Eleaml


Passata la bufera rivoluzionaria del 1848 si cerca di tornare alla normalitÓ, nel 1852 riprendono le pubblicazioni degli Annali (l'ultimo numero verrÓ pubblicato ai primi del 1860, la proposta di farne una pubblicazione del neonato Regno d'Italia non viene accolta - tutto ci˛che proveniva dal Regno delle Due Sicilie andava gettato nel dimenticatoio della Storia, compresa una ottima cosa come la pubblicazione degli Annali).

Mettiamo a disposizione dei nostri lettori il Conto Reso al Re nel 1852. Si tratta di uno spaccato della vita di un Regno prospero e pacifico, dove si sistemano -fin nelle pi¨remote contrade -strade, piazze, chiese, edifici pubblici, ponti, porti. Si abbellisce la capitale, si dettano regole ai privati per le ristrutturazioni edilizie.

Una immagine assolutamente diversa da quella che ci ha consegnato la becera storiografia liberal-sabauda, che ci ha descritto per 150 anni una terra immobile, immersa nella pi¨ cupa miseria dove nulla si faceva per migliorare la vita dei sudditi. Una immagine trasposta poi in opere letterarie che l'hanno cristallizzata e diffusa in tutti gli angoli del globo terracqueo, pensiamo ad opere come "Cristo si Ŕfermato ad Eboli" di Carlo Levi e a "Il Gattopardo" di Giuseppe Tommasi di Lampedusa. Queste ed altre opere (letterarie e non) sono tutte filiazioni dirette o indirette di quella relazione della Commissione di Inchiesta a firma di Giuseppe Massari che per demolire il brigantaggio politico tracci˛ un profilo cruento e drammatico delle provincie napolitane, completando il lavoro iniziato dal Gladstone (il cui libro proprio Massari aveva pubblicato in italiano a Torino nel 1851, quasi in contemporanea con le edizioni in lingua inglese di Londra e di New York) una decina di anni prima, quando il lord inglese aveva bollato il regno come "la negazione di Dio eretta a sistema di governo".

Leggetevi le pagine dedicate ai lavori nella Capitale (Napoli) -siamo nel 1852 -e confrontatele con la desolazione odierna.

Tra l'altro vi Ŕ da sottolineare anche che il Reale Istituto Vaccinico nello stesso anno -nella tornata del 29 Maggio -esponeva "i progressi della vaccinia nelle Province continentali del Regno nel volgere del 1851".

La vaccinazione superava l'80 per 100 dei nati. Mica poco per l'arretrato Regno delle Due Sicilie!

Zenone di Elea – Giugno 2011

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ANNALI CIVILI
FASCICOLO XCVI
LUGLIO E AGOSTO
1853
CONTO RESO
A SUA MAEST└ IL RE N. S. (D. G.)
DALLA CIVILE AMMINISTRAZIONE
PEL 1852
RAPPORTO DEL SIG. DIRETTORE DEL MINISTERO DELL'INTERNO ALLA M. S.

Sire

Reco a piedi dell'Augusto Trono della M. V. la stona dell'andamento amministrativo dell'anno 1852. ╚dessa la pi¨solenne ed irrecusabile pruova della crescente energia dell'Amministrazione Civile sotto le paterne cure del migliore de' Monarchi. Questa storia sostenuta dalla eloquenza de' fatti, e da documenti statistici palpitanti dell'attualitÓde' risultamenti ottenuti, mentre addimostra d'impulso energico dato ad ogni maniera di Opere Pubbliche che si compiono con fondi o de' Comuni o della Beneficenza;d'aumento cospicuo alle aziende di quelli

e

di questa; il prosperevole progredimento ottenuto nelle altre svariate branche dell'Amministrazione Pubblica nella parte continentale del Reame, offre a un tempo altrettanti argomenti della prosperitÓde' popoli che la Provvidenza ha collocali avventurosamente sotto l'Augusto Scettro della M. V. e che riconoscenti salutano nel Monarca che li governa il Padre amorevole che non vive che alla felicitÓde' sudditi suoi.

Si degni la M. V. di accogliere il lavoro che Le umilio, e permetta che genuflesso mi ripeta

Di Vostra Sacra Real MaestÓ

Umilissimo, fedelissimo suddito

SALVATORE MURENA.

I.

Della parte amministrativa ed economica, ossia dell'azienda de' Comuni.

La gran macchina della Civile Amministrazione, la mercÚdeglfimpulsi che Óricevuto e riceve tuttavia dal senno e dalla prudenza della MaestÓVostra, non falla il magnanimo scopo del progressivo incremento della prosperitÓed agiatezza delle soggette popolazioni, che collocate dalla Provvidenza su di un suolo ferace ed ubertoso, facile alle interne comunicazioni, ricco ove pi¨ove meno di acque proficue alla coltivazione, di boschi, e di selve occorrevoli ai bisogni della vita, bagnato da mari che gli esterni commerci e i traffichi con quasi tutte le Province del Regno rendono agevoli, e donalo di un clima mite e benigno, avean bisogno delle paterne sollecitudini e dell'affetto della MaestÓVostra per vedere continuata l'opera intrapresa a pr˛di esse dagli eccelsi Suoi Avoli, ed ora pressocchÚraggiunta e perfezionata dalla MaestÓVostra del loro morale e materiale immegliamento, della loro civiltÓverace, non falsata dalle deplorevoli utopie che anno intristito altra fiata i germi di ogni possibile felicitÓ sulla terra, non diretta ad altro fine che al bene di sÚstessi, al trionfo della Religione e della virt¨, alla pi¨savia, intelligente ed utile applicazione dei mezzi intellettuali e delle forze fisiche, di cui l'Altissimo le dotava, al rispetto delle Leggi, ed a renderle sempre pi¨conseguenti nell'omaggio meritamente dovuto, per intimo convincimento, all'amore, alla fatica e alle cure indicibili di chi pi¨che Signore e Monarca Ŕcostantemente tenerissimo Padre de' diletti suoi sudditi.

Ci˛che ne' fasti della Civile Amministrazione merita pi¨di essere ricordato pel 1852, io ander˛esponendo alla MaestÓVostra come felice derivazione della Sua prudenza e saggezza, e degli studii onde il Real Governo curava lo sviluppo e l'applicazione de' mezzi suggeriti dalla Mente Sovrana per raggiungere la meta d'immegliare e prosperare le condizioni dell'estesa famiglia, che all'ombra dello scettro della MaestÓVostra rilucente di ogni pi¨bella cristiana e civile virt¨, riposa lieta, sicura, non trepidante dell'avvenire, benedicente il Nipote magnanimo di S. Luigi e di Carlo, grata, riconoscente, operosa.

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Le leggi e i regolamenti di Polizia urbana e rurale, come quelli che concernono pi¨da vicino le masse e i diversi loro usi e costumi, anno mestieri di estensione in ragion diretta del numero di esse e dell'ampiezza del Comune per essere operative di utili risultamene. Accorrendo la MaestÓVostra a tal bisogno anche nell'anno di cui mi pregio farle rassegna, si benignava approvare la creazione di Aggiunti ai primi Eletti in parecchi Comuni, coronando in tal guisa i desiderii de' Decurionati che ne indicavano la necessitÓ(Stato num. 1.).

Intanto pel Sovrano Rescritto de' 3 marzo 1852 la MaestÓVostra prescriveva la redazione generale de' regolamenti di polizia Amministrativa. Vi avea adempiuto questo Real Ministero con circolare de' 9 agosto 1851, quando ne commetteva il rinnovamento aglfIntendenti, ai quali pure inculc˛di spiegar tutta la vigilanza per la osservanza di essi, chiamandone responsabili i Sindaci, gli Eletti, i guardiani urbani e rurali, perchÚcol fatto si conseguissero quei risultati che la Legge si propone di ottenere, cioŔ, il buon ordine e la tranquillitÓ, la repressione dei delitti, la sicurezza delle persone, la conservazione delle proprietÓpubbliche e private.

La MaestÓVostra sul corrispondente voto del Consiglio provinciale di Capitanata, si benignava prescrivere la stretta osservanza del comma 8.‹ dell'articolo 68 della legge del 12 dicembre 1816 circa la scelta che dee fare il Sindaco di Decurioni che lo assistano a disporre tutto ci˛che possa tornare utile all'Amministrazione comunale. E da questa Real Segreteria si adoperava ogni cura, perchÚai tenni ni di legge la rinnovazione de' Collegi Decurionali si facesse ancora nello scorso anno in ragion del quarto de' suoi componenti.

PerchÚpoi il pubblico servigio non soffrisse ritardo nelle Cancellerie comunali, ed ogni sua parte si avesse emanazione e forza dalla legge, la MaestÓVostra degnava diffýnire per massima col Real Decreto del di 16 dicembre, che ne' Comuni ove manchi il Cancelliere sostituto, il primo impiegato della Cancelleria ne faccia le veci presso la Conciliazione, e quindi rimpiazzi di dritto il Cancelliere Archivario ne' casi di mancanza o impedimento dello stesso, e ne eserciti provvisoriamente le funzioni.

Dichiarava la MaestÓVostra anche in linea di massima, nel fine di allontanare ogni ostacolo allo adempimento del proprio dovere da parte degli Agenti dell'Amministrazione, non essere incompatibile con lfesercizio delle cariche comunali la qualitÓdi Guardia d'onore.

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Sanzionava poi lfavviso della Consulta de' Reali Dominii di qua dal Faro, conforme a quanto Ŕdisposto dagli articoli 94 e 95 della legge de 12 dicembre 1816, di poter cioŔl'Intendente sul rapporto del Sindaco accompagnato da motivata deliberazione decurionale, destituire un Guardia rurale indipendentemente dalla superiore autorizzazione.

E quanto alla giubilazione e alle pensioni di giustizia degli stipendiati comunali, provvedevasi con ogni diligenza da questa Real Segreteria al loro disbrigo, coerentemente a quanto Ŕprescritto dalla legge circa l'accettazione delle domande e al modo di procedersi per la liquidazione di esse, provocando per taluni secondo il bisogno la Sovrana dispensa circa la mancanza dell'etÓrichiesta dal Real Decreto del 1 giugno 1842.

Eguali cure si adoperavano per le pensioni spettanti alle vedove ed alle orfane de' detti impiegati. Ed essendo surto il dubbio se la pensione di giustizia reclamata da una vedova d'impiegato, giÓmesso al ritiro con la pensione dovutagli di dritto, dovesse liquidarsi su quella che si godeva dal defunto consorte, oppure devenirsi ad una liquidazione novella, si risolveva per massima, dietro il corrispondente avviso della Commissione de' Presidenti, che sieno necessarii due procedimenti diversi per liquidare le pensioni di ritiro degl9 impiegati e per quelle delle vedove, e queste sieno da liquidarsi sul soldo che godeva l'impiegato nell'esercizio delle sue funzioni, non giÓsu quel che fruiva stando al ritiro.

Per la regolaritÓdel servigio de' medici condottati, si disponeva che i Decurionati nel rilasciare alla fine di ciascun mese la dichiarazione richiesta col Real Decreto de' 15 giugno 1842, esigessero dai medesimi un elenco indicante i nomi degl'infermi curati nel corso del mese, la specie della infermitÓsofferta, e il risultamento della cura; che il Parroco, il Sindaco e due Decurioni all'uopo destinati accertassero appiŔdello elenco la veritÓdi esso, e l'assistenza gratuita prestata agl'infermi; e che tali documenti si depositassero nella Cancelleria Comunale. E nel comunicarsi siffatta prescrizione, s'ingiungeva pure agi' Intendenti d'inculcare ai professori sanitarii di non trasandar mai gli avvertimenti a tempo opportuno, di doversi l'infermo, quando ne sia il caso, premunire del Santissimo Sagramento.

Pertanto dopo richiesta del Consiglio di pubblica Istruzione, fu dichiarato che la disposizione testÚricordata avesse luogo soltanto per le malattie endemiche, la conoscenza delle quali Ŕinteressante per la statistica, osservandosi per le altre l'articolo 63 del Regolamento del Protomedicato, il quale impone ai medici il sunto della cura di talune malattie.

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Il sistema daziario, con felice accorgimento richiamato dalla MaestÓVostra strettamente al principio di doversi quanto pi¨riesca possibile scemare il peso de' balzelli alle classi indigenti, riducendoli a' pi¨miti e proprii delle speciali condizioni di ogni Comune, ed in riguardo ai ricchi ed agiati estendendoli invece, ove non possa provvedervisi in altro modo, alle cose di lusso, delle quali non anno indispensabile bisogno i poveri; segue a rispondere alle bonifiche mire della MaestÓVostra, ed a fruttare vantaggi di non lieve momento: la faciltÓdelle riscossioni da un lato e la moralitÓde' contribuenti derivata dalla coscienza di essere, quanto giusto, comportevole al loro stato, il pagamento del balzello; e dall'altro la certezza che il Comune Ódella entrata, senza ricorrere a costringimenti, e senza affrontare oscillazioni o pericoli sulla sua economia. Le benedizioni de' miseri alla MaestÓVostra, la relativa prosperitÓdi essi, e quella delle aziende comunali sono la prova che tra le speculazioni governative dirette al miglior pr˛delle soggette popolazioni, quella che riflette i dazii Ŕdegna della Mente e del Cuore della MaestÓVostra.

Provvenivano in questo anno da tal fonte di entrala ai Comuni duc.1,581, 838: 01, il che suona un aumento di ducati 35, 071. 81 sulla cifra del 1851, derivato da accortezza nel dirigere gli appalti, e da coscienziosa ed esatta percezione; ed il dazio sul macino era eliminato del tutto in Province, e nelle rimanenti Ŕvicino ad esserlo, perocchÚstanno studiandosi le convenienze de' dazii da sostituirvi (Stato Num. 2.). Eppure facendo sempre prevalere il principio del maggior possibile disgravio de' balzelli alle popolazioni, altri dazii ancora e privative, che non eran pesanti come quello del macino, si abolivano in grazia della loro superfluitÓper le immegliate condizioni de' Comuni, de' risparmii recati sulle spese comunali, della soppressione de'

ratizzi,

del difinimento proficuo de' litigi, della riscossione delle significatorie, del rinnovamento degli affitti, della rivendicazione de' beni usurpati, della creazione di altre sorgenti di entrata, di nuove approvazioni di enfiteusi; per modo che deprimi che rendevano duc.71,013: 13 all'anno se ne sono aboliti 97, e delle altre che fruttavano ducati 8438: 15 se ne contano 59 giÓdismesse (Stato n. 3.). Sarebbe per me consolante il pensiero di poter rassegnare alla MaestÓVostra un lungo serto di privative che sieno state parimenti abolite; ma Ŕforte barriera al conseguimento di quest'altro vantaggio a pr˛de' Suoi sudditi, il vero incontrastabile, che in molti Comuni, siccome avea l'onore di umiliarle altra volta, o verrebbe a distruggersi la principale emanazione della loro sussistenza come Corpi morali, o ad estinguersi i mezzi della sussistenza materiale come l'aggregato delle persone che costituiscono la ComunitÓ.

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La sussistenza individuale, cessano a travaso di tali considerazioni dall'essere un privilegio, facile a tramutarsi in odioso monopolio, ove non fosse la vigilanza e l'accortezza degli Amministratori; e sono invece uno spiacevole ma pur necessario antitodo a prevenire mali pi¨nocevoli e rovinosi. Ci˛non ostante le pi¨vigili cure sono adoperate perchÚnon riescano di pregiudizio all'azienda comunale, anzi tornino di vantaggio; non sentano punto di sopruso e di illecita speculazione, e non importino la dura necessitÓdi essere dispensiere di cibi guasti e corrotti, di difetto nel peso o nella misura, di mala riuscita ed applicazione nell'esercizio della facoltÓconceduta. E come conseguenza dell'accortezza e sedulitÓdegli Amministratori nel trarre il maggior pr˛dalla concessione delle privative, mi Ŕdolce soggiungere alla MaestÓVostra che se di esse sparivano 59 nel 1852, pur nondimeno le rimase in piedi rendevano, mercÚle gare e la rinnovazione degli appalti, ducati 137,400: 15 ( Stato Num. 4. ) D quale risultamento Ŕpure da attribuirsi alla diligenza del Real Governo nel conferire gli ufizi comunali ad uomini probi, onesti, leali, operosi nel bene, rifuggenti dal male, e lieti di essere ad un tempo compresi di divozione alla MaestÓVostra, e di amore per la prosperitÓdella cosa pubblica. - Rassegnate che Ŕalla MaestÓVostra le ragioni per le quali le fonti speciali delle entrate comunali sono viemmeglio prosperarate nel 1852, Ŕfacile ravvisare le ragioni medesime nel complesso delle entrate, cioŔnella riunione di quelle che addimandansi ordinarie e delle altre che straordinarie si chiamano. Le prime erano di duc. 3,565,653:29 pel 1851, essendosi detratti duc. 38,624:66 appartenenti alla rendita straordinaria, ed ora ammontano a duc. 3,594,824:36; le altre di duc. 1,795,073:93 con la giunta de' detti duc. 38,624:66, ed ora. sono di duc. 1,880,180:79; e nello insieme la rendita de' Comuni nel 1851 fa di duc. 5,360,102: 57, e nell'anno susseguente di duc. 5,475,005:16. (Stato IV. 5.).

NÚal cospetto della prosperitÓdell'azienda comunale la Civile Amministrazione rimaneva inoperosa osservatrice delle utili conseguenze senza volgere pi¨balda e sicura i suoi studii per secondare l'impulso giÓavuto, indagare altri elementi di accrescerlo, raddrizzare e rendere pi¨spedito il suo elaterio, ridestare la energia delle Leggi e de' Regolamenti, prevedere ogni ostacolo e, sopravvenuto appena, eliminarlo. A tali intendimenti sono da attribuirsi tra le altre le seguenti determinazioni: Una lettera circolare de' 5 luglio 1817 pel Ministero degli Affari Interni, dava le istruzioni intorno al modo di compilare i progetti degli Stati discussi quinquennali; e ci˛nello scopo di poter conoscere a un volger d'occhi la vera condizione finanziaria de' Comuni. Quelle istruzioni per˛eran cadute in dimenticanza, e il lavoro non si eseguiva con la precisione che pur era necessaria.

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Per accorrere a tale inconveniente, questa Real Segreteria di Stato inviava a ciascun Intendente un modello in istampa di Stato discusso perchÚuniforme e chiara ne fosse la compilazione con la guida delle giÓdate istruzioni. Conseguenza di tale provvedimento Ŕl'essersi condotta a termine con la desiderata precisione ed esattezza la formazione degli Stati anzidetti pel quinquennio dal 1853 al 1857.

╚prescritto dall'Articolo 259 della Legge de' 12 Dicembre 1816 che gli Stati di variazioni debbano essere inviati agli Intendenti da' Decurionati nel volgere del mese di Ottobre dell'anno precedente a quella in cui debbono aver vigore. Rassegnava su tal proposito al Real Trono il Consiglio provinciale di Principato Ulteriore la necessitÓdi anticiparsi quell'invio; e la MaestÓVostra accogliendone benignamente il voto si compiaceva prescrivere che gli stati suddetti si mandassero all'Intendente di quella Provincia non pi¨tardi del mese di Agosto.

Per rendere siffatto sistema uniforme e comune a tulle le Province del Regno, si sono incaricati gl'Intendenti a manifestare su tal subbietto il loro avviso, per sentirsi di poi quello della Consulta, e sottoporsi alla MaestÓVostra per le Sovrane determinazioni.

Il ritardo che frapponevasi nello inviare al Ministero le proposte daziarie, e quindi nell'ottenersi le Sovrane approvazioni per la riscossione de' balzelli, teneva in dissesto le Amministrazioni, perocchÚavveniva che l'anno toccasse la sua metÓ, e i dazi non potessero riscuotersi; e cosýmancasse l'introito e con esso di che sopperire alle spese indispensabili.

Energici provvedimenti sonosi emanati, i quali Ón raggiunto Io scopo: e mi gode l'animo rassegnare alla MaestÓVostra che tutti i Comuni Ónno giÓle approvazioni pel riscuotimento de' dazi a tutto il 1857; il che torna opportuno alla conclusione degli appalti, ed allontana gl'inconvenienti gravissimi del tenere i dazi in amministrazione' o di dover ricorrere al dispiacevole sistema delle transazioni.

Incitatasi convenevolmente lo zelo degli Intendenti e de' Consigli d'Intendenza ad indagare in ogni domanda di alienazione, di censuazione e di permutamento di predii comunali se ragioni di utilitÓvera militassero pe' Comuni, respingendo qualunque offerta che non le contenesse o tendesse invece a deteriorare menomamente altri fondi comunali, e se nel richiedente l'acquisto novello migliorasse cosýgl'interessi da potersi da lui ricavare un prezzo di affezione da ottenersi col fatto in simili congiunture.

Intanto per ci˛che riguarda alienazioni, enfiteusi e permutamenti di fondi comunali, questa Real Segreteria di Stato non si rimaneva dal promuovere la spedizione di pi¨centinaia di Decreti sii quelli emanati dal 1826 in poi e rimasi ineseguiti per oscitanza delle parti interessate.


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Del che sonosi avvantaggiali non meno la Finanza dello Stato che i particolari individui. E qui torna acconcio rassegnare alla M. V. come per taluni di detti Decreti e di quelli clic concernono nuove istituzioni di fiere e di mercati e regole di Confraternite, si Ŕcurato di verificare se tuttavia sussistessero le ragioni di utilitÓe d'interesse, pe' quali si era provocata la Sovrana sanzione.

Le cure diverse da quelle tendenti allo incremento delle entrate comunali sonosi spese per lfattenuazione degli esiti, riducendoli a' pi¨indispensabili, meno per˛la parte che riguarda le pubbliche opere, in cui Ŕforza largheggiare, e ben si Ŕlargheggialo nel 1852, siccome avr˛il bene di rassegnare alla MaestÓVostra pi¨innanti.

Si sono facoltati gl'Intendenti a dare esecuzione alle regole dettale dal Ministero degli Affari Ecclesiastici e della Istruzione Pubblica, e Sovranamente approvale dalla MaestÓVostra, circa al pagamento de' soldi a' maestri ed alle maestre delle Scuole primarie comunali.

Le associazioni de' Comuni ad opere letterarie disposte in tempi diversi, assorbivano gran parte degl'introiti comunali; e per talune opere sventuratamente avveniva che mentre i Comuni pagavano lo importo de' quaderni che venivano a luce, mancavano i precedenti nelle Cancellerie comunali. Questa Real Segreteria ritenendo sugli Stati discussi gli articoli di esito per le associazioni Óposto il vincolo della superiore autorizzazione pel pagamento, e quando trattasi di associazioni Sovranamente comandate o di opere veramente utili, Óadottalo il sistema di far eseguire il pagamento ove costi di essere i quaderni precedenti esattamente conservati; e nel caso opposto disporre che i Cancellieri comunali provveggano alla mancanza a proprie spese.

Nel 1831 fu recata una riduzione ai soldi degl'impiegati comunali, ma nel 1838 furono portali alle auliche cifre con la distinta di soldo ordinario e di gratificazione, la quale veniva pagata alla fine di ciascun anno in vista del certificato di servizio e di buon servire, senza la ritenuta del 2.', per 100 destinato al fondo delle pensioni. Intanto essendosi Sovranamente prescritto ai 30 Settembre del 1848 che a cosiffatta ritenuta dovessero andar soggette le cennate gratificazioni a compimento di soldo ordinario, e perchÚnon cessi la severa vigilanza sinora portata sulla operositÓe diligenza degl'impiegati che avevano a rimerito la gratificazione medesima, si Ŕprescritto che in ogni tre mesi i Decurionali trasmettano agl'Intendenti una deliberazione, in cui facessero la censura degl'impiegati, e qualora si notassero svogliatezza nel lavoro, o altra pecca nel servizio o nella condotta, si provvedesse al loro rimpiazzo, o si facesse

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I provvedimenti che ˛avuto lfonore di esporre alla MaestÓVostra circa la diligenza onde si eseguono le spese comunali, congiunti a preesistenti, sono concorsi nel 1852 a rendere soddisfatti i bisogni svariatissimi delle singole Amministrazioni, senza contrarre debiti, senza trascurare nessuno degli adempimenti loro imposti, o dar segno di grettezza e di mal governo de' loro mezzi. Anno perci˛i Comuni lussureggiato nella celebrazione delle lor feste religiose e civili, nell'accorrere ai miseri, nel provvedere alle Case del Signore, nell'aprirsi nuove strade e comunicazioni ad incremento de' traffichi e de' commerci, nell'istituire nuovi Monti Frumentarii e di pegni, nel decorarsi di novelli edifici, in somma nel procacciarsi ogni possibile elemento di prosperitÓe i civiltÓ.

La incolumitÓdella pubblica salute suggeriva alla MaestÓVostra la necessitÓdi veder subito provveduti tutti i Comuni di cimiteri fuori le mura delle CittÓ, delle terre e de' borghi, conciliando i savii dettami della Legge con le condizioni dei sili e la naturale conformazione de' paesi, e facendo sempre primeggiare l'idea della massima decenza, in taluni luoghi diventala sontuositÓ, de' sacri Tempii e de' recinti proprii al riposo della umana creatura, che all'ombra del Vessillo del

Signore attende ridestarsi da quel sonno. de' Comuni in che Ŕdivisa la parte continentale del Regno pi¨di 779 anno giÓCampisanti aperti al pubblico uso e benedetti co' riti di nostra Sacrosanta Religione; e di essi 19 sono stati compiuti nel 1852; 394 poi sono stati iniziati nell'anno stesso, e per 530 si sono levati i progetti; di guisa che fra tutti i Comuni 234 attendono ancora i provvedimenti per opera sýeminentemente utile e vantaggiosa (Stato IVI. G.); la mancanza della quale non sempre deriva da difetto di mezzi, di cura, o di poco buon volere, ma da naturali difficoltÓ, o da che Ópotuto sopperirsi al bisogno tramutando in cimitero alcuna Chiesa discosta da' centri abitali, e quindi senza danno della pubblica salute.

Le Parrocchie che mancavano di congrua ne erano provvedute in 31 Comune; di maniera che per congrue in generale i Comuni pagano ogni anno duc.70,743:24; ed Ŕbello qui ricordare alla MaestÓVostra come quasi in tutte le Province trovinsi assicurali stabilmente la cura delle anime ed il servizio Divino, senza stare alle eventualitÓdella riscossione delle decime sacramentali, o deplorare la ritrosia de' parrocchiani, che pu˛solo essere ingenerata da miseria, non mai da mal talento, essendo pur troppo le popolazioni soggette alla MaestÓVostra compenetrale di reverenza e di zelo per la Sacrosanta nostra Religione (Stato IV. 7.).

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I miseri erano confortali di sovvenzioni ed aiuti di ogni maniera, e soprattutto nei giorni di comune letizia per festeggiamenti in onore della MaestÓVostra, di Sua MaestÓla Regina e dell'Augusto Figliuolo il Duca di Calabria; una nobile gara a pr˛de' poverelli si Ŕsempre accesa tra lfAmministrazione comunale quella di Beneficenza e le private persone di ogni ordine e condizione per sovvenire la indigenza con soccorsi precarii o duraturi, di guisa che per antivenire dissesti ed inconvenienti nella economia, era necessitÓdichiarare che volendo il Comune dispensar doli in tali congiunture, dovesse prima provvedersi di speciale autorizzazione.

Spendeano i Comuni in opere cotanto lodevoli duc.14,186:30 senza computarsi le somme largite per istituzioni benefiche permanenti; e le Province ducati 2073: 95 per dar mezzi all'ingegno di alimentarsi e di crescere, lungi dal miseramente intristire sotto gli aculei della povertÓe delle privazioni (Stato

N.

8.).

In generale la somma degli esiti comunali che nel 1851 ammontava a duc.3,301,669: 10; nel 1852 era di duc.5,212,381:63, giusta lo stato IV. 5.

II doppio scopo di moralizzare gli Agenti comunali e di mantener vive le sorgenti delle entrate de' Comuni, evitando pregiudizievoli sonni e letarghi nella vita dell'Amministrazione, che Ŕl'orza sia sempre desta, operosa, vigile, e nel movimento di ogni sua fibra facile e spedita; Órichiamato in questo anno le sedute cure del Real Governo per la discussione dei conti, il diffinimento de' litigi e la riscossione delle significatorie; ed ottimi ne sono stati i risultamene.

Quanto a' conti, mancando tuttavia il Regolamento voluto dall'Art. 264 della Legge de' 12 Dicembre 1816 per determinare il metodo da tenersi nella contabilitÓcomunale, e la forma della reddizione e discussione de' conti si morali come materiali, questa Real Segreteria di Stato compilava un progetto di Regolamento col quale si Ŕprocurato di prevedere ogni possibile difficoltÓe gittar k basi di un procedimento uniforme. Siffatto lavoro Ŕstato di Sovrano comando inviato alla Consulta de' Reali Dominii di qua del Faro pel corrispondente esame ed avviso.

Si sono richiamate alla stretta osservanza le prescrizioni dell'Art. 269 della Legge summentovata, la quale richiede che i provvedimenti degl'Intendenti su' conti materiali s'intimassero a' Sindaci in Decurionato, non giÓa' Sindaci isolatamente, il che dava a quest'ultimi il campo di eccepire la illegalitÓdella intimazione allora che erano coazionati al pagamento delle somme significate.

Il numero dei conti comunali discussi nel 1852 Ŕriferito nello stato IV. 9.

Pe' litigi, operosi sono stati i varii Collegi presso di cui si sono trattali: lo stato

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Intanto nel fine di dare impulso ed operoso movimento a' giudizii attivi de' Comuni, obbliati del tutto o paralizzali per colpa o negligenza dogli Anmiinislratori locali, nitidi quadri ripeteva all'uopo questa Real Segreteria di Stato con circolare de' 17 aprile indiritta aglfIntendenti, ed era sollecita all'arrivo de' lavori che li comprendevano di emettere ordini vibrati, affinchÚcon celeritÓultimali i giudizii pendenti, se ne avvantaggiassero i Comuni, respirando dalle molestie e dal disquilibrio in cui suole gittarli la dura necessitÓdi contendere; sciogliendo antiche promiscuitÓ, fonte di dissidii continui e di turbamenti; creando con la massa delle terre revindicate dagli usurpatori una modesta fortuna a migliaia di famiglie di solerti agricoltori; minorando i civici balzelli, e promuovendo con la riscossione delle somme traile di mano ai contabili debitori le pubbliche opere.

NÚlfutile sistema di metter fine mercÚdi convenzioni o transazioni a litigii lunghi, dispendiosi e non sempre di sicura buona riuscita, Ŕstato trasandato. La MaestÓVostra si benignava sanzionare il dillinimento di 13 litigi tra Comuni e Comuni e tra questi e particolari individui mercÚdi convenzioni come dallo Stato Num. 11; e la cessazione di 17 litigi mercÚdi transazioni giusta lo stato IV. 12.

Il Real Rescritto poi del 4 dicembre diretto allo scopo medesimo di fugare al pi¨possibile le liti, e d'impedire alle pubbliche Amministrazioni di essere menate nell'aringo giudiziario senza il tentativo di amichevole composizione coi privati attori, dileguando i dubbii tutti sulla interpretazione dell'articolo 17 della legge del 21 marzo 1817, statuiva il principio di dover sempre i Consigli d'Intendenza prestarsi al ministero di conciliatori volendosi da' privati formar domanda in giudizio contra le stesse Amministrazioni, anche quando scoprissero di poter soggiacere al Contenzioso Amministrativo l'azione da intentarsi. E ci˛sulle considerazioni che mal si fonderebbe la divinazione della competenza di una contestazione sopra domanda di conciliazione spesso sprovveduta di documenti; che distinte sono le attribuzioni di conciliatore e di giudice ne' Consigli d'Intendenza; che non giudicano essi sulla istanza di conciliazione, ed ove il facessero, oziosamente dichiarerebbero competenza prima della introduzione del giudizio di merito nelle forme di rito volute dalla Legge, e prima della delle alterne ragioni de' litiganti.

Disaminava la Consulta di Stato un rapporto dell'Intendente di Napoli de' 19 aprile 1847, e la proposizione della Consulta di Sicilia, espressa nella sessione de' 30 novembre 1850 per alcune modificazioni

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Chiamata questa Real Segreteria di Stato a dare il suo parere nella interessante discussione, lo facea manifesto al 9 ottobre 1832 con motivalo rapporto al Ministero di Grazia e Giustizia.

La formalitÓdel registro e bollo ben grave si mostrava per gli alti riguardanti multe di tenue valore, come quelle dipendenti dalle pronunziazioni de' Sindaci e degli Eletti per competenza lor deferita ne' casi di occupazione di suolo pubblico, e nelle contravvenzioni di polizia urbana e rurale. Utile questa formalitÓnellfinteresse dei privati, non avea molta apparenza di ragione per atti indirizzati unicamente al pubblico vantaggio. Esentati dal registro e bollo gli atti implicanti la persecuzione e la punizione de' reati, ne dovevano essere esclusi del pari i provvedimenti degli Eletti e le sentenze de' Sindaci nelle carnale materie, una essendo lfessenza del fatto punibile, benchÚdiversi i giudici, e diverso il rito per casi speciali e determinati; anche sul riflesso della spedita procedura, che i delti provvedimenti e le sentenze richieggono, spesso arrestata da mezzi mancati ad affrontar le spese del registro e bollo. E la MaestÓVostra, dietro il parere della Consulta, e le premure di varii Intendenti e Consigli provinciali, dispose al 18 ottobre 1831 di non soggettarsi al registro e bollo gli alti de' Sindaci ne' giudizii preveduti dagli articoli 6 e 7 della Legge de' 21 marzo 1817, fuorchÚil caso in cui vi fosse parte civile. Avviso conforme a siffatta determinazione fu comunicato da questa Real Segreteria a quella di Grazia e Giustizia ed all'altra delle Finanze a' 21 gennaio e 31 marzo 1832, per effetto dello stesso Real Rescritto del 1831.

La riscossione delle significatone, che sono fonte di risorse pe' Comuni, cosýpel mezzo che offrono di attenuare i loro balzelli, e distrigarsi da' debiti, come di provvedersi di novelle opere pubbliche, Ŕstata proficua alle arche comunali di ducali 310, 380: 81, cioŔdi ducali 87, 004: 74 in meno sulle somme introitate per lo stesso oggetto nel 1851 su di una cifra di credilo di duc.2,941,578: 94 (Stato Num. 13.).

II.

Delle opere pubbliche comunali.

Se la MaestÓVostra Óimprontato il Suo Augusto ýVome al tempo del Suo felicissimo Regno per le grandi ed utili cose operate a pr˛della Religione e dello stato, ad incremento della gloria del Trono inconcusso sul quale si asside rifulgente di mille virt¨, ed a vantaggio degli amatissimi Suoi sudditi; pel salutare movimento poi impresso alle pubbliche opere, vera sorgente della pubblica felicitÓ, Ódato siffattamente il Suo Nome al nostro secolo, che agli avvenire parranno favolose la serie di quelle condotte a termine in si breve tempo, le somme ingenti che vi Óspeso, i provvedimenti saggissimi

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perchÚtutte fossero riuscite proficue e belle, e niente avessero lasciato desiderare alla lunga famiglia che dal Tronto si estende al Lilibeo, sia qualunque la destinazione e lo scopo delle opere medesime; e ci˛vincendo difficoltÓdi mezzi e di natura che sembravano insormontabili; profondendo oro e fatiche senza dissesto dell'economia, e senza dissipar quello in vane intraprese, o far mancare all'agricoltura, al commercio, all'esercizio delle rimanente arti ed industrie le braccia di che abbisognano; non facendo centro delle costruzioni e degli abbellimenti la sola CittÓMetropoli del Regno, ma tutte le CittÓindistintamente, e sino i pi¨grami e lontani Comuni; non limitando le opere alla sola categoria delle civili e militari, o di semplice lusso, ma promovendo al tempo stesso e con uguale sagacia e prudenza e con lo stesso affetto e intendimento della gloria e della prosperitÓdel Suo Regno, quelle che il Divin culto riguardano, gl'Istituti Religiosi di ogni maniera, gli Ospizii di Beneficenza, e i ricoveri dell'infermo, delle orfanello, de' mendici e de' miseri. Delle quali opere e costruzioni se potessi eran ricordare alla MaestÓVostra il numero e la specie, comprese quelle disposte dalla M. V. nel Suo

felicissimo viaggio per le Calabrie in sullo scorcio del 1832, ne sarebbe ben lunga ed anche forse difficile la e brevi pur troppo riuscirebbero i limiti assegnati al presente rapporto. Contenendomi quindi tra essi, e non discorrendo delle Opere Pubbliche Provinciali e di Regio conto dipendenti dal Real Ministero de' Lavori Pubblici e della Guerra e Marina, anche per non ripetere lo stato accolto con tanto plauso ed ammirazione dall'universale, delle spese fatte per pubbliche opere dal 1848 al 1852, inserito in varie effemeridi napoletane e straniere, permetta la MaestÓVostra che io Le sommetta lo specchio di quelle sostenute per le pubbliche opere a cura e studio della Civile Amministrazione co' soli fondi de' Comuni (Stato IV. 14) e quindi l'elenco delle principali tra esse.

Spendevano i Comuni:

Per mantenimento, restaurazione e costruzione di strade edifizii ed

altre opere pubbliche

585,780: 24

I particolari vi concorrevano per la somma di duc.

20,293: 10

Per campisanti duc. 55,764: 00

Ed in rate per opere pubbliche provinciali duc. 334,488: 33

In tutto ducati. 995,325: 67

Il che importa un eccesso di duc.

10,011:85

sulle consimili spese sostenute nel 1851.

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E per compimento e restaurazioni di 435 Chiese spendevano duc.

La sollecitudine e la premura mostrala dagli Agenti tutti della Civile Amministrazione per lfesatto e spedito procedimento delle opere pubbliche nel Regno sono pur degne di lode. E non Ŕda maravigliare se ammirando i particolari amministrati tali sedulitÓ, studii e dirittura, si fossero spinti a concorrervi spontanei col loro danaro, convinti com'erano della utilitÓdelle opere e del modo onde si conducevano.

Intanto questa Real Segreteria per agevolare cosýimportante servigio, surto il dubbio se la norma per gli additamenti di decima e di sesta negl'incanti delle opere pubbliche dovesse esser quella prescritta dall'articolo 231 della Legge dei 12 dicembre 1816 sulle aggiudicazioni seguite per gli affitti comunali, cioŔdi calcolarsi sulla rispettiva rendita di ciascun anno, e perci˛, per le opere sull'ammontare di esse, giusta il Real Rescritto de' 6 marzo 1819; oppure che gli additamenti suddetti dovessero ricadere sul ribasso ottenuto nell'aggiudicazione precedente, ai termini della Sovrana risoluzione de' 29 marzo 1847; faceasi a dichiarare che gli additamenti di decima e di sesta sono dalla Legge permessi dopo l'aggiudicazione diffinitiva. Pur nondimeno se questa Ŕindispensabile per potersi effettuire un contralto quale che sia, salvo la eccezione del Rescritto de' 10 luglio 1830, quando si anno da affittar fondi la cui rendila imponibile non fosse maggiore di carlini 30, gli additamenti di decima e di sesta non sono nccessarii a formare un contratto. Sono dessi mezzi che resta nella volontÓde' licitatori d'adoperarli quando credono di giovarsene. Ed Ŕancora nello arbitrio loro di avvalersi di entrambi gli additamenti, ovvero di uno piucchÚdi un altro, e viceversa. Se non che sono essi tenuti di rispettare i termini dalla Legge fissati.

Poste norme cosiffatte, consegue che il risultamene) dell'aggiudicazione definitiva sarÓla norma per la offerta di decima; ed il risultamento dell'aggiudicazione in grado di decima darÓla norma alla offerta di sesta. E se la offerta di decima se ne tolga di mezzo, perchÚnon sia piaciuto a nessuno de' licitanti avvalersene, ed invece piaccia presentare la sola offerta di sesta, questa prenderÓnorma dal risultamento dell'aggiudicazione diffinitiva. Ed in cotal guisa nelle offerte di decima si deve presentare dall'offerente un decimo dippi¨dello intero risultamento dell'aggiudicazione in grado di decima, se mai questa abbia avuto luogo, o nel difetto, sul risultamento dell'aggiudicazione diffinitiva.

In fatto per˛di opere pubbliche, sian nuove che da manutenere, le offerte di decima e di sesta debbono ragguagliarsi sul ribasso ottenuto nelle licitazioni e non sullo importo delle opere.

Per ultimo se nell'aggiudicazione diffinitiva non siasi avuto risultamento

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di ribasso, allora la norma come regolare le offerte di un decimo o di un sesto di maggior ribasso, sarÓproporzionata sul lucro presuntivo del 10 per 100 giusta il prescritto nel Real Decreto de' 9 marzo 1815, nella cui conformitÓfu renduto non meno il Rescritto de' 29 marzo 1847 innanzi citato, che l'altro de' 19 dicembre 1851.

Tra le opere pubbliche iniziale o compiute nelle Province durante il 1852 sono degne di nota quelle comprese nello Stato N. 16.

I Consigli Edilizii di che la MaestÓVostra va con somma previdenza e con evidente utilitÓarricchendo le CittÓdel Regno, secondano con molto encomio la mente Sovrana, e intendono all'abbellimento e decoro de' Comuni, infrenando ne' limiti della scienza e dell'arte i desiderii di chi intende costruire, sieno Corpi morali o privati proprietarii, e procurando a' centri abitati regolaritÓed euritmia, occasione di allargarsi e ingentilirsi impedendo se non altro la continuazione di quegl'informi ammassamenti di fabbriche, che non avendo alcuno stile e carattere proprio, miseramente deturpano i paesi pi¨ricchi e pi¨belli, con danno anche della sanitÓdegli abitanti per la strettezza delle vie, per la negata circolazione dell'aria, e per la difficoltÓdell'interno transitare.

Essendo recente la istituzione de' Consigli Edilizii, non mi Ŕdato riunire e sommettere alla MaestÓVostra un cenno particolareggiato dei loro fasti in questo rapporto, e quindi mi restringo a toccare soltanto di quello di Napoli, il pi¨antico e il pi¨abbondevole di fatti meritevoli di essere ricordali, e soprattutto della strada Toledo.

I lavori di questa nobilissima strada, che nel 1852 furono condotti con grande attivitÓed energia, anno in gran parte tradotto in fatti il generoso pensiere della M. V., il desiderio dell'Amministrazione, ed i voti dell'universale, divederla tra breve compiuta del tutto, superando le non poche difficoltÓdi arte derivanti dalla irregolaritÓdel suolo, dalla difformitÓdelle antiche costruzioni, dalla necessitÓdi mettere in accordo le strade adiacenti, facendole diventare parimenti belle e decorale, e dal bisogno di preservare da guasti provvenienti dal transito e dalle alluvioni le opere precedentemente compiute. A tali svariati bisogni accorreva vigile desio operoso il Consiglio Edilizio. E perchÚla M. V. si abbia sott'occhio i lavori intrapresi o menati a fine nell'anno di cui Ŕparola, mi permetta che io glieli rassegni riassumendoli pel tempo in cui avevano luogo, sicchÚnel loro insieme se ne possa valutare l'intensitÓe l'importanza.

Nel mese di Gennaio avevano cominciamento i lavori di ribassamento nel quadrivio fra la strada Toledo e la salita fuori Porta Medina; e quelli si proseguivano del lastricato del capostrada e del marciapiede nella piazza dello Spirito Santo denominata del Mercatello.

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Si cominciava la costruzione de' corsi pluviali ne' due lati di Toledo dall'angolo del Palazzo Maddaloni a salire verso quello di De Rosa.

Continuatasi in Febbraio il lavoro intrapreso nella piazza surriferita e nella via traversa che mena a Port'Alba. Si guernivano di cordoni i marciapiedi dal Palazzo De Rosa all'altro di Maddaloni, e al tempo stesso si racconciavano le pareti e il pavimento del principale corso sotterraneo nel cennato tratto di strada ed in quella di S. Anna dei Lombardi accosto il Palazzo di Angri; e costruývansi i corsi pluviali nella piazza di detto Palazzo e nella strada mentovata.

Nel mese di Marzo si proseguiva il lastricato nel capostrada dal palazzo De Rosa in gi¨, ed il lavoro del corso maggiore e dei marciapiedi nel lato del Palazzo di Angri.

Nel mese appresso continuava la rifazione dei corsi che raccolgono le acque pluviali dall'angolo del palazzo Maddaloni alla Chiesa di S. Nicola alla CaritÓ. Si proseguiva il novello lastricato nello spiazzo innanzi alla Chiesa dello Spirito Santo e nella strada di S. Anna de' Lombardi fino alla traversa di quella di Maddaloni, nÚsi ristava dal costruire di basoli antichi i marciapiedi nel detto tratto di strada, continuando tuttavia l'opera del corso maggiore. In Maggio poi smettevasi tutto il lastricato dal palazzo Angri alla Chiesa di S. Nicola, e seguitava il lavoro dei nuovi corsi pluviali.

Per la rettificazione del nuovo livello della strada si eseguiva in Giugno un riempimento dal portone del Banco dello Spirito Santo fino all'antica caditoia rincontro al Vico Carogioiello per l'altezza massima in tal punto di p. 2: 50. Proseguiva la costruzione del basolato nello spiazzo innanzi al palazzo del Marchese Tommasi ed al Collegio di Caravaggio, dei corsi pluviali nella strada di lato a S. Michele, e del terrapieno innanzi all'ingresso del Collegio dei PP. Gesuiti.

Con alquanto pi¨di attivitÓerano nel susseguente mese condotti i lavori della strada Toledo, cosýnel capostrada come ne' marciapiedi e nella restaurazione dei privati edificii; e in Agosto quelli del basolato del capostrada avanti il palazzo Maddaloni e dei marciapiedi. Aveano termine l'opera dei corsi per le acque pluviali fino alla Chiesa di S. Nicola e quella dei marciapiedi laterali.

Compivasi nei primi giorni di Settembre il basolato del Capostrada fino a S. Nicola alla CaritÓnello scopo di dar luogo al passaggio delle milizie per la festivitÓdi Mostra Signora di Piedigrotta; e si sgomberava di materiali tutta la strada. Dopo il giorno otto, tutti i lavori menzionati di sopra erano riattivati.

E nel successivo Ottobre si continuavano i lavori sotterranei per la formazione dei nuovi corsi atti a raccogliere le acque pluviali dalla Chiesa di S. Nicola alla CaritÓalla Strada di S. Giacomo.


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Procedeva la costruzione, nel Vico Baglivo, del nuovo corso, il quale percorre il mezzo della Strada Toledo per quanto Ŕlungo il palazzo Montemiletto, e poi piega a man sinistra per assorbire tutte le acque dei vichi che sovrastano a Toledo. Si metteva mano al lavoro dei corsi nella piazza amenissima della Reggia verso il terrapieno destinato a contenere le tubolature delle acque potabili. Si cominciavano a impiantare i pezzi di pietrarsa che formano il limite del marciapiede dal palazzo del Nunzio alla Strada S. Giacomo; e quindi si intraprendea la costruzione del bagolato nel capostrada e nei marciapiedi.

Era di uopo eseguire uno sterro nella strada innanzi alla Chiesa della Madonna delle Grazie e di S. Nicola alla CaritÓ, ed un grosso riporto in quella conca che faceva V antica strada del Nunzio alla via della Corsea. E tanto si eseguiva nel mese di Novembre per potersi continuare la costruzione del marciapiede.

In Dicembre da ultimo continuava l'opera del basolato del capostrada e dei marciapiedi, e dei cordoni nel Vico Baglivo e nella strada fuori Porta Medina; e proseguiva il lavoro intrapreso innanzi alla Reggia, e quello di raccordo delle botteghe e dei portoni.

Nel volgere intanto dell'anno, a misura che avanzavano i lavori dianzi rassegnati alla M. V., i particolari proprietÓ-rii non si rimanevano dal ridurre a forma migliore le facciate delle lor case, i portoni, e le porte delle botteghe sul tenore prescritto dall'Ordinanza del Consiglio Edilizio del 16 Aprile; sparivano le cosýdette vetrine dalle imposte di molte botteghe, dai vani di essi e dagli spazii che intercedono tra l'una bottega e l'altra, e tutti i posti che erano d'ingombro al suolo pubblico; si cangiava la forma dei doccioni, e s'internavano nel muro per poter immettere le acque nei due canali sottostanti al marciapiede; aveano applicazione di mano in mano i principii fermati dalla M. V. pel maggior lustro e decoro di una via che dell'antica non ritiene che il nome e la imperfezione dello sviluppa e dell'ampiezza, impossibili ad essere corrette, se fu facile alla scienza ed al fermo volere della M. V. nasconderle o mitigarle col magistero dei marciapiedi r col far ripiegare ne' vani le porte delle botteghe, e sparire le enormi pesantissime decorazioni degli architravi ove il nome di esse si conteneva, con eliminare le bocche delle fogne e dei corsi, rialzare il piano della strada, svestirla degli antichi ingombri del suolo e dell'aria, decorare le piazze in cui mette capo o per le quali traversa, ornarla di candelabri con grandi globi di cristallo per l'illuminazione a gaz, regolare il corso e la fermata delle vetture.

Non pertanto desiderosa la M. V. di rendere sempre pi¨nobile e vaga questa strada, si compiaceva prescrivere la sua continuazione dalla piazza del Mercatello sin rimpetto al portone del Real Museo Borbonico,

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traversando le ignobili crollanti mura dell'antiche Fosse del Grano, i cui rimanenti spazii sarebbero altrettante aree di nuovi pubblici e privati edificii; e tale progetto sta per essere umiliato alla Sovrana intelligenza della M. V.

III.

Circoscrizione territoriale de' Comuni

Conseguenza delle migliorale condizioni de' Comuni, della cresciuta popolazione, della facilezza de' traffichi e delle comunicazioni, Ŕil desiderio ingenerato ne' Villaggi di diventar Comuni, ne' Comuni aggregali ad altri di isolarsi con particolare azienda, in chi esser centro dell'azienda della giustizia, in chi di appartenere a un Distretto pi¨che a un altro, e ne' Circondarii di far passaggio dalla minor classe alla maggiore: il desiderio insomma di nobilitarsi, di poter fruire sopra pi¨vasta scala ed in modo diretto di tutti i beneficii onde la MaestÓVostra non si rimane mai di allietare i Comuni, e di far segno le divote popolazioni che vi si trovano riunite. E questa Reale Segreteria non si Ŕrimasa un istante dal dare celere corso alle moltissime dimande che le pervengono per cose di tanto momento; di chiamare a dar giudizio sulle ragioni che mettonsi in campo i rispettivi Collegi Decurionali dei Comuni interessati, non meno che le altre autoritÓindicate dalla Legge; e assoggettando a scrupolosa disamina le considerazioni dedotte, Ŕstata sempre intenta a far armonizzare col bene degli amministrati gl'interessi e la utilitÓdelle Amministrazioni, e quindi di rassegnare alla MaestÓVostra le debite proposizioni.

Per tal modo avveniva nel 1852 che la MaestÓVostra degnasse approvare la creazione di 2 Comuni e l'erezione di taluni Circondarii dalla 3a alla 2a Classe, oltre i nuovi Comuni e i Villaggi aggregati al Reame per effetto di convenzione con la Santa Sede, come dallo Stato N. 17.

Tra i nuovi Comuni merita speciale ricordo quel di Mongiana nella 2.a Calabria Ulteriore. La M. V. considerando: Che lo stabilimento metallurgico di Mongiana, subordinato sin dal 1810 all'Amministrazione della Guerra, non potea rientrare nello stretto regime comunale ma dovea dipendere dagli ordini de' superiori militari ivi destinati, senza la immediata direzione di altre estranee autoritÓ, e senz'altre regole implicanti urti e collisioni con quelli della Fabbrica: Che allo Stabilimento di quella Regia Ferriera aggregavansi fin dal 1768 molte famiglie, e nel sito che le comprende sorgeva e prosperava un Villaggio numeroso e fiorente attempandosi alle discipline delle Civili Amministrazione; e volendo che lo Stabilimento non alterasse i principii di sua fondazione, e che la popolazione del Villaggio, senza recar pregiudizio ed impaccio aglfinteressi della Ferriera seguitasse ad avvantaggiarsi

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della salutare influenza della civile Amministrazione di Giustizia; si benignava comandare col Real Decreto del 6 Dicembre: Che il Villaggio di cui Ŕparola, segregandosi dal Comune di Fabrizia, formasse dal 1.‹ Gennaio 1853 un Comune isolato, congiunto al Circondario di Serra nel Distretto di Monteleone, e si dichiarasse Colonia militare sottoposta alla Direzione militare: Che il Direttore dello Stabilimento della Ferriera, come Sindaco nato della Colonia regolasse l'Amministrazione municipale, secondo le leggi vigenti, e come tale sotto lfautoritÓdi tutti i Ministri dipendesse pienamente ed indispensabilmente dall'Intendente per quanto concerne l'Amministrazione comunale nel modo stesso onde dipendono gli altri Sindaci: Che lfUfficiale di dettaglio dello Stabilimento avesse lo incarico dello Stato civile, della redazione e conservazione de' registri, della Statistica ed altro rispondendone il Sindaco Direttore: Che oltre del Sindaco vi fosse un primo ed un secondo Eletto da nominarsi dalla M. V. fra gli Uffiziali che sono in Mongiana, a' quali si attribuissero tutte le facoltÓconcedute a siffatti funzionari dalla Legge de' 12 Dicembre 1816, con l'obbligo di uniformarsi a' regolamenti emanati e da emanarsi dalla Civile Amministrazione.

Volea la M. V. che il Decurionato della Colonia fosse il Consiglio di Amministrazione dello Stabilimento; Che il mentovato uffiziale di dettaglio incaricato dello Stato Civile facesse ad un tempo le funzioni di Cancelliere comunale, compilasse e conservasse le carte dell'Amministrazione municipale, e fosse depositario de' registri delle deliberazioni: Che il posto di Conciliatore si occupasse dal Parroco

pr˛tempore

; e finalmente che il Sindaco riunisse in se le attribuzioni di Supplente comunale, a' termini del Real Decreto de' 16 Novembre 1819.

Inoltre diverse quistioni di confýnazionc si sono diffinite tra Comuni, e molte altre sono in corso di essere diffinite.

E poichÚŔparola di confýnazione, soffra la MaestÓVostra che io La intrattenga alcun poco di quella esattissima che Óavuto luogo fra i Suoi Reali Dominii e lo stato della Chiesa per effetto de' trattati, con mollo senno dottrina e prudenza fermali con la S. Sede, e del Real Decreto de' 5 aprile 1852, che ne' fasti della Monarchia segnerÓuna pagina di gloria per gl'immensi vantaggi che alle popolazioni de' due Stati abitanti su quei confini ne ridonderanno. Gli alti Commissari! a ci˛delegati Ón giÓpreso possesso delle porzioni di suolo reciprocamente cedute ed acquistate. I segni della Sua Sovrana dominazione giÓsono piantati; il glorioso Vessillo de' Borboni sventola lieto e riverito sul territorio novello: la nuova famiglia aggregata tra' Suoi amatissimi sudditi, numerosa di 2123 individui, giÓgode il beneficio delle savie leggi della MaestÓVostra che riscuotono l'ammirazione dell'universale; ed i prosperi destini di una gente che prima

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era spettatrice soltanto delle sorti de' suoi vicini sottoposti al magnanimo paterno scettro della MaestÓVostra, saranno tra breve compiuti. I particolari delle porzioni scambievolmente cedute da' due Stati sono accennati nello specchio testÚmentovalo.

IV.

De' beni de Comuni

L'azione governativa sapientemente diretta dalla MaestÓVostra non solo allo scopo d'immegliare i beni de' Comuni e di estenderli, ma all'alleo bensýdi tutelarli e conservarli, a' avuto in quest'anno efficace sviluppo ed elaterio. I litigi introdotti o diffiniti, le quistioni di confinamento assodate, le promiscuitÓsciolte, sono la prova eloquente di lai fatto per ci˛che concerne l'immegliamento e lfestensione del predio comunale. Le verifiche poi dei terreni usurpali e la loro rivendicazione, non che il ripartirli tra poveri coloni, rendendoli al tempo stesso morali ed agiati, e vantaggiando di nuova entrata il peculio de' Comuni, depongono dell'atto medesimo per ci˛che riflette la conseguenza e la tutela della proprietÓComunale.

Pertanto facendo qui materia al mio dire le delegazioni date nel 1852 per verificare le usurpazioni de' demanii Comunali, e la loro rivendicazione e partizione in quote, mi onoro rassegnare alla MaestÓVostra che operoso Ŕstato il magistrato amministrativo e giudiziario quasi in tutte le Province, siccome pu˛la MaestÓVostra scorgere nello Stato num. 18, ov'Ŕpur cenno delle cose operate per gli scioglimenti di promiscuitÓ; e che la proprietÓrivendicata ammonta a ben 59,563.366 moggia legali per 59 demanii lasciati da illegittimi possessori, ed ora divisi in 4341 porzione, giusta lo Stato num. 19.

NÚarrestavasi la MaestÓVostra al solo beneficio di dare con tali assegnazioni di quote stabili mezzi di sussistenza e di lavoro a' poveri coloni. Ella si benignava provvedere altresýalla perpetuitÓdel possesso e" del beneficio al cospetto del bisogno de' concessionarii, e dell'altrui aviditÓe prepotenza, sanzionando col Real Decreto de' 6 dicembre 1852 di prolungarsi a venti anni il divieto dell'alienazione e della ipoteca de' terreni demaniali, pena il ritorno a' Comuni, per essere ripartite ad altri individui, le quote illegittimamente vendute, senza diritto d'indennitÓa favore degli antichi quotisti e de' novelli acquirenti.

Chiuder˛lfassunto de' beni de' Comuni, rassegnando alla MaestÓVostra la parte che riguarda la Regia Sila.

Non cessano di richiamare tutte le sollecitudini della Civile Amministrazione gli affari della Regia Sila.

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Le parti di essa reintegrate al Demanio, e addette agii usi degli abitanti di Cosenza e Casali, e de' pochi Comuni interessati della seconda Calabria Ulteriore, furono provvisoriamente ripartite alle rispettive popolazioni, secondo la circoscrizione e le interine divisioni fermate dal Commissario civile. Gli stati del 34 dicembre 1851 e 28 febbraio 1852 destinarono a ciascun Comune determinate contrade, ed in varii punti una estensione medesima promiscua a due o pi¨Comuni. Le commissioni municipali divennero di accordo co' Parrochi alla economica distribuzione a' contadini delle quote coltivabili di terreno. Nessuna prestazione ne riscuotevano le casse Comunali, poichÚcon Real Decreto de' 18 marzo 1850 la Sovrana munificenza della MaestÓVostra ne esentava per un triennio i concessionarii e verso il fisco e verso i Comuni.

Molto si Ŕfatto, molto resta a farsi ancora per la Sila. I demanii, de' quali seguýla reintegrazione non comprendono ora che le sole usurpazioni certe, giÓliquidate. Le incerte, che sono tuttavia in mano degli occupatori, si van verificando alla giornata dagl'ingegneri nominati, con la misura delle eccedenze in atto delle difese, per quindi assegnarsi in supplemento agli usuarii, cui non bastino le terre verificate. Per non poche contrade della Sila Badiale, ossia di quella regione di latifondo giÓposseduta dagli Abati di S. Giovanni in Fiore, oggetto di definitive decisioni di reintegra del Commissario civile, pendono le operazioni di accantonamento. Manca in conseguenza una significante massa di terre, da attribuirsi agli usi civici.

Era necessario un regolamento con norme speciali per la suddivisione delle terre assegnate a' Comuni; per sottrarre a nuove usurpazioni le proprietÓripartite; per determinare la ragion di fida de' pascoli, e quella delle estensioni coltivate. Me prevedevano il bisogno, e ne disponevano la esecuzione le Sovrane Risoluzioni de' 30 aprile 1851 e 19 aprile 1852. Intanto due Reali Rescritti tutte queste esigenze andranno opportunamente ad assolvere. La MaestÓVostra disponeva lo accesso in ogni anno del Commissario civile nella Sila alla propizia stagione, per la pi¨facile compara sa ed udienza di chi vi Óinteresse; per la pronunziazione delle decisioni; pel celere ed esatto andamento delle operazioni agli esperti affidate. Approvava del pari la provvisionale tariffa della fida e la prestazione della semina. Gli usuarii la corrisponderanno fino allo stabilimento definitivo de' canoni. Me comincerÓla esazione nel 1853. La farÓil Decurionato sulle basi de' ruoli degli usuarii, da redigersi annualmente pe' Comuni dalla civile Amministrazione, incaricata pur essa della distribuzione individuale delle terre, da mandarsi ad effetto anno per anno fra' naturali de' Comuni. Un terzo del prodotto andrÓdevoluto a ciascun Comune fino a che non sarÓsciolta la promiscuitÓfra loro. Altri due terzi andranno a favore del Demanio.

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Ai Regi Giudici commettevasi la conservazione de' confini, le personali verifiche della esistenza dei termini fissati, la restituzione delle cose allo stato primiero, il ritorno al Demanio ed a' Comuni delle terre occupate, la comminazione delle multe con rapido procedimento, salvo il gravame da prodursi fra dieci giorni dopo la esecuzione, pena di decadenza, innanzi al Commissario civile, e salva lfazione penale pel fatto punibile verificato. Provvedevasi alla formazione delle cosi dette

camere chiuse,

ed alla tutela de' boschi.

NÚci˛Ŕtutto. Ingiungeva questa Real Segreteria alle AutoritÓAmministrative di prestarsi alacremente aglfinviti del Commissario civile nello adempimento del disimpegno di cui la MaestÓVostra l'onorava. Si meditava su spediti sistemi di agevole quotizzazione delle terre ripartite. Sommo studio si poneva in opera per la difesa de' dritti che i Comuni vantano sulla Sila. E titoli e documenti ripetevansi dal grande Archivio del Regno, da tenersi presenti dalla Giunta de' gravami. Positive norme suggerivansi agli avvocati di cui in Napoli si accresceva il numero, altri destinandosene in Rogliano, odierna residenza del Commissario civile. E perchÚsenza remora sentissero le popolazioni usuarie i benefizii della concessione de' terreni, un Real Rescritto del 15 ottobre 1852 da Tiriolo annullava gli affitti conchiusi po' demanii Silani, distaccati a favore de' Comuni del circondario di Spezzanogrande, e stabiliva come unica ed invariabile regola questo divieto, da estendersi ad altri affitti simili, con inibirsene la rinnovazione. Severe misure adottavansi, come in Longobucco, per impedire abusive esazioni sulle terre cedute.

Trattandosi dell'interesse di molti Comuni, se ne' giudizii diversi le ordinanze di comunicazione e le citazioni avessero dovuto eseguirsi in carta di bollo e dagli uffiziali ministeriali, la spesa non avrebbe avuto limite. E la MaestÓVostra con determinazione de' 18 dicembre 1852 concedeva ai Comuni contendenti lfuso della carta libera, il ministero degl'intimatori Comunali, ed il favore del Real Decreto de' 4 febbraio 1828 relativo alle citazioni per editto. Pe' quali provvedimenti proficui successi si ottenevano, e nuovi e maggiori ne raccoglierÓla civile Amministrazione, intesa, mercÚl'alta protezione della MaestÓVostra, a raggiungere il fine con fermo volere, con perseverante energia, con mezzi estesi e sicuri, che certo varranno a chiudere la via a que' disordini, ed a que' soprusi, che giÓfecero della Sila un campo di dispute e di speculazioni, di usurpazioni e di arbitrii a danno del Fisco e di povere popolazioni.

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V

Del commercio,

della navigazione, de' mercati e delle fiere.

A questi elementi della pubblica ricchezza volgono permanentemente i loro vigili occhi la MaestÓVostra e il Suo Real Governo, considerandoli come altrettanti centri in cui vanno a metter capo tutti gli immegliamenti materiali e morali che si apportano ad ogni branca della civile Amministrazione, a' Comuni, alle Province, alla coltura dell'ingegno, alle opere della mano; che mancando di movimento e di uscita le pi¨belle ed utili produzioni, anzichÚricchezza, apporterebbero povertÓe decadimento.

E poichÚuna Camera consultiva di Commercio Ŕper le provvide cure della MaestÓVostra destinata a dirigere e vegliare l'andamento del Commercio medesimo, siccome a diffinire le quistioni tra' commercianti sono delegati appositi Tribunali con norme eccezionali; prego la MaestÓVostra concedermi che di essa Le tenga alquanto discorso:

Mancava cosi utile istituzione di un Regolamento disciplinare pel suo servigio interno; e la MaestÓVostra si benignava provvedernela col Real Rescritto de' 18 settembre.

Nel volgere del 1852 il Consesso di cui Ŕparola toglieva ad esaminare tre progetti di contratti di SocietÓAnonime, quali aveano per iscopo assicurazioni marittime. Ne vagliava esso con tutta ponderazione i patti e le condizioni per meglio tutelare gl'interessi de' terzi; e la MaestÓVostra degnava munirli di sua Sovrana approvazione, sicchÚoggi trovansi le societÓistituite e in esercizio.

Dava il suo parere favorevole sulla necessitÓd'istituire agenti consolari ne' diversi porti delle Indie, perchÚla Marineria mercantile Napolitana vi avesse nuovo slancio e s'incuorasse ad intraprendere viaggi di lungo corso nella certezza di trovar potente guarentigia nella protezione de' Regi Consoli; e quanto alla scelta de' siti ove dovessero risedere, fu di parere seguitarsi lo esempio delle altre potenze Europee.

Proponeva i mezzi pi¨acconci ad eliminare il danno che derivava alla Marineria mercantile del Regno dall'erroneo sistema di ragguaglio del peso Napolitano col Danese.

Sosteneva con uguale interesse la domanda della Marineria mercantile per lo stabilimento delle botti di ormeggio in Paola, Pizzo, Tropea, Gioia, e Scilla, e ne' diversi punti di approdo tra Siderno e Rossano, dimostrando la utilitÓdi tale istituzione ne' casi di marea in quel littorale delle Calabrie.

Confortava di suo favorevole avviso il temperamento adottato dal Regio Cons˛ie in Egitto, perchÚfossero provvisoriamente accolte da quel Governo le dimande dei Regii sudditi di pagare i dritti sulle merci sul valore di stima, prelevandosi il 20 per 100 sugli articoli d'importazione,

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e sul dippi¨il dritto del 5 per 100, come altresýdi prelevarsi il 16 per 100 su quelli di esportazione,e pagarsi sul resto il 12 per 100, a motivo che la nuova tariffa colÓpubblicata poggiando sopra pesi, misure e monete diverse da quelle di Egitto, avrebbe prodotto una complicazione di lavori pe' rispettivi ragguagli, che il Commercio voleva evitare: espediente adottato da molte altre Potenze Europee.

Incaricata da questa Real Segreteria di Stato di esaminare un progetto di legge della Reggenza di Tunisi per la riduzione del dazio sulla immissione de' liquidi, eguagliandolo a quello di ogni altra mercanzia provveniente dall'estero; adempiva a tale incarico facendo rilevare il gran pr˛che dal mandarsi in atto quel progetto sarebbe venuto ai vini della Sicilia.

Ed essendosi il Governo del Brasile mostrato proclive ad uguagliare il dazio sulla immissione de' vini, ne fosse qualunque la provvenienza, la Camera suddetta richiesta del suo avviso dimostrava con validi argomenti il pregiudizio che avrebbero sofferto i vini del Mediterraneo, i quali non possono sostenere la concorrenza che ad essi viene prodotta da quelli del Portogallo.

Al commercio degli olii nostrali minacciava molto danno nel 1852 la concorrenza ogni dýmaggiore che ne' mercati francesi, soprattutto a Marsiglia, producevano gli olii kabili.

La Camera Consultiva di Commercio, chiamata a suggerire qualche mezzo atto ad allontanare siffatto inconveniente, proponeva l'affrancamento di qualunque dazio sulla estrazione degli olii napolitani.

Era poi richiesta da questa Real Segreteria di Stato della soluzione de' seguenti quesiti nell'interesse dell'immegliamento delle indigeni produzioni:

1. Quale opinione ne' principali mercati di Europa godono il lino e la canape del Regno?

2.‹ Quali i prezzi correnti a fronte degli stranieri?

3.‹ Quale la ragione della buona o della cattiva opinione?

4.‹ Quali le ragioni della superioritÓo perfezione di alcune qualitÓstraniere sulle nostre?

E vi adempiva in modo che nulla veniva trasandato in riscontro di ci˛che risultava dalla esperienza finora fatta della coltura e del commercio di queste produzioni del Regno.

Eseguiva il laboriosissimo incarico di verificare i valori stabiliti nella tariffa daziaria in vigore nel Regno, da servire alla Statistica commerciale, tanto in rapporto ai generi che si estraggono o s'immettono, soggetti a dazio o esenti, quanto in rapporto di quelli che formano il cabotaggio con la Sicilia.

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Essendo amministrato dalla detta Camera Consultiva il fondo d'imprestito pel Lazzaretto di Nisida, che si estingue a rate e per via di sorteggio delle correlative azioni; rassegno con piacere alla MaestÓVostra che nel 1852 si sono ammortizzate 400 cedole di ducati 25 l

'

una, pari a ducati 10,000, ne' sorteggi avuti luogo, l'uno al 1 di Aprile e l'altro al dý29 Ottobre; e che in pari tempo si sono pagati gl'interessi dell'anno sulle cedole in corso, e le rate d'interessi sulle sorteggiate dal giorno del rispettivo sorteggio.

Pongo qui fine alla delle cose e de' fatti relativi all'operoso Consesso pur troppo benemerito della prosperitÓdel Commercio napolitano, e passo in vece a rassegnare alla MaestÓVostra in specchi contrassegnati dal Num. 20. i risultamenti della navigazione commerciale nel 1852, e la statistica de' bastimenti mercantili de' Reali Dominii di qua del Faro.

Il primo de' specchi Ŕsuddiviso in quattro quadri, l'uno che tratta del cabotaggio a vela ed a vapore con la distinzione de' Reali Dominii di qua e di lÓdel Faro; il secondo che indica le barche di Reale Bandiera spedite allo straniero per la pesca del pesce o del corallo; il terzo che espone minutamente la navigazione di commercio a vela ed a vapore di bandiera nazionale e straniera che ciascun porto de' Reali Dominii cisfarani Óavuto direttamente co' porti stranieri; il quarto finalmente che comprende la navigazione commerciale indiretta, ovvero i viaggi eseguiti da' Bastimenti di Reale Bandiera tra' porti stranieri noleggiati da Case di Commercio di stranieri paesi.

Il 2.‹ specchio non contiene altre suddivisioni.

Onorando la MaestÓVostra di uno sguardo il primo degli specchi teste mentovati, vi scorgerÓdiminuzione nel numero e nel tonnellaggio della navigazione esterna. E mio debito su tal proposito umiliare alla MaestÓVostra che ci˛Ŕdipeso dalla pochissima imbarcazione de' cereali, e dell'altra quasichÚnulla dell'olio e del vino. Parimenti osserverÓnel quadro del naviglio mercantile una cifra sensibilmente inferiore a quella del 31 dicembre 1850. Ed io mi onoro soggiungere alla MaestÓVostra che tal differenza deriva da poca esattezza delle matricole delle Commissioni marittime, nelle quali figuravano 1493 legni inesistenti. A tale sconcio si Ŕora accorso. Fatto per˛paragone tra il naviglio del 1839 e quello del 1852, questo risulta di gran lunga superiore all'altro che vi figurava per soli 6803 bastimenti.

Intanto la M, V. volonterosa che la Scuola nautica di Castellamare risponda sempre pi¨allo scopo della sua istituzione, prescriver col Real Decreto de' 20 Dicembre dovesse l'insegnamento di quella Scuola comprendere il Diritto marittimo, la navigazione per istima e l'Astronomia nautica, le matematiche, cioŔla geometria piana e la solida,


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l'aritmetica ragionata, T algebra fino all'equazione di secondo grado con la dottrina de' logaritmi e la trigonometria piana e sferica, la geografia, la lingua francese, la lingua italiana con esercizio di composizione di lettere e di rapporti, la calligrafia.

A maggiore incremento poi degl'interni commerci ricordo alla MaestÓVostra di essersi nel 1852 istituiti dalla Sua sapienza nuove fiere e mercati novelli in diversi Comuni del Regno; e per questi utilissimi centri della industria e delle produzioni del suolo aver disposto la M. V. col Real Rescritto de' 29 Dicembre non potesse aver luogo nel dýdi Domenica la riunione e la concorrenza, nel fine lodevolissimo di non distrarre dalle cure e dagli adempimenti religiosi i Suoi amatissimi sudditi ( Stato num. 21 ).

Da ultimo la M. V. intenta sempre a crear nuove fonti di prosperitÓe di ricchezza a lustro e decoro del Reame, a conforto delle arti, a vantaggio de' Suoi sudditi, si benignava prescrivere col Real Rescritto de' 6 Dicembre si cavassero per conto del Real Governo e per mezzo di Uffiziali del Real Corpo di Artiglieria, secondo le norme di uno speciale Regolamento da sanzionare, le miniere di asfalto, di ferro, di manganese e di caolise site nel tenimento di Picinisco in Terra di Lavoro. E col Real Decreto del dý16 dello stesso mese concedeva al Sig. Bartolomeo D'Erba la facoltÓdi cavare per anni 15 la miniera di pietra idroclorica nel bosco detto Monticello appartenente al Comune di Colle S. Magno in Terra di Lavoro, coll'obbligo di pagare un compenso al Comune, da determinarsi a norma della Legge de' 26 Ottobre 1826, calcolato non pure sul valore del suolo da occupare per lavori che su quello della miniera. E quanto al minerale fino allora da lui ritratto, prescrivea la M. V. doversi valutare a' termini della Legge stessa e pagarsi al Comune.

VI

De' monti frumentari, pecuniarii e de' pegni.

Il rapidissimo incremento e la moltiplicazione degl' Istituti di pubblico sowe- nimento, provvidente e nobile retaggio della PietÓdegli Avoli Eccelsi della MaestÓVostra, della stessa caritÓdeprivati, e del senno de'governanti, pu˛dirsi che vince a ragione ogni umana previdenza cosýpel loro numero tuttodýcrescente, come pe' mezzi, ed oggi direi per la facil- tÓdi formarli, e per la sicurezza del loro prosperamento; e senza qui aggiungere, quanto ai monti frumentarii, che forse nelle popolazioni soggette manca l'occasione di concorrere a istituirne, anzichÚil buon volere, se si consideri che ogni dýsacro alla MaestÓVostra e alla Sua Reale Famiglia Ŕper esse l'incentivo di crearli, che ogni pubblica sciagura induce gli animi a promuoverli; mi limito a notare alla MaestÓVostra come riuscendo in molti Comuni superflua al bisogno

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la quantitÓdel cereale di che il Monte Ŕricco, a fondar Monti di pegni o di danaro, a provvedere di Sacri Arredi le Chiese o a ripararle, tutto giorno va agevolandosi la via; ne in ci˛sono poche le cure della civile Amministrazione, che lo averli provveduti di stati discussi, lo andare esaminando i conti, riscuotendo i crediti nascenti da significatone, raddrizzando le singole Aziende, moralizzando gli agenti o rimuovendo i poco leali ed esatti, sono rivoli anch'essi di ricchezza e parte essenzialissima del loro vivere e prosperare.

Nel 1852 il numero de' Monti Frumentarii nel Regno era di 1,087, cioŔmaggiore di 22 su quello del 1831, e la loro dote da tomola 528,243: 09, si alzava a tomola 547,688: 05 con una esuberanza di tomola 6023: 07 su' bisogni della popolazione, non ostante le detrazioni fatte per istituire Monti pecuniarii e di pegni. (stato num. 22.). Di questi ultimi poi il numero de' primi era di 33 e nell'anno suddetto giunse a 36 con la somma capitale di ducati 32,242: 98 cresciuta di ducati 6,994: 61 su quella dell'anno precedente. Quello de' secondi era di 81 col capitale di ducati 268,861: 48; ed ora Ŕdi 83 col capitale di ducati 279,070: 85. (Stato IV. 23).

Le nuove istituzioni di Monti avvenute nell'anno tra le feste e la gioia del povero, dell'agricoltore, dell'artegiano e di ogni padre di famiglia di modesta condizione di fortuna, benedicenti tutti la MaestÓVostra e l'Augusta Sua stirpe, sono dinotate nello stato num. 37.

VII

Della salute pubblica.

In mercÚdella energia de' provvedimenti emanati per la inoculazione vaccinica, questa parte importantissima di pubblico servigio, che risparmia all'uomo la deformitÓe la morte, ed una seguenza innumerevole di mali soprattutto nelle classi indigenti, Ŕproceduta con ottimo successo a pr˛della umanitÓ, ad onore della scienza, ed a lode del Reale Istituto Vaccinico del Regno, seduto, dotto, sollecito, vigilantissimo ed operoso. Erano a sua cura nel 1852 eseguite 202,255 vaccinazioni, le quali ragguagliate a' nati che furono 250,440 danno la proporzione di 81 per 100; e comechÚapparisca minore del 1850 e del 1851 la somma degli inoculati, pure prego la M. V. compiacersi riflettere che ne' cennati anni dovette accorrersi alle precedenti mancanze, e che non tutti i nati del 1852 anno fruito del preservativo del vaiuolo.

Il progresso delle cognizioni mediche e le cangiate condizioni del commercio esterno dimandavano che si rivedesse la legislazione sanitaria in quanto concerne la tutela del Reame dalle possibili invasioni de' morbi contagiosi.

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Si Ŕvolto quindi l'animo alla compilazione di un novello Regolamento sanitario esterno che conciliasse a un tempo gl'interessi del commercio e quello della pubblica salute, che sta in cima ad ogni altro interesse, e guardasse alle particolari condizioni geografiche economiche ed amministrative del Suo Regno.

Ed il Magistrato Supremo, raccolta una Commissione Medica delle prime notabilitÓ, si sta occupando con alacritÓnell'adempimento di tale incarico.

VIII

Della economia de' boschi e delle acque.

All'opera intrapresa con fine intendimento di punire l'inerzia e la infedeltÓin tutti gli agenti della Amministrazione, e di rafforzare l'energia delle Leggi, Ŕda attribuirsi la odierna conservazione delle foreste e de' boschi, allontanando ogni benchÚmenomo tentativo di devastamento e distruzione. Le cure e gli studii degli Intendenti su questo particolare sono state coronate di felice evento, e meritano lode. E comechŔmanchino ancora della Sovrana sanzione della MaestÓVostra la nuova Legge forestale e il Regolamento compilati e giÓtrasmessi alla Consulta de' Reali Dominii di qua dal Faro, per la tutela de' boschi e per le dissodazioni dei terreni in pendio, pure non si rimane questa Real Segreteria dal vegliare attentamente l'azienda di tal ramo di Amministrazione, adottando gli espedienti di che fa uopo per raggiungere il fine della esattezza e della regolaritÓ. Di fatti agli il dicembre partecipava agl'Intendenti le norme stabilite di accordo con le Reali Segreterie di Stato di Grazia e Giustizia e delle Finanze, cioŔ, che quando un Sindaco proceda a verificazione di dissodamento o disboccamento in contravvenzione, giusta l'articolo 173 della Legge forestale, la tassa delle indennitÓdovutegli sia fatta dall'Ispettor Controloro delle spese di giustizia e dal Procurator Generale presso le Gran Corti civili, ai termini del Real Decreto de' 13 gennaio 1817 ove l'Intendente della Provincia abbia deciso esservi luogo a procedimento giudiziario; e dall'Ispettor Controloro e dall'Intendente, ove questi decida esservi luogo ad esperimento in linea Amministrativa.

Quanto alla economia delle acque, mi onoro sottomettere alla MaestÓVostra che nel Principato Citeriore le operazioni dello irrigamento Ónno avuto migliori risultali per le sorgive rianimate e per le cresciute acque de' fiumi, con che Ópotuto estcndersi il raggio de' terreni irrigabili specialmente nelle pianure di Montoro, Sanseverino, Nocera e Pagani. Intanto essendosi approvata la costruzione di un novello canale nella CittÓdi Campagna per immettervi le acque del fiume Tenza, si ŔgiÓposto mano all'opera con azioni di particolari proprietari, e cosi saranno Ira breve irrigati i terreni della pianura sottoposta a quella montagna.

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IX

Dell'Agricoltura, della Pastorizia e delle Industrie in generale.

La protezione e l'affetto, di cui la MaestÓVostra fa segno queste tre principalissime fonti della ricchezza del Reame, sono concorsi nel 1852 a ravvivare ogni altra sorgente della pubblica felicitÓ; e se la MaestÓVostra si benigni fissare la Sua attenzione su ciascun provvedimento emanato in questo anno per la prosperitÓdell'Amministrazione, sarÓsoddisfatta fuori dubbio di vederli quasi tutti vˇlti primamente al vantaggio dell'Agricoltura, della Pastorizia e delle Industrie.

Oltre le strade, i ponti, i porti, i mercati e le fiere, le disposizioni sanitatarie, e quelle che concernono la navigazione ed il commercio; oltre le speculazioni e gli studii del Reale Istituto d'Incoraggiamento e delle Reali SocietÓEconomiche; oltre le Giunte statistiche create in tutti i Comuni per raccogliere ed esaminare tutti gli elementi della ricchezza; oltre i novelli Istituti Agrarii e le Casse di Prestanze Agrarie, giÓsanzionati come quelli di Catanzaro e di Monteleone; la MaestÓVostra comandava da una parte si apprestasse ne' primi mesi del 1853 gloriosa arena nella CittÓMetropoli del Reame alle produzioni agricole e industriali; e dall'altra si riaprissero le pagine degli Annali Civili del Suo felicissimo Regno, silenti per quattro anni dopo l'infausta vertigine del 1848, che li vide ostacolo a perversi disegni; e in esse accanto ai fasti della Monarchia, quelli si seguitasssero a registrare delle arti tutte della pace, le conquiste dell'umano ingegno su di ogni branca di scienza o di arte, ogni qualunque fatto che attesti il grado di civiltÓverace a cui la MaestÓVostra Óalzato in men di cinque lustri il suo Regno. Nelle quali pagine lo spazio serbato per notarvi le lucubrazioni del Reale Istituto e delle SocietÓEconomiche sono anche certo preludio de' prosperevoli destini dell'Agricoltura, della Pastorizia, e delle Industrie in queste felici contrade.

Nel 1852 gli studii del dotto ed operoso Consesso furono svariati ed importanti: essi sono designati insieme co' loro risultamenti nello Stato IV. 24, ov'Ŕpure presa ragione delle privative concedute dalla MaestÓVostra per la introduzione di nuove macchine o trovati, o per 1'esercizio de' trovati e delle macchine escogitate nel Regno. Le cose poi operate dalle Reali SocietÓEconomiche sono minutamente esposte nel Quadro generale IV. 25.

Tra' provvedimenti di sopra cennati diretti dalla M. V. al fine di rendere pi¨abbondevoli le tre principali fonti di cui Ŕdiscorso, notevole Ŕpur quello onde col Real Decreto de' 20 Settembre la M. V. considerando che l'esperienza avea chiarito tornare il divieto d'introdurre nel Regno cavalli stranieri a molto dispendio delle Province, senz'ottenersi risultamenti gran fatto rilevanti

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pel miglioramento delle razze indigene, rendea libera lfimmissione di essi, assoggettandoli a ben ponderato dazio d'importazione, il cui prodotto volea si versasse dalla Real Tesoreria alla Commissione per lo miglioramento delle razze dei cavalli nel Reame, in rimpiazzo delle tasse provinciali rimase abolite. Il divieto intanto era mantenuto pe' cavalli cosi detti

Schiavotte di Dalmazia,

come quelli che essendo d'infima specie farebbero deteriorare le razze.

X

Del grande Archivio del Regno e degli Archimi Provinciali.

Procede lodatissimo il servizio del Grande Archivio del Regno e degli Archivii provinciali cosi nell'interesse della Storia e delle Amministrazioni tutte dello stato, come in quello de' privati. Il primo si rende sempre pi¨ammiralo per eleganza, ordine e precisione, ed ogni altro argomento che concorre al facile e sicuro rinvenimento delle carte che in istragrande numero vi si trovano riunite, non che per la pubblicazione delle carie greche e delle altre precedenti alla Monarchia: pubblicazione della quale si avvantaggeranno sommamente per tutti i versi i buoni studii.

XI.

De' lavori statistici.

La Commissione di Statistica generale, istituita dalla M. V. in questa Real Segreteria di Stato per raccogliere e disaminare tutti gli elementi della ricchezza pubblica nelle svariate diramazioni della scienza, intende seduta e circospetta ai gravi suoi studii; e percorre le vie segnatele dalla mente Sovrana collfaccortezza di chi dovendo alzare un monumentale grandioso edilýzio spende lfopra e il tempo maggiore nel gittarne le fondamenta e le basi.

Nel volgere del 1852 la Commissione, dimostrato che fu non bastare a' suoi svariali bisogni il solo concorso delle Giunte Statistiche provinciali create col Real Decreto de' 31 Agosto 1851, si avvantaggiava per degnazione della M. V. della istituzione altresýdelle Giunte Statistiche circondariali, composte di uomini i quali, esercitando pubblici ufficii ed essendo noti per probitÓed altitudine, gli elementi statistici sono pi¨al caso di raccogliere ed avvalorare di quello che avrebbero potuto fare private persone, distratte sovente dalle cure domestiche, non vincolate da responsabilitÓpe' fatti che avrebbero asserito, lontane dal poter essere riconvenuti dell'opposta sentenza.

Il fatto di queste nuove Giunte era il cardine del Regolamento interno della Commissione, il suo vitale elemento. E quindi rassegnatane la necessitÓalla M. V. si benignava Ella sanzionarne la istituzione col Real Decreto del 20 Dicembre.

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Sono da questo chiamati a far parte della Giunta in ogni Comune sede di Circondario il Giudice Regio, e in difetto il Supplente, da presidente, il Sindaco o chi ne fa le veci, il Parroco, il Medico condottato, e due privati da scegliersi dall'Intendente tra' pi¨idonei e capaci di adempiere al dilicato ufficio. Pei Capoluoghi del distretto volea la M. V. intervenisse anche il Sottintendente, e presedesse la Giunta con la facoltÓdi fare altrettanto per qualunque Giunta circondariale nel caso di bisogno o di verificazione de' lavori statistici, surrogandovi in difetto i Giudici Regi: la corrispondenza si tenesse quasi collfordine stesso dell'Amministrazione; avessero i Sindaci lfobbligo di soddisfare pienamente alle inchieste del Presidente della Giunta Statistica; il Giudice Regio qual Presidente corrispondesse col Sottintendente e nel primo Distretto collfIntendente; ogni Sottintendente collfIntendente, e questi col Ministero.

Sanzionata la creazione delle Giunte, delle quali non mi fo a dire l'utilitÓ, lasciando a' fatti di manifestarla, fu agevole procedere, siccome Ŕavvenuto, alla compilazione del Regolamento interno della Commissione; e perchÚuniforme fosse il modo di trarne le notizie e riferirle alle AutoritÓcompetenti, furono anche provvedute le Giunte di altro speciale Regolamento, in cui sono indicate le norme da tenere perchÚcon diligenza ed esattezza le notizie si tramandassero, l'ordine e il procedimento da serbare tra le diverse Giunte, come dovesse il Sottintendente ispezionare i lavori statistici del suo Distretto, e l'Intendente spedire a collaborare con e Giunte locali alcun membro delle Giunte provinciali; e come i lavori del primo Distretto dovessero centralizzarsi dall'Intendente; quelli degli altri Distretti da' rispettivi Sottintendenti; e tutti poi dalla Giunta provinciale.

Non pertanto la Commissione, posta pei cennati provvedimenti nel caso di spingersi con maggior forza ed energia nel vastissimo campo delle sue incombenze, sentiva il bisogno di essere fornita delle notizie altresýdipendenti dagli altri Ministeri e Reali Segreterie di Stato, come fonti da cui scaturisce l'azione governativa. E la M. V. per compiere la sua opera, degnava prescrivere nel Consiglio ordinario di stato de' 6 Dicembre, dovesse ogni Ministero somministrare le nozioni di che venisse fatta richiesta.

Dopo di ci˛l'Ufficio della Statistica generale del Regno Óvolte e riunite tutto le sue forze a concepire e proporre la tela vastissima de' suoi lavori, in partire per sommi capi tutta l'opera da sostenere, e a fare le divisioni e suddivisioni che pi¨convenissero secondo le speciali leggi, la svariata natura delle cose da trattare, e le prescrizioni della scienza. Frutto di tali lucubrazioni sono il Prospetto in gran parte eseguito dei lavori statistici, e la fissazione dei principii per compilare il Programma della Statistica generale.

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XII

De miglioramenti apportali a varie branche dell'Amministrazione.

I buoni risultamenti dell'Amministrazione nel volgere del 1852, non sono che lo parte intuitiva e la conseguenza degli immegliamenti arrecatile in tutte le svariate sue diramazioni dal perseverante affetto della MaestÓVostra verso le popolazioni divote, che La salutano col dolce nome di Padre, il risultamelo degli studii indefessi onde Ŕintenta a promuovere la loro felicitÓnella eccellenza dette Leggi, nella opportunitÓde' Regolamenti e di ogni provvedimento governativo, nella tutela della pubblica tranquillitÓ, nella giustizia, dirittura ed energia degli uomini preposti a qualsiasi ufficio dello Stato, nell'educazione cristiana, morale e civile della giovent¨, nelle opere pubbliche in generale, nell'operositÓde' commerci e delle industrie, e nella ricerca di sempre pi¨nuovi fonti di prosperitÓ: ai quali provvidentissimi propositi non Ŕspinta di lieve momento la istituzione novella degli Annali Civili del Regno, il cui precipuo assunto sono la storia, lfeconomia, lfAmministrazione, l'istruzione. E la MaestÓVostra nelle cose finora rassegnatele Óscorto l'applicazione dell'azione governativa in gran parte delle fibre dell'immenso corpo che costituisce la civile Amministrazione. Pertanto essendo per le provvide Leggi della MaestÓVostra cooperatori al conseguimento dei

Sovrani beneficii i Consigli Provinciali, soffra la MaestÓVostra che io Le vada sponendo le precipue Sovrane determinazioni emanate nel 1852 su' voli che Le erano umiliali da' detti Consessi.

Di moltissime Sovrane grazie ebbe ad allegrarsi la Provincia di Napoli, impartite dalla MaestÓVostra in coerenza dei desiderii espressi dal Consiglio Generale. Cosi, per dire de' pi¨meritevoli di nota speciale, fu disposto il totale riordinamento dell'Archivio municipale di Napoli; approvata la istituzione di un Consiglio Edilizio in Castellamare; preso in considerazione e rimesso allo esame della Consulta il progetto di stabilirsi delle Casse di soccorso circondariali e provinciali; ed in continuazione di quanto un anno innanti preliminarmente prescrivevasi per l'amministrazione delle acque, fu pure statuito di provvedersi alacremente alla copertura dello importantissimo canale di Carmignano.

Non largheggi˛meno de' suoi beneficii la munificenza della MaestÓVostra verso le suburbane Province di Terra di Lavoro, Principato Citeriore e Principato Ulteriore, come di leggieri potrÓdesumersi da' pochi seguenti cenni.

La MaestÓVostra degnava commettere al Consiglio Generale delle prime tra quelle di votare su la espedienza di un Istituto Agrario Provinciale in Caserta;

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affrettare (nel provvido scopo di apprestar lavoro e pane alle classi poco agiate) il prosciugamento de' terreni di Montecorvino, Eboli, e Capaccio, non che le opere pubbliche del Distretto di Campagna; comandare che fossero provvedute di condotte mediche i Comuni di Principato Ulteriore che ne mancassero ancora; approvare per la Provincia stessa che sie- no da probi uomini verificati i Monti frumentarii, che la dote di questi Stabilimenti sia proporzionata esattamente al bisogno della classe degli Agricoltori, ed il dippi¨invertito alla fondazione o allo ingrandimento de' Monti de' Pegni.

Oltre le varie deliberazioni del Consiglio generale di Molise nel fine di assicurare la esecuzione di precedenti risoluzioni Sovrane, o anche ottenerne per la sopravvenienza di nuovi incidenti di fatto la modificazione: argomento in che si occuparono simultaneamente i Consigli di quasi tutte le Province in quella riunione; fu proposto di rendere con opportuni provvedimenti vieppi¨operosa la SocietÓEconomica, e far che meglio risponda allo scopo di sua istituzione. La MaestÓVostra aderendo benignamente a questo lodevole desiderio, comand˛che a cura di questa Real Segreteria di Stato si fosse compilato all'uopo un novello Regolamento.

Un particolare interesse mostr˛la M. V. per le travagliate popolazioni della Basilicata, cui un recente disastro era foriero di tante e tante Sovrane grazie. Era approvato a pr˛dell'Ospizio di Avigliano un sussidio supplementare di ducati 600 su' fondi provinciali. Un sussidio pure di annui ducati 500 per anni quattro su' fondi speciali della Provincia fu conceduto pel compimento della Chiesa annessa all'Orfanotrofio di S. Chirico Raparo. Fu approvata la restaurazione dell'Orfanatrofio in Barile col fondo dei risparmii del medesimo Stabilimento e la cessione al Comune di Potenza della casa Cortese in compenso di quella del Collegio di Avigliano giÓceduta alla Provincia affin di costruirvisi un Teatro, ovvero un padiglione militare. Fu provveduto alla pi¨celere esecuzione delle opere pubbliche del Distretto di Melfi, coi seguenti provvedimenti: Con assegnarsi duc. 2000 alla strada di S. Venere sul primo introito delle reste di esazione de' fondi delle opere pubbliche Provinciali: alla Gassa speciale di Melfi per la detta opera i ducati 3525 fissati nello Stato discusso dei fondi Provinciali pel 1853 per rata di restituzione alla Tesoreria Generale sul prestito di ducali 30000, salva la rivaluta della detta somma alla Cassa provinciale; con interrogarsi i Decurionati di tutti i Comuni del Distretto circa la convenienza di una tassa straordinaria pel servizio di quelle opere pubbliche speciali: e con sentirsi su queste ultime lo avviso dell'Intendente.

Molte furono le utili proposizioni dej Consigli delle tre Calabrie, e vennero pressochÚcoronale tutte della Sovrana sanzione.

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Cosýla MaestÓVostra degnava proscrivere la compera di un terreno da addirsi ad orto agrario in Cosenza, ponen

Le ricche e popolose Province del Regno che sono al lato orientale inferiore, non ebbero ad invidiare per copia di Sovrani beneficii le altre di cui ˛fin qui tenuto discorso. Ne siano primamente una pruova i due importantissimi provvedimenti risguardanti la Provincia di Capitanata. Col primo, tendente a menomare una calamitÓantichissima e connaturale di quelle contrade, mentre si approva lo scavamento de' pozzi Artesiani a spese de' Comuni, s'invita il Consiglio generale della Provincia ad esaminare se con lo incanalamento de' fiumi Carapelle, Salsola ed altri non si possano mutare del tutto le condizioni fisiche ed economiche dello adusto suolo. Con l'altro la MaestÓVostra accogliendo assai benignamente


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n Foggia, e ritenendo le basi dal Consiglio progettate, commette al Consiglio medesimo lo incarico di rinvenire gli azionisti nella sessione prossima, e formare la SocietÓAnonima, ed allo Intendente quello di efficacemente coadiuvare la intrapresa. Inoltre per quanto concerne le altre Puglie, la MaestÓVostra degnava approdare lo stabilimento di un Consiglio Edilizio in Bari; la istituzione dello Archivio suppletorio nel silo dell'antica Regia udienza o Carcere centrale in Trani; l'ampliazione del carcere distrettuale di Altamura; il cavamento de' pozzi artesiani in Terra di Bari puranche, salvo a determinare (il che Ŕrimesso alla prudenza del Consigli o generale) se sia preferibile formare invece de' serbatoi di acque piovane, ovvero tentare la deviazione delle acque dell'Ofanto; la fondazione di una Cassa Agraria in Lecce con tre Sezioni ne' Distretti di Brindisi, Taranto, e Gallipoli; l'aggiunzione di una pubblica biblioteca al Real Liceo di Lecce.

NÚgli Abruzzi ebbero lfultimo luogo nello splendido convivio che ai figliuoli riconoscenti apprestava un Padre affettuoso. Il cavafondo a vapore conceduto pe' lavori dei porto di Ortona; la introduzione approvata di una macchina atta a sgombrare le nevi dal Piano di cinque miglia; lo Stabilimento di annue dotazioni a favore delle recluse dell'Orfanatrofio di Aquila sulle rendile del Pio Luogo; gli scavi disposti per la ricerca delle vene di carbon fossile in varii sili dell'Abruzzo Ulteriore II. nel fine di promuovere a salvezza de' boschi la consumazione di quel combustibile, fan chiaro abbastanza che gl'influssi del Sovrano potere spandono come raggi di sole ugualmente allo intorno la loro azione vivificatrice.

E qui sia indulgente la MaestÓVostra che io brevemente La intrattenga di quelle determinazioni Sovrane che, provocate dal voto di una sola Provincia, riguardano nondimeno materie di generale interesse, ed anno per˛uu' applicazione comune alle altre tutte.

Deliberaiasi nel Consiglio Provinciale di Napoli intorno ai modi di assicurare la esistenza a quegli esseri infelici che per colpa o sventura altrui sono dal primo istante del viver loro abbandonati alla pubblica caritÓ, e proponevasi lo Stabilimento di ruote circondariali, e la compilazione di opportuni regolamenti per immegliare in tutte le sue parli il servizio de' trovatelli. Ogni proposizione che tenda al sollievo efficace de' miseri trov˛sempre aperta la via del Cuore religiosissimo della MaestÓVostra. E quindi degnossi accogliere con ispeciale benignitÓil volo del Consiglio, e comandare che la Commessione, giÓSovranamente incaricata dello immegliamento del cennato servizio, ne facesse tosto lo esame, e recasse oltre a ci˛con prestezza a compimento i suoi lavori.

Istituita col Sovrano Rescritto de' 22 marzo 1836, dovea essa studiare

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e dar parere non solo su' modi generali di migliorare il mantenimento de' trovatelli, ma di proporre benanche de' provvedimenti speciali applicabili all'Amministrazione della Santa Gasa dell'Annunziata. La Commessione rispose nell'una e nell'altra parte allo intendimento del Real Governo, proponendo per la Santa Casa delle riforme, che messe in atto, dietro il debito esame, Ónno potentemente contribuito ad assicurare la durevole prosperitÓdi quel grandioso Stabilimento.

Sollecitavasi dal Consiglio di Principato Citeriore la esecuzione de' Sovrani ordini concernenti la decenza degli Edificii sacrati al Divin Culto, e chiedevasi la compilazione de' progetti d'arte per la restaurazione necessaria, ripartendosi la spesa tra le Casse comunali, e quelle di Beneficenza, qualora nelle Chiese parrocchiali sieno Cappelle o Corporazioni alla dipendenza della medesima. La MaestÓVostra si benign˛approvare il voto, e proscrivere che simile ingiunzione sia fatta agl'Intendenti delle altre Province.

A proposizione del Consiglio di Principato Ulteriore la MaestÓVostra approvava anche per massima, che sieno obbligati i Veterinarii condottati a trasmettere all'Intendente i rapporti, da spedirsi al Beale Stabilimento Veterenario, circa la cura delle malattie del bestiame, i risultamene avutisi da' varii metodi, e presentare benanche all'autoritÓmedesima de' trattati pratici su la materia in esame.

Per la cennata classe di stipendiati provinciali, la MaestÓVostra, in conseguenza delle deliberazioni rendute con vario sentire dai Consigli di parecchie Province, stim˛confermare il provvedimento adottato in ago* sto del passato anno, perchÚla soppressione delle condotte veterinarie in quelli Province che l'Ón chiesta, non abbia luogo che alla vacanza delle medesime.

Due proposizioni del Consiglio di Molise relative alla Amministrazione de' Monti frumentarii ed alle rendite de' Luoghi Pii LL., mossero la MaestÓVostra a delegare alla Consulta lo esame di diversi regolamenti, con che i Monti frumentarii son retti, per dar mano quindi alla compilazione di un generale Regolamento, e sentire oltre a ci˛il cennato Consesso circa la opportunitÓdi autorizzarsi la formazione de' ruoli esecutivi, per agevolare la riscossione delle rendite delle pie corporazioni, delle Chiese, e de' pubblici Stabilimenti.

Pel voto espresso dal Consiglio di Terra d' Otranto circa il lazzaretto da fondarsi in Brindisi, la MaestÓVostra si degn˛dichiarare essere Sua Sovrana volontÓche all'opera de' lazzaretti contribuiscano tutte le Province del Reame.

Finalmente per preservare da usurpazioni le pubbliche strade fu disposto, sul voto del Consiglio provinciale di Abruzzo Ulteriore 1.‹, che in ogni Comune sia formato da un Consigliere Distrettuale e due Decurioni la pianta di tutte le strade, ripristinandosi esattamente le medesime

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per larghezza e situazione, a norma del Reale Rescritto de' 6 giugno 1840, e ci˛a spese delle Amministrazioni municipali.

Finita siffatta rassegna, Ŕqui opportuno ricordare che la M. V. si benignava dichiarare col Real Rescritto de' 30 Giugno non doversi deviare dalla regola che tutti i voli de' Consigli provinciali, sia qualunque il Ministero cui riguardino, debbano essere umiliati al Real Trono da questa Real Segreteria di Stato, e comunicati di poi a' rispettivi Ministeri. \ Che gli Stati discussi ed i conti morali delle opere pubbliche e de' Licei debbano inviarsi dal Ministero dell'Interno a quelli de' Lavori pubblici e della Pubblica Istruitone, affin di non dividersi l'unitÓdel lavoro de' Consigli provinciali, rassegnandosi in pari tempo alla M. V. l'invio che si fa de' detti stati discussi e Conti morali. \ Che col Real Decreto de' 24 Maggio la M. V. dichiarava estendersi alla composizione de' Consigli Provinciali e Distrettuali le eccezioni d'incompatibilitÓnella composizione de' Decurionati contenute nell'Art. 110 della Legge de' 12 Dicembre 1816 e nel Real Decreto de' 20 Dicembre 1811. \ Finalmente che questo Ministero ricordava con ufficio de' 17 Luglio che i voti de' Consigli provinciali non possano in alcun caso ricevere esecuzione pria di essere rassegnati alla M. V. e da Essa giudicati meritevoli della Sovrana approvazione: non essere permesso a' Consigli dirigere i loro voti aglfIntendenti, ne a questi ultimi riceverli, e ben meno poi emettere su di essi alcun provvedimento.

Dopo di ci˛piaccia alla MaestÓVostra che io Le tenga parola di taluni altri provvedimenti, onde la MaestÓVostra accorreva nel 1852 ad immegliare e rendere pi¨spedita ed esatta lfAmministrazione provinciale.

Per essere conseguente al generoso principio formato dalla MaestÓVostra nel Real Decreto dei 18 luglio 1851, di sgravare i Comuni da

ratizzi

e da tasse per qualunque branca di pubblico servizio, ad eccezione di quella che deve ancora per alcun tempo continuare, che pagasi per le opere pubbliche provinciali e speciali; importava prescrivere il metodo da serbare pel diffinimento di tali ratizzi. E la MaestÓVostra avea la degnazione sanzionarlo col Real Rescritto dei 28 Febbraio, col quale prescrivea che l'Intendente dopo aver fissato, sulle basi dello stato discusso Sovranamente approvato per organo del Ministero dei Lavori pubblici, lo ammontare delle spese bisognevoli al servizio delle opere pubbliche della Provincia, tra le quali quelle indispensabili di riparazione e mantenimento degli edificii addetti agli Stabilimenti provinciali; contrapponga alla somma degli esili quella degl'introiti esclusivamente appartenenti allo Stato discusso delle opere pubbliche; determini il peculio che fa d'uopo ritirare da' Comuni mercÚdi ratizii, alfin di bilanciare le spese collfentrate;

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di poi si occupi col Consiglio dell'Intendenza nella ripartizione della cennata somma a carico dei Comuni, stabilendola in ragion composta de' mezzi disponibili di ciascun Comune e della utilitÓche allo stesso pu˛derivare dal compimento delle opere in costruzione; da ultimo trasmetta una copia del lavoro al Ministero dell'Interno, e l'altra riserbi pel Consiglio provinciale nella prima sua riunione, perchÚlo discuta

e

manifesti il suo avviso, per quindi umiliarsi alla Sovrana intelligenza della MaestÓVostra.

Per mettere freno alla soverchia esigenza dei locatarii delle case tolte in fitto ad uso dell'Amministrazione civile, la MaestÓVostra prescrivea col Real Rescritto dei 7 maggio, che dagli Intendenti si adoperi tutta la vigilanza acci˛i contratti di fitto da formarsi co' proprietarii delle case da servire ad usi pubblici sieno fatti in modo che la Provincia o i Comuni non paghino oltre il giusto, proporzionandosi sempre la capacitÓdell'edificio ai bisogni effettivi.

Da ultimo la MaestÓVostra dichiarava col Real Rescritto dei 24 luglio, che i Conti di tutti i fondi provinciali liquidati e discussi prima in Consiglio d'Intendenza, sieno soggetti di poi alla revisione necessaria della G. C. dei Conti.

Per esaurire intanto lfassunto dell'Amministrazione provinciale, prego la MaestÓVostra concedermi che Le discorra di ci˛che concerne lfazienda dei fondi di sua spettanza.

La pi¨acconcia classazione degli esiti che, sotto diverse forme, rimangono a carico delle 15 Province continentali fu lo scopo, cui questo Real Ministero rivolse ogni sua cura, nel provvedere alla compilazione ed esecuzione degli Stati discussi de' fondi comuni e speciali delle Province per Io esercizio dell'anno 1851. NÚdesistette nell'anno seguente dallo assicurare con ogni sforzo la pi¨ampia applicazione di quel salutare principio.

Col Real Decreto de' 7 maggio 1851, che approvava lo stato discusso, da aver vigore per l'amministrazione de' fondi provinciali comuni e speciali durante il citato anno, prescrivevasi pure che a contar dal 1 gennaio 1852 fosse andato in aumento de' medesimi uno de' centesimi addizionali al contributo fondiario di conto de' Comuni, alfin di sgravare definitivamente questi ultimi da'

ratizzi

per le stampe necessarie al servizio amministrativo, e per la posta interna, eccezionalmente mantenuti.

E a notare che la MaestÓVostra nel degnarsi impartire la Sua Sovrana approvazione allo Stato discusso siffattamente ordinato, prescrisse altresý, che rimanendo superi disponibili, fossero addetti in aumento del fondo assegnato per supplire alla spesa di mantenimento de' trovatelli.

Le spese alle quali vien ripartita la intiera somma dello stato discusso, (considerando similmente per tal parte le Province come costituenti un sol tutto) pareggiano l'introito.

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XIII

Degli avvenimenti straordinarii, de' premii,

de soccorsi e compensi largiti dal Real Governo.

NÚminori del consueto furono nel 1852 le cagioni de' provvedimenti onde la MaestÓVostra ed il Suo Real Governo accorrevano alle sventure, da cui erano colpiti i Suoi dilettissimi sudditi, sia per disastri naturali, sia per altri fatali accidenti; e dove alcuna prova di coraggio e di abnegazione, pur troppo frequenti nella lunga famiglia, che obbedisce al Suo scettro, e che i generosi e caritatevoli sentimenti ond'Ŕinformala di natura conforta co' principii di Religione e di morale e con gli esempi di generositÓe di caritÓche le offre tuttogiorno la MaestÓVostra; sia venuta ad accrescere la somma de' fatti degni di premio e di lode; la MaestÓVostra non si Ŕrimasa dal sanzionarne la concessione, e ne fanno amplissima fede gli stati distinti co' numeri 26 e 2,7.

Seguiva intanto ne' Comuni di Basilicata, di Capitanata e di Principato Ulteriore balestrati dal tremuoto del 14 agosto 1851 l'impresa immensa, incredibile, degna della M. V. dell'accorrimento a cotanta sciagura, e ne erano dirette con ammirata saviezza le opere non solo allo scopo di alleviare agl'infelici il peso della sciagura patita nelle persone e nelle sostanze, ma a quello altresýpi¨da lodare e benedire, di sottrarli alle dure conseguenze del duplice danno nell'avvenire. Essi perci˛non furono pi¨orfani, che la MaestÓVostra li volle accolti tutti in Conservatorii e Ritiri; non privi di tetto, di Sacri Tempii, e di ricoveri all'infermo ed al mendico; che la MaestÓVostra ne provvide a ribocco o di tavole o di fabbrica; non si assisero mesti e vinti su' miseri avanzi delle loro case e de' loro abituri; che la MaestÓVostra fece sparire la congerie immensa di que' frantumi, e restituiva ai proprietari gli spazi e le aree cosýrenduti atti a novelle costruzioni; non furono costretti a spatriare per difetto di fatica; che oltre di essersi applicate a preferenza le loro braccia ne' lavori svariatissimi colÓintrapresi, si ebbero dalla MaestÓVostra terreni demaniali da coltivare, case su di essi da soggiornarvi, strumenti del mestiere ed anche vestimenta; non videro ostrutte le fonti di permanente prosperitÓ, quali sono quelle dell'agricoltura e dell'industria; che la MaestÓVostra sta provvedendoli, per la parte della istruzione, di un Istituto Agrario, dal titolo di S. Maria di Valleverde, affin di rendere pi¨feconda di vantaggi la Cassa di prestanze agrarie e commerciali dotata di duc. 40,000 col Real Decreto de' 15 aprile. Per essi infine la sventura, se gli orbava anche di parenti e di amici, gli era mercÚla Mente ed il Cuore della MaestÓVostra occasione di beni per indole e copia cosi rilevanti,

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che sapranno di miracoloso agli avvenire, siccome di sorpresa e maraviglia riescono pur troppo ai contemporanei.

Proseguendo la narrazione storica dei casi di quel tremuoto e de' provvedimenti co' quali il Real Governo vi accorreva, io dovrei rassegnare alla MaestÓVostra i singoli risultati di essi, e in primo luogo quelli delle Commissioni istituite in tutto il Regno per la Colletta a pr˛de' danneggiati, e della special Commissione creata per la riattazione e ricostruzione de' Sacri Tempii. Ma essendo giÓrendute di pubblica ragione in non breve volume la Relazione del Professor Paci per la parte scientifica, e quella officiale compilata a cura del 1.‹ Ripartimento di questa Real Segreteria di stato per la parte Amministrativa, mi permetta la MaestÓVostra che io nello Stato IV. 28 Le ripeta i risultamenti della prima dello Commissioni, e qui solo Le noti che le somme ritratte dalla Colletta aggiunsero a duc.142,040: 27; che la MaestÓVostra con lfusata munificenza rimeritava con segni del Suo Sovrano aggradimento l'opera di coloro che in sýfunesto accidente si contraddistinsero per molte virt¨, soprattutto per perseveranza ed energia nel disimpegno degl'incarichi ricevuti; che non ultimi furono nell'acquisto di nuovi titoli alla Sovrana benevolenza i componenti delle cennate Commissioni, molti pubblici Funzionari e Ministri del Signore, le benefiche Suore della CaritÓ, i privati sudditi della MaestÓVostra.

La Compagnia de' Pompieri segue a mostrarsi operosa e diligente nell'accorrere agl'incendii. Per essa si Ŕapprovato un contratto di sei anni per la fornitura degli oggetti di vestiario ed altro col ribasso del 6 per 100, e quello sul mantenimento delle macchine, degli ordegni e degli apparati di cui Óbisogno, anche per la durata di anni sei di fermo e tre di rispetto col premio di annui ducati 900.

Il suo Ingegnere Direttore, Signor Francesco Del Giudice, era da ultimo rimeritato dalla M. V. della Medaglia di oro del Merito Civile per l'opera messa a stampa sulle teoriche e pratiche degl'incendi.

I servizi renduti dalla Compagnia nel 1852 sono indicati nello Stato IV. 21, insieme con quelli compiuti da altri individui ed autoritÓnelle rimanenti Province.

In fine ad incremento dell'ingegno oltrechÚla MaestÓVostra pel lato delle industrie e delle arti, Óprescritto aprirsi ne' primi mesi del una ne mostra de' loro prodotti, non Ómancalo il Real Governo di raccomandare agl'Intendenti le pia utili opere con lettere circolari, perchÚi pregi di esse si rendessero noli, e gli autori ne avessero alcun pr˛.

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XIV

Della Leva.

La MaestÓVostra intenta ad imporre alle popolazioni rette dal Suo paterno scettro il solo aggravio richiesto dal ben essere delle stesse e dalla conservazione dello Stato, appena cessato il bisogno di aumentare il Suo Reale esercito, limitavasi ad ordinare una leva di terra non pi¨forte di 6000 uomini, senza disporre alcuna chiamata di marinari; e della leva sospendea non guari di poi la piena esecuzione, prescrivendo che appena ammessi alla milizia i requisiti, si mandassero alle rispettive famiglie per tenersi pronti ad ogni chiamata.

Ma se minori cure Óper˛richieste lfesecuzione di questo importante servizio, copioso numero di atti legislativi sono stati non pertanto emanati nel fine di migliorarne lfandamento, agevolarlo, e rimuovere le ognor rinascenti dubbiezze, che offrono la moltiplicitÓe varietÓdei casi nella sua non facile esecuzione.

Io ander˛rassegnandoli ordinatamente alla Sovrana intelligenza della MaestÓVostra.

Dubitavasi se le Guardie di Onore chiamate a servire per la leva dovessero essere sceverate dalle quote delle quali fan parte. E riflettevasi: che lfabilitazione di prestar servizio in quest'Arma in vece di dare un cambio, trovavasi abolita; che il Corpo delle Guardie di Onore Ŕassimilato a ogni altro Corpo militare, e che come i soldati volontarii chiamali a marciare dalla leva non vengono diffalcati dalle quote, cosýneppure per le Guardie medesime debba in pari caso aver luogo siffatto diffalco. Per tali considerazioni un'analoga dichiarazione era fatta ai Consigli di ricezione mercÚlettere circolari del 3 gennaio.

La prova del celibato da parte dei soldati congedati, da riammettersi alla milizia, riusciva per essi dispendiosa e lunga se alle Curie Vescovili veniva richiesta, e soventi era inesatta perchÚnon valevole ad assicurare se nel corso del servizio si fossero ammogliati. Per ottenere queste assicurazioni sýnecessarie ad uomini che imprendono la carriera delle armi, e per evitare gl'inconvenienti del dispendio e del ritardo, veniva disposto con lettere circolari dello stesso giorno 3 gennaio che nei fogli di congedo, i quali si rilasciano ai soldati che Ón compiuto il loro impegno, s'indicasse se celibi si fossero o ammogliati.

Il ristretto contingente dell'ultima leva e la mira di far sparire gli inconvenienti che derivano dalle agevolazioni date per le sostituzioni; suggeriva alla MaestÓVostra la disposizione, contenuta nel Real Rescritto comunicato aglfIntendenti il dý3 detto, di dover cessare le surrogazioni

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ed aver vigore soltanto ci˛che Ŕprescritto dal Regolamento approvato col Real Decreto de' 21 maggio 1843, il pagamento cioŔdi ducati 240 per par

Non potendo i Comuni per le loro economiche condizioni comperare le misure di ferro fuso costrutte pei Consigli di Ricezione, le quali sole sono atte alle esatta verifica della statura de' requisiti; procuravasi con opportuni provvedimenti, mercŔlettere circolari del dý7, di evitare che presso i Decurionati fossero eglino agevolmente esclusi per deficienza di misura. E quindi determinavasi:

1.‹ Che gl'Intendenti da persone di loro piena fiducia e scevere da preoccupazioni dettate da interesse, facessero verificare in ciascun Comune: se la misura che vi si adopera potesse plausibilmente valere al suo scopo; se avesse segni a sufficienza chiari ed atti ad essere scorti dal misuratore e dagli astanti; se vi fossero segni fittizii.

2.‹ Che al bisogno, si facessero rendere al massimo grado apparenti i segni indicativi delle diverse altezze, e si cancellassero quelli che potessero trovarvisi formati a caso o ad arte, e produrre confusione.

3.‹ E che dietro invito di tutti gl'interessati si procedesse al misuramento dei requisiti, emettendosi ordini energici perchÚi Decurioni, ai quali Ŕconfidata tale operazione, l'adempissero con scrupolosa esattezza, facendo sempre loro sentire gli effetti della responsabilitÓalla quale sono soggetti, collfadozione e proposta delle opportune disposizioni di rigore contro quelli fra tali funzionarli che per oscitanza o per dolo mancassero a cosi sacro dovere.

Volgendo la MaestÓVostra il pensiero al supremo interesse della difesa dello Stato e della prosperitÓdel Commercio, considerava che la faci Ila, con la quale si rilasciano ne' Reali Dominii di qua dal Faro passaporti per lo straniero ai marinari, privava il Real Governo di moltissimi uomini di mare, che in altri Stati rimanevansi. Teneva ancor presente la MaestÓVostra che troppo importasse d

'

evitare che scemi quest'elemento di forza e di prosperitÓ; che fosse anzi d'uopo conservare, favorire ed accrescere la Marineria, con la quale provvedesi alla formazione degli equipaggi dei legni da guerra e mercantili; e che la sua diminuzione tantopi¨pregiudicasse allo stato in quanto che aumenta a pr˛degli altri le precipue sorgenti dei mezzi della difesa e del traffico. E per queste considerazioni la MaestÓVostra degnavasi disporre col Real Rescritto del dý31,

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che nell'avvenire non si rilasciassero passaporti per lo straniero a' marinari soggetti all'ascrizione marittima, se non previa garentia di tornare nel Regno e di non disbarcare e rimanersi negli Stati stranieri, e che all'uopo si richiamasse lfattenzione degli agenti diplomatici e consolari su questa importantissima parte delle loro cure.

Era promosso il dubbio se gli allievi del Battaglione militare istituito in Gaeta dovessero ritenersi in escomputo degl'individui da fornirsi dalle famiglie per la leva, e andare in disconto delle quote dei Comuni a' quali appartengono. La MaestÓVostra teneva presente la Sovrana Risoluzione dei 21 settembre 1838, onde venivano dichiarati esenti dalla leva gli alunni de' Istituti di educazione militare, e lfaltra dei 24 giugno 1844, con la quale dichiaravasi dovere gli alunni dei detti Istituti essere esenti dal marciare e non giÓdal far parte del bussolo. E per analogia degnavasi prescrivere col Real Rescritto dello stesso dý31, che gli allievi del Battaglione di Gaeta andar dovessero in disconto degli individui da fornirsi dalle famiglie nelle leve, sol quando si troveranno in etÓda poter servire nel Real esercito.

Fin dal 1838 era promosso il dubbio se gli Episcopisti, cioŔquei giovani che Ón comune co' Seminaristi la istruzione, ma non sono chiusi nei Seminarii ne convivono in essi, dovessero esser esenti dalla leva sino agli anni 21 e mesi sci. La MaestÓVostra considerava, che il Real

Decreto dei 19 marzo 1834 esige per lfesenzione dei Seminaristi dalla leva la loro ammessione nei Seminarii sei mesi prima degli ordini che la dispongono; che questa disposizione non riflette gli Episcopisti; che costoro non dormono nel Seminario, non partecipano al Convitto, non pagano pensione, e perci˛sono semplici clerici, cui non ispetta la esenzione se non sieno ordinati

in mýnoribus

e non abbiano costituito il patrimonio sacro in tempo opportuno.

Considerava inoltre la MaestÓVostra: Che ove pel solo fatto di vestir lfabito chiericale e di assistere alle lezioni del Seminario, si ottenesse il segnalato favore dell'esenzione dalla leva fino agli anni 21 e mesi sei, si moltiplicherebbe grandemente il numero degli esenti, e si renderebbe impossibile lfesecuzione del Reclutamento: Che in generale le esenzioni dal militar servigio debbono essere al pi¨possibile limitate, ed in garantia dei sacri dritti dei terzi non emanare da fatti sýagevoli, a' quali ognuno possa ricorrere; e che d'altronde nella specie il favore che godono quanto alla leva le famiglie agiate le quali mantengono i loro figli nei Seminarii, e l'altro che si darebbe a coloro che incaminandosi al clericato come Episcopisti, o non appartengono alle classi agricolo-industriali o cangiano carriera; ridonderebbe a pregiudizio delle classi medesime, sulle quali ricadrebbe per intero lfadempimento della leva.


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Per queste considerazioni la MaestÓVostra degnatasi dichiarare col Real Rescritto de' 4 febbraio, che gli Episcopisti requisiti di leva possono goderne l'esenzione fino agli anni 21 e mesi sei, soltanto se sono insigniti degli ordini minori e provveduti di sacro patrimonio, o se lo costituiscono fra sei mesi dal giorno della loro chiamata a marciare, a' termini del Real Decreto summentovato.

Troppo importava che gli uomini di mare avessero senza indugio le carte necessarie all'esercizio della navigazione e della pesca, donde traggono i mezzi da vivere. Epper˛con lettera ministeriale del 18 febbraio veniva disposto, anche nell'interesse del Commercio, che dovendosi rettificare fogli di ricognizione per qualsiasi motivo, si permettesse ai marinari di partire senza di essi, notandosi per˛da' Capitani di Porto sui ruoli di equipaggio che tali carte sono presso l'Ispezione dei Rami alieni della Real Marina, ed il preciso motivo pel quale vi si trovino inviate.

Pel disposto dall'articolo XC del Real Decreto dei 19 marzo 1834, dopo la controvisita che i requisiti subiscono presso la Commissione incaricata, del loro diffrattivo riesame fisico, non vi sarebbe pi¨luogo a rifiutarli come non idonei al mestiere delle Órmi. Intanto alla Commissione anzidetta, attesa la moltiplicitÓdelle controvisite che Ŕtenuta ad eseguire, sfuggivano talvolta i fisici occulti difetti dei requisiti, e quindi avveniva che gl'individui ritenuti da essa come idonei, non venivano poi accolti dai Chirurgi dei Corpi, a' quali Ŕguida la costante esperienza e la diuturnitÓdella loro assistenza a' soldati. Or quando tali casi avvenivano pe' sostituenti, i requisiti dai medesimi rimpiazzali ricevevano un danno notabile. Obbligati costoro in effetti a pagare ai termini del Real Rescritto circolare dei 2a novembre 1830 il compenso ai loro sostituenti, dopo F invio di questi al deposito generale, trovavansi di avere speso una non lieve somma, ed erano intanto tenuti a marciare o a dare altri cambii.

Per evitare loro tal danno, la MaestÓVostra degnava disporre col Real Rescritto dei 28 febbraio, che i requisiti depositassero le somme convenute per compenso ai loro sostituenti presso il Comandante del Deposito generale di leva, il quale dovrÓpagarli a questi ultimi dopo che saranno stati diflýnitivamente ritenuti idonei dai Chirurgi dei corpi di loro destinazione.

Seguendo poi la MaestÓVostra gl'impulsi della innata Sua clemenza, riserba- vasi di provvedere in linea di grazia su giÓavvenuti tardivi casi di rifiuto di sostituenti compensati, veduta la impossibilitÓdi restituire le somme pagate.

Il dubbio era stato molte volte prodotto, se un fratello unico di un sordo-muto dovesse essere esente dal militar servizio.

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Vostra MaestÓconsiderava che pe' principii regolatori della legge sul reclutamento, allorquando uno de' germani componenti una famiglia soggetta alla leva possa dar conforto a' genitori e speranza di riproduzione, debba essere riguardalo come unico, e che tale in effetti Ŕcolui che abbia un sol germano sordomuto, perchÚquesti manca delle pi¨essenziali facoltÓumane. E per queste considerazioni la M. V. dichiarava con Real Rescritto de' 6 marzo, competere al requisito fratello unico del sordomuto lfesenzione dal militar servigio.

Era dichiarato fin dal 1844 dal Real Ministero degli Affari Interni, che una famiglia di oltre tre figli, comunque un solo di essi fosse di etÓreclutabile, dovesse essere sorteggiata con cartelle. Questa ministeriale V. M. degnava rivocare col Real Rescritto del 6 marzo, poichÚconsiderava che le cartelle rappresentano gl'individui in grado di marciare non giÓquelli che non anno l'etÓdi reclute.

Il permettere a' requisiti di potersi esaminare presso un Consiglio di ricezione diverso da quello della Provincia cui appartengono, mirava ad evitare il loro disagio, il dispendio al quale sovente soggiacer non potevano, ed insieme il ritardo che provverrebbe all'esecuzione della leva dallo esigere indispensabilmente la loro presentazione innanzi al proprio Consiglio. Or perchÚda tali permissioni non venisse danno a' dritti de' terzi, con lettera circolare de' 17 marzo si sono prescritti i modi a tenersi nel richiedere lfabilitazione di che trattasi, la indicazione officiale de' connotati de' richiedenti, la conoscenza e prevenzione correlativa agli interessati,

d'

accuratezza dell'adempimento.

Surto il dubbio se cessi lfesenzione dal militar servizio per lfammogliato e separato ne' modi di legge dalla casa paterna, quando divenuto vedovo coabiti con una sorella; la M. V. col Real Rescritto de' 9 giugno degnavasi dichiarare:

1.‹ Che lfesenzione non cessi nell'indicato caso, quando il separato Ŕammogliato con la prescritta anterioritÓdi anni dagli ordini della leva, ed Ófatto economia separata;

2.‹ Che se per˛un figlio, vedovato senza prole pria degli ordini della leva, trovisi di etÓreclutabile, e sia entrato nel bussolo mercÚuna cartella collettiva col germano, debba essere obbligato a marciare;

3.‹ E che in questo secondo caso, per la connessione tra i dettami de' numeri 2 e 3 dell'articolo XXVII del Real Decreto de' 19 marzo 1834, cessi anche pel germano non separato la esenzione.

Veniva riprodotto il dubbio altra volta promosso, se una famiglia di quattro figli, uno de' quali legalmente separato,

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abbia servito o serva nell'esercito come soldato o sottouffiziale, o siasi fatto sostituire da un cambio.

La M. V. considerava: Che il novero de' figli soggetti alla leva si fa computando tutti (nielli che anno lfetÓrichiesta, di qualunque stato, professione o mestiere si fossero, sottraendone soltanto coloro che sono legalmente emancipati, poichÚquesti sono capi di altrettante famiglie: Che perci˛la famiglia anzidetta dee riguardarsi come di tre figliuoli non giÓdi quattro, e quindi tenuta a darne un solo all'armata, e pel di lui servizio disobbligata. E per queste considerazioni dichiarava col Real Rescritto de' 30 giugno, che una famiglia di quattro figli, uno de' quali separalo legalmente dalla casa paterna, laddove uno de' tre rimasi serva, sia sostituito da un cambio o si trovi congedato, non sia obbligala a dare altro individuo all'esercito.

Affin di evitare, cosýnell'interesse degl'individui, come in quello della giusta economia di spese, lfinvio all'Esercito di persone non idonee al mestiere delle armi, veniva inculcata a' Consigli di Ricezione con lettera circolare de' 30 giugno lfesatta osservanza delle discipline, ond'Ŕregolato l'esame fisico delle reclute, affinchÚnÚil disagio aggravasse i mali di cui sieno affetti nÚa lunghi esperimenti in discapito de' Comuni e della Finanza andassero soggetti.

Col Real Rescritto della stessa data si benignava approvare la M. V. sul relativo avviso dato fuori dalla Consulta, che il requisito esentato come unico assoluto nell'alto del sorteggio non dovesse nell'anno in cui Óluogo la leva essere obbligato a marciare, sol perchÚfra mesi dopo il bussolo gli nasca un fratello; e che per gli anni successivi, non avendo pi¨la qualitÓdi unico assoluto, dovesse, sortendo alla leva, essere obbligato al militar servigio.\Erano basi di tale Sovrana determinazione le considerazioni: Che le condizioni de' requisiti valutar si debbano quali sono prima, non dopo del sorteggio: E che la disposizione per la quale Ŕesente chi rimane unico assoluto dopo il bussolo, Ŕun' eccezione diretta a conservare la speranza della perpetuitÓdella famiglia, la quale sarebbe desolala quando non fosse esentato il requisito giÓdivenuto unico assoluto.

Ed essendo surto il dubbio se durante la sospensione dell'invio de' requisiti al Deposito generale di leva, i sostituenti ammessi alla milizia e rimandati alle lor case, dovessero essere rimpiazzati da' sostituiti laddove muoiano, divengano inutili, disertino e non riesca rinvenirli; la M. V. si compiaceva dichiarare nel Real Rescritto dato lo stesso giorno, che dei cambii e de' sostituenti divenuti disadatti dichiarare, che ogni requisito accusato di alla milizia o refraltarii prima della chiamata alle Reali Bandiere, e dopo l'ammissione, dovessero rispondere i requisiti che li presentano.

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Un requisito di leva, ch'era sottoposto a giudizio criminale come imputato di mancato omicidio volontario, veniva per Sovrana indulgenza giudicato con forme sommarie, e condannato alla pena correzionale di mesi 7 di prigionia. Espiata la pena, era chiamato a marciare pel R. Esercito, ed eccepiva di dover essere escluso dalla leva perchÚimputato di misfatto che avrebbe dovuto importare una pena criminale.

La disamina di tale esenzione dava luogo a dubbio, e V. AI. considerava: Che niuno pu˛volontariamente degradarsi reclamando a suo vantaggio una disposizione penale odiosa per sottrarsi allfadempimento di un obbligo, cui Ŕchiamato come ogni altro individuo non colpito da condanna, che espressamente V interdica dall'esercizio dell'obbligo medesimo: Che la Legge Óben determinato i casi di esclusione per gli arrestati, e per coloro contro i quali trovasi spedito mandato di arresto dalle G. C. Criminali: Che per coloro i quali sono stati posti fuori giudizio criminale, per qualsiasi cagione, ed Ón subito un giudizio correzionale, Ŕchiaro che cessa il motivo dellfesclusione. E per tali considerazioni degna vasi la M. V. col R. Rescritto de' 4 settembre dichiarare, che ogni requisito accusato di misfatto che venga sottoposto a giudizio o a pena correzionale, dovesse, dopo averla espiata, adempiere all'obbligo della leva.

Erasi dubitato se i segnalatori telegrafici assimilati a bassi uffiziali e soldati, dovessero, sortendo alla leva, essere annotati su' registri del Corpo come reclute, ovvero se tale annotazione non dovesse aver pili luogo, siccome trovasi dichiarato pe' soldati volontaria

La M. V. considerava ingenerale: Che per la legge regolatrice dei reclutamento, la sorte determina quali individui compor debbano le quote di leva: Che le sole eccezioni esplicitamente fissate escludono taluni dai farne parte; e che ogni estensione a questo principio offende il dritto de' terzi: e nella specie, che ove pi¨non seguisse l'annotazione in disconto della leva de' segnalatori telegrafici ad essa soggetti, eglino comunque per la legge organica dei Corpo sieno assimilati a' soldati, andrebbero invece ritenuti come impiegati, e quindi marciar dovrebbero in loro vece i rispettivi germani, poichÚnon potrebbe il loro servizio produrre la disobbligazione dal reclutamento delle loro famiglie; ed esse in opposizione di quanto trovasi stabilito fin dal 1823 perderebbero un beneficio, del quale Inno ognora goduto, e che vuolsi riguardare come una tra le rimunerazioni da attribuirsi ai loro figli per gl'importanti servizi che prestano. Per tali considerazioni, e per l'altra che eglino in virt¨dellfart. 151 del Real Decreto del 1.‹ ottobre 1818, se siano congedati prima di compiere nel Corpo il decennale impegno,

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debbono invece compiere nell'Armata il servizio; la M. M. degnavasi dichiarare, che continuasse ad aver luogo lfannotazione in disconto delle quote di leva de' segnalatori telegrafici chiamati a servire sotto le Reali Bandiere.

Con Real Rescritto dei 10 Novembre V. M. si benignava far inculcare a' Consigli di ricezione che punto non deviassero dalle norme di regola nell'ammissione dei sostituenti offerti da' requisiti; e ci˛nel fine di evitarsi V ammissione nella milizia di persone indegne di farne parte.

In seguito di speciali casi avvenuti, la M. V. degnava modificare lfart. 60 All'elenco de' fisici difetti esimenti dal militar servigio, prescrivendo che costituisce motivo di esclusione V ingorgamento cronico delle tonsille (ipertrofia), o di una di esse, irresolubili e di tal natura da richiedere assolutamente una operazione chirurgica.

Soventi volte V animo pietoso della M. V. si fa a concedere cambii di grazia a soldati o a requisiti di leva perchÚnon manchi il sostegno o a cadenti genitori o ad orfani germani o ad altri individui di famiglia, gittati in misere condizioni per la lontananza de' figli. Impertanto essendo su tal motivo riposta la ragion della grazia Sovrana fu prescritto con lettera circolare de' 4 dicembre, che gl'Intendenti e i Consigli di ricezione vegliassero attentamente per conoscere se il congedato per grazia o l'esentato dalla leva risponda religiosamente al fine della grazia ottenuta; se alimenti i suoi genitori, gli orfani fratelli e le sorelle, ola consorte; o veramente si mostrasse ingrato a costoro, cui deve la ragion della esenzione; e che ove si rendesse inadempiente allo scopo per cui la ottenne, debba novellamente far ritorno alla mili zia.

La mira di lasciare alle madri de' figli naturali la reclamata guida di essi, faceva soventi promuovere il dubbio se il figlio naturale, riconosciuto dalla sola genitrice, possa come sostegno di famiglia esser esente dal militar servizio.

La M. V. considerava: Che il principio di non costituire famiglia se non i figli nati da giuste nozze e i riconosciuti dal padre, derivi chiaro dalla prescrizione dellfart. XXVII, num.‹ 18 del Real Decreto de'19 marzo 1834, in virt¨del quale il figlio naturale par essere esente dalla leva dev'esser riconosciuto dal padre; da quella dellfart. XLV che richiede la generica indicazione de' figli noveragli per la leva e la loro distinzione con la designazione del genitore; nonchÚdallfaltra contenuta nel Real Rescritto de' 20 settembre 1825: Che la ricognizione del figlio naturale per parte della sola madre non costituisce l'uno e l'altra in quelle condizioni che pei rigorosi principii regolatori delle eccezioni dal militar servigio richieggonsi

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per dichiararli famiglie: e che i diritti fermati dalle Leggi Civili tra la madre e i figli naturali non possano influire sullfapplicazione delle eccezioni medesime, la quale va regolata da norme speciali, che la inviolabilitÓde* dritti de' terzi esige di non estendere ed alterare: Che infine la disposizione di non esser valida la ricognizione del figlio naturale per parte della sola madre verrebbe delusa se Io si potesse esentare come sostegno di famiglia, poichÚper aver luogo la ricognizione stessa, non dovendo esistere altro figlio, quello naturale riconosciuto dalla sola genitrice sarebbe ognor qualificabile sostegno o per la necessitÓdi porgere alla stessa i necessarii alimenti o per esserne guida o appoggio, e quindi la esenzione negatagli come riconosciuto dalla sola madre gli si darebbe per la qualitÓdi sostegno, E per queste considerazioni si degnava la M. V. dichiarare che non debba essere esente dal militar servizio come sostegno di famiglia il figlio naturale riconosciuto dalla sola madre.

Finita lfesposizione della parte legislativa che riflette il servizio della leva, l'esecuzione della quale si va perci˛rendendo sempreppi¨facile e sicura, mi pregio rassegnare alla M. V. nello Stato N. 29 i risultamenti di quella che avea luogo nel 1852.

XV

Della Beneficenza e degl'Istituti tutti

di pubblica CaritÓe di Arti e Mestieri.

Se la pubblica Amministrazione gode il privilegio che le cose di fatto Ónno sullfastrazione, questa veritÓnon Óforse mai avuto cotante prove della sua evidenza quante nel felicissimo Regno della MaestÓVostra per la parte che concerne la pubblica Beneficenza. MercÚgli splendidi esempi di pietÓe di caritÓ, onde la MaestÓVostra si nobilmente rifulge, l'esser pio e caritatevole sembra lfassunto esclusivo di ogni suddito, il palpito di ogni cuore; il sentimento universale che invade in queste felici contrade le menti di tutti dallfuom pubblico al privato individuo, dal pi¨ricco al pi¨indigente: indizio di castigati costumi e di vera Religione, argomento di scrupolosa ed esatta Amministrazione, di buon uso della fortuna de' poverelli e degl'infelici; della fiducia che ispirano gli Amministratori.

La rinnovazione degli Stati Discussi, il diffinimento de' conti e de' litigi, la riscossione delle somme significate, la diligenza usata nelle spese per trarne risparmii ed economie, il rinnovamento degli affitti, la cura di proporre alle Amministrazioni uomini probi ed operosi; sono stati lo studio del Real Governo, e la sollecitudine degl'Intendenti e de' Consigli Generali degli Ospizii nel volgere del 1852; e quali felici eventi li abbiano coronati pu˛la MaestÓVostra osservare dai fatti che andr˛qui appresso sottomettendo alla Sua Sovrana intelligenza.

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Intanto, prima di venire alla loro esposizione, Ŕpregio del presente rapporto rassegnare di quali provvedimenti Sovrani o ministeriali sia stata sussidiata lfAmministrazione di Beneficenza nellfanno sum mentovato.

La MaestÓVostra volendo eliminare lo abuso introdotto di nominarsi o confermarsi per acclamazione i Governatori di Congregazioni, si benignava comandare che le sanzioni del Rescritto degli 11 Aprile 1835, il quale autorizza i Consigli a nominarli, quando le Congreghe non si rassembrino nel numero conveniente, sieno applicabili altresýal caso delle elezioni non conformi ai dettami delle regole rispettive, quali appunto sono quelle fatte per acclamazione.

Dichiarava la MaestÓVostra che nelle cauzioni de' Contabili dipendenti da' Consigli degli Ospizii pe' Cassieri centrali e dalle Commissioni Amministrative pe' Contabili locali, gli uni e le altre anno il dritto di prendere le cauzioni e precauzioni opportune, e ricevere le obbliganze, le quali poi saranno esaminate dal Consiglio d'Intendenza e dichiarate esecutive.

E perchÚsia chiusa la via a detrimenti e pregiudizii del patrimonio de' Luoghi Pii Laicali nei fermare l'enfiteusi di alcun fondo urbano, che sia in cattivo stato abbisogni di urgenti spese per riattarsi, non si trovi ad affittare e sia cosýdistante dal Comune da non poter essere facilmente osservato dagli Amministratori; o di un fondo rustico di picciolissima estensione, e difficile e dispendiosa coltivazione; questa Real Segreteria richiamava lfattenzione de' Consigli Generali degli Ospizii, incitandoli a non accogliere offerte di enfiteusi se prima non si siano accertati direttamente di sussistere le surriferite condizioni, di essersi infruttuosamente esauriti tutti i mezzi atti a consolidare almeno la presente rendita dei fondo; di non potersi migliorare, ne vendere con vantaggio maggiore, E prescrivea che nel caso in cui i Consigli credessero potersi devenire all'enfiteusi, dovesse l'Intendente trasmettere al Ministero l'offerta con isolato rapporto riservato, in cui si tratti minutamente la convenienza o inopportunitÓdella domanda, e si aggiunga ogni altra osservazione o suggerimento che tenda a vieppi¨migliorare la condizione del Luogo Pio nel contratto pel quale s'implori il Sovrano beneplacito.

Per guarantire poi gl'interessi de' poveri e conservare nel debito ossequio la volontÓde' pii testatori, la MaestÓVostra si compiaceva stabilire per massima, che le Commissioni locali abbiano il dritto di vegliare lo adempimento di un legato, anche non perpetuo o temporaneo, che dee aver luogo una volta sola, e non vada soggetto a beneplacito per lfaccettazione; e di obbligare gli eredi allo adempimento

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Per rendere pi¨spediti i giudizii, approvava che le Commissioni Amministrative di Beneficenza nelle cause di competenza de' Giudici di Circondario non sieno tenute a provvedersi dell'autorizzazione del Consiglio d'Intendenza, ma basti quella che ricevono dal Consiglio Generale degli Ospizii, cui gli Amministratori dirigeranno le loro domande.

Osservando poi che spesso il danaro significato a' Contabili de' Luoghi Pii Laicali non era depositalo realmente nelle loro Casse, ma con iscaltra finzione si faceva consistere in una ricevuta, disponeva: 1.‹ Dover curare diligentemente ciascun Consiglio degli Ospizii di riunire senza indugio tutti gli avanzi, introiti straordinarii, fondi di deposito, ed i prodotti delle significatone in un fondo comune nella sua Cassa centrale, aprendovi un registro, dove, secondo che si andranno riscuotendo, saranno messi a credito delle Amministrazioni dalle quali pervengono. In tal guisa esse avranno assicurato un fondo che insino ad ora non Ŕstato se non che di una vana apparenza, e questo fondo potrÓsempre servire prontamente ai loro straordinarii bisogni.

2.‹ Investirsi dal Consiglio degli 0spizii in compera di rendita sul Gran Libro i prodotti di avanzi e di significatorie di un'Amministrazione, che non abbia alcuna cagione di farne uso altrimenti; ed impiegarsi questa rendita solamente in discarico di una eguale quantitÓdella tassa annuale, giÓimposta al Pio Luogo a cui la rendita si appartiene.

Fecondo di utilissimi effetti, ognun sente, che dovrÓessere questo provvedimento, il quale col volgere del tempo andrÓtanto attenuando la tassa, che alcuni Luoghi Pii potranno un giorno esimersene del tutto, sýche l'intera loro rendila servirÓsolo ad eseguir pienamente le opere di Divin Culto, e ad accrescere quelle di Beneficenza locale.

3.‹ Trasmettersi da' Consigli a questa Real Segreteria uno specchietto degli avanzi di Cassa liberi di ciascun Luogo Pio, e delle significatone pronunziate contro ai Cassieri, aggiungendo in un' altra colonna le somme provvenienti da queste origini, ed effettivamente depositate nella Cassa del Consiglio.

4.‹ Non essere avanzi quei danari che al termine di un esercizio si rinvengono in una Cassa de' Luoghi Pii, quando tutte le opere secondo la loro fondazione non fossero state pienamente eseguile, ovvero quando opere straordinarie sono a farsi per essi, come restaurazioni di Edifizii Sacri, acquisto di Sacri Arredi, lavori di necessitÓne' loro fondi rustici o urbani. In somma tutti gli avanzi, come anche i danari che provvengono da significatorie, da entrate straordinarie, e da altre qualunque sieno straordinarie fonti, debbono essere adoperati pe' bisogni dei Luoghi Pii Laicali, ai quali si appartengono, non essendo avanzi puri e liberi,

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come debbono esser quelli da usarsi per compera di rendita iscritta sul Gran Libre.

5.‹ Tal compera di rendita doversi fare per cura de' Consigli degli Ospizii in testa dei Luoghi Pii, a cui spettano le somme da spendere in tal guisa.

6.‹ Servire la rendita di siffatta origine a soddisfare al pagamento di una egual quantitÓdella tassa, che al presente grava i Luoghi Pii, i quali allora che saranno giunti ad ottenere una rendita pari all'intera tassa, siccome pi¨innanti esponea alla M. V., la tassa che di mano in mano si scema, secondo che la rendita si accresce, si vedrÓai tutto svanita.

7.‹ Radunandosi per la causa suindicata nelle Casse de' Consigli delle grosse quantitÓdi danaro oltre a quella che secondo i rispettivi Stati discussi soleva entrarvi in ciascun anno, dovere i Cassieri dare una pi¨forte cauzione o in un biglietto di tenuta, ovvero in rendita iscritta sul Gran Libro, essendo che la cauzione data per la riscossione della tassa ordinaria non basterebbe certamente a tutela de' Luoghi Pii. La prudenza de' Consigli dover determinare questa canzione.

Inoltre dichiarava la M. V. non potersi nominare Segretario di un'Amministrazione di Beneficenza chi Ŕin lite con essa.

Per agevolare gli affitti de' fondi di Beneficenza, approvava potersi cumulare in un sol verbale pi¨affitti a diverse persone sino alla concorrenza di ducati venti all'anno.

Questa Real Segreteria poi a premura di quella della Guerra e Marina prescrivea che il trasferimento de' militari infermi da un Ospedale civile in un Ospedale militare, sia corredato di un certificato in cui sieno descritte con maggior chiarezza e particolaritÓle malattie, e che ove trattisi di militari infermi negli occhi che dagli Ospizii civili si mandano all'Ospedale militare del Sagramento in Napoli, i professori sanitarii e gli Amministratori si diano tutta la cura di spedirli senza indugio, perchÚtrovandosi troppo inoltrato il male non se ne renda infruttuosa la cura.

Col R. Decreto de'6 settembre la MaestÓVostra volendo che l'Amministrazione di Beneficenza intendesse con mezzi pi¨efficaci allo adempimento de' due principali suoi scopi, il Divin Culto e le opere di caritÓ, si compiaceva prescrivere doversi il numero de' suoi componenti estendere a 21 in Napoli, e ad 8 nelle Province, nominandosi dalla MaestÓVostra per una metÓfra i possidenti de' Capi-luoghi di ciascuna Provincia distinti per probitÓ, per sapere e pietÓverso i poveri, sulle terne degl'Intendenti; e per un' altra metÓfra gli Ecclesiastici di specchiata dotte di conosciuto zelo a favore delle opere di Beneficenza, sulle terne che gli Ordinarli Diocesani de' Capiluoghi di Provincia trasmetteranno per mezzo degl'Intendenti a questa Real Segreteria.


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E soggiungeva davvantaggio la MaestÓVostra riserbarsi di prendere in ispeciale considerazione gli utili servigii che i Consiglieri degli Ospizii renderanno alle opere di Beneficenza col loro zelo, con la loro operositÓe co' loro talenti.

Facoltava gli ordinarli Diocesani de' Capiluoghi della Provincia a delegare le funzioni di Vice-Presidente de' Consigli generali degli Ospizii a' proprii Vicarii generali o ad altri chiari Ecclesiastici; e dichiarava da ultimo che nella discussione degli affari il numero de' votanti dovrÓesser dispari ne minore di cinque, cioŔdue Consiglieri Ecclesiastici e due Laici oltre del Presidente.

Questa Real Segreteria poi dichiarava che ove la deliberazione della maggioranza dovesse sottoporsi all'approvazione Ministeriale, possa il Consigliere discrepante ragionare il suo voto, il quale con la deliberazione della pluralitÓsarÓtrasmesso al Ministero.

Ed essendo surto il dubbio se competesse agli Ordinarii Diocesani la nomina de' Cappellani, della Superiora e di altri Uffiziali ne' Conservatomi, anche quando si trovasse attribuito altrui il privilegio derivante da legittimo titolo, la MaestÓVostra si benignava dichiarare e risolvere, che la nomina di cui Ŕparola spetti agli Ordinarii quando non sianvi privilegi e diritti di padronato sorretti da legittimi titoli, che attribuiscano ad altrui la facoltÓdi farla: nel qual caso sono cotesti diritti a rispettarsi, ed a mantenersi nel possesso ehi gli esercitava, volendo solo la MaestÓVostra sieno intesi gli Ordinarli Diocesani sulle qualitÓmorali de' nominati.

Da questa Real Segreteria intanto prescrivevasi:

Per evitare esiti abusivi, che i funzionarli municipali chiamati per ragion di ufficio a presenziare nelle Congreghe in casi di elezioni o altro, non abbiano dritto nÚessi, nÚi loro Cancellieri, ad alcun emolumento;

Che in ogni censuazione o eliminazione di capitali, censi, fondi rustici od urbani, debba vedersi scrupolosamente se alcun peso di opere pie e di culto sia infisso su quei cespiti, intesi gli Ordinarii Diocesani;

Non potersi invertire in limosina o in altre opere di caritÓ, le doti di fondazione, che non si erano potute conseguire dalle donzelle povere cui toccavano in sorte e decaddero dal dritto;

Vigilarsi a che non si accolgano negli Ospedali Civili, militari che non sieno realmente infermi, nÚsi tolleri per convenienza o altra ragione il loro soggiorno oltre il termine prescritto.

Gli esposti temperamenti e le sollecitudini degli Amministratori eran cagione che nell'anno 1852 la fortuna deglfinfelici e de' poverelli viemmeglio prosperasse. Noto quindi con soddisfazione alla MaestÓVostra, che le cure spese a pr˛de' trovatelli gli anno in gran parie sottratti da un lato a quella

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sproporzionata mortalitÓche in alcune Province si facea oggetto delle pi¨serie considerazioni, e dall'altro Ón renduto migliori la loro nutrizione e lo allevamento. Nascevano di essi nel volgere dell'anno, 5866, de' quali finivano di vivere 1252, mentrechÚnell'anno innanti sui 5813 nati nell'anno eran morti 1733. Sono tali notizie comprese nello Stato N.‹ 30, ov'Ŕpure presa ragione del ragguaglio tra la popolazione e i trovatelli, e del numero di quelli, che pur monta a 2199, i quali o riconosciuti dai genitori o per compiuto periodo non faceano pi¨parte della famiglia. La relazione de' trovatelli col numero della intera popolazione Ŕdi 4, 5 su 1000.

L'entrate de' Luoghi Pii Laicali da duc. 1,534,373: 08 che erano nel 1851, giungevano nell'anno appresso a duc. 1,561,852: 47 (Stato IV. 31), ne a tale accrescimento non influivano i Sovrani Decreti impartiti dalla MaestÓVostra a ben 93 contratti di alienazioni, censuazioni, permute, transazioni e convenzioni, che avean luogo nell'interesse de' Luoghi Pii Laicali; e quelli onde la M. V. per mezzo del Ministero di Grazia e Giustizia consentiva di poter essi accettare pie disposizioni con r obbligo di legati di Messe, di doti, di limosine ed altre opere di pietÓ. Sommano tali disposizioni a 92, e vantaggiano la Beneficenza delle Province continentali del Regno di annui ducati 50,028: 70.

Oltre a ci˛per compera di rendita iscritta sul Gran Libro spendevano le Amministrazioni di Beneficenza d. 127,669: 78 1/2 cosýripartiti:

Provincia di Napoli 48,492: 47

L'adempimento delle opere del Divin Culto, de' Legati Pii, e dell'elemosine con altre opere di caritÓ, importava nel 1851 duc. 677,836: 10; e nel 1852 Ŕasceso a d. 681,670: 46 (Stato N. 32).

Per la restaurazione e lo arredamento Chiese, delle Cappelle e de' Sacri loro danno di esercitare alcuna industria Oratorii spendeansi duc. 51,221: 55,

di Terra di Lavoro 12,301: 04

di Principato Citra 9,278: 81

di Principato Ultra 5,336: 62

di Basilicata 4,148: 13

di Capitanata 9,854: 70

di Terra di Bari 8,515: 48 1/2

di Terra d'Otranto 10,072: 08

di Calabria Citra 240: 00

di Calabria Ultra 2.‹ 1,366: 38

di Calabria Ultra 1.‹ 1,500: 00

di Molise 3,017: 33

di Abruzzo Citra 4.499: 60

di Abruzzo Ultra 2.‹ 1,179: 52

di Abruzzo Ultra 1.‹ 5,257: 58

Totale 127,669: 78 1/2

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cioŔduc. 21,554: 66 di meno, per essere stato minore di 162 il numero de' Sacri Tempii arredati o restaurati nel 1851 (Stato IV. 33 ). In ci˛si Ŕusata la massima cura e vigilanza; e perchÚil decoro della Casa del Signore non sia un pensiero fuggevole, ma uno studio sedulo, costante e peculiare, questa Real Segreteria intende altresýa compilare la corrispondente statistica, la quale per sette Province giÓ˛avuto l'onore di rassegnare alla MaestÓVostra. E nel tempo stesso segue la compilazione del lavoro relativo all'esame dell'adempimento de' legati a carico della Beneficenza dal 1834.

Compivano i Consigli il diffinimento di 9405 conti, la rinnovazione di 1084 Stati discussi, e la riscossione di ducati 63,737: 34 per significatone (Stati N. 34 e 33 ).

Negli Ospedali poi delle Province erano accolti 15,622 infermi, de' quali morivano 1799.1 Conservatorii, gli Orfanotrofii e i Ritiri, senza dire di quelli della Capitale, davano asilo a 1179 persone; e tutte sýfatte istituzioni gareggiavano sulle maniere pi¨acconce di alleviare educare ed istruire, nell'abbellirsi e decorarsi (Stati IV. 36 Ŕ37). E quali tra i pii Stabilimenti sieno stati inaugurati, quali immegliati, compresi anche quelli che tornano di utilitÓai poveri per l'aiuto che loro danno di esercitare alcuna industria o arte, la MaestÓVostra pu˛benignarsi scorgere dallo Stato IV. 38.

E da esso Ŕconsolante rilevare tra gli altri come la M. V. col Suo Real Governo sia intenta a colmare vieppi¨due voti di molto momento per due esseri pur troppo degni della considerazione di un Monarca cotanto misericordioso e pio: l'uomo che stanco e canuto si accomiata dall'arena, ove Óesaurite le forze della vita nel lavoro de' campi o in altra fatica, ed ora attende ne' trivii l'obolo dell'altrui commiserazione: il giovinetto che nell'arena della vita si spinge senza direzione, senza mezzi di fortuna, ignaro di un'arte o di un mestiere che gli procacci il pane; esposto a cedere alla facile persuasione de' vizii. Per l'uno si vanno apprestando, oltre gli Ospizii di che ridonda il Regno, anche case di mendicitÓ; per l'altro nuovi Orfanotrofi, Educandati, ed Istituti Agrarii, i quali saranno di vantaggio alle singole persone a un tempo, all'agricoltura ed alle industrie del Reame, e faranno delle cognizioni indispensabili ai coltivatori ed agl'industriosi non pi¨un privilegio di pochi teoretici, ma un patrimonio comune a tutti gli ordini della popolazione agricola e commerciale, massimamente a' contadini, usi finora a lavorare i campi secondo metodi tradizionali, e perchÚdigiuni d'istruzione costretti contro il proprio interesse ad ostinata osservanza di pratiche dannevoli o di pochissima buona riuscita.

E qui sarebbe acconcio ricordare medesimamente come la AI. V. nel Suo felicissimo viaggio per le Calabrie abbia dato provvedimenti generosi

153

anche per la istituzione di siffatti centri d'istruzione e di accorrimelo aglfinfelici ed a' miseri; ma son troppo note e recenti per doverli qui enumerare, e mi riserbo in vece di sommettere alla AI. V. quando che sia i risultamenti di essi.

Ma non posso ugualmente passarmi dal cennare alla M. V. i soccorsi che apprestano da per tutto alla povertÓle benefiche Figlie di S. Vincenzo de' Paoli, e le Suore della CaritÓ, non solo assistendo gl'infermi, ma educando le giovinette povere, e facendo ogni opera perchÚnei sofferenti si alleviasse il peso della sventura. E qui noto con soddisfazione alla AI. V., per non dire delle altre Province, che in quella del Principato Citeriore le Figlie della CaritÓraccoglievano e dispensavano vistose somme agl'indigenti cosýin Salerno come nel rimanente Principato, e che mercÚdi loro furono soccorsi molti poveri colpiti dalle infermitÓdella stagione autunnale, e moltissimi altri che si aggiravano per le cittÓsenz'asilo, senza vesti e senza aiuto. Per fine cosýsanto le buone Figlie, senza dire il danaro che seppero riunire come elemosine, procurarono anche da caritatevoli gentildonne 115 svariati doni di pregevoli lavori, oltre quelli ricchi ed eleganti offerti dalla Badessa di S. Giorgio, e gli altri prodotti dalle stesse orfanello, e ne fecero una lotteria, la quale fruttava ducali 574, e dovea aver luogo nel dý12 Gennaio 1853, sacro a' natali fausti avventurati della MaestÓVostra.

Quanto poi alle giovinette povere per esse educate, le quali aggiungono a ben 300, erano prescelte 26 a servire le Alunne dell'Educandato, con che si addestravano a diventare diligenti cameriere e a riconoscere come sola fonte di mezzi alla vita la onoratezza, la virt¨, la fatica.

Lo specchio contraddistinto col AL 39 espone le presenti condizioni dei grandi Stabilimenti della CittÓCapitale, del Reale Morotrofio di Aversa e del Reale Orfanotrofio e Convitto della Aladonna delle Grazie in S. Nicola alla Strada; il numero delle persone accolte ne' detti grandi Stabilimenti, e di quelle che la munificenza della MaestÓVostra facea gratuitamente accogliervi per sottrarle agli eventi della miseria e della corruzione. E quello da ultimo segnato col IV. 40 dice i miglioramenti che anno ricevuto nella rendita o altrimenti i Collegi, i Conservatomi e i Ritiri della Metropoli del Regno.

La Commissione creata col Real Rescritto de' 29 Alaggio 1851 per lo esame delle scritture contabili e la discussione dei conti arretrati de' Luoghi Pii Laicali della Provincia di Napoli, segue ne' suoi lavori con la energia onde gl'iniziava, e tra i risultamenti ottenuti nel 1852 si nota il diffinimento di 3659 conti.

154

NÚper ogni altra branca di servizio il Consiglio Generale degli Ospizi di Napoli Ódismesso di operositÓe di sollecitudine, dopo il suo riordinamento. Le rendite de' Luoghi Pii Laicali di questa Provincia da ducati 395,468: 91 che erano nel 1851, sono ora ammontate a ducati 398,096: 45: pel Divin Culto e lo adempimento di Legati Pii si spendevano ducati 124,890: 64, cioŔ, ducati 242: 29 pi¨che nell'anno precedente; per limosine ducati 6,510: 74, nel mentre se ne erano spesi nel 1851 duc. 6,342: 54; e per altre opere di pietÓduc. 450: 25 nel mentrechŔnulla figurava essersi speso nel 1851.

Diffiniva 2,910 conti tra morali e materiali, e 1072 avviava alla loro diffinizione; rinnovava 53 Stati discussi; restaurava e provvedeva di sacri arredi 37 Chiese spendendo ducati 6,450: 72; mostrava finalmente non volere rimaner secondo a nessun altro Collegio tra i quindici che in altrettante Province del Regno sono animati di bella gara per raggiungere lo scopo della prosperitÓdelle pie istituzioni, a gloria di nostra Sacrosanta Religione, ad onore della MaestÓVostra e delle saviissime Sue Leggi, a conforto degl'infelici.

Il quale ultimo assunto essendo tra gli altri comune con quello della Real Commissione di Beneficenza, Ŕqui opportuno rassegnare alla MaestÓVostra, che questa mostrasi instancabile nel proccurare ai miseri soccorsi ed aiuti, com'Ŕdiligente nel provvedere a' mezzi di alimentare le 80 recluse del novello Asilo di Santa Maria Maddalena, e di pagare l'annuo canone di ducati 275 per la casa desti- ' nata a tal pio Istituto. Intanto a dippiu delle spese che soffre la Real Commissione per T adempimento svariato de' molti obblighi che le sono imposti, provvedeva nel 1853 di mensuali sussidýi molte persone o famiglie con ducati 369: 70; spendeva per soccorsi straordinarii ducati 3370: 30; e per molti casi di urgenza duc. 135: 20; notava con Sovrana approvazione nel!' elenco de' bisognosi altri 211 persone isolale o con famiglie per la somma di duc. 418: 10; e largiva a 14 donzelle sussidii per mantenersi in varii Conservatorii e Ritiri della Capitale..

155




155


N.░ 1 — ELENCO DE' COMUNI NE' QUALI SI SONO NOMINATI

GLI AGGIUNTI A' PRIMI ELETTI


PROVINCE

COMUNI








OSSERVAZIONI

Napoli

Villaggi di S. Nicola, Mezza porta, Botteghette e Scanzano riuniti a Castellammare





1





Approvata la istallazione con Real Decreto degli 8 Gennaio.

Terra di Lavoro

Capua

2

Idem con Real Decreto de' 15 Novembre — Per Mola ed Aversa Ŕ imminente la pubblicazione de' Reali Decreti.

Principato Citra

Pagani

1

Approvata con Beai Decreto de' 13 Settembre.

Principato Ultra

Avellino

2

Idem con Real Decreto de' 19 Maggio.

Capitanata

Lucera

1

Approvata con Real decreto de' 4 Novembre. Per Foggia e CasaltrinitÓ Ŕ imminente la pubblicazione de' Reali Decreti.

Terra d'Otranto

Martina

1

Approvata con Real Decreto de' 19 Maggio.

Calabria Ultra seconda

Catanzaro

Cotrone

2

2

Idem con Real Decreto de' 13 Settembre.

Idem con Real Decreto de' 20 Dicembre.

Calabria Ultra prima

Monteleone

Reggio

2

2

Idem con Real Decreto de' 2 detto.

Idem con Real Decreto de' 23 Agosto.

Abruzzo Citra

Chieti

Lanciano

2

2

Idem con Real Decreto de' 10 Marzo.

Idem con Real Decreto de' 2 Settembre— E imminente la pubblicazione del Decreto per un Aggiunto in Pescara.

Abruzzo Ultra secondo

Aquila

Solmona

2

2

Approvata co' Reali Decreti de'4 Novembre.

Abruzzo Ultra primo

Teramo

Penne

2

2

Idem con Real Decreto de' 23 Agosto.

Idem con Real Decreto de' 25 detto.


Totale

18



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156




PROVINCE

SOMME RISCOSSE PER DAZI NEL 1851

SOMME RISCOSSE PER DAZI NEL 1852

DAL DAZIO DEL

MACINO

DAL DAZIO SU ALTRI GENERI

TOTALE RISCOSSO DA TUTTI I DAZI NEL 1851

DAL DAZIO DEL

MACINO

DAL DAZIO SU ALTRI GENERI

TOTALE RISCOSSO DA TUTTI I DAZI NEL 1852

Napoli

106,331: 78

134,479: 68

240,811: 46

101,835: 57

133,190: 26

235,025: 83

Terra di Lavoro

29,965: 78

334,077: 04

264,042: 82

31,854: 30

250,746: 03

272,600: 33

Principato Citra

38,405: 46

128,740: 39

167,145: 85

39,605: 62

127,713: 54

167,319: 16

Principato Ultra

15,817: 09

82,312: 57

98,129: 66

5,350: 20

91,269: 00

96,619: 20

Basilicata

40,889: 00

20,549: 92

61,438.- 92

30,343: 78

20,534: 3^

59,878: 17

Capitanata

22,064.: 30

31.984: 48

54,048: 78

24,800: 24

35,208: 23

60,008: 47

Terra di Bari

28,904: 58

160.983: 31

189,887: &9

48,680: 06

134,931: 02

183,611: 08:

Terra d'Otranto

39,100: 88

135,368: 19

174,469: 07

44,767: 01

142,281: 99

187,049: 00

Calabria Citra

9,187: 79

39,424: 25

48,612: 04

5,854: 91

39,451: 13

45,306: 04

Calabria Ultra 2

2,710: 00

85,893 49

88,603: 49

3,020: 68

87,615: 55

90,636: 23

Calabria Ultra i

5,509: 43

66,222: 74

71,732: 17

76,744: 59

76,744: 59

Molise

4,776: 26

ii,295: 75

16,072: 01

4,304: 00

13,680; 02

17,984: 03

Abruzzo Citra

130: 00

36,816: 03

36,946: 03

2,5I0: 00

45,968: 71

48,478: 71

Abruzzo Ultra 2

3,384: 00

15,834: 36

19,218/ 36

3,100: 00

19,091: 24

22,191: 24

Abruzzo Ultra 1

1,228: 12

14.379: 53

15,607: 65

18,385: 94

18,385: 94

Totale

348,404: 4?

1,198,361: 73

1,546,766: 20

345,025: 37

1,236,811: 64

1,531,838: 01



OSSERVAZIONI

Principato Citra — La differenza in pi¨ sul macinalo, ed in meno su gli altri balzelli Ŕ derivata dagli appalti.

Principato Ultra-—La mancanza sul totale generale deriva specialmente dall'abolizione e riduzione in molti Comuni del dazio sul macino.

Capitanata — La differenza in pi¨ sul 1851 nasce da' vantaggi ottenuti negli appalti.

Terra di Bari — Il di meno in duc. 6276: 81 avutosi nella riscossione del 1852 Ŕ provvenuto dall'abolizione di diversi dazi.

Terra d' Otranto — L'aumento prodotto si Ŕ ottenuto merce le gare negli appalti.

Calabria Citra 2 — L'imposta del dazio sul macino Ŕ stata diminuita per duc. 3332: 88.

Calabria Ultra 1 — Dalle cure spese per animare gli appalti, mentre si Ŕ totalmente soppresso il dazio sul macino, si Ŕ ottenuto l'aumento sul 1851 in duc. 5,012: 40.

Molise—La differenza in meno di duc. 472: nasce dal dazio sul macino. E quella in pi¨ di duc. 1,911: 96 si Ŕ ottenuta dal prodotto di altri dazi e cespiti comunali.

Abruzzo Citra—-Sui duc. 2,510: 00 di dazio sulla molitura, soli duc. 110: 00 derivano da esso dazio rimasto in vigore nel Comune di Bolognano, mentre gli altri duc. 2,400: 00 si riferiscono al dazio sulle paste lavorate di Lanciano.

Abruzzo Ultra 2 — La differenza in pi¨ provviene dal buon esito delle subaste, non giÓ dall'aumento del numero de' dazi.

Abruzzo Ultra 1 — Il dippi¨ riscosso nel 1852 in duc. 2,778: 29 Ŕ derivato parte da' vantaggi ottenuti dalle gare negli appalti fatti nel detto anno, e parte dacchÚ in alcuni Comuni la imposta daziaria del 1852





159


N.░ PRIVATIVE



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PRIVATIVE


DIFFERENZA NEL 1852


PROVINCE

NEL 1851

NEL 1852

IN PI┘ DEL

1851

IN MENO DEL

1822


OSSERVAZIONI

Napoli
Terra di Lavoro Principato Citra

Principato Ultra

Basilicata Capitanata
Terra di Bari

Terra d' Otranto Calabria Ci tra Calabria Ultra 2

Calabria Ultra 1 Molise
Abruzzo Citra Abruzzo Ultra 2

Abruzzo Ultra 1
2,735: 37 41,769: 27 3,5oo: 5o

29,119: 22

1,349: 00 4,886: 70 4,753: 25

44o: 00
6: 80


9,180: 00
6,024: i5 11,047: 33 20,161: 36

11,921: 28
2,315: 10 38,795: 33 3,070: 50

a6,o36:19

1,444: 00 5,o33: 92 7,486: 16

44: 00
5: 4o
5o: 00

496: 20 5,829: 10 13,339: 10 20,68o: 87

11,878: 28


70; 00



95; 00
147: 22
2,732: 91



5o: 00



2,291:77
519: 51

420: 27
2,973: 94


3,o83: o3






1: 40


8.683: 80
195: o5



43: 00

La differenza in pi¨ deriva dalla privativa sulla panizzazione conceduta per accezione al nascente (Comune di No- ccra Superiore.

La minorazione Ŕ dipesa dal perchŔ in aloiini Comuni essendosi ottenuto qualche aumento sugli altri affýtti, giusta le prescrizioni della Legge, si sono diminuite le privative.

L'introito maggiore Ŕ provvenuto dalle gare animate nelle celebrazioni delle subaste sulla vendila della neve.

La nuova privativa Ŕ in Cotrone sulla vendita della carne.

L9 aumento ú derivato dalla riuscita delle subaste, e non dal numero maggiore delle privative, mentre al contrario queste sono state diminuite.

La diminuzione Ŕ derivata dall'abolizione di alcune privative

Totale 146,894: 23 137,400:15 5,906: 41 15,4oo: 49




N. 6 – ELENCO DEI CAMPISANTI





N. 7 ELENCO DELLE NUOVE CONGRUE

ASSEGNATE A' PARROCHI NEL 1852




PROVINCE

NUOVE CONGRUE ASSEGNATE AI PARROCHI

SOMME

CHE PER LE CONGRUE SI PAGANO DA'

COMUNI


OSSERVAZIONI

1851

1852

Napoli

1

20,501: 29

Nel Comune di Secondigliano si pagano duc. 72 annui per la nuova congrua al Sottoparroco. De' duc. 20,501: 29 se ne pagano dalla 60 la cittÓ di Napoli duc. 13,990: 30.

Di questa somma duc. 55 sono yer le due nuove congrue, una di duc. 30 al Sottoparroco di S. Giov. Batt. in Roccapiemonte, e l'altra di duc. 25 a quello di Romagnano.

Vari incartamenti sono in corso per assegnazione di congrue a' Parrochi.

Le nuove congrue importano duc. 1368 all'anno.

Sono incorso molti [incartamenti per lo assegno di congrue.

La riportata somma Ŕ divisa in duc. 2026 per i Parr˛ chi e duc. 2599 per i Sottoparrochi. Per le tre congrue de' villaggi Casenove, Adami, e Cerrise di Decollatura si sta liquidando qual sia la rendita attuale di ciascuna parrocchia, affinchÚ il Comune paghi quel tanto che Ŕ necessario affinchÚ le congrue corrispondano alla (cifra stabilita col Concordalo, e ci˛ in esecuzione del Real Rescritto del 2 Ottobre 1852.

E al Parroco di Torrebruna la nuova congrua assegnata.

I Comuni che pagano le congrue per diversi Parrochi sono 26. Nel 1852 si Ŕ liquidala la congrua pel Parroco di Antrosano riunito a Masa per annui duc. 36.

E in pendenza la quistione dell'abolizione della decima ne' Comuni di Faraone, Mulignano, Ponzano, Castellalto e Molviano, perchÚ le Parrocchie hanno una rendila patrimoniale sufficiente, cioŔ maggiore della Congrua stabilita dal Concordato.

Terra di Lavoro Principato Citra

2

2,431: 91

4,613: 00

Principato Ultra Basilicata

2,258: 34 2,490: 02

Capitanata

Terra di Bari

Terra d' Otranto

Calabria Citra

Calabria Ultra secoli.

1

5

25

7,274: 00 425: 00 1,365: 41 4,630: 17 4,625: 00

Calabria Ultra prima Molise

Abruzzo Citeriore Abruzzo Ultra secon.

1

1

1,236: 65 10,048: 56 4,917: 69 2,558: 80

Abruzzo Ultra primo

1,367: 40

Totale

70,743: 24




N. 8 ELENCO DEI SOCCORSI E DELLE LIMOSINE

LARGITI DA' FONDI DE' COMUNI E DALLE PROVINCIE NEL 1852


PROVINCE

A CARICO

OSSERVAZIONI

DE’ COMUNI NEL

DELLE PROVINCE NEL

1851

1852

1851

1852

Napoli (Provincia)

5,853: 60

5,820: 84

Della controscritta somma di duc. 5820: 84 duc. 2764. 49 vennero spesi per farmachi dati ai poveri, compresi duc. 306: 74 della CittÓ di Napoli pe' villaggi della Capitale, e duc. 3,056: per soccorsi in numerario, letti, biancheria, ed altro, inclusivi duc. 690 dispensati dalla CittÓ medesima.

I soccorsi si son pagali dai Comuni di S. Maria e di Capua che tengono negli stati finanzieri i corrispondenti articoli di esito per tale oggetto

I duc. 419: si spendono per sussidii agli studenti di Belle Arti.

I duc. 440 si spendono come sopra.

La controscritta somma Ŕ stata spesa per soccorrere gý' infermi poveri ed impotenti al lavoro, e per sussidii ai Frati Mendicanti.

I duc. 3o si sono dati a Pasquale Zeolla di Colle, il canale in

un incendio perde quanto possedeva.

Gli Orfanolrofii, i Conservatorii, gli Ospedali, i Monti Frumentarii e Pecuniarii, hanno risparmiato a' Comuni lo accorrere agli

infelici ed a' miseri con elemosine.

Ne' duc. 490: sono compresi tre maritaggi due in Aquila ed

uno in Pescocostanzo.

La controscritta somma di duc. 968: 27 si Ŕ spesa por duc. 14o alle ComunitÓ Religiose di Mendicanti, per duc. 330 in maritaggi, per Duc. 88: 77 in limosine ai poveri, per duc. 350 all'Ospizio delle mendiche in Sulmona, per duc. 59: 50 alla Nuova Casa di Asilo di Santa Maria Maddalena in Napoli.

Terra di Lavoro

230: 00

629: 09

1

Principato Citra

Principato Ultra

Basilicata

Capitanata

Terra di Bari

156: 28

1,492: 10

3,015: 40

1,322: 42

1,081: 00

412: 44

409, 60

1,233: 92 1,343: 78

248: 60 122: 50

440: 00

337: 55

419: 50

440: 00

307: 79

Terra d'Otranto

Calabria Citra

Calabria Ultra secon.

Calabria Citra prima

Molise

707: 45

13: 60

121: 50

1,042: 00

102: 47

637: 60

725: 00

1,273: 50

191: 40

144: 00

725. 20

192: 00

18: 00

288: 66

216: 00

372: 00

30: 00

Abruzzo Citra

200: 00

30: 00

Abruzzo Citra secon.

542: 29,

490: 86

Abruzzo Ultra primo

550: 60

968: 27

Totale

16,435: 62

14,186: 30

2,277: 85

2,073: 95


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N. 10 ELENCO DEI LITIGI COMPIUTI O IN CORSO



PROVINCE


LITIGI NEL


1850

1851

1852

COM

COMI

IN COR

COM

IN COR

Napoli

12

11

58

11

60


xxxxxxxxxxxxxxxxx


xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


Oltre de’ 95 litigii compiuti nel i85i e discussi nel Consiglio d'Intendenza, se ne sono el pari compiuti molti altri relativi a cose demaniali, e tra quelli di maggior rilievo Ŕ a notarsi la vertenza tra il Comune di Atessa contro gli eredi Forchetti.


Il Consiglio d'Intendenza a emesso nel corso di questo anno 74 decisioni e 43 interlocutore e preparatorie. Ha dato opera in preferenza ad espletare i giudizii di occuparne di suolo pubblico che per diversi Comuni erano rimasi da varii anni pendenti.


Oltre ai controscritti giudizii, in questo anno si sono espletate 41 cause per occupazioni i suolo pubblico, ed altre 25 ne sono rimase in pendenza, specialmente per appelli protoni dalle parti che subirono condanna. Tra i giudizii civili si nota quello tra il Cornute di Crognaleto e i Signori Castiglioni di Penne pe' terreni detti di Poggio Ramente, il di cui risultato Ŕ stato interamente favorevole al Comune stesso.

Terra di Lavoro

75

174

298

35

Principato Citra

33

55

varii

61

46

Principato Ultra

6

11

varii

8

150

Basilicata

7

28

varii

20

67

Capitanata

19

12

86

13

95

Terra di Bari

9

18

328

38

304

Terra d'Otranto

91

41

13

43

14

Calabria Citra

90

90

35

54

63

Calabria Ultra seconda

43

38

50

58

69

Calabria Ultra prima

33

43

54

34

22

Molise

36

30

10

31

16

Abruzzo Citra


5

varii

7

194

Abruzzo Ultra secondo

28

77

21

74

43

Abruzzo Ultra primo

8

11

9

8

21

Totale

504

653

724

758

1199






168


N. 13 – INDICAZIONE DELLE SOMME RISCOSSE

PER SIGNIFICATORIE





PROVINCE

LA RESTA AD ESIGERE SU TUTTI I PRECEDENTI ESERCIZI FINO A TUTTO DICEMBRE 1851 ERA DI DUCATI


SOMME

SIGNIFICATE NEL

1852

TANTO DALLA RESTA AD ESIGERE CHE DALLE SOMME SIGNIFICATE


RESTA AD ESIGERE FINO A TUTTO DICEMBRE 1852

se ne sono discaricate in via di reclamo

riscosse nel 1852

Napoli

41 4,649. 84

111,778: 69

15,868: 48

13,319: 28*

407,240: 77

Terra di Lavoro

208,806. 38

38,022: 30

22,251: 48

85,788: 91

139,388: 52

Principato Citra

43,989. 82

130,098: 17

3,804: 59

130,004: 94

43,258: 46

Principato Ultra

4.1,228. 20

49,668: 00

7,097: 44

12,686: 18

71,106: 58

Basilicata

394,827. 37

248,240: 71

101,848: 00

48,306: 81

489,613: 27

Capitanata

241,978. 24

102,204: 18

13,313: 63

4,028: 54

326,840: 22

Terra di Bari

331,760. 11

48,566: 72

6,261: 43

9,457: 43

364,607: 97

Terra d' Otranto

8,828. 25

19,958: 49

14,878: 52

10,066: 94 1/2

3,541: 27 1/2

Calabria Citra

53,094. 63

59, 345: 02

13,725: 60

48,056: 81

50,657: 24

Calabria Ultra secon.

317,809. 62

33,784: 01

3,663: 52

38,043: 20

312,886: 91

Calabria Ultra prima

71,183. 62

32,777: 19

8,278: 65

29,571: 70

66,080: 46

Molise

78,092. 87

62,500: 63

2,552: 62

71,922: 39

67,018: 49

Abruzzo Citra

42,387. 91

217: 71

>

2,518: 10

40,057: 52

Abruzzo Ultra secon.

83,318. 87

2,834: 12

83: 57

6,314: ž4

87,747: 59

Abruzzo Ultra primo

9,731. 95 1/2

7,117: 79

5,687: 21 1/2

3,208: 64

7, 953: 89

Totale

2,343,891.38 1/2

945,810: 70

219,014: 71 1/2

510,380: 81 1/2

2,567,999: 16 1/2


* Oltre alle somme riscosse, vi sono altri duc. 1306. 20 di cui se ne Ŕ assicurato lo incasso; e siccome i conti ove essi figurano non sono ancora pervenuti, l'Intendente ne farÓ il discarico a suo tempo.



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 N. 16 — SPECCHIO DELLE PRINCIPALI OPERE PUBBLICHE

A PESO DE' COMUNI NEL 1852


PROVINCE

DENOMINAZIONE

OSSERVAZIONI






Napoli

Varii lavori, tra' quali quelli nella CittÓ Capitale per manutenzione e ricostruzione di strade e di espurgo ne' corsi; gli altri nei canali di Carmignano e di manutenzione di fontane; ed in altri Comuni della Provincia 9 quelli negli edificii comunali, ne' Campisanti, nelle Chiese e nelle strade.

E da notarsi in Castellammare il nuovo Mercato de' commestibili; il basolato dalla strada Marina del Quartuccio al Molo; i lavori di riparazione della costa di Pozzano; la costruzione della nuova strada Marina e della strada Lido del Quartuccio; la piazza semicircolare; le riattazioni di fontane e la manutenzione di strade, compresa la traversa dei Pagani.

In Torre Annunciata i lavori nel Ritiro dell'Addolorata.

In Boscotrecase i lavori sul Camposanto.

In Gragnano la manutenzione de canali ed il lastricato nella strada Trivione.

In Pozzuoli lo espurgo del Tempio di Serapide, gli accomodi di tubulature, ed i lavori nel Camposanto.

In Casamicciola i lavori per la covertura dell'acquedotto della piazza; per la nuova Chiesa alla piazza de' bagni, e quelli della banchina.

E finalmente i lavori del Molo in Forio.






Terra di Lavoro

Si stanno costruendo tre quartieri militari per ordine della M. V. ne' Comuni di A versa, S. Maria e Maddaloni.

S'intende al perfezionamento della strada Appia, parimenti ordinato dalla M. V., per la quale dalle Curti si accede a Maddaloni. Tale strada vien posta a brecciame, e lungo i suoi lati vi si fa una piantagione di alberi per renderla pi¨ vistosa e comoda.

Si Ŕ costrutto anche per disposizione della M. V. un nuovo Alveo per incanalare le acque del torrente di Falciano, che prima attraversavano 1' abitato di quel villaggio, e la spesa si Ŕ sostenuta esclusivamente dal Comune di Caserta, che a pure concorso alla metÓ dell'importo dei lavori pel nuovo ponte sul torrente medesimo sulla strada regia che mena a Maddaloni.

Si sta costruendo in Caserta il nuovo fabbricato detto Granile al largo della Piazza del Mercato, anche per ordine della M. V.

Si stanno eseguendo nel Comune dý Mignano i lavori al Ponte e alla strada che si congiunge alla Consolare. Tale opera arreca non pochi vantaggi alla popolazione per lo commercio.

Si eseguono pure i lavori per la Chiesa e il Camposanto del mentovato Comune.

Continua lo scavo delle sorgive, affin di non fare mancare l'acqua alla popolazione del Comune di S. Angelo.





172


Principato Citra

Varii lavori, fra' quali quelli della restaurazione di ventisette Chiese di padronato comunale, e la costruzione delle strade traverse rotabili.




Principato Ultra

In Cervinara si Ŕ completata un'opera importante riducendo l'ex Convento de' Carmelitani ad uso di Giudicato Regio, officina del Registro e Bollo, e Caserma della Gendarmeria.

Si Ŕ terminala la strada che unisce la parte inferiore con quella superiore dell'abitato nel Comune di S. Marco dei Cavoti.

Si Ŕ ultimato in Montella il fonte denominato Tamboni.

Si Ŕ del pari ultimato in Monteforte il campanile di quella Chiesa madre.



Basilicata


Si sono restaurate 29 Chiese di padronato comunale.

Si sta provvedendo alla restaurazione della Chiesa madre di Lavello e di altre Chiese suburbane crollate pel tremuoto del 1851 co' duc. 1000 largiti dalla M. V. unitamente ad altri due. 800 raccolti da offerte volontarie.


Capitanata

Varii lavori.

Sono concorsi anche i particolari con offerte volontarie.



Terra di Bari

Varii lavori. In Bari, il selciato delle strade interne; il cavamento del Porto e rinforzo della scogliera, la rata a carico del Comune per lo stradone del corso, i lavori alla pubblica cisterna, le riparazioni al pubblico orologio ed alle mura di mare col rinforzo della scogliera.

La costruzione de' selciati interni in Montrone.

Il pubblico orologio in Carbonara.

Il completamento del selciato della strada del Monte; e le riparazioni alla Casa Comunale ed al carcere circondariale in Casamassima.

I lavori alla strada S. Candida, i risarcimenti alla strada Caggiona ed alla strada marinesca in Polignano.

La costruzione delle due strade interne dette della Piazza e della Corte in Modugno.

La strada consolare in Mola.

I lavori del Camposanto in detto Comune intrapresi in questo anno.

I lavori nel carcere circondariale, nel corpo di guardia degli Urbani, e nella strada del Camposanto in Monopoli.

La riduzione del Convento di S. Francesco 0 Palazzo comunale, e i lavori del Camposanto in Andria, entrambi intrapresi in questo anno.

Lo spianamento in Canosa del camposanto, la piantagione degli alberi nell'interno di esso, e la costruzione di un maestoso arco all'ingresso del medesimo.

Si Ŕ intrapreso in Corato il selciato nell'interno dell'abitato.

Del pari si sono intrapresi in Ruvo i lavori del Camposanto, delle due piscine alla via di Corato ed al Pontano, e le riparazioni al Palazzo comunale.

La fontana nel Comune di Spinazzola.

In Trani le rifazioni alla Casa comunale, la costruzione delle strade interne, e la finalizzazione dell'acquedotto.

In Toritto finalmente la stradetta del Purgatorio, la costruzione delle pareti nella difesa comunale, ed altro.

Idem per due. 2,494 per una strada nuova in Alberobello, e per istrade in costruzione in Noci ed altro.







La spesa Ŕ a carico metÓ del Comune, l'altra metÓ di Regio conto.



173








Terra d'Otranto

Molti lavori si sono eseguiti, tra' quali sono da notarsi quelli nella strada S. Caterina in Galatina le opere di cinta nella Villa in Lecce, quelli della traversa in LeverÓ no che conduce da Vaglie a Salice, della traversa e delle strade interne in Vernole, di remissione nella traversa in Ruffiano, in Ugento nella traversa per Gallipoli e per Trevisano, in Castellaneta nella traversa per Vadocanella, nell'ex Convento de' Celestini in Oria, nelle strade interne e della torretta dell'orologio in Ostuni.

Si sta riedificando in bella forma la Chiesa parrocchiale di Lecce denominata Porta.

╔ stata condotta a termine la covertura della navata maggiore della Chiesa madre di Guagnano.

Si darÓ tosto mano al completamento della Chiesa di Collepasso aggregato a Cutrofiano, co' duc. 405 provvenienti da offerte volontarie, a' quali vanno aggiunti i duc. 100 largiti dalla Diocesana, e i duc. 80 votati dal Comune centrale, oltre a quanto promette di contribuire l'egregio Arcivescovo di Otranto. In egual modo si procederÓ quanto prima agli urgenti restauri ed all'ampliamone della Chiesa Parrocchiale di Parabita co' fondi raccolti dalla pietÓ de' fedeli, che ammontano a duc. 3,445.

Infine molti lavori sono stati eseguiti per riparazioni di Chiese di pertinenza comunale.




Calabria Gira

Vani lavori, e specialmente di restaurazioni di strade, di fontane, di edifizii comunali e di Chiese, e costruzione di Campisanti.

Tra le nuove opere son degne di menzione il ponte sul fiume Alcibello presso Dipignano; la fontana in Acquapesa; la continuazione di quella intrapresa in Casalnuovo; ed il proseguimento delle strade interne in Corigliano.



Calabria Ultra secon.

Nel Comune di Melissa si Ŕ intrapresa la costruzione di una strada esterna che conduce alla marina.

Si Ŕ compiuto il rappezzamento della strada basolata in Catanzaro.

Per la fusione della campana della Chiesa Madre di Monteleone furono largiti da quei naturali ducati 700.

Pel completamento del Camposanto della Marma nel Comune di Sellia, V. M. graziosamente largiva duc. 100.




Calabria Ultra prima

I lavori alla fontana di S. Procopio; alla fontana detta riviera in Cinquefrondi; alla strada ai Gioia; alla strada di Piati; alla Chiesa di S. Rocco in Casignana; alla Chiesa di Roccella; alla Chiesa di S. Rocco in CiminÓ; alla Chiesa dell'Addolorata in S, Luca; la costruzione di un orologio in Tresilico; la inalveazione del torrente Cavallica in CittÓ nuora; le riattazioni alla strada Sfilesato, e la costruzione del Ponte Pachino in Canolo.

L'Intendente nel suo giro per la Provincia raccoglieva per offerte volontarie la somma di duc. 7,220: 95, la quale era spesa per le opere contrasegnate.

Vi Ŕ pure un' offerta volontaria di duc. 7,500 pagabili in dieci anni pe' lavori della Chiesa Madre in Palmi.

╚ da notarsi ancora che pei lavori della Chiesa Madre in Villa S. Giovanni vi Ŕ una nota di offerte volontarie di duc. 2.500, oltre duc. 300 per dieci anni che si corrispondono da' marinari.




Molise

Vani lavori.

Da' particolari si sono spesi con offerte volontarie ducati 1,805: 30 per istrade; ducati 2,357: 91 per Chiese; duc. 50 per Lampisanti; e ducati 154: 60 per ponti.


Abruzzo Citra

Fra le opere pi¨ significanti sono degne di menzione la costruzione della strada Civitella in Chieti col concorso volontario della Real Truppa ivi residente; della traversa di Orsogna per comunicare alla Marruccina col concorso gratuito della popolazione; e della strada della Incoronata di Vasto verso Chieti.

Per effetto di ratizzo volontario superiormente autorizzato fra i proprietari i di Gessopalena si Ŕ ottenuta la somma di duc. 200 per sopperirsi alle spese della traversa da quel Comune a Torricella.


Abruzzo Ultra secon.

Si Ŕ completato il Camposanto di Roccavalloscura e quello di Cocullo.

Si sono costrutti gli acquedotti e la fontana in Campotosto. Si Ŕ continuata la strada di Alfedena per altro tratto. Si Ŕ compiuta la costruzione della fontana in Roccarasa. E si sono costrutti gli acquedotti in Lecce.

Per le costruzioni di strade in Aquila e Scoppito, e per politura di formale in Cagliano si sono spesi duc. 529: 25 da' particolari per offerte volontarie.


Abruzzo Ultra primo

Varii lavori, fra' quali sono da notarsi i seguenti:

Si Ŕ quasi completato il basolato nella strada del corso in Teramo, la metÓ del di cui importo Ŕ a carico de' fondi comunali.

In Mosciano si sono Catti nuovi ed importanti lavori in quella strada traversa comunale fatta anni sono interamente a spese del Comune.

Similmente nella strada traversa comunale di Carropoli.

Una nuova fontana si Ŕ costrutta in Coutroguerra.

Si sono costrutte le case comunali in Castilenti e in Castiglione della Valle, ed il ponte sul borrone detto Piermarino in Montorýo.

In Ancarano si Ŕ condotta a termine la nuova strada intorno all'abitato, e si Ŕ corredata di belle file di alberi.

In Brittoli si Ŕ considerevolmente proseguita la strada rotabile che conduce a Civitaquana; ed in quest'ultimo Comune si Ŕ proseguita di molto la nuova strada che da quell'abitato conduce in Catignano Capoluogo del Circondario.

Si sono eseguite opere di miglioramento alla nuova strada che dal Comune ai Alanno conduce al cosi detto cafone di Pescara; ed Ŕ anche notevole la costruirne di quella Casa comunale.

In Castiglione alla Pescara si sono proseguite le opere di costruzione della nuova strada che congiunge quell'abitato alla circondariale di Torre de' Passeri; e si Ŕ parimenti costrutta una fontana, dopo essersi composta la controversia insorta col Signor Pasquale Necolao pel passaggio delle acque.

Si Ŕ restaurata in Montepagano una parte dell'antica strada Salasia.

Fra gli altri lavori in Atri si Ŕ ricostrutta )a strada del Corso e si Ŕ migliorata la nuova strada circondariale.

E finalmente in Loreto si sono eseguite muove opere di miglioramento nella nuova strada traverta circondariale.

Si seno avute offerte volontarie per la contro&ritta opera.

duc. 363: 63 si sono ottenuti da offerte volontarie.



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N. 17 —INDICAZIONE DELLE NOVITA' AVVENUTE IN FATTO DI CIRCOSCRIZIONE TERRITORIALE NEL 1852



PROVINCE


NOVITA' AVVENUTE

NUMERO

DE' NUOVI


OSSERVAZIONI

Com.

Vill.

Napoli



Terra di Lavoro

Bellona separato dal Circondario di Pignataro ed aggregato a quello di Capua.

E in corso la segregazione de’ villaggi di Grazia ed Uncino dal Comune ali Boscotrecase aggregandosi a quello di Torre Annunziata; ed in pendenza la segregazione di Scansano dal Comune di Castellammare, e i Bacoli dal Comune di Pozzuoli.

Questa separazione sebbene fosse stata definitivamente approvata, pure comincerÓ ad avere effetto il primo Gennaio 1853. E da notarsi che nel corso di questo Regno effetto del 5 Aprile preso possesso dagli Alti Commissarii pe' due Stati di quelle porzioni di suolo reciprocamente cedute ed acquistate.

Principato Ultra

Il Circondario di Chiosano elevato alla seconda Classe.

Il villaggio di Valle segregandosi dal Comune di Mercogliano Ŕ riunito a quello di Avellino.


Capitanata

Il Circondario di Vico Ŕ elevato alla seconda Casse.


Terra d'Otranto

I Circondarti di Salice Galatona e Galatina sono elevati alla seconda classe.

Sono in corso l'aggregazione di Carmiano e Magliano al Circondario di N ovoli; la segregazione dal Comune di Gallipoli della Villa Picciotti con una propria Amministrazione comunale; e finalmente la segregazione di Supersano dal Comune di Torrepaduli aggregandosi a quello di Ruffano.

Calabria Ultra seconda

Il villaggio di Mongiana si Ŕ distaccato da Fabrizia ed elevato a Comune.

Il Comune di Caraffa distaccandosi dal Distretto di Nicastro e Circondario di Cortale, Ŕ aggregato ai Distretto di Catanzaro e Circondario di Tiriolo.

1







La controscritta novitÓ, quantunque diffinitivamente approvata, comincerÓ non pertanto ad effettuarsi il primo Gennaio 1853. E in corso l'aggregazione del Comune di Ciano a quello di Gerocarne.


Con Real Decreto del 1 Aprile il Comune di Casalnuovo venne denominato CittÓ Nuova. E in corso la segregazione del Comune di Scilo da Oppido per unirsi a quello di Pedavoli.

Calabria Ultra prima


1




176



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Abruzzo Ultra secondo


I villaggi di Offeio c S. Martino provvisoriamente aggregati al Comune di Petrella, e quello di Trimezzo al Comune di CittÓ-reale.

    Il Comune di Canistro dal primo Gennaio Ó ottenuto una particolare Amministrazione Comunale per essersi segregato da quello di Civitella Roveto.

1






1

3







In virt¨ del Real Decreto de' 7 Agosto davasi esecuzione al trattalo conchiuso tra la M. V. e la S. Sede. In conseguenza di che oltre alla definizione irrefragabile della pertinenza di svariate estensioni di territorio che dalla incertezza de' limiti nata per le vicende de' tempi avevano l'appellativo di terre controverse, operavasi ancora la cessione e lo acquisto di taluni Comuni e Villaggi che per le condizioni naturali e topografiche ne avean d'uopo. In fatti lungo la frontiera di questa Provincia passavano allo Stato Pontificio i Villaggi di Tufo, di Capodacqua e di Casette, aventi una popolazione complessiva di 954 anime, ed al Regno i controscritti villaggi di Offeio, S. Martino Trimezzo, della complessiva popolazione di i>8y anime. Offeio e S. Martino per ragione di affinitÓ, d'interessi, d'industria e di costumi venivano provvisoriamente aggregati al Comune di Petrella Circondario di Mercato, e Trimezzo al Comune di CittÓ!reale Circondario di Posta, e tutti erano immantinenti provveduti di un rispettivo Eletto particolare e del corrispondente registro dello Stato Civile.

Abruzzo Ultra primo

Ancorano provvisoriamente riunito al Circondario di Civita del Tronto.

I villaggi di Pietralta Valloni, Morice, Casenove, Collegrato, Vignatico e Villafranca riuniti al Comune e Circondario di Vallecastellana.

    Il Circondario di Montorio elevato alla seconda Classe.

1




7

In questo anno per effetto del surriferito trattato Ŕ rimasto aggregato a questa Provincia l'intero Comune di Ancorano che prima faceva parte della Provincia di Ascoli nello Stato Pontificio, e sono stati distaccati dalla detta Provincia di Ascoli i contronotati 7 villaggi. Per cura dell'Intendente furono subito cominciate e compiute le operazioni per le corrispondenti rettili che de' catasti, secondo le norme stabilite dal regolamento legislativo del 1 Luglio di questo anno. Furono assicurati eziandio gl'interessi delle Reali Finanze per le merci soggette a dazio che si trovavano immesse in Ancorano al tempo in cui se ne prese possesso, non che pe' generi di privativa, essendosi istallato un venditore privilegiato in Ancorano, ed altri quattro nei sette mentovati villaggi. Nel tempo stesso furono istallati i funzionari! Amministrativi tanto nei Villaggi, quanto nel Comune, ed Ŕ in corso la elevazione di quest'ultimo a capoluogo di Circondario.

Per effetto della novella confinazione la popolazione

acquistata dal Regno Ŕ d'individui 2,123

Quella passata allo Stato Pontificio di 125

Cosi la prima supera l'altra di 1,998



3

10






179



Casalnuovo

Poggio Imperiale

Censuazione degli alberi della difesa demaniale denominata Costacaranda, e giudizio di devoluzione contro diversi quotisti di detta difesa che trovatisi in arretrato al di lÓ di anni 3 secondo le prescrizioni di legge.

Suddivisione di terreni demaniali affidata al sig. della Rocca.


Terra di Bari

Non Ŕ occorso di Cpirsi alcuna delegazione.


Terra d'Otranto

Nard˛, Alessano, e

Alliste

Carpignano e Serrano

Verifiche di usurpazioni di demanii delegate al Consigliere provinciale sig. Arditi.



Calabria Citra



Castrovill. e Morano

Papasidero

S. Sosti e Lungro

Firmo

Spezzano Albanese

Castro Regio,e Canna

Oriolo

Amendola

Terranova

Altidona

Oriolo

S. Martino

Pietrapaola

Cariati

Scala

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Verifica e quotizzazione delle terre demaniali commesse al Consigliere Provinciale sig. Cappelli.

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Calabria Ultra 2.

Decollatura

S. Pietro a Maida

Crucoli e Belvedere

Settingiano

S. Pietro a Maida

Limbadi e Nicotera

Decollatura

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Calabria Ultra 1.

Gallina

Bruzzano e Ferrazz.

S. Ilario

Geraci, Stilo, Placanica e Stipano


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Molise

Carovilli

Pietrabbondante

Agnone

Castel del Giudice

Pescopennataro

Verifica di usurpazioni affidata al Consigliere Provinciale sig. Falcone.

Verifica di occupazioni affidata al Consigliere Distrettuale sig. Colozza.

Verifica di dissociazioni ne' fondi Comunali Capoveccio e Montagna, commessa al Consigliere Provinciale sig. del Monaco.

Verifica di usurpazioni affidata al Consigliere Provinciale sig. Falcone.

Idem commessa al Consigliere Provinciale sig. del Monaco.



180



Bojano

Pescolandolfo

Montelongo e Larino

Campolattaro, Castelpagano Torremaggiore e S. Croce di Morcone

Roccasicura e Agnone

Gruglionisi

Fornelli, Miranda, e

S. Agapito

Castelluccio in Verrino

Montorio

Pietrabbondante e

Trivento

Idem affidata al Consigliere provinciale sig. Falcone.

Idem affidata al Consigliere provinciale sig. de Agostini.

Idem commessa al Consigliere provinciale sig. Colagrosso.

Idem affidata al Consigliere Distrettuale sig. Perugino.

Verifica di occupazioni commessa al Consigliere Provinciale sig. del Monaco.

Idem affidata al Giudice Regio di quel Circondario.

Verifica e rettifica di canoni comunali affidate al Consigliere Distrettuale sig.

de Santis.

Idem affidata al Consigliere Distrettuale sig. Tirone.

Idem commessa al Giudice supplente del Circondario di Larino.

Idem e regole per la esatta esazione de' medesimi commessa al Consigliere Provinciale sig. del Monaco.


La controscritta verifica Ŕ in discussione pe' provvedimenti diffinitivi a prendersi.

L'Intendente di questa Provincia con diverse ordinanze Ó emesso delle provvidenze preparatorie e definitive, affin di tutelare i dritti de' Comuni, e rivendicare

ci˛ che ad essi era stato usurpato. E da

notarsi che per di verse delle quote demaniali alienate nel Comnune di Cugnoli in fra il decennio dal di della concessione, se ne Ŕ giÓ pronunziata la revindica al Comune stesso.

Abruzzo Citra

Ortona

Fresagrandinaria

Vasto

Carpineto

Censuazione delle terre demaniali delegata al Consigliere d'Intendenza sig. Brunetti. Reintegra dell'usurpato ne' demanii comunali commessa al Consigliere Distrettuale sig. Franceschelli.

Idem commessa al Consigliere d'Intendenza sig. Nobile Scardapane. Verifica e ripartizione delle terre demaniali commessa al Consigliere Distrettuale sig. Salerni.

Abruzzo Ultra 2.

Roccamontepiano

Cappadocia

Avezzano

SS. Marie

Castel di Sangro

Idem delegata al Consigliere Distrettuale sig. Blasioli.

Verifica di occupazioni nel lenimento del riunito Petrella affidata al Consigliere Provinciale sig. Vecchiarelli.

Idem nel territorio di Case commessa al medesimo.

Idem ne' terreni comunali affidata al Barone Coletti.

Verifica di terreni demaniali eseguita dal Regio Giudice locale.

Abruzzo Ultra 1.

Castelli, Tortonto, e Castiglione la Valle

Farindola

Cugnoli

Giulia

Basciano e Castagna

Mosciano

Verifica di occupazioni de' cennati Comuni delegata al Consigliere d'Intendenza sig. Cananea.

Idem delegata al Sottintendente del Distretto.

Verifica delle quote demaniali alienate in fra il decennio dal di della concessione commessa al Sottintendente del Distretto.

Proseguimento delle operazioni del parteggio del Demanio comunale detto Torrevecchia, e verifica di occupazioni commesse sul demanio istesso, affidati al Sindaco di Mosciano.

Divisione delle terre demaniali ne' detti Comuni affidata al Consigliere Distrettuale sig. Basilicata.

Proseguimento delle operazioni per la nuova concessione delle terr˛ demaniali di Scontrane, affidato al Consigliere d'Intendenza sig. Cananea.









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