Eleaml


Fonte:
http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com/

La guida turistica dell'Azienda Soggiorno e Turismo

Ieri ho avuto la fortuna di leggere la guida alla storia ed ai servizi di Castellammare di Stabia, scritta e distribuita dall’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo.

Trentanove pagine piene zeppe di storia tradizioni e cultura che confermano l’amore che provo nei confronti della mia città.

Quello che si può capire,dallo scritto dall’Ente Stabiese, è che la nostra città deve tanto alla dinastia dei Borbone, basti pensare che ben 18 pagine dell’opuscolo si riferiscono a fatti o persone dell’epoca preunitaria, o guardare la mappa della città allegata alla guida dove l’80% dei siti turistici sono stati realizzati o scoperti dai Borbone. Il tutto viene confermato da una frase all’interno della guida che riporto “Con l’unità d’Italia, termina il miglior periodo di Castellammare di Stabia”.

La reggia di Quisisana, i Cantieri Navali, le antiche terme, gli scavi romani, e le numerose ville che ospitavano le ambasciate straniere in Castellammare sono alcuni esempi di quanto era amata la città in cui vivo dai Reali delle Due Sicilie.

Eppure guardando bene la mappa, vedo le strade di Castellammare intitolate a persone che non compaiono nella guida da poco distribuita, Garibaldi, Crispi, Vittorio Emanuele, Alcide de Gasperi, Umberto I, non hanno fatto niente per meritarsi tanta attenzione, negata invece a tutti quelli che hanno contribuito a rendere Castellammare di Stabia bella ancora oggi.

Nello Esposito


Siamo affettivamente legati a Castellammare di Stabia, la prima volta che abbiamo visto il mare è stato quello di Castellammare, oltre quarantacinque anni fa. 

Fino ad una ventina di anni, per noi la cittadina era solo la città delle terme che avevamo visto da bambino. Della sua storia, dei cantieri, sapevamo ben poco, questo la dice lunga sulla damnatio memoriae a cui è stato sottoposto tutto il Sud.

Castellammare di Stabia

Vi invitiamo a visitare:

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com/ 

http://www.liberoricercatore.it/


Fonte: http://it.wikipedia.org

Un’attività speciale ebbe il cantiere quando vennero in uso le navi a vapore. Dal 1841 al 1846 il cantiere costruì quattro pirocorvette: Archimede, Carlo III, Ercole e Sannita.

Quando alla dinastia borbonica successe il governo di Garibaldi erano in costruzione la pirofregata Farnese in seguito ridenominata Italia, La pirocorvetta Etna e in allestimento la pirofregata Borbona in seguito Garibaldi Garibaldi varata il 18 gennaio 1860.

Cantiere navale di Castellammare di Stabia
Cantiere navale di Castellammare di Stabia
Partenope
Cantiere navale di Castellammare di Stabia
Borbona

Le Orchidee di Quisisana
Fonte:
http://www.liberoricercatore.it/
Le Orchidee di Quisisana

Una delle ragioni principali che spinge a viaggiare è senza dubbio il desiderio di scoprire realtà diverse, nuove ed emozionanti.

Del resto che senso avrebbe spostarsi da un luogo per visitarne un altro del tutto simile? In quest’ottica le mete preferite dal viaggiatore sono quelle che offrono singolarità culturali, architettoniche, paesaggistiche e naturalistiche. Visitare la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (NA) significa realizzare, in una certa misura, il viaggio perfetto, tante sono le peculiarità che questo luogo ameno offre. Il Palazzo Reale con le sue architetture (oggi sottoposte ad accurata opera di restauro) è affacciato su uno degli scorci più belli e famosi del mondo: il Golfo di Napoli, ed è circondato da un delizihttp://it.wikipedia.orgoso parco di secolari castagni, che gradualmente passa alla circostante vegetazione a bosco misto costituita da numerose essenze arboree come il Leccio, la Roverella, il Carpino nero, l’Ontano, l’Acero. Numerose sono le essenze che crescono nel sottobosco: tra tutte ricordiamo l’Elloboro puzzolente, l’erba di San Lorenzo, il Pungitopo, il Ciclamino primaverile e quello autunnale e la Viola. Passeggiare per i viali del parco e per i sentieri del bosco spesso offre la possibilità di fare quelle piccole grandi scoperte che la quotidiana vita urbana nega.












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