luoghi furono incorporati è nella riserva è nella milizia attiva.

(Disp. tel.) La flotta combinata del Baltico lasciò nuovamente le acque di Cronstadt. A bordo di essa predo