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Fonte:
http://comitatiduesicilie.org/

Le Due Sicilie sconfitte al televoto di San Remo

Marco Fortunato

 Modena 1 marzo 2010  
  

Quando otto anni fa mi avvicinai a certe tematiche storiche, mi chiedevo come avrei potuto vivere senza poter più tifare per la nazionale ai mondiali. Il cambiamento fù radicale ed in più nel giro di poco tempo.

All’inizio, quando sentivo parlare di certe cose, dubitavo, titubavo, non conoscevo bene la storia, pensavo che un pochino fossero montature di questi borbonici forsennati, arrabbiati. Ma col tempo e con le letture appropriate ho acquisito informazioni e spessore storico da poter finalmente dividere le fantasie dalle cose reali o realistiche.

Così mi capitò di partecipare, il famoso quindici marzo del 2003 alle manifestazioni che si tennero a Napoli per dare la “meritata” accoglienza agli eredi della dinastia sabauda che scelsero proprio la nostra capitale per il loro rientro ufficiale in questo strano stato chiamato Italia, di cui noi, purtroppo, facciamo parte. Fu una manifestazione magnifica, furono mobilitate centinaia di persone, forse migliaia. Certo fu un moto spontaneo che portò tutta quella gente, me compreso, a riversarsi per le strade di Napoli con bandiere in pugno ad urlare contro gli usurpatori.

Per me quella fu la prima manifestazione pubblica. Fino ad allora avevo solo letto libri su libri e nient’altro e quello fu davvero un bagno sacro, fu come un nuovo battesimo che mi accolse in una nuova vita fatta di una nuova coscienza.

Dopo quella giornata, per giorni continuammo a sentirci e ad incontrarci nella rete, proponendoci altre iniziative, ma da allora non c’è mai stato più nulla del genere.

Da allora in poi ho visto “solo” divisioni, litigi, denuncie, accuse, diffide e via dicendo.

Il grande movimento che dicevamo di essere, nella rete, si è disciolto in mille rivoli e rigagnoli e, saremo pure più numerosi di allora, ma sulla carta contiamo veramente poco, perché siamo tante gocce che rifiutano di unirsi per creare il mare.

Quest’anno ricorre il centocinquantesimo anno della malaugurata unita di questo stato in cui siamo stati, nostro malgrado, inclusi.

Uno pensa che di una occasione del genere bisogna approfittare, bisogna prendere la palla al volo, è un momento in cui i riflettori saranno puntati su certe tematiche allora è anche il momento di tentare il colpo buono: e invece no.

Il colpo buono, l’ennesimo, lo hanno dato a noi, anzi, ce lo siamo dati da soli.

Così capita che nel centocinquantesimo della caduta di Gaeta, le nostre manifestazioni vengano passate in sordina mentre a San Remo, l’erede degli usurpatori, si presenta con una bella canzoncina dal titolo stupido che guarda -guarda, nel centocinquantesimo dell’Unita d’Italia ci sta proprio bene.

Ed io dico allora: bravo Filiberto il tuo è stato un gran colpo mediatico! Sarai pure un buffone, ma hai capito tutto, mentre noi, ci siamo fatti comprare allora, e ci facciamo comprare oggi, con i fondi per le celebrazioni del centocinquantesimo! Proprio in quest’anno, mi risulta, le celebrazioni di Gaeta sono state come non mai piene di contraddizioni. Proprio quest’anno!

Continuiamo così!






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