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Tratto dal sito della Presidenza della Repubblica Italiano
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DICHIARAZIONI ALLA STAMPA
AL TERMINE DEL COLLOQUIO CON IL
PRESIDENTE HU JINTAO
 di Carlo Azeglio Ciampi
 Presidente della Repubblica Italiana
Il commento

LA NAZIONE FLIC FLOC IN CINA
di Sebastiano Gernone

Pechino, 6 dicembre 2004

Ringrazio il Presidente Hu Jintao per l'accoglienza che ha voluto riservarmi. Sono in Cina per la terza volta per dare un nuovo vigore ad un tradizionale sentimento di amicizia fra due paesi depositari di culture millenarie. Come nel 1983 ebbi modo di assistere all'avvio di uno straordinario impegno riformatore, così oggi sono testimone dell'avanzamento compiuto e della continua ascesa pacifica Cina. Nei colloqui con il Presidente Hu Jintao abbiamo gettato le basi per avvicinare ancora di più i nostri due Paesi; abbiamo verificato ampie sintonie sui grandi temi internazionali.

L'Italia vuole essere più presente in Cina, dare sistematicità e coerenza ai nostri rapporti in tutti i settori. Vi sono le premesse perché il diffuso desiderio di collaborazione che ho percepito anche nel nostro colloquio si traduca in nuovi progetti e iniziative concrete. In questo spirito ho voluto che, in occasione di questa mia visita di Stato, l'Italia si presentasse in Cina nella sua complessità ed unitarietà di Paese moderno e competitivo. Questa coesione renderà più efficace e produttiva l'affermazione di ogni singola impresa, di ogni singolo settore. Questa tendenza positiva riceverà ulteriore impulso dalla comune decisione che il 2006 sarà l'anno dell'Italia in Cina e dalla presenza in Cina di un'importante delegazione di imprenditori italiani.

Alla vigilia dell'importante Vertice Unione Europea-Cina dell'Aja ho sottolineato al Presidente Hu Jintao l'importanza del Trattato costituzionale firmato a Roma. Esso rafforza il senso di appartenenza dei popoli europei ad un'unica comunità di valori, basata sul rispetto dei diritti dei cittadini e la tutela delle minoranze. Fornisce all'Unione gli strumenti per esercitare un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. Facilita l'affermazione di un legame duraturo tra la Cina e l'Europa basato sulla fiducia e sulla cooperazione.

L'Italia ha sempre sostenuto il partenariato strategico tra Unione Europea e Cina. Con questo spirito, ho confermato al Presidente Hu Jintao che l'Italia guarda con favore all'abolizione dell'embargo sull'esportazione delle armi e lavora attivamente per renderla possibile.

La comunità internazionale deve far fronte, con unità d'intenti, a gravi minacce alla pace ed alla sicurezza collettiva. La Cina e l'Italia e condividono la visione di un sistema multilaterale più efficace, fondato sulla centralità dell'ONU. Il rapporto del Panel di eminenti personalità agevola la maturazione del processo di riforma delle Nazioni Unite. La convinzione dell'Italia è che una riforma, per conferire efficacia e legittimità alle Nazioni Unite, non debba dividere la comunità internazionale e debba rispecchiare le nuove realtà regionali.

Ho ribadito la ferma adesione dell'Italia alla politica di Una Sola Cina e l'opposizione verso qualsiasi atto unilaterale che modifichi lo status di Taiwan ed accresca le tensioni tra le due sponde degli Stretti.

Ho infine esteso un caloroso invito al Presidente Hu Jintao affinchè sia nostro ospite in Italia, dove l'accoglierò con gli stessi sentimenti di amicizia con cui sono stato ricevuto in Cina.


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LA NAZIONE FLIC FLOC IN CINA

di Sebastiano Gernone

A molti italiani non dispiace che l’attuale ospite settennale del Quirinale talvolta riprenda o respinga al mittente le iniziative di Capitan Bandana, navigatore - padrone dell’etere televisivo dalla bassa figura ingessata, il viso gommoso a denti lucidati perennemente inscatolati  in tv: i più intimi lo chiamano affettuosamente Iena Ridens.


Per il resto dei trastulli di potere, raffronti e opinioni del ceto politico che riempiono notiziari televisivi e giornali, noiose puntate del Vespa – esemplare unico della specie che non punga alcuno dei suoi ospiti omologati – a noi gente comune poco ci tocca, semmai stimolano gli sbadigli che favoriscono il sonno che tutto dimentica.


Siamo stati invero distolti dal torpore quotidiano indotto e calcolato da chi governa e da chi non si oppone realmente all’andazzo di questo mondo,  dalla visita del presidente Ciampi in Cina che indirizza il pensiero alla riflessione: di ciò lo ringraziamo.


La Voce del Quirinale alla sua non tenera età e con mille cortigiani al seguito, ha affrontato un viaggio faticoso nell’impero cinese.


Quali le ragioni e i risultati?


In sostanza leggiamo dal comunicato e dai resoconti giornalistici: l’impegno al massimo livello della Nazione Tricolore a fornire armi alla Cina in cambio di prodotti industriali e tecnologici che costano meno rispetto alle altre offerte sul mercato, il riconoscimento definitivo di Taiwan come parte integrante della Cina, e un silenzio molto indicativo sull’occupazione cinese del Tibet.


L’embargo delle armi alla Cina fu decisione competente dell’Unione Europea, a seguito della feroce repressione della volontà popolare cinese di libertà da parte dell’allora ottuagenario presidente della Cina Deng Xiaoping, attorniato da altri vecchietti terribili senz’anima alcuna.

 

I fatti accertati furono oggettivamente i seguenti :"tra l’aprile e il maggio del 1989, oltre un milione di persone, guidate dagli studenti, occuparono pacificamente piazza Tian'anmen a Pechino, chiedendo libertà e democrazia. In tutta la Cina, decine di milioni di cittadini appoggiavano le loro richieste. Ma i leader del Partito comunista respinsero ogni ipotesi di dialogo, e il 3 e 4 giugno la piazza fu sgombrata dall’esercito con l'utilizzo dei carri armati. Più di mille manifestanti furono uccisi, migliaia di persone furono arrestate in tutto il paese, molte scelsero la fuga e l’esilio. Il desiderio di riforme fu stroncato nel sangue".(Andrew J. Nathan e Perry Link "The Tiananmen Papers" traduzione Rizzoli 2001)


Il caso di Taiwan inclusa forzatamente dalla Cina e quello, ormai da decenni, del Tibet conquistato e distrutto nei suoi bellissimi e antichissimi monasteri, deriso e umiliato nella spiritualità unica sul nostro pianeta, sterminato nei suoi villaggi poveri la dice lunga sugli aspetti illiberali della gran potenza economica omaggiata da Ciampi e dal suo seguito d’imprenditori, ministri, giornalisti e reporter ingaggiati.


Gli affari sono affari e chi se ne frega dei valori e dei principi: COSI’ E’ SE VI VA BENE, impongono i potenti.


A noi Colonia Sud dell’Italia questo non sorprende.


Tutto ritorna: a ricordare e riconoscere fatti e uomini della Nazione – Mercato giammai Patria, già avevamo esperienza di chi conquista a a tutti si impone.


Sebastiano Gernone


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