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Fonte:
http://www.ilbrigante.it - TORINO, 8 MAGGIO 2010

Sapessi com’è strano e meraviglioso…

Gino Giammarino

10 maggio 2010
Sapessi com’è strano e meraviglioso... Gino Giammarino

Una celebre canzone insinua che è strano sentirsi innamorati a Milano. Una poesia napoleonica ricorda il 5 maggio. 

Io invece voglio raccontare la straordinarietà di un evento a chi, per un giustificato motivo personale o per insana strafottenza e/o eccesso di manìa di protagonismo, non ha vissuto la storica giornata di sabato 8 maggio 2010 a Torino. 

Arrivando sul corso di fronte al corteo dopo essere passati per gli altari della retorica italiota, la sensazione provata nello scorgere i vessilli di un Sud ribelle garrire al vento di una inusitatamente assolata Torino è un’emozione difficile da raccontare. E’ un circuito a doppio senso di emozioni che entrano ed escono dall’anima, ripescando e filtrando anni di lotte, incazzature, rare gioie e frustrazioni.  Ma siamo qui. Ed è bellissimo.

Sfiliamo senza vergogna o pudori di sorta: ché di salottieri guerrieri da scrivania nel meridionalismo ce ne trovi quanti ne vuoi. Sfiliamo per gli assenti, ma soprattutto per i presenti, i nostri confratelli emigranti che vivono là; e quanti, soprattutto giovani, quindi più integrati nella città, ci guardano dapprima con sorpresa e poi, ascoltate le ragioni, si uniscono al corteo. 

Già, le ragioni: eccole. La manifestazione è stata organizzata come richiesta di chiusura del Museo dedicato a Cesare Lombroso, criminologo sulle cui già discutibili tesi in ambito professionale, l’invasione piemontese costruì ipotesi accusatorie e fucilazioni in massa dei nostri partigiani da loro definiti “briganti”. 

Dai negozi, per le strade, dai balconi, la gente ci guarda: in tanti rispondono a chi gli consegna un volantino: “Sono meridionale anch’io: bravi!” – oppure: “Avete ragione; io sono piemontese, ma qui in tanti la pensiamo così: quel museo è una porcata!”

E posso giurare che il leghista Calderoli qui non c’entra assolutamente nulla. Ma un buon cronista deve raccontare tutto: non posso omettere di un tizio in bicicletta, calzoncini corti e t-shirt bianchi, occhiali da sole scuri, che si ferma apposta per portare le mani alla bocca ed urlarci: “Andate a casa!”

E quando dico  che devo raccontare tutto, non posso omettere neanche che, con mio grande rammarico, l’accento dello sfigato di turno è proprio napoletano. Ma questo non credo che sorprenderà più di tanto chi conosce la dinamica del servo sciocco che si sente sempre grato al suo carnefice.

Sapessi com’è strano e meraviglioso... Gino Giammarino

Un grazie per l’impegno lo dobbiamo a Michele Iannelli, a Maurizio Castagna e a Duccio Mallamaci, come a Nando Dicè e a tutti gli esponenti di Insorgenza Civile, Azione e Tradizione da Modugo (Ba), del Partito del Sud, delle bande siciliane dell’EVIS, dei Comitati Due Sicilie e degli amici di Per il Sud.

Una giornata indimenticabile, certo, e a proposito di ricordi mi ritorna alla mente una tribuna elettorale di tanti anni fa nella quale Giorgio Almirante contrapposto a Marco Pannella dichiarava: 

“I nostri ragazzi sono belli e gli piacciono le donne!”: non entro nel merito dei gusti sessuali, ma cosa avrebbe detto la buonanima vedendo all’opera, in questi tempi di Grande Fratello ed Isola dei Famosi,  gli splendidi ragazzi di Insorgenza Giovani?


Sapessi com’è strano e meraviglioso... Gino Giammarino





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