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25 Aprile 1862

PROCLAMAZIONE DELLO STATO D'ASSEDIO

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25 aprile 1862: Dichiarazione dello Stato di Assedio
Data: Domenica, Aprile 25, 2004
Ora: 10:00AM CEST (GMT+02:00)

Con la proclamazione dello stato d'assedio, avvenuta il 25 aprile 1862, la resistenza antiunitaria delle popolazioni meridionali fu dichiarata ufficialmente illegittima, di conseguenza si avviò una repressione politico-militare tra le più spietate della storia moderna. Nel Sud fu schierato il grosso dell'esercito piemontese che nella sua pesante azione repressiva non esitò a violare i più elementari diritti.
Torture, processi sommari, carcere, lavori forzati, evacuazioni, fucilazioni di massa, e la distruzione di ben 14 paesi, furono gli effettivi una sporca guerra che vide in campo un intero esercito contro la popolazione del Sud Italia.
http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Documenti/CarteRivolta.html
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NAZIONE NAPOLETANA - DUE SICILIE - ANNO IV - NUMERO 3 - MAGGIO 1999-
139° DI OCCUPAZIONE - PERIODICO INDIPENDENTE DELLE DUE SICILIE

INSERTO SPECIALE:


1862, un anno di PULIZIA ETNICA piemontese

Fu questo il primo anno in cui il vessillo borbonico dello Stato indipendente delle Due Sicilie non sventolava piú nelle nostre terre, che, avviluppate in un plumbeo sudario di morte, cercavano di liberarsi dai nuovi barbari invasori: i predoni e assassini piemontesi. Gli avvenimenti, di cui siamo certi, elencati cronologicamente, volutamente scarni di ogni commento, fanno inequivocabilmente comprendere cosa deve essere stato per le nostre popolazioni vivere in quegli anni.

Non dimentichiamolo. Non dimentichiamolo mai.

Alla fine dell'anno 1861, la statistica, fatta dagli occupanti piemontesi, indicò che nel solo secondo semestre vi erano stati 733 fucilati, 1.093 uccisi in combattimento e 4.096 fra arrestati e costituiti. Le cifre fornite, tuttavia, furono molto al disotto del vero, in quanto non comprendevano quelle delle zone della Capitanata, di Caserta, del Molise e di Benevento, dove comandava il notissimo assassino Pinelli.

Al Senato di Torino, il ministro della guerra Della Rovere, dichiarò che 80.000 uomini dell'ex armata napoletana, imprigionati in varie località della penisola, avevano rifiutato di servire sotto le bandiere piemontesi. Vi erano state migliaia di profughi, centinaia i paesi saccheggiati, decine quelli distrutti. Dovunque erano diffuse la paura, l'odio e la sete di vendetta. L'economia agricola impoverita, quasi tutte le fabbriche erano state chiuse e il commercio si era inaridito in intere provincie. La fame e la miseria erano diventate un fatto comune tra la maggior parte della popolazione, che trovò nell'emigrazione l'unica possibilità di sopravvivenza alla pulizia etnica fatta dai piemontesi.


Antonio Pagano
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