Eleaml


Fonte:
http://tmowatch.splinder.com/ - 23/06/2005

TMO WATCH

L’antenna che non colsi

Il fenomeno della telestreet gaetana – ma da quelle parti ci sono un sacco di fenomeni che sembrano normali – è fatto anche di antenne, apparecchiature, coni, ponti e trasmettitori. Non sono mai stato un esperto e un appassionato del lato tecnico delle telestreet.


Sapevo che c’erano delle porzioni di frequenze oppure dei canali di trasmissione su un determinato territorio rimasti liberi, e il progetto Telestreet riteneva legittima l’occupazione pacifica di questi spazi per piccole tv “di quartiere”, “autogestite” o “di pubblica utilità” (sulle svariate declinazioni non si è finito mai di discutere).


Sapevo che i trasmettitori sono sempre difficili da trovare, e spesso di contrabbando, e le frequenze libere idem, soprattutto nelle grandi città.


Sapevo pure che TMO trasmetteva su un canale libero (“una somma di coni d’ombra” dice qualcuno, non so se il concetto regge), ripetendo egregiamente il segnale, senza produrre interferenze rilevanti con altre emittenti.


E la polizia postale ogni tanto viene a controllare, annuisce e se ne va. Sarò stato distratto, in tutto questo tempo, ma non mi sono mai fatto molto coinvolgere dall’argomento. Poi, tempo fa, sono passato tra Monte Orlando e gli studios vicino al mare.


E ho visto questi piccoli scatoloni ferrosi e ronzanti, proprio come quello che ai primi eroici tempi Antonio Ciano teneva tra il suo letto e quello della moglie. Fanno un certo effetto. Secondo me sono pure un po’ inquietanti.


Ora vedo che TMO ha migliorato e ampliato il suo segnale sul territorio gaetano, dove in molti ci tengono a seguirla, e secondo me stanno facendo bene. Addirittura, ma saranno leggende, c’è gente che sostiene di vederla da Itri e dai rioni alti di Formia.


Si narra, nelle sere d’estate, di pescatori di paranza che seguono Settegiorni7 fin al largo del Tirreno.


Sento che basterebbe un niente per spedire il segnale oltre i segreti cactus sardi di Villa Certosa, e così sottilmente combattere il nemico. Ma allora – si leggeva sul blog degli ex sovversivi di Kitab, ma intransigenti per ripicca verso gli orlandones – “se così fosse, ne installo domani anch'io uno per i miei tascabili trasmettitori uhf da 433Mhz, e con lo sputo di 10mW parlo con mio fratello a Formia mandando in pensione il cellulare”.


E poi provatela a cercare sulle nuove mappe satellitari di Google l’antenna di TMO, se ci riuscite.


postato da ludik 

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