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Il doppio di niente

di Zenone di Elea



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RdS, 2 dicembre 2011

Stanotte stavo guardando Rainews, il direttore Mineo commentava la notizia della “precettazione” dei governatori Cota e Zaia convocati  a Roma in contemporanea con la riunione del Parlamento della Padania, informando i telespettatori che avrebbe coperto con degli inviati entrambi gli eventi. Mi son domandato: finirà sui giornali la notizia  della convocazione del Parlamento delle Due Sicilie o verrà ignorato dalla grande stampa?

Ovviamente sono scettico per un semplice motivo: noi non rappresentiamo nessuno. Non esiste un movimento politico (se si esclude il Pdsud che appoggia De Magistris e Insorgenza che ha raccolto una manciata di voti ma non son serviti a nulla) che abbia ottenuto un numero di voti tale da porsi all'attenzione della pubblica opinione.

Tornato a casa dal lavoro, mi ritrovo su http://forum.politicainrete.net/ la notizia della nascita del Parlamento delle due Sicilie 2!

Ieri leggevo in una email di altri doppioni – Capua, Gaeta, Tagliacozzo, Civitella, Messina – tentati o realizzati.

La domanda sorge spontanea: ma questi amici che si arrabattano a fare le prime donne  hanno riflettuto sulla nostra storia e sul crollo del nostro regno?

Se la camarilla sanfedista e i liberali più moderati invece di combattersi avessero fatto squadra e avessero sorretto le decisioni di Francesco II prima che abbandonasse la nostra Capitale, forse oggi non staremmo qui a discutere  di certe amenità.

Sei anni fa avemmo l'occasione di far decollare un movimento politico identitario attorno alla candidatura di Zitara al comune di Napoli e ce la bruciammo per miserabili interessi di bottega. Se fosse andata in porto, oggi avremmo più attenzione e rispetto da parte dei media e avremmo fatto un bel po' di strada.

I padani non hanno storia e se la sono inventata, noi ne abbiamo una gloriosa e secolare e ci crogioliamo nel ridicolo.  La lega il 4 dicembre riunisce un parlamento finto ma dietro vi sono milioni di voti e centinaia di amministratori, dietro il nostro solo fumo.

Parliamo di Parlamento delle Due Sicilie 1 e di Parlamento delle Due Sicilie 2, ma questi cosiddetti parlamentari che ne fanno parte da chi sono stati votati, chi li ha investiti di un qualche potere di rappresentanza? Chi rappresentano, se non se stessi?

Leggo di amici che negli ultimi anni non sono andati a Gaeta perché di fronte a due ricorrenze (XIX Convegno tradizionalista della fedelissima città di Gaeta - 4, 5 e 6 febbraio 2011 - XX Convegno nazionale della fedelissima città di Gaeta - 11, 12, 13 febbraio 2011) organizzate da gruppi diversi non sapevano a che santo votarsi.

Invece di sputare sentenze sui padani e sul razzismo leghista, forse dovremmo imparare qualcosa da loro, soprattutto quando si tratta di fare squadra per difendere i nostri interessi.

La notizia più bella di questa giornata è l'email in lingua napoletana di un amico napolitano (1) che non sentivo da tanto tempo (ci siamo visti a Fenestrelle alla posa della targa in memoria dei soldati napolitani nel luglio del 2008). Dopo aver consumato tante ore e tanto denaro nei movimenti identitari si è ritirato a vita privata e si tiene in contatto con altri meridionali sparsi per il mondo. Non sta facendo la rivoluzione ma almeno ritrova in essi un comune sentire, tra nostalgia e rimpianto per cosa potrebbe essere oggi il sud.

Prima di farci prendere dalle fregole individualiste ricordiamoci delle parole dell'avvocato  Cognetti, il quale presentendo la caduta imminente del regno scriveva: “Adunque nel campo positivo della società scendiamo; affratelliamo gli agenti operosi della mente e del braccio: — e per tal modo all'Europa ed al mondo intero quanto falsamente ne hanno giudicato dimostreremo.” (2)

Il nostro modesto consiglio è, quindi, darsi alla pittura prima possibile ovvero prima di fare altri danni (3)!


P.S. - Ore 22 del 2 dicembre 2011 - Un amico che ha letto questo articolo sul web ci ha chiesto di inserire la seguente citazione:

“uomini siate, e non pecore matte,

sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!”

Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto V, 80-81



_________

(1) Se qualcuno mi avesse chiesto “cosa vuoi sotto l'albero di Natale?” avrei risposto “voglio un messaggio così, di un amico e compatriota col quale abbiamo avuto infinite discussioni via web sul destino del sud, che non sento da tempo, che ricordo con piacere e ogni tanto cerco di immaginare cosa stia facendo quel fetente!”.

(2) Napoli e Sicilia nel 1860 per Salvatore Cognetti Giampaolo, Napoli 1860.

(3) Luigi di, conte d'Aquila. - Figlio (Napoli 1824 - Parigi 1897) di Francesco I e di Maria Isabella di Spagna, fu, durante il regno del fratello Ferdinando II, capo dell'ultrareazionaria camarilla di corte, ma in seguito (1860), per ostilità verso il nipote Francesco II, si trasformò in liberale e patrocinò la formazione del ministero Liborio Romano e la concessione di una costituzione.Riaccostatosi ai gruppi reazionarî e accusato di preparare un colpo di stato, il 14 agosto 1860 fu mandato in esilio in Francia, dove si dedicò alla pittura. (Cfr. http://www.treccani.it/)





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