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LA GUERRA DI CRIMEA sulle pagine de "IL VERO AMICO DEL POPOLO" (Zenone di Elea - Settembre 2022)

LA GUERRA DI CRIMEA (1853-1856) - ELENCO DEI TESTI PUBBLICATI SUL NOSTRO SITO

IL VERO AMICO DEL POPOLO

PUBBLICAZIONE PERIODICA ROMANA

PER DOMENICO VENTURINI

NEL 1855

GENNAIO - GIUGNO

01 - Il Vero Amico Del Popolo - Domenico Venturini (GENNAIO - GIUGNO) HTML ODT PDF
02 - Il Vero Amico Del Popolo - Domenico Venturini (GIUGNO - DICEMBRE) HTML ODT PDF
GENNAIO 1855 02 Genn - N 1 04 Genn - N 2 09 Genn - N 3 11 Genn - N 4 12 Genn - N 5
16 Genn - N 6 18 Genn - N 7 20 Genn - N 8 23 Genn - N 9 25 Genn - N 10
27 Genn - N 1130 Genn - N 12
FEBBRAIO 1855 01 Febb -  N 13 03 Febb - N 14 06 Febb - N 15 08 Febb - N 16 10 Febb - N 17
13 Febb - N 18 15 Febb - N 19 17 Febb - N 20 20 Febb - N 21 22 Febb - N 22
24 Febb - N 2327 Febb - N 24
MARZO 1855 01 Mar - N 25 03 Mar - N 26 06 Mar - N 27 08 Mar - N 28 10 Mar - N 29
13 Mar - N 30 15 Mar - N 31 17 Mar - N 32 20 Mar - N 33 22 Mar - N 34
24 Mar - N 3527 Mar - N 3629 Mar - N 3731 Mar - N 38
APRILE 1855 03 Apr - N 39 05 Apr - N 40 07 Apr - N 41 10 Apr - N 42 12 Apr - N 43
14 Apr - N 45 17 Apr - N 46 19 Apr - N 47 21 Apr - N 48 24 Apr - N 49
26 Apr - N 50 28 Apr - N 51
MAGGIO 1855 01 Magg - N 52 03 Magg - N 53 05 Magg - N 54 08 Magg - N 55 10 Magg - N 56
12 Magg - N 57 15 Magg - N 58 19 Magg - N 59 22 Magg - N 60 24 Magg - N 61
26 Magg - N 62 29 Magg - N 6331 Magg - N 64
GIUGNO 1855 02 Giu - N 65 05 Giu - N 66 09 Giu - N 67 12 Giu - N 68
1855 ROMA 2 GENNAIO N 1

VERO AMICO DEL POPOLO

Associazione per un trimestre baiocchi 90; per un semestre scudo l'e baiocchi 65; per un anno scudi 3, i pagamenti dovranno esser sempre anticipati. Gli esteri pagan come sopra, con più la spesa per l'affrancamento. Gli associati ad anno possono disdirsi prima che finisca il mese di ottobre; gli altri un mese almeno innanzi alla scadenza. L'associazione non disdetta s'intenderà come rinnovata.

Le pubblicazioni periodiche si fanno ne' giorni di martedì, giovedì e sabato non festivi. Chi ama il foglio al domicilio in Roma paga bai. 5 di più al mese. Per la inserzione di articoli scientifici, letterari, artistici ed altri si pattuisce con la Direzione. Non si ricevono lettere o gruppi se non franchi di posta. Agli associati per un anno sarà dato il frontispizio e l'indice generale del volume.

Con torbidi auspici cominciava il 1854, e pure non parlavasi che di una lotta impegnata si unicamente fra la Russia e la Turchia! Or con quali auspici esordisce il 1855? La Turchia si pare quasi scomparsa della scena, ed in sua vece a combattere contro alla Russia si avanzarono la Francia e l'Inghilterra!? Cosi la quistione da orientale trasformossi in europea. Le sorti della guerra non son più disputate dal cadavere ottomano, ma dalla vigorosa civiltà dell’occidente contro la formidabile autocrazia del settentrione. A latissime proporzioni adunque allargaronsi le fatali differenze. Chi potrebbe poi misurarne la estensione e le risultanze ove l'Austria, la Prussia, la Germania si decidessero a prendere attiva parte alla terribile tenzone? Innanzi a questa idea spalancasi repente ognivomo abisso, di cui la profondità non me no che l’ampiezza sfugge ai cupidi sguardi della più penetrante intelligenza.

Nulla ciò di manco havvi tuttavia chi favella di ben ferme speranze di prossima composizione. E noi vorremmo essere antesignani ad abbracciarle e propugnarle; ma, per quanto siasi e grande e lusinghiero il nostro desiderio della universale concordia, e’ non ci offusca in guisa il lume dello intelletto che sospingaci a idolatrare le illusioni.

E d'onde si argomenta un proteiforme giornalismo a ragionare novellamente di pace? Vacue blaterazioni di oziosi articolisti vanno attorno per annunziare che lo czar accoglie senza veruna riserva i punti delle garanzie propostigli dalle Potenze occidentali! Dunque la Russia spedi Menzikoff a Stambul per ispogliarsi dei diritti, che acquistò col trattato di Adrianopoli, diritti che di fatto assoggettarono allo czar i Principati danubiani, su i quali al padisciah non rimaneva che una onorifica larva del vetusto dominio? Dunque la Russia provocò la presente guerra per mettere a brani con la sua spada il trattato di Kudsehuk-Kainardschi, che diede allo czar lo esclusivo protettorato della Chiesa greca eterodossa nell’Impero ottomano? Dunque la Russia fece tanti militari apparecchi da trent'anni a questa

parte perché nel 1855 dovevano servirle a distruggere i due principali elementi di sua progressiva grandezza, che additati le furono dalla sublime antiveggenza del conquistatore genio di Pietro I? Né questa ancora è tutta la romantica umiliazione, cui vuolsi, senza gir tanto per le lunghe, da furiosi giornalisti ad ogni modo portare la Russia. Alcuni già sognan per fino di vedere l’imperatore di Pietroburgo tornare al modesto titolo di granduca di Moscovia, e forse a qualcosa manco. Ma lasciamo da banda cotesti dorati sogni, che mal si confanno con la truce realità di lagrimevole istoria.

Il contrasto è grande; pericoli e speranze dall'una e dall’altra parte. La coalizione occidentale già per se stessa è forte; più forte sarà con lo sperato concorso austriaco; che diverrebbe poi con l'alleanza germanica? Ma la Russia ancora avrà, in questi due ultimi casi, suoi alleati; ché non può supporsi ch'ella voglia cimentarsi da sà sola a sostenere l'impeto di Europa tutta. E, ove fosse pur sola, la Russia rinnuoverebbe lo esempio dell’Anteo della favola; risorgerebbe più vigorosa dalle medesime sue sconfitte. Una decisiva vittoria, che costringesse l’autocrate settentrionale a deporre le armi e ad accettare le impostegli condizioni di pace, non è cosa tanto agevole quanto altri va per avventura pronosticando. Il perché Russell al Parlamento britannico ha detto che la Francia e l'Inghilterra non hanno intenzione di menomare la Russia, ma è lor pensiero lasciarla essere una nazione grande e potente. Cosi parla chi conosce la forza e la perseveranza moscovita.

Secondo alcune informazioni, che vengono da persone ordinariamente bene informate (almeno pretendono di esser tali), l’imperatore Niccolò non sarebbe alieno dal conchiudere la pace, anzi la vorrebbe espressamente con la condizione però che ogni cosa debba ritornare nello stato che si concerta a Vienna col trattato del 1815. Noi non sappiamo quanta credenza abbiasi ad aggiustare a cosiffatta diceria, la quale, so avesse un fondamento di verità, mentre sovvertirebbe in gran parte l’attuale politico ordinamento europeo, includerebbe ancora la rinunzia della Russia a tanti acquisti di privilegi e di territorio posteriori a quel trattato, e dalla Russia strenuamente propugnati. Quindi noi opiniamo che a Pietroburgo non diasi agevolmente luogo a coteste utopie, dalle quali emergerebbero complicazioni di pressoché impossibile districamento. Son esse dunque da cacciarsi fra le spiritose invenzioni? Noi le giudichiam tali; e siam persuasi che nel 1855 ne sentiremo altre anche più grandi e più frequenti di quelle del passato anno proemiale 1854.

Discorso dell’imperatore Napoleone alla sessione legislative del 1855 aperta il 26 dicembre: «Dopo la ultima vostra riunione grandi fatti si sono compiuti: i nostri eserciti furono vittoriosi nel Baltico e nel Mar Nero, due segnalate battaglie hanno arrecato splendore alle nostre bandiere. É luminosa testimonianza della intimità delle relazioni, che corrono fra noi e l'Inghilterra, il voto di congratulazioni ai nostri generali e soldati, deliberato dal Parlamento britannico. L’imperatore d’Austria ha conchiuso un trattato oggi difensivo, e ben presto forse offensivo, mediante il quale unisce la sua causa a quella della Francia e dell’Inghilterra. A misura che la guerra si prolunga, cresce il numero degli alleati e più si stringono vincoli già esistenti dell’alleanza con l'Inghilterra e dell’unione fra le due potenti nazioni per assicurare il trionfo della civiltà e della libertà di Europa. Unitevi a me per rendere grazio a nome della Francia al Parlamento inglese delle sue cordiali dimostrazioni e all'esercito inglese e al suo degno capo per la loro valorosa cooperazione. Se la guerra continuerà, io spero l'anno venturo d'indirizzare i medesimi ringraziamenti all'Austria ed alla Germania, di cui bramiamo l'unione e la prosperità. Son fortunato di pagare un tributo di encomi all'armata e alla flotta, Dichiariamo insieme che l’armata è la flotta sono benemerite della patria. La guerra porta con sé crudeli sagrifizi. Ma tutto ci impone di proseguirla con vigore. L’armata si compone di 581, 090 soldati e di 62,000 marinari. A riempiere i vuoti vi domanderò una leva di 140,000 uomini e la facoltà di conchiudere un nuovo prestito nazionale, questi mezzi basteranno ai bisogni della guerra. Il bilancio ordinario è in equilibrio. L'attività delle industrie e i grandi lavori continuano; il ricolto fu soddisfacente; nuovi elementi di lavoro furono creati; e la sicurezza e talee che fra poco si riuniranno in Parigi i prodotti della industria di tutto il mondo.»

N. B. Questo è il più esteso sunto del discorso napoleonico recato dal telegrafo. Nel prossimo numero daremo il discorso per intero.

Nel discorso napoleonico è preferita la Prussia, mentre vi è menzionata con alla fiducia l'Austria e la Germania. L’imperatore dei francesi spera congratularsi delle cesaree vittorie con l’imperatore Francesco Giuseppe; perché non dice altrettanto relativamente alle vittorie prussiane e a re Federico Guglielmo? Il motivo ne è forse la certezza della niuna riuscita delle missioni di Usedom a Londra e del colonnello Manteuffel a Vienna? Ovvero la certezza che il gabinetto di Berlino, allorché si dovesse pronunziare apertamente si pronuncierebbe unito al gabinetto di Pietroburgo? Certo, un motivo ci sarà stato per passare sotto silenzio la Prussia. Lo sviluppo degli avvenimenti dimostreranno quale si fu il motivo.

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STORIA CONTEMPORANEA

ROMA

Ê tornato di Vienna a Roma S. E. il signor conte Maurizio Esterhazy inviato straordinario e ministro plenipotenziario di S. M. L è R. A. presso la Santa Sede.

PIEMONTE

Alla dimissione del conte di Pralormo seguirono quelle del baron Cantono inviato sardo a Vienna e del marchese Ballestrino inviato sardo a Napoli; anche queste due per lo stesso motivo della prima, cioè per la presentazione del progetto Rattazzi relativo ai conventi (Campanone). Dicesi che il generale De Sonnaz comandante generale della divisione di Torino abbia chieste pur esso le sue dimissioni (Goff. Mam.). Continuano a Torino con molta asseveranza, le voci di un cambiamento ministeriale (Diritto). Ami lettere di Torino del 27 dicembre assicurano come immancabile una mutazione di ministero. Si vuole pure che il mini. stero voglia quanto prima dimettersi in massa; circolano molte voci e molti nomi (Cat.).

IMPERO AUSTRIACO

Scrivesi da Vienna alla Brestauer Zeitung che il turbine di guerra si presente sempre più minaccioso sull'orizzonte europeo. Notizie di Pietroburgo dicono sembrare che lo czar non sia disposto a cedere. In seguito di che i rappresentanti d’Austria, Francia e Inghilterra si sarebbero adunati anche pria che terminasse il dicembre per combinare i mezzi da adoperarsi al ristabilimento della pace. E di ciò l’ambasciatore russo Gortschakoff che contezza al suo fratello generale Gortschakoff per le opportune disposizioni.

La sera del 28 dicembre ebbe luogo a Vienna una conferenza tra Buol, Bourquenev, Westmoreland e l'ambasciatore russo Gortschakoff.

Il colonnello Manteuffel alla dimane del suo arrivo a Vienna fu ricevuto in udienza particolare dall’imperatore. Molte le voci che versavano sulla missione del prussiano Manteuffel, ma la più accreditata era che ove avesse avuto incarico di combinare nuove basi di trattative di pace noi ne avrebbe fallo nulla. tanto le cose sono spinte oltre!

IMPERO FRANCESE

Un decreto imperiale apre il eredito di 5 milioni di franchi al ministro dell’interno per sovvenzione ai lavori d’utilità comunale e alle distribuzioni di soccorsi per gli uffizi di beneficenza.

Ai 27 dicembre fu presentata al corpo legislative la legge pel nuovo imprestito e fu nominata la Commissione che ai 28 presentò la sua relazione sulla legge medesima.

I principali giornali di Francia ora più che mai parlano in modo da eccitare vie maggiormente lo spirito nazionale non meno per la guerra che per una possibile imposta relativa alle spese della guerra medesima.

INGHILTERRA

Il prussiano Usedom ito in Inghilterra per una missione speciale di re Federico Guglielmo appena giunto a Londra recossi dal ministro prussiano Bernstorff. Dicesi che Usedom sia uno di quegli uomini di Stato che non sono molto accetti al partito dominante in Berlino.

SPAGNA

Luzuriaga ministro degli affari esteri dichiara che il programma del ministero è questo: «Sovranità nazionale; libertà della Cortès costituenti per decretare sovrane le basi costituzionali e l'oggetto della convocazione; trono costituzionale con tutti i poteri necessari ed inerenti a tale instituzione; sanzione reale per le leggi comuni ed ordinarie; sicurezza individuale senza altro limite che quello richiesto dalla sicurezza pubblica; diritto di petizione ed altri simili, subordinati a quanto le leggi prescrivono; unità dei privilegi nel civile, nel criminale poi la differenza voluta dalla disciplina; unità religiosa in tutto ciò che ha un carattere interno, senza pregiudizio del rispetto verso le altre credenze (1)a; potere parlamentare forte onde il potere regio non abbia ad esser distrutto;organizzazione del Parlamento in due Camere; periodo fisso per la riunione del Parlamento; voto indispensabile del bilancio annuo; rifiuto delle imposte non votate dalle Cortès; resistenza autorizzata; responsabilità ministeriale; guardia nazionale; pace e amicizia con tutte le nazioni, qualunque sieno le loro forme di governo; assimilazione delle colonie colla penisola; armata quanta ne gara necessaria; inamovibilità della magistratura; riverenza alla Chiesa e ai suoi ministri; sistema generale di strade ferrate; eguaglianza civile per giungere alle funzioni pubbliche; instituzione speciale nelle arti e nelle scienze per distruggere la mania degli impieghi; stampa libera con giuri. Questo il programma pronunziato da Luzuriaga. Indi Espartero disse: «Signori! la nazione è stanca di tanti disordini pubblici; ella commette alle Cortès attuali l'incarico di costituirla solidamente. Per attuare questa grande opera, egli è mestieri che cessi ogni dissensione. Il ministero, che ho l’onore di presiedere, rispetta e rispetterà le leggi emananti dalla Assemblea. Il Congresso adotterà le leggi che saranno necessarie affinché la nazione spagnuola, retta dal trono costituzionale d'Isabella II, inceda francamente nella via del progresso. Se taluno, per avventura volesse farla retrogradare, io mi porrei a capo della guardia nazionale e dell'esercito per far si che le leggi sieno rispettate. Il Parlamento applaudi. Si spedirono Commissioni militari nelle provincie per comprimervi i moti sediziosi. Temevasi a Madrid d’uno in altro giorno una solenne dimostrazione in senso democratico. Il governo è sempre parato paralizzare con poderose forze ogni tentativo di turbolenza.

Qualche giornale di Madrid riguarda come probabile l'invio di 15,000 spagnuoli in Crimea.

DANIMARCA

Dal programma del nuovo ministero danese rilevasi che la Danimarca osserverà per l’avvenire, come per lo addietro, la più stretta neutralità nella guerra tra la Russia e le Potenze occidentali.

GRECIA

Ai 22 novembre aperte le Camere ateniesi. Il re disse che l'interesse nazionale gl’impone di dichiarare che la Grecia è assolutamente neutrale nella quistione d’Orjente.

IMPERO OTTOMANO

Dicesi probabile a Costantinopoli la formazione di una Polizia anglo-gallica per evitare i disordini a causa delle truppe colà stanziate.

Una Commissione, che fisserà le basi dei rapporti futuri dei Principati danubiani con la Porta, si adunerà in breve a Costantinopoli. I progetti delle grandi Potenze già furono formulati.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Lo czar ha ordinata la dodicesima leva di reclute nei governi orientali dell’Impero, alla ragione di 10 uomini su mille anime. Le reclute israelitiche saranno nella stessa proporzione. La leva comincerà il 27 febbraio e terminerà il 27 marzo.

Si ha da Kischeneff che tutte le persone abili alle armi nei luoghi circonvicini vengono esercitate ed ammaestrate nel tiro, onde essere impiegato con una leva in massa contro i turchi nel caso che questi passassero il Pruth.

Verso il 20 dicembre Gortschakoff ispezionava il confine del Pruth; il suo esercito sospese i movimenti ed occupò i quartieri d’inverno.

A Odessa, la cui guernigione fassi ascendere a 50,000 uomini, aveasi ultimamente gran timore di uno sbarco degli alleati. Indi non solo si rafforzarono è batterie della Costa, ma si eressero trincee anche dalla parte di terra. II comando delle truppe dal generale Annenkoff è passato al generale Schabelskv che molto rinomato per audace energia. Tutte le case di Odessa rimaste vuole in conseguenza della emigrazione furono convertite in caserme. Quasi tutti gli abitanti di Odessa rifuggirono a Tiropoli.

L’imbarco delle truppe turche a Varna per la Crimea si fece sotto la direzione di Mashar pascià.

Molti rinforzi alleati si concentravano ultimamente presso Eupatoria; parlavasi che Omer pascià avrebbe tentato d'impossessarsi di Perekop.

Verso la metà di dicembre 8 piroscafi occidentali incrociavan innanzi ad Otsciakoff e facevano scandagli. Supponevasi che gli alleati abbiano intenzione di impossessarsi della penisola di Kmburn d’onde potrebbero apparecchiarsi ad una spedizione contro Perekop.

Un dispaccio russo porta che ai 13 dicembre il presidio di Sebastopoli fece una sortita, s'impadronì di cinque mortai del nimico, al quale inchiodava 10 cannoni.

Parlasi di nuovo a Parigi della prossima partenza del maresciallo Vaillant per la Crimea.

Le truppe francesi che si spediscono in Oriente si accumulano nella divisione marittima di Tolone, si procura di vuotarnela con la massima sollecitudine, altre debbono andarvi a prendere il loro posto assicurava che l’esercito francese d’Oriente sarebbesi aumentato fino a 12 divisioni, ove la pace non fosse fatta entro il 1854. Laonde le tre è quattro divisioni formantisi a Lione sotto il comando del generale Castellane erano destinate ad imbarcarsi nel por

lo d. Tolone è in quello di Marsiglia per far passaggio in Crimea; e si adottavano le disposizioni a questo scopo.

A Bordeaux, a Toulose, a Lille, à Rouen e in altre città di Francia si moltiplicano i Comitati onde raccogliere doni e offerte che quanto prima si spediranno all'esercito in Crimea. Le volontarie oblazioni continuano con entusiasmo e in pochi giorni si erano accumulati parecchi milioni di franchi.

Un dispaccio viennese roca che Menzikoff è ammalalo e surrogato.

ARMISTIZIO!

Notizie sino al 20 dicembre da Sebastopoli non recano alcun che di nuovo. Laonde il Corriere Italiano non sapendo come spiegare questa inazione, si fa scrivere da Odessa correr la voce che fra i supremi delle truppe alleate e il generale Menzikoff fu conchiuso un armistizio di quattro settimane!

VARIETÀ

Notizie positive annunziarono che i granduchi Niccolo e Michele, che erano a Kischeneff, tornarono a Pietroburgo. Ora altre notizie recano che il granduca Costantino che non si mosse mai di Pietroburgo, granduca Michele che a Pietroburgo si è restituito, hanno messo il loro quartier generale in uno dei forti di Sebastopoli! Ecco le corrispondenze bene informate!

LETTERATURA

» Guardai e vidi l'ombra di colui,

» Che fece per viltate il gran rifiuto.

Dante Inf. Cant. III.

Allorché in Italia comparve il poema di Dante Alighieri, eravi ancor frosca e universale la memoria di frate Pietro del Murrone, che fu eletto papa nel 1293, e sedette papa mesi cinque e di 8, ed ebbe nome Celestino, il quale in concistoro il di di Santa Lucia in presenza dei cardinali pose giu l'ammanto e la corona, e rinunziò il papato (2)a e riprese il suo abito monacale, sol bramoso di tornare alla sua cara solitudine, con esempio di umiltà da ammirarsi da tutti, da imitarsi da pochi è da niuno» (3)b. Il perché in leggendosi nel terzo canto dell'inferno di Dante che l'altissimo poeta

» …………. fra la setta dei cattivi

» A Dio spiacenti ed a' nimici sui,

» Fama de' quali il mondo esser non lassa,

» Guardo e vide l'ombra di colui,

» Che fece per viltate il gran rifiuto;

I primi commentatori del divino poema opinarono che colui si fosse Celestino che deponendo la pontificia tiara tornossene all’eremo d’onde l'unanime voto dei cardinali e le preghiere di re Carlo di Napoli aveanlo rimosso; ché ben volea, come narra il Petrarca, sottrarsi anche con la fuga alla elezione che collocavalo sul soglio dei successori di San Pietro. Ma questa falsa interpretazione fu occasionata precipuamente dallo essere allora comuni i parlari intorno a Celestino, la cui rinunzia fatta ex legitimis causis, idest causa humilitatis et milioris vitae, fu perciò confusa col gran rifiuto fatto per viltà dallo innominato di Dante. Ma portatesi da profondi interpreti più accurate considerazioni sul proposito, si trovò erronea per ogni verso quella opinione. Imperocché Dante non vide né conobbe mai Pietro di Murrone né quando era papa, né quando era eremita; e ciò dalle istorie di quei tempi è pienamente confermato. Or come dunque poteva scriver Dante di aver veduto e riconosciuto l'ombra di esso Pietro

» ……………. fra la si lunga tratta

» Di gente ch’ei non avria mai creduto

» Che morte tanta ne avesse disfatta?

Oltre a questo riflesso che ad evidenza dimostra l'errore di alcuni troppo sdrucciolevoli comentatori; sappiamo che Dante non fu sì ignorante teologo da non conoscere chi pochi è no di pusillanimità, laonde non potea notar di viltà la rinunzia, cui fe' Celestino per tornare alla vita contemplativa dell'eremo. Anzi nella Divina Commedia sono altamente commendati quei che

»....... …........ …... … contemplanti

» Uomini furo, accesi di quel caldo

» Che fa nascere i fiori e i frutti santi;

» Come furon Maccario e Ronaldo,

» E come i frati lor che dentro a' chiostri

» Fermaro i piedi e tennero il cor saldo.

Or queste ed altre validissime ragioni sono ampiamente e bella mente discorse dal padre lettore Bonaventura Viani dalla B. Chiara Agostiniano scalzo in una dissertazione da lui lotta nella Accademia spoletina degli ottusi. E dappoiché gl'interpreti vogliono pur sapere il nome di colui che fece per viltate il gran rifiuto, nome che l’Alighieri volle tener nascosto, il prelodato Viani rimestando le cronache dei tempi danteschi conclude ch'e' si fu Giano della Bolla savio popolano fiorentino di grandissima riputazione, il quale sendo stato promotor principale di quelle leggi con cui nel 1292 il popolo di Firenze cerco frenare l'orgoglio e le prepotenze dei grandi, fu indi processato e chiamato in giudizio dai nuovi priori; e Giano, senza curare lo incoraggiamento datogli dal popolo a continuare il governo della repubblica, «cessossi e partissi da Firenze a di 5 marzo 1291, onde per l'accusa mossagli contro fu in contumacia condannato nella persona e sbandito e morto in esitio. Dalla qual cosa ebbe grande mutazione e turbazione il popolo e la città di Firenze; mercecché d'allora innanzi il governo della repubblica rimase nelle mani dei soli popolari ricchi e possenti (4)c.

«Riepilogando pertanto le cose ragionate, il Viani conclude, che se la Divina Commedia è il poema della rettitudine e della buona morale, e se Dante fu buon filosofo e buon teologo, come dimostrano le sue opere, non potè avere motivo alcuno di alludere in quei versi a S. Celestino, il quale (secondo che scrive il Villani) amando più servire a Dio e l'utile di sua anima che l'onor del mondo, non sentendosi sufficiente al governamento della Chiesa, cercò ogni via di rinunziare il papato; laddove egli aveva molte e stringenti ragioni di fare allusione a Giano della Bella, e di chiamare grande il suo pusillanime rifiuto come quello da cui erano originati grandi scandali e grandi guai alla patria non mano che grandi disgrazie e grandi affanni a se stesso (5)d.

La brevità di un articolo non ci ha permesso di favellare più diffusamente su questo argomento; chi peraltro avesse vaghezza di meglio internarsi nel medesimo, potrà consultare la dissertazione del Viani, alle cui fatiche dobbiamo la novella e dottissima illustrazione di uno dei più oscuri punti della Divina Commedia.


1855 ROMA 4 GENNAIO N 2
IL VERO AMICO DEL POPOLO

Oggi, secondo l’annunzio datone preventivamente, si propone alle Camera dei deputati a Torino il progetto di legge per la soppressione delle instituzioni monastiche negli Stati del Piemonte. Al molto, che coraggiosamente e saviamente già dissero su questo gravissimo argomento i subalpini giornali propugnatori delle divine ed umane ragioni, noi non aggiugneremo che il nostro profondo dolore per le novelle afflizioni che voglionsi arrecare alla Chiesa di GESÙ CRISTO, a

«La qual da tanti secoli

«Soffre, combatte e prega,

«Ma le sue tende spiega

«Dall'uno all'altro mar.

L'Oracolo del Vatican ancora già mosse parola su tal proposito (6)a, e noi con Esso speriamo «voglia Iddio che quelli, i quali alla libertà della cattolica Religione si oppongono, riconoscano alfine una volta a quanta pubblica utilità essa vale e conduce, sicco me quella che a ciascuno dei cittadini propone ciò che debba osservare, e, secondo la celeste dottrina a lei data, ne inculca a tutti gli uffici.» Forse queste speranze non andranno fallite; e il cattolico Piemonte farà plauso ai deputati che respingeranno l‘audace proposta si perché al di la della loro competenza, si perché ripugnante ai loro sentimenti di cristiani e ai loro doveri di cittadini.

Le circostanze della guerra son tante che d’uno in altro giorno, anzi d’una in altr’ora possono far mutare l’andamento e lo scopo delle operazioni. Laonde, sia pur vero che gli alleati occidentali a principio movessero contro la Crimea con intendimento d'impossessarsi di Sebastopoli è di ridurre un cumulo di ruine questo terribile propugnacolo della potenza russa nel Mar Nero, non potrebbe era, per sopravvenute accidentalità che ritardarono l’attuazione del primitivo progetto, essere agli alleati medesimi più sicuro vantaggio il non accelerare la espugnazione di quella fortezza e il conservarsi soltanto nelle occupale posizioni? Che. ne viene da ciò? Che la Russia che distaccare ingenti masse di truppe dai grandi teatri della guerra e agglomerarle intorno a Sebastopoli per la difesa. E queste truppe, qualora non sieno in grado di scacciare. gli alleati dalla Crimea, saranno sempre milizie, delle quali la Russia non potrà disporre in altre parti, specialmente nelle minacciate regioni prossime al Pruth, dove la Russia sarà probabilmente impegnata a combattere. Già si calcola che da Perekop a Sebastopoli si trovino un dugentomila soldati dello czar, e nuovi rinforzi continuano a versarsi in quelle fatali contrade. E perche? Perché Sebastopoli non cada in potere degli alleati. Se i russi non imprendono a far altro, se cioè non rinnuovano, ma con felice successo, un’altra. giornata d'Inkermann, se finalmente non costringono gli alleati a rimbarcarsi, gli occidentali, anche fermi soltanto nelle loro attuali posizioni, paralizzano l'azione di tanto poderose forze nimiche. Né puossi obbiettare che pur essi debbono in grande quantità rimanersi in Crimea per obbligare i 200,000 uomini e forse più di milizie moscovite a guardare le mura di Sebastopoli. Ben saranno di presente necessarii agli alleati e 100,000 e 150,000 uomini ancora, onde resistere ad una aggressione che si tentasse per far loro perdere le prese posizioni intanto che le opere fortificatorie si vanno sempre più aumentando e perfezionando. Ma compiute che sieno queste opere, un 40,000 uomini al più basteranno a guarentire da qualunque attacco. Cità le scelte località, naturalmente di accesso difficile, saranno rese inespugnabili da baluardi artificiali. Cosi ne persuade a credere la topografica condizione del paese. Allora gli alleati, padroni del mare, potranno in pochi giorni ritrovarsi a Varna, accorrere sul Pruth insieme ai turchi e portare la guerra in Bessarabia. E prima che dai 200,000 uomini di Menzikoff venissero rinforzi per terra in soccorso di quelli di Gortschakoff, dovrebbero passare forse due mesi. Ed evidentemente a riparare queste eventualità lo czar ordinò leve novelle nelle. parti orientali dell’Impero. Ma, comunque esser possa, egli è manifesto che la presenza di un piccolo corpo anglo-gallico nelle fortificale posizioni innanzi a Sebastopoli, sarà sempre pei russi un incomodo motivo a conservare passivamente in Crimea una importantissima armata 5 è 6 volte maggiore di quella che sarà sufficiente all'assedio. E sotto questo aspetto gli alleati avranno risultanze strategiche del più alto vantaggio. Conchiudiamo; la sollecita caduta di Sebastopoli sarebbe certamente stata uno dci più grandi fatti militari del nostro secolo, ma il prolungato assedio di Sebastopoli, se manca di una abbagliante illusione e utilissimo agli alleati in una guerra che, a quanto pare, non sarebbesi finita in Crimea.

A Odessa si diede come positiva la notizia che il generale Montchello, aiutante dell'imperatore Napoleone, recò a Canrobert l’ordine di prendere ad ogni modo la fortezza di Sebastopoli pria che terminasse il mese di dicembre. Noi peraltro riteniamo esser questa una delle tante voci che si propagano senz’altro fondamento che quello di vaghe congetture.

STORIA CONTEMPORANEA

ROMA

La mattina del 2 si celebrarono solenni esequie nella chiesa dei SS XII Apostoli in suffragio dell'anima di monsignor Giovanni Battista Bouvier vescovo di LeMans morto in Roma il 29 dicembre. Nei funerali, fatti a spese dell'Augusto PIO IX, pontificò la messa di requie monsignor Sibour arcivescovo di Parigi; v'intervennero gli eminentissimi porporati De Ronald e Gousset, gli arcivescovi e vescovi assistente al soglio, l’ambasciatore di Francia conte di Ravneval, i generali e gli uffiziali di stato maggiore dell'armata francese di occupazione, non che molti altri distinti ecclesiastici e laici connazionali dell'insigne defunto.

Il pagamento delle diverse passività permanenti a carico della Cassa del Dchito Pubblico per la rata del Secondo Semestre del caduto anno 1854 fu aperto nel giorno 3 del presente mese di gennaio 1855 presso la Depositeria Generale della R. CA. in Roma, non che presso le Casse Camerali nelle Provincie dello Stato.

TABELLA

dei giorni nei quali avrà luogo il pagamento delle Rendite consolidate nominati per la rata del seconda semestre dell'anno 1854 seguendo l’ordine della iscrizione delle medesime.

GIORNI DEL PAGAMENTO

NUMERI DELIA ISCRIZIONE




3 Gennaio

dal

5

al

470

5 detto

»

473

al

606

8 detto

»

608

al

675

9 detto

»

681

al

783

10 detto

»

784

al

1413

12 detto

»

1414

al

1481

13 detto

»

1482

al

1524

15 delta

»

1525

al

1836

16 detto

»

1837

al

2164

19 detto

»

2165

al

2437

20 dello

»

2438

al

2489

22 detto

»

2490

al

2649

23 detto

»

2650

al

2796

24 detto

»

2797

al

3158

26 dello

»

3172

al

3321

27 detto

»

3322

al

3323

29 detto

»

3325

al

3527

30 dotto

»

3528

al

3704

31 aetlo

»

3705

al

3846

(Daremo le altre iscrizioni al principio de' singoli mesi)


. È nominato professore di architettura station e idraulica nella scuola degli ingegneri della romana Università della Sapienza il dottor Federico Giorgi ingegnere in capo di acque e strade.

PIEMONTE

Continua andirivieni di corrieri da Torino a Parigi e da Parigi a Torino. La notizia di un'alleanza del Piemonte con le Potenze occidentali si da ornai come positiva.

IMPERO AUSTRIACO

Ai 27 dicembre cominciarono a Vienna nel ministero dell'interno i dibattimenti relativi al contratto per la cessione delle strade ferrate austriache ad intraprendenti francesi. Pel governo presero parte ai dibattimenti anche Esckelesse e il barone Sina, e per gli intraprendenti una loro deputazione composta del dura di Galiere, Isacco Pereira, Lechatelier ingegnere in capo di parecchie grandi strade ferrate francesi e di Lemonnier che occupa un distinto posto presso la società del Credito mobiliare.

Il duca e la duchessa di Brabante, trovantisi a Vienna, onorarono di loro visita ai 28 decembre l'infermo. lord Westmoreland ambasciatore inglese, la cui salute peraltro va sempre più migliorando. A questa visita si volle annettere una qualche importanza politica. La dissero dimostrazione del buon accordo fra il Belgio e le Potenze occidentali nella quistione di Oriente.

La sera del 26 dicembre giunse a Vienna il corriere Vannenkoff con dispacci per Gortschakoff relativi alla eventualità di un'alleanza offensiva e difensiva fra l'Austria e le Potenze occidentali. Gortschakoff spedi a Pietroburgo il Consigliere di Stato Kotzebue con dispacci responsivi.

La sera del 28 dicembre il conte Buol ministro austriaco degli affari esteri, l’ambasciatore francese Bourquenev e l'ambasciatore russo tennero una conferenza (come già fu da noi annunziato) in casa dell'infermo ambasciatore inglese Westmoreland. Sembra che risultanze di quel congresso non sieno state guari favorevoli ad un accomodamento delle note differenze. Il perché ai 29 la Borsa di Vienna fu in ribasso.

Scrivesi da Pietroburgo che lo czar tiensi fermo quanto egli espresse nella Nota di Nesselrode dal 28 novembre, con la quale accettava, interpretandoli a suo modo, i quattro punti dalle garanzie, come base di nuove trattative di pace. Ma gli è nolo che col trattato viennese del 2 dicembre non si ritenne sufficiente questa adesione dello czar, laonde esso saldo a respingere ogni proposizione che oltrepassasse i limita nella Nota del 28 novembre stabiliti, è determinato a proseguire la guerra nella più energica maniera, in tale stato di cose credesi a Pietroburgo che non possa di molto indugiare la partenza dell’ambasciatore austriaco conte Esterhazy.

Lettere di Pietroburgo dicono che al principe Gortschakoff a Vienna si mandarono istruzioni decisive nell'attuale stato di cose; e che lo czar rispose a tutte le speranze di pace con una leva di 200,000 uomini nulle provincie orientali del suo Impero!

Westmoreland si è pienamente ristabilito.

Sulla grande spianata della Iosephstand a Vienna il 28 dicembre alle ore 9 del mattino ebbe luogo una magnifica parata militare, cui presero parte tutte le truppe che sono di guernigione nella città capitale dell’impero.

I contorni di Olmutz ai 18 dicembre erano inondati. La March usci rapidamente dalle sue rive, minacciando Laska e Neustiff e coprendo d'acqua Czernowier. Le comunicazioni fra Olmutz, Laska e Kloster Hradisch furono conservate col mezzo di canotti. Ai 19 le acque cominciarono ad abbassare.

Ai 21 dicembre terminavano le conferenze militari tenutesi a Vienna sotto la presidenza dell'imperatore. Il comandante in capo dell’armata, generale di artiglieria barone Hess ai primi di gcnnaio dovea recarsi al suo quartier generale nella Galizia in compagnie del generale francese Letang.

Onde poter condurre a Raab, innanzi che sopravvengano i ghiacci, le grandissime quantità di cereali accumulate nelle regioni del basso Danubio, la viennese società di navigazione a vapore su questo fiume spedi a quelle parte tutti i rimorchiatori disponibili.

GERMANIA

Il ministro sassone barone Beust nella seduta della prima Camera del 22 dicembre pronunziò questo interessantissimo discorso:

«La deliberazione presa dalla Dieta federale il 9 novembre ha in mira di assegnar una solida posizione alla Confederazione alemanna nelle presenti congiunture di Europa. Ora si attende che dalla Commissione militare e dai rispettivi Comitati vengano fatte alla Dieta le proposte relative all’applicazione delle misure militari corrispondenti ai bisogni. La Sassonia è rappresentata tanto nei Comitati quanto nella Commissione militare, e credo superfluo dire che le nostre instruzioni non saranno intese a far affrettare la mobilizzazione, per quanto fosse nostro dovere e non avessimo mai mancato di accudire puntualmente ai nostri obblighi federali. Si aggiunga, ed emmi grato poterlo dire, che la nostra organizzazione militare è tale che nel caso di una pronta mobilizzazione non vi rimane che procurare i cavalli pei troni e per l’artiglieria. Tutto il resto è già pronto, e prendere altre misure 4 superfluo. Fu accelerato l'acquisto delle rimonte pel motivo che i mercati dei cavalli si tengono nell'inverno. Ma ciò è avvenuto soltanto pei bisogni ordinari e non oltrepassa il consueto. Tornando poi sulla quistione politica, non sono pur troppo in grado di dissipare i timori che di voi s’impadronirono. lo non posso esprimere che voti e speranze; assicurazioni positive non posso darne. Un prossimo avvenire ne recherà la decisione. É possibile che gli avvenimenti guerreschi acquistino maggiore estensione, e che anche la Germania e la Sassonia impugnino le armi; ma per tal caso posso assicurare l’alta Camera che il governo, malgrado i sacrifizj cui sarà forzato il paese, non intralascerà di portare a compimento fa organizzazione. La pace di Europa è turbata; noi siamo in istato di guerra; ben vi ricorderete quante paci si succedettero nelle lunghe guerre dal 1792 al 1815! Ponete mente a questa circostanza e agevolmente comprenderete che, se domami si parterà di una conclusione di pace, con ciò non si dirà di qual durata sia per essere la pace. Per ora non ci è dato sperare una pace simile a quella che si golette dal 1815 al 1818; indi continueremo a fare nel nostro governo le urgenti riforme senza lasciarci frastornare dell'andamento delle cose esterne.»

Stando a parecchie corrispondenze alemanne, in nessun paese dell’Europa si è sviluppato per fa guerra un entusiasmo maggiore di quello che di presente è in Germania dove il desiderio generale del popolo è di. resistere con la forza delle armi alla preponderanza, della Russia. Ciò non ostante i governi tedeschi vanno molto a rilento, ma la pubblica opinione è persuasa che tutti seconderanno i movimenti dell'Austria.

IMPERO FRANCESE

Ai 28 dicembre il corpo legislativo adottò ad unanimità la legge sul prestito nazionale. Ai 29 i deputati portarono alle Tuilleries il voto risguardante il prestito medesimo. L’imperatore ringraziolli perché cosi gli son dati i mezzi di continuare energicamente la guerra.

Il francese ministro delle finanze procederà (cosi un dispaccio telegrafico) alla soscrizione pubblica di una rendita al 4 ½ e al 3 necessaria a produrre il capitale di 500 milioni.

BELGIO

Da Brusselles fu spedita per telegrafo a Vienna la notizia che il Belgio aderisce all'alleanza delle grandi Potenze, e che il trattato sarebbesi sottoscritto ai 28 dicembre.

SPAGNA

Si annunzia la comparsa di nuove bande in Ispagna, specialmente nelle vicinanze di Falcel e di Molu. Âggiungési pure che in questo ultimo luogo il cabecilla Basquetas ha proclamato re di Spagna Carlo VII. Il governo spedi truppe onde infrenare il movimento carlista.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Dal 18 dicembre il generale Pawloff II occupò Reni con 2 battaglioni di bersaglieri e 3 pulk di cosacchi. I turchi di Ferik Iclilnen pascià s’ingrossarono presso Galacz. Alla bocca di Kilia sbarcarono 2000 francesi e 500 alpigiani scozzesi. Alle due sponde di questa bocca si fecero trincee con batterie difese da 800 turchi sotto il comando di Ferik Ogli pascià.

L’austriaco general maggiore barone Blumenkron fu nominato comandante di piazza di Jassv.

Il generale Gortschakoff ricevette ordine da Pietroburgo di appoggiare Menzikoff con tutte le truppe disponibili.

Gli alleati fortificano specialmente i punti presso Inkermann, e collocarono 36 cannoni di grosso calibro in una posizione che domina interamente il piccolo porto di Sebastopoli. I russi paiono inquietissimi de' progressi de' francesi dalla parte della Quarantena.

Rinforzi inglesi e francesi traversano continuamente il Bosforo e passano in Crimea.

Volendosi dall'Inghilterra fare una legione straniera di un 15,000 uomini, amerebbe che gl'ingaggi si operassero principalmente fra i soldati, ora congedati dell’armata tedesca raccoltasi nello Schleswig-Holstein al tempo della rivoluzione contro la Danimarca. Si crede però che il governo danese, il quale tuttora conservasi neutrale, non sarà disposto a permettere un pubblico arruolamento. Ma, qualunque possa esser l’esito delle trattative è intavolate è da intavolarsi su questo proposito, alcuni ufficiali della licenziata armata olsteinese già offerirono i loro servigi. (cosi assicurasi) al governo britannico impromettendo a reclutare un 2000 uomini di truppe ben disciplinate.

I fonditori Bolkow e Vanghan. ebbero Ordine dal governo inglese di somministrargli 100 tonnellate di palle da cannone in ogni settimana di tutto l'anno 1855!

Il governo inglese ha conchiuso a Liege, Birmingham e Londra contatti per la fornitura di 50,000 carabine parte miniè e parte rigate. Le consegne debbono raggiungere il numero di 3000 per ogni settimana.

A Brunn si lavorano 20,000 paia di guanti per l’armata inglese della Crimea.

Immense quantità di pelliccie furono comperate per l’armata della Crimea dagli agenti inglesi nei mercati dell'Ungheria, laonde in questi ora è tale la scarsezza delle pelliccie che le rimastevi sono vendute a prezzi altissimi.

Fece a Costantinopoli una spaventevole sensazione la notizia giuntavi il 18 dicembre da Trebisonda relativamente all’esercito ottomano di Kars. Dicevasi che il generale russo Wrangel erasi improvvisamente avanzato nell'Anatolia e a marcie forzate spingeva innanzi le sue truppe, minacciando coi suoi accelerati movimenti di tagliare all'armata turca anche la via di una ritirata. Aggiungevasi però che Zarif pascià spedi sollecitamente rinforzi verso Erzerum in aiuto del campo di Kars contro i russi che sempre più si avvicinavano. Una grande battaglia era imminente; tutto le speranze dei turchi fondavansi sull’arrivo dei rinforzi di Zarif pascià; senza questi, il generale Wrangel avrebbe eseguito un terribile colpo strategico. Si attendevano con trepida impazienza a Costantinopoli le successive notizie.

Secondo il Telegraf and Courier fra qualche settimana verrà spedito un esercito inglese nel golfo persico; e qualora lo sciah rifiutasse di ritirare le sue truppe dall’Asia centrale e di abbandonare i suoi divisamenti d'invasione a danno della Turchia, non che di rinunziare alla alleanza con la Russia, gl’inglesi moveranno sopra Teheran per costringerlo a questo. Le truppe britanniche inoltre (dicesi) accompagneranno a Teheran l’ambasciatore; e, non bastando questa dimostrazione, si manderanno forze sufficienti a soggiogar tutto il paese! Egli è noto che l’Inghilterra ha ne’ suoi possedimenti delle Indie circa 300,000 soldati!

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Che la Prussia sia fuori del concerto europeo, cioè fuori dell’alleanza che intende a fare argine ad una moscovita irruzione, era da gran tempo una nostra opinione particolare e propugnata forse con soverchia asseveranza; ma un fatto diplomatico ne diede ultimamente una dimostrazione solennissima. Il governo austriaco, innanzi che spirasse il dicembre del 1854, termine fatale prefisso nel trattato del 2 dello stesso mese, volte adoperarsi ai supremi conati per una conciliazione. Laonde ai 28 il ministro cesareo Buol invitava l’ambasciatore russo ad una nuova conferenza. E chi v’intervenne? Gli ambasciatori di Francia e d'Inghilterra! E il rappresentante di Prussia perché nò? Un sottilissimo velo copre tuttavia una rottura funesta al vincolo della Confederazione germanica. Un prossimo avvenire (come un sassone ministro annunziò alle Camere) recherà la decisione. Intanto sempre più apparisce che la Prussia si è collocata dietro il colosso dal settentrione. De’ minori Stati che necessariamente si aggrupperanno intorno all’una e all’altra delle parti belligeranti non facciamo parola, Il Conte Buol non errava allorché appellò mondiale la presente quistione.

VARIETÀ

In tutte le botteghe di giuocattoli a Parigi vendesi un nuovo giuoco intitolalo: L'assedio di Sebastopoli.

Scrivono da Londra che una società inglese presente al governo la domanda per avere l'autorizzazione di demolire le opere fortificatorie di Sebastopoli. Il guadagno che si ritrarrebbe dalla vendila del materiale supererebbe di molto le spese necessarie alla demolizione. Non si sa come sia stata accolta questa domanda.

Il principe Alberto come cancelliere della Università di Cambridge, è solito a distribuire ogni anno una medaglia d’incoraggiamento per la poesia inglese. Ora si annunzia che la medaglia del 1855 sarà data a quello scrittore, fra i residenti sottograduati, che presenterà il miglior poema sulla guerra della Crimea. Una medaglia per un poema! e ciò che più monta, un poema epico! Or quanti saranno i concorrenti al premio?

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DOMENICO VENTURINI direttore

L’Ufficio della Direzione è in Via de' Barbieri N. 21 1. p.

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Ecco per intero il discorso pronunciato dall'imperatore Napoleone il 26 dicembre nella solenne riapertura della sessione legislativa.

«Signori senatori, signori deputati. Dall’ultima vostra riunione grandi fatti successero. L'appello che io indirizzai al paese per coprire i dispendi dalla guerre fu cosi bene ascoltato, che il risultamento stesso riusci maggiore delle mie speranze. Le nostre armi furono. vittoriose nel Baltico e nel Mar Nero. Due grandi battaglie illustrarono la bandiera nostra. Una solenne testimonianza è sopravvenuta a dimostrare la intimità delle nostre relazioni coll’Inghilterra. Il Parlamento votò congratulazioni ai nostri generali ed ai nostri soldati. Un grande impero ringiovanito dai sentimenti cavallereschi del suo sovrano, si staccò dalla potenza che da quarant'anni minacciava la indipendenza della Europa. L'imperatore d’Austria concluse un trattato, difensivo ora, offensivo tra poco forse, che unisce la sua causa a quella della Francia e della Inghilterra.

«Quindi, è signori, più la guerra si prolunga, più il numero dei nostri alleati si accresce, e più si stringono i legami già formati. Quali legami più saldi infatti che nomi di vittorie appartenenti ad ambedue gli eserciti e ricordanti una gloria comune; che le stesse inquietudini e la stessa speranza commoventi i due paesi, che le stesse vedute e le stesse intenzioni animatrici dei due governi sopra tutti i punti del globo? Perciò l’alleanza coll'Inghilterra non é già l'effetto d’interesse transi torio, e di una politica di circostanza, ma é l’unione di due potenti nazioni associate pel trionfo di una causa nella quale da oltre un secolo si trovano impegnati la loro grandezza, gl'interessi della loro civiltà e ad un tempo la libertà dell'Europa. Uni(evi dunque a me in questa occasione solenne per ringraziare qui, in nome della Francia, il Parlamento della sua dimostrazione cordiale e fervorosa, l’esercito inglese ed il suo degno capo della loro valorosa cooperazione.

«L’anno prossimo, se la pace non è ancora ristabilita, io spero aver da indirizzare gli stessi ringraziamenti all’Austria e a quella Alemagna di cui desideriamo l’unione e la prosperità.

«Mi gode l'animo di pagare un giusto tributo di lode all’esercito ed alla flotta, che colla loro abnegazione e colla loro disciplina, corrisposero degnamente, in Francia come nell'Algeria, al nord come al mezzodì, alla mia espettazione.

«L’esercito d’Oriente ha tutto sofferto finora e tutto superato, l’epidemia, l’incendio, la burrasca, le privazioni, una piazza continuamente vettovagliata, difesa da una artiglieria formidabile di terra e di mare, due eserciti nimici superiori in numero, nulla di ciò ha potuto indebolire il suo coraggio, né contenere gli impeti suoi. Ciascuno fece nobilmente il proprio dovere, cominciando dal maresciallo che sembro forzar la morte ad aspettare ch’egli avesse vinto, sino al soldato ed al marinaio il cui ultimo grido, spirando, era un voto per la Francia, un'acclamazione per l’eletto del paese. Dichiariamo pertanto insieme che l’esercito e la flotta ben meritarono della patria.

«La guerra, è vero, trae seco. duri sacrifizi; nulladimeno, tutte mi comanda di spingerla innanzi vigorosamente, e a questo fine io fo assegnamento sul vostro concorso.

«L'esercito si compone al presente di 581,000 uomini e di 113,000 cavalli; la flotta ha 62,000 marinai imbarcati. Mantenere questa forza effettiva è indispensabile. Ora, per riempiere i vuoti cagionati dai licenziamenti annui e dalla guerra, io vi chiederò, come l'anno scorso, una leva di 110,000 uomini. Vi sarà presentata una legge che tende a migliorare, senza aumentar le gravezze dell’erario, la posizione dei soldati che ringaggiano. Essa procurerà l’immenso vantaggio di accrescere nell’esercito il numero degli antichi soldati e di permettere che si diminuisca più tardi il pesa della coscrizione. questa legge, spero, avrà ben tosto la vostra approvazione.

«Vi chiederà l’autorizzazione di concludere un nuovo prestito nazionale. Senza dubbio, questa determinazione accrescerà il delitto pubblico; non dimentichiamo però che, per la conversione della rendita, l’interesse di un tal debito è stato ridotto di 21 milioni e mezzo. I miei sforzi hanno per iscopo di mettere le s peso al livello delle entrate, ed il bilancio ordinario vi sarà presentato in equilibrio; i mezzi soli dei prestito faranno Ironie ai bisogni della guerra.

«Voi vedrete con piacere che le rendite nostre non diminuirono. La operosità industriale si sostiene tutti i grandi lavori di pubblica utilità si continuano e la Provvidenza si degnò di darci un raccolto che soddisfa ai nostri bisogni. Il governo, cionondimeno, non chiude gli occhi sulle angustie cagionate dal caro delle sussistenze; egli prese tutte le disposizioni che erano in poter suo per prevenire queste angustie, e, per alleviarle, creò in molte località nuovi elementi di lavoro

«La lotta che si prosegue, circoscritta dalla moderazione giustizia, benché faccia palpitare i cuori, spaventa sì poco gl'interessi che ben presto dalle varie parti del globo converranno qua tutti i prodotti della pace. Gli stranieri non potranno per certo non essere compresi di meraviglia allo spettacolo di un paese che, confidando sulla protezione divina, sostiene con energia una guerra lontana 600 leghe dalle sue frontiere, e che sviluppa collo stesso ardore le sue ricchezze interne; un paese in cui la guerra non impedisce all’agricoltura ed alla industria di prosperare, alle arti di fiorire ed in cui il genio della nazione rivelasi in tutto ciò che contribuisce alla gloria della Francia.


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1855 ROMA 9 GENNAIO N 3

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Il MDCCCLV

Ê questo il titolo di un ragionamento onde la Civiltà Cattolica apre il suo sesto. anno di sua gloriosa carriera. E come questo anno incomincia? «Tutta l'Europa e quasi diremmo la terra sembra assorbita in quell'unico pensiero delle stragi che la cruentano e dei disastri che la minacciano! Ma le agitazioni presenti a qual termine possono dive nire in future? Spiegherà infrenabile il voto l'aquila della Neva all’Impero universale?

Noi non sappiamo se tanto ella potrà; pur v'ha chi spera che il possa! E chi questi? Le spirito della sovversione, il quale, purché lo allietino le u;nane ruine, plaude a qualunque siasi colui che promuove l’opera distruggitrice.

«Noi, grida la rivoluzionaria Voce della libertà, noi facciamo voti per le vittorie dei russi. Quei voti più fervidamente rinnoviamo oggi che senza ambagi veliamo costituita la perfetta triade di un Napoleonide protettore del Papa, di un cavalleresco figlio di Sofia, e di un onorevole governo di mercanti che calca le stesse orme dell'antica Cartagine.» I quali voti si fecero ancora nel Parlamento subalpino, la cui libertà inviolabile mancipiossi alle passioni di Brofferio per augurare in quell'aula la sconfitta delle armi alleate. Tantaene animis liberalibus irae? E perche? Il motivo è spiegato dal principale ordinatore dei peninsulari cospirazioni. Ei dice: «La guerra tra governi è iniziata; la santa alleanza è disciolta.... Se alla guerra dei principi non sottentra rapide la guerra delle nazioni, la democrazia si rassegni al nome di agitatrice irrequieta e impotente, non s'assuma di chiamarsi rivoluzionaria, fondatrice capace.»

«Cosi e i trionfi della forza e la congiura dei pensieri possono dare assai che temere per l’anno che s'inoltra. Ma dovrem dire per questo che tutto minacci soqquadro? Tolga il cielo che vogliam di sconoscere la possibilità di un migliore avvenire

«Or se all’aquila della Neva sien tarpate le ale dalle genti alleate, qual nuovo andamento prenderanno i governi e i popoli del Continente europeo?

«Se nuovi trattati di pace universale tentassero di dare all'equilibrio europeo una base più solida e duratura, non è irragionevole lo sperare che l’elemento cattolico vi trovi più larga parte che non ebbe nel congresso razionalistico del 1815 e possa in tal guisa meglio assicurare la durevolezza degli effetti futuri..... Potrebbesi insomma ottenere da una politica più cattolica e meglio avveduta con una veramente sacra alleanza quello universale riordina mento, che, seconde che afferma in vari luoghi dei suoi opuscoli novellamente pubblicati il De Maistre, formò la mistica aspirazione dello czar Alessandro sotto gl'impulsi di un incerto e nebbioso pietismo cristiano: solo che i principi europei abbiano compreso l’impossibilità di un cristianesimo determinato senza le influenze di una autorità determinatrice.

«Ed a qual formola potrebbe ridursi questo riordinamento sociale? Eccola in pochissime frasi: riverenza del suddito ad ogni legittima autorità; riverenza e tutela del superiore ad ogni diritto dei a sudditi; subordinazione della forza alla leggo morale; unità di morale sotto l’insegnamento della Chiesa cattolica; unità dalla Chiesa sotto il governo del Vicario di CRISTO.»

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

L'ultima settimana di dicembre entrarono in Piemonte dalia frontiera del Varo più di 30 individui sbancati dal territorio francese.

Per ordine del Consiglio superiore d'instruzione è sospeso il professor Parone dallo insegnamento di filosofia e dalla direzione degli studi nel Collegio nazionale di Nizza. Fece un discorso d’inaugurazione degli studi, che sapeva un cotal po’ di materialismo.

Le deputazioni del Corpo legislativo e del Senato offerirono ai 31 dicembre gli omaggi e gli auguri pel nuovo anno a re Vittorio Emmanuele, il quale disse loro: «Abbiam passato un anno di prove dolorose, né quello che ora principia si presente sotto migliori auspici; forse noi pure saremo chiamati a prender parte ai grandi fatti che stanno per compiersi in Europa; ma, forte del vostro costante appoggio, io aspetto con fiducia l'avvenire.»

Trovasi nella ufficiale Gazzetta di Milano una corrispondenza torinese, la quale dire che «Rattazzi è perfettamente destituito di ogni coltura, e la stessa sua dottrina legale non vale più oltre dei paragrafi del Codice, che con raro talento sa accordare e dissaccordare La loro e mettere in giuoco nelle sue disquisizioni legali. Se fosse posto a capo di un governo rivoluzionario, rinnoverebbe le sanguinose atrocità della Costituente francese, con la stessa freddezza d’animo, con cui un chirurgo farebbe l’amputazione di una gamba; la natura dimenticò di dargli un cuore; quindi fa il male e il bene senza passione.»

Vennero inscritti per parlare in favore della legge sulla soppressione dei conventi i deputati Boncompagni, Brofferio, Pescatore, Carlo Cadorna, Deforesta e Pallavicini; per poi ragionare contro la legge medesima, vennero inscritti i deputati Gustave Cavour, De Virv, Despine, Solaro della Margarita, Sonnaz, Genina è Della Molla.

Alfurno, Barnalo, Daneri e Parrocchia impiegati al ministero delle Finanze furono decorati della croce mauriziana. Dicesi che debba aumentarsi il dazio sul vino di un franco e 50 centesimi per ettolitro; parlasi pure di un accrescimento di tassa sul bestiame.

IMPERO AUSTRIACO

Parlasi d'un trattato speciale da conchiudersi fra l'Austria e la Francia, secondo il quale la Francia guarentirebbe la integrità di tutti gli attuali possedimenti austriaci.

Ai 31 dicembre fu firmato a Vienna il contratto relativo all'acquisto di alcuni tronchi di strade ferrate austriache fatti dalla nota Società industriale Francese.

Dalla notte del 31 dicembre a tutto il 2 gennaio infuriò a Vienna un violentissimo uragano, che danneggiò molti tetti e ruppe gran quantità di finestre. Parecchie disgrazie colpirono i transitanti per le vie.

Una delle antiche aguglie del duomo di Santo Stefano fu rovesciata dal vento, e nella sua caduta si franse in mille pezzi.

Col giorno 13 gennaio entra in attività il trattato postale conchiuso fra l Austria e la Russia.

GERMANIA

Le pratiche della Prussia, per indurre gli Stati dello Zollverein a partecipare alla esposizione industriale di Parigi come un corpo solo, andarono fallite per la opposizione fatta dalla Sassonia e dal Wurtemberg. Indi vedrannosi rappresentate nella esposizione di Parigi nientemeno che 33 nazioni tedesche.

DANIMARCA

Scheel Plessen ricusò il portafoglio degli affari esteri di Danimarca.

IMPERO FRANCESE

La sera del 29 dicembre negli appartamenti della imperatrice Eugenia trovavansi molti membri del corpo diplomatico e parecchi militari austriaci, fra i quali il vecchio maresciallo Nugent.

Ai 31 dicembre l’imperatore fece md cortile e nel giardino delle Tuilleries e sulla piazza del Carrousel la rivista delle truppe di linea dell'esercito di Parigi.

La brigata delle guardie imperiali verrà spedita in Crimea. Si formerà un reggimento di zuavi scelti fra le guardie medesime.

Il francese ministro delle finanze è autorizzato in virtù di un decreto del 7 novembre ultimo, a portare fino a 350 milioni la somma dei Boni del Tesoro da emettersi per l’esercizio del 1854 e 1855.

SPAGNA

Il colonnello Mola marciò in Catalogna contro i carlisti capitanali da Basqutas, che in quelle parti va proclamando Carlo VI re di Spagna, ed è benissimo accolto dalle popolazioni che in quella provincia s_a: quasi tutte carliste.

IMPERO OTTOMANO

Un firmano gransignorile permette alla popolazione cattolica della città di Scutari di fabbricare nell'interno di essa città una chiesa per esercitarvi il su culto.

Ai 24 dicembre morivasi a Costantinopoli Chrkib pascià presidente dell'ottomano Consiglio di Stato.

Ai 18 decembre tennesi al Divano una lunga conferenza presieduta da Reschid pascià. V'intervennero i soli rappresentanti d’Austria, Francia e Inghilterra.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Dalla parte settentrionale di Cronstadt si fanno nnove formidabili batterie. Il comandante in capo delle fortificazioni di Cronstadt, general Dehn, ai 19 dicembre fu spedito a Varsavia con incarico speciale per Pasckiewitsch.

La Russia fa i suoi preparativi di guerra sopra! le più larghe proporzioni. Lu giornale austriaco giunge perfino a parlare dell'armamento in massa di tutti i i contadini dell'impero russo! Ma da canto suo il governo austriaco non si rimane ozioso. Il generale Hess dee andare il 10 gennaio a prendere a Lemberg il comando dell’armata di Galizia e il general francese Letang dee accompagnarlo.

Il generale russo Siéger, per ordine imperiale, è partito immediatamente da Varsavia per Radont, ov'è il suo quartier generale. Il primo corpo e una divisione di granatieri si concentrarono fra la Vistola, il Pilicer e la Wartha. La Polonia sembra un vasto campo trincierato.

Scrivesi da Varsavia che alcuni reggimenti. della guardia già passarono la Vistola per congiungersi al corpo di osservazione che concentravasi ai confini prussiani; verso i quali muovono pure artiglieria e fanteria. Con l’Austria è rotta totalmente ogni comunicazione. Si mettono in istato di difesa le linee del Pruth e del Dniester.

Nella notte del 9 al 19 dicembre i russi fecero una sortita da Sebastopoli e aggredirono il centro delle batterie degli alleati, i quali mitragliarono per modo il nimico che rotto e disfatto diedesi alla fuga e i suoi avanzi rientravano a Sebastopoli abbandonando il perduto campo di battaglia ricoperto di cadaveri è feriti russi. Caddero inoltre molti prigionieri, fra i quali vari officiali superiori, in potere degli alleati. Ciò nulla di meno, i russi all'albeggiare del 12 eseguirono nuovamente una vigorosa sortita da Sebastopoli ed attaccarono le batterie francesi. Indi un altro sanguinosissimo combattimento che terminò con la ritirata dei russi che soffersero non lievi perdite. L’esercito ottomano della Crimea è portato a 40,000 uomini, i quali, nella maggior parte, si doveano appostare al Kateka onde operare una seria diversione ai corpi russi accampati a Belbek e al Inkermann, i quali contemporaneamente sarebbonsi staccati dai corpo di osservazione degli alleati avanzantesi dalia Cernaia. Anche i rinforzi russi però aumentarono. La strada da Perecop a Sebastopoli formicola sempre di nuove soldatesche cosacche. La Porta nominò Kaisserli Ahmed pascià al grado di comandante supremo della flotta turca del Mar Nero col titolo di Rutpei Vezaret. I bastimenti turchi rendono grandissimi servigi nel trasporto delle truppe alleate dai Bosforo a Balaclava. Quando nel campo assediante seppesi la notizia del trattato del 2 dicembre fuvvi indescrivibile generale entusiasmo. Il Good sure the Queen e il Partant pour la Syrie si confondevano alle melodie dell’inno nazionale austriaco.

I russi nella notte dal 20 al 21 dicembre attaccarono i posti avanzati sulla sinistra degli inglesi. Ma furono respinti da un distaccamento del primo battaglione della brigata di cacciatori a destra e da uno del 46 a sinistra.

Il tenente generale Rend comandante superiore interinale nel Caucaso fu nominato comandante del terzo corpo di fanteria in luogo del generale Osten-Sacken.

Partirono per la Crimea le truppe russe che pur dianzi erano a Sangak ed Anapa.

La Porta segue a fare più commendevoli sforzi: non solo per sempre più meritare l'universale amore che la sua causa desta, ma eziandio per partecipare equamente ai sagrifizi delle Potenze alleate. Ciò risulta da tutte le informazioni che il governo dell’imperatore Napoleone riceve dalla legazione di Francia a Costantinopoli e dai generale supremo dell’esercito d'Oriente. E già noto che il sultano non volendo limitarsi allo invio in Crimea dei rinforzi tenuti a Varna in riserva pei bisogni della spedizione, ha ordinato al maresciallo Omer pascià di capitanare egli stesso un corpo di esercito, formalo di truppe scelte e destinate a prender importante parte nelle operazioni degli alleati. Indice l’amministrazione militare centrale, che dai principio delle ostilità dimostrò molta sollecitudine nel secondare la Intendenza francese, diede ultimamente nuovo impulso ai lavori, dei quali le si fece inchiesta d’incaricarsi. Numerosi operai sono di presente occupati a fabbricare tende pei soldati dell'Occidente e coperte pei cavalli dei medesimi. Gli arsenali turchi fondono cannoni e proiettili che saranno dati in potere del generale Canrobert. L’ammiragliato ottomano poi porge alle squadre alleate attiva cooperazione pei risarcimento delle avarie sofferte nella tempesta del 14 novembre. Gli ospedali finalmente degli alleati avendo dovuto prendere a Costantinopoli un incremento proporzionato al numero delle truppe, il sultano ordinò al serraschiere di dare a questo scopo tutte le fabbriche che potessero essere necessarie.

Una parte dell'armata turca del Danubio (cosi notizie ulteriori) sbarcò presso Eupatoria.

Piu recenti notizie recano che Liprandi conservava le sue posizioni presso Balaclava.

Hamelin e Dundas ai 25 dicembre giunsero a Costantinopoli. Lvons e Bruat assunsero il comando delle flotte.

Una fabbrica di Manchester ricevette dai governo inglese una commissione di 80,000 baionette e di 120 mila bacchette da fucile.

I russi distrussero la fortezza di Boiaziz e guardano la frontiera persiana. Alla Corte di Teheran stavasi deliberando se doveasi chiedere la intervenzione di truppe moscovite, onde resistere alla minacciata invasione inglese. Cosi la Persia, in fin dei conti, si troverebbe nella condizione di servir sempre è vincitrice è vinta.

VARIETÀ

Nelle vicinanze di Odessa 40 carri di soldati russi ammalati e due compagnie di soldati che gli accompagnavano rimasero assiderati dai freddo. Una notizia dice che perirono, un’altra che si riebbero dall'assideramento.

L'esercito russo di Wrangcl non può proseguire la sua marcia contro l’esercito ottomano accampato a Kars. Un dispaccio telegrafico, per liberare i turchi dai pericolo di una poderosa aggressione, avverte esser caduta a Kars tanta neve che vietò ai russi di continuare l’accelerato loro cammino. Indi sino a primavera non sarà probabile un conflitto in quelle parti. In cosi lungo intervallo i rinforzi di Zarif pascià, che mossero in aiuto delle musulmane milizie di Kars, potranno giungere comodamente cola dove sono aspettati. Il guaio però sarebbe se i russi si aprissero un sentiero anche in mezzo alle nevi. Allora un altro pietoso dispaccio farà venire un altro più insuperabile impedimento.

GIORNALISMO

La subalpina Rivista delle Università e dei Collegi redatta da Pietro Caldera ha finito di rivedere ciò che finora più male ché bene avea riveduto.

Il gerente del Goffredo Mameli fu condannato a 4 mila lire di multa e a quattro mesi di carcere. Tutt'i vantaggi della libertà di stampa! Percosso da si gran colpo il Goffredo Mameli avvisò di non poter vivere oltre il 1854.

Si è chiusa la genovese Bottega del potere! Un altro giornale di meno.

La russofila Bilancia di Milano, i cui pesi furono spesso un cotal po’ alterato, e scomparsa anch’essa dal mercato giornalistico.

Il Llovd di Vienna spera di potere ricominciare le sue pubblicazioni, che furono sospese perché urtarono l’armonia germanica, che vuolsi dalla conservatrice politica austriaca.

Un progetto di legge approvato ad unanimità dalle Cortès apre la Spagna a tutti gli emigrati politici di ogni paese. Non sappiamo se anche a quelli di aspirazioni repubblicane; mercecché fu dichiarato nel Parlamento che dopo il 30 novembre non è più lecito ad alcuno in Ispagna di qualificarsi repubblicano.

Le perturbazioni dell'ordine morale (osserva l'Armonia) sono per lo più accompagnate da sconvolgimenti nell'ordine fisico. Indi in Piemonte, quà e colà, scosse di tremuoto; indi a Torino un infuocato vento sciroccale che rende troppo pesanti gli abiti d’inverno! Cosi nell’ordine fisico cominciò il 1855 in quelle parti. Come sia cominciato nell’ordine morale, già ne demmo laconico avviso;e ameremmo non ci si porgesse altra occasione a doverne successivamente favellare.

Sulla conferenza viennese del 28 dicembre si è detto tanto che non si è conchiuso nulla. Quasi tutti però, chi per uno chi per altro verso, finiscono in una conseguenza, ad assicurar cioè che si proposero trattative di accomodamento. il Times poi afferma che non furono incamminate trattative di tal natura. E il Constitutionnel ha saputo che in quella conferenza Buol comunicò a Gortschakoff, che l’Austria è d’accordo non la Francia e l’Inghilterra nella interpretazione dei 4 punti delle garanzie. Scinditur incertum studia in contraria vulgus.

Il Constitutionnel è informato che la missione di Usedom a Londra e del colonnello Manteuffel a Vienna ha lo scopo di far conoscere i motivi che impediscono alla Prussia di associarsi al trattato del 2 dicembre. Se non ve ne h dei nuovi, non era egli superflue questa missione per dichiarare i motivi che già si sapevano?

La Indépendance belge riceve un dispaccio del ministro degli affari esteri di Prussia, il quale le annunzia che il gabinetto di Berlino finalmente è d’accordo nel punto di vista delle Potenze occidentali, ed offre un accomodamento particolare e conforme alla posizione prussiana. Forse ad alcuno potrebbe parere alquanto strano che la Prussia veda le cose sotto il punto di vista dei gabinetti di Londra e Parigi e voglia poi accomodarle sotto il punto di vista del gabinetto di Berlino. Ma qual è quella incoerenza che portata dalla Indépendance belge non debba ritenersi come di cosa facilissima attuazione?

La Gazzetta ufficiale di Milano del di l'gennaio ha un articolo forse un po’ troppo bellicoso. «Il 2 dicembre del 1852 (è detto in esso) matura il 2 dicembre dell’anno or ora compiuto.... Il trattato del 2 dicembre alle bandiere d’Inghilterra e di Francia accomuna l’austriaca! Col di l'gennaio spira il termine perentorio che l’Austria prefisse alla Russia di accettare è respingere categoricamente le quattro malleverie da iniziarvi le pratiche della pace. Se la risposta dello czar è suonasse un rifiuto, o, escludendo le ambagi, non fosse precisa, la diplomazia fra l’Austria e la Russia interrompe il suo corso. La ragione del più forte, con la evidenza dei fatti compiuti, troncherà questo nodo gordiano delle sorti d’Oriente.» Ma non ostante il troncamento del nodo e lo interrompimento del corso diplomatico, Esterhazy è ancora a Pietroburgo e Gortschakoff a Vienna! Che siavi qualche altro nodo da non potersi troncare cosi agevolmente come assevera la Gazzetta?

Scrivono da Pietroburgo alla Presse di Vienna che l'ambasciatore austriaco Esterhazy avrebbe lasciato la Corte dello czar ai 3 di gennaio. Non sappiamo ancora se la notizia sia stata confermata dal fatto.

Il Constitutionnel nomina parecchi agenti russi che viaggiano in Italia.

Le Neue Preussische Zeitung attribuisce alle Potenze alleate il progetto di togliere alla Russia la Crimea, la Polonia e la Finlandia. E il Journal de Francfort sostiene che la è una solenne menzogna e che un tal progetto è lunga le mille miglia dalla idea degli alleati. qual dei due giornali é meglio informato? È inutile il dire ch’entrambi assevarano il si e il no, perché lor si fecero le analoghe comunicazioni da fonti sicurissime.

Il Corrispondente d'Amburgo è d’avviso che la prepotenza delle cose, che andranno a svilupparsi, vincerà la esitanza prussiana e la incertezza germanica, e prevede la costoro accessione alla risolutezza austriaca. Ove poi ciò non intervenisse, opina che in breve per l'Alemagna, oltre la quistione orientale, altro quistioni ancora potrebbero aggiungersi che complicherebbero i suoi affari. E quali siffatte quistioni? Forse il rinnovellamento dello dispute sul primato germanico?

Il Post credeva sugli ultimi di dicembre che se al principio del nuovo anno non si fossero incamminate trattative di pace con fondata speranza di buon successo, la guerra sarebbesi allargata in modo straordinario. La notizia delle incominciate trattative ancora non è venuta. Verrà? Nol sappiamo. Venne intanto l'altra che annunzia movimenti militari da ogni parte.

Pretende il Times che la missione del prussiano Usedom non abbia nu determinato scopo di conchiudere un accordo fra il gabinetto di Berlino e i gabinetti di Londra e Parigi, ma soltanto di vedere e indagare l'attuale stato di cose e scoprire la vera inclinazione delle Potenze occidentali relativamente alla guerra contro la Russia. E questa vera inclinazione l’ha egli scoperta? Ha veduto e indagato che in Francia e in Inghilterra è tale un movimento militare che i giornali non seppero darne ancora adeguata contezza. Or quali saranno le relazioni che farà Usedom a! suo governo? Probabilmente che anche la Prussia debba prepararsi ad agire con energia.

Parecchi giornali continuano a favellare tuttavia di speranze di pace; ma la Gazette de France osserva che «un imperatore, il quale ha pur or decretato una leva di un milione di soldati, e radunò in Polonia un esercito scelto che guarda minaccioso l’Austria e l’Alemagna, ha piuttosto la sembianza di gittare una sfida all'Europa che di voler cedere alle esigenze della Francia e dell’Inghilterra. Ragionandosi a questo modo, ragionasi coi fatti, e coi fatti ragionasi sempre bene.


Essendoché gli alleati da Eupatoria minacciavano Simferopoli e Baktisscherai, che sono i centri dell’armata russa, il generale Menzikoff credette opportuno di ritirare a sé tutti i corpi distaccali e di ordinare al generale Liprandi di ridursi al Bolbek con tutte le truppe stanti sotto il suo comando dal punto ove pria trovavasi. Gli alleati intanto si occupano attivamente del ristauro della strada che da Balaclava, deposito generale delle loro provvigioni, mena al campo. in questo lavoro sono impiegate parecchie migliaia di soldati sotto la direzione suprema di una Commissione instituita per sopravveggiarne l'andamento. Essa è composta di ufficiali di varie armi e di diverse nazionalità, ed è molto numerosa, mercecché dal suo seno debbono spedirsi commissari in differenti punti.


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1855 ROMA 11 GENNAIO N 4

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Una ben ordinata coalizione giornalistica imprese anzi tutto a combattere la Russia sul campo della civiltà europea; e spezzò non poche lancie ora contra la barbarie cosacca, ora contra la prepotenza moscovita, ora contra i violati diritti delle genti, insomma contra tutte le pretese colpe politiche, morali, legislative, pubbliche e domesticità dell'estremo settentrione. per conchiudere che il castigo esser debbe una perpetua relegazione nei geli della Siberia. Ma tornati inutili si grandi sforzi, ché il colosso nordico non retrocedette d’un passe; la medesima coalizione da qualche tempo in quà mutò sistema strategico, e non essendo riuscita a indebolir materialmente la Russia, si rivolse a indebolirla moralmente. Indi a sentire certi giornalisti, la Russia dichiara di essersi impegnata in una contesa fatale per lei, riconosce la propria impotenza, domanda umilmente una conciliazione ad ogni patio che imporre le si voglia. Havvi però nulla di vero in tante dateci assicurazioni. Nulla, assolutamente nulla! La Russia spedisce i suoi eserciti e li dispone in guisa che sembra dire: la Russia sola contro Europa tutta! E di ciò è prova eziandio un imperiale proclama pubblicato a Pietroburgo. (7)a Apparisce in esso che lo czar non chiede la pace, un soltanto che non ne respingerà le proposte che sien per lui e pel suo Impero onorevoli! E in qual modo onorevoli, ei non permette che altri decida. Indi la irremovibilità pietroburghese è sempre più dimostrata. Fra non molto sapremo qual altro tentativo faranno i giornali succedere alla inespugnazione dell'orgoglio cosacco.

Afferma il Corriere Italiano che la famosa conferenza viennese del 28 dicembre ebbe la sorte della parturiente montagna di Esopo. Dice che fu spedito un corriere a Pietroburgo con le proposte che ultra volta furono respinte. Poco però, anzi nulla spera che la Russia voglia inaspettatamente porre fine a tutta la guerra. Laonde è persuaso che in questo mese l’Europa saprà se l’anno 1855 sia destinato ad essere il primo di una di quelle grandi guerre che la storia registra nelle sue pagine soltanto nel volgere di un secolo. E il Corriere parla così perché dalla specola di Vienna ha osservato che l'orizzonte si va sempre più ottenebrando.

Secondo le notizie avute preventivamente, ieri dovea partir di Vienna il barone Hess accompagnato dai generale francese Letang pei quartier generale di Lemherga. Questa partenza peraltro, secondo altre notizie avrebbe avuto luogo dopo essersi saputa la risposta della Russia alle proposte delle garanzie. Ma dicesi che la mattina del 7 l'ambasciatore russo Gortschakoff a nome della sua Corte notificò alla Conferenza proponente che la Russia accetta puramente e semplicemente e senza riserve la interpretazione delle garanzie spiegate a modo delle Potenze occidentali e rimesse ultimamente a Pietroburgo per l'adesione dello czar. Cosi un dispaccio telegrafico. La notizia, se fosse relativa a un fatto, includerebbe la sospensione della partenza di Hess è di Letang, e l’apertura delle trattative di accomodamento, non che un armistizio. Sarebbe insomma finita la guerra! Ma lo czar dopo tanti armamenti e tante minaccie, senza né anche aver pria riportato una qualche vittoria che in alcuna maniera compensi le perdite di Calafat, di Oltenizza, di Silistria, dell'Adma e d'Inkermann, è veramente inchinevole a desistere dalla incominciata impresa? (8)a Noi ben lo vorremmo perché siamo amanti della pace; ma i nostri desideri si arretrano paventando innanzi alla tradizionale inflessibilità del carattere moscovita. Che mai sarebbon dunque le dolci novelle, onde i telegrafi' si avvezzarono a consolarci di tanto in tanto? Forse esse somigliano il soave liquore che mettesi agli orli del vaso perché più agevolmente l'egro fanciullo indi beva una nauseante medicina.

Lo Czas è informato che l’imperatore Niccolò ha deciso di continuare energicamente la guerra.

Un articolo della Press di Londra allude, ma in guisa enigmatica, ad un grande avvenimento, che farebbe entrare in una nuova fase la quistione orientale col mutamento dinastico in una delle principali monarchie di Europa. Su questo articolo poi, che, a parer nostro, non ebbe altro fondamento che una vaga congettura dell’articolista, si fecero seri comenti che lo spiegarono con altre congetture. Il Galignani opina che il mutamento dinastico potrebbe essere in uno dei grandi Stati della Germania. E lascia che altri faccia nuove congetture per determinare. quale potrebbe essere questo grande Stato. Una corrispondenza pietroburghese finalmente accenna che il mutamento dinastico è probabile in Russia a favore del secondogenito granduca Costantino, ch é alla testa del partito della guerra, il quale oggi ha la maggioranza delle aspirazioni nazionali. Quante chimere si generano dall'apparizione di una giornalistica fantasticaggine! E d’onde ciò? Diremo con quel buon vecchio di Ennio:

«Olio qui nescit uti, plus negotii habet

«Quam quum est negotium in negotio.

Fra le variazioni dell'atmosfera politico i circoli viennesi trovano più probabile una alleanza intima tra l’Austria e la Francia, che tra la Francia e l’Inghilterra. Si vede bene che quasi tutti ora sono occupati a fare almanacchi! Ciascuno pronostica il futuro e i vaticini annunziano combinazioni d'ogni maniera. Forse non andrà guari che in qualche altro circolo si terra proposito di una intima alleanza tra l’Inghilterra e la Russia! Le opinioni, che corsero fin qui, furono un caos arcano, impenetrabile, profondo; le altre, che in seguito correranno, invece di diradare la tenebra misteriosa si preparano a renderla sempre più inestricabile. Veramente siam giunti in loco d’ogni luce muto!

Si ha da Berlino che il colonnello Manteuffel la sera del 29 dicembre tornò cola da Vienna e il 31 ebbe una assai lunga udienza dal re, che volle esser informato dei risultati della missione di esso Manteuffel appo la Corte austriaca. Or chi avrebbe potuto dubitare della esattezza di questa notizia che in sostanza non si riferisce che a un fatto semplicissimo, a sapere cioè se Manteuffel sia è no tornato a Berlino? E pure anche questa notizia, che si è rapidamente divulgata come positiva nel giornalismo europeo, è una poetica frascheria di qualche bell’umore che volte con essa dar nuovo argomento ai gravi cicalecci dei circoli bene informati. Che nel Corriere Italiano del 4 gennaio leggemmo «nulla sapersi ancora sulla partenza del colonnello prussiano Manteuffel trovantesi in missione speciale presso il governo cesareo; anzi andarsi discorrendo ch’egli prolungherà il suo soggiorno a Vienna in seguito a nuove instruzioni pervenutegli da Berlino.»

Manteuffel adunque ai 4 gennaio continuava a starsene a Vienna, e i giornali lo avevano fatto tornare a Berlino ai 29 dicembre, a ai 31 dello stesso mese lo introdussero alla udienza di re Federico Guglielmo. E, per soprappiu, lo fecero preparare a partire da Berlino per Pietroburgo, onde compier l’opera della prussiana mediazione. Or che dovrà dirai delle notizie che si propagano sulle arcane intenzioni dei gabinetti, se anche le notizie sulla gita e sul ritorno di un personaggio, che si vede a camminare e si sente a parlare, non sono che spiritose invenzioni?

Raglan, come a tutti è noto, fece cattivissima accoglienza al corrispondente del Times in Crimea. Laonde il Times procura vendicarsi di quest’oltraggio in ogni maniera. Continua pur sempre a censurar aspramente le autorità inglesi, alle quali è affidata la direzione delle cose guerresche. Dice che alcuni reggimenti non ricevevano da due giorni le loro razioni; che l'armata accampava a ciel sereno sopra un suolo fangoso; che un 4000 cavalli morivano di fame; che gli abili d'inverno non potevano essere trasferiti al campo dal porto vicino; che la mortalità era spaventevole; che ufficiali e soldati erano in procinto di darsi alla disperazione! Conchiude che sullo esercito britannico d’Oriente non puote ornai farsi più alcun calcolo. Quindi esorta nuovamente il governo a mandar in Crimea i reggimenti delle Indie, nelle quali l’Inghilterra nulla ha da temere dalla Russia!

Il Daily-News ha assicurato che Sebastopoli sarebbesi presa d’assalto appena fossero arrivati i rinforzi turchi, che già da molti giorni arrivarono. I francesi avrebbero aggredito la piazza; i turchi e gl’inglesi (che secondo il Daily-News non sono in quella deplorabile condizione descrittaci dal Times) avrebbero attaccato a dirittura l’esercito di Menzikoff. Ma i fatti successivi non hanno confermato ancora queste preventive assicurazioni.

Molte furono le sortite che i russi fecero da Sebastopoli nel mese di dicembre. Ma sempre respinti! Pure fra tante sconfitte emerse una voce che in una sortita russa fu fatta prigioniera Una compagnia francese e furono presi tre cannoni! Sebbene questa voce non siasi confermata ancora, alcuni giornali non istimarono prudenza di preferirla.

Menò strepitoso rumore in questi ultimi giorni la notizia che i russi avevano rotto le comunicazioni tra l’esercito francese e l’inglese della Crimea, e che gl’inglesi specialmente trovavansi a cattivissimo partito per questo isolamento. Dicevasi che i russi per fare si grande operazione si erano messi in mezzo ai due campi nimici! Noi poco o nulla c’intendiamo di guerra; ma che i russi ci fossero messi in mezzo per avere i francesi da una parte e gl’inglesi dall'altra, hon ci parve cosa credibile; e perciò passammo sotto silenzio la male, combinata storiella. A compensare peraltro la pretesa sventura, che toccò agli alleati per la loro separazione, il Portafoglio Maltese diè, senza frapporre indugio, la notizia che gli alleati invece divisero le annate dei russi. E la notizia è che gli occidentali aveano talmente esteso i loro trincieramenti che poterono rompere le comunicazioni tra la guernigione di Sebastopoli e lo esercito russo trovantesi dietro le alture di Balaclava. II quale esercito cosi segregato rimase interamente privo di provviste e di munizioni; e ciò per controbilanciare la notizia che pur dianzi privò di provviste e di munizioni gli alleati. Le guerre fra i giornalisti sono veramente di una specialità senza pari. Si fa uno scambio di vittorie e di sconfitte, di prosperità e di disastri con una corrispondenza è con un dispaccio che giunge opportuno ad ogni occorrenza e sempre secondo i bisogni.

La Indépendance belge parlando di un nuovo Manifesto rivoluzionario del cosi detto Comitato nazionale di azione, il cui capo è Mazzini, dichiara rifiutare al Manifesto medesimo la complicità della sua pubblicazione. E pure la Indépendance non fu mai scrupolosa a produrre documenti d'indole democratica è sovversiva! Ma si giustifica dicendo che il recente appello alla insurrezione immediata è una deplorabile utopia.

STORIA CONTEMPORANEA

ROMA

L’eminentissimo cardinal Bonel v Orbe arcivescovo di Toledo, accompagnato dall’arcivescovo di Composte!la, dal vescovo di Salamanca, dall'incaricato di affari di Spagna Commendator Benucios, dal conte di Cedillo e dall’insigne regio gioielliere spagnuolo Carlo Pizzala compié l’onorevole incarico datogli dalla regina Isabella II di presentare all’Augusto Pontefice Pio IX un triregno di rara bellezza non meno per la quantità delle. pietre preziose che per la squisitezza del lavoro operato dalla meravigliosa maestria del prelodato Pizzala. Questo dono, che Isabella II inviò, quasi a solenne documento di sua speciale venerazione verso la sacra persona del Sommo Gerarca e di sua filiale devozione alla Santa Sede, è guernito di ben 19,000 pietre preziose, e 18,000 di esse sono brillanti.

Verso le ore 5 del mattino del 9 moriva il cardinale Lorenzo Simonetti Segretario dei Memoriali.

Ai 9 partiva di Roma il resto del reggimento dei dragoni francesi che torna in Francia passando per la Toscana e pel Genovesato.

L'Accademia dei Quiriti, chiamata forse a divenir grande nei fasti delle lettere e delle scienze, volte anch'essa solennizzare la dommatica definizione dello Immacolato Concepimento della gran Madre di Rio. £ le operose cure del suo Presidente signor conte Tommaso Gnoli fecero si che il signor principe R. Placido Gabrielli la sera del 29 dicembre graziosamente prestasse agli accademici le nobili sue sale, che riccamente adorne è magnificamente illuminate si aprirono a distintissimi personaggi nostrani e forestieri. V'intervennero pure gli eminentissimi Cardinali Altieri, R’Andrea e Gazzoli, non che molti Prelati. Vi lesse un dottissimo ragionamento il R. mo P. Venanzio da Celano Generale dell'Ordine Serafico in Aracoeli. Indi seguirono le poesie della contessa Teresa Gnoli, del dottor Francesco Fiorini, dell’abbate Giovan Battista Toti, di Augusto Caroselli, di Filippo Sprega, di Ercole Tailetti, di Filippo Mennini, di Vincenzo Prinzivalli, del marchese Cuneo d’Ornano, di Filippo Cerasi, dell’avv. Domenico Bondini, di Salvatore Tagliolini, di Filippo Canini, del P. Antonio da Rignano, del P. Bernardino da Ferentino, del Presidente Gnoli, del segretario generale avv. Luigi Gasparri, finalmente le ottave di Gio. Battista Maccari. Le quali poesie furono intramezzato da cantiche scritte da Emilio Malvolti e messe in. musica dai maestri Pascucci, Antihori, Persichini, Aidega e Mililotti. Eseguironle Teresa Armellini, Lliisa Miarelli, Leonardo Palombi, Alessandro d'Antoni, Domenico Pétrucci, e molti altri signori e signore che prestaronsi nelle parti dei Cori. Cosi l'Accademia sotto qualunque riguardo riusci splendidissima e meritevole di singolari encomi.

SVIZZERA

Nella Svizzera gli arruolamenti per l'estero cominciarono senza esser impediti dalla polizia. Molti giovani prendon volentieri servizio sotto le bandiere francesi e sono condotti a Besanzon luogo di deposito per le reclute. Si continua pure a parlare di reclutamenti per la legione straniera che si organizza dall'Inghilterra.

IMPERO AUSTRIACO

Ai 2 gennaio tornava da Lioz a Vienna il barone Edoardo de Bach commissario civile austriaco Mi Principati danubiani.

Ai 3 l'ambasciatore russo fu nuovamente ricevuto in udienza particolare dall’imperatore.

Nel palazzo della ambasciata russa a Vienna fu congedata non piccola parte del relative personale.

PRUSSIA

Sempre più si confermata notizia che la Prussia non accede al trattato viennese del 2 dicembre.

Nella supposizione che per conto del governo inglese si vogliano fare arruolamenti di polacchi nella provincia di Posen, il presidente di essa provincia pubblicò un avviso che vieta qualunque reclutamento.

INGHILTERRA

V’ha chi pretende essersi già conchiusa l’alleanza offensiva e difensiva tra la Francia, l'Inghilterra e il Piemonte.

Si annunzia che il viceammiraglio Carlo Napier e il contrammiraglio Chads cessarono di essere in attività.

aumentano pur sempre a Londra le voci di prossima crisi ministeriale. Si assicura che il duca di Newcastle ministro della guerra e Sidney Herbert segretario nel medesimo ministero usciranno dal gabinetto. Ma finora non sono che voci.

IMPERO RUSSO

Ai 30 dicembre il principe Paskiewitsch partiva dj Varsavia recandosi a Pietroburgo, chiamatovi per telegrafo dall’imperatore.

Esterhazy ambasciatore austriaco a Pietroburgo ricevette le necessarie instruzioni pel caso che la Russia non avesse accettato incondizionatamente i quattro punti preliminari per le trattative della pace.

IMPERO OTTOMANO

Si è organizzato in Costantinopoli un servigio di pattuglie anglo-galliche per mantenere il buon ordine e specialmente per impedire litigi fra la popolazione musulmane e le truppe estere.

Dicesi conferita a Mowisch pascià commissario ottomano nei Principati danubiani la decorazione di prima classe dell'Ordine austriaco di Leopoldo.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Il conte Coronini ai 4 da Bukarest recavasi a Iassv. I russi ingrossavano al Pruth.

Il conte Schlick generale di artiglieria e comandante provvisorio della quarta armata austriaca verso la meta di questo mese dee recarsi al quartier generale di Leopoli, se le speranze della pace non prenderanno una buona piega.

L’armata ottomana nei Principati danubiani occupa la bocca del Pruth e il paese che da quelle si estende fino a Galacz. Ismail pascià nuovo generale della medesima ë arrivato alla sua destinazione.

Verso il 16 dicembre Sebastopoli era tuttavia bombardata dalla parte di terra e di mare. I russi difendevansi strenuamente. Canrobert in data del 25 avvisa che gli alleati aveano la massima fiducia, ed esso sperava di potere in breve riprendere l’offensiva. Intanto gli arrivavano continui rinforzi.

Le ultimo notizie della divisione di Liprandi sono ch'ella non aveva interamente abbandonato le vicinanze di Balaclava. ché una parte di essa divisione trovavasi anzi accampata a una lega di distanza dalla sua posizione primiera. Il corpo di Liprandi ricevette nuovi rinforzi, laonde questo generale ave va sotto i suoi ordini più di 40,000 uomini, 25,000 dei quali presero posizione verso il mezzogiorno, e più di 15 mila si trincierarono presso Inkermann. Si ë fatto correr la notizia che Liprandi aveva aggredito Balaclava; questa notizia però referentesi al 22 è al 23 dicembre non solo non è confermata, ma da parecchie corrispondenze ë assolutamente smentita.

Recentissime notizie della Crimea ci annunziano che il generale Osten-Sacken ricevette ordine da Menzikoff di marciare verso la posizione di Eupatoria con 40,000 uomini di fanteria, parecchie migliaia di cavalleria e 10 batterie. Se i rinforzi degli alleati non giunsero a tempo. ai turchi che sbarcarono ad Eupatoria, forse Osten-Sacken avrà vantaggiosamente aggredito le milizie ottomane, che aveano incarico di respingere le truppe russe le quali entrate per l’istmo di Perecop moveano ad ingrossare l'esercito di Meuzikoff a Sebastopoli.

Sembra ornai positivo che le diverse divisioni russe dell’Asia vogliano fare una energica aggressione contro le truppe ottomane, che occupano i differenti punti di quelle parti. Il gran triangolo, i cui estremi punti sono Redut-Kale, Bajezit e Trebisonda, è inondato di battaglioni moscoviti. Non può molto tardare l'annunzio di sanguinose e contemporanee battaglie. E tutto le notizie concordano nel rappresentare infelicissima la situazione dei turchi.

I russi organizzarono su diversi punti della Circassia milizie d'indigeni sotto il comando di uffiziali moscoviti. Redut-Kale fu attaccata da forti divisioni russe che vennero respinte dai turchi comandati da uffiziali ing!es(:), pur tuttavia Redut-Kale trovavasi in posizione pericolosa e chiedevansi rinforzi a Baltum.

I russi che erano accampati a Bijazid si avanzarono sulla strada di Dadin e Uthed Klisseh fino a Toprak-Kile. A Erzeruin dominava una terribile costernazione, sebbene il suo presidio avesse ricevuto un rinforzo di 8000 turchi.

Il governatore militare di Trebisonda recossi al campo di Mustafà pascià, comandante dell’armata anatolica onde concertarsi con lui sulle misuro da prendersi.

Scrivesi che dal campo ottomano di Colchide andarono sotto il comando di Mustafà pascià rinforzi a SichumKale e a RedutKale.

A Costantinopoli correano ultimamente notizie di parecchi scontri avvenuti in Asia. Ma diceasi che i russi e i turchi, dopo la pugna, si ritirarono sempre nelle loro posizioni.


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1855 ROMA 12 GENNAIO N 5

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Nelle ore pomeridiane dell’11 la santità di nostro signore, avendo incontrato presso la Chiesa Nuova il SANTISSIMO VIATICO, che portavasi a certa Maria Carletti, discese subitamente di carrozza, si pose inginocchione sulla via e quindi accompagnò il sacerdote che recava processionalmente la Santa Comunione. Entrò nella stanza della informa e l’Augusto Pontefice le somministrò il Pane della vita in mezzo alla più profonda commozione di quanti erano presenti. Indi s'intertenne a lungo con la inferma confortandola nel Signore a sofferire con cristiana rassegnazione la grave di lei malattia e benedicendola. Il sommo Gerarca tornava al Vaticano in mezzo a straordinaria moltitudine di popolo accorso da tutte parti appena si seppe ch'Ei compiva questo grande alto di religione.

Solenni esequie furono celebrate ieri nella chiesa di S. Marcello in suffragio dell’anima del cardinal Simonetti. V’intervenne anche la Santità di N. S. PIO PAPA IX.

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Continua tuttavia l’arrivo dei dispacci che ampli ano è ristringono, spiegano è inviluppano que! primo dispaccio, il quale reco che Gortschakoff a nome della sua Corte ai 7 gennaio dichiarò ai rappresentanti d’Austria, Francia e Inghilterra che l’imperatore delle Russie accetta puramente, semplicemente e senza riserve i quattro punti di garanzie interpretali secondo le vedute delle Potenze che ne proposero la accettazione. A noi parve troppo decisiva questa notizia, laonde ci permettemmo a' non aggiustarle alcuna credenza. Ed invero, se da Pietroburgo fossero venute instruzioni cosi precise, l’annunzio non sarebbesi avuto per anonime comunicazioni particolari, ma tutta la diplomazia viennese avrebbe messo in energumeno movimento i fili telegrafici per pubblicare la lietissima novella a qualunque parte della Europa. Pur nondimeno ogni giornale volte rieevere l’avviso telegrafico di un desiderio, cui si diede il carattere dell’avvenimento desideralo. Ma questa fulgida meteora di pace comincio subito anch’essa a impallidire ché un nuovo dispaccio porta: «Per ordine dello czar il principe Gortschakoff domandò ai 7 gennaio di entrare in negoziali con Buol, Bourquenev e Westmoreland onde concertarsi con esso loro sulla interpretazione dei quattro punti! Came? E non è egli una contraddizione che Gortschakoff ai 7 abbia accertato puramente e semplicemente la interpretazione dei quattro punti proposta dalle Potenze occidentali, ed in pari tempo abbia domandato di entrare in negoziali per concertarsi sulla interpretazione medesima? E se i punti non furono accettati perché doveva farsi l’accordo sulla interpretazione di essi, quale importanza merita l’altro dispaccio che «ai 7 fu deciso che i quattro punti saranno la base di pacifiche trattative?» Questa pretesa decisione e pure un’altra contraddizione, perché potrebbe essere soltanto la conseguenza dello accordo sulla interpretazione dei quattro punti, accordo che ai 7 non dicesi fatto ma unicamente proposto. Riepilogando pertanto le accennate notizie telegrafiche bisogna conchiudere che sono emanazioni di un enigma, forse imbastito da speculatori di Borse, i quali assai spesso anche da vaghe voci sogliono ricavare cospicui vantaggi.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Si conferma la voce che l’Inghilterra voglia assoldare 15, 039 uomini dello esercito piemontese per la Crimea.

IMPERO AUSTRIACO

Dicesi che l'ambasciatore russo Gortschakoff a di 8 ebbe una nuova udienza dallo imperatore.

GERMANIA

L’Austria domanda alla Prussia e alla Confederazione germanica di mobilizzare le loro forze belligeranti pel caso di un attacco russo contro il territorio austriaco (Zeit). I giornali ministeriali di Berlino fanno presentire il rifiuto della Prussia di annuire a questa dimanda. Un dispaccio telegrafico annunzia che Prussia, Baviera, Sassonia e Wurtemberg ricusarono momentaneamente la mobilizzazione richiesta dall’Austria.

PRUSSIA

Nella seconda Camera di Berlino ai 5 furono eletti presidente Schwer n, primo presidente Reichensperger, secondo presidente Belhmann-Hollweg.

IMPERO FRANCESE

Il giorno l'aprivasi la sottoscrizione al prestito nazionale. Una copiosa folla cominciò subito ad accalcarsi nei luoghi destinati a ricevere le sottoscrizioni. Tutto predice che la grande impresa finanziaria sarà coronala da (al prospera successo da non invidiare ai risultati dei prestito austriaco. Dicevasi che la Banca avrebbe preso parte al prestito par 59 milioni!

La Società del Credito mobiliare è sottoscritta al prestito nazionale per la somma di 60 milioni!

Numerosi sottoscrittori inglesi concorrono. pure al nuovo prestito nazionale di 500 milioni. La Compagnia inglese ha già fatto domanda per 75 milioni!

L’imperatore ai 5 presiedette il consiglio di Stato alle Tuileries. Fuvvi esaminato un progetto di legge concernente la creazione di una dotazione dell’esercito, le sostituzioni e le pensioni militari.

Scrivesi da Parigi che il lieto umore dell’Imperatore e la gaiezza della imperatrice sono sicura prova che la Corte delle Tuileries è soddisfatta della piega presa dagli avvenimenti. La nazione inoltre ha la più ferma fiducia nell’avvenire, e il ritardo frapposto nelle operazioni della Crimea non ha menomamente rimossa la sua persuasione riguardo all’esito della grande impresa e alle misure adottate dai governo per condurla a buon fine. Il solo partito fusionista chiede ad ogni patto la pace; del resto tutta la Francia è convinta della necessità di continuare la guerra con energia. I soldati considerano loro primo dovere che non rimangano invendicati i loro prodi compagni che caddero all’Alma, ad Inkermann e sotto le mura di Sebastopoli.

SPAGNA

I democratici di Madrid vanno raccogliendo firme contro il progetto di legge sur una leva di 25,000 uomini.

Parlasi molto a Madrid dell’arresto di un inglese incriminato di pratiche rivoluzionarie. E dicesi che il governo britannico non sia punto disposto a reclamar indennizzi per questa carcerazione, ma che anzi esso comanda una tal misera il governo spagnuolo. Vi ha chi pretende vedere in questo fatto un gran nutamento nella politica londilese per armonizzare con la politica napoleonica.

Hovvden ambasciatore inglese a Madrid fa restaurare a sue spese la Chiesa di S. Francesco a Cadice. Il vescovo di Cadice gli scrisse una commoventissima lettera per esternargli la sua profonda gratitudine.

IMPERO RUSSO

Ultimamente si tenne a Pietroburgo una grande conferenza. militare presieduta dallo czar. V'intervennero, inoltre i granduchi imperiali, gli ammiragli del Baltico e i comandanti delle piazze finlandiche.

IMPERO OTTOMANO

Le pattuglie francesi furono attivate in Costantinopoli. Reamil fu nominato presidente del Consiglio in luogo di Chekib pascià.

Molte carcerazioni di softi furono eseguite ultimamente a Costantinopoli. Quei fanatici musulmani cospiravano al rovesciamento del governo non di altro colpevole (seconde essi) che di avere accordato ai cristiani dell'Impero l'assimilazione dei diritti cittadini che godono i turchi. Per ordine inoltre del sultano si va organizzando una Commissione criminale che avrà l’incarico di procedure con tutto il rigore delle leggi contro coloro che violassero è in qualunque modo intralciassero la piena attuazione dei privilegi cuocessi ai sudditi di confessione cristiana.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Secondo i calcoli più positiva l’esercito austriaco comandato dal barone Hess ascende a 360,000 uomini di fanteria e 100,000 di cavalleria, senza esservi messe a calcolo le riserve.

Negli ospedali militari di Costantinopoli ai 20 dicembre il complessivo numero dei malati occidentali era di 2497, dei feriti inglesi e francesi 1121, dei feriti russi 266. In Crimea poi presso la baia di Kirateb è stabilito un deposito dei convalescenti che a capo a pochi giorni di riposo potranno riprendere il loro servigio.

L'ammiraglio Hamelin è tornato in Francia, l’ammiraglio Dundas in Inghilterra.

Omer pascià parti di Varna il di l'gennaio per la Crimea insieme al colonnello Dieu e al commissario inglese Simmaus.

I russi costrussero un ponte che unisce Sebastopoli ai forti del Nord. I francesi costruiscono una grande strada che da Hamiesch conduce al campo.

Osten-Sacken minaccia Eupatoria con 45,000 uomini e 80 cannoni.

Il governo francese organizza un servizio di battelli a vapore per la prossima primavera tra porti prussiani e la Francia.

Alla fine di febbraio potrà farsi il varamento di alcuna delle scialuppe cannoniere che si costruiscono a Tolone il loro armamento sarà immediato. Per la metà di aprile saranno tutte in ordine a prendere il mare. Si riuniranno parte alla squadra del Baltico, parte a quella del Mar Nero entro il mese di maggio.

GIORNALISMO

Riflette il Corriere italiano che innanzi alla pubblicazione del nuovo Proclama dello czar già conoscevasi a Pietroburgo la interpretazione data a Vienna, a Parigi e a Londra ai punti delle garanzie; laonde è da ritenersi che il Proclama del 26 dicembre sia una risposta indiretta alle informazioni spedite dall'ambasciatore Gortschakoff al suo governo. Il Proclama invita i russi a mettere in non cale il sangue, la vita, i figli, le sostanze per sostenere la grande impresa; annunzia che l’imperatore e i sudditi accorreranno insieme sul campo delle battaglie per difendere la sicurezza e l’onore della patria. Indi il Corriere è persuaso essere assai difficile un accomodamento quand'anche la Russia fosse convinta che le sue forze non sieno da tanto da vincere la coalizione formatasi per farle resistenza; e crede che, sebbene lo czar dichiari di essere disposto ad una pace che non leda l’onor suo, questa pace non si avrà, mercecché non si sa quale estremo limite l’imperatore Niccolò abbia stabilito varcare senza ledere il proprio onore e quello della Russia. Finalmente ciò che più fa impressione all’articolista viennese è il carattere religioso che lo czar anche nel suo ultimo Proclama vuol conservare alla guerra. Ben si consola il Corriere conchiudendo che la Russia continuerà la guerra con la certezza di esser vinta! Oh quanto spinge oltre i suoi comenti! Anche a scrittore le interne convinzioni! Noi peraltro crediamo che le convinzioni russe sieno di poter vincere qualunque ostacolo; ché se tali non. fossero, lo czar è tanto perspicace e freddo calcolatore ch avrebbe già trovato il modo di esimersi da ogni imbarazzo.

Un nuovo articolo di Cassagnac nel Constitutionnel torna a ripetere che la Russia oggi vuole attuare la sua vetusta aspirazione all’Impero universale, appoggiandosi sulla greca eterodossia che pur sempre vagheggia la ripristinazione dell’Impero d’Oriente in Costantinopoli.

«Che quando il colosso moscovita (Cassagnac invoca una sentenza di Thiers) avrà un piede ai Dardanelli e l’altro al Sund, l’Europa sarà schiava della Russia.»

Indi vuole che si resista energicamente perché l’autocrate di Pietroburgo non si distenda tanto sul Continente europeo. E Cassagnac ricorda pure le parole che nel 1807 Napoleone I disse al Senato:

«Se la tiara greca fosse rialzata e trionfante, le provincie che sono dal Baltico al Mediterraneo si vedrebbero coperte da un nuvolo di fanatici e di barbari; e qualora in una lotta troppo tardiva l’Europa dovesse soccombere, la colpevole indifferenza dell'Occidente ecciterebbe a ragione i lamenti della posterità e sarebbe nella storia un titolo di obbrobrio!»

Si astiene però l’articolista del Constitutionnel dal giudicare se la lotta, cui allude il vaticinio napoleonico, sia o non sia troppo tardiva. ché se troppo tardiva fosse, noi non sappiamo qual conseguenza dovrebbe dedursi; ma lasciamo che è Cassagnac è altri cel faccia intendere.

Ai 9 anche a Parigi pubblicavasi ne’ giornali il dispaccio che ai 7 i rappresentanti d’Austria, Francia, Inghilterra e Russia si sarebbero messi d’accordo sul senso dei punti fondamentali che debbono servire di base ai negoziati per lo ristabilimento della pace europea. E ai 10 l’imperatore Napoleone, consegnando la bandiera al distaccamento della Guardia imperiale che parti quel giorno per. la Crimea, pronunzio ai soldati un discorso che terminava:

«Andate a prendete parte a ciò che rimane di pericoli da superare, di gloria da conquistare. Concorrete a piantare le aquile sulle mura di Sebastopoli!»

A noi non sembra che la pacifica piega, che assunsero gli affari il 7, consuoni molto col discorso napoleonico nel 19. E pure le notizie viennesi del 7 si ebber a Parigi fin dal 9.

Fanno sapere da Monaco di Baviera alla Kolner Zeitung elle gli articoli segreti del trattato del 2 dicembre danno all’articolista di un provinciale foglio della Germania a motivo di lagnanza specialmente contro l’Austria, la quale, unitasi alla Francia e all'Inghilterra rese più che mai probabile una guerra che appena potrà essere terminata in un decennio. E pure la più comune credenza era che la opposizione austriaca congiunta alla occidentale avrebbe persuaso la Russia a desistere da ogni ulteriore intrapresa! La novella opinione si fonda evidentemente sulla fermezza muscovita che spiega forze maggiori laddove maggiore incontra la resistenza.

Hatzfeld ambasciatore prussiano a Parigi comunicò confidenzialmente ai gabinetto francese lo scopo della missione di Usedom a Londra, onde cosi preparare Drouyn de Lhuys per l’eventuale arrivo di Usedom a Parigi; ma Drouyn de Lhuys dichiarò ad Halzfeld (cosi pretendono le informazioni che corrono negli alti circoli) che la Francia è fermamente risoluta a rifiutare ogni trattativa che non abbia per oggetto la immediata ed incondizionata accessione della Prussia al trattato di alleanza del 2 dicembre, cosa cui Usedom non sembra autorizzato. Si assevera che Usedom abbia trovati questi medesimi sentimenti nel gabinetto inglese. La Francia e l’Inghilterra sono risolute, sino a tanto che la Prussia non avrà stabilita la sua solidarietà con le altre Potenze alleate, a riguardare come non avvenute tutte le proposte e comunicazioni che in avvenire potessero esser fatte dal gabinetto prussiano relativamente alla quistione orientale. Cosi la Prussia è lasciata nel suo isolamento fino a che le piacerà uscirne. L'imperatore Napoleone fu subito d'avviso di non doversi accettare la proposizione di un trattato speciale della Prussia con le Potenze occidentali.

Nei russofili circoli berlinesi pretende sapersi che l’imperatore Niccolò sia risoluto a non conchiudere la pace, qualora si volesse che la Russia paghi anche un solo rublo par le spese di guerra è perda un sol palmo di terreno. E dicono che queste parole sieno propriamente dello czar.

Tutti i caporioni del partito russo in Prussia vennero chiamati a Berlino ad urgenza.

Asserisce (ma non lo prova) il Times che la Russia ha cercato agenti e alleati fra i proscritti d’Europa! Forse ciò è in relazione con le simpatie che il partito democratico e i suoi agitatori continuano a dimostrare per la causa moscovita. Ma bisogna ricordarsi che se questi fanno voti por la vittoria della Russia, probabilmente non è già perché amino lo Knout, bensì perché in un disastro occidentale sperano riaversi dalle patite sconfitte, e, come suoi dirsi, dommare la situazione!

La Independance belge è informata da Parigi che se la guerra prenderà più larghe proporzioni, l’imperatore Napoleone andrà a dirigere gli eserciti francesi che opereranno nello interno del Continente. Noi non dubitiamo dell’eroico coraggio dell'uomo del 2 dicembre 1852. E forse richiedesi minor presenza di spirito per comandare sul campo delle battaglie che per calare con ben concertate disposizioni un colpo decisivo sulla cervice d’irrompente socialismo. Ciò non ostante, noi crediamo che La notizia sia una congettura che non sarà un fatto. Dante direbbe: S'ei va, chi resta?

Ond'è che la voce di prossima crisi ministeriale va di giorno in giorno aumentandosi a Londra? Il Times, che, come tutti sanno, crede ed è credulo di essere l’organo della pubblica opinione in Inghilterra, da qualche tempo va seriamente ripetendo che gli attuali ministri della regina Vittoria sono insufficienti ai bisogni richiesti dall’altezza dei tempi, e che indi egli è d’uopo farne dei nuovi né cercarli altrove che tra la borghesia e le polemiche del Times fecero si grande impressione che anche il Daily News, il quale militava sotto le bandiere ministeriali, diventò nimico del ministero!

VARIETÀ

Lo stabilimento di Montedomini a Firenze apriva ultimamente i suoi forni annunziando al pubblico la vendita del pane a 9 quattrini la libbra. Immensa fu la folla che accorse a comperare, ma il disinganno non poteva essere né più sollecito né più solenne. Il pane si rinvenne nerissimo; pur tuttavia l'occhio del povero famelico transige facilmente col colore; il guaio pe rò fu ch'era di un sapore cosi disgustoso e nauseante da non potersi mangiare senza esporsi a certissimo vomito consecutivo; oltre a ciò, per dare al pane un maggior peso, era quasi crudo! Il popolo indispettito affluì numerosamente con urli spaventosi ai forni riportandovi il pane comperalo e chiedendo la restituzione del danaro che avea speso cosi malamente e forse con danno della sua salute. Questa notizia, che desumiamo da una corrispondenza fiorentina del Corriere Italiano, ci è prova che il Corriere si piace avere corrispondenti di alterata e romantica immaginazione.

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………………... Quid non mortalia pectora cogis

Auri sacra fames?

VIRG.

Nella ultima settimana di dicembre a Bergamo di Lombardia un fattorino da bottega ebbe non sappiam qual sogno, che gli fece tale impressione da persuaderlo avere in pugno la fortuna. Indi risolve a giuocare al lotto. Per far danaro porta subitamente al Monte di Pietà alcuni suoi panni e giuoca i numeri ricavali dal sogno. Viene la estrazione; ha vinto la intera cinquina! ha guadagnato più di 25,000 lire austriache! Ebbro di gioia presentasi al Banco del lotto per esigere tante migliaia. Ma il ricevitore, vistolo così ragazzo, gli dice che torni col padre. Non ho padre risponde il garzoncello. Ebbene, vieni col tuo padrone, soggiunge il Ricevitore. Il fattorino vassene dunque alla bottega e tutto lieto prega il padrone a volerlo accompagnare per esigere le vinte migliaia di lire austriache. Il padrone promette di andare ben volentieri con esso lui e mentre accarezzandolo finge prepararsi a partire, chiama in disparte il fanciullo, lo uccide e nasconde il cadavere in cantina! Il ribaldo corre poi con la cedolina del lotto al Banco. Ma il ricevitore vuole che venga anche il ragazzo, altrimenti non pagherà. Lo scelterato allora scopre che la sua vittima fu pur dianzi a richiedere il pagamento della medesima cedola; vede non rimanergli che il delitto; impallidisce, sviene, è fuori di sensi! Si fanno sollecite scrupolose indagini dello scomparso fattorino; il suo cadavere si trova nel sotterraneo della bottega in mezzo a un lago di sangue! (Areop.) Se talvolta è sventurata l'innocenza anche la colpa non è sempre fortunata. E poi quali sono le fortune della colpa? Un materiale benessere transitorio, che di continuo è tormentato dall'orribile castigo dei rimorsi! E questo è benessere? É amaro quanto quello di Caino.


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1855 ROMA 16 GENNAIO N 6

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Il Pontificio Governo continuando pur sempre a incoraggiare, per quanto è possibile la marineria mercantile dei suoi Stati, mediante Notificazione del Ministero del Commercio dell’8 gennaio, annunzia che d’ora in poi si accorderanno distinzioni onorifiche tanto agli armatori quanto ai capitani dei legni marittimi mercantili pontificj, che avranno ben meritato dello Stato e del Sovrano. Chiunque per proprio conto porrà in mare un materiale di mille e più tonnellate in legni pienamente attrezzati e costruiti nei cantieri dello Stato secondo la legge del 10 dicembre 1825, purché ciascun legno sia non minore di 309 tonnellate, acquisterà un titolo per ottenere un distintivo onorifico, oltre al premio di costruzione. Sono instituite due bandiere è dimostrazioni d’onore, di prima & seconda classe, che si accorderanno ai capitani mercantili marittimi i quali legalmente abilitali al gran corso è lungo corso, eseguiranno dal di 8 gennaio in poi lunghi viaggi, approdando ai porti, 1. del Mar Nero; 2 di Spagna, Francia, Belgio, Olanda e Inghilterra nell'Oceano; del Baltico, d’Affrica nell'Oceano fino al Cape di Buona Speranza; 3. delle Americhe del Nord e del Sud nell'Oceano Atlantico, e dell’Oceano glaciale artico; 4. delle Indie e del grande Oceano equinoziale. Per ottenere la bandiera di prima classe, dovrà farsi un viaggio della quarta categoria, è tre della terza, è cinque della seconda; e per ottener la bandiera di seconda classe, un viaggio della terza categoria, è due della seconda, è quattro della prima. La bandiera di prima classe da issarsi in cima all’albero di maestra sarà gialla e bianca contornata da una fascia rossa, con in mezzo le immagini in piedi dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, disponendo il giallo dalla parte del ghindante. Quella di seconda classe da issarsi all’albero di trinchetto sarà tutta bianca contornata da una fascia gialla con in mezzo le immagini dei medesimi Santi Apostoli. Il distintivo di tali bandiere si otterrà con documenti delle rispettive autorità dello Stato, è dei rappresentanti Pontifici all'estero, è in loro difetto di quelli delle Potenze amiche, di avere eseguito con legni inscritti nella matricola dello Stato Pontificio e approvati per lungo e gran corso, un dato numero di viaggi ai porti esteri, partendo dai porti Pontifici con mercanzie dello Stato e tornandovi con estera mercanzie. Oltre a ciò, i capitani marittimi dovranno tenere, specialmente pei viaggi al di la dello stretto di Gibilterra, un giornale meteorologico, secondo il modulo e le relative instruzioni a stampa, che loro si daranno gratuitamente per mezzo delle Magistrature di sanità e polizia dei porti in Ancona e Civitavecchia. I capitani che faranno quattro viaggi della terza categoria è due della quarta, otterranno ancora l’uso dell’uniforme di ufficiale della marina militare Pontificia col grado di tenente onorario. I legni fregiati da una delle suddette bandiere saranno salutati nei porti Pontifici dal legno guardaporto con issare la bandiera Pontifica all’albero di maestra è di trinchetto, secondo la classe della bandiera del bastimento che approda. Su il capitano poi avrà il grade di tenente di marina, sarà inoltre salutato con tre colpi di cannone.

TRATTATO AUSTRO-GALLO-SABAUDO

La sera del 9 gennaio i ministri piemontesi si radunarono a consiglio onde risolvere definitivamente sullo argomento dell’alleanza del Piemonte con l’Austria e la Francia. Il Consiglio si protrasse a tarda notte. Vi intervenne il duca di Guiche ambasciatore francese presso la Corte sabauda. Probabilmente egli detto le condizioni del trattato di alleanza, che il ministero sottoscriveva. L'Armonia richiamando la sentenza del conte della Margherita esser tempo di stabilire fra l’Austria e il Piemonte nuove relazioni, che nulla del passato adombri, è renda men solide allegrasi che questa alleanza non è con l’Austria di Giuseppe II, ma con l’Austria giovane, robusta e venerata di Francesco Giuseppe I, che risorta, or son pochi anni, dalle sue ceneri, riconciliandosi con la Chiesa, crebbe prospera e benedetta da Dio, risanò le interne sue piaghe, e si vide riverente intorno quella Inghilterra che poco tempo innanzi ne sparlava con tanta ingiustizia; vide la Francia implorarne caldamente l’alleanza; vide la Russia paventar le sue risoluzioni, mentre con tanta gloria e valore resisteva alle armi occidentali; vide l’Europa pendere dai suoi cenni e attendere è guerra è pace dalla sua volontà. Nei 1848 il Piemonte volle cacciare il barbaro teutono; nei 1855 ne invocò l'alleanza; e buon per lui, giacché senza il barbaro non sarebbe scampato alla barbarie. Parecchi giornali poi assicurano, non sappiamo con quanto fondamento, che la Russia avea mosso pratiche assai energiche per impedire questa alleanza. Ma oggi essa è un fatto, dal quale possiamo attendere le più felici conseguenze.

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Si pretende che l’ambasciatore francese a Torino abbia comunicato al conte Cavour alcune amichevoli osservazioni relative al progetto di legge sui conventi, e che Cavour abbia risposto che questa legge dovrebbe fare negli Stati Sardi soltanto ciò che aveva fatto in Francia la prima rivoluzione (Cor. It.). Non sappiamo se l’ambasciatore abbia soggiunto che adducere inconvenient non est solvere argumentum, ma, ove il colloquio abbia veramente avuto luogo, siam persuasi che l’ambasciatore non sarà rimasto senza fare una replica opportuna.

Il Times in un articolo intitolato La condotta della guerra, rammenta il sagrifizio di 20,000 vite! di 15 milioni di lire sterline! Indi conclude:

«Eccoci al gennaio 1855, e siamo più lontani che mai dal nostro scopo, dobbiamo portante confessare di non intenderci punto dell’arte della guerra!»

E il Journal Débats è avvisato da Londra che la ulteriore esistenza dell’attuale gabinetto inglese oggi dipende soltanto da una sollecita e strepitosa vittoria delle armi britanniche in Crimea. Senza un tale annunzio, gli articoli del Times, che sempre più aumentano di violenza, riusciranno a far cadere il ministero.

DELLE TRATTATIVE DI PACE

Speriamo che i nostri lettori ci sapranno buon grado se raccoglieremo sotto un sol punto di vista quanto e relativo alla pretesa novella fase, indi vuolsi entrata la quistione di Oriente, mercé le comunicazioni che diconsi fatte dall'ambasciatore russo il 7 gennaio ai ministri d’Austria, di francia e d'Inghilterra. Ed eccone la storia.

La Russia fin dal 28 novembre dichiarò di accettare i quattro punti di garanzie ma in senso alquanto diverso da quello delle Potenze occidentali laonde ai 2 dicembre stabilivasi un trattato di alleanza fra l'Austria, la Francia e l’Inghilterra.

Appena seppesi a Pietroburgo la notizia del trattato austro-anglo-gallico, un ordine imperiale traslocava la guernigione di Varsavia ai confini austriaci e fu gran movimento ancora in tutte le altre truppe russe verso i confini medesimi. Nulla ciò di manco ai 21 dicembre scriveasi da Pietroburgo che lo czar mostravasi oltremodo propenso a battere la via dei negoziati, premesso però che la interpretazione dei quattro punti di garanzia fusse moderata e non avesse pregiudicato alla dignità del suo Impero. Aggiungevasi che la Russia avrebbe aderito, alla occorrenza, alla abolizione del trattato del 1811; concedendo spontaneamente alle Potenze occidentali di tenere flotte nel Mar Nero, e ristabilendo il porto di Sinope o altro porto per loro uso; ma non acconsentendo mai allo spianamento di Sebastopoli, né alla diminuzione delle sue forze marittime nelle acque della Crimea. Quanto poi al protettorato dei Principati danubiani asseveravasi che lo czar era pronto a dividerlo con le altre Potenze (Corr. It.). mentre però queste voci andavano attorno, ai 26 dicembre pubblicavasi il nuovo Proclama dell'imperatore Niccolò, Proclama in cui non seppe il giornalismo ravvisare pacifiche intenzioni, ma invece una risposta indiretta al trattato viennese del 2 dicembre.

Contemporaneamente diffondersi la notizia che la Russia avea dichiarato a parecchie Corti tedesche che essa non avrebbe attaccato l’Austria e che quindi sperava di non essere attaccata dalla medesima. Conquista fittizia dichiarazione la Russia volea certamente che si differisse la mobilizzazione dei contingenti federali alemanni (Mainzer Journal). E, o vera o falsa che si fosse questa dichiarazione, parecchie Corti tedesche fecero intendere di non volere con tanta sollecitudine attuare la mobilizzazione dei contingenti richiesta dall’Austria.

Intanto menavasi alto romore di una conferenza tenutasi a Vienna il 28 dicembre presso l'infermo ambasciatore inglese Westmoreland, alla quale intervenne l’ambasciatore russo Gortschakoff, il cui linguaggio valse a togliere ogni speranza di pace anche ai meno veggenti. Imperocché gli si attribuisce che in quella circostanza Gortschakoff dichiarò che «lo czar prometterebbe senza dubbio di lasciar libera agli alleati la linea di ritirata dalla parte di Balaclava, e che ulteriori concessioni non possonsi esigere in un momento, in cui l’armata russa sta vittoriosa di fronte al decimato esercito nimico e lo blocca per terra» (Schlesische Zeitung). Pur tuttavia, si disse che si accordarono altri 15 giorni decorribili dal 30 dicembre alla Russia onde risolversi definitivamente.

E Gortschakoff domandò instruzioni al suo governo. Il corriere della inchiesta parti di Vienna per Pietroburgo il 29 dicembre; e il corriere della risposta giunse da Pietroburgo a Vienna il 6 gennaio(. )L’ambasciatore russo, senza porre tempo in mezzo, notificò al conte Buol ministro austriaco degli affari esteri essergli pervenute le instruzioni dalla sua Corte, in seguito di che gli ambasciatori inglese e francese e il conta Buol si radunarono in conferenza con Gortschakoff (Corrisp. austr.). Si afferma che in questa occasione risultò dalle reciproche spiegazioni che i plenipotenziari delle quattro Potenze erano in sostanza di accordo sul senso e sulla portata generale dei punti fondamentali è che per conseguenza (con la riserva dell’approvazione dei gabinetti di Londra e di Parigi) si era guadagnata una base, su cui possono incominciare i negoziali per lo ristabilimento della pace.

Questa notizia pubblicata dai giornali di Parigi del 9 si sarà saputa più esattamente dal governo francese. Ma il discorso pronunciato da Napoleone il 10 a1 reggimento delle guardie imperiali, che partiva per la Crimea, lascia intravedere che assai deboli erano lo speranze di pace che voglionsi fondare sulle comunicazioni russe del 6 e del 7. Napoleone inviava quei militi a piantare le aquile francesi sulle mura di Sebastopoli! A noi pare questo linguaggio anzi una nuova dichiarazione di guerra che una espressione dinotante la probabilità di un accomodamento.

Divulgossi peraltro a Vienna la voce (non già per via diplomatica, ma da buona fonte) che Gortschakoff ai 7 sottoscrisse i quattro punti alle spiegazioni delle garanzie volute dai rappresentanti delle Potenze alleate.

E il Corriere Italiano chiosava: «Il primo passo verso la pace è fatto; il primo passo e nulla di piu; né questa è la prima volta che da Pietroburgo, durante la imbrogliata quistione, calarono voci di pace, alle quali segui la guerra con tanto maggiore violenza. Noi vorremmo ingannarci, ma se il cuore ci dice che queste nuove trattative, che vanno ad incominciare sulle basi accettate dalla Russia, dovrebbero avere miglior successo delle altre, la fredda ragione all’incontro si ribella contro i voti del cuore e distrugge la fede in una prossima conclusione di una pace reale. Le difficoltà si presentano grandi, particolarmente se dobbiamo basarci nelle argomentazioni sull’ultimo Manifesto dello czar. Che dice infatti il Manifesto? Lo czar dichiara nel medesimo che le sue pretese sono giuste, che egli non volte soddisfare alcuna ambiziosa passione, e non fece che rivendicare privilegi fondati sui trattati; che le Potenze, le quali intervennero nella guerra, non si contentarono di accordare alla Porta la loro protezione, ma invasero il territorio russo, dove subirono disfatte, da riguardarsi quale castigo inflitto ad esse dalla Provvidenza. Sin qui nulla di pacifico. Lo czar persiste a dichiarare che la sua causa è giusta e ad affermare che ei non ha mai voluto la guerra. Tuttavia non respingerà proposte di pace, quando sieno compatibili con l’onor della Russia. Spetta dunque alle Potenze occidentali il far concessioni e cancellare dai quattro punti di garanzia tutte le pretese in disaccordo con l’onore della Russia e coi privilegi rivendicati dallo czar. Indi il Corriere scorge nelle nuove pratiche di Gortschakoff soltanto un nuovo atto della storica sottigliezza ed abilità della diplomazia russa, atto che non vale a mettere gl’instruiti dall'esempio del passato in braccio a speranze troppo fiduciosa di vedere realizzato il voto di Europa.»

Dopo tuttocciò il Corriere rileva da fonte positiva che i rappresentanti di Francia e Inghilterra non sono menomamente intenzionali di entrar con la Russia in trattati ve, le quali potessero modificare è alterare anche in picciolissima parte la portata delle garanzie riconosciute indispensabili per una pace duratura!

STORIA CONTEMPORANEA

SVIZZERA

Gli armaiuoli di Zurigo ricusano di somministrar armi all'imperatore di Russia.

Quantunque i giornali d’Elvezia più è meno governativi abbiano smentito con più è meno vigore la notizia di accordi già presi (con l’Inghilterra intorno alla composizione di una legione svizzera, informazioni giunte da Berna recano che la cosa può contarsi come fatta. Parlasi di officiali nominati, di quadri incominciati e di caparre stabilite per gli arruolamenti dai 250 a 300 franchi per testa. E tanto si credo alla sussistenza di accordi che le voci sono perfino arrivate a dire che Ochsenbeiti è stato nominato capo di un corpo ausiliare di turchi!

IMPERO AUSTRIACO

La sera del 7 il conte Buol ministro degli affari esteri diede una splendida soirée, cui venne invitato il corpo diplomatico. Gortschakoff vi intervenne con tutto il personale della legazione russa.

In questi giorni vennero chiamati sotto le respettive bandiere in Lombardia una quantità di reclute della passata leva, che si erano finora lasciate tranquille alle loro case. Malgrado la fiducia che vuol darsi alle conferenze dei diplomatici, si prevede che le cose non finiranno si presto ne senz’altri fatti militari.

Ai 7 e 8 arrivarono a Vienna corrieri alle ambasciate russa e inglese. E dall’ambasciata prussiana si spedirono dispacci a Berlino. Nella sfera diplomatica regnava una attività maggiore di quella della sfera militare. Nulla dei positivi risultati conoscevasi, ma diverse e molte le voci, fra le quali la più accreditata era che la Prussia persisteva a volersi rimanere neutrale.

Proveniente da Milano giunse il 7 a Vienna il principe Trubetzkoi colonnello della imperiale guardia russa.

GERMANIA

A Bockenheim nell’Assia elettorale è attivato un segreto ingaggiamento per la legione straniera al servigio dell'Inghilterra. Un agente britannico arruola legionari, promettendo loro un ingaggio di otto lire sterline e il pagamento delle spese di viaggio fino in Inghilterra. Molti già si arruolarono. Consimili pratiche si fanno pure in altri Stati tedeschi, specialmente nell’Annover e in Amburgo.

Ritiensi come segno di prossima guerra l’ordine dell’Assemblea federale recato all’Annover da Fluggo consigliere di guerra e relativo all'aumento dell'artiglieria.

I contingenti militari della Confederazione germanica, qualora dovranno mobilizzarsi, staranno, secondo che si ha da buone informazioni, sotto gli ordini di un comandante federale nominato dalla Dieta.

IMPERO FRANCESE

Scrivono da Berlino alla Gazzetta delle Poste che Usedom a Londra non riusci a nulla, ed è probabile che non riesca a nulla anche a Parigi! É pur peregrina questa notizia.

Fece non poca meraviglia l’arrivo della principessa Leven a Parigi, dove però farà breve soggiorno, mercecche recasi a Nizza per motivi di salute.

Parlasi a Parigi di un prossimo viaggio dell'imperatore nei dipartimenti del mezzogiorno,

Gli officiali della guardia imperiale hanno offerte un banchetto agli officiali della armata, non che agli officiali austriaci ed inglesi trovantisi a Parigi.

INGHILTERRA

Lo scoppio di una crisi ministeriale a Londra sembra imminente. Dicesi che usciranno dal gabinetto Aberdeen e Gladstone. Si pretende poi che Russell abbia chiesta la demissione del duca di Newcastle e di Herber. E si da grande importanza al fatto che lady Pembroke madre di Herbert è russa.

A di 8 lord Russell partiva di Londra alla volta di Parigi. Non ostante le negoziazioni di pace, e i dispacci annunziarli l’accettazione dei quattro punti da parte della Russia, il governo inglese continua i suoi armamenti.

SPAGNA

Nuovi disordini scoppiarono a Malaga. Da Siviglia, Cadice e Granata partirono subito le truppe disponibili.

Tutti i reggimenti di linea che erano di guernigione a Madrid, furono spediti verso le provincie. La sola guardia nazionale fa ora il servigio militare di Madrid. Il governo ordinò per telegrafo di mandare da Cadice a Malaga due bastimenti da guerra,

IMPERO OTTOMANO

Si annunzia con certezza che la Servia è prossima a conchiudere una alleanza con l’Austria. Molti mutamenti avvennero nel ministero serbo, dove furono chiamate persone cognite per le loro simpatie austriache.

Le relazioni fra la Grecia e la Turchia sono ben lungi dall’essere ripristinate.

É arrivata a Costantinopoli una considerevole quantità di granaglie donate alla Porta dal viceré d'Egitto.

Nasuh effendi capo dei sohfats e 18 suoi satelliti furono condannati dal governo del Sultano all’esilio. Forse non esistono piu. Hairedin pascià restà incaricato provvisoriamente del ministero di polizia.

Il ritorno a Costantinopoli di Darwisch pascià commissario ottomano nei Principati danubiani potrà per avventura dar luogo a nuovi imbarazzi nel governo dei Principati medesimi, specialmente della Valacchia. Imperocché Derwisch fu incaricato segretamente da Rescid pascià «di non frapporre ostacoli all'amministrazione del principe Stirbey, ma di raccogliere materiali atti a produrre un cambiamento è la destituzione del principe. E Derwisch con l’aiuto di Brujade e Colquhoun pretendenti allo ospodarato e dei promotori della rivoluzione del 1818 compilò meglio un processo contro Stirbey che una informazione sullo stato del Principato, ad assumer la quale dicevasi circoscritta la sua missione. Ciò non ostante si ha la ferma fiducia che la relazione del commissario austriaco e la prudenza del conservatore gabinetto di Vienna sapranno paralizzare alcune idee forse vendicative, che il Divano di Costantinopoli nu ire contro il principe Stirbey, la cui remozione dalla sede ospodarica della Valacchia potrebbe dar luogo a serie turbolenze in quella provincia, particolarmente nelle attuali congiunture.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Si assicura che il governo britannico si occupa seriamente di una nuova spedizione nel Baltico, alla quale prenderanno parte 30,000 inglesi!

Un ukase ordina la creazione di segnali di avviso dal confine moldavo fino a Pietroburgo, temendosi una invasione. E il generale Luders ai 7 moveva con le sue truppe verso la Dobrudscha.

Si ha da Kischeneff in data del 4 che il secondo corpo di esercito russo moveva a marcie forzate nel governo del Dniester, e che i due corpi delle guardie, quello dei granatieri e i sei corpi mobilizzati di fanteria, la cavalleria e i cosacchi partendo a rafforzare le truppe della Crimea e dalla Bessarabia erano rimpiazzati dalle truppe di riserva formate ultimamente.

Su i primi di gennaio continuavasi a parlare a Bukarest di una gran battaglia che dicevasi avvenuta il 18 dicembre sotto le mura di Sebastopoli, terminale altri asserivano con la peggio degli alleati, altri con la totale sconfitta dei moscoviti. Parecchie lettere poi fanno menzione di una sortita che i russi operarono sulla sinistra dell’esercito francese dalla parte del forte di Quarantena, e sulla destra dell’esercito inglese. Ma in questo altro tentativo ancora i russi respinti di quà e sbaragliati di la ebbero gravissime perdite d'uomini, cavalli e munizioni. Cosi le odierne notizie, che, per esser troppo incomplete, non si vogliono garantire senza una ufficiale conferma.

Si assicura che il generale Liprandi abbia ritirato dalle primiere posizioni tutta la sua ala sinistra, poggiando l’ala diritta all’altra presso Traktir. Intanto i lavori d’assedio diconsi terminati. Raglan e Canrobct impiegano tutte le forze disponibili nella costruzione di baracche da campo e nella fortificazioni delle loro posizioni.

Ai 26 dicembre sbarcarono 10,000 turchi ad Eupatoria. Parlasi a Costantinopoli di un fatto d’armi fra turchi e cosacchi nelle vicinanze del Bulganak, nel qual conflitto rimasero prigioniere parecchie centinaia di russi. Ciò che sembra positivo è che i turchi e gli alleati operavano sollecite fortificazioni ad Eupatoria ond’essere al coperto da una aggressione di Osten-Sacken.

La sera del 26 dicembre i russi affondarono un altro vascello all'ingresso del porto di Sebastopoli.

Il trasporto inglese Num. 119 carico di spiriti, resine ed altro prese fuoco alle ore 10 del mattino del 26 dicembre e restò preda delle fiamme, non ostante gli sforzi straordinari di vari distaccamenti di marina diretti da ufficiali delle flotte alleate.

Il general Coeur partito di Francia per la Crimea giunse a Costantinopoli, quasi contemporaneamente allo arrivo del general Gavon proveniente da Erzerum. S'imbarcarono ambidue sul medesimo vapore, che li condusse a Balaclava.

Tallevrand-Perigord, duca di Dino, che fu officiale della marina francese, indi officiale di stato maggiore nell'armata sirdi, chiese la grazia all'imperatore Napoleone di poter raggiungere l'esercito francese dell'0riente. L'imperatore lo mise a disposizione del general Canrobert.

Si prendono del governo inglese energiche disposizioni per lo stabilimento di un corpo di riserva a Malta.


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1855 ROMA 18 GENNAIO N 7

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Sono nominati i seguenti eminentissimi Cardinali, Lodovico Altieri a Segretario dei Memoriali, Roberto Roberti a Presidente di Roma e Comarca non che a Protettore della Società di S. Vincenzo de' Paoli e sue dipendenze, Vannicelli a Protettore di Amelia e Brunelli a Protettore di Narni.

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Notò ultimamente il Trovatore che «il Corriere Italiano di Vienna è sempre male informato di quanto succede in Italia.» Noi non vogliamo interamente convenire in questa sentenza, ma diremo che le informazioni date al Corriere non sono sempre del tutto veridiche, anzi spesso onninamente false e calunniose. E nella categoria di queste annoveriamo la corrispondenza bolognese, che riporta nel suo foglio del 10 gennaio, nella quale si asserisce che «le finanze Pontificie fin dal 1831 si trovavano in tristissime condizioni.» La gratuita enunciazione del corrispondente petroniano (che ben si pare inspiralo alle vacue declamazioni del medico Farini in quel costui centone, ch’egli intitolò lo Stato romano dal 1815 al 1850) si riferisce a un fatto; e i fatti vogliono esser provati. Adempiremo noi dunque la mancanza del troppo facile corrispondente di Bologna; né di altro a ciò avremo bisogno che di riportare quanto è brevemente scritto sullo appoggio di autentici documenti nel paragrafo 52 del libro III delle Memorie della rivoluzione romana.

Le condizioni del pubblico erario pontificio e delle imposte non potevano inspirare ai popoli nel 1831 vaghezza di sommovimenti. Perocché già videsi quanto Pio VII scemasse le contribuzioni, e quanto ancora le menomasse Leone XII. Pur tuttavia nel dicembre del 1830 il tesoro soprabbondava (9)a per modo che avrebbe permesso di fare altri temperamenti, se lo spirito settario, che quindi tutto sconvolse, non avesse costretto il governo a gravissimi spendi per infrenarlo. Laonde considerando come la convenzione stipulata a Milano. il primo di giugno 1816 gravava lo Stato pontificio in ogni anno del perpetuo debito di 1,36, 241 lire e centesimi 81, e di un debito temporaneo di 5,938,686 annue lire e centesimi 47, mentre i beni ricevuti in compenso non rendevano che 1,408,290 lire; e considerandosi come Pio VII e Leone XII con siffatti incomodi, reliquie del regno italico, avessero potuto non solo abolire alcuni tributi ed altri attenuare, ma eziandio largheggiare in nuovi pubblici edifizi, profondere beneficenze e lasciar dei sopravanzi; egli è forza confessare che somma prudenza economica reggesse il governo papale. Nel 1847 però monsignor Morichim fece un rapporto sullo stato delle finanze, e poiché in quello si addimostrava che avean peggioralo, non manco taluno che con acerbo linguaggio disse dover la storia serbare cotesto documento, siccome quello ch'è la più giusta e la più manifesta censura dell'amministrazione temporale dei chierici, ma non credè ristampare le tavole che accompagnavano il rapporto (10)b, perché in quelle sarebbesi avuta la più giusta e la più manifesta prova che l'amministrazione temporale dei chierici sino al 1830 avea prodotto grandi e successivamente accrescentisi vantaggi; e che poscia violentemente turbala, quando da improntitudini rivoluzionarie, quando da laiche presuntuose ingerenze, mutò sempre di male in peggio (11)c. La verità istorica non vuole essere mascherata.»

Da ciò possono rilevare il Corriere e il suo corrispondente che le condizioni della finanza Pontificia nel 1830 non erano tristissime, ma tali da fare invidia a quelle di qualunque altro paese. Se poi deteriorarono, la colpa non è dell'amministrazione temporale dei chierici, ma delle improntitudini rivoluzionarie e delle presuntuose laiche ingerenze, com e dimostrato nel brano di storia che riportammo.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

La regina MARIA TERESA vedova di re Carlo Alberto non è piu. Dopo uni malattia di pochi giorni Iddio la chiamava a sé e nel suo amplesso la raccoglieva!

Maria Teresa Francesco di Toscana, arciduchessa d’Austria, nacque il 21 marzo 1831, fu sposa a Carlo Alberto il 30 settembre 1817, regina del Piemonte il 27 aprile 1831. Un animo alternante religioso, un cuore teneramente caritatevole, furono i due pregi che maggiormente la distinsero. Iddio e i poveri compendiano tutti i suoi pensieri, tutta la sua vita.

La mattina del 12 gennaio, sentendosi scemare le forze, alle ore 5 chiese e ricevette con la massima serenità di animo la Estrema Unzione. Diceva parole di conforto al re suo figlio Vittorio Emmanuele e alla sua reale famiglia col più sublime esempio di tutte le cristiane virtu. Mezz'ora dopo il meriggio placidamente spirò!

Il trattato di alleanza del Piemonte con le Potenze occidentali è un fatto compiuto. Le condizioni, come dicesi, sono a un dipresso le seguenti. Adesione del Piemonte al trattato del 10 aprile tra la Francia, l'Inghilterra e la Turchia; invio di 15,033 piemontesi in Oriente sotto il comando del ministro Lamarmora, i quali combatteranno al fianco delle truppe britanniche, le spese dell'imbarco e i mezzi di trasporto saranno forniti dalle Potenze occidentali; il Piemonte farà un prestito in Inghilterra, la quale garantisce che verrà coperto; le spese di mantenimento per le truppe sabaude in Oriente sono a carico dello Stato. Si crede che insieme a Lamarmora andranno in Crimea anche i colonnelli Petitti e Pettinengo. Il deputato Valerio nella seduta dell’11 si mostrò desideroso di conoscere positivamente in quali condizioni pratiche versi il paese. E il ministro Cavour rispose che fra non molto ci dovrà presentare alla Camera i documenti relativi alla risoluzioni prese in Consiglio dei ministri, e allora Valerio sarà informato di tutto. Intanto per l’avvenuta morte della regina madre il Parlamento sospese le sue tornate.

Il generale commendatore Giuseppe Dabormida ministro per gli affari esteri diede la sua dimissione, che fu accettata dal re, il quale nominò al vacante ministero il conte Camille Benso di Cavour presidente del Consiglio de' ministri con l’incarico di reggere contemporaneamente il ministero delle finanze.

GERMANIA

Manteuffel chiamò Bismark Schonhansen a Berlino. E Bismark recatosi immediatamente da Francoforte a Berlino subito fu ammesso alla udienza del re Federico Guglielmo.

La Prussia prosegue i suoi armamenti e pone in pieno assetto l'artiglieria dalle sue fortezze. Molti uffiziali della Landwehr sono chiamati sotto le bandiere.

Il barone di Malzen ambasciatore straordinario e ministro plenipotenziario bavarese presso la Corte di Berlino è stato richiamato dai suo governo.

IMPERO FRANCESE

Ai 10 lord Russell fu ricevuto in udienza particolare dall'imperatore. Dicesi essere andato a Parigi anche lord Minto suocero di Russell. Agli 11 fu presentato al Corpo legislativo la legge per una leva di 140,000 uomini.

Ecco per intero il discorso pronunciato dall’imperatore Napoleone al reggimento delle guardie imperiali che ultimamente parti per la Crimea:

«Soldati!

«Il popolo francese, con la suprema sua volontà, fece rivivere molto coso che si credevano morte per sempre; oggi l’Impero ê ricostituito. Intime alleanze si strinsero coi nostri antichi nimici. La bandiera della Francia sventola onoratamente su quelle lontane sponde, a cui non era il voto delle nostre aquile mai arrivato. La guardia imperiale, rappresentazione ero ca della gloria e dell’onore militare, è qui dinnanzi a me, circondando l’imperatore come per lo addietro, portando le stesse divise, la stessa bandiera, e soprattutto col cuore infiammato dagli stessi sentimenti di amore alla patria. Ricevete dunque queste bandiere che vi condurranno alla vittoria, come alla vittoria già condussero i vostri padri, e come non ha guari vi han condotto i vostri compagni. Andate a prendere la vostra parte di quanto riman tutta via di pericoli a superare, di gloria a raccogliere. Ben presto riceverete il nobile battesimo cui anelate, e concorrerete a plantare le nostre aquile sulle mura di Sebastopoli! Le schierate milizie proruppero in entusiastiche grida di Viva l'imperatore! Un moltitudine di popolo accalcantesi innanzi al cancello del Carrousel mesceva le sue alle acclamazioni dei soldati. Ai 15 arrivarono a Marsiglia i primi distaccamenti dalla guardia imperiale che si recava in Crimea,

SPAGNA

Eravi disordini anche a Valladolid. I tumultuanti misero il fuoco alle porte della barriera della Merced. Fra essi erano alcuni uffiziali e soldati della milizia nazionale. L'autorità militare, dicesi, riusci a rimetter l’ordine disperdendo gli attruppamenti. A Valenza parimenti la quiete fu ristabilita. Nulla si sa per anco come sieno terminati subbugli di Terruel, Granata, Carzalete e Cordova. Non è punto vero che il governatore O’Donnell sia fuggito di Malaga per lo avvenutevi turbolenze; ei si rimase al suo posto aspettando Cordero che gli dee succedere. Trecento uomini del reggimento della Costituzione, dugento cacciatori di Baza e otto cannoni recaronsi a Malaga per la strada ferrata. Si parla di alcuni morti e di parecchi feriti nelle sommosse sviluppatesi in diversi punti della penisola spagnuola.

IMPERO RUSSO

Pei capo d'anno solevasi a Pietroburgo fare grandissime smercio di strenne inglesi e francesi legate con isquisita eleganza. Quest'anno la inglesi furon rigorosamente proibite e le francesi liberamente introdotte.

Lettere varsaviesi annunziano che tutti i francesi, e inglesi, i quali erano impiegati in Russia nelle fabbriche tecniche e di manifattura, furono non solamente licenziati, ma eziandio allontanati dall’Impero.

IMPERO OTTOMANO

Si assicura che a Costantinopoli fu scoperta una congiura ordita da greci ed emigrati onde assassinare ufficiali francesi e marinai inglesi. Parecchi di questi furono colpili dal ferro settario. Per inchiesta degli ambasciatori delle Potenze alleate fu destituito il ministro di polizia, cui ha succeduto Izzet pascià. Il generale Larcher che comanda le truppe francesi a Costantinopoli, pubblico un Proclama, nel quale raccomanda ai suoi soldati prudenza e rispetto verso la popolazione, ma li autorizza a far uso delle loro armi per la propria difesa personale.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Il Proclama dello czar del 26 dicembre fu pubblicato solennemente in tutte le Chiese della Polonia. In questa occasione si fecer grandi parate militari nelle fortezze e nei luoghi di guernigioni.

Si annunzia che il granduca ereditario Alessandro ha trasportato il suo quartier generale da Wilna a Varsavia, dove si fa un grande concentramento di truppe.

La seconda brigata dei corazzieri della guardia imperiale ha preso quartiere a Varsavia e nei contorni suoi due generali Tumanski e Bresobrasoff sono pure a Varsavia, e il generale di divisione Essen trovasi a Siedice col suo reggimento di cavalleria, nel quale sono ascritti i figli delle più cospicue famiglie russe, e fra gli uffiziali si contano i nomi del principe Suwaroff, di Galizio, Wiltgenstein ed altri non meno insigni. Dalin generale del genio, che da Pietroburgo fu spedito a Varsavia, è occupalo alla inspezione delle fortezze. Il colonnello Naht è a Radon col reggimento dei cacciatori di Narwa. Siewors, che ora comanda il primo corpo di fanteria sarà probabilmente surrogato dal tenente generale Dick. Il general Weiss entrò in Polonia dalla parte settentrionale con una brigata di usseri della prima divisione di cavalleria.

Sievers passa al comando del corpo del Baltico e delle truppe stanziate in Livonia e in Curlandia.

Il tenente generale Grabbe è nominato governatore militare temporaneo di Revel e comandante delle truppe stanziate in Estonia.

Da Zamose fino a Kielce e da Kielce Ano a Kalisch è formato da imponenti masse di truppe russe un triangolo, la cui punta fa fronte verso Cracovia!

Si ha da Cracovia che tutta la linea della Galizia, lungo la frontiera russa somiglia un bastione formata da truppe e munizioni guerresche austriache,

Considerevoli rinforzi di truppe russe nel primo decendio di gennaio si accumularono in Bessarabia. Lavoravasi senza posa alla costruzione di trincee lungo il Pruth ed il Dniester.

Notizie viennesi del 13 recano voci secondo le quali i russi avrebbero non solamente ripassato al di qua del Danubio, ma respinto eziandio i turchi fino a Babadag. Piu, che le truppe austriache ebbero ordine di avanzarsi. La notizia sarebbe molto grave; è perciò che vuoi darsi con la riserva di attenderne le conforme.

Parecchi medici prussiani sono arrivati a Varsavia per entrare al servizio della armata russa.

Liddel ebbe commissione dal governo inglese di stabilire un telegrafo sottomarino da Varna al Capo Chersoneso.

E stata presentato all'inglese ministro della guerra una carabina elettrica di nuova invenzione, la quale ogni minuta lancia 69 palle alla distanza di circa 700 metri.

Nel porto di Deptford s'imbarcarono 5000 cavalli per la Crimea.

Una lettera di Marsiglia annunzia che il Livorno vapore della società anglo-italica, ultimamente noleggiato e spedito in Oriente, si è smarrita, né si sa dove, né quanti sieno periti.

GIORNALISMO

«All’uscire da una lunga pace (cosi un articolo dell’Assemblée Nationale) dopo 40 anni passati senza guerra con le grandi Potenze militari di Europa, potevasi ben domandare se la Francia sarebbe ricomparsa su i campi delle battaglie con quei mezzi e con quella superiorità che essa ebbe nei primi anni del presente secolo. E a ciò rispose la spedizione in Crimea. Pochi mesi bastarono per mostrare che la Francia è sempre la grande nazione e il primo Stato militare della Europa; l’Europa tutta oggi lo sa! L’Europa vide i soldati francesi al fuoco della battaglia; li vide alle prese con le malattie, con le intemperie di una stagione procellosa e di un clima nuovo per essi; ammirò il loro coraggio, l’impeto loro, la loro pazienza eroica, la fecondità dei loro mezzi, Provarono che i soldati dell’Alma e d'Inkermann sono i degni figli dei soldati di Turenne e di Condé.»

Il Portafoglio Maltese ha saputo da Costantinopoli che una colonna de' turchi sbarcati ad Eupatoria si impossessò di vari convogli di viveri e munizioni scortali da distaccamenti di cosacchi dell'armata del generale Liprandi. Ma ciò a noi sembra non poter sussistere, mercecché i distaccamenti dell’armata di Liprandi sono soltanto dalla parte di Balaclava e d’Inkermann; e dalla parte di Eupatoria si trovano unicamente i distaccamenti dell'armata di Osten-Sacken.

E vero che la notizia viene da Kischeneff (onde la provenienza da luogo russo la scemi di valore) ma è pur notizia riportata da giornali che non sono punto russofili. I russi finalmente riportarono qualche vantaggio. Il dispaccio un po' troppo laconico dice che «le ultime sortite dei russi da Sebastopoli furono favorevoli ai medesimi.» Dunque almeno in queste ultime sortite non furono respinti, dunque occuparono qualche nimica posizione. Ma quando? ma dove? ma contro chi? Quei poveri cosacchi se, dopo le mille busse che ricevettero (sempre sulla fede dei giornali), riescono a darne una; né anche può sapersi quando, dove e a chi l’abbian data!

Dicesi che il 6 gennaio fu stipulato a Vienna un trattato fra il colonnello prussiano Manteuffel e l’ambasciatore russo Gortschakoff. Con questo trattato la Russia sarebbesi obbligata verso la Prussia di non aggredire l'Austria. Non dicesi però se la ratifica del preteso trattato sia per anco venuta da Pietroburgo.

Parlandosi in molti circoli berlinesi del prossimo richiamo del conte Arnim ambasciatore prussiano a Vienna, l’Ost-deutsche Post dire di essere in grado di ridurre questa notizia al suo giusto valore, rassicurando che il conte Arnim da gran tempo è ammalato ed ha chiesto più volte un lungo congedo. Indi il richiamo; e Arnim tornerasseno a Berlino, tanto più che a Vienna si fecero parecchie diplomatiche conferenze, alle quali (a causa della sua malattia e non per altro motivo) ei non intervenne.

Non essendo riuscito a nulla Usedom a Londra nella sua missione, la Neue Preussische Zeitung afferma che le notizie recate dalla stampa periodica intorno alla missione di Usedom a Londra sono pressoché tutte false, e crede che questa missione non sia che in relazione molto lontana con la pendente questione politica. Ma giacché il benevolo giornale ha tanta saputo, potea dirci almeno quale sia veramente stato lo scopo della missione di Usedom, e se l'esito abbia corrisposto alla medesima senza tali schiarimenti, la serotina dichiarazione di esso giornale potrebbe parer simile alla scusa della volpe esopiana, che, dopo avere tentato inutilmente di prender l'uva pendente da troppo elevato tralco, se ne parti dicendo che non aveva intendimento di prenderla perché non anco matura.

L'Allgemeine Zeitung è assicurata che Usedom andò a Londra soltanto per avere informazioni sullo scopo delle Potenze occidentali nella guerra d'Oriente, e che le informazioni richieste gli furono date con la massima esattezza.

Il Corriere Italiano pubblica una sua corrispondenza parigina per dimostrare che la Russia non ha verun titolo di esigere gratitudine dall'Austria. La corrispondenza principia col Panslavismo, di cui si servi la Russia per lanciare il disordine fra le pacifiche popolazioni dell’Austria, predicando la effimera unione della razza slava e scagliando l'anatema sulla schiatta teutonica. La Dalmazia, l’Illirico, il Banato, la Servia e tutta la Boemia furono i paesi dove mossero più energica propaganda i concionatori del Panslavismo, il quale primieramente s’insinuò sotto la forma letteraria, valendosi del pretesto di ricercare la consanguineità tra le nazioni slave. E gli eloquenti promotori dello slavismo percepivano dalla Russia le loro | pensioni, erano inspirati da Suvaroff ministro della instruzione pubblica, il quale mandava pure Srzenfiski, Elaghine, Michele Pogodine e parecchi altri commissari panslavistici a secondare i favori di altri che li precedettero. Tutti questi agenti della Russia, per sopperire alle spese della loro missione patriottica, ricevevano larghi stipendi dalla cassa del ministero della pubblica instruzione e da quella degli affari esteri, e le loro ricevute erano registrate nelle colonne delle spese impreviste e straordinarie. Contemporanea era l’altra non meno terribile propaganda eterodossa, che pria di andare a turbare l’Impero ottomano fece le sue prime campagne negli Stati austriaci. Tutti, conoscono la smania dello czar di farsi protettore della chiesa greca eterodossa. Ed egli, disponendo a suo talento dei tesori russi, cominciò a provvedere al mantenimento delle parrocchie greche nelle provincie dell’Austria. Tali beneficenze gli acquistavano la gratitudine dei clero greco, il quale con la sua influenza su i suoi fedeli iniziava una propaganda politica a favore dello czar, e questa crebbe in modo che il governo di Vienna dovette seriamente pensare a porre un termine al benigno intervento dello czar a vantaggio delle chiese greche nei cesarei domini. Il quale intervento nei primi tempi limitavasi a doni distribuiti di tanto in tanto, ad ornamenti di chiese, a libri di religione stampati in Russia per cura del Sinodo di Pietroburgo. A poco a poco vi si aggiunsero pensioni annue, ed allora più che mai venuto in sospetto il governo austriaco, per togliere all’autocrate ogni pretesto di esercitare la sua pietà negli altrui paesi, dotò generosamente le parrocchie greche. Ma il gabinetto russo geloso di conservare il suo dominio e ritroso a battere la ritirata da un terreno si favorevole al suo interesse; perchè ogni seme caduto dalle sue mani portasse il desiderata frutto, organizzò in molte città dell'Impero austriaco depositi di oggetti e libri religiosi da vendersi ad uso delle chiese eterodosse. E questi oggetti e libri si diffondevano a prezzi vilissimi, mentre alcune gentili persone, come Mouranieff, Tschigaff, Galagan ed altri, versavano oro russo nelle mani del clero greco, deplorando la triste sorte degli slavi soggetti al dominio alemanno! Finalmente l’amicizia della Russia verso l’Austria apparve in tutta la sua luce dal 1843 al 1845, quando la operosità moscovite sviluppavasi nel regno Lombardo-veneto per emanciparlo dallo scettro della Casa di Absburgo e darlo a un ramo di dinastia dei Romanoff nella persona del duca di Leuehtenberg. Se poi vuolsi memorare il soccorso russo per abhattere la rivoluzione ungarica, non solo si fanno derivare dall’estremo settentrione i primi germi di essa, ma dicesi ancora che la Russia fece il suo grande interesse ad aiutar l'Austria a spegnere in Ungheria un incendio, le cui vampe si sarebbero furiosamente allargate in Polonia.

Il Moniteur pubblica un articolo di Amiel sulla Epifania, il quale termina con questa conclusione: «Il Natale e la Epifania formano insieme la esposizione di quel dramma meraviglioso che si sviluppa dopo la nascita del Salvatore, di festa in festa, di miracolo in miracolo, sino alla sua morte e risurrezione, simbolo perenne della umanità sofferente, rigenerata e glorificata, che cammina dietro le orme del suo Dio alla conquista di un paradiso più beato di quelle dei nostri primi parenti.»

Il Piemonte giornale suppone che Cavour fatto ministro degli affari esteri del Piemonte cesserà di essere ministro delle finanze. E chi gli succederebbe in questo ministero? Il Piemonte spera e ingenuamente dice: «Il portafoglio della finanza sarà dato ad un onorevole deputato nostro amico!» Ricorderemo questa confessione per. dare un giusto peso agli articoli del Piemonte sul futuro benessere finanziario del paese. Intanto anche l'Armonia crede che Cavour attende nelle finanze un successore che voglia accertare la sua eredità senza il benefizio dell’inventario.


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1855 ROMA 20 GENNAIO N 8

IL VERO AMICO DEL POPOLO

DEGLI INTROITI E DELLE SPESE DELLO STATO PONTIFICIO
DAL 16 MAGGIO 1814 A TUTTO DICEMBRE 1830
DESUNTO DAI CONSUNTIVI GENERALI

ANNI

INTROITI

SPESE

AVANZI

DEFICIENZE

OSSERVAZIONI

1814

1,852,760: 94:70

2,345,136: 74:40

507,624 20:50

»»

Dal 16 maggio a tutto dicembre


















1815

2,926,657: 94:60

5,353,397: 47:70

573,260 46:90

»»


1816

4,642,190: 55:90

4,704,085: 01:40

»»

61,894 45:40


1817

6,687,372: 22:40

6,732,846: 16:80

»»

45,473 94:40


1818

7,327,845: 12:60

6,339,586: 72:50

988,258 40:10

»»


1819

6,542,881: 13:50

6,274,782: 12:60

268,000 00:90

»»


1820

6,730,271: 88:80

7,004,844: 30:50

»»

274,572 41:70


1821

6,505,629: 61:80

6,041,509: 64:70

464,119 97:10

»»


1822

6,609,862: 29:20

6,156,268: 03:90

453,594 25:30

»»


1823

6,589,787: 54:60

5,923,287: 88:40

666,499 66:20

»»


1824

6,678,953: 94:30

6,022,349: 51:60

656,604 42:70

»»


1825

6,399,536: 98:00

5,971,856: 43:60

427,680 54:40

»»


1826

6,132,965: 64:40

5,920,859: 22:40

212,106 42:00

»»


1827

8,800,659: 08:30

8,506,615: 63:70

294,044 74:60

»»

Nel 1827 s'introdusse il metodo di calcolare

agl'introiti e le spese al lordo,

1828

8,770,526: 98:40

8,773,851: 90:30

»»

3,324 91:90


1829

8,275,183: 96:50

8,443,585: 85:10

»»

168,401 88:60


1830

8,547,452: 10:50

8,775,120: 98:60

»»

227,668 88:10


RIASSUNTO

vai su


Avanzi dal 1814 al 1830

=

5,511,892: 10:70

Deficienze dal 1814 al 1830

=

781,336: 50:10

Rimane un sopravvanzo di

=

4,730,555: 60:60

Or che va blaterando il corrispondente bolognese del Corriere Italiano con le sue geremiadi sulle tristissime con dizioni della finanza pontificia al cominciare del 1831? E con qual buona fede può egli dir tristissime le condizioni di una finanza, che presente un sopravvanzo di 4 milioni, 730 mila, 555 scudi, 60 baiocchi, e 6 decimi? E arroge che questo erariale benessere progrediva senza punto gravar i sudditi nella vettigale pecunia. ché Pio VII appena fu reintegrato ne’ domini della Santa Sede con editti del 31 maggio 1814 e 5 luglio 1815 ordinò non lieve scemamento di parecchie pubbliche imposte nelle provincie di primo e secondo ricuperamento. E Leone XII diminuì ancora di un terzo la tassa fondiaria che fu già diminuita da Pio VII.

Ma forse si replicherà che que’ Pontificali, dai quali emanavano i sopravvanzi che accennammo, non furono turbati da incresciose incidenze, che senza enormi spese non possono ripararsi. E ciò neanche sussiste, imperocchè nel regno di Pio VII troviamo il movimento, che chiamasi di Macerata, del 1817; vi troviamo la ribellione di Benevento e Pontecorvo, che si associarono alla rivoluzione di Napoli del primo di luglio 1820. Nel regno poi di Leone XII troviamo latissime agitazioni catilinarie nelle Legazioni, infestazioni terribili e inveterate di assassini nelle provincie di Marittima e Campagne. Le quali cose, ed altre che per brevità intralasciamo di memorare, non furono certamente di piccolo spendio al pubblico Erario, onde il Governo riuscisse (come vi riusci) a ripristinare l’ordine e la quiete. Se a tali incomodi poi vuolsi aggiugnere la pecuniaria annua satisfazione degli obblighi assunti dallo Stato mediante la convenzione milanese del primo di giugno 1816, aumenterà sopra modo la meraviglia di chi soffermisi senza passione a considerare come i] Governo Pontificio fosse in grado di prosperare in tanta floridezza. E che ne dovrebbe indi concludere? Che ottima e sapientissima era l’amministrazione temporale dei chierici, contro la quale indarno l’odio, la calunnia è la ignoranza sogliono anche a' tempi nostri imperversare; mercecché i fatti son quelli che rispondono alle gratuite asserzioni.

Per ora ci siamo limitati a dimostrare la erroneità della corrispondenza bolognese che si riferisce alle condizioni. della finanza Pontificia nell’epoca anteriore al 1831. Se altri poi malignando ci provocasse a ragionare sul procedimento successivo di essa finanza, non mancherebbero fatti anche più evidenti per provare che amministrazione temporale dei chierici NON PUO’ essere incriminata d'incapacità né di maleversazioni.

GIORNALISMO

Il Monitore di Stato wirtemberghese afferma esser giunta a Berlino la risposta della Francia al dispaccio prussiano del 19 dicembre. Essa è in data del 27 dello stesso mese in istile assai vibrato. Drouyn de Lhuys, facendo alcune interrogazioni piuttosto pungenti, cerca mostrare al gabinetto prussiano quanto inutili e inopportune sieno le missioni, onde la Prussia pensa di giungere alla conclusione di un secondo trattato di alleanza. Vi è detto: «A che muover tuttavia pratiche, sperditrici di tempo, per conseguire una cosa, che, senza veruna difficultà e senza sciupio di tempo in questo critico momento, avrebbe potuto ottenersi con l'adesione al trattato del 2 dicembre, al che la Prussia fu invitata da tutte le parti? Vorrebbe forse la Prussia concederci più dell’Austria? Se noi conchiudessimo un secondo trattato per lo stesso scopo, po tremmo essere accusati di quel che tante volte ci fu rinfaccialo ingiustamente, di voler cioè provocare le scissure della Germania.» Drouyn de Lhuys protesta contro qualunque suspizione che la Francia, dopo aver conchiuso il trattato del 2 dicembre, possa conchiuderne un altro eguale, senza il pieno consenso dell’Austria; e fa intendere che le premure attuali della Prussia involgono una diffidenza contro il gabinetto austriaco.

La Schlesische Zeitung opina che la circostanza che la Prussia non prose parte alle ultime conferenze viennesi è prova che la Prussia non intende associarsi al trattato d'alleanza del 2 dicembre né di far guerra alla Russia. Per venire a questa conseguenza ben voleaci un profondo criterio di giornalista! Ma, men male; cosi principiasi a dire qualcosa di vero.

Le rivelazioni del Times, del Morning-Advertiser e del Morning Herald sulla situazione delle truppe inglesi in Crimea fecero profonda impressione nella opinione pubblica che perciò domanda un ministero più energico. Il duca di Newcastle e Sidney Herbert son è i primi disignati a cedere alle esigenze della popolare indignazione! Intanto l’eddomadario Observer mise fuori un suo vaticinio, il quale assicura che il Parlamento britannico ne’ primi giorni della sua nuova tornata sarà sorpreso dalle aggradevoli notizie di una vittoria delle armi occidentali e della stipulazione del trattato d’alleanza offensiva con l’Austria. Cosi le sciagure passate si leniscono con la speranza di un lieto avvenire.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Scrive l’Armonia che i ministri piemontesi all’occasione del trattato 10 gennaio chiesero che Francia e Inghilterra si obbligassero, dopo la guerra, di prendere ad esame lo stato politico d’Italia per portarvi cangiamenti; ma che venne risposto al ministero, senza nemmeno lasciargli terminare la frase, che esso rappresentava il Piemonte e non l’Italia, e che in conseguenza non aveva né il diritto, né il mandato di parlare in nome di tutta la penisola. Francia e Inghilterra non ammettono il principio che l’Italia sia in Piemonte.

Il 13 furono chiamati al ministero della guerra i comandanti delle milizie che sono di guernigione a Torino Dicevasi che argomento della conferenza fu di stabilire quali truppe avrebbero preso parte alla spedizione in Crimea.

Appena il generale Dabormida diede le sue dimissioni da ministro degli affari esteri fu nominato tenente generale d’artiglieria. Corre voce che, in luogo di Alfonso Lamarmora, sarà eletto comandante supremo delle truppe piemontesi da spedirsi in Crimea il generale polacco Chzarnowski; e che la partenza delle truppe è fissata pel 28 febbraio.

Da una recente Statistica correzionale risulta che il numero dei carcerati in Piemonte ascende a 40, 453; e la Voce della Libertà scrivo che presso il magistrato di appello in Torino si trovano 1132 processi in ritardo di spedizione da più di un anno, numero che fa sgomento se si riflette che più di 3000 persone sostenute in carcere aspettano invano di essere giudicate.

SVIZZERA

Già partirono di Svizzera 20,000 scarpe per uso dell'esercito alleato della Crimea; se ne lavorano altre '20,000 per la medesima destinazione.

Ochseubein ha domandato il suo congedo dallo Stato maggiore federale. Sempre più aumenta la voce che Ochsenbein premier parte alla guerra d’Oriente.

IMPERO AUSTRIACO

Parla si a Vienna della dimissione del ministro delle finanze e che forse gli succederà De Bruck.

L’ambasciatore russo Gortschakoff il 10 spediva da Vienna a Pietroburgo un corriere con dispacci che diconsi importanti, benché non se ne conosca il contenuto! E il seguente giorno io stesso ambasciatore riceveva importanti dispacci da Varsavia per mezzo dell’imperiale corriere Okourloff.

IMPERO FRANCESE

Ai 6 gennaio la cifra officiale del prestito nazionale, per Parigi e pe’ dipartimenti riuniti, ascendeva a 367 milioni, non compresi i 60 milioni sottoscritti da Rotschild.

Le sottoscrizioni al prestito nazionale aumentavano per modo che a di 8 presentavano la somma di 750 milioni! In quel giorno la folla dei concorrenti fu tale che molti di essi non poterono dare le loro sottoscrizioni.

Scrivono da Parigi aver l’imperatore Napoleone deciso che nella presente stagione, considerata la gravita delle circostanze, non Si faranno ricevimenti alle Tuileries; ma vi saranno una volta solamente alla settimana riunioni, alle quali non si ammetteranno che persone munite di biglietti d’invito. I grandi dignitari dell’Impero imiteranno lo stesso esempio.

In tutte le città della Francia si fanno filaccie pe’ feriti della Crimea e si lavorano abiti d’inverno pe soldati che assediano Sebastopoli.

Nell'ultima seduta dell’Accademia delle scienze a Parigi fu presentato un diamante rinvenuto nel Brasile e chiamato la Stella del Sund. Pesa 244 carati; il suo valore è calcolato 5 milioni di franchi; figurerà nella esposizione universale di Parigi.

Non solamente la regina Pomarê è aspettata a Parigi per la prossima esposizione industriale, ma evvi atteso ancora Mian Rabin Sing, figlio ed erede presuntivo del Maharangiah Gulab Sing di Cascemire.

IMPERO RUSSO

Informazioni da Pietroburgo ne avvertono che la sotto l’influenza del vecchio partito russo, si va estendendo l'opinione che il gran principe Costantino debba succedere al trono delle Russie.

IMPERO OTTOMANO

Notizie di Costantinopoli recano che il sultano fu preso da leggiera indisposizione, e che il principe Napoleone e il duca di Cambridge preparavansi a tornare il primo a Parigi, il secondo a Londra.

NOTIZIE DELLA GUERRA

I russi non solo respinsero i turchi fino a Babadag, ma li cacciarono ancora da quella importante posizione, s’egli è vero ciò che pubblicarono i fogli francesi, i quali affermano, sulla fede di dispacci viennesi, che i russi passarono il Danubio su tre punti e in masse considerevoli, ed occuparono Tultscha e Babadag. Questo improvviso movimento indicherebbe la attuazione di nuovo operazioni strategiche.

Le notizie più precise che corrono sulla nuova irruzione russa al di quà del Danubio, sono le seguenti. Nella nette dell’8 al 9 le truppe russe passarono sopra barche alla destra sponda del fiume irrompendo per Tultscha e Babadag in Ire differenti posizioni, ed aggredirono all'improvviso la guernigione turca. I cosacchi di Sadyk pascià si difesero per ben due ore. Il conflitto fu terribile; il terreno divenne un lago di sangue; molte le perdite d’ambe le parti. Fra i turchi rimase morto anche un pascià, di cui finora non si conosce il nome. Gli abitanti di Tultscha fuggirono alla campagna aperta. Sin qui le notizie paiono concordi, indi cominciano a diversificare. Altre affermano che i russi s'impoltronirono di Babadag, altre che i russi dopo il combattimento si ritornarono al di la del Danubio.

Scrivono da Vienna al Moniteur che un distaccamento russo il 7 passò il Danubio e l'8 fu respinto!

Un dispaccio viennese del 16 afferma che i russi si ritirarono dalla Dobrudsca.

Il Constitutionnel osserva che mentre Gortschakoff a Vienna chiede di trattare per la pace, le truppe russe invadono nuovamente il territorio turco; laonde credo che la Russia trattando voglia acquistar tempo.

Paskiewitsch ha domandato al generale Gortschakoff che gli spedisca ufficiali versati nelle lingue straniere, specialmente nella tedesca.

Si ha da Kischeneff in data 10 gennaio che Menzikoff domandava un sollecito invio di 40,000 uomini di soccorso. Indi dalla Bessarabia marciarono subito verso la Crimea 35,000 uomini di fanteria e 5000 di cavalleria. Altri poderosi rinforzi moveano contemporaneamente dalla Ukrania. Un dispaccio annunzia che dalla Bessarabia e dalla Ukrania si avviarono alla volta di Perekop 50 battaglioni russi. Dicesi che fino al 31 dicembre nulla di importante avvenne a Sebastopoli.

Si pretende che i due granduchi Niccolò e Michele sieno tornati in Crimea, dove è pure aspettata il principe ereditario. Alessandro. La costoro presenza sull'attuale teatro della guerra lascia intravedere qualche prossimo e strepitoso fatto d'armi.

Secondo la Presse, in una delle ultime sortite dei russi, questi fecero prigionieri solamente 15 soldati e tre uffiziali inglesi!

Menzikoff in data 8 gennaio annunzia che i russi fecero una sortita da Sebastopoli contro gl’inglesi, ai quali cagionarono alcune perdite. I russi ebbero soltanto 11 uomini tra morti e feriti.

Ai 7 giunsero al porto di Tolona il vascello di linea Louis XIV e due fregate dai porti dell’Oceano. E già nientemeno che 11 tra vascelli di linea e fregate erano in acconcio al trasporto delle truppe in Oriente.

A di 11 e ½ l’imperatore ebbe alla sua mensa tutti gli uffiziali dei distaccamenti della guardia imperiale che partirono per la Crimea sotto il comando del generale Ulrik.

Vuolsi deciso che formata francese d’Oriente sarà divisa in due corpi, une comandato dal generale Pélissier, l’altro dal generale Bosquet. Il comandante supremo sarebbe sempre Canrobert. V’ha però chi pretende che il comando in capo sarà dato a un maresciallo di Francia.

Ora è subbietto di gravi considerazioni il recentissimo fatto che la Russia siasi impossessata delle provincie settentrionali dei Mansciuri, assicurandosi per tal modo una posizione militare e marittima sulla Costa orientale del Mar Pacifico. E non è improbabile, che, nelle presenti turbolenze dell’Impero Cinese, la Russia pensi di allargare i suoi confini da quella parte e di avanzarsi con un esercito conquistatore sempre più verso il mezzogiorno. E agevole per lo czar di spingere un 208,000 tartari dalle loro fredde latitudini ed aspre montagne nelle fertili pianure della Cina centrale.


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1855 ROMA 23 GENNAIO N 9

IL VERO AMICO DEL POPOLO



Furon troppo solleciti i giornali a farsi telegrafare che i russi, dopo avere battuto i turchi a Tultscha e a Babadag (12)a, se n’erano tornati al di la del Danubio. Questa notizia non solo non è confermata, ma è pienamente smentita. E il Corriere Italiano, che chiamo favolosa la novella irruzione dei russi nella Dobrudsca, ora ci avverte che «un corpo russo fu collocato a Tultscha e a Babadag onde impedire la marcie dei turchi per la Crimea. Ma la Presse di Vienna annunzia che Babadag rimase preda delle fiamme (13)b, e che ai 14 gennaio 16 battaglioni di fanteria e 18 squadroni di cavalleria leggiera russi con 6 batterie si avanzavano sulla strada di Baltschik.» Non è però detto se questo era tutto il corpo della replicata invasione, è l’avanguardia di un poderoso esercito che, rasentando le coste del Mar Nero, abbia forse l'intendimento di avvicinarsi per viam breviorem a Costantinopoli. Ben aggiugne la Presse che Omer pascià, il quale pur dianzi era sbarcato in Crimea, trovavasi ai 14 nuovamente a Varna. Ma la subitanea ricomparsa del visire a Varna è indizio evidentissimo che serio è il pericolo di una progressive marcia dei russi, che lasciaronsi a tergo la riconquistata Dobrudscha e penetrarono in mezzo ai Balcani. Stando le cose a questo modo, egli è probabile che nelle pianure ha Varna e Baltschik siasi già effettuato qualche terribile combattimento. E, in tale ipotesi, il fato delle armi avrà egli arriso ad Omer pascià, le cui migliori truppe passarono ad Eupatoria? Ma o vincitori o vinti i russi, le conseguenze della loro irruzione in Bulgaria sono della più alta importanza. L’Austria promise alla Turchia d’intervenire nei Principati danubiani per impedire il ritorno dei russi al di quà del Pruth. E i russi son venuti invece al di quà del Danubio; e, se Omer pascià non fece loro una fortunata resistenza, potrebbero essere venuti anche al di quà dei Balcani! Or quale sarà l'attitudine austriaca? Attenderemo su ciò qualche novella, perché finora niuna se n’è ricevuta. Avremmo desideralo che il bellicoso Corriere Italiano almeno ci avesse detto alcun che su tale argomento. Ma egli si pare non poco imbarazzato, e, per non dirsi incapace a spiegar l’enigma, se n’esce a chiosare che «la notizia dell'ingresso dei russi nella Dobrudscha non gli fu per anco ufficialmente confermala; la qual circostanza gli fa opinare che la notizia non fu che una esagerata relazione di una ricognizione è di una scorreria che non ha l'importanza di una dimostrazione militare!» Bella invero la ricognizione o scorreria che dir si voglia la occupazione di una provincia, quale si è la Dobrudscha, e l’avvicinamento dei russi a Baltschik! E, per giunta, né anche ha la importanza di una dimostrazione militare la minacciata aggressione di Varna! Il Corriere questa volta si fa veramente compatire!

STORIA CONTEMPORANEA

ROMA

Nella mattina di ieri la SANTITÀ di NOSTRO SIGNORE PIO PAPA IX tenue Concistoro segreto al Valicano. Dopo aver pronunziato una allocuzione al sagro Collegio dei Cardinali, annunziò, secondo lo stile della Santa Sede, la morte di re Federico Augusto di Sassonia, assegnando il giorno 29 del corrente mese per le solenni esequie da celebrarsi nella Cappella Sistina in suffragio dell’anima dell’augusto defunto.

PIEMONTE

La mattina del 16 gennaio ebbero luogo a Torino i solenni funerali della regina Maria Teresa. Alle ore 8 trovavansi disposte in piazza San Giovanni, nella via di Po’ sino alla piazza oltre il ponte, la milizia nazionale e tutto il presidio di Torino. Nella piazza Vittorio Emmanuele facevano ala l’artiglieria e la cavalleria. Il convoglio funebre era preceduto da uno squadrone di cavalleria, da una compagnia di bersaglieri, da due battaglioni di fanteria e da due battaglioni di milizia nazionale. Alle milizie teneva dietro un altro esercito, l’esercito dei poverelli 400 poveri e poverelle dell’ospedale di carità, 200 Rosine e 80 orfanelle con torcia e stemmi reali. Le milizie ricordavano il potere della defunta, i poveri ne ricordavano la carità! Dietro ai poveri ed alle orfanelle seguivano la musica della milizia nazionale e l'uffizialità di ogni arma e di ogni grado; indi i frati mendicanti; poscia il clero, i parrochi, i canonici, 4 vescovi in abito pontificale e l'arcivescovo celebrante; ai loro fianchi i cavalieri dell’Ordine supremo della SS. Annunziata. Il cavalier di onore della augusta defunta precedeva a cavallo il carro funebre e 4 gentiluomini di accompagnamento sostenevano i tembi della coltre. Finalmente dietro al carro i limosinieri, i cappellani, i chierici di camera, i ministri, i grandi ufficiali dello Stato, i senatori, i magistrati e i membri della Corte del re e della regina. Il funebre convoglio giunse sulla piazza del tempio della Gran Madre di Dio tra lo alternarsi delle lugubri melodie e dei mesti canti della Chiesa. Sopra i tre primi scaglioni del tempio, che formano la base del peristilio, collocaronsi i parrochi, i canonici, i 4 vescovi assistenti e in mezzo l'arcivescovo pontificante, il quale fe’ sulla salma di Maria Teresa l'ultima aspersione pregando l’eterno riposo all’anima della defunta. Il re in seguito dell’infausto avvenimento della morte della regina madre ha ordinato un tutto semestrale che incominciò il 17 gennaio.

La regina Maria Adelaide Francesca arciduchessa d'Austria e figlia dell’arciduca Ranieri, quando avvenne la morte della regina Maria Teresa, trovavasi nel quarto giorno del puerperio. Andò subito soggetta ad una interruzione delle ordinarie fasi del medesimo e ne conseguitò una metrogastroenteritide con diffusione ai centri nervosi, massime al cervello. Ai 16 l’augusta informa volte ricevere il Santissimo Viatieo. Alle ore 5 pomeridiane dello stesso giorno si die’ principio ad un solenne triduo nella chiesa metropolitana per invocare dal Ciclo il ristabilimento in salute della regina. Un altro triduo cominciavasi la mattina del 19 dal Municipio di Torino nella Chiesa del Corpus Domini per implorare da Dio la conservazione della vita preziosa di Maria Adelaide.

Si accerta che il deputato Lanza sia stato nominato ministro delle finanze in luogo del conte Camillo Cavour.

Assicuravasi che pel 20 aorrente sarebbesi presentato dal ministero al Parlamento il trattato anglo-gallo-sabaudo (Voc. della Lib.). Il maggiore Morelli e il capitano Revel debbono subito partire per Costantinopoli con incarico relativo ai preparativi della spedizione piemontese (Corr. Merc.). Si va confermando la voce che la partenza delle truppe piemontesi è fissata pel 28 febbraio. Partiranno 15,000 uomini e 5000 di riserva rimarranno, onde i quadri della spedizione sien sempre interi. Il Piemonte per tutta la durala della guerra manterrà un contingente pieno di 15,000 uomini.

Nei giorni 17, 18 e 19 imperversò a Torino un freddo sensibilissimo.

Ai 19 vennero convocati i deputati negli uffizi della Camera a un’ora pomeridiana. Dicevasi che avrebbero ripreso le loro tornate pel 22. Altri però assicuravano che sarebbe stata probabile una ulteriore prorogazione del Parlamento.

SVIZZERA

Ochsenbein accettò l'offerte fattagli dalla Francia di entrare al suo servizio come generale di brigata L’imperatore Napoleone aumenta di molto la legione straniera, specialmente con volontari elvetici. Barmann e Meyer d’Olten sono anch’essi invitati a far parte d. questa legione.

IMPERO AUSTRIACO

Sebbene anche per lo entrante carnevale sussista in Milano il generale divieto delle maschere, pure potrà farsene uso nelle feste da ballo, previa domanda dell’imprenditore è capo di famiglia alla Direzione di Polizia; non che durante lo straordinario corse di carrozze negli ultimi quattro giorni del carnevale, eccettuato sempre il venerdì. Si escludono le maschere mostruose, e quelle offendenti il buon costume e allusive alla religione e alla politica. É proibito il gettare i coriandoli, consuetudine contraria al gusto moderno.

Ai 13 parti di Vienna il prussiano colonnello barone Manteuffel restituendosi a Berlino. Su i risultati della sua missione non si sa nulla di positivo.

Proveniente da Praga ai 15 arrivava a Vienna il feldmaresciallo principe Windischgratz. E ai 14 l’arciduca Lodovico era partito da Vienna alla volta di Cracovia.

IMPERO FRANCESE

Ai 14 una gran calca di gente a Parigi invadeva la mairie e il cortile del ministero delle finanze. Erano i concorrenti alle sottoscrizioni al prestito nazionale! Molti altri allungavansi fino alla via di Rivoli. Assicuravasi che le sottoscrizioni già presentavano più di 1500 milioni! Tali inaspettate risultanze ben dimostrano la pubblica fiducia verso il governo e l’ardore patriotico perché la guerra sia continuata con energia e non abbiasi difetto dei mezzi occorrenti.

La sottoscrizione al prestito nazionale chiudevasi il 14 alle ore cinque pomeridiane. Alcune persone disperando di poter sottoscrivere a Parigi, si recarono sulla strada ferrata a dare le loro sottoscrizioni nelle ricevitorie delle provincie! L’entusiasmo aveva il carattere quasi di una rivoluzione. Si dovettero spedire distaccamenti di truppe pel mantenimento dell’ordine. Non si ê mai veduta una simile manifestazione delle forze della ricchezza nazionale.

Le sottoscrizioni al prestito nazionale ai 18 si verificarono ascendere a 2,175,000,000, non comprese quelle della Algeria, della Corsica e dei dipartimenti lontani.

Nelle scuole comunali delle fanciulle a Parigi si misero da parte tutti gli altri lavori per fare filaccie e ciò per ordine superiore. In tutti i saloni le dame continuano pure ad essere occupale a fare filaccie.

INGHILTERRA

La mattina dell’11 lord Cardigan proveniente da Balaclava era tornato a Londra.

SPAGNA

Notizie di Malaga recano che quella città continuava nell’anarchia e che tanto i progressisti quanto i moderati erano minacciati dai pugnali della plebaglia. Molti negozianti e proprietari dovettero pagare ingenti somme di danaro per salvare non meno le loro sostanze che la loro vita (Patrie). Scontri sanguinosi e frequenti avvengono pure sulla costa orientale della Spagna. fra i soldati della regina e i contrabbandieri, che quasi sempre riportano vantaggi da quei conflitti. Ma coloro, che sono qualificati contrabbandieri, in alcune corrispondenze si chiamano carlisti.

PORTOGALLO

Il re reggente accompagnato dal suo figlio re D. Pietro V ai 2 gennaio apriva le Camere portoghesi. Nel discorso di apertura disse che il Portogallo sta in buone relazioni con tutti i suoi alleati; che alcune convenzioni di commercio internazionali furono ratificate, di altre aspettavansi le ratifiche; che il re minorenne fece un viaggio per l’Europa, ebbe ovunque testimonianze di considerazione e di stima dai sovrani e da ogni ordine di persone; che i domini della Corona al di quà e al di la dal mare sono in perfettissima quiete; che l’Erario non ha deficienze, malgrado le conseguenze terribili di insufficiente raccolto; che i poveri finalmente furono soccorsi col prestito fatto dalla Banco di Oporto onde comperar cereali.

SVEZIA

II Morgenblad, giornale di Cristiania, scrive che il re di Svezia abbia espresso alla Commissione segreta del Parlamento a Stoccolma la sua speranza che nella prossima primavera la Svezia e la Norvegia dovranno premier parte agli avvenimenti europei, se non sieno prevenuti da una pace generale. La notizia di queste regie parole non è data officialmente, pure credesi vera, e gli svedesi l’accolsero con gioia. Ma la pubblica opinione in Norvegia è contraria ad una guerra contro la Russia.

IMPERO OTTOMANO

Vuolsi che il governo inglese abbia invitato il principe Stirbey ospodaro della Valacchia a pubblicare un atto officiale annunziante che ei si dichiara sciolto dal protettorato della Russia.

IMPERO CINESE

Lettere da Canton parlano di una battaglia avvenuta il 17 novembre nelle vicinanze di Fnhscian, nella quale i ribelli riportarono una grande vittoria sopra gl'imperiali. Questi però ebbero miglior fortuna nelle provincie settentrionali dell’Impero, dove i ribelli perdettero le importanti città di Hankhow e Wuciang sulI’Yangtoz-Kiang.

GIORNALISMO

Parecchi giornali tedeschi parlarono di una convenzione militare fra l'Austria e la Prussia. E ciascuno davane una versione differente. Ora il Morning-Chronicle dice di avere avuto il testo autentico di quella convenzione, che sarebbe la seguente:

Convenzione Militari annessa alla convenzione conchiusa fra l'Austria e la Prussia il giorno 20 aprile 1854.

Art. 1. L’Austria si obbliga di aggiungere ai 150 mila uomini ch'ell'ha nell'Ungheria, al Danubio ed alla Sava altri 100,000 che comporranno la sua seconda armata e ciò tostoché il bisogno si farà sentire ed in epoche fissate d’accordo colla Prussia. Le truppe mobilizzate nella Galizia come corpi d’armata od in corpi separati, staranno in intimi rapporti colle truppe prussiane.

Art. 2. La Prussia da canto suo s’obbliga, di concentrare, secondo le circostanze, 100, 090 uomini in 36 giorni, cioè: un terzo nella Prussia orientale e i due altri terzi a Posnania od a Brestavia. Ella s’obbliga inoltro di portare la sua armata al numero di 200,000 uomini se le circostanze l’esigeranno ed ella s'intenderà su tutto ciò coll'Austria.

Art. 3. La convenzione militare della confederazione germanica conserva tutto il suo vigore relativamente all'Austria ed alla Prussia.

Art. 4. Il ministro della guerra di Prussia ed il comandante in capo dell’armata imperiale s’obbligano reciprocamente di farsi tutte le comunicazioni necessarie onde assicurare la conservazione della armata al numero fissato più sopra, per la loro organizzazione e la loro riunione a tempo e luogo convenuti.

Art. 5. L’Austria e la Prussia accrediteranno reciprocamente l’una presso l’altra degli officiali superiori tostoché la Prussia avrà messo la sua armata sul piede di guerra per intendersi completamente circa le misure che saranno da prendersi. Più tardi verranno accreditati presso le due armate degli officiali superiori.

Art. 6. La direzione che dovrà darsi alle due armate, quando saranno riunite, sarà stabilita sul principio che lo scopo dell’appoggio che si prestano le due potenze è semplicemente di respingere un attacco.

Fatto a Berlino il 20 aprile 1854.

(Firmati:) T. de Manteuffel.

Enrico Barone de Hess, generale d’artiglieria.

Sembra che oramai tutti sieno persuasi che la Prussia rimangasi fuori del cosi detto concerto europeo. Ma si ha da Berlino che la Prussia ritirasi senza pregiudizio dei diritti, se e come di ragione, di partecipare a una revisione eventuale dei trattati europei. Ciò non ostante havvi alcuno che pretende, essersi mandate da Berlino ad Arnim ambasciatore prussiano in Vienna instruzioni relative alle conferenze diplomatiche, cui prenderà parte! Ma non si dice in che consistano queste istruzioni.

Secondo lo Staatsanzeiger fur Wirtemberg, la Prussia ha detto in una recente nota che il trattato di aprile con l’Austria fu conchiuso allo scopo di ristabilire la pace e non per far la guerra! Ma la pace non si è ristabilita. Dunque il trattato rimane come non si fosse mai fatto.

La Kolner Zeitung crede sapere che la Prussia si adoperi a rientrare nella conferenza di Vienna, ma che la Francia e l'Inghilterra si oppongono alla accessione prussiana nel campo della diplomazia, se prima non si effettui la accessione nel campo delle battaglie.

L’ambasciatore francese presso la regina Vittoria andossene per diporto a Brighton, ma per telegrafo fu richiamato a Londra. A qual fine? Per dargli comunicazione delle notizie di Oriente, che parlano di negoziazioni della pace. Ma le notizie di Oriente non parlano che di guerra e di preparazioni guerresche. Menmale, se fossero state notizie di Vienna, dove la diplomazia di tanto in tanto pur fa qualche tentativo per invenire quest’araba fenice che chiamasi la pace.

Ai 13 gennaio alla Borsa di Vienna non parlavasi che della pace. Gli articoli del trattato di accomodamento erano però diversi. Ciascuno dicevali a suo modo, mentre quistionavasi sul consolantissimo argomento giunge alla Borsa l’annunzio che 30 mortai da bombe erano trasportati alla stazione della strada ferrata. E dove vanno? A Cracovia! questi soli? Domani vi andranno pure altri sessanta cannoni del più grosso calibro. E poi? Sarà quel che sarà.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Da Pietroburgo in data del 6 gennaio si annunzia che la cancelleria di operazione dell'imperatore rilasciò il seguente ordine ci battaglia, conformemente al quale le truppe già occuparono le designate destinazioni. Nelle provincie del Baltico trovansi i granatieri della guardia e della riserva, oltre le solite guernigioni delle città marittime. Nella Polonia e nella Lituania il primo corpo d’armata col quartier generale a Radom, le guernigioni di Zamosc, Ivangorod e Novogeorgiewisk, due divisioni della guardia, 10 brigate di cavalleria della guardia, l’artiglieria e la cavalleria del primo corpo d'armata, una divisione inoltre del secondo corpo d’armata, due divisioni del quale sono stanziate presso Kamienie e Kiew. Questa ultima città è il punto centrale per tutte le riserve. Da Kamienitz e Kischenew, Odessa e Reni si estendono le stazioni del terzo corpo d'armata. Vi sono ancora i corpi di cavalleria di riserva, i cosacchi e le truppe di guernigione dei governi di Cherson e della Tauride,

Si crede in Polonia che alla fine di gennaio non vi sarà più alcuna comunicazione ai confini russi dalla parte della Germania.

Quando ai 28 dicembre l’aiutante generale Ostensaeken passava in rivista a Baklischisserai l’ottava divisione, pronunciò ai soldati un discorso per dir loro che essi erano andati in Crimea per sostenere l’onore dei lor predecessori, della Russia, della patria. Ricordò che molti fra i medesimi erano stati sotto i suoi ordini sui campi di battaglia in Persia, in Polonia, in Ungheria. Terminò con queste parole: «Rammentatevi dei giorni passati e diportatevi sempre come a bravi russi si conviene. Presto verrà il momento che non lascerete all’inimico altra scelta che è la morte è la prigionia!»

La sera del 10 lasciavano Parigi due battaglioni della guardia imperiale che si recano in Crimea. Nelle vie da essi percorse onde trasferirsi alla stazione della strada ferrata furono accolti dai plausi di affollata moltitudine, che con entusiasmo gridava: «Viva l’imperatore! Viva la Francia! Abbasso Niccolò!» I tamburi che li precedevano suonavano la marcia della guardia imperiale.

A Tolone s'imbarcarono altri 2090 uomini per la Crimea. Probabilmente già 6 partita tutta la nona divisione.

I bastimenti ancorati nella rada e nel porto di Tolone son sempre in numero tale da potere immediatamente fare il trasporto di 10, 090 uomini.

Ai 16 si aggiudicò a Metz la fornitura di 327, 509 doghe per la costruzione di barili ad uso di polveri da guerra!

Ai 31 dicembre il generale Canrobert distribuì parecchie decorazioni a coloro dell'armata francese che più si distinsero in Crimea nelle battaglie d’Alma, di Inkermann e in altre circostanze.

Il governo inglese comincia effettivamente a ricorrere anche al suo esercito delle Indie onde rafforzare il corpo militante contro la Russia. Verso la metà di dicembre il decimo reggimento degli Ussari preparavasi a imbarcarsi a Bombay per Suez, d’onde partirà per Alessandria, indi per la Turchia.

Dicesi che la divisione russa, la quale da Baiazid si spinse a Diadin, Ule-Kilissia e Kara-Kilissia, si ritirò fino ad Erivan, mettendo a sacco e a fuoco tutto il paese. La notizia vuol esser confermata, mercecché non si sa spiegare questo precipitoso movimento retrogrado dei russi senza un qualche preventivo fatto di armi, in chi essi abbiano avuto la peggio; e d’altronde nessun fatto di armi e accennato dai dispaccio venuto da Erzerum per annunziare una notizia tanto incompleta.

VARIETÀ

Scrivono da Odessa al Morning-Chronicle in data del 29 dicembre che le riserve della decima divisione russa furono spedite in Crimea a marcie forzate in carrozza!

Sulla cima del Belberg, montagna vicina a Losanna si è scoperto un tesoro di medaglie interessanti e perfettamente conservate, romane e celtiche. E’ si pare che risalgano a' tempi di Giulio Cesare. Fra le celtiche havvene una con la inscrizione Sjntonos moneta del popolo di Santone che abitava al settentrione della Garonna, dove gli Elvezi, come scrive Giulio Cesare, volevano penetrare.



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1855 ROMA 25 GENNAIO N 10

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Il Constitutionnel qualche volta ragiona sui fatti, «allora ragiona è sempre è quasi sempre bene. E ragionando a questo modo ei non crede troppo alla sollecitudine inesplicabile nel pieno cangiamento delle russiche opinioni, né al linguaggio né alle dichiarazioni dello czar di esser pronto di entrare in trattative di aggiustamento. E le diffidenze del Constitutionnel poggiano sullo interesse evidente della Russia nel prolungare il disaccordo fra le due maggiori Potenze alemanne, disaccordo vieppiù aggravato dalla Russia in ogni suo passo in senso pacifico, perché cosi fornisce alla Prussia gli argomenti che le mancano per isvincolarsi dagli obblighi risultanti dalla lettera e dallo spirito delle convenzioni conchiuse con l’Austria. Finalmente i sospetti del Constitutionnel diventano certezza la dove ei considera la ragione strategica decisiva della Russia; imperocché il governo russo cela, per quanto può, i movimenti delle sue truppe; e poche persone si prendono la briga di seguire sopra la carta geografica quelli che vengono a conoscenza dei giornali. Ma coloro che sanno le misure prese dalla Russia dopo la sottoscrizione del trattato del 2 dicembre, e la prospettiva di una lotta con l’Austria, comprendono agevolmente di quale importanza oggi sia per lo czar l'indugio di un mese! E questo indugio abbiasi è con le pratiche dello ambasciatore russo Gortschakoff a Vienna, è con le perpetue tergiversazioni di Berlino, equivale per la Russia non diremo ad una vittoria decisiva, ma certamente al buon esito di una grande battaglia.

RIEPILOGO
DELLE OPERAZIONI DIPLOMATICHE
SULLA QUISTIONE ORIENTALE
NEL MDCCCLIV

13 gennaio 1854. L’Austria, la Prussia, l'Inghilterra e la Francia, a mezzo dei loro rappresentanti ragunatisi in conferenza a Vienna, firmano un protocollo in cui riconoscono come eque basi di pace la conservazione dei vecchi trattati, nonché la tutela dei cristiani della Turchia e l’ampliamento dei diritti dei sudditi cristiani del Sultano, salva però la sovranità dell’orla.

5 marzo. La convenzione proposta dalle Potenze occidentali per la discussione comune di una durevole pace da conseguirsi alla eventualità colla forza, viene rigettata dalla Prussia, in seguito di che l’Austria, la quale se dichiarata bensì pronta ad assumere simili obblighi convenzionali, ma pose la adesione della Prussia qual condizione preliminare indispensabile, se anche unica, mandò pure a vuoto la cosa

12 marzo. Le Potenze occidentali e la Turchia stringono un'alleanza di guerra, che viene ratificata però appena l'8 maggio.

14 marzo. il governo austriaco esterna in una circolare ai governi federali tedeschi la speranza che la Prussia e la Confederazione saranno per, assisterlo nella difesa degli interessi tedeschi che sono essenzialmente compromessi nella quistione orientale. Un’analoga circolare del governo prussiano ravvisa nello stesso tempo nelle collocazioni militari austriache ai contini turchi una garanzia che la guerra conserverà il suo carattere locale.

9 aprile. L’Austria, la Prussia, la Francia e l’Inghilterra firmano a Vienna un nuovo protocollo, in cui costatano il loro continuo accordo per la conservazione dell’indipendenza territoriale della Turchia, condizione essenziale di cui resta l’evacuazione dai Principati danubiani, e per l’ampliamento dei diritti dei sudditi cristiani del Sultano secondo le costui proprie intenzioni. Si vuol già sapere che la Prussia abbia aderito posteriormente quando la cosa non poteva più impedirsi.

10 aprile. L'Inghilterra e la Francia firmano una alleanza offensiva e difensiva in aiuto della Turchia.

20 aprile. La Prussia e l’Austria stringono la loro cosi della alleanza offensiva e difensiva.

23 maggio. Le quattro Potenze firmano a Vienna un altro protocollo, in cui riconoscono espressamente le alleanze parziali dei 10 e 20 aprile esser fondate suite basi comuni delle massime del protocollo di Vienna del 9 aprile adottate dalle quattro Potenze insieme.

3 giugno. L’Austria spedisce alla Russia l’intimazione per lo sollecito sgombro dai Principati.

12 giugno. La Prussia appoggia l'intimazione austriaca ma debolmente.

14 giugno. L’Austria stringe un trattato colla Porta, che l'autorizza, verso certe condizioni, ad entrare nei Principati danubiani.

9 luglio. L’Austria rinnova la sua intimazione alla Russia e rigetta puramente le condizioni proposte da questa ultima.

17 luglio. La Prussia appoggia questa intimazione, promette però alla Russia di perseverare nei suoi sforzi per l’appianamento.

24 luglio. La Confederazione alemanna aderisce alla alleanza austro-prussiana del 20 aprile.

8 agosto. L’Austria, l’Inghilterra e la Francia stipulano un accordo e cominciano uno scambio di note, con cui si appropriano in modo obbligatorio i quattro punti di garanzia qual minimum delle condizioni di pace. La Prussia non aderisce a questo accordo. L'Austria propone in conseguenza l'accettazione dei quattro punti a Pietroburgo; la Prussia l'appoggia moralmente.

5 settembre. Dopo che la Russie ebbe dichiarato in data 26 agosto, inaccettabili i quattro punti senza pare averli assoggettati ad esame, la Prussia dichiara di diplorarla, mia non è per questo più inclinata di incontrare degli obblighi definitivi pel ripristino della pai e sopra le basi da essa stessa appoggiate.

26 novembre. Dopo lunghi negoziati e dopo che l’Austria ebbe manifestato chiaramente che nel caso di bisogno entrerà sola in lizza per gli interessi suoi propie per quelli della Germania e si associera alle Potenze occidentali, viene stipulato l'articolo addizionale al trattato di aprile, in cui la Prussia promette di adoperarsi per far prevalere quei quattro punti come base di pace, ed assume l’obbligo di respingere in unione alla Austria qualsivoglia attacco della Russia con tro le truppe austriache nei Principali danubiani.

2 dicembre. L’Austria, la Francia e l’Inghilterra stringono un trattato di alleanza e resta libero alla Prussia di aderirvi.

8 dicembre. La Confederazione alemanna aderisce all’articolo addizionale del 26 novembre.

28 dicembre. Le tre Potenze alleate si accordano sulla interpretazione dei quattro punti, e danno parte al principe Mentschikoff del minimum delle loro pretese. Il risultato delle missioni prussiane avvenute in questo mezzo, ed in seguito al trattato di dicembre, non è ancor noto.

STORIA CONTEMPORANEA

ROMA

Domenica (21) alle ore 3 e mezzo pomeridiane cessava di vivere l’emo cardinale Giuseppe Pecci vescovo di Gubbio. Egli era nato in Gubbio ai 13 aprile 1775, fu crealo cardinale nel Concistoro del 30 settembre 1850.

I poveri ricoverati nel regio Ospizio generale di carità in Torino, dopo di aver compiuto la sera del l'un triduo di preghiere per ottenere da Dio la guarigione della regimi Maria Adelaide, incominciavane altro la sera del 19 con l’intervento della Amministrazione. Alle 11 del mattino del 20 nella chiesa della 88. Annunziata le Guardie reali fecero dar principio. alla celebrazione di un triduo per implorare dall’Altissimo la guarigione della regina. Similmente allo stesso. scopo pressocché in tutte le chiese di Torino e delle provincie si cominciarono tridui religiosi. In ogni luogo la affluenza del popolo supplicante è stata veramente straordinaria. Ma Iddio negli imperscrutabili suoi giudizi non esaudì le preghiere dei piemontesi. Alle ore 7 della sera del 20 l'augusta regina Maria Adelaide ricongiungevasi in Cielo alla regina Maria Teresa!

Ai 21 la Camera dei deputati si adunò alle tre pomeridiane per deliberare che sia presentato al re un indirizzo interpreta del massimo cordoglio della Camera per la morte della regina Maria Adelaide; che la Camera prenda il tutta per 15 giorni e sospenda per 10 le sue sedute.

Il duca di Genova subi cinque salassi. Una acuta malattia rende più grave la sua condizione.

In Torino e in parecchi punti del Piemonte cominciarono a dominare malatie polmonari, catarrali, reumatiche ed altre consimili, che in molti casi presentano piuttosto una pertinace intensità, laonde non pochi son quelli che soccombono percossj da siffatte morbose affezioni.

Sono giunte a Torino da Parigi e da Londra le ratifiche del trattato di alleanza del 9 gennaio.

Gli uffiziali di cavalleria della guernigione di Alessandria si recarono a Genova, onde ricevervi i soldati francesi provenienti da Rama.

Si assevera che avrà luogo in Alessandria la riunione di tutto il corpo scelto, che alla presenza del re farà svariati esercizi militari.

Si calcola che al mantenimento delle truppe piemontesi in Oriente per ogni anno di guerra occorreranno un 25 milioni di franchi. Il governo per sopperire a queste spese demanderà un prestito che sarà conchiuso con la mediazione delle Potenze occidentali.

La rappresentanza municipale di Villafranca di Asti diede in massa la sua dimissione, dichiarando di non potersi prestare ai gravami delle gabelle, da lei giudicali oppressivi e fuori di ogni proporzione pei suoi amministrati.

SVIZZERA

Ritter colonnello dello stato generale federale diede anche esso la sua dimissione. Dicesi che entrerà, come generale, in servigio della Francia. Gli ingaggi per conto dell'Inghilterra procedono in Isvizzera con esito felicissimo.

IMPERO AUSTRIACO

Secondo una recentissima legge nello Impero austriaco i farmacisti sono obbligati di notare sulla ricetta in cifre il prezzo di tariffa del medicinale, del lavoro e dei vasi e di apporvi il proprio nome. Sembra cosi eliminato il caso di una possibile indoverosa percezione.

Scrivono da Vienna alla Triester Zeitung che alcuni giornali viennesi contengono il seguente avviso: «Grandi appartamenti di 38 e 25 locali nella Casa Num. 42, sulla piazza dei Minoristi, saranno disponibili pel 24 aprile.» Questi appartamenti sono attualmente occupati dalla Legazione russa.

GERMANIA

Ai 13 gennaio il barone von der Pfordten ministro bavaro degli affari esteri presente alla Camera un progetto di legge chiedente un credito di 8, 200,000 fiorini per le spese straordinarie che sono necessarie in vista delle attuali condizioni politiche, dovendosi tener pronta una parte del contingenta federale; un credito inoltre di 5,000,000 di fiorini, provvisoriamente par sei mesi, onde mantenere il corpo di armata mobilizzato, le truppe e i depositi che rimangono nelle guernigioni. In presentendo questo progetto, il ministro disse: «La lunga serie di anni di benefica pace sembra voler cedere ad uno stato di guerra. Tre delle principali Potenze di Europa trovansi impegnate in una grande lotta, la quale troppo da presso tocca gli interessi e la politica della Germania; il perché questa non può fare a meno di prendere le necessarie misure di precauzione; indi furono notoriamente prese le risoluzioni federali del 9 dicembre. In questi ultimi tempi, gli è vero, le speranze della conservazione della pace aumentarono, ma ognuno conosce che le probabilità della guerra non sono minori di quelle della conservazione della pace. Analogamente alle deliberazioni del Comitato militare federale debbonsi adunque prendere le disposizioni necessarie per tener pronta la armata e mobilizzarne una parte; e in conformità di ciò il re mi ha dato l’incarico di presentare alle Camere il progetto di legge per la concessione del credito opportuno.

Secondo le più recenti notizie, La Prussia soltanto avrebbe finora riposto negativamente alla domanda austriaca per la mobilizzazione del contingente federale. Sulle determinazioni degli altri Stati alemanni ancora non si sa nulla di positivo.

La Principessa Paskiewitsch da Eidelberga recossi a Francoforte, donde parti alla volta di Colonia. Da questa città, traversando l'Annover e Berlino, farà ritorno a Varsavia.

Il console generale inglese in Amburgo era talmente molestato da persone vogliose di entrare nella legione straniera in servigio dell'Inghilterra che dovette porre sulla porta del suo uffizio un avviso: «Qui non hanno luogo arruolamenti.»

IMPERO FRANCESE

Fra non molto il fusionista Guizot nella sua qualità di direttore della Accademia francese dovrà condurre alle Tuileries il grande oratore legittimista Berrycr, e farà istanza all’imperatore di approvare la scelta di Broglie e di De Falloux chiamati a sostituire due accademici morti ultimamente.

Nei dipartimenti l’ardor guerresco si è sviluppato in maniera che tutti paiono preparati a correre alle armi.

In parecchi punti dei dipartimenti si manifestano incendi, che sono attribuiti alla malivolenza. Quindi si pensa seriamente ad organizzare in ogni luogo un servigio speciale per gl’incendi.

Isacco Pereira ed Ernesto André ricevono a Parigi felicitazioni da tutte parti pel grado di baroni dell'Impero austriaco, loro conferito dall’imperatore Francesco Giuseppe.

SPAGNA

Si pretende che il governo di Madrid abbia saputo che si fanno clandestine distribuzioni di danaro, cioè di otto reali al giorno, al proletariato, e che i sovvenuti per tal guisa promettono di tenersi preparati alla occasione opportuna. La grande quantità di armi, che furono distribuite dopo la rivoluzione di luglio, può molto favorire questi tenebrosi disegni (Patrie). In un recente Consiglio di Ministri fu deciso che bisognava ad ogni modo ristabilir l’ordine a Malaga, a Granata, a Valenza e a Saragozza, infliggendo un severo castigo ai pubblici perturbatori. Dicesi che queste città tornarono nella quiete. Ultimamente il general Primera era gravemente malato. Il marchese del Duero capitano delle armate nazionali è nominato presidente della Giunta incaricata di formulare un permanente sistema difensivo del Regno.

IMPERO OTTOMANO

Si afferma che Prokesch sarà internunzio austriaco a Costantinopoli in luogo di De Bruck che passa al ministero delle finanze in Vienna.

L’internunzio austriaco De Bruck diede ai 3 di gennaio un sontuoso banchetto a tutti i ministri della Porta. Stando a quel che narra il Journal de Constantinople, De Bruck in quella occasione fece un lungo discorso, in cui, fra le altre cose, avrebbe detto che «l'Austria vuol combattere pel diritto e per la giustizia; e, in qualunque modo terminerà la guerra, la Russia non sarà più da temersi; essa rimarrà soccombente.» Noi dubitiamo assai della esattezza di questo racconto.

Vuolsi che finalmente sia stata firmata a Costantinopoli da Reschid pascià e dagli ambasciatori delle Potenze alleate una convenzione relativa al futuro ordinamento dei Principati danubiani.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Il governo russo fece nella Podolia e nella Lituania requisizioni del valore di circa quattro milioni di rubli di argento, oltre a molte migliaia di carri e cavalli. In vari luoghi di confine della Podolia, specialmente a Kamienitz, stan sempre apparecchiate diverse centinaia di carri per trasportare, ove siane bisogno, nello interno del paese gli archivi e gli impiegati.

La Russia riunì forze imponentissime in Polonia e nell'alta Vistola. E l’Austria per non esser presa allo spalle dispose sopra una smisurata linea alla sinistra del suo esercito e formò in tutta fretta i campi trincierati di Cracovia e di Leopoli per proteggere la Galizia minacciata dalla guardia imperiale dello czar, dai corpi di Siewers e dalle riserve che sono in Livonia e in Curlandia. Inoltre la Russia dal 2 dicembre in poi si applicò senza posa a formare una seconda armata presso l’alto Dniester, il cui quartier generale è a Kiew. L’armata della Polonia è destinata a marciare da settentrione a mezzogiorno, e quella della Podolia a marciare da levante a ponente. Cosi l’armata austriaca potrebbe esser presa in mezzo a due fuochi. E il generale Hess sarebbe costretto affrontare in una volta tutte e due le armate nimiche. Una battaglia vinta è una marcia nascosta potrebbe aprire o all’una o all'altra delle due armate russe la strada di Vienna. Le presenti combinazioni militari della Russia ben dimostrano che la guerra può improvvisamente allargarsi a imprevidibili proporzioni.

Dicesi che Paschiewitsch si recò a Gatschina per attendervi l’arrivo del granduca ereditario Alessandro col quale poi sarebbesi avvicinato al teatro della guerra.

I russi occuparono con due batterie la testa di ponte alla destra sponda della foce del Kilia, onde proteggere la flottiglia russa nel Danubio ancorata presso Ismail, dove il general Luders attende l’arrivo del principe Gortschakoff. Due piroscafi russi incrociano continuamente alla destra sponda del Danubio e provvedono in certo modo al servizio di avamposti.

Secondo le relazioni pubblicate nei giornali di Pietroburgo, nella battaglia di Alma i russi perdettero 2 generali, 8 uffiziali di stato maggiore ed altri 36 uffiziali.

GIORNALISMO

Una congiura giornalistica per alcuni mesi non ebbe altro scopo che di far prevalere la pazza opinione che la Russia che or ha due o tre anni denominavasi formidabile e invincibile, tanto scemò di forze e di militare consiglio che ornai non rimanevale altro destino che di avere in ogni prova una sconfitta o almeno di essere in ogni guerresco tentativo sempre respinta. E cosi gelosamente mettevasi studio a corroborare questa opinione che a qualunque, avvegnaché piccolo, vantaggio riportato dalle armi moscovite si che colore di favoloso racconto, o di poetica esagerazione dell'Invalido russo affaticantesi a ridar moto e vita all'estinto valor nazionale! E questa fierezza di rettorica opposizione non isvelossi mai con energia maggiore di quella che i giornali addimostrarono nel recentissimo fatto del passaggio de' russi nella Dobrusca.

Il passaggio sarebbesi ammesso se i turchi avessero respinto i russi; ma i russi misero in rotta i turchi; dunque non è vero che i russi abbiano passalo il Danubio. Cosi cominciarono i giornali a negare l’ingresso de' russi nella Dobrusca.

Ma come continuare a negare un tal fatto se alle Amburger Nachricten davansi da Vienna informazioni che «in seguito al nuovo avanzarsi dei russi nella Dobrusca il conte Buol ministro degli affari esteri diresse a una Nota al principe Gortschakoff ambasciatore russo a appo la corte viennese?»

Dunque si pensò a ricacciare i russi dalla Dobrudsca. Ma chi respingevali al di la del Danubio? Forse i turchi fuggitivi? No. I giornali assunsero per proprio conto questo ben grave incarico. Non ebbesi mai uno spettacolo piu. curioso di quello che ti appresente i giornali che respingono, e i russi che si avanzano!

Un dispaccio dice che i russi passarono il Danubio nella notte dell’8 al 9, ma che al vegnente giorno ritornarono alla sinistra sponda (Moniteur).

Un altro dispaccio dice che i russi prima incendiarono Babadag e poi al 13 sgombrarono dalla Dobrusca.

Ma eccoli di nuovo al di quà del Danubio.

Un altra dispaccio dice che i russi non si ritirarono, ma si limitarono ad occupare Tultscha e Babadag per impedir la marcia de' turchi verso la Crimea. (C. It.)

Un altro dispaccio dice che i russi il 14 si avanzavano sulla strada di Baltschik con 16 battaglioni di fanteria, 18 squadroni di cavalleria leggiera e 6 batterie. (Presse)

Or come si fa per intercidere la ulteriore marcia dei russi? Anche i giornali si danno per vinti, e chiedono mercé. Non rimanendo loro altro a sperare si consolano dicendo che «non è possibile supporre che in mezzo all'inverno i russi pensino di forzare i passi dei Balcani, di attaccare le piazze della Bulgaria e di marciare perfino contro Varna (Fremdemblatt).» E vi pare che ei possa supporsi che i russi vogliano approfittarsi dei benefizi dell'antico e sempre fedele loro alleato che è l’inverno? Ciò non può essere! Lo dicono i giornali!

Intanto un assiduo scambio di corrieri fra Gortschakoff generale in Bessarabria e Gortschakoff ambasciatore in Vienna. Probabilmente l’ambasciatore dovrà far si che non si abbiano idee sospettose sulle operazioni del generale. E cosi mentre il generale fa battere i turchi nella Dobrudsca e avvicinare i suoi battaglioni a Baltschik, l’ambasciatore dichiara a Vienna di aderire ai punti delle garanzie perché i russi non debbano più venire al di quà del Danubio.

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È opinione quasi generale a Parigi che lo czar, facendo le viste di essere inchinevole ad un accomodamento, non intenda ad altro che di impedire alla Austria di convertire in alleanza offensiva il trattato del 2 dicembre, e alla Prussia di aderire a questo trattato. Quantunque poi si facciano di tanto in tanto circolar voci di pace, tutti hanno imparato dalla esperienza a considerarle siccome baie che servono soltanto a dar sempre nuovi argomenti ai cicalecci delle oziose brigate parigine.

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Il Morning Chronicle è informato che il governo austriaco abbia fatto sapere ai governi, di Francia e Inghilterra una sua opinione, la quale é non esservi probabilità che dalle negoziazioni diplomatiche possa risultare la pace. E in seguito di ciò, lo Potenze occidentali, secondo il Pays, dichiararono al gabinetto cesareo che la sua opinione, era conforme in tutto e per tutto alla loro, e che perciò esse stimarono conveniente che le proposizioni dell'ambasciatore russo Gortschakoff non dovessero arrestare, come non arrestarono, né la azione né i provvedimenti destinati a spingere innanzi più vigorosamente la guerra. Al che l’Austria replicò che questa era pure la sua risoluzione. Se cotale intreccio di reciproche spiegazioni è determinazioni non fosse una combinazione di giornalistiche conghietture, bisognerebbe conchiudere che i primi a non aver fiducia al conseguimento della pace son quelli che in tanti svariati modi si studiano a conseguirla.

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A Kiew, quartier generale dei russi, si pubblicarono le notizie che gli alleati soffrono immensamente ed in ispecie quelli che arrivano di fresco; e che i russi nelle loro sortite trovano le trincee inglesi senza guardie a motivo del freddo. Ma il Journal de Constantinople afferma che, malgrado il rigore della stagione, gli alleati non soffrono in Crimea, mercecché sono ben provveduti di vestiti, coperte, baracche e vettovaglie di ogni maniera.

Ha saputo il Daily News che il ministro svevo a Londra ha fatto conoscere al governo inglese il desiderio del suo re Giuseppe Oscar I di aderire al trattato viennese del 2 dicembre. Questa notizia sembra essere, benché sotto altra forma, quella stessa che fu recata dal Morgenblad, il quale asseri che il re di Svezia ha detto sperare che nella prossima primavera la Svezia e la Norvegia prenderanno parte agli avvenimenti europei, se pria che finisca l’inverno non sarà conchiusa una pace generale. Si variano le frasi e io circostanze, ma la sostanza è sempre la medesima.

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Il Journal des Débats afferma che «la Francia e l'Inghilterra si impegneranno a persuadere all’Austria che il Piemonte si diportò sempre non meno con prudenza che con lealtà, e che a torto gli si attribuiscono intenzioni ambiziose è tendenze rivoluzionarie, mercecché esso combatte energicamente le idee funeste sparse d’intorno a lui.» Non dice però quali sono i fatti che la Francia e l'Inghilterra dedurranno per giustificare tanto cose. Probabilmente il gabinetto austriaco, onde rimanere viemeglio persuaso, ne domanderà informazione a Radetzky.


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1855 ROMA 27 GENNAIO N 11

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Son già parecchi giorni da che appena svolgiamo i fogli che ci pervengono corriamo subito col cupido sguardo a vedere se in qualche dispaccio telegrafico trovisi annunziato un ben grave fatto, cioè una battaglia in Asia sia i persiani alleati dei russi da una parte e i turchi dall’altra, e con la peggio di questi ultimi; ma la nostra curiosità si rimase finora totalmente delusa; ché in nessuno dei giornali, che noi leggiamo, ci è dato raccogliere almeno un dei soliti enigmatici cenni, che a tanto serio avvenimento si riferisca. Eppure qualche novità dovrebbe esserei, imperocché da Costantinopoli

»……….. cosi ci ha scritto

» Chi mai per uso in avvisar non erra.

Noi avremmo potuto avventurarci, sulla fede di onesto e neutrale corrispondente, a dar corso a questa importantissima novella; la sua straordinaria importanza però consigliavaci prudentemente ad aspettare, perché nostro scopo non è di segnalarci con istrepitose notizie, che indi si smentiscono, ma con notizie che possano sicuramente passare nella storia. Laonde né anche oggi vogliamo asseverare positivamente un fatto, da cui risulterebbe l’alleanza offensiva e difensiva della Persia e, della Russia. Noi sagrifichiamo volentieri all'austero dovere di esser sempre veraci quello amor proprio che ci spingerebbe ad esser primi a pubblicare un’azione di si gran peso nelle attuali differenze. In certi casi egli è d’uopo attenersi alla più rigorosa riservatezza, e il presente è uno di quelli casi. Se il nostro corrispondente non ha sognato, non andrà guari che il giornalismo romperà finalmente il silenzio, che tuttora conserva in cosa che non potrà lungamente occultarsi. Si parterà della enunciata battaglia, si dirà probabilmente che i turchi vinsero i persiani, ma in sostanza si ammetterà che i persiani sono alleati dei russi. Intanto, cosi sotto voce, ci si fa sapere che poderose forze inglesi si apparecchiavano a sbarcare sulle coste persiane. E perché? Qualche grande novità dovrebbe esserei! E forse saremo obbligati a scusarci col nostro corrispondente per avere esitato ad aggiustare intera fiducia alla sua relazione.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

La regina Maria Adelaide Francesca di Lorena nacque il 5 giugno 1822 dall’arciduca Ranieri e da Maria Elisabetta di Savoia sorella di re Carlo Alberto. Disposavasi a Vittorio Emmanuele il 12 aprile 1842. Dopo che la regina passò agli eterni riposi, il che avvenne la sera del 20 di questo mese, i principi reali trassero a Moncalieri, il re si ritirò nelle stanze del principe di Carignano.

La sera del 20 il duca di Genova provò qualche miglioramento. Ai 22 le notizie della sua infermità continuavano ad essere consolanti.

Sono gravemente malati il marchese Roberto d’Azeglio fratello di Massimo e la marchesa di Barolo. Anche Massimo d’Azeglio sembra non essere in istato di buona salute, mercecché per tal motivo dicesi abbia ricusato il portafoglio degli affari esteri.

Il medico Lanza è nominato ministro delle finanze. Cosi l’Armonia;

è in prigione il gerente del Goffredo Mameli.

Molte le voci di colore politico che di presente circolano a Torino. I più affermano che, passati i giorni di lutto per la morte delle due regine, le Camere ripiglieranno le loro discussioni, ma si terrà sospesa quella intorno al progetto di legge sui conventi, per dar luogo ad un’altra di maggiore urgenza, quale si è quella del trattato di alleanza con Francia e Inghilterra. Cosi potrebbe intervenire la successiva chiusura della sessione legislativa senza che si movessero nuove diatribe parlamentarie sul progetto per la soppressione dei conventi, il quale per tal modo verrebbe insensibilmente ritirato da sé stesso. Ma il partito democratico vuole elle pongasi da un canto ogni altra cosa e sieno continuati i lavori per l'attuazione del progetto, mercecché senza la invasione dei beni ecclesiastici essi non hanno gran fiducia di poter camminare sulle tracce della prima rivoluzione francese.

Il 19 gennaio il corpo di soldatesca francese procedente da Roma metteva piede nei territorio piemontese. Esso è composto di 653 uomini tra cavalleria e artiglieria e di 647 cavalli. Traverserà la riviera di Genova in quattro colonne; ogni distaccamento è accompagnato da un uffiziale dei regi carabinieri che servirà di scorta di onore.

IMPERO AUSTRIACO

Si conferma la notizia del richiamo di Koller ambasciatore austriaco presso la Corte annoverese.

Ai 17 proveniente da Pietroburgo giunse a Vienna il corriere di gabinetto russo Engstrom; e ai 18 partiva da Vienna alla volta di Pietroburgo il corriere di gabinetto russo Wilde.

Un ordine imperiale abolisce nella armata austriaca la pena di passare sotto le bacchette.

Per quelle che si afferma da persone bene informate, l'ambasciatore prussiano a Vienna seguita a adoperarsi onde nelle ulteriori conferenze intervenga pure un plenipotenziario della Prussia. E le tre Potenze, Austria, Francia e Inghilterra, sarebbero a quanto si dice, pronte ad aderire alla inchiesta qualora la Prussia sottoscriva il trattato del 2 dicembre, non si opponga alla proposta che si farà dall'Austria all’Assemblea di Francoforte per la mobilizzazione dei contingenti federali, e finalmente essa Prussia mobilizzi 100,000 uomini e contenir! un corpo d’armata ai confini russi. Si dice che la Prussia non sia punto disposta ad acconsentire ad alcuna di questo preposizioni. vuole però prender parte alle conferenze come grande Potenza europea; e protesta per la nullità delle risoluzioni che senza lei si adotteranno.

Il conte di Chambord fermerà sua dimora a Venezia sino alla fine del prossimo febbraio. Intanto affluirono a Venezia parecchie famiglie dei cosi detti legittimisti di Francia, le quali sono spesso ricevute alla conversazione del conte e della contessa di Chambord.

IMPERO FRANCESE

Faubert di Gentis aiutante di campo del generale Cartrobert giunse a Parigi con una lunga relazione onde Canrobert si giustifica presso l’imperatore delle fattegli imputazioni di aver troppo temporeggiato nell'assedio di Sebastopoli. Gentis riparti per la Crimea con dispacci che annunziano a Canrobert l piena soddisfazione imperiale,

Dicesi che sarà richiamato in breve a Costantinopoli Vely pascià ambasciatore turco a Parigi.

INGHILTERRA

Tornato Russell il 18 da Parigi a Londra andò subito al ministero degli affari esteri, dove tenevasi Consiglio dei ministri, che durò fino alle ore 7 della sera. Ma stante l’importanza. del rapporto della missione russelliana, il Consiglio continuò le sue conferenze anche il 19.

Vuolsi con asseveranza che la crisi ministeriale inglese sia inevitabile. I primi designati ad uscir dal gabinetto sono sempre Aberdeen, Sidney Herbert e il duca di Newcastle, indi in complesso tutti i peelisti.

SPAGNA

In qualche giornale spagnuolo si afferma che il general Cabrera trovisi veramente in Ispagna, ma non si accenna in qual parte aggirisi quel temuto carlista.

Si crede che Soulè ambasciatore degli Stati Uniti di America a Madrid sarà in breve richiamato dal suo governo. In questi ultimi giorni circolavano a Madrid proclami rivoluzionari contro il trono d’Isabella. Parlasi pur sempre che l’Aragona è il teatro di tentativi carlisti, d’intrighi cristini e di movimenti repubblicani.

Oliver è nominato ambasciatore di Spagna presso la Corte di Berlino.

MONTENEGRO

Madamigella Kuechuich sposa di Danilo principe del Montenegro è partita da Trieste accompagnata dal presidente del Senato Montenegrino Giorgio Petrovich, dal vicepresidente Michele Petrovich, dai senatori Stevo Poievich, Turo Piamenaz, Filjpov Vuiovich ed Ivo Radonich, non che da Vukovich aiutante del principe Danilo. Straordinarie feste erano preparate nel Montenegro onde ricevere con la più solenne pompa la principessa.

NOTIZIE DELLA GUERRA

A Varsavia è atteso l’imperatore Niccolò, che, a quanto dicesi, di la si recherebbe a Berlino.

Si afferma che le Potenze occidentali abbiano dichiarato al gabinetto cesareo che la squadra anglo-gallica la quale blocca le foci del Danubio, anche nella prossima primavera permetterà per quella via la esportazione dei prodotti austriaci.

Le divisioni di fanteria, che erano di guernigione ad Ismail e le riserve che stazionavano ad Ismail, Kischeneff, Akiermann e Kiew dal 15 al 20 gennaio si avviavano a marcie forzate verso la Crimea. questi rinforzi russi sono calcolati a 20,000 uomini.

L’istmo di Perekop è guardato pure da una riserva di 80,000 russi solamente!

Le truppe turche sbarcate in Eupatoria nulla ancora avevano intrapreso contro Perekop sino al 20 dicembre. La loro forza si faceva ascendere a 20,000 uomini. Onde coprire la strada verso Baksci-Serai e onde osservare i movimenti del nimico, il generale Osten-Sacken staccò la brigata degli ulani del generale Soboljeff, un reggimento di dragoni sotto il comando del colonnello conte Canerin e tre reggimenti di cosacchi dirigendoli verso Eupatoria e facendo prender loro posizione presso Tussla e Sak. La stessa precauzione si ebbe, com'è noto sulla via di Perekop, ed il generale Pawloff colla sua divisione di infanteria, indi la brigata Wrangel e la brigata di cavalleria Radziy furono collocati fra Tulsciak è Kontugann. Intorno a Sebastopoli nulla di nuovo era successo fino al 9 del corrente.

Due piroscafi alleati gittarono l’ancora nelle vicinanze di Ak-Metsched, al settentrione del Capo Karamrunn e si impossessarono di una grande quantità di fieno dei russi valutata 160,000 rubli di argento. Il fieno catturato fu immediatamente spedito ad Eupatoria.

Il generale Menzikoff rimise allo czar una lista ufficiale di tutte le perdite sofferte dal 20 settembre giorno della battaglia sull’Alma fino al 27 dicembre dalla armata russa della Crimea. Secondo questa relazione vennero messi fuori di combattimento 26,783 uomini. Di questi morirono in battaglia 7301; sopravvissero con ferite 13,825; restarono prigionieri o si smarrirono 1617; soccombettero a malattie e ad altri fortuiti accidenti 4039. Ma queste perdite furono abbondantemente reintegrate dai molti rinforzi pervenuti a Menzikoff; ed oltre a ciò. per compensare la perdita di 26,783 soldati, lo czar ordinò il duodecimo reclutamento parziale nella metà orientale dell'Impero russo; reclutamento che ingrossa l'armata di 250,000 uomini.

Si annunzia che una forte divisione di truppe inglesi dello Indie comparve nel golfo persico per operare uno sbarco sulle coste della Persia.

GIORNALISMO

In un carteggio della Gazzetta di Milano la spedizione piemontese in Crimea è denominata una partita di piacere! Indi si fa luogo a credere che, dopo la prima spedizione di 15,000 uomini, si promuoveranno instanze di volontario arruolamento dai non pochi vogliosi a far pate delle piacevoli spedizioni successive.

Gli ottimati e gli ottimisti lombardi sfiorano un sorriso di compiacenza ravvisando nella stipulazione della alleanza anglo-gallo-sabauda farsi tranquille le onde degli avvenimenti che pareano ingrossarsi e sconvolgersi sospinte da nuova bufera. Cosi una corrispondenza milanese al Corriere Italiano. E noi portiam parere che gli ottimati e gli ottimisti lombardi veggan le cose nel vero loro aspetto, perché laddove includesi l’elemento della politica napoleonica non può che presagirsi la compressione di torbide aspirazioni.

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Le ultime notizie del 14 lasciarono i russi sulla via di Baltschik. Notizie posteriori nulla dicono se i russi si avanzarono è retrocedettero. Comincia a subentrare il sospetto che qualche grossa nevata abbia impedito ai russi d’inoltrarsi alla volta di Varna, come un'altra grossa nevata impedì ai russi dell’Asia di avvicinarsi a Kars.

Scrivono al Corriere Italiano che continuava ultimamente il passaggio dei turchi presso Ibraila. Forse per prendere alle spalle i russi che marciavano verso Baltschik?

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Al primo annunzio telegrafico che recava la ritirata dei russi in Asia dalle vicinanze di Erzerum ad Erivan, noi non credemmo doversi prestar fede, senza includervi un qualche fatto d’armi che fosse riuscito con la peggio delle armi moscovite. Ma l’annunzio non accennava alcun fatto di tal natura, laonde ci permettemmo dubitare di quel precipitoso retrocedimento (Num. 8). Oggi però un meglio circostanziato dispaccio sopraggiunge a rimuovere le nostre dubbiezze, mercecché da esso apprendiamo che «i russi il 2 corrente gennaio sotto il comando di Wrangel marciarono da Baiazid verso Van, dove furono affrontati da Kusli pascià che li respinse fino ad Erivan; il perché anche Baiazid fu abbandonata dai russi.»

Questa notizia nel suo laconismo comprende una ben lunga serie di rapidi avvenimenti, che saranno in seguito narrati dalla feconda immaginazione dei giornalisti. E certo, perché i russi sieno stati respinti fino ad Erivan, dopo che vittoriosi si avanzarono assai al di quà di Diadin, egli è d’uopo ammettere che le truppe turche comandate da Kusli pascià abbiano spiegato un impeto, un valore da non invidiare al valore e all'impeto della truppe turche comandate da Omer pascià nella memorabile battaglia di Ollenizza. E bene a ragione questa vittoria degli ottomani in Asia fece un cotal po’ scemare a Costantinopoli la triste apprensione pel passaggio dei russi nella Dobrudsca. Intanto noi attenderemo che dell'importante avvenimento, che fa si grande onore alla perizia strategica di Kusli pascià, ci sien dati più minuti ragguagli.

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A Berlino è invalsa la voce che la diplomazia non di altro si occupi di presente che a preparare un armistizio. E ciò sembra conforme al buon senso se vuolsi procedere alle trattative della pace, imperocché queste trattative non potranno intavolarsi mai se prima le parti belligeranti non facciano un ben lungo armistizio. Ma questo come si va preparando? Forse con le love che si operano in Russia per aumentare il numero degli eserciti? Forse col prestito idi 500 milioni di franchi ordinato da Napoleone per sopperire alle spese della guerra? Forse con gli arruolamenti che all’estero si effettuano per conto dell Inghilterra e che le daranno un 80,000 combattenti per la prossima primavera? Forse con le alleanze offensive e difensive che le Potenze occidentali strinsero e procurano di stringere coi minori Stati della Europa per combattere più sicuramente contro la Russia? Noi non conosciamo altre preparazioni; e se queste sieno i preliminari di un armistizio, lasciamo che decida chiunque ha fior di senno.

Si narra che a una domanda confidenziale dello ambasciatore russo Gortschakoff se in pendenza delle trattative di pace abbia da subentrare una tregua è un armistizio, i ministri delle Potenze occidentali risposero con un decisivo NO. Ciò non ostante si assevera che le trattative si apriranno, e che gli ambasciatori di Francia e d'Inghilterra già ricevettero i pieni poteri dai loro governi per trattare.

Alcuni fanno le meraviglie come possa intervenire che, dopo tante discussioni e interpretazioni su i quattro punti delle garanzie, sempre tornisi a discutere e ad interpretare, né mai si trovi una linea retta su cui procedano unanimi le vedute e i pensieri degli interpreti. La Triester Zeitung però riporta una epigrammatica spiegazione, che dicesi fatta dal diplomatico russo Nishafkopp, il quale ha scoperto «la matematica insegnare non essere possibile, fra due punti, altro che una linea retta; ma fra quattro punti esser possibili molte linee curve. E il fatto prova che parecchie linee curve s’incrociano davvero fra i quattro punti delle garanzia.

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Credesi a Parigi nei circoli che si credono bene informati che in breve la Svezia e la Spagna (alcuni vi aggiungono anche la Toscana) seguiranno l’esempio del Piemonte e aderiranno al trattato viennese del 2 dicembre.

ULTIMO CORRIERE

Narrasi che ai 29 dicembre 25,000 francesi comandati dal generale Bosquet operarono una ricognizione, nella quale i cacciatori d'Africa dispersero la cavalleria russa. Il risultato della ricognizione fu che si fece bottino di molto bestiame.

I francesi si avanzano verso Sebastopoli con le loro batterie incessantemente. Si conferma la presa di un ridotto russo da parte degli alleati.

Omer pascià parti da Kamiesh e ricusò di avanzarsi con la sua armata verso Perekop, sebbene assicurato dell’appoggio di 3 divisioni di truppe inglesi e francesi.

É confermato il ritorno dei granduchi Niccolò e Michele in Crimea.

Koller che fu ambasciatore austriaco nell’Annover ai 18 ebbe udienza dall’imperatore. Dicesi che surrogherà provvisoriamente De Bruck a Costantinopoli.

Ai 19 Stratford corriere inglese di gabinetto giunse da Costantinopoli a Vienna con dispacci per Weslmoreland. Lo stesso giorno arrivò da Berlino a Vienna un corriere con importanti dispacci.

Corre voce accreditata che il bavaro ministro von der Pfordlen farà un viaggio a Vienna e Berlino per combinare il progetto della mobilizzazione dell’esercito federale.

Il Daily-News assicura che la Svezia si unisce decisivamente alle potenze alleate contro la Russia.

Nell'Hamburger Correspondent troviamo un sunto della Nota, colla quale il governo austriaco invitava la Prussia a mobilizzare la sua armata e della rispettiva risposta della Prussia. Ecco il tenore d’amhedue.

NOTA AUSTRIACA

La Nota comincia collo accennare all’articolo addizionale del 26 dicembre ed alla deliberazione federale del 9 novembre e parte dal punto di vista che sarebbe desiderabile un accordo fra le due grandi Potenze alemanne per i bisogni militari del momento. In questo senso sarebbero già rimesse le istruzioni allo imperiale regio inviato presidente a Francoforte. L’imperiale regio governo avrebbe accollo con piacere una risposta definitiva del regio governo prussiano relativamente alla adesione al trattato di dicembre, onde potersi regolare e mettersi in pari linea colla Prussia nei rapporti federali; siccome però la risposta prussiana aveva un carattere di aspettativa, all'imperiale regio governo non restava altro che tenersi, riguardo gli armamenti, ai summenzionati documenti, nominatamente all’articolo 3 del trattato di aprile ed al paragrafo 2 della convenzione militare dell’istessa data, conformemente alla quale la Prussia avrebbe al bisogno, da concentrare ai suoi confini orientali 100,000 nomini in 36 giorni ed altrettanti tre settimane più tardi. Considerato che questo bisogno è da riconoscersi con un reciproco accordo, il dispaccio austriaco cerca innanzi tutto di dimostrarne la esistenza nel caso cioè, che prima dello spirare del mese non si offerisse la prospettiva del ristabilimento della pace. E detto quindi che la Russia trovandosi in punto di guerra ai confini orientali dell’Austria può nel più breve spazio di tempo concentrare le sue forze armate alla Vistola; che è perciò bisogno urgentissimo che la Prussia disimpegni i suoi obblighi per distornare un attacco contro l’Austria.

Avuto speciale riguardo al parere emesso dal generale di artiglieria de Hess viene quindi dimostrato che le imperiali regie truppe ai confini orientali potrebbero soltanto coll’aiuto di 100,000 prussiani combattere con viste di sicuro risultamento, e che lo imperiale regio governo è pronto di mandare un imperiale regio plenipotenziario militare a Berlino. Del resto l’imperiale regio generale di artiglieria barone de Hess è del parere, che nel caso della accessione del regio governo prussiano al trattato di dicembre, basterebbe per adesso la forza di 209,000 uomini, fissata nella convenzione militare, qualora questi venissero concentrali a Posnania e Brestavia. L’imperiale regio governo si adoprerà peraltro presso la Confederazione ed insisterà affinché sia messo in esecuzione l’accordo del 20 aprile e del 24 luglio qual minimum, ciò che i governi federali faranno tanto’ più volentierosi quando si vedranno preceduti coll’esempio unanime delle due grandi Poterne, Si domanderebbe adunque la mobilizzazione di una metà dei contingenti, e ciò secondo le circostanze, in modo che la metà dei quattro corpi di armata entri in campo coi propri comandanti in capo e che l’altra metà possa seguirla, oppure che due completi corpi d’armata vengano concentrati contemporaneamente collo austriaco e col prussiano. Le singole modalità dipenderebbero naturalmente dai governi federali e dalla commissione militare; per evitare però ogni titubanza nella formazione dei singoli corpi e nominatamente nei piccoli Stati viene proposto di porre in campo le truppe già pronte riservando di fare più tardi la liquidazione. La proposta di porre in campo tutto il contingente viene riservata pel caso che il governo prussiano si associasse al trattato di dicembre, colla osservazione che con ciò la posizione militare della Confederazione alemanna verrebbe assicurala ed avrebbe una forza oltremodo necessaria per l’offensiva. Stante l’alto valore che l’imperiale regio governo ripone in ciò di conoscere la intenzione del regio governo prussiano, il conte Esterhazy è incaricato di raccomandare al ministro presidente de Manteuffel la evasione possibilmente pronta di questo affare, giacché le ulteriori misure dipenderanno dalla risposta.

NOTA PRUSSIANA IN RISPOSTA

Ancor prima che giungesse il dispaccio del 24 dicembre S. M. il re poneva attenzione allo sviluppo delle condizioni ed esaminava coscienziosamente gli obblighi che per esso ne risultavano. Il ministro presidente accenna naturalmente per sommi capi alle disposizioni prese ormai dalla Prussia per la mobilizzazione e collocazione delle forze prussiane, ed afferma che la mobilizzazione di maggiori corpi di truppa può aver luogo in termini assai più brevi che non sono quelli fissati nelle convenzioni militari del 20 aprile. Queste assicurazioni dovrebbero, ad avviso del ministro, tranquillizzare il conte Buol anche nel caso che il governo prussiano dividesse il parere di quest’ultimo circa il procedere aggressivo della Russia. Esso dichiara peraltro che non può dividere quel parere, e si appella a questo scopo alle sue dichiarazioni anteriori. Le notizie sui movimenti delle truppe russe non sono atte a confermare questo parere, quantunque una parte della stampa s’ingegnasse di trarre in inganno la pubblica opinione su questo proposito. All’opposto devesi riconoscere il sincero desiderio della Russia di appianare la quistione, Imperocché la medesima non solo accettò quattro punti senza riserva, ma rimise ezíandio al principe Gortschakoff estesi poteri anche dopo di aver avuta notizia della conclusione del trattato di dicembre. Riesce di somma soddisfazione a S. M. il re di aver fatto valore in questo riguardo la sua influenza a Pietroburgo, quantunque non s’ignori che la base dei quattro punti di garanzia ecceda i fini del trattato 20 aprile. Quanto concerna la conferenza confidenziale del 28 dicembre la Prussia non ne conosce il risultato, ed appunto perchè non lo conosce, devo astenersi dall'ampliare le disposizioni del trattato e segnatamente riguardo agi! obblighi che da esso risultano, e non può attenersi che ai principi del trattato di aprile, tanto più che alla chiusura della convenzione militare lo scopo della reciproca assistenza è la difesa contro un attacco p che l'articolo addizionale del 26 novembre, quantunque di contenuto più esteso, non ha che un carattere difensivo. L’Austria è fa Prussia, è detto più olj tre, dovrebbero accomunare i loro sforzi per far valere i quattro punti, ma questa comunità non ha luogo tostoché la Prussia non prende parte alla definizione dei quattro punti e non vi esercita la sua influenza. Il ministro dichiara che la Prussia non fa derivare dalle recenti stipulazioni ma dalla sua posizione di grande Potenza europea il diritto di partecipare a stipulazioni che banno bensì in mira la conservazione della pace ma rinchiudono in sé una riforma totale delle condizioni internazionale di Europa ed una modificazione dei trattati a cui lo Prussia concorse. come parte contraente. Il re conserverà costantemente questa opinione e non risparmierà nessun sacrificio qual or a a quella posizione minacciasse qualche pericolo ed è ormai sicuro che il popolo prussiano lo assisterebbe fedelmente una tale assicurazione è del resto superflua tanto verso l’augusto parente ed alleato del re, l'imperatore Francesco Giuseppe, quanto verso gli altri Stati tedeschi, ai quali, se anche divergono alquanto nelle opinioni, non verrà mai in capo di disconoscere la giustificazione della Prussia. La Prussia è perciò pronta di entrare in ulteriori accordi. Essa farà prevalere, all'occorrenza, questa opinione nell'Assemblea federale e dichiarerà che la mobilizzazione dell'armata non è richiesta dalle circostanze. La Prussia non vuol ora ritornare sopra il progetto di uno statuto militare federale, ma il regio plenipotenziario militare è sempre munito di istruzioni per promuovere l'attività della commissione militare. Il ministro erede che in questa via conforme agli statuti federali potrannosi più facilmente sciogliere i dubbi e e potrebbero nascere.


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1855 ROMA 30 GENNAIO N 12

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Mediante il bruciamento di carta monetata che avrà luogo il di 8 del prossimo febbraio nell’atrio del sagro Monte di Pietà in Roma, si giunge a togliere dalla circolazione la somma di scudi 4,445,124 e baiocchi 18 e mezzo in grazia della emissione di altrettanti valorj metallici.

TABELLA dei giorni nei quali avrà luogo il pagamento delle Rendite consolidate nominati per la rata del secondo semestre dell’anno 1854 seguendo l’ordine della iscrizione delle medesime.


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GIORNI del PAGAMENTO

NUMERI DELL’ISCRIZIONB




3 Febbraio

dal

3849

al

4313

5 dello


4114

al

4332

G d etto


4333

al

4506

7'detto


4507

al

4819

9 d etto

»

4820

al

5043

12 d etto

»

5053

al

5310

13 detto


5312

al

5881

14 d etto


5885

al

6113

IG dallo

»

6114

al

45253

17 detto

»

6254

al

6426

19 d etto

»

6428

al

6514

23 dello

»

6516

al

6626

24 dello

»

6630

al

7125

26 detto

»

7141

al

7672

27 detto


7673

al

8275

28 dello


8279

al

8638

Narrano le istorie che ai tempi di Odoacre re degli eruli sceso in Italia dallo estremo settentrione si fecero le più grandi meraviglie per un giorno, la cui oscurità vinse la più fitta tenebra notturna in guisa che per le case si dovettero tenere da mane a sera accesi i lumi e per le contrade giravasi con la lanterna. Ma che diranno le istorie intorno alla oscurità che per tutto l’anno 1854 implicò in modo gli occhi delle menti umane da non poter discernere né anche un momentaneo barlume a traverso i mille raziocini e le infinità conghietture onde fu dilucidata la impenetrabile quistione d’Oriente? Pur si ebbe speranza che al principio del 1855 sarebbesi cominciato a vedere un cotal po' di chiarezza. E il trattato viennese del 2, dicembre davane guarentia. Ben sulle prime fuvvi chi nell'alleanza fra l’Austria, la Francia e l’Inghilterra ravvisò una combinazione che non potea combinarsi. Ma chi ricordava che nel 194 comparvero in pieno meriggio intorno al sole tre fulgidissime stelle e nel 1314 tre lune in una notte, si persuase agevolmente che sull’orizzonte politico avessero potuto mostrarsi ancora in amichevole accordo questi tre grandi astri della potenza europea. E l’alleanza fu fatta; difensiva da principio, e offensiva se per la fine di dicembre non si fosse conchiusa la pace. La pace però non fu conchiusa, e nessuno avventurasi a vaticinare come e quando si conchiuderà; nulla ciò di manco della alleanza offensiva non solo non trattossi piu, ma sembra che anche i giornali vi abbian quasi rinunziato. Oltre a questo, l’Austria doveva respingere i russi se avessero ritentato a passare il Pruth per occupare di nuovo il territorio ottomano; e i russi vennero invece al di quà del Danubio, occupando Tultscha e Babadag, secondo il Corriere Italiano, e avviandosi verso Baltschik, secondo la Presse di Vienna. E l'Austria né li respinse, né si mosse a respingerli, e, a quanto pare, non ha intenzione di cacciarli dalle posizioni, dove li lasciarono le ultime notizie del Corriere e della Presse. La oscurità dunque, anzi che scemate, diventò più inestricabile. E siamo alla fine di gennaio 1855! Dicesi che si faranno altre conferenze a Vienna e che dopo quelle conferenze avremo finalmente la luce del giorno! Ma questa luce ci fu promessa tante voile, che ormai ci siamo avvezzati a credere unicamente ai fatti compiuti; e finché i fatti compiuti non ci persuaderai no continueremo a dire che sempre è notte!

GIORNALISMO

Dicono all’Augsbourger Allgemeine Zeituvg che i negoziati della pace saranno sempre effimeri se non sieno proceduti da un armistizio, Dicono alla Schlesiscke Zeitung che i negoziati della pace dipenderanno dagli avvenimenti della guerra. Ma o si continui la guerra, o vengasi a patti d'armistizio, potrà veramente conchiudersi la pace? L'Advertiser djehiara che una pace senza impiccolimento della Russia sarebbe una pace instabile e proditoria. Ma questo impiccolimento potrà conseguirsi con un trattato di pace? Ecco il punto della quistione. E la Russia che tanto si allargò una lunga serie di conquiste, non sembra guari propensa a rientrare pacificamente in più angusti contini. Ma l’impiccolimento, secondo il Chronicle, consisterebbe nella' d. struzione della terribile fortezza, dalla quale la Russia ha minacciato si lungo tempo le bocche del Danubio, è nella demolizione di Sebastopoli e nel divieto alla Russia di ricostituire forti e arsenali nel Mar Nero. E vuolsi che queste sieno pure le idee dello tre Potenze che segnarono il trattato del 2 dicembre, idee che inoltre furono comunicale (cosi si afferma) all’ambasciatore russo Gortschakoff. Su tale argomento però il Times osserva che «il più importante di tutti gli oggetti pratici è quello che la Russia è meno disposta ad accordare, cioè la cessazione della sua preponderanza nell’Eussino.»

La Gazzette du Weser e la Boersenhalle di Amburgo, non che parecchi altri giornali che sogliono interpretare le cose in senso diverso da quello che mostrano o paiono mostrare, pretendono asseverare che l’alleanza viennese del 2 dicembre già se ne andò qual fumo in acre è in acqua la schiuma, e che l’Austria e la Russia si strinsero in segreto la mano, ed agiranno, quando che sia, in comune secondo un piano da esse preordinato. Ma il Journal de Francfort si fa scrivere di Vienna che queste asserzioni sono più stravaganti che maligne. E la stravaganza sarebbe dimostrata dal fatto che dalle foci del Danubio alla sorgente dell’Oder si stanno a fronte le armate dell’Austria e della Russia aspettando impazienti il segnale di dar principio alla pugna. Ma la quistione dei discordanti pareri giornalistici non è punto risoluta nello attuale stato delle cose, imperocché, onde abbia ragione la Gazzette du Weser e la Boersenkallt, egli è d'uopo aspettare che le armate austriache e russe si uniscano per marciare e combattere insieme contro non sappiam chi avrà il disperato coraggio di cimentarsi contro la Russia e l’Austria. E, perché abbia ragione il Journal de Francfort, bisogna attendere che è il cannone austriaco tuoni contro le falangi russe, è il cannone russo colpisca i battaglioni austriaci. Cosi adhuc sub iudice lis est; mercecché senza i fatti la quistione non può esser decisa, e i fatt'ancora non ci sono né per l’una né per l'altra parte.

Recentissimi rapporti officiali da Vienna e da Parigi non promettono alcuna pace, benché stia per aprirsi il congresso dell'accomodamento (Gazz. Tic.). Lord Russell ci 23 disse che la Russia accettò come base delle trattative l’interpretazione data delle 4 garanzie, e che il governo inglese era disposto a trattare, ma che ancora non si erano spediti a Westmoreland ambasciatore inglese a Vienna i pieni poteri. Si annunzia che le conferenze per la pace a Vienna comincieranno il 6 febbraio. V’ha però chi crede conoscere le intenzioni Segrete della Russia, le quali sarebbero (Constit.) di prolungare le trattative preliminari per la pace fine al ritorno della bel la stagione, perché cosi la Russia avrebbe agio di trarre dallo interne dell’Impero tutte le sue forze disponibili per combattere gli alleati in Crimea, e prima che questi fossero in grade di organizzare una seconda spedizione lo czar concentrerebbe il nucleo principale del suo esercita suite frontiere austriache per intimorire la Code di Vienna, mentre la Prussia e gli altri Stati che presero parte alle russofile conferenze bamberghesi si adoprerebbero a togliere all’Austria la supremazia sulla Confederazione germanica. Per tal modo l’Austria, avendo da un lato la potente pressione della Russia e dall’altro mia profonda scissura in Germania, sarebbe costretta a rinunziare alla idea di una alleanza offensiva contro la Russia. Intanto (Corr. Hav.) si dice che anche l’Annover siasi unito alla Prussia nella quistione relativa alla mobilizzazione dei contingenti federali.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Il governo di Torino manda frequenti circolari ai menicipi onde provveggano lavoro a chi ne manca; ma i Comuni hanno le casse vuole e non possono aderire all’invito.

I deputati liguri presentarono una loro protesta contro il trattato dell'alleanza del Piemonte con la Francia e l’Inghilterra, non aderendo cosi che il Piemonte entri in guerra centro la Russia.

La Maga di Genova è listata in nero annunziando l’arrivo dei francesi in Piemonte. Il loro arrivo, essa dice, è un infausto avvenimento!

L'itinerario dei francesi nel passaggio in Piemonte è il seguente: Sarzana, Spezia, Borghetto, Sestri Levante, Recco, Genova, Voltri, Savona, Finale, Alassio, Portomaurizio, Sanremo, Mentone, Nizza. Da Nizza fino alla frontiera debbono essere accompagnati da un uffiziale superiore della guernigione.

Si pretende che il contingente piemontese per la Crimea potrà essere portato a 40,000 uomini, e che la Francia s’incaricherebbe di occupare Alessandria.

PRUSSIA

Dicesi che l’Austria insista nuovamente presso la Prussia, perché questa metta sul piede di guerra il suo contingente a forma delle convinzioni.

Le numerose sottoscrizioni fatte in Prussia per lo imprestito francese saranno annullale dal governo di Berlino (Corr. Hav.). Il principe di Prussia la sera del 18 tornò a Berlino dalle provincie renane.

IMPERO FRANCESE

Ai 19 l’ambasciatore cesareo Hubner fu ricevuto in udienza particolare dell’imperatore Napoleone, a cui presente una le liera dell’imperatore d’Austria.

Il celebre padre Ravignan della Compagnia di Gesù è scelto a predicare in questo anno la quaresima nella cappella delle Tuilerie.

INGHILTERRA

Lord John Russell diede ai 25 la sua dimissione. In questo fatto v’ha chi vede qualche sviluppatasi differenza tra i pareri ministeriali di Londra e le cose o sapute o combinate da Russell a Parigi. Dicesi che la nuova apertura del Parlamento sarà immediatamente conseguitata dalla dimissione dei peelisti del gabinetto. Parlasi che Aberdeen, in compenso della carica di primo ministro che ci lascerebbe, avrà dalla regina la decorazione del nastro turchino. Parecchie sono le liste dei nomi che i giornali recano a sostituire i futuri dimissionari del ministero.

SPAGNA

Il Diario Espanol assicura che sulla piazza d’Estella, antica residenza di Don Carlos nella Navarra, si presentarono ultimamente parecchi uomini proclamando con plausi il nome di Montruolin. Gli usci delle case e gli stabilimenti pubblici furon chiusi in un attimo. Tutta la città fu vivamente commossa. Non si conoscono le ulteriori conseguenze. Si assicura che i carlisti dispongano di una somma di 200,000,000 di reali, e che parecchi emissari di Cabrera sieno in giro per le provincie. O'Donnell nella tornata del 17 delle Cortes dichiarò per la seconda volta che la «situazione» è circondata da pericoli.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Imbarcatosi il principe Napoleone per tornare da Costantinopoli in Francia, una sviluppatasi recrudescenza del male, che lo allontanò dalla Crimea, lo trattiene per consiglio dei medici in Atene.

Ai 15 provenienti dalla Crimea sbarcarono a Costantinopoli circa 400 tra soldati e ufiziali ammalati. Da tre giorni cadeva una neve straordinaria, che si alzava ben due piedi nelle strade di Costantinopoli. Che non avran sofferto i soldati della Crimea?

Corre voce a Genova che la Russia abbia agito di rappresaglia contro proprietà e granaglie genovesi esistenti in Oriente ed in Taganrog.

Ai 14 gennaio metteano alla vela gli ultimi convogli che trasportarono l’esercito turco in Crimea. Terminatasi per tal modo la spedizione, indi corse la voce della sospensione dell’imbarco dei turchi a Varna, in seguito di trattative di pace. L’armata turca in Crimea darà un contingente di quasi 60,000 uomini. Cosi. almeno si assicura.

Vuolsi deciso un aumento considerevole dei due reggimenti della legione estera in servigio della Francia; imperocché se ne dovrebbero formare altri quattro totalmente di svizzeri; e costituirebbero due brigate ciascuna sotto il comando di un generale elvetico. Si assevera che sieno nominati i due generali; Ochscnbein per la prima e Ritter per la seconda brigata. Nella brigata di Ochscnbein si troveranno pure, cosi si afferma, i distinti uffiziali svizzeri Hauser, Funk, Munner, Kisller, Hartmann, Borgeand e Devalliere. Anche Blosch colonnello uditore della armata federale diede la sua dimissione; dicesi disposto ad entrare in alcuna delle legioni straniere.

L’esercito inglese della Crimea (secondo il Times) a! principio di gennaio era ridotto a 14,000 uomini, e di questi soltanto 2000 idonei oggi alle fatiche militari. Si crede che, dopo la nuova apertura del Parlamento) di Londra, si rafforzeranno i reggimenti di Crimea, Grecia, Isole Jonie, Malta e Gibilterra; e che a primavera si spediranno in Crimea altri 4 reggimenti di artiglieria.

Il generale Pellissier da Orano s’imbarca per la Crimea. Il Tage reca a Balaclava il quarto battaglione di cacciatori a piedi, vari distaccamenti di zuavi, di artiglieria e di gendarmeria.

Da Marsiglia arrivarono a Costantinopoli il general Coeur, 7 uffiziali e 384 tra bassi uffiziali e soldati francesi.

Su i primi del mese si trasportarono palle e munizioni in gran copia alle ultime linee francesi di assedio, e preparavasi una nuova batteria di 49 cannoni alla diritta. Pareva che volesse tentarsi qualche colpo decisivo; ma notizie fino al 15 non recano alcun che d’importante. Forse le nevi sopravvenute sospesero le operazioni aggressive. Notasi soltanto che «i francesi entrarono in Sebastopoli e presero possesso di diverse case abbandonate dagli abitanti. Mi sembra doversi interpretare che queste sieno case suburbane e propriamente alberghi solitari di pastori», ché molti in Crimea ve ne ha di simili abituri sparsi in ogni luogo pei numerosissimi armenti che vi sono. Ed è ben naturale che quelle case sieno state abbandonate dagli abitanti per non trovarsi in mezzo al fuoco quinci dei russi, quindi dei francesi. Pur tutta via diconsi case di Sebastopoli come quelle di Monte Mario ed altre prossime alle porte della nostra città diconsi case di Roma.

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A di 11 moriva in Siviglia il cardinal Giuda Giuseppe Romo y Gambao arcivescovo di quella città.

Adempiamo al doloroso incarico di annunziare la morte di monsignor Raffaello Bocci vescovo di Alatri avvenuta alle ore 9 del mattino del 27 di questo mese. La diocesi alatrina ha perduto in lui un zelantissimo Pastore, conspicuo non meno per la dottrina che per lo suo amore verso i poveri.

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É andato in fiamme il gran teatro dell'opera a Brusselles.

Si ha la notizia d’un orribil eccidio avvenuto sul navilio inglese Berenice, mentre da Schanghai andava a Sidney. Il capitano Gundy, la sua moglie, il contromastro e parecchi passeggieri furono messi a morte dall'equipaggio, che indi die’ fuoco al navilio per impedire la scoperta di tanto delitto.

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ULTIMO CORRIERE

La Gazzetta di Augsbourg pubblica un documento contenente la interpretazione delle garanzie accettate dalla Russia, e dice che questo documento fu compilai dall’ambasciatore russo Gortschakoff Secondo il testo del medesimo, la Russia ammette senza riserva il protettorato comune delle cinque Potenze nei Principati e sui cristiani dall'impero ottomano, e la libera navigazione del Danubio, mediante controllo di una commissione mista investita dei poteri necessari. Su ciò che riguarda il terzo punto, Gortschakoff acconsente a discutere i mezzi di por fine alla preponderanza della Russia nel Mar Nero, a condizione però che questi mezzi non ledano i diritti di sovranità dello czar in casa sua.

Considera il Wanderer che la bilancia della presente situazione politica di Europa sta nelle mani della Francia e dell'Austria; della Francia per la parte principalissima che ha nella guerra di Oriente; dell’Austria per la sua posizione geografica. E cita la circolare di Drouyn de Lhuys in cui la politica austriaca è qualificata siccome Fasse della politica germanica.

La Presse di Vienna riflette che il trattato del Piemonte con le Potenze occidentali è in sostanza un trattato con l’Austria, la quale non solo non se ne adombra, ma ne gode. E il Wanderer trova la condiscendenza del Piemonte ad unirsi alle Potenze occidentali più incomprensibile della condiscendenza della Russia ad accettare i quattro punti delle garanzie senza riserva. Quale inviluppo di misteriosi procedimenti!

Nella Indépendance Belge si ha che le negoziazioni del trattato anglo-gallo-sabaudo furono preventivamente comunicate alla Austria dalla Francia e dall’Inghilterra, con l’assenso del Piemonte, e che l’Austria si congratulò dell’abile politica che stringeva quel trattato!

La Post-Amtzeitung e altri giornali alemanni affermano che le relazioni dell'Austria e del Piemonte riassumeranno in breve il carattere amichevole che aveano prima del 1848. E vuolsi che un plenipotenziario sabaudo sarà fra pochi giorni spedito a Vienna on le preparare il ripristinamento delle relazioni diplomatiche.

L’Armonia ci fa sapere che il conte Vittorio di Camburzano è ora colpilo da un processo di tendenze, perché in un suo articolo pubblicato nell'agosto 1854 lasciò travedere le sue intenzioni non guari favorevoli al sabaudo sistema costituzionale. Sembra ch'ella non approvi che in un paese libero sia processata la libertà del pensiero! mentre il conte Urbano Rattazzi è immune da ogni inquisizione fiscale pel suo progetto di spogliare i conventi dei loro beni, in contravvenzione all'articolo 24 dello Statuto che infligge gravi pene «per qualunque offesa contro la inviolabilità del diritto di proprietà.»

La casa Aubertin di Londra sospese i suoi pagamenti cm un passivo di 76 mila lire sterline. Anche la casa Lovergard sospese i suoi pagamenti con un passivo di 139 mila lire sterline. Quella di Royers, Lowrez, Nolyland e compagni con un passivo di 159 mila lire sterline fece bancarotta.

Il Corriere Italiano del 22 e 23 né anche ha le sue solite notizie dai teatro della guerra!»

Il generale Wrangel, nella sua ritirata, fece demolire il castello di Baiazid. Muraieff comandante del Caucaso è a Tiflis, d’onde recherassi ad Alessandropoli a ispezionarvi le truppe. I russi si preparano di nuovo alla offensiva. Sono spediti rinforzi a Wrangel.

Il governo inglese spedisce a Costantinopoli un distaccamento dei pompieri di Londra con gli instrumenti necessari onde preservare dallo incendio gli ospedali di Scutari, dove trovansi parecchie migliaia di malati inglesi venuti dalla Crimea.

Ai 16 alcune truppe turche stanzianti in Valacchia marciavano verso Reni.

La seconda Camera berlinese ha risoluto a grande maggioranza che il governo, senza frapporre indugio, debba presentare un progetto di legge sulla soppressione del privilegio, che ora godono i beni dei nobili relativamente alla imposta fondiaria.


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1855 ROMA 1 FEBBRAIO N 13

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Oggi comincia il blocco occidentale nel Mar Nero. Alcuni vapori alleati, in attitudine piuttosto minacciosa, da parecchi giorni van su e giu innanzi al porte di Odessa. È superfluo il dire che queste dimostrazioni sono i preliminari delle tanto aspettate conferenze della pace, che si apriranno a Vienna (almeno così si assicura) martedì prossimo 6 febbraio!

L’Austria crede che nelle presenti condizioni e posizioni militari della Russia sia necessaria (e perciò la domanda) la mobilizzazione dei contingenti federali della Germania; la Prussia risponde che «i movimenti delle truppe russe non sono di tal natura da giustificare le inquietezze del gabinetto viennese» e perciò dichiara inopportuna la richiesta mobilizzazione. Ma l’Austria non è punto persuasa delle assicurazioni prussiane; indi torna a insistere perché l’esercito germanico sia posto sul piede di guerra. In questa divergenza dei parer delle due maggiori Potenze alemanne, sembra elle la quistione debba esser portai alla decisione della Dieta di Francoforte; anzi v’ha chi assevera che non si frapporrà lungo indugio a provocar la definitiva sentenza della federale assemblea. Quinci la politica di Berlino, quindi la politica di Vienna faranno i supremi sforzi nell'oratorio conflitto. A chi la vittoria? Noi non ci reputiamo competenti né acconci a pronunziar l’esito della grande controversia. Certo e però che questa include i germi di fatali scissure.

Pongasi la ipotesi che la Dieta neghi la mobilizzazione, potrà egli supporsi che il suo decreta faccia scomparire agli occhi dell’Austria i pericoli ch’ella vede nella collocazione di truppe moscovite delle sorgenti dell'Oder alle foci dei Danubio? E se questi pericoli non iscompariscono agli occhi dell'Austria, quale sarebbe la costei successiva altitudine? Ben alla già fece intendere di valersi delle proprie forze soltanto. E nel caso che la sorte delle armi le arridesse, quale sarebbe la futura condizione dei minori Stati che nell’ora dei pericolo non le diedero l’aiuto che pur dovean darle in virtù dei trattati e degli espressi e sottintesi obblighi federali? Agli eventi l’ardua risposta.

Nella ipotesi poi che la Dieta si pronunzi per la mobilizzazione, vorrà la Prussia smettere bonariamente le sue ritrosie fin qui propugnale con tanto energica fermezza? La è assai difficil cosa; e nuovi pretesti alla Prussia non mancheranno per conservarsi salda nel suo proposito. Le si dirà che sopravvenne il caso di guerra; ed ella dedurrà che questo caso sopravvenne appunto, come già motivo nella sua Nota del 5 gennaio, perché «la Prussia non fu chiamata a partecipare alle deliberazioni che aveano per iscopo il precisare i punti delle garanzie, e perché non vi potè mai esercitare la sua influenza.» E probabilmente si terrà offesa dalla esclusione a questa partecipazione che le apparteneva «nella sua qualità di grande Potenza europea e in virtù di un diritto da lei giustamente acquistato.» Anzi è chiaramente nella surriferita Nota enunciato che «re Federico Guglielmo serberà immutabilmente questa maniera di vedere, e che per farla prevalere, non si lascerà spaventare da pericoli né da sacrifici, che il suo popolo fedele sosterrebbe con quella abnegazione che ha dimostrato con tutta la forza e costanza di un vero patriottismo. Queste dichiarazioni officiali non han bisogno di comenti; esse rivelano abbastanza la tensione degli interni affari germanici.

Laonde gli occhi dei politici osservatori oggi si rivolgono meglio alle decisioni di Francoforte che agli avvenimenti della Crimea. Nondimeno ci è dato operare che la profonda e longanime prudenza del conservatore gabinetto austriaco, come ha saputo in altre occorrenze sormontare ostacoli che parcano insormontabili, cosi anche in questa saprà vincere e conciliare le presenti differenze, in cui versa, le quali alterando l’armonia germanica, potrebbero, sotto alcun riguardo, funestamente colpire l’universo interesse ed equilibrio europeo.

Egli è noto che la seconda Camera prussiana non è guari favorevole alla causa moscovita, la quale per ha i suoi grandi fautori nella aristocrazia del regno.

E l’aristocrazia ebbesi segnalata vittoria allorquando con la Nota del 5 gennaio Manteuffel respingeva espressamente la mobilizzazione domandata dall’Austria. Quanto una tale decisione possa avere urtato la suscettibilità della seconda Camera e non è a dirsi; pur ella s'infinse, ne manifestò il suo corruccio in parlamentarie querimonie; ché anzi già divenne proverbiale il silenzio della seconda Camera nelle cose relative agli affari di Oriente. Essa però, appena seppe il rifiuto a mobilizzare il contingente prussiano, propose e sollecitamente deliberò che il governo debba, senza frapporre indugio, presentare un progetto di legge per la abolizione del privilegio dei nobili relativo alla imposta fondiaria. Questa non mai seriamente curata ed oggi precipitosamente adottata determinazione è un fatto della più alta importanza non tanto per lo intrinseco suo carattere ma per le sue probabili conseguenze, il cui sviluppo può condurre a parecchie direzioni. Or che farà il governo? Presenterà egli o non presenterà il progetto di legge per l’abolizione dello enunciato aristocratico privilegio? Se lo presenterà, noi non sappiamo quanto di buona voglia i nobili si rassegneranno a subire un colpo, che li ferisce non meno in una sociale distinzione che nel pecuniario interesse. Se non lo presenterà, i deputati alla seconda Camera certo si richiameranno ai foro elettori, che vorranno sieno i ricchi e i patrizi nelle vettigali gravezze almeno parificati ai poveri e ai plebei. In qualunque modo, elevasi un governativo imbarazzo che darà molto a pensare. E nelle attuali congiunture 0 il dispetto dei nobili o la indignazione del volgo può contribuire a modificare, forse anche a trasformare la politica del governo nelle esterne sue relazioni. Il governo d’altronde probabilmente non sarà disposto a cedere ad esigenze che lo ritirerebbero da prestabiliti impegni, nei quali per avventura si ascondono le speranze di colossali grandezze. E che potrebbe allora conseguitarne? Le istorie han molti di. questi casi; e noi non vogliamo renderci noiosi ripetendo ciò che dicono istorie a tutti note.

È informato il Morning Post che la Francia e l'Inghilterra si dispongono ad interrogare alcuno delle minori monarchie d'Europa se abbiano intenzione di collegarsi con le Potenze occidentali vuolsi che anche il re di Napoli sarà richiesto sul proposito, tanto più che avendo egli un’armata di ben 100,000 uomini, potrebbe spedirne, senza dilazione, una parte sul teatro della guerra. Sono però idee che si sviluppano da qualche giornalista britannico, che nelle attuali circostanze del suo paese vorrebbe che altri desse il suo di più a chi ne ha bisogno.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Verso un’ora pomeridiana del 25 gennaio la prima colonna del reggimento dei dragoni francesi entrava in Genova comandata dal colonnello Dumas; era accompagnata dal comandante generale della divisione genovese Alessandro Lamarmora, non che da parecchi distinti uffiziali e da un drappello di cavalleria che mossero loro incontro. Un affollato popolo faceva siepe al passaggio dei dragoni, che trassero all’Annona, dov’erano preparati ad essi gli alloggi.

Il presidente del Consiglio ai 26 gennaio presente alla Camera dei deputati l’atto di accessione del Piemonte al trattato anglo-gallico del 10 aprile, la convenzione con Francia e Inghilterra per l’invio di 15,000 uomini in Oriente, finalmente una convenzione con l'Inghilterra per un prestito di 25 milioni. La Camera accolse molto freddamente la lettura di questi tre documenti (Armonia).

Il ministero della guerra riceve ogni giorno e da tutte parti domande di uffiziali di ogni grado che vogliono far parte della spedizione sabauda in Crimea I (Gazz. Mil.) E moltissimi uffiziali chiedono di partire per la guerra anche con grado inferiore a quello che hanno, e si offrono volontari non solo del Piemonte ma eziandio di altre provincie italiane che gradissero entrare nella alleanza (Piem.). Ben fu detto che la spedizione piemontese in Crimea è una partita di piacere; indi non fa meraviglia se tanta sia l’affluenza dei concorrenti.

PRUSSIA

Nei circoli diplomatici parlasi molto di una Nota assai risoluta, nella quale i gabinetti di Londra e di Parigi, respingendo il sistema della neutralità prussiana, propongono alla Prussia l'unica alternative di dichiararsi 0 amica o nemica.

Proveniente, da. Pietroburgo è arrivato a Berlino il duca Giorgio di Melklembourg Strelitz marito di una granduchessa di Russia. Egli è molto iniziato nelle intenzioni dello czar e più volte speditovi dalla Russia fu in missione particolare presso le Corti alemanne.

IMPERO FRANCESE

Si continua tuttavia nei circoli parigini a conghietturare sulla missione di lord Russell, la quale è sempre inviluppata nel più profondo mistero. Pur v'ha chi assicura che ella usasse un carattere eminentemente politico, è la pubblica opinione si accorda nel credere che Russell impiegò la sua influenza per trattenere il governo napoleonico da qualunque troppo esplicito sentimento di pacificazione. Imperocché l’Inghilterra è sopra modo interessata ad umiliare la Russia laonde scapiterebbe assai se la Francia fosse disposta a ritirarsi dalla lotta e lasciarne il compimento alle forze inglesi che da sé sole si riconoscono insufficienti. Ma si ha ferma fiducia che il gabinetto delle Tuilerie non sarà per recedere dalle sue primitive determinazioni. Oltre a ciò, i francesi in generale sono avversi alle trattative di accomodamento, perché vuolsi che la Russia col mezzo di esse trattative ad altro non intenda che a guadagnar tempo, e cosi a primavera, ritraendosi dai campi della diplomazia, potersi presentare con forze più formidabili sui campi delle battaglie.

Si crede che il 16 gennaio dopo un consiglio di ministri e in seguito a dispacci venuti da Vienna, l'imploratore Napoleone, fece scrivere a Bourqueney suo ambasciatore appo la Corte austriaca una lettera di intenzioni piuttosto conciliatrici!

Ai 20 gennaio il ministro della guerra presente all'imperatore per la sanzione il decreto di formazione di una legione svizzera. Il colonnello elvetico Meyer di Olten fu ricevuto due volte alla udienza imperiale, e fu inoltre invitato a pranzo dal ministro della guerra. Dicesi, che la legione svizzera in Crimea per conto della Francia sarà di 12,000 uomini.

Si pensa di aumentare lo stipendio degli ambasciatori, perché più decorosamente possano rappresentare la Francia presso le Corti estere.

Alla occasione del prestito nazionale in Francia, un contadino presentossi al ricevitore con un sacchetto di 1000 franchi, e lo depose sul tavolo dicendo: Per l’imperatore. Volete dire per l'imprestito? soggiunse il ricevitore. No’, per l’imperatore, e per aiutarlo a far la guerra a Niccolò, replicò il contadino. E il ricevitore: Volete dell’imprestito al 3, o al 4 e mezzo? Stanco l'esibitore conchiuse: Datemi la ricevuta e finiamola. Ecco come il popolo della campagna considera un prestito nazionale!

INGHILTERRA

Le spiegazioni date da lord Iohn Russell intorno alla sua dimissione e l’adesione di lord Palmerston han dimostro la necessità di spingere vigorosamente la guerra. Rebuk alla Camera de' Comuni propose la nomina di. una Commissione per esaminare la condizione dell’esercito inglese innanzi a. Sebastopoli e la condotta del Dipartimento dei viveri. La discussione della proposta fu rimessa al 29 gennaio.

SPAGNA

Si attribuisce al conte di Montemolino un nuovo Manifeste che circola a Madrid e nelle provincie; con esso è chiamato alle armi tutto il partito dei carlisti (Presse). Parecchi proletari, che pur dianzi gridavano per fame, furono trovati con 13 e 14 napoleoni d’oro in tasca. Si accredita sempre più la voce che Cabrera, sia veramente in Ispagna. Il capitano generale di Granata arrivò a Malaga con 2000 fanti, 400 cavalli e 8 cannoni. Il governo ebbe documenti, che furono clandestinamente spediti da Madrid nelle provincie, intesi a screditare il sistema costituzionale e la nazionale rappresentanza. Nella seduta del 19 gennaio un deputato propose alla Camera di dichiarare che ella non avea fiducia nel ministero. La proposta ebbe 136 voti contrari e 62 favorevoli.

Scrivono all’Espana che una sollevazione nella Navarra sembra inevitabile, se il governo non dispone forze suflicienti a coprire i principali punti strategici.

MONTENEGRO

Il principe Danjlo recossi a Zara, onde ricevere personalmente la sposa. Il matrimonio fu celebrato a Cettigne il 23. L’arcivescovo di Zara compi la cerimonia religiosa.

GRECIA

L’armata di occupazione nei suoi rapporti col governo greco cambiò il titolo di armata di occupazione in Grecia in quello di armata alleata in Grecia. Ma le parole non mutano l'essenza delle cose.

IMPERO OTTOMANO

Sono instituiti a Plojcscht, Riinnik, Russwede e in altri luoghi della Valacchia uffizi di arruolamento onde formare una legione valacca in servigio del Sultano. Il principe Stirbey apparecchiavasi a partire per Costantinopoli.

Fu scoperta e compressa una rivoluzione preparai dai softa. Il Divano tenue una conferenza nella quale si emise una opinione contraria al servizio delle pattuglie francesi in Costantinopoli.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Il conte Schlick doveva partire il 30 gennaio per la Galizia, dove già si è recato il tenente maresciallo principe di Schwarzenberg.

Nella notte dal 7 all’8 gennaio i russi fecero una sortita contro la parallela che trovasi innanzi alla batterie Num. 19. I francesi gli aspettarono a bruciapelo e li respinsero vigorosamente; parecchi morti russi restarono sul terreno. Nella notte dell'11 al 12 un 150 russi attaccarono le linee francesi; dopo un combattimento a corpo a corpo che durò alcuni minuti, i russi si ritirarono, lasciando nelle linee aggredite sotte morti e due prigionieri feriti; i francesi ebbero 5 feriti soltanto. Ma non ostante lo continue molestie dei russi, verso la meta di gennaio le opere di assedio erano portateo fino a 45 metri di distanza da Sebastopoli. Tutte le corrispondenze parlano di eccessive nevi cadute, allo quali vuolsi attribuire la dilazione di un attacco alla fortezza.

Credesi che il generale Canrobert per operare un vigoroso attacco contro Sebastopoli aspetti l'arrivo in Crimea della guardia imperiale, non che dei generali Niel e Pelissier. Le truppe francesi sono animale da entusiastico spirito guerriero. Sembra che i disagi del verno, le nevi, i ghiacci, le strade quasi impraticabili aumentino il loro coraggio.

Ai 16 gennaio si tenne a Sebastopoli gran consiglio di guerra innanzi ai principi imperiali Niccolò e Michele. Vi si trattò l’argomento di dare un generale assalto alle posizioni nimiche. Il corpo di Osten-Sacken era in accelerato movimento retrogrado per prender parte alla definitiva azione. (Da nostra corrispond.)

I curdi mossero turbolenze nella Mesopotamia. Depredarono due navi è sconfissero un corpo di Bascibozuk che aveva l’incarico di richiamarli al dovere con la forza.

Dicesi prossima a Parigi la comparsa di un nuovo giornale intitolato l’Etendard catholique, il cui scopo principale sarà di promuovere in Francia il ripristinamento degli Ordini religiosi.

Dallo Scientific Misccllany e dato il seguente quadro del Cristianesimo in tutto il mondo:


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Cattolici in Europa

154,444,000

.... in Asia

40,000,000

.... in Africa

12,000,000

.... in America

35,000,000

.... in Oceania

3,450,000


244,894,000

Protestanti con tutte le lor sette

48,935,000

Greci eterodossi

55,880,400


104,815,400

APPENDICE

Un congresso per la pace già si è fatto e vi è stato conchiuso che debba continuarsi energicamente la guerra. Esso è al meeting monstre convocato a Leedsin Inghilterra dal pacifico Cobden. Senza guari curarci dei discorsi che si fecero in favore della guerra, riporteremo un sunto del discorso pronunciato dal grande oratore della pace. V’erano presenti più di 6033 persone; non essendosi potuto trovar sale abbastanza vaste per contenere tanta moltitudine, il meeting ebbe luogo all’aria aperta nel cortile del palazzo di città.

Cobden comparisce, salutato con vivi applausi e dopo un lungo preambolo dice: «Io convengo coi miei colleghi che l’Inghilterra non può fare che una grande guerra ma perciò occorre molto danaro. Io credo che il cancelliere del tesoro siasi illuso nel credere che questo paese potesse far la guerra a buon mercato. Gladstone vi chiese 10 milioni di sterline e uni le abbiamo votate. Vedeste quanto presto fu spesa questa somma e potete facilmente immaginarvi quanto danaro bisognerà aggiungervi per condurre la guerra a buon fine. E che stiamo noi facendo? Trasportiamo la lotta sul territorio russo. Supponete per un istante che la Russia minacci d'invadere con 100,000 uomini, immediatamente vedrete la popolazione insorgere in massa e voterete 50 milioni di sterline per respingere l’inimico. Ma invadere la Russia, è una spedizione ben più costosa della difesa del nostro territorio contro lo straniero. Questa guerra costerà enormi sacrifizi e desidero sapere in qual modo voi volete che vi ai faccia fronte. Su questo proposito vi sono varie opinioni. Gli uni vogliono l’imprestito, g!i altri contribuzioni dirette, altri ancora imposte indirette. In quanto a me, io ho sempre temuto la rinnovazione del sistema dei debiti consolidati. Io temo gli imprestiti. Trovo che il lavoro nazionale sia già abbastanza ipotecato e trattasi di sapere se farete pesare su voi stessi e sui vostri figli gli aggravi di questa guerra; è pericoloso il permettere con troppa facilita al governo di ritirare somme dalla nazione, quanto più facilmente sono ottenute tanto più presto sono spese. Io credo che la Provvidenza abbia voluto che in uno stato di guerra vi fossero delle difficoltà e sembrami utile che questo difficoltà sussistano pel governo, quando si tratta di trovare risorse.

Noi faremo pagare (si sente una voce) alla Russia (si ride).

Cobden prosiegue: Ciò premesso, parterò della guerra per se stessa e primieramente dirò che io non sono, come si pretendeva, un partigiano della pace ad ogni costo. In questo paese havvi una società che considera ogni guerra esser contraria alla religione cristiana. Questa rispettabile società non ha mai voluto imporre la sua opinione alla politica del paese. In quanto a me, non mi occupo che di una quistione puramente politica e dico che il paese fu ingannato lin dal principio di questa guerra. Gli si fece credere che essa avesse per iscopo oggetti del tutto diversi (nò nò).

Potreste vqi negare che un anno è quindici mesi sono, voi eravate persuasi che si sarebbe pugnato per le libertà delle nazionalità oppresse del continente? (nò nò) Voi credevate che si andava a punir la Russia per la sua condotta in Ungheria, in Circassia e altrove (nò no). Si credeva che noi avremmo inscritto sulle nostre bandiere la divisa: Ristabilimento della Polonia! (nò nò). Questa era appunto la opinione del defunto lord Dudley Stuart, il quale credeva che l’attuale guerra avrebbe resa libera la Polonia (nò nò). In quanto a me, non prestai mai fede a questi risultati. Io non vidi in questa guerra che una guerra politica, una guerra. di diplomatici. Ma osserviamo la guerra tal quale è. Una opposizione agli attacchi della Russia contro la Turchia. Ebbene! Perciò abbiam fatta la guerra troppo presto, giacché si sarebbe potuto ottenere tutto questo senza versare una sola goccia di sangue (oh! ok!). So bene, e l’abbiamo proclamato alla Camera dei Comuni, il mio amico Bright ed io, la Russia ebbe torto verso la Turchia, essa l’ha provocata e la Turchia ebbe ragione di dichiararle la guerra (applausi). Ma attaccando la Turchia, la Russia attaccava forse anche noi? Io ammetto che la causa della Turchia sia la causa del diritto; ma dobbiam noi farci dovunque i campioni del diritto? Per quanto sia possente l’Inghilterra, le sue risorse non sarebbero sufficienti. Per la Turchia d'altronde, l’ho sempre detto e lo ripeto, il suo governo non rappresenta la maggioranza delle popolazioni. In quel paese vi sono 4 milioni di maomettani che opprimono 8 milioni di cristiani, ed io credo che se si andasse a' voti si troverebbe una grande maggioranza contro noi per la guerra (nò no). Ciò è indubitabile.

Una voce: Anzi è dubitabiIissimo.

Cobden: Ma allora perché i greci cristiani sono tutti tanto avversi agl’inglesi? Badate bene che codesta quistione vi occuperà per molti anni, in conseguenza si deve esaminarla a fonde. Noi abbiamo dinnanzi a noi un governo il quale non rappresenta che una minoranza nella popolazione cristiana. Ella frappone inciampi per quanto può alle nostre operazioni, sicché nella Crimea dove abitano molti cristiani, i soli uomini intelligenti dell’Oriente, non si può ricavarne nessuna informazione e i nostri generali non conoscono nemmeno i nomi dei generali contro cui combattono. E ciò, premesso, come potete voi sperare di regolare un giorno le difficoltà interne della Turchia? Il nostro governo vuole che invece della Russia sola, tutte le cinque Potenze proteggano in comune la Turchia. In quanto a me, ciò è basato sullo stesso principio (nò nò). L'imperatore di Russia fu l'oppressore, ne convengo, ma forse, adottando noi stesso lo stesso principio della Russia, avremmo giustificala in gran parte la sua politica. Havvi un punto, sul quale siamo tutti di accordo ed è quello che sarebbe stato impossibile di meglio esporre lo stato deplorabile della nostra amministrazione militare di quanto lo fece questa guerra. Un ministro riconobbe alla Camera dei Comuni che la spedizione della Crimea fu un errore, uno sbaglio. Un ministro della corona dichiarò che tutti si sono ingannati, il governo e i generali. Ingannarsi riguardo una impresa di tanta importanza, e venire a dichiararlo con tanta, noncuranza come si trattasse della perdita di pochi scellini! Perché si sono tutti ingannati? Ma il primo borghese di Leeds che si fosse mandato a Costantinopoli con 10,000 lire sterline a sua disposizione, avrebbe trovato il mezzo di raccogliere tutte le informazioni possibili sopra Sebastopoli, sul numero degli uomini, dei cannoni, sul piano della piazza, su tutto insomma. Ma invece si manda un’armata nelle tenebre per poi venirci a dire ch’essa sbaglio la strada. In quanto a me, non solo si sbagliò sulla forza di Sebastopoli, ma non si sarebbe nemmeno dovuto andarvi (segni di disapprovazione). E una volta nel fango, vedete quanto costi ad uscirne; occorreranno armate enormi, tesori incalcolabili, ed una campagna diretta ben diversamente da quella di oggidì. Secondo me, havvi un altro mezzo di ritirare i nostri bravi soldati da questa falsa situazione ed è di non abbandonarci alle nostre esagerate speranze e non frapporre ostacoli al ristabilimento della pace. Vorrei inoltre, che questi valorosi, ai loro ritorno da Sebastopoli, fossero accolti come avessero trionfato, perché soffersero dieci volte di più a causa del loro inutile tentativo di quanto sarebbe stato il caso se avessero presa la città con un colpo di mano (applausi). E non abbiamo forse motivo di sperare una pace onorevole? Io so che alcuni devono proporre a questo meeting una risoluzione tendente a chiedere la energica continuazione della guerra. Non credete voi che una risoluzione proveniente da una assemblea di tanta importanza sia alla ad esercitare un sinistro effetto sulle aperte trattative? (nò nò). In quanto a me, io temo e prego i miei rispettabili amici di ben riflettere a ciò che stanno per fare.

L'oratore espone i mali che soffrono i soldati inglesi in Crimea. Poi demanda se non sarebbe giunto il momento di liberarli da queste sofferenze e concludere una pace onorevole? (nò).

Si vuol prender Sebastopoli (ripiglia Cobden) e demolirla perché la Russia venga fra dieci anni a Londra a contrarre un imprestito per ricostituirla. Noi prendiamo verso l’Europa una posizione di riparatori di torti che non ci appartiene. Né la Russia, né il resto del mondo ci riconosce per giudici. Vedete gli Stati del continente. Il re del Belgio dice al suo Parlamento, che l'Inghilterra adempie le funzioni di giudice, e invita forse la opinione pubblica del suo paese a sostenerci? Nò. Dice al suo Parlamento che fra le tre grandi Potenze di Europa havvi la guerra e che il Belgio deve conservare una neutralità rigorosa. Che dice il presidente degli Stati Uniti? Che è dovere dell’America e sta nel suo interesse di rimanere neutrale. La Svezia, la Danimarca, la Norvegia, che simpatizzano tanto per le idee liberali, tengono un linguaggio analogo. La Germania dice altrettanto, e nessun governo straniero accorda libero passaggio alle nostre reclute (Nò). Vedete dunque che l’Europa non ci accorda il suo appoggio in questa lotta. Si ha l'abitudine di rifiutarne il titolo di uomo politico, perché. in altra occasione ricusai, come oggi, di prender parte a certe grida di guerra. Due anni sono, tutti parlavano di una invasione francese; e perché non vi credeva, fui rappresentato con orecchi d’asino gridando la parola pace in un cannone. Ebbene, havvi taluno oggidì che creda ancora ad una invasione francese? Alcuni anni sono, votai contro il governo inglese e contro le pretese di ser Pacific, che quasi quasi ci gettavano in una guerra. Riguardai le sue pretese come irragionevoli ed accampale al solo scopo di trar profitto dalla occasione, e quando tale vertenza fu sottomessa al giudizio di arbitri, il credito di 26 mila lire sterline fu riconosciuto senza fondamento, e si assegnarono a ser Pacifico 150 lire sterline a titolo di elemosina. (Si ride). Ebbene anche allora fui trattato da pazzo, e la mia condotta rese invece pazzi alcuni dei miei amici. lo domanderò ai miei avversari, se sono ben sicuri che fra due anni potranno chiamarsi soddisfatti della loro condotta attuale. Oggi si parla di pace, e la popolazione industriale della città di Leeds sarebbe più guerresca dei diplomatici di Vienna e di Londra! lo spero che l’onorevole signor Raines non attaccherà in questa discussione il carattere personale dell’imperatore di Russia di cui lord Russell vantava, nel febbraio 1853, dopo la corrispondenza secreta, la saviezza e il genio e di cui lord Clarendon vantava la generosità dopo la rivoluzione della Polonia ecc. Dopo, lord Russell profferì dei discorsi che mi disgustarono, e che contribuirono ad eccitare lo spirito guerresco in questo paese. lo non voglio difendere lo Czar, giacché sarebbe difficile di trovare due uomini sulla terra che sieno meno fatti per andar d’accordo cerne lui e me. lo lo riguardo come uomo d’alta capacità intellettuale, ma in pari tempo la vera incarnazione del!a forza fisica.

Una voce: Abbattetelo.

Cobden. Questa parola mi riconduce alla quistione. Io temo che quanto voi fa le a Sebastopoli non farà che aumentare il suo prestigio. Si dirà che l'Inghilterra e la Francia attaccarono la Russia, e si trovarono troppo deboli per essa. La Russia è debolissima per l'attacco, ma per la difesa, vedete l’esempio di Napoleone. lo non credo che la Russia ambisca d'impadronirsi dei paesi vicini. Quanto tempo non le occorrerebbe per costruire strade e ponti attraverso le maremme e i deserti che la separano dall’Occidente! Per rendere fertile un terreno incolto occorrono sett’anni, per mettere la Russia in grado di fare quanto si suppone, occorre un secolo. Perciò giacché ci si presente un barlume di pace, vi supplico di non votare nessuna risoluzione. (nò nò)

Quindi Marsal propone: «Che secondo l'opinione di questo meeting, la guerra in cui sono impegnate l'Inghilterra e la Francia contro la Russia è una lotta imposta dall’oltraggiante aggressione dell’ultima potenza contro la Turchia; con uno scopo d'ingrandimento da parte dello Czar, e che giusta il parere di questo meeting, la guerra dev’essere continuata colla maggiore energia sino a quando si avranno ottenuto condizioni di pace onorevoli e sicure.»

Questa fu una degna risposta al discorso del pacifico Cobden.

Così fu risoluto a grandissima maggioranza.


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1855 ROMA 3 FEBBRAIO N 14

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Il Times continua, com'egli dice «la ingrata missione di comunicare al pubblico i tristi avvenimenti che accompagnarono la decadenza e la mala riuscita della grande spedizione britannica in Crimea. Ed aggiunge che, secondo informazioni degne di fede, la situazione degli inglesi in Crimea non solo è cattiva, ma è pur anco minacciata da un disastro quasi senza esempio nei sanguinosi annali della storia. Si fiano ascendere i morti a 60 al giorno, senza contar quelli che le fatiche ei le malattie pongon fuori di servigio. Non rimasero più che 14,000 uomini, e appena 2000 erano in buona salute al principio di gennaio! Scarso nutrimento, vestiti insufficienti, spiriti abbattuti, niun riparo contro le intemperie dell’aria; nondimeno l'armata deve adempiere penosi doveri con numero di uomini sempre minore, e il lavoro aumenta a mano a mano che le braccia diminuiscono! I più fiduciosi non parlano di un attico che per la fine di gennaio, ma che sarà rimasto allora dei 53,000 uomini che abbandonarono le rive inglesi per andare all'assalto di Sebastopoli? Sarà perduta, tranne il caso di qualche miracolo, la sola, solissima armata inglese, che fu l'oggetto di tanto orgoglio, di tanto affetto, di tante cure, terrore del nimico sul campo di battaglia, difesa e baluardo della libertà e indipendenza della Gran Bretagna! E la nazione è forse preparata a tanta sciagura? Essa è preparata a dire: I nostri bravi soldati perirono…... perché dell’armata si fece una vasta bottega, un trastullo dalla aristocrazia, un mercato nel quale l’avanzamento non è guiderdone del merito, ma si vende e si compra! Ciò che la spada dei russi non potè fare, fece la incapacità dei nostri ministri e dei nostri generali!»

Questi pochi brani della geremiade del Times crediamo sieno sufficienti a dimostrar com’ei si adoperi perché la memoria del ministero di Aberdeen trapassi esecrata alle future generazioni. Or che non può mai l'ira di un accreditato giornalista? massime colà dove la forza della libera stampa è considerata uno dei principali elementi del pubblico benessere.

Anticamente il libero sofismo in alcuni paesi predominava come oggi in alcuni paesi predomina la stampa libera; ché que&la sembra avere ereditato i diritti di quello. E allora come si regolavano i grandi che voleano fare a lor modo e parer di fare a comune vantaggio? Dionisio il giovane chiamava alla sua mensa e largamente stipendiava i più celebri sofisti; e richiesto perché cosi si diportasse rispondeva cosi esso adoperare non perché facesse gran conto di loro, ma perché i siracusani suoi sudditi col mezzo dei sofisti lo facessero di lui. Se Aberdeen avesse imitato Dionisio, avesse cioè comperato gli articolisti del Times, non sarebbero mancati altri rettonici colori per provare la saviezza ministeriale e il floridissimo stato dell’esercito inglese della Crimea. Ha però a ciò supplito il Journal de Constantinople, il quale ci assicura che le truppe britanniche innanzi a Sebastopoli; danno attualmente il numero di circa 40,000 bravi combattenti! Oh andate mo a credere ai giornali! Uno vi dice che ne rimasero appena 2000 affranti dalle fatiche e dalle privazioni, un altro che ve ne sono 40,000 tutti pronti all’assalto! Raglan per difendersi dai colpi dell’irritato Times, ha trovato anche esso il suo campione, il Journal de Constantinople.

Il duca di Newcastle ha dichiarato al Parlamento inglese che Raglan ricevette autorizzazione d’allontanare dal campo i corrispondenti dei giornali.

La Union, organo di Pierce presidente di Washington, annunziava ultimamente ai democratici americani che «Menzikoff avea già piombato (co si almeno conghietturavasi) sugli alleati con tutte le sue forze rifalle e rinnuovate, e avea già terminata la guerra in Crimea!» Non è a dire quanta si fosse per questa notizia la gioia de' russomani dell’altro emisfero: a renderla però più piena la Union soggiungeva: «Se il trattato di Vjenna dei 2 dicembre è attuato in modo da trascinar l’Austria ad una lotta con la Russia, tutti gli elementi, tutti i mezzi guerreschi de' latissimi dominii dello czar Niccolò saranno messi in azione, e sull’Europa scoppierà un fulmine, che potrebbe crollare tutti i troni nella sua furia vendicatrice. La Union in segreto vagheggia principalmente la umiliazione della grande rivale della Unione Americana, e già vede percossa dal fulmine moscovita tornare ignuda all'alga la pestatrice del sonetto del Monti. Ma un esimio politico diceva che la vittoria nelle guerre è da quella parte dov’è maggior copia di danaro. Se ciò fosse vero, potrebbe la Union tornare a far meglio i suoi calcoli.

A Torino si fanno discussioni parlamentarie sul trattato dell'alleanza anglo-gallo-sabauda. Furono inscritti per parlare in favore del trattato i deputati Torelli e Durando, e per parlare contro il medesimo i due insigni democratici deputati Farina e Brofferio. E non è quello un perdimento di tempo? nel caso che la Camera non approvasse il trattato, la conseguenza forse sarebbe che un trattato conchiuso con Francia e Inghilterra non sarà eseguito? Son pur curiose certe pretensioni! Perche dunque Farina e Brofferio vogliono impugnare la validità del trattato? Essi hanno la mania di vedere riportate le loro concioni nei giornali di Pietroburgo! Sarà però vero che lo czar Niccolò si faccia illudere dalle sabaude democratiche simpatie, che fan voti, come non ha guari diceva e ripeteva la Voce della libertà, per la vittoria delle armi moscovite? E chi avrebbe mai pensato che le intelligenze coperte di frigio berretto si sarebbero finalmente innamorate anche dello knout e del ballock?

INTERPRETAZIONI DEI QUATTRO PUNTI
Interpretazione delle Potenze occidentali secondo il protocollo dell'11 agosto 1854
Le Potenze occidentali saranno contente

I. Se il Protettorato esercitato fin or a dalla Russia sui principati di Moldavia, Valacchia e Servia cessi, e se in futuro i privilegi e le immunità che si accordarono dai sultani a quelle loro dipendenze si mettano sotto la garanzia collettiva delle Potenze per mezzo di un trattato speciale con la Sublime Porta.

II. Se la navigazione del Danubio sia libera da ogni ostacolo alle sue bocche, e se il principio stabililo nei congresso di Vienna sia esattamente eseguito ed applicato a questo caso.

II. Se il trattato del 3 luglio 1841 subisce una revisione con la sanzione di tutte le parti contraenti per un migliore ristabilimento di poteri in Europa, e allo scopo di restringere la forza della Russia nel Mar Nero.

IV. Se la. Russia smette le sue pretese di esercitare un protettorato ufficiale sui sudditi della Porta, a qualunque religione appartenenti, ritenuto che la Francia, l’Austria, l'Inghilterra, la Prussia e la Russia non si accordino a prendere la iniziativa per ottener dal sultano la conferma e la debita osservanza della libertà di coscienza di tutte le Chiese cristiane nei domini turchi, ed approfittino, nello interesse comune dei loro correligionari, delle generose intenzioni e del disinteresse manifestato dal sultano, ma senza ledere la dignità e la indipendenza del suo trono.

Interpretazione della Russiasecondo la Nota di Nesselrode del 6 novembre 1854

I. Il protettorato dei principati danubiani debb’essere esercitato in futuro dalle cinque potenze collettivamente sotto le stesse condizioni stipulate in loro favore nei trattati fra la Russia e la Turchia.

II. La libertà della navigazione del Danubio già esiste de jure, e la Russia non pensò mai a restringerla.

III. Si ammette la revisione del trattato del 1841. E la Russia non si opporrà alla abolizione del trattato medesimo, se la Turchia, come lo Stato più interessato, acconsente a questo cambiamento.

IV. La Russia vuole garanzie riunite per la libertà civile e religiosa delle popolazioni cristiane dell’Impero ottomano, senza distinzione di religione, da darsi alle cinque potenze collettivamente.

Nuova interpretazione che dicesi redatta dall'ambasciatore russo Gortschakoff' e rimessa dalla Conferenza viennese
del 7 gennaio a Pietroburgo, non che dall'imperatore Niccolò immediatamente accettata

I. Abolizione del protettorato esclusivo della Russia in Moldavia e Valacchia, ed i privilegi di queste provincie riconosciuti dal sultano, vengono posti sotto la garanzia delle cinque potenze.

II. Libertà della navigazione del Danubio secondo i principii stabilili cogli alti del congresso di Vienna all'articolo delle comunicazioni fluviali. Controlleria di una commissione mista, che sarà investila dei poteri necessari per rimuovere gli ostacoli che esistono alla imboccatura è si formeranno più tardi.

III. Revisione del trattato del 13 luglio 1841, per legare più completamente la esistenza dell’Impero ottomana all’equilibrio europeo. lo non rifiuto d’intendermi in conferenze formali di pace, sopra i mezzi che le tre Corti dovessero proporre per metter fine a ciò che esse chiamano preponderanza della Russia nel Mar Nero, a patio però, che nella scelta di questi mezzi non se ne trovi alcuno che polesse pregiudicare i diritti di sovranità del mio auguste sovrano nel suo Impero.

IV. Garanzia collettiva delle cinque potenze (in luogo del patronato esclusivo che possedevano finora alcune di esse) per la consacrazione e l’osservanza dei privilegi religiosi delle diverse comunità cristiane senza distinzione di culto, a condizione che la realizzazione delle promesse solenni fatte in faccia al mondo dalle grandi potenze cristiane siano un’opera seria e coscienziosa, e che la protezione promessa sia efficace e non una vana parola.

Si ha da Vienna che tanto la notizia sparsasi che l’Austria avesse appoggiata presso le Potenze occidentali la conclusione di un armistizio, quanto l’altro che la Francia avesse risposto negativamente, sono mere invenzioni giornalistiche. Anzi si assevera che i ministri e plenipotenziari militari delle tre Potenze alleate abbiano già combinato in comune un piano di operazioni guerresche, in seguito a un trattato di alleanza offensiva, il quale ancora non si pubblica, perché vuolsi che alla sua pubblicazione conseguitino immediatamente i fatti (Vossische Zeitung). E si aggiunge che l’inviato austriaco Prokesch a Francoforte abbia ricevuto dal suo governo instruzioni di proporre all’Assemblea federale la mobilizzazione della' metà dei contingenti senza aver riguardo alle ritrosie della Prussia. Prevedosi che la maggioranza dei membri federali non solo aderirà alla proposta, ma molti di essi chiederanno la mobilizzazione degli interi contingenti, affinché cosi la guerra sia energicamente porta la a un sollecito fine (Schlesische Zeitung). Le prospettivo di pace sempre più si fanno scarse, e parlasi a Vienna di un nuovo scritto dello czar, secondo il quale le speranze di un accomodamento non sono che inutili desideri.

STORIA CONTEMPORANEA

IMPERO AUSTRIACO

Continuano le trattative per una convenzione militare fra l’Austria e la Francia. Vuolsi che già siasi precisato il caso che truppe francesi debbano entrare nel territorio austriaco.

Ai 25 gennaio accreditavasi sempre più a Vienna la voce che il governo austriaco aveva spedito una seconda circolare ai governi tedeschi per la pronta mobilizzazione della metà del contingente federale. Altri assicuravano che l’Austria disponevasi a chiedere sollecitamente la votazione concernente la mobilizzazione dell’esercito alemanno. Il giorno innanzi dicevasi che Gortschakoff era entralo in pacifiche trattative, ma la notizia era priva affatto di fondamento.

(Daremo nel successivo numero il dispaccio austriaco per la mobilizzazione dei contingenti federali).

Ai 24 gennaio Bourqueney ambasciatore francese a Vienna diede uno splendido banchetto cui furono invitati molti membri del corpo diplomatico.

Giunsero il 25 gennaio a Vienna un corriere francese da Parigi e un corriere sardo da Torino, non che il generale inglese Cannon da Costantinopoli.

Già debbono essere cominciate a Vienna le sedute della Commissione incaricata dei lavori di organizzazione dei principati danubiani.

GERMANIA

Notizie ulteriori recano che l'Austria già sottopose alla Dieta la proposta della mobilizzazione.

Corre voce che la Dieta di Francoforte abbia approvata la mobilizzazione di 240,000 uomini.

IMPERO FRANCESE

Il governo francese con la massima attenzione sta sempre sulle traccie degli speculatori di cereali. Si assicura che due ricchi incettatori furono obbligati a restituire somme considerevoli guadagnate vergognosamente, che da taluno si fanno ascendere perfino a 5 milioni di franchi.

Parigi in questi ultimi giorni fu spettatrice di un insolite fenomeno; un mezzo piede di neve copriva tutte le strade, e cotale un freddo imperversava che faceva prevedere l'aggelamento della Senna che limitata a strettissimo letto gonfiavasi trascinando nel suo corso deplorabili ruine. Le autorità. fecero, rompere il ghiaccio su tutti i punti onde impedire i malefici effetti che suol produrre nel suo discioglimento.

Nei circoli orleanisti fece non poca sensazione la condanna a 6 mesi di carcere e 500 franchi di inulta inflitta al conte di Montmirail incriminato di propagazione di false notizie.

Si parla positivamente di aumentare i campi nelle vicinanze di Boulogne.

A un vecchio francese generale di brigata, cui non si volte accordare di andare in Crimea, si disse potere esser sicuro che presto guadagnerà il grado di generale di divisione sopra un altro campo di batta glia!

E spedito in missione presso l’imperatore Napoleone il generale austriaco Crenneville.

SPAGNA

Sevillano ministro delle finanze diede la sua dimissione; succede Madoz. Si fecero a Madrid un 150 arresti; si dice che in parecchie case si trovò danaro destinato a pagare gli agitatori. Vociferavasi contemporaneamente che il governo seppe per telegrafo che il conte di Montemolino e alcuni capi carlisti erano entrati in Ispagna.

Ai. 16 gennaio (dicesi) gli agenti di Montemolino incassarono a Parigi 25 milioni, di reali in conto di un prestito di 125 milioni conchiuso con una casa bancaria. Le provincie di Galizia, Navarra, Catalogna, Valenza e altre non attendono (cosi si afferma) che il segnale per aprire la lotta e inalberare il vessillo dell'assolutismo.

Santa Cruz ministro dell'interno annunziò alle Corte s che il governo avea sequestrato a Madrid un convoglio di armi destinate ai carlisti.

Pare che ai primi di marzo Soulé voglia tornarsene in America.

INGHILTERRA

Dicesi che la regina abbia incaricato Russell e Palmerston a comporre un nuovo gabinetto. Ai 21 gennaio fu consiglio di ministri a Londra, dopo il quale Aberdeen parti per Windsor dove è la regina.

Il ministero inglese ai 30 gennaio in seguito a fierissime diatribe sulla mozione di Roebruk fu battuto da una maggioranza di 100 voti!

SVEZIA

Dicesi confermata ufficialmente la notizia che presto sarà conchiuso un trattato di alleanza fra la Svezia e le Potenze occidentali. Indi corse? la voce di ordini dati per mettere l’armata svedese in acconcio di guerra. Ma questa voce fu smentita. Certo è però che la Svezia prosiegue senza interruzione i suoi armamenti terrestri e marittimi.

IMPERO OTTOMANO

Da Costantinopoli si scrive al Corriere Italiano che v'è generale lo sdegno contro gli autori degli assassinii commessi sulle persone di militari francesi. Da principio i sospetti cadevano su i greci russofili; ma ebbesi poi la certezza che queste prodezze sono dovute allo stile settario della democrazia straniera. I quartieri di Pera e di Galata sono percorsi tutta notte da pattuglie francesi. Si osserva la più severa sopravveglianza intorno ai rifuggiti politici.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Si effettua un sollecito movimento di truppe austriache verso le frontiere settentrionali.

Domina in Odessa la massima costernazione, giacché si terne un attacco da parte degli alleati. Vi si lavora giorno e notte nelle fortificazioni e si fa mostra di volere opporre una disperata resistenza l'Tutte le notizie concordano nel dire che si presero le più scrupolose disposizioni per incendiare la città nel caso che dovesse restare in potere degli occidentali.

Teodoro Paskiewitsch figlio del maresciallo principe di Varsavia è nominato general maggiore.

Partirono da Varsavia il generale del genio Dahn, membro del Consiglio russo, alla volta di Kozientce, e il tenente generale Essen alla volta di Siedice. Proveniente poi da Lublino arrivò a Varsavia il tenente. generale Szepielew capo della quarta divisione di fanteria.

Scrivono da Galacz (Cor. It.) sempre più accreditarsi la voce che i russi si dispongono a qualche fatto decisive contro le posizioni degli alleati. Questa notizia è in analogia con l'altra da noi già data del consiglio di guerra tenuto a Sebastopoli alla presenza dei granduchi Niccolò e Michele.

Parlavasi in questi ultimi giorni a Vienna di una battaglia vinta dai russi (Times). Ma la notizia non è peranco confermata.

Nello arsenale in Torino si lavora indefessamente tutte le officine sono in attività per provvedere armi allo esercito che andrà in Crimea, e che sbarcherà nel golfo di Kaffa per minacciare le vie di comunicazione fra l'istmo di Perekop e Arabad.

Un Beraeynshi principe polacco, che fu tenente della guardia russa, preso servigio nello esercito turco dell’Asia.

VARIETÀ

Scrivono da Pietroburgo che per ordine dello czar viene introdotta in tutti gli ospedali civili e militari dell'Impero la cura omeopatica e che ai medici è severamente inculcato lo studio della omeopatia.

Ê qualche tempo che non parlavasi più di Sciamil. La prima voce bizantina che torno a. tener proposito dello illustre capitano circasso, ne annunziò la morte!. Ma non dicesi né dove, né come, né quando sia ciò intervenuto. E finché non ci giungano schiarimenti positivi su questi tre punti, noi saremo di parere che Sciamil

«Ride di cosi trista e brutta nuova,

«E mangia, e bee, e veglia, e veste panni.

Il Nouvelliste di Amburgo ha da Costantinopoli in data l'gennaio che Sciamil presso Sarybashe irruppe all'improvviso contro i russi e ne fece prigionieri alcune centinaia. L'esercito di Sciamil si compone di 60000 soldati regolari, quasi tutti polacchi e disertori russi e di 1400 irregolari con 32 cannoni. Sciamil era ultimamente ad Aver.


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1855 ROMA 6 FEBBRAIO N 15

IL VERO AMICO DEL POPOLO

ROMA

Le spoglie mortali del cardinale Serafini dopo di essere state esposte per tre giorni negli appartamenti da lui abitati, la. sera di sabbato 3 del corrente col consueto convoglio funebre vennero trasportate nella chiesa di San Marcello, ove la mattina del 4 furono fatte le solenni esequie. Nella medesima chiesa di buon mattino si recarono a recitare l'officio di requie le diverse comunità religiose, e alle dieci vi si condusse unitamente al Sacro Collegio, ai prelati ed alla Ecc.ma Magistratura Romana anche la SANTITÀ di NOSTRO SIGNORE ricevutavi alla porta da Sua Em.za R.ma il sig. Cardinal Mattei vescovo di Porto e Santa Rutina.

Stamane in via della Rocca della Verità ha subito l'estremo supplizio, mediante il taglio della testa, un Giuseppe De Cesaris da Monteleone del Governo di Cascia, campagnolo, della età di anni 25, colpevole di omicidio con animo di rubare. Ê morto con pubblica dimostrazione di profondo pentimento.

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Oggi 6 febbraio sarebbe il giorno fortunato, in cui (secondo che annunziarono unanimi i periodici europei dovrebbero aprirsi a Vienna le conferenze della pace! E dicevasi a Torino che anche il Piemonte avrebbe mandate a queste conferenze un suo rappresentante nella persona chi affermava del cavalier d’Azeglio, chi del conte Cavour, chi del marchese Alfieri di Sostegno (Arm.). Cosi comincierebbe ad avverarsi il vaticiniche nel Piemonte, giornale del non piemontese Farini, pur dianzi leggemmo, cioè che la alleanza della Sardegna con la Francia e con l’Inghilterra avrebbe recato alla Sardegna il singolare onore d’intervenire nei congressi della pace! Ma contemporaneamente si ha da Berlino che «le speranze pacifiche, originale dalle pratiche iniziatesi a Vienna, vanno sempre più scemando; imperocché assicurasi che (invece di credersi seriamente ad un accomodamento) le negoziazioni introdotte fra le Potenze occidentali e l’Austria, per trasformare in offensivo il trattato difensivo, continuano operosissime, e sono prossime alla loro ultimazione; anzi a Berlino ritiensi come cosa positiva essersi già stabilito che la guerra sarà spinta innanzi con tutta la possibile energia; che le pratiche relative all’intervento austriaco in essa guerra sono già in termine di essere conchiuse; che non vi furono nuove negoziazioni con l’ambasciatore russo Gortschakoff; finalmente che le disposizioni pacifiche, finora espresse in modo troppo generico dal gabinetto di Pietroburgo, non sono tali da farle realmente basi di un aggiustamento.»

Oltre a ciò nel Globe del 26 gennaio anuuuziavasi che «la convenzione militare fra l’Austria, la Francia e l’Inghilterra sarà firmata a Vienna fra pochi giorni; ed in una delle clausole di questa convenzione è stipulato che un'armata austro-gallica tra verserà la Lombardia per andare a premier parte alla guerra sul Danubio!»

Ed alcuni a ciò pretendono collegare la notizia che da vari giorni corre a Torino, la quale reca che sarà «prossimo per colà il a passaggio di un esercito francese di 60 mila uomini!» (Arm.).

Si accredita intanto la voce della formazione di un esercito francese destinato ad operare in mezzo al Continente, e vuolsi che questo esercito sarà di 80 mila uomini divisi in due corpi, uno dei quali avrebbe per nucleo l’armata di Lione e l’altro il campo di Boulogne (Indip. belge) Similmente si crede imminente la mobilizzazione di due eserciti prussiani, l’uno sul Reno, l’altro nella Slesia; cosi la Prussia farebbe fronte tanto verso la Francia, quanto verso l’Austria (Donau). Le paion tutte combinazioni acconcie invero al buon andamento delle conciliatrici conferenze, che oggi, propriamente oggi, si doveano aprire a Vienna!

GIORNALISMO

DISPACCIO AUSTRIACO

rimesso dal conte Buol agli ambasciatori austriaci

accreditati presso i diversi governi federali tedeschi

intorno la mobilizzazione dei contingenti federali.

Vienna 14 gennaio 1854.

Giusta la deliberazione presa dalla Assemblea federale il 9 dicembre, ritenemmo nostro inevitabile dovere di metterci direttamente in comunicazione confidenziale col governo prussiano riguardo la conseguenza pratica da dedursi dalla deliberazione della Confederazione.

Dalla m:a comunicazione del 26 dicembre avrete imparato a conoscere le instruzioni rilasciate a questo scopo al nostro ambasciatore in Berlino. Dalla risposta testé pervenutaci che ho l’onore di rimettervi in copia, chiaro risulta che le opinioni dei gabinetti di Vienna e di Berlino sono divergenti in parecchi punti essenziali.

Tutta la Confederazione riconosce lo stato minaccioso delle cose; la Prussia però lo pone in contingenza in base delle ripetute assicurazioni della Russia che essa si limiterebbe alla difesa del suo proprio territorio di cui non si ha però nessuna guareutigia. Noi non deprezziamo cotale promessa fatta da una potenza belligerante, né la influenza che essa può esercitare, al caso, sulla limitazione della guerra, ma una quantità obbligatoria ed assicurante, che possa esercitare una influenza positiva sulla esecuzione della deliberazione presa dall'Assemblea, non può essese attribuita né dai governi tedeschi, né dall’Austria ad una promessa, che non fu da alcuno accettata. Se occorresse una prova che la Russia stessa non crede poter confermare la sua attitudine militare alla sua promessa, la si troverebbe attestante nel procedere della Russia contro la Turchia sulla destra sponda del Danubio.

Quand’anche non ricusassimo di prender parte alle speranze che l’Europa manda alle concessioni fatte ultimamente nella conferenza del 7 corrente il risultato da ottenersi è tanto lontano, i pareri circa la esecuzione pratica e la applicazione dei quattro punti preliminari possono divergere in tante guise l'uno dall’altro e vicissitudini della guerra esercitare tanta influenza, che il gabinetto imperiale non può abbandonarsi alla speranza di avere nei risultati conseguiti finora una sicura garanzia per lo ristabilimento della pace.

Noi facciamo appello al buon senso dei governi tedeschi e domandiamo, s’essi possono illudersi. in modo da supporre che le condizioni abbiano perduto di quel carattere minaccioso che la Confederazione stessa ha riconosciuto. S. M. l’imperatore nostro augusto sovrano, reputi necessario di trovarsi preparata a tutte le eventualità, e finché manca la certezza di un favorevole risultato, i negoziati di pace non eserciteranno influenza suite misure militari dell'Austria, né, secondo il parere dell’imperatore, può permettersi che si pregiudichino gl’impegni che furono contratti con gli alleati tedeschi di S. M. pel conseguimento di scopi comuni. Una tale posizione non può che giovare agli interessi della pace ed aumentare la prospettiva di una favorevole riescita. delle negoziazioni.

È nostra ferma persuasione che i nostri confederati tedeschi debbano porre la Germania tutta in una posizione la quale sia atta ad incutere rispetto. Ci sembra che gli interessi della nazione tedesca e dei suoi principi esigano imperiosamente, che la Germania sia pronta come noi ad ogni eventualità. Qualsisia la spiegazione che si darà in avvenire alle decisioni della Confederazione, nella sua qualifica di potenza politica, pure dobbiamo nuovamente proporre che che si provveda immediatamente a tutto quelle che è necessario per lo sviluppamento della sua forza militare.

Comprenderete di leggeri, che con un tal parere, non abbiamo potuto rispondere alla comunicazione del gabinetto prussiano riguardo agli armamenti della Prussia e della Confederazione tedesca altrimenti, che rimettendo al conte Esterhazy le instruzioni qui annesse in copia.

L’imperiale inviato presidente si adoprerà in conseguenza presso i diversi comitali affinché propongano all'Assemblea federale la mobilizzazione della metà almeno dei contingenti federali ove non si trovasse più consigliabile di porre su! piede di guerra tutto l’esercito federale. La quistione se nel primo caso avessero da formarsi due uniti corpi di armata oppure un corpo, di armata completo a cui’ l’altra metà dei contingenti dovrebbe seguire alla occorrenza, non che gli altri punti di tal natura devono essere soggetto di prontissime discussioni e decisioni per parte delle autorità federali.

La scelta di un comandante in capo della Confederazione sarà pure necessaria, allorché le diverse parti dell'esercito federale siano poste sotto un comando inerentemente all’alto federale. Noi siamo perciò del parere, che l’assemblea federale debba occuparsi immediatamente di questo oggetto e fare i passi necessari per eleggere un comandante in capo delle forze militari federali, mentre nei singoli Stati federali verranno prese le misure necessarie per preparar le truppe della Confederazione alla guerra, e metterle a disposizione del comandante in capo da scegliersi.

Comunicherete queste instruzioni e gli annessivi documenti alla Corte presso cui siete accreditato, e la inviterete ad informarci delle decisioni a cui avrà dato motivo questa comunicazione, non che delle istruzioni che «ssa sarebbe inclinai di far pervenire al suo rappresentante in Francoforte, affinché possa procedere di concerto nella esecuzione dell’importante dovere, che l’organo della volontà di tutta la Germania ha da adempiere.

Aggradite ecc.

Buol

Si afferma positivamente che l’Annover, il Daden, il Brunswich e gli Stati della Turingia (alcuni vi aggiungono anche la Baviera) nella Dieta federale di Francoforte si dichiararono a favore dell'Austria (Donau). E 6i credo impossibile (Cor. It.) che la Prussia si conservi neutrale in mezzo ad una guerra, in cui si troverà implicata l’Austria e una gran parte della Alemagna. Neutrale la Prussia? Noi non vi crediamo giammai. Se una parte soltanto della Alemagna è con l’Austria, ciò è perché l’altra parte segue le inspirazioni e i movimenti della Prussia. La scissura germanica non può produrre lo stranissimo risultato che una parte degli Stati si avventuri alla sorte delle armi, e l’altra rimangasi oziosa spettatrice degli avvenimenti.

Scrivono da Parigi al Post che il gabinetto prussiano, convinto dei suoi errori, ha indirizzato all’Austria una Nota, nella quale fa intravedere il desiderio di aderire alla politica degli alleati occidentali. E corrispondenti ufficiali scrivono alla Brestauer Zeitung che in seguito alla risposta della Prussia alla Nota dell'Austria per la mobilizzazione dei contingenti federali, è seguita una interruzione nello scambio dei dispacci fra Vienna e Berlino! Sussistendo questa interruzione, come potrebbe avere avuto luogo l'indirizzo della nuova Nota prussiana? Nella ipotesi poi che la interruzione nello scambi dei dispacci debba riporsi fra le spiritose invenzioni, noi siam di parere che anche l’indirizzo de' la nuova Nota non meriti alcuna credenza. Pria ch, e la Prussia si rimuova dai suo proposito, si avrà molto da fare, e molte cose dovranno succedere. Laonde il Corriere Italiano osserva che «le relazioni dell’Austria con la Prussia si riguardano come non poco inasprite dalla tenacità che mette il gabinetto prussiano nel procedere sulla falsa via da esso incamminata, specialmente dai primi di dicembre in poi.»

Non ismenticammo ancora che le ultime notizie viennesi lasciarono parecchi battaglioni russi al di quà del Danubio, cioè nella Dobrudsca e verso Baltschik, sebbene anteriori notizie gli aveano ricondotti in Bessarabia. Indi conseguitò un misterioso giornalistico silenzio; ma questo è rotto dalla Nota austriaca del 14 gennaio, in cui dicesi non essere conforme alle promesse il recente procedere della Russia contro la Turchia sulla destra sponda del Danubio. Or si continui pure a blaterare che il passaggio dei russi nella Dobrudsca non fu che una insignificante ricognizione. Buol la pensa assai diversamente, e i russi sono tuttora di qua, forse aspettando altri che a tempo più opportuno dovranno venire di là. Probabilmente saranno respinti, ma finora non si annunzia alcun movimento a questo scopo. Finché Gortschakoff è a Vienna e gli occidentali sono in Crimea, i russi non hanno a temer nulla di esser cacciati dalla provincia dobrudscana.

Una corrispondenza bizantina all’Areopago dice che i russi sono chiusi in Balaclava e non possono ricevere rinforzi; ché le comunicazioni sono fermate col grosso dell'esercito. I russi a Balaclava! E non è stato questo luogo sempre in potere degli alleati? La corrispondenza dovrebbe essere incorsa in qualche equivoco; è almeno la notizia richiede un qualche schiarimento.

LE CORRISPONDENZE DEL CORRIERE ITALIANO
I

Il Corriere Italiano seppe dal suo corrispondente fiorentino dei tre zeri (che distinguesi per 000) la mala riuscita dello spaccio del pane nello Stabilimento di Montedomini a Firenze. E noi riportammo questa notizia di riempimento fra le varietà del nostro numero 5, aggiungendo che la ci pareva indicare un corrispondente di alterata e romantica immaginazione. Ora il corrispondente medesimo scrive al Corriere che noi lo abbiam fatto ridere per averlo cosi qualificalo. Ma invece di ringraziarci a motivo del procuratogli buon umore, e ci contraccambia con un cotal po’ d’ingratitudine.

Ei dice che noi girammo in ischerzo l’affare de' forni, di Montedomini, perché «il Vero Amico dei Popolo è solito ad attingere le sue inspirazioni al gabinetto di Pietroburgo!»

E il Corriere pone seriamente quest’altra corrispondenza nel suo numero 23 dei 29 gennaio. Laonde oggi non sapremmo giudicare se abbia miglior criterio la intelligenza dei tre zeri è quella di messer Mauroner redattore principale del Corriere. Ed invero, che hanno a fare le pretese inspirazioni di Pietroburgo coi forni e col pane di Montedomini? Ma essi, Corriere e corrispondente, credono trovarvi una intrinseca relazione. Che sanno poi essi delle settentrionali inspirazioni? A sentirli, si parrebbe che Nesselrode non si occupi ad altro che a spedirci confidenziali istruzioni per informarci d’ogni più minuta cosa, anche dei pettegolezzi di qualche fornaio fiorentino! Han forse sequestrato i dispacci pietroburghesi, che potrebbero giustificare queste peregrine rivelazioni? E ben dovrebb’esser cosi; mercecché finora non ne ricevemmo alcuno e non isperiamo riceverne. Se il Corriere poi e il suo corrispondente non si contentano esser per tal guisa incriminati, porteranno in pace che lor diciamo che anche su questo proposito entrambi diedero prova novella di alterata e romantica immaginazione.

II

Nella occasione dei passaggio di soldati francesi in Toscana «una società di fiorentini di agiata condizione andava in giro per le trattorie e pei caffé più frequentati di Firenze, prevenendo i proprietari di questi luoghi pubblici di non accettar danaro dai francesi, poiché essi avrebbero pagato ogni spesa in proposito.»

E chi sono questi essi? La collocazione delle parole dice che sono i francesi; ma il corrispondente fiorentine dei Corriere Italiano pretende che in buona grammatica debba scriversi che «una società andava in giro.... poiché essi avrebbero pagato ogni spesa.»

Le son regole novelle che pur non dovrebbero venire da tale, che trovasi nella città,

«Ch’è gran maestra e dei parlar regina,

«Quando l’etrusche frasi e cribra e affina. (14).

III

Un corrispondente bolognese del Corriere Italiano avverte Mauroner che certi suoi corrispondenti, sebbene vantino sapere lo cose da fonti sicure e pretendano esserne stati essi stessi testimoni oculari, spessissimo svisano, esagerano, mentiscono le cose in modo da far trasecolare il lettore. E questa dichiarazione trovasi propriamente nel medesimo numero 23 e appresso alla corrispondenza fiorentina pubblicata da Mauroner perché sappiasi quel che nessuno crederà giammai, cioè che il Vero Amico del Popolo è solito ad attingere le sue inspirazioni al gabinetto di Pietroburgo! Il corrispondente di Bologna ci ha pienamente giustificati che noi nel nostro numero 5 non c’ingannavamo punto, asseverando che «Il Corriere si piace di avere corrispondenti di alterata e romantica immaginazione.»


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Fasi della Borsa di Parigi nella rendita del 3 per 100 durante la quistione orientale



All’arrivo di Menzikoff a Costantinopoli

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80:00

Alla partenza delle (lotte pel Mediterraneo

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78:25

All’ingresso dei Russi nei Principati

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75:00

All'ingresso delle flotte alleale nel Mar Nero

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73:45

Alla partenza dell'ambasciatore russo da Parigi

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69:00

Quando Napoleone III scrisse la nota lettera allo czar Niccolò

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66:90

Quando i russi passarono il Danubio

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61:76

Alla conclusione del protocollo di Vienna del 9 aprile

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63:15

Quando fu levato l’assedio di Silistria

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72:90

Quando i russi sgombrarono i Principati

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73:00

Alla spedizione in Crimea

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73:60

Alla celebre notizia del tartaro

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76:30

Dopo |a battaglia d’Alma

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74:80

Dopo la battaglia d’Inkiermann

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69:70

Dopo il trattato del 2 dicembre

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72:70

Nel secondo imprestito francese

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66:65

É arrivato a Londra il cavallo del generai Brown. Questo nobile destriero, emulo di Baiardo e Brigliadoro, fu colpito da tredici palle nelle battaglie d’Alma e d’Inkiermann. E pure oggi si trova in via di guarigione!

Si dice che il principe Menzikoff ad un tale, che domandavagli perchè non si tentava un vigoroso attacco contro le posizioni degli alleati, abbia risposto. Ora faccio riposare le mie truppe, mercecché di presente debbono fare la loro campagna i tre nostri alleati generali, Gennaio, Febbraio e Marzo. Indi però sopravverranno i generali alleati dei francesi! E Menzikoff lo sa. Vedremo come si diporteranno allora le sue truppe riposale.

STORIA CONTEMPORANEA

IMPERO AUSTRIACO

Ai 27 gennaio giunsero a Vienna un corriere inglese da Londra, un corriere francese da Parigi, un corriere sardo da Torino.

Anche Gortschakoff intervenne alla soirée data il 28 gennaio dal conte Buol al corpo diplomatico.

Si ripete la voce che Arnim. ambasciatore prussiano dispongasi a fare un viaggio di coda durala da Vienna a Berlino.

PRUSSIA

Il 26 gennaio tennesi a Berlino, sotto la presidenza del re, un consiglio dei ministri, nel quale si parlò unicamente del dissidio fra l’Austria e la Prussia. Il mobilizzamento degli eserciti ché sorto nelle provincie di Sassonia e di Slesia pare diretto anzi contro l’Austria che contro la Russia.

IMPERO FRANCISE

La sera del 28 gennaio il duca di Cambridge smontava al palazzo della legazione britannica a Parigi. Fece esprimere a coloro elle lo attendevano il dispiacere che provava di non poter discendere nella gran sala dov’era aspettato.

INGHILTERRA

Ai 24 gennaio la Casa Home, Eager e Compagni una delle principali Case commercianti di Londra, sospese i suoi pagamenti. Altri fallimenti si credono vicini.

L'elvetico colonnello Bontems fu invitato a recarsi in Inghilterra in qualità di luogotenente-generale capo di una legione estera. Egli accettò. Parecchi svizzeri già sono a Londra per entrare al servizio inglese, altri si prepararono ad andarvi.

Si dice che grandi sieno le difficoltà per la composizione di un nuovo ministero inglese. V’ha però chi assicura che Palmerston sarà il capo del gabinetto e Grey avrà il portafoglio della guerra (Times). Altri però vorrebbe lord Carliste capo del gabinetto (Globe), altri il duca di Newcastle (Morning-Advertiser). Ai 31 gennaio lord Derby propose a Palmerston di formare un gabinetto composte di esso Palmerston, Gladstone ed Herbert riuniti ai tories. Palmerston voleva però che il ministero degli affari esteri si desse a Clarendon.

SPAGNA

Il governo spagnuolo ha instituito una inquisizione processuale, da cui risulta che un ricco negoziante. e banchiere inglese domiciliato a Madrid aveva dato parecchie somme di danaro per la spedizione di convogli d’armi e munizioni militari che erano inviate a Toledo per conto dei carlisti (Journ. des deb.). Uno di questi convogli fu sequestrato alla porta di Atocha; altre arme furono pur sequestrate in una taverna della piazza della Sabada (Patrie), dove si fecero dal popolo accorso entusiastiche acclamazioni al conte di Montemolino. Vennero arrestate alcune notabilità finanziarie appartenenti al partito carlista, e diversi generali dovettero allontanarsi da Madrid (Presse). Ma Leon Martinez riusci a fuggire; fra le sue carte si trovò un brevetto di comandante nell’armata carlista firmato da Cabrera (Cor. Hivas). Nel villaggio di Val-Tierra avvennero disordini; il governatore di Pamplona con un distaccamento di cavalleria recossi colà per disperdere i tumultuanti (Patrie). Circolano sempre voci di sommasse; i capitalisti non vogliono anticipare al governo la più piccola somma. Ogni giorno arrivano dalle provincie a Madrid tratte del tesoro protestate!

A Saragozza il 23 gennaio la quiete fu turbata seriamente da eccessi perpetrati dagli operai. Dicesi che la guardia nazionale sia riuscita a ristabilirvi l’ordine.

SVEZIA

Si annunzia che il principe Oscar, secondogenito del re, è nominato comandante supremo della marineria di Svezia e Norvegia. E da Stocolma si avvisa essersi già dato l’ordine perché tutta l'armata sveva tengasi pronta a marciare per la fine di marzo.

IMPERO OTTOMANO

Sono state commesse a Costantinopoli nuove ribalderie contro alcuni soldati francesi. Indi la polizia turca, col permesso degli ambasciatori, ha visitato il domicilio di non pochi rifuggiti italiani, dei quali furono arrestati parecchi trovati con armi proditorio. Nuove truppe francesi giunsero a Costantinopoli, dove rimarranno provvisoriamente.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Un’altra leva militare è ordinata nelle provincie occidentali della Russia.

Sembra imminente nella Servia un movimento provocato dal partito russo.

Un dispaccio dice che Omer pascià si dimise dal comando dell’armata ottomana per certe sue differenze col Divano di Costantinopoli. Un altro dispaccio dire che queste differenze furono conciliate con soddisfazione dell’una e dell’altra parte, e che quindi Omer, pascià continua a ritenere il comando dell’esercito non solo, ma eziandio spinge con molto zelo l’imbarco delle truppe turche che debbono operare in Crimea.

Nella notte del 12 gennaio vi fu vivo cannoneggiamento fra i russi e gli alleati; alcuni bastimenti russi tentarono uscire dal porto di Sebastopoli, ma furono costretti a retrocedere. Si ha poi da Pietroburgo che il generale Menzikoff in data del 17 gennaio riferiva che i lavori di assedio non progredivano e che due sortite fatte nelle notti del 13 e del 15 furono con buon successo dei russi (Gazz. d'Aug.). Altra sortita fecero i russi nella notte del 17 contro la linea di attacco degl’inglesi da destra e da sinistra, e protetti da un forte, cannoneggiamento, lungo la strada di Woronzoff e i burroni situati sulla estrema sinistra riuscirono a re, spingere gl’inglesi nella trinciera avanzata, la quale fu da questi ricuperata allorché dalla seconda parallela vennero condotte fuori le riserve (Gazz. di Londra). Si aggiunge che in una zuffa presso Inkermann i russi furono battuti dagli inglesi, e che una sortita russa fu respinta dai francesi (Presse di Vienna). Il freddo aumentava; alcuni inglesi ne morirono. Menzikoff telegrafò che fino a tutto il 19 nulla di nuovo era accaduto! (Gazz. di Milano). Ai 23 i russi eseguirono una altra sortita, ma si scrive che fu vigorosamente respinta e che le batterie inglesi operarono egregiamente!

La fortezza di Sebastopoli (cosi notizie dalla Crimea del 19 gennaio) bombardava continuamente, in ispecie di notte, le nimiche opere di assedio. Frequenti sono le scariche di dugento cannoni russi in una volta!

Si replica da qualche nuovo dispaccio che giornalmente molti disertori passano dagli alleati al campo russo.

Al trattato dell’alleanza tra la Francia e l’Inghilterra il 27 gennaio si aggiunsero altre due convenzioni (che finora non si conoscono) firmate dai plenipotenziari di quelle due Potenze.

Nei cantieri francesi si continua a lavorare alacremente. A Tolone si apparecchiano diverse scialuppe cannoniere; e i prigionieri russi, abili all’uopo, sono impiegati in queste opere nautiche.

Nel seguente numero pubblicheremo il contenuto verbale del dispaccio segreto austriaco del 14 gennaio.


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1855 ROMA 8 FEBBRAIO N 16

IL VERO AMICO DEL POPOLO

Ci giungono assai spesso richiami di alcuni Signori Associati, che si querelano non solo del ritardo ma ezíandio della totale mancanza dei fogli che loro si spediscono da questa Direzione. Noi preghiamo i medesimi Signori Associati a voler fare le convenienti premure appo i respettivi Uffizi postali e siam sicuri che verificheranno essersi fatta puntualmente la trasmissione delle periodiche pubblicazioni.

ROMA

La Municipale Rappresentanza di Roma intenta pur sempre a guarentire la pubblica igiene dei cittadini non ometto le più scrupolose indagini perché i comestibili che si vendono non sieno tali da recar nocumento alla salute dei compratori. E continuando in queste cuincudevolissimo pratiche, ultimamente scopriva una ingentissima quantità di farine corrotte e di pane viziato, i quali generi perciò furono dal nuovo ponte di ferro il 5 del corrente febbraio riversati nel Tevere alla pubblica vista; ed oltre a ciò sottoponeva i contravventori a tutto il rigore delle leggi. Della qual cosa volemmo dar contezza, onde i Romani sempre più si persuadano che il loro benessere di principalissima cura delle Autorità, che hanno il diritto e il dovere di tutelarlo.

LORETO

I casi di cholera in Loreto furono 167; morti 75, guariti 92. Dopo il 15 dicembre, giorno in cui cola si festeggiò la dommatica definizione dell'Immacolato Concepimento di MARIA SS. non ebbesi più alcun caso di cholera.

__________________________________

Il dispaccio austriaco (che noi pubblicammo nel precedente Numero) del 14 gennaio rimesso ai rappresentanti cesarei appo i governi della Germania era accompagnato dal seguente

DISPACCIO SEGRETO

Vienna 14 gennaio 1855.

L'adesione della Prussia alla alleanza stretta col trattato 2 dicembre, può essere considerata da noi come una probabile eventualità, ed il governo imperiale si farà certamente un dovere di contribuire col su, buon volere affinché sparisca in qualche modo la differenza che esiste presentemente nell'attitudine delle due grandi potenze alemanne.

Avverandosi la speranza che la Prussia aderisca all'alleanza, si avrà la iniziativa per la completa e sincera cooperazione delle due potenze nella loro qualità di membri della Confederazione tedesca.

Gli esperimenti già fatti ci costringono però di vedere anche il caso che la Prussia tentasse di persistere ancora nella sua politica indecisa e si adoperasse a Francoforte per incagliare i necessari armamenti della Confederazione.

Il governo imperiale dovrebbe desiderare in tal caso di battere, conformemente agli statuti federali, la via della discussione coll'appoggio degli altri governi della Germania, ed esso crederebbe di non adempiere uno dei supremi doveri della sua missione in Germania, se non si adoperasse in prima linea affinché l'Assemblea prenda delle decisioni conformi agli statuti e non fosse da canto suo perfettamente pronto di assumere sopra di sé le conseguenze di queste decisioni.

Ma nel momento in che i nostri alleati tedeschi hanno da risolversi in una fase forse decisiva pei destini della Germania, non possiamo non domandar loro confidenzialmente quale sarebbe la loro condotta qualora fossero inclinati di accomunare la loro azione con la nostra, ma non si potessero conseguire delle corrispondenti deliberazioni federali.

Noi non esitiamo a fare ai nostri confederali la aperta domanda, se in tal caso confidando nell'Austria, volessero associarsi al suo destine e se, tornando vani tutti i nostri sforzi per ottenere una pace garantita, l’Austria nella estrema eventualità potesse contare sulla loro cooperazione attiva.

La Corte imperiale farebbe in tal caso le più solenni promesse di garantirà per tutti gli eventi il loro attuale possesso e la loro posizione territoriale ed inoltre di assicurare a.......... una parte degli avvantaggi da conseguirsi con la guerra in ragione delle forze impiegate da…………

L’Austria domanderebbe fin da ora qual condizione che si tenga pronto un corpo di truppa da determinarsi e chiederebbe che..... provino col fatto la fiducia verso S. M. l'imperatore, confidando la suprema direzione dei loro contingenti al comando in capo di S. M. nel caso venisse pubblicato il bando di prender le armi.

Noi contiamo sopra una aperta ed incondizionata risposta e ci riescirà di soddisfazione se il contenuto di essa adempierà i nostri fini, cioé di schiarire le nostro condizioni rimpetto ai governi tedeschi, ed in ispecialità di consolidato i nostri rapporti con.... e di circondarli di quelle scambievoli garanzie che corrispondono ai bisogni dei tempi.

Vostra ecc. vorrà servirsi delle forme confidenziali nei comunicare queste risoluzioni a....

Aggradite ecc.

Buol

Il dispaccio segreto o confidenziale che dir si voglia, spedito dal conte Buol in data del 14 gennaio ai rappresentanti dell'Austria presso i governi germanici, è forse di maggiore importanza che quello officiale avente la data medesima. Ché nei dispaccio segreto si enuncia più chiaramente la politica indecisa della Prussia, indecisa cioè in quanto concerne l’adesione alla politica austriaco, ma decisa in quanto si riferisce a paralizzare gli sforzi dell'Austria chiedente i necessari armamenti della confederazione. E quando si fanno dalla Prussia queste opposizioni, che sconcertano la tanto desiderabile armonia fra le Corti di Vienna e di Berlino? Quando le complicate quistioni, che oggi dividono l’Europa, entrano in una fase forse decisiva pei destini della Germania! Tremende parole son queste elle nel diplomatico loro laconismo includono per avventura la idea di un fatale assorbimento è almeno di una novella germanica composizione. Nell’uno e nell’altro caso il principio conservatore dell’Alemagna rimarrebbe scosso profondamente, e con esso l'equilibrio europeo subirebbe una funesta metamorfosi. Ma la Prussia ostinasi a dire che pericolo alcuno non v’ha; mentre l'Austria dice che il pericolo è imminente. Noi non c'impegneremo a discutere se veggasi meglio a Berlino che a Vienna. Unicamente ci limitiamo ad osservare che fu in ogni tempo prudenza di acconciarsi a valide precauzioni non solo contro i pericoli evidenti, ma eziandio contro i pericoli conghietturati (15)a. Quindi altamente commendiamo la politica austriaca, che segue le norme di questa prudenza. I fatti poi spiegheranno ciò che ascondesi sotto il velame delle ritrosie berlinesi.

Ma intanto il dispaccio segreto fa intravedere la possibilità di uno smembramento di alcuni Stati della Germania, non che dello spodestamento dei presenti e legittimi loro possessori. In tal minacciata condizione di cose da qual parte manifestasi maggior lealtà e disinteresse? O dalla parte della Prussia che dice a questi Stati: Non vi dovete mettere in armi perché la difesa non è necessaria; e dalla parte dell'Austria che dice agli Stati medesimi: Associatevi al mio destina ed io vi guarentisco il vostro attuale possesso, la vostra posizione territoriale, e meco dividerete i vantaggi che si conseguiranno nel ristabilimento della pace?

Or dunque l'Austria credo davvero ad una guerra con la Russia? Noi su ciò non pronunziamo il nostro parere; soltanto facciamo osservare che anche il giornale officiale di Pietroburgo afferma che «la Germania non potrà esimersi di far guerra alla Russia.» E perché non può esimersi? Forse perche la Germania e al coperto da ogni pericolo come assicura la Prussia, è perché i destini della Germania sono gravemente compromessi come si dichiara dall'Austria?

Le sollecitudini spiegate dal viennese gabinetto conservatore per eccellenza, e la tradizionale buona fede austriaca sapranno dileguare le incertezze della Dieta di Francoforte, innanzi a cui l’Austria, conscia di suo leal procedere, non schivò di battere la via della discussione. E se l’Alemagna prosegue ad aver fiducia nell’Austria, l’imperatore Francesco Giuseppe assumerà la suprema direzione dei contingenti della Confederazione e questa troverà la sua salvezza non meno che la sua gloria nel senno e nella provvidenza dell’imperial condottiere,

Il corrispondente torinese dei Corriere Mercantile ha saputo che i sabaudi ministri delle finanze e della guerra dichiararono al sesto uffizio della Camera che il Piemonte entrò nell’alleanza con la Francia e l'Inghilterra senza che siavi stata alcuna esterna pressione, vale è dire con tutta la pienezza della interna elasticità.

Il Donaw del 27 gennaio, tenendo proposito sulle conferenze che doveano aprirsi a Vienna il 6 febbraio, cominciava un suo primo articolo dicendo che «sarà bene ad abituarsi finalmente alla idea che le conferenze della pace, qualora avranno luogo, saranno di ben corta durata e di assai tenui risultanze.»

Mentre i giornali viennesi son tutti per la guerra, la Gazette militaire ci fa sapere che l’imperatore delle Russie ha domandato un armistizio! A chi? E pure non sarebbe egli necessario di conoscere a chi siasi fatta questa inaspettata proposta? A conferma poi di si grata notizia giunge l’altra del Globe, cui scrivono da Pietroburgo che «non potendosi riempiere i vuoti che si vanno facendo nell’armata, lo czar ordinò che soldati saranno obbligati al servizio non più sino alla età di 30 anni, ma di 37, e che i figli delle vedove e dei settuagenarii non saranno più esenti dalla leva, dovendo essi entrare in servizio formando corpi separati.»

Ottime disposizioni invero perché all'armistizio conseguiti la pace.

Scrivono da Parigi al Corriere Italiano che «lo imperatore Napoleone ha positivamente annunziato che soltanto il cannone potrà risolvere la malaugurata quistione di Oriente. Piu, che la Prussia ha fatto dire alla Francia di volere aderire al trattato viennese del 2 dicembre!» Ma il Corriere nota che a Vienna non si sa nulla di questo passo della Prussia; e noi aggiungiamo che probabilmente nulla se ne saprà mai tanto a Vienna quanto a Parigi.

SEQUESTRI DEL CORRIERE ITALIANO

Il Corriere Italiano nel suo numero 24 querelasi che il suo giornale vada soggetto a sequestri in qualche Statu d'Italia. Ei dice:

«Se questo governo avesse sott'occhio le molte lettere che ci giungono, nelle quali non si si limita (16)a a discutere intorno a qualche ramo di pubblica amministrazione, ma si attacca il governo stesso nella sua base e noi suoi principii fondamentali egli rilascierebbe certamente alle autorità provinciali l'ordine di non impedire la lettura di moderate polemiche, che hanno lo scopo leale di cementare (17)b il trono, con la introduzione di tutte quelle migliorie e di quelle riforme la di cui (18)c effettuazione sola può dare al potere l’appoggio della maggioranza delle popolazioni.»

Or che vienci a dire con ciò il Corriere? Che fra i suoi corrispondenti sono molti che attaccano i governi nella loro base e ne’ loro principii fondamentali. Ei però tiene in serbo le corrispondenze rivoluzionarie, che non ammettono transazione; e pubblica soltanto quelle ch'ei chiama moderate polemiche, perché non crollano d’un sol colpo il trono, ma lo cementino maraianescamente. Speriamo che la spiegazione sia sufficiente. E poi duolsi di qualche sequestro! Men male d’altronde se le sue corrispondenze, di qualunque colore esse sieno, si attenessero sempre alla istorica verità dei fatti Ma esso Corriere ha pur saputo dal suo corrispondente bolognese che i corrispondenti di Mauroner «svisano, esagerano, e mentiscono le cose in modo da far trasecolare il lettore. (Num. 23 dei Corr. lt.). E noi talvolta notammo alcuna delle infinite menzogne, delle quali il Corriere si serve per dettare in cattedra di politica, sebbene ancora non sia uscito di grammatica.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Il duca di Genova e gravemente affetto ai polmoni; passa gran parte della giornata nelle stalle de' suoi cavalli, onde respirarvi quell'atmosfera che i medici giudicano ottimo farmaco al suo male. Cosi scrivono da Torino alla Gazzetta di Milano. Il duca, ove la salute gliel permettesse, amerebbe far parte della spedizione in Crimea.

Si viene dicendo che la marineria piemontese concorrerà coi suoi vapori al trasporto delle salmerie in Crimea. Vuolsi che è il generale Broglia è il luogotenente general Prato surrogherà nel ministero della guerra il generale Alfonso Lamarmora destinato a comandare la subalpina spedizione innanzi a Sebastopoli (Gaz. di Gen). La mattina del 2 il re presiedette il Consiglio dei ministri. Lo stesso giorno fu distribuita ai deputati la relazione di Lanza sul trattato tra la Francia, l’Inghilterra e la Sardegna. In essa si conchiude pregando i deputati di approvare quanto fece il ministero (Arm.). Una circolare del general Lamarmora diretta ai colonnelli dei diversi reggimenti proibisce alle milizie la lettura dei giornali contrari alla spedizione in Crimea e vieta pure di parlare della spedizione stessa (Voc. della lib.). Il magistrato di appello in Torino ha condannato ai lavori forzati a vita certi Primo Pietro e Sala, e a 20 anni certi Griffa e Bava; quest’ultimo è sordomuto, ma colpevole di molte grassazioni.

IMPERO AUSTRIACO

A Verona furono scoperte nuove trame rivoluzionarie. Si fecero circa 29 arresti.

Domenica 28 gennaio nella chiesa parrocchiale grecounita in Vienna dopo l’uffizio divino fecesi una preghiera solenne per implorare dall’Altissimo tutte le sue benedizioni sull'augusta imperatrice prossima al parto. Cento ed un colpo di cannone doveano annunziare la nascita di un principe e ventuno la nascita di una principessa. Avvenendo di notte il parto, le salve di artiglieria lo avrebbero annunziato all'alba. Nella cattedrale di Santo Stefano indi sarebbesi tenuto un solenne uffizio divino con l’intervento di tutte le autorità civili e militari.

Le dimostrazioni di amicizia tra la Francia e l’Austria sempre più si moltiplicano, L’ambasciatore francese a Vienna Bourqueney fu insignito dall’imperatore Francesco Giuseppe della grancroce dell’Ordine di San Leopoldo. Ora l'ambasciatore austriaco a Parigi ebbe dall'imperatore Napoleone le insegue di grande uffiziale della legion d’onore.

GERMANIA

La Francia, per mezzo del suo ambasciatore a Francoforte, fa valere tutta la sua influenza onde recare a compimento una grande coalizione germanica contro la Russia.

Notizie amburghesi recano che i Senati delle tre città libere stavano deliberando sul comune voto che furon chiamate a dare nell'Assemblea federale di Francoforte intorno alla proposta austriaca per la mobilizzazione parziale è totale dei contingenti federali. Ritenevasi per fermo che le instruzioni destinate pei loro rappresentanti nella Dieta si sarebbero concepite in senso favorevole al gabinetto di Vienna. Nella seduta dell Assemblea federale del 25 gennaio l'austriaco inviato presidente Prokcsch-Oslen sostenne energicamente doversi effettuare la mobilizzazione almeno della metà dei contingenti. L’inviato prussiano Bismark propugnò non essere affatto necessario che la Confederazione alemanna proceda alla parziale è totale mobilizzazione delle sue forze militari, mercecché la Russia avea dichiarato di accettare la interpretazione dei quattro punti di garanzia qual base di negoziati per la pace, e avea inoltre promesso di limitarsi alla difesa del proprio territorio. Ma sembra che la opinione di Bismark non abbia prevalso, imperocchè notizie da Francofonte annunziano che ai 29 gennaio la Commissione federale militare avea pronunciato esistere la necessita di porre sul piede di guerra TUTTO il contingente della Confederazione alemanna!

In seguito alle differenze elevatesi fra il governo bavaro e le sue Camere, il ministro von der Pfordten ha sospeso il viaggio ch’ei disponevasi a fare per Berlino.

PRUSSIA

Pel caso dovesse aver luogo una mobilizzazione, il governo prussiano già prese le disposizioni necessarie alla convocazione della landwer e degli impiegati civili soggetti a servire nella riserva.

IMPERO FRANCESE

Magne e ministro delle finanze, Rouher dei lavori pubblici; Baroche ebbe la grancroce della legione di onore.

INGHILTERRA

Ai 28 gennaio tennesi a Newcastle un gran meeting, nel quale si fecero proteste contro le conferenze di pace che doveano è dovrebbero aprirsi a Vienna, e si formula una dichiarazione perché la guerra sia energicamente continuala.

Derby dichiarò alla Camera di avere rinunziato. all’incarico di formare un nuovo gabinetto. La mattina del 2 lord Landsdowne fu chiamato dalla regina perché avesse procurata una combinazione ministeriale. La sera dello stesso giorno Landsdowne visitò Palmerston, Russell, Sidney Herbert e Gladstone.

Anche Landsdowne non riusci a nulla. La regina indi chiamò Russell, che nell’incarico di combinare un nuovo gabinetto non fu felice più di Landsdowne. Là mattina del 5 la regina diede a Palmerston la incumbenza di terminare questo imbarazzo.

OLANDA

Si pretende conchiuso un trattato di alleanza offensiva e difensiva tra l'Olanda, la Francia e l'Inghilterra.

DANIMARCA

In Danimarca è nominata una generale e 2 officiali del genio per esaminare e metter subito in buono stato le fortificazioni del regno. Si ritiene certa la prossima conclusione di un'alleanza della Danimarca con la Francia e l’Inghilterra.

SVEZIA

Il principe Oscar Federico duca di Osgothland non a)lo fu nominato comandante di marina, ma ezíandio colonnello del primo reggimento dei granatieri della guardia. Si ripetono le voci di una prossima alleanza della Svezia con le Potenze occidentali.

SPAGNA

Si annunzia che Soulè sia gravemente informe; si assicura che egli abbia rinunziato al posto di ambasciatore in Ispagna. I preparativi per una generale insurrezione carlista divengono sempre più minacciosi (Corr. Hav.). Alice notizie di sommosse carliste nelle provincie basche (Corr.). I Messager de Bayonne annunzia a grossi caratteri che il conte di Montemolino, il suo fratello e Cabrera entrarono in Ispagna.

IMPERO RUSSO

Un ukase imperiale ordina una nuova emissione di carta monetata da ritirarsi tre anni dopo che sarà conclusa la pace.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Nei clubbi di Londra frequentati dagli ufficiali di marina si ritiene per certo che l'ammiragliato abbia già deciso di affidare il supremo comando della flotta dei Baltico al contrammiraglio Martin; e che secondo comandante sarà nominato il contrammiraglio Michele Seymour.

Si accredita sempre più la notizia che un esercito francese, attraversando la Svizzera, passerà sul territorio austriaco. E v'ha chi dice che questo esercito sarà di 100,000 uomini; ed altri afferma che sarà di 160,000 uomini con la guardia imperiale. Si aggiunge che ai 5 febbraio doveano cominciare i movimenti della partenza (Times). Sembra che il distaccamento delle guide debba far patte di questa spedizione; il che fa supporre esser probabile che l’imperatore Napoleone ne assuma il comando supremo (Ind. Belg.).

Si costituisce presentemente in Francia la quinta batteria dell’artiglieria della guardia imperiale. Ogni reggimento di artiglieria dee, cosi assicurasi, dare a questo scopo 20 artiglieri, un brigadiere, un sottufficiale e un trombetta.

I distaccamenti di 75 uomini per ogni reggimento di fanteria francese si posero in cammino il 31 gennaio, l'1, 2 e 3 febbraio per andare in Crimea.

Ai 29 gennaio il tenente maresciallo Wolf comandante della fortezza di Temesvar partì di Vienna alla volta di Transilvania.

A Varsavia giunse l'ordine da Pietroburgo di togliere al più presto possibile la comunicazione della strada ferrata col territorio austriaco da Varsavia a Vienna e di costruire invece un nuovo tronco di strada ferrata sul suolo polacco direttamente sino a Myslovitz. È vietata la esportazione di cereali dalla Polonia in Galizia; inibiti i viaggi di sudditi austriaci nel territorio russo e di sudditi russi nel territorio austriaco. I movimenti militari austriaci ai confini e le diverse misure di guerra prese dall’Austria promuovono maggiori armamenti da parte della Russie. Quindi il corpo della cavalleria. della guardia imperiale dello czar fu postato ai contini dell'Austria e fra breve anche il rimanente della fanteria dei corpo medesimo si troverà nei luoghi assegnatigli. Compiuta che siasi la concentrazione dei russi in Polonia, vi sarà una forza non minore di 150 mila uomini sotto l'immediato comando dei principe Pasckiewitsch (Corr. It.). Le popolazioni polacche sono sotto agitatissime per gli immensi aggravi che deve sopportare il paese in seguito al grande ammassamento di truppe alla destra sponda della Vistola (Czas). A Pietroburgo non solo credesi imminente una guerra tra la Russia e l’Austria, ma nel giornale officiale di Pietroburgo ancora leggevasi ultimamente che «la Germania non potrà esimersi da far la guerra alla Russia.»

Un terzo corpo russo comandato da Raad occupò la seconda linea della Bessarabia. Le fortezze di Ismail, Kilia e Bender ebbero ciascuna un rinforzo di 8009 uomini. Verso la fine di gennaio i russi si concentravano con forze considerevoli presso Reni, e temevasi un nuovo passaggio del Danubio. Sadik pascià irruppe con le sue truppe da Meximeni su Galacz.

Nella sortita fatta dai russi la notte dell’11 al 12 gennaio i francesi non perdettero che un 25 uomini, mentre circa 800 russi furono messi fuori di combattimento, e un loro colonnello e due o tre uffiziali superiori vi rimasero morti. I francesi inseguirono il nimico fin dentro Sebastopoli e gli zuavi penetrando in alcune case poterono prendere parecchie masserizie domestiche, tappeti, scialli ed altri oggetti. Di queste notizie si fa garante il corrispondente dei Morning Chronicle. Sono però contraddette da un dispaccio russo, il quale afferma che 800 russi riuscirono a distruggere alcune opere di assedio francesi e che parecchi uffiziali francesi furono fatti prigionieri. Gli alleati peraltro s'impossessarono di molte migliaia di pecore nella valle di Baiadar (Oss. Triest.). In tale discordanza di racconti egli è d'uopo conchiudere soltanto che i francesi restarono nelle loro posizioni e che i russi retrocedettero dopo aver molestato il nimico in quella loro sortita. Delle altre particolarità non può farsi alcun calcolo.

Nella notte dei 19 al 20 gennaio i russi operarono un’altra sortita contro il fianco sinistro e il centro delle trincee francesi. Dice Menzikoff che i francesi soffrirono molto, imperocché si fecero prigionieri due ufficiali e parecchi soldati (Oss. Triest.). Ma il Don. au assevera, sulla fede di notizie sebastopolitane, che in quella sortita dei russi gli alleati rimasero decisamente in vantaggio; ed oltre a ciò, predarono ai russi respinti un treno di provvigioni, cioè 360 capi di bestiame cornuto e 2400 pecore. Per tal guisa, null’altro di vero può raccogliersi se non che i russi continuamente aggrediscono gli alleati, e questi son sempre in acconcio di respingerli. E questa situazione di cose non muterà mai, finché gli alleati si mantengono nelle loro posizioni.

Notizie della Crimea recano che i russi levarono il campo presso Baktissischerai, lasciandovi un distaccamento per mantenere la comunicazione fra Sebastopoli e Sinferopoli. La cittadella e i forti di Sebastopoli furono armati dai cannoni dei navigli. Osten-Sacken dirige a Sebastopoli le operazioni difensive (C. I.). Grossi rinforzi russi partono per la Crimea e sono due divisioni di granatieri e 15,000 bersaglieri provenienti dalla Siberia e da Oremburg; 15 battaglioni di riserva occuparono Perekop (Donau). Menzikoff ebbe ordine dallo czar di togliere al più presto possibile dalle mani degli alleati Eupatoria e Balaclava (Fremdenblatl). Anche gli alleati però Si preparano a impossessarsi di Sebastopoli. E nuovi rinforzi giungono loro continuamente. Ai 22 gennaio partirono da Costantinopoli per la Crimea le nuove truppe egiziane. La guardia imperiale francese era aspettata d’uno in altro giorno (Presse). I geli della Crimea non cessavano, laonde non avvenivano che piccole scaramuccie.


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1855 ROMA 10 FEBBRAIO N 17

IL VERO AMICO DEL POPOLO

VIRGINI DEIPARAE

ADAMICAE LABIS SEMPER IMMUNI

CLAEBICI REGULARES

MIRIFICUM SANCTISSIMAE PATRONAE PRIVILEGIVE

EX INSTITUTO UBIQUE GENTIUM TUENTES

SEPTIMO A FESTO PURIFICATIONIS EIVS DIR

QUO

VEN URSULAE BENINCASA

TEATINORVM SOBORUN FUNDATRICI

SACRUM CONCEPTIONIS SUAE IMMACULATAE

COERULEUM TRADEBAT SCAPULARE

CATHOLICO DOGMATE NUPERRIME STATUTO

SOLLEMNIA LAETISSIMI PERSOLUUNT

Questa epigrafe di bellissimo dettato al sommo della porta del magnifico tempio di S. Andrea della Valle annunziava ai fedeli che anche ivi festeggiavasi la dommatica definizione dello Immacolato Concepimento di MARIA SANTISSIMA. E nelle ore pomeridiane dei 7 e tutto il giorno dell’8 febbraio quella chiesa rigurgitava di straordinaria moltitudine di devoti accorrenti ad onorare la gran Madre di Dio, cui si rendevano solennissimi omaggi di venerazione con funzioni decorosamente pontificate, con musicali armonie maestrevolmente eseguite, con copiosissime luminarie eleganternente disposte. Ma ciò che più di ogni altra cosa usciva dai comune di quanto si è fatto altrove in simile circostanza a noi parve il quadro rappresentante la Beatissima Vergine ed elevantesi in aria circondato da meravigliosa raggiera assai al di sopra dell'altare maggiore. Notammo poi la singolarità della idea espressa nel dipinto del signor Giuseppe Manno napolitano, il quale con ben inteso anacronismo figurò l’Immacolato Concepimento di MARIA nel privilegio di essere Ella Madre del Figlio Eterno dello Eterno Padre. Indi la Vergine, che col pie destro calca il tartareo serpente, ha sul sinistro ginocchio la sua Divina Prole, e distendendo il suo destro braccio par che nell’attitudine dell'aperta mano dir voglia al sottoposto Mondo: É vinto! è vinto il gran nimico delle umane genti! II riscatto dei figli della colpa comincia dal mio immacolato concepimento.

GIORNALISMO

Anche il Journal des Débats viene a direi, con tutta la serietà propria di un giornale di fama europea, che non già sono Le armate russe traenti a soccorso di Menzikoff che da oltre quattro mesi a questa parte arrestano è paralizzano gli assedianti occidentali innanzi a Sebastopoli, ma sono invece le fortificazioni di quel terribile baluardo della potenza moscovita nel Mar Nero, fortificazioni la cui straordinaria importanza non conoscevasi né in Francia né in Inghilterra pria che le truppe alleate avessero sbarcato ad Eupatoria e a Balaclava. Ma noi ben ci asterremo dall'accordare un qualche peso a cosiffatte bambolitadi che par si vanna ripetendo in buona fede da parecchi accreditati periodici simili in questo alle pecorelle della similitudine dantesca, delle quali è detto

«Che ciò che fa la prima e l'altre fanno

«Semplici e quete, e lo imperchê non sanno.

E non è egli un mancar di senso comune il voler credere che i governi di Francia e d’Inghilterra abbiano avventurato le loro truppe in un paese, di cui non sapevano le difficoltà che si sarebbero incontrate, né i disagi che si sarebbero patiti? Gl’istoriei e i viaggiatori dei secoli andati ei diedero le più minute contezze anco del lontanissimo e presso che impenetrabile Impero cinese circondato dal mare da un lato, e dall’altro da una muraglia lunga più di trecento leghe alemanne; e potrà supporsi che i gabinetti di Parigi e di Londra non fossero preventivamente informai! di ogni più piccola. cosa relative a Sebastopoli, il cui porto era pur dianzi liberamente praticato dai bastimenti di tutte le nazioni? Se i giornalisti vedessero le carte topografiche dell'ammiragliato inglese specialmente, si persuaderebbero non esservi punto del mondo conosciuto che non siavi chiaramente distinto e con la più accurata diligenza dilucidato. Le cognizioni che si ebbero della Crimea e di Sebastopoli dopo la spedizione non aumentarono quelle che si aveano innanzi la spedizione medesima. La ignoranza che si attribuisce ai governi, è ignoranza meramente giornalistica.

Ma perché dunque (domandano alcuni un po’ troppo curiosi e imprudenti articolisti) perché dunque gli alleati andarono in Crimea se per questo malaugurato assedio di Sebastopoli si doveano fare tanti inutili sforzi, si doveano senza alcun custrutto spendere tanti milioni di lire sterline e sagrificare tante migliaia di vittime umane?

Cotale inchiesta rivela il corto vedere di certuni che più aguzzano lo sguardo e più si trovano in una inestricabile e tenebrosa solitudine. Come possono dir costoro che sono inutili gli sforzi degli occidentali e senza costrutto spesi tanti milioni e sagrificate tante migliaia di soldati? Sanno essi veramente lo scopo della spedizione in Crimea? A sentirli, lo scopo è la distruzione di Sebastopoli. La è dunque proprio cosi? Ma non potrebbe essere ancora che gli alleati, minacciando la Russia in quel punto, abbiano per iscopo principale un agglomeramento di truppe russe in Crimea, perché in altra parte (per esempio, ai confini austriaci e al Danubio, il gran colosso nordico ne abbia tante di meno? Sappiamo che prima della spedizione si fecero a Varna parecchi congressi militari, ai quali intervennero alti afficiali spediti dall’Austria! Ora per favellare positivamente sullo scopo della spedizione, e’ sarebbe mestieri conoscere un tratto ciò che siasi risoluto in quei congressi. Ma delle prose determinazioni è soltanto non il fatto della spedizione, non lo scopo della medesima. Di questo si parterà quando sia tempo, forse alla prossima primavera.

Intanto gli alleati son sempre nelle occupate posizioni, le quali si dicono inespugnabili; e ciò è prova che i governi di Francia e d'Inghilterra erano pienamente informati delle condizioni del paese; imperocché mandarono le loro milizie cola deve sarebbe stato assai malagevole ai russi di discacciarle. E la battaglia d'Inkermann giustifica la importanza di quelle posizioni. Gli alleati inoltre procedettero tanto con le loro fortificazioni che ornai sono a un trar di sasso da Sebastopoli. E questo è poco? La sola conservazione dei punti primamente occupati equivarrebbe a grande impresa militare, stante la presente di preponderanti e valorose truppe nimiche: che diremo poi se aggiungasi il progressivo avanzamento degli assedianti? Non furono, no, inutili i loro sforzi; né senza un perché si spesero ingentissime somme di danaro, né senza utilità il suolo della Crimea fu bagnato del sangue francese e britannico. I fatti ulteriori dimostreranno la fatuità delle ciance di qualche ambizioso giornalista, che si arroga il diritto di censurare d’inavvedutezza vecchi generali, e d'imprevidenza oculatissimi governi, e senza guari consultare le circostanze attuali e le contingenze future

«..... ognun riprende,

«E parla più di quel che meno intende.

Un articolo di Gorjajnow pubblicato nella pietroburghese Nordische Biene ci fa sapere che «la Russia è abbastanza forte e potente, che già è in possesso del meglio di Europa e può continuare in quest’opera di appropriarsi altri dominii senza appartennero alla Europa medesima. Imperocché la Russia deve seguire la politica degli Stati Uniti, e non curasi punto dell'Europa, da cui vuole restar divisa mediante la sua religione, le sue instituzioni politiche e sociali. Oltre a ciò, la missione della Russia è di civilizzar l’Asia, la quale non ha né vuole aver nulla di comune con l'Occidente europeo né riguardo alle idee politiche o religiose, né riguardo alla società e alla famiglia.» La National Zeitung osserva che questo articolo di un giornale della Corte di Pietroburgo merita di essere ben consideralo; mercecché vi è data una idea del come la Russia intenda esercitare la sua influenza in Europa e in Asia; in Europa cioè dilatandosi materialmente senza partecipare alle instituzioni politiche e religiose dell'Occidente, e per conseguenza acclimatandovi a poco a poco le instituzioni del predominio settentrionale; in Asia poi trasfondendovi direttamente la civilizzazione della Russia. Ma per avventura Gorjajnow ha voluto anzi manifestare una sua particolare opinione che un vero disegno dell’imperatore Niccolò, il quale solennemente promise ch'ei rifuggirà sempre da idee di conquiste, giacché l'Impero ch'egli ha è tanto vasto che gli soprabbonda.

STORIA CONTEMPORANEA

PIEMONTE

Nella tornata del 3 febbraio la Camera si occupò seriamente nel Le discussioni sul trattato di alleanza del Piemonte con la Francia e l’Inghilterra. Il deputato Paolo Farina cominciò dal dire che questo trattato è una grande sciagura per il Piemonte, cui nessun motivo speciale obbliga a far guerra alla Russia, la quale, se richiamò da Torino il suo incaricato di affari, fu perché non si volle dal governo piemontese Licenziare gli uffiziali polacchi che presero parte alla rivoluzione di Varsavia; e, cosi adoperando la Russia, non fece che servire del più elementare diritto delle genti. Questa dichiarazione non guari accetta alle aspirazioni democratiche suscitò romori nell'uditorio. Conchiuse Farina che egli era deciso a votare contro il trattato. Il deputato Brofferio favellò più energicamente; iniziò il suo discorso qualificando la politica ministeriale siccome una catena di contraddizioni. Ei non trova nel trattato né giustizia, né nazionalità, né utile, né opportunità. Non giustizia, perché nega esser questa negli alti del governo, e perché lo czar Alessandro procurò l’ampliazione del reame sabaudo. Non nazionalità, perche questa cadde a Novara. Non utilità, perché? se vincono gli alleati, l’Austria resa orgogliosa dalla vittoria non avrà riguardo alcuno pei Piemonte; e, se vincono i russi, il Piemonte avrà pure tutto e oppressione. Non opportunità finalmente, perché le amicizie diplomatiche durano poco, e perché se la Francia garantisce l'integrità del territorio piemontese, non sono garantite le libertà piemontesi. Brofferio, dichiarando di non amar la Russia, si diffuse in elogi della Russia, Soltanto ammise che il Piemonte avrebbe ragione di combattere contro la Russia qualora si dovesse aiutare la Polonia a emanciparsi dal dominio degli czar. Tranne quest’unico caso, la Russia s’impadronisca pure di Costantinopoli, il Piemonte dee rimanersi neutrale. Premesse tali cose, terminò dicendo che il trattato con la Francia e l'Inghilterra è la terza disgrazia dopo l’armistizio e la rotta di Novara. Ma il deputato Torelli con esempi tratti dalla storia moderna si affaticò a dimostrare che la guerra contro la Russia e una necessità pel Piemonte. E il deputato Durando fece vedere i pericoli della preponderanza della Russia, e conchiuse che il Piemonte dee concorrere a fiaccare l’orgoglio moscovita perché ha bisogno di reintegrarsi nella gloria. Il suo discorso fu generalmente applaudilo. La seduca si sciolse al tramonto del sole.

IMPERO AUSTRIACO

Il di l'febbraio Bourqueney ambasciatore francese fu ricevuto in udienza speciale dall’imperatore. La sera dello stesso giorno Bourqueney diede una splendidissima soirée a tutti i ministri austriaci, al barone generale Hess e adjaltre autorità civili e militari. Fra i diplomatici esteri furono oggetto di speciali attenzioni gli ambasciatori del Belgio e dell'Olanda. Il medesimo giorno arrivarono a Pietroburgo all’ambasciatore russo Gortschakoff dispacci importatissimi.

Heckeren senatore francese è nominato grancroce dell’Ordine di Francesco Giuseppe.

PRUSSIA

II governo di Prussia ha indiritto ai suoi agenti di Londra e Parigi in data 21 gennaio un dispaccio, in cui si dice che il gabinetto di Berlino «è veramente soddisfatto che i gabinetti di Parigi e di Londra abbiano riconosciuta siccome impraticabile l'adesione della Prussia nel modo che gli fu proposta in principio.» Trovatasi pertanto un’altra maniera per avere questa adesione, il dispaccio prosegue che «il governo del re di Prussia, penetrato dall'alta responsabilità propria di somiglievoli impegni, mancherebbe ai suoi più sacri doveri, se non li facesse dipendere dalla cognizione la più compiuta e dallo esame il più coscienzioso degli scopi politici, che si vogliono conseguire.» Indi in sostanza vi si spone che la Prussia non conosce i risultati delle pratiche dalla diplomazia intorno alla quistione delle garanzie e che perciò pria di accedere al trattato, l’è d’uopo che un suo rappresentante sia presente alle deliberazioni che si sono aperte in Vienna fra i plenipotenziari delle Potenze belligeranti. Ma essendo stata esclusa la Prussia da quelle deliberazioni, ella reclama il suo diritto d'intervenirvi come grande Potenza europea.

GERMANIA

Già demmo contezza della opinione adottata dalla Commissione militare della Dieta di Francoforte il 29 gennaio, che fu di riconoscere la esistenza della necessita di porre sul piede di guerra tutto il contingente federale. Ora si annunzia che il 30 i Comitati riuniti della Dieta a voti unanimi decisero doversi preparare alla guerra i contingenti federali nel più breve spazio possibile. Dicesi che questa determinazione emanò in origine dalla Baviera.

IMPERO FRANCESE

Il generale svizzero Ochsenbein è a Parigi.

INGHILTERRA

Il pacifico Aberdeen dichiarò alla Camera ch'egli ha grandi speranze nell'avvenire della guerra, e nella cooperazione dell’Austria. Con tutto ciò dicevasi che Aberdeen non sarebbe entrato nel nuovo amalgama ministeriale.

SPAGNA

Sembra che John Breckenridge del Kentucky surrogherà Soulè nello incarico di ambasciatore della Unione americana a Madrid. Si pretende che la prima grande irruzione carlista debba contemporaneamente succedere dalla Catalogna e dalla Navarra. Il conte di Montemolino e Cabrera entreranno in Catalogna, e il generale Elio invaderebbe la Navarra. Ma il governo spera di opporre ai loro progetti una formidabile resistenza (Corr. Havas). Espartero con una lunga circolare ordinò ai governatori dello provincie di provvedere alla regolarità nella riscossione delle imposte.

NOTIZIE DELLA GUERRA

Si lavora senza posa alla riparazione di tutti i vascelli inglesi elle fecero parte della flotta del Baltico. Per la fine di febbraio debbono esser pronti a viaggiare di nuovo.

Si costruisce in Inghilterra una grande flottiglia che sarà compiutamente armata secondo il sistema del capitano Robert.

Si va effettuando la formazione del reggimento dei bersaglieri della famiglia imperiale, che servirà soltanto in tutta la durala della presente guerra. Esso avrà quattro battaglioni; il primo si organizza a Novogorod, il secondo a Vladimir, il terzo a Nijni-Novogorod. Il quarto si farà tostoché avrassi un sufficiente numero di volontari. Intanto lo stato maggiore di questo reggimento è a Pietroburgo, e in breve recherassi a Novogorod come punto più centrale e più adatto alla sollecita organizzazione del reggimento medesimo.

Il bano Jellacich e il feldmaresciallo Mamula son pronti a entrare con le loro truppe nelle provincie turche dalla parte della Dalmazia, qualora in quelle provincie scoppiasse qualche movimento sedizioso.

Si annunzia che nella Valacchia e nella Moldavia si metterà in arme un esercito di 70,000 uomini in aiuto del sultano nella presente guerra contro la Russia.

Ai 31 gennaio l'austriaco maresciallo Coropini partiva da Iassy onde tornare a Bukarest.

Ismail pascià pubblicò un proclama qual comandante in capo dell’esercito turco del Danubio. Sembrava imminente Un grande combattimento nella Dobrudsca.

Un dispaccio bizantino annunzia ai giornali parigini che ai 16 gennaio i russi fecero un’altra sortita da Sebastopoli, ma che furono vigorosamente respinti dal 74 di linea dopo un combattimento alla baionetta, nel quale i francesi ebbero soltanto un 30 fra morti e feriti. Una delle solite quotidiane scaramuccie, che hanno luogo per le aggressioni continue operate da piccoli distaccamenti russi, e che nulla valgono a mutar le condizioni delle parti belligeranti. Ma più che da tali insignificanti molestie gli alleati erano infastiditi dalle nevi e dal freddo. È però vero che i francesi, assai meglio degli inglesi, seppero trovar maniera di difendersi dalla umidità e dalle intemperie. Scavarono ampie e profonde caverne, dovo intere compagnie si ragunano; ed esse caverne sono ricoperte di sopra dalle tende acconciamente disposte per lo scolo esteriore delle acque.

Gli alleati sospesero i loro lavori delle trincee per dedicare tutti i loro sforzi al miglioramento delle strade e al ristauro specialmente della strada che da Balaclava mena al campo loro. Le malattie sensibilmente scemarono; i magazzini sono abbondevolmente provveduti di viveri. Gli alleati occuparono la posizione di Kamara. Il corpo di Liprandi si ritirò a Makensia; i russi hanno eretta una batteria non lungi dalle ruine d’Inkermann.

Osten-Sacken disponevasi per la Une di gennaio a cominciare le sue operazioni contro le posizioni degli alleati. I granduchi Niccolò e Michele avrebbero cooperato alla azione personalmente.

Le ultime notizia di Erzerum ripetono la già vecchia notizia che i russi abbandonarono Baiazid e si ritirarono verso Erivan e Zumri. Non confermano però che Baiazid sia stata incendiata dai russi.

L’Inghilterra si adopera energicamente nell’Asia centrale a mettere insieme in Erivan un esercito alleato che faccia fronte alla Russia in quelle parti. Tre agenti britannici partirono da Costantinopoli onde concertarsi con Sciamil per una campagna contro i russi.

VARIETÀ

Nei primi mesi del 1854 in Inghilterra si costituì una società di un carattere totalmente romanzesco. Urquihart invitò Cuningham, Rolland ed altri turcofili a formare una Società per la protezione della Turchia e di altri paesi da garantirsi contro ogni divisione. E Rolland fu nominato presidente, Cuningham tesoriere e Walpole segretario. Lo scopo della società si dovea raggiungere con mezzi pecuniarii, credendo essi. che l’elemento vitale di ogni operazione sia il danaro. Ma Urquihart pretese che questi mezzi fossero intramezzati da certe pratiche che non doveano esservi in mezzo. Laonde diffidenze e differenze; incriminazioni e provocazioni; perfino di sfide al duello! Cuningham tesoriere portò l’affare al pubblico magistrato, e questi spiccò opportuni ordini di arresto contro Urquihart e Rolland. Cosi la società della protezione può considerarsi disciolta, mercecché il suo promotore e il suo presidente a quest’ora forse si trovano in carcere; ma il tesoriere è sempre a pie’ libero.

Son veramente crudeli certi giornalisti! Il nerodiano loro ingegno riusci perfino a riaprire a Menzikoff le ferite riportate nelle guerre del 1828! Men male se non avessero rispettala la prescrizione che sana inter praesentes, ma né anche vollero calcolare la prescrizione che mette il saldo ad ogni cosa inter absentes. E Menzikoff che da tanto tempo non pensava più a quelle piaghe, le vide ad un tratto g