Eleaml


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.


E-mail inviata della trasmissione radiofonica "Radio anch'io"

Egregio dr. Po,

ho ascoltato la trasmissione del 10/03 incentrata sui 150° anni dell'unità d'Italia e, non nascondo, di essere rimasto perplesso.

Infatti più che un approfondimento (anche se mi rendo conto che in meno di 1 ora non si possono fare miracoli) mi è sembrato un incondizionato elogio alla fatidica data del 17/3.

Non un accenno a quello che accadde in quegli anni specialmente al Sud della penisola, non una parola sulla vera e propria pulizia etnica messa in atto dai piemontesi a danno dei "fratelli (!) meridionali, neanche sfiorato il fatto che alla proclamazione degli eletti al primo parlamento votarono neanche l' 1,9% dell'intera popolazione.

Coloro che brigarono per la conquista del Regno delle Due Sicilie dipinti come liberali ed eroi, coloro che invece combatterono per la loro terra (ed erano in larghissima maggioranza popolani e cafoni) bollati come briganti e condannati all'oblio. Dimenticate (!) le deportazioni nelle carceri del nord dei soldati napoletani che non volevano rinnegare il giuramento al loro Re. Il lato oscuro di quegli anni volutamente rimosso dalle coscienze di tutti.

Dott. Po, in lei ho sempre ammirato l'imparzialità e l'equilibrio che traspaiono nella sua trasmissione, lei ha sempre ascoltato e fatto parlare  opinioni diverse ed in contrasto fra loro, stavolta però (e spero solo per il poco tempo) non ho riscontrato la solita obbiettività e nella maxi puntata del 17/3 non mi aspetto nulla di diverso.

Sarebbe opportuno dedicare una puntata di Radio anch'io anche alla voce dei "vinti" di quegli anni, anche perché la stragrande maggioranza degli italiani ancora ignora i fatti di quel tempo ( a scuola insegnano la verità dei vincitori..) e se poi un libro come "Terroni" di Pino Aprile vende oltre 100.000 copie e non accenna a flessioni dopo un anno dalla prima uscita e se l'autore partecipa ininterrottamente ad incontri, dibattiti anche oltreoceano chiamato dai nostri emigranti, un motivo ci dovrà pur essere.

Il 17/3 si è voluto a tutti i costi una giornata festiva, ma non per tutti sarà così.

Con stima

Antonio Armenti - Isernia





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