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Memorie per la storia de' nostri tempi dal Congresso di Parigi 

nel 1856 ai primi giorni del 1863 (pag. 243-246)

di Giacomo Margotti

RAGAZZI DI OTTO ANNI

AL GOVERNO DELIA PUBBLICA ISTRUZIONE

(Pubblicato l'11 luglio 1861).
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L'Armonia in diversi tempi ha già provato come il nostro Ministero di grazia e giustizia, che pretende di rivedere i decreti detta S. Sede, sotto una dispensa di età per un diacono della diocesi di Vercelli che dovea essere ordinato Sacerdote, scrivesse: Vi$to, si accorda l'exequatur, perché N. N. possa pigliar moglie! Ministro di grazia e giustizia  era allora il sig. Deferesta, oggidì ragalato ai Bolognesi.

L'Armonia ha provalo che a segretario del tribunale di commercio di San Remo venne nominalo negli anni precedenti un cotale, che ha ancora oggidì da pigliar possesso del suo ufficio per la semplice ragione che il nostro completo Governo prima spettò che morisse, e poi, quattro o cinque mesi dopo che era morto, gli rilasciò il diploma di segretario, che gli venne spedilo all'altro mondo.

L'Armonia ha provato che il conte di Cavour, volendo escludere dalle Congregazioni di carità i parrochi. per mettere in loro luogo dei secolari, ne aveva nominato parecchi già morti da buona pezza, e uno fra questi morto da dodici anni. Un ex-deputato venne al nostro ufficio, e ci lesse una lettera del conta di Cavour, in cui si doleva assai di quell'articolo, ma confessava di non sapere che cosa rispondere, perché il fatto era verissimo. E il deputalo caldo ministeriale, dopo di averci dato a leggere quella lettera, osava chiedere una rettificazione.

Ora l'Armonia vi dice che dai liberali, da coloro che combattono gli abusi dei Governi legittimi, da questi grandi che favoriscono l'istruzione, che proclamano questo secolo il secolo dei lumi, vennero nominali, e percepiscono tuttavia lo stipendio ragazzi di otto anni incaricati di governare il pubblico insegnamento,

Non lo credete? Eh! anche a noi sembra incredibile, ma pure il fatto è vero fuori d'ogni contestazione.

In Sicilia, cacciati i Borboni, entrarono al Governo dell'isola i Garibaldi, i Crìspi, i Medici. Ebbene sotto quel liberale Governo i ragazzi di otto anni vennero chiamati a reggere l'istruzione pubblica. Non è l'Armonia che vel dice: l'ha detto ai deputati il sig. Cordova, ministro d'agricoltura e commercio nella tornata del 1° di loglio 1861. Aprite gli Atti ufficiati della Camera, N° 241, Sii, pagina 921, terza colonnare troverete queste parole dei ministro Cordova:

«Da un documento di un segretario di Stato di quell'epoca so che ragazzi di otto anni furono nominati impiegati del dicastero dell'istruzione pubblica o del culto in Sicilia (sensazione). Dice questo documento che un segretario di Stato non potendo esso stesso ricevere il giuramento, non vide l'impiegato, e e seppe polche era un bambino di otto anni, ed io credo che questo bambino sia tutt'ora in percezione di uno stipendio di segretario di prima classe».

Voi vedete che qui ce n'è per tutti i Governi, tanto per quello di Garibaldi, di Crispi, di Mordini, che nominarono segretario di prima classe il bambino di otto anni come lo chiama il signor Cordova, quanto pei Governi di Montezemolo, di Della Rovere, di Bettino Ricasoli, sotto i quali il bambino continuò a percepire, e percepisce tuttavia lo stipendio.

E poi vengono a dirci che nel Regno delle Due Sicilie tutti sono ignoranti, e pochissimi sanno leggere e scrivere! Il fatto prova che in quel fortunatissimo regno i bambini sono di un ingegno cosi precoce, che giunti appena all'età di otto anni possono essere segretari di prima classe nel dicastero della pubblica istruzione. Girate il mondo per quanto è largo e lungo, e non vi verrà fatto di ritrovare, in nessuna parte, un miracolo simile.

Che se alle notizie del signor Cordova dobbiamo aggiungere le nostre particolari, le faccende dell'istruzione pubblica, sotto il segretariato del bambino di otto anni, andavano meglio in Sicilia, che non camminassero in Piemonte sotto il Governo dei Bon-Compagni, dei Mamiani, e dei Farini.

Tra le altre cose, l'insegnamento dato col metodo moderno, insegnamento che si compartisce cogli esempi delta marmitta che bolle, del soffietto che fa vento, e del candelotto che illumina ed abbrucia, aveva trovato un segretario degno veramente della scoperta dei nostri tempi. Il bambino di otto anni, era nella sua beva, trattandosi del dialogo delle fave, e delle interrogazioni sul numero dei nasi e degli orecchi che ha l'uomo.

Di che lodiamo assai il ministro Ricasoli e il suo collega Bastogi, i quali consentono che il bambino sia tuttora in percezione dello stipendio. Fra breve potrà chiamarsi in attività di servizio, e forse venire trapiantato nella capitale del Regno d'Italia, dove tra tanti bambini può stare anche lui. Certo sarebbe doloroso che si collocasse a riposo un bambino di otto anni!

Nel 1848 si cantava: i bimbi d'Italia si chiaman Ballilla. Nel 1860 e 64 questi bimbi avevano il diritto di venir chiamati agl'impieghi é pascolare essi pure all'ombra dell'albero del bilancio, secondo una classica frase di Lorènzo Valerio. Perciò, ai giorni nostri, i bimbi d'Italia non si chiamano più Ballilla, ma si pagano come secretari di prima classe.

Avevano ben ragione i sudditi degli Stati Pontifici di lagnarsi, perchè erano governati dai chierici.

Aspettino con un pò di pazienza, e tardi o tosto tu nome dal progresso non avranno più un prete per delegato, ma un bambino di otto anni per segretario della pubblica istruzione. Il progresso, la civiltà, la rigenerazione italica producono miracoli strepitosi.

(1) Atti uff, della Camera, N° 803, pag. 3132 e seg.


http://www.eleaml.org - 17 Agosto 2008








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