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Segnalazioni librarie

Luce e carbone a Marcinelle di Gerardo Giordanelli
Fra' Diavolo - Scritti, ritratti e folli di Daniele E. Iadicicco e Alfredo Saccoccio


Giugno 2012

Luce e carbone a Marcinelle di Gerardo Giordanelli Luce e carbone a Marcinelle di Gerardo Giordanelli


Presentazione del romanzo

"Luce e carbone a Marcinelle"

di Gerardo Giordanelli

a Cosenza

alla libreria UBIK

alle 18:30

del 29 Giugno 2012

Fonte:

http://www.cromosema.it/

Luce e carbone a Marcinelle

"Ci negano le case e poi ci schifano perché abitiamo numerosi in tuguri ripugnanti. Ci privano di acqua corrente e servizi igienici, e però ci accusano di essere sporchi e maleodoranti. Ci emarginano, ma ci rimproverano di stare in gruppo, fra noi, a perpetuare le nostre usanze. Accettiamo lavori che i belgi non vogliono più compiere e questa necessità grava sulle nostre spalle come un’infamia, come un torto, il torto del loro benessere. Ci considerano come bestie, ma noi non facciamo abbastanza per fargli cambiare opinione."

Un romanzo con un titolo come questo  potrebbe legittimamente indurre nel lettore l’aspettativa di un intreccio ordito sullo sfondo della tristemente nota tragedia dell’8 agosto 1956, quando nella miniera di Marcinelle perirono 262 minatori immigrati, tra cui 136 italiani.

In realtà la tragedia, dal punto di vista della struttura narrativa, costituisce il finale di quella che si può definire una vicenda esemplare: quella di  Damiano, uno dei tanti  giovani italiani emigrati in Belgio negli anni ’50 del secolo scorso. 

Vicenda esemplare che costituisce il back-round, che è vero e proprio sottotesto alla tragica realtà storica della tragedia di Marcinelle: il percorso esistenziale di Damiano, un  giovane minatore calabrese, non costituisce eslusivamente un’ennesima denuncia delle condizioni reali di lavoro e di vita a cui erano costretti i lavoratori nelle miniere in Belgio negli anni ’50 del secolo scorso.  L’autore in realtà  intende proporre all’attenzione del lettore le condizioni storiche, le problematiche sociali e le questioni strutturali che sono a monte di uno degli innumerevoli episodi, quello  più eclatante, che vedeva come sfortunati protagonisti coloro che dalle zone povere dell’Europa del primo ‘900 emigravano verso i paesi più ricchi accettando condizioni e ritmi di lavoro davvero disumani.

E qui di romanzesco c’è davvero poco: perché questo lavoro di Gerardo Giordanelli  fonda il suo valore anche documentale  su un’accurata indagine storiografica e su un’attenta analisi socio-economica. Ecco allora che, a monte della vicenda di Damiano e di tutti coloro che come lui sono stati costretti a lasciare l’Italia, troviamo i problemi aperti dalla unificazione nazionale del 1861 sotto il segno sabaudo, la questione meridionale che ne è  la conseguenza più scandalosa, l’emigrazione, le condizioni di vita degli italiani emigrati in Belgio, le tensioni e le contraddizioni sociali che il fenomeno dell’emigrazione genera. Ma anche la denuncia delle inadempienze in tema di sicurezza nel lavoro.

Ma  ancora di più: l’attualità (se non l’attualizzazione) di queste problematiche per quanto riguarda il fenomeno dell’immigrazione, con tutto il suo carico di aspetti sociali e umani,  che vede oggi come meta  proprio quella stessa Italia che forniva in passato braccia per il lavoro nelle miniere che i Belgi non volevano fare.


Fra’Diavolo - Scritti, ritratti e folli biografie

Il Dott. Daniele E. Iadicicco, appassionato studioso storico, ed il Prof. Alfredo Saccoccio, giornalista, hanno dato alle stampe il loro libro “Fra’Diavolo - Scritti, ritratti e folli biografie”, Caramanica Editore.

Nel 240° anniversario dalla nascita e nel 205° ricordo della scomparsa, questo libro vuole far luce sulla figura di un grande eroe leggendario del meridione d’Italia: il Colonnello Michele Pezza, Duca di Cassano,  detto Fra’Diavolo. Il libro è ordinabile contattando l'autore, rispondendo a questa email o chiamando il 328/2785658

Il Colonnello Pezza si distinse nelle battaglie anti-francesi e per la riconquista del Regno di Napoli.  Morì a soli 35 anni, impiccato, a Piazza mercato a Napoli. Giustiziato come un brigante per non aver accettato di passare coi nemici francesi.

Questo lavoro si discosta completamente dai già noti libri scritti sul personaggio. In questo libro vengono pubblicati, per la prima volta in italiano, testi tratti da libri, giornali e memorie del XIX secolo, che parlano appunto di Fra’Diavolo.  Possiamo leggere le memorie del Gen. Hugo, padre di Victor, arrivato in Italia per dare la caccia al Pezza, ed ancora leggere Dumas o scoprire le prime pagine del “Journaul de l’Empire” dedicate al nostro eroe. Molti sono le versioni fornite sulla vita di questo eroe ribelle, da quelle fantastiche che lo vedono essere un monaco calabrese che da fuoco al suo stesso convento, a quelle più puntuali che lo collocano come giovane bastaio in Itri.

Quello che è certo che sono pochissimi i personaggi storici che godono di una fama così sconfinata come Fra’Diavolo. Su di lui furono scritti due libri quando era ancora vivo, uno in Francia e l’altro in Germania.

Quando nel 1830, il famoso compositore francese Auber gli dedica un’opera, “Fra’Diavolo”, ecco che la sua fama inizia a diventare immortale, a travalicare i confini di ogni nazione ed a sconfiggere l’oblio del tempo. Il problema è che, però, la fama attribuitagli inizia anno dopo anno a discostarsi dalla figura storica di combattente realista per adagiarsi su quella vilipesa di brigante.

Questo libro vuole, riportando per la prima volta le fonti, regalare una visione piena e precisa della figura di Michele Pezza. I straordinari testi presentati, la piccola appendice iconografica inedita, riportano Fra’Diavolo in un ambito più storico che fantastico, regalando al lettore straordinari documenti, alcuni dei quali coevi al personaggio, mai pubblicati in 200 anni di studi.

Il libro fa parte della prestigiosa collana dell’Accademia Internazionale di Studi Costantiniani, ed è patrocinato dallo stesso Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

In copertina ed in quarta di copertina due quadri originali del Maestro Normanno Soscia, creati per l'occasione.





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