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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lavoriamoci su(d)!*

CHE FARE ORA? UNA PROPOSTA
a cura di Nino Gernone


http://www.capitanata.it
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e-mail: duesicilie.gioiosa@libero.it
fax n. 178228479
Giuseppe Tizza
Membro della Consulta Comunale Stranieri
Düsseldorf - Capitale del Nordreno-Vestfalia
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http://www.ilbrigante.com

CHE FARE ORA?

Cari conterranei,

ho accanto al computer l'ultima copia del settimanale Il Brigante che il direttore editoriale Gino Giammarino mi ha cortesemente donato a Capua, nell'ultimo incontro diretto avuto a difesa - pur con interpretazioni giustamente non uniformizzate -delle ragioni storiche e di dignità del nostro Sud colonizzato.

Un interessante articolo in prima pagina di Maresa Galli s'intitola: "Il Brigante è al servizio del Sud che vuole fare", e mi chiedo appunto

CHE FARE? CHE FARE IN QUESTI TEMPI?

Noi tutti collaboriamo a siti e ml impegnati nella ricostruzione di un'identità culturale ben radicata nella nostra storia comune plurisecolare.

E' la nostra un 'Armata Brancaleonica ', donchisciottesca ma che seppur lentamente fa, agisce, propone, critica, denuncia in un'autonomia non più funzionale alle organizzazioni di partito nazionali, alle istituzioni, alle mode ideologiche che affondano le loro radici in quella retorica che dal Risorgimento in poi ha convalidato la subalternità del Sud, il fatto di essere stati noi tutti briganti, emigranti, carne da macello sulle trincee, subalterni nel paese (truppe di carabinieri, ferrovieri, impiegati, operai, poliziotti, postini, assistiti imploranti ecc..) fatta eccezione per i gattopardi di tutti gli schieramenti, gli ascari, i compromessi e camerieri del progetto nazionale attuato dal 1860 in poi.

Questi i fatti, nudi e crudi.

 

CHE FARE ORA?

Propongo - allo scopo di ampliare e condividere il nostro impegno in tutto il Sud - una più articolata distribuzione del giornale che è un aspetto importantissimo per tutti noi.

Quel gran furbo di Cavour preparò il terreno alla conquista del Sud e alla vittoria del progetto moderato dei Savoia grazie anche al giornale Il Risorgimento, noi faremo lo stesso ma con alcune marce in più: la velocità dei contatti via Internet con una distribuzione più territoriale innanzi tutto.

In tal modo - passo dopo passo - si trasforma una buona parte di una massa amorfa e subalterna ai modelli imposti dai mass media funzionali allo statu quo ereditato nei nostri confronti dominanti, in una moltitudine cosciente di gruppi che rivendicano il diritto a gestire i propri interessi culturali, politici, economici.

Nel dettaglio: i siti raggiungono i meridionali più giovani e informatizzati; il giornale amplifica l'utenza, riporta gli articoli apparsi sui siti e maggiormente letti e di valore; propone articoli classici quali quelli dei maggiori intellettuali che hanno condiviso e condividono passione, intelligenza, studi per il Sud da Gramsci a Zitara per intenderci, magari a puntate si può pubblicare Il Sud e l'unità d'Italia di Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, articoli di Edoardo Spagnolo ecc…

Ecco perché è necessaria una sinergia di tutte le nostre iniziative, delle varie redazioni che potrebbero essere responsabili di uno o due pagine del giornale e autogestirla.

In tal modo il sito www.capitanata.it pubblicherebbe il meglio del suo sito occupandosi soprattutto della provincia di Foggia,

www.libreriaeditriceurso.com del Siracusano e della Sicilia,

www.adsic.it degli emigrati meridionali di Milano e del Nord, della campagna pubblicitaria per l'acquisto dei prodotti del Sud, articoli culturali ecc…,

www.ilbrigantino.it parteciperebbe con le sue pagine culturali, inchieste ecc…,

il sito di Mino Errico http://www.eleaml.altervista.org/ proponendo alcuni tra i suoi interessanti articoli di Zitara ecc..,

e così via tutti gli altri siti indicati tra i destinatari della presente e altri che seguirebbero.

Il sito principale cui è legato il giornale www.ilbrigante.com coordinerebbe il tutto, indicherebbe gli avvenimenti principali di interesse meridionalistico e sarebbe aiutato nella distribuzione dagli altri siti che potrebbero nelle loro sedi e con i loro collegamenti decentralizzare il giornale e farlo arrivare a tantissimi nelle mille provincie meridionali.

Ho notato che il giornale ha attualmente 50 punti di distribuzione tra Sud, Italia e Estero ma ben 27 nella sola Napoli !

La sconfitta e colonizzazione del Sud avvenne anche e ne fu fattore tra i più determinanti, perché il potere era centralizzato: difatti corrotti i gruppi dirigenti politici- economici -militari del Sud centralizzati soprattutto a Napoli ci fu la conquista: una conquista dall'interno e poi retoricamente manifestata all'esterno …

Vorrei sottolineare che non ci sarebbe un dispendio di energie e tempo a noi tutti prezioso, più che altro si tratterebbe di coordinare le energie: i singoli siti segnalano e trasmettono gli articoli e le notizie più interessanti, la redazione de Il Brigante li ricompone nelle pagine dei siti e delle regioni Abruzzi, Calabria, Campania, Lucania, Molise, Puglia, Sicilia e alcuni pacchi dei giornali vengono inviati ai siti che diventano anche distributori nelle loro regioni.

Naturalmente è un progetto che coinvolge tutti i meridionali maggiormente attivi, e cui si prega di trasmettere questa nota che vuol dare un contributo alla formazione di quella che nell'antichità fu considerato un'ARMATA INVINCIBILE: era formata dai soldati semplici che capirono che pochi generali li condannavano alla rovina e alla morte, e se ne sbarazzarono, PARTECIPANDO NUMEROSI ALLE DECISIONI e IMPEGNANDOSI in prima linea senza subire le decisioni dei vertici opportunisti : NON FURONO MAI SCONFITTI.

Scambiamoci le risposte, clicca rispondi a tutti e magari impostiamo il dibattito sui siti.


Saluti SG




* Il titolo è preso dalla risposta di Marco della lista ddojesicilie alla proposta di Gernone

 

 

 

"LA STORIA PROIBITA" Intervista a Carmine Crocco Donatello

 

Monologo di Carmine Crocco Donatello

 

Interrogatorio di Crocco

 

Stralci dall'autobiografia

 

Stralcio di un articolo pubblicato nel 1992 su "Il Calendario del Popolo"

 

Il Sud e l'Unità d'Italia (9. La Sicilia)

 

 

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