Eleaml


Fonte:
http://www.terraeliberazione.org/

Risoluzione del settimu cuncùmiu di "Terra e LiberAzione".

Costruire il nuovo Movimento per l'Indipendenza!

Suonare la Katabba per Indipendenza!
"La Katabba è antico suono di campane siciliane , che chiama a raccolta, a Cuncùmiu..."
(Mario Di Mauro, Cuore di Zolfo)

Il Cuncùmiu dei Siciliani che chiamano le cose col loro nome e non temono nessuno. Ci vuole la Forza, quella di uomini e donne che decidono di Essere Siciliani per davvero. Contro la violenza di chi ha massacrato il popolo siciliano con cancro coloniale, emigrazione imposta, arruolamenti per fame, mafie pilotate, scemenze televisivizzate, politicanti venduti e puperìa varia.


La Sicilia profonda deve transitare dalla Civiltà del Silenzio alla Civiltà della Parola. Alzando uno sguardo solidale sul Mondo, dalla Cima dell’Etna, quotazero della nostra Anima.


Conquistare l’Indipendenza di ogni Uomo, di ogni Donna, di ogni Famiglia, di un Popolo intero, è l’unica cosa sensata per cui valga la pena non restarsene chiusi a casa o andarsene maledicendo tutti.


Malgrado tutto, l’Isola di Trinakria è una Terra Benedetta e troppo bella e ricca per lasciarla in mano agli sciacalli e agli spacciatori di pillole scadute. Per quanto ci riguarda la Nazione Siciliana, libera e indipendente, c’è già.


Vive nella nostra lotta quotidiana, nel nostro Sintimentu, sicula concrezione di Cuore e Cervello. Non ce la possono rubare.


Vive nel lavoro, negli sforzi, nella sofferenza, nelle feste...di milioni di persone.


Noi vinceremo sui morti, perchè l’Idea di cui siamo umano veicolo esiste da diecimila anni. Diecimila anni di Storia ammucciata. Dai Cyclopi a stamattina.

***

L’Europa appare condannata a diventare una piccola penisola dell’Asia infeudata alle Logge americaniste. Non ci piace, ma ne prendiamo atto. L’implosione del “modello renano” in Germania farà svaporare ogni alibi sociale. Con l’Asia convitato di pietra, il ciclo politico appare europeo e inscritto nei vincoli del liberismo suicida.


La Francia lo coglie al volo seppellendo la Costituzione degli eurocrati sotto una valanga di “NON”. L’Olanda navigata la segue. La nemesi spezzerà il vincolo europeo che imbriglia la Germania unificata, unica potenza continentale, che rivolgerà lo sguardo alle Russie. Le Logge americaniste se ne fregheranno e le corporation globaliste sono già -in larga misura- sotto il controllo di chi stampa dollari al prezzo della carta e bombarda chi non condivide. Scoppieranno insieme, sulla faglia del doppio debito USA le cui chiavi finanziarie parlano cinese? L’euroillusionismo mantiene la presa all’Est, il tempo necessario a capire che stanno per schiavizzarli a 360°.


Mentre nelle europeriferie più “vaccinate” il si salvi chi può assume le forme di un neoregionalismo difensivo e contrattualista. In Sicilia la “carta autonomista” è impugnata -dicono i dietrologi- dall’Opus Dei in un poker romano. Si smarcano dalla massoneria, con successo, ma senza alcuna “autonomia progettuale”. Il lombardismo è un orlandismo capovolto?. Un milazzismo senza petrolio? Una Sicilia senza vicere scatena la corsa dei cacicchi alla sedevacante? Speriamo lasci comunque una scia fertile e non la solita distesa di macerie. Ne riparleremo, anche con loro, se vogliono, perchè li sappiamo intelligenti. Che l’operazione non si dissolva in un cambiamento di quinte su una invariante scena tragica!.


L’area euromediterranea è comunque destinata, per qualche tempo, alla condizione neocoloniale di corridoio delle corporation globaliste, poi vedrà l’ascesa turca e libica. A differenza del Baltico in cui risorgerà la Lega anseatica. Lo Stato-Nazione degli italiENI, disarticolato da “Mani Pulite”, giocata la carta postmoderna del fascismo mediatico nel quadro del liberismo vendipatria bipartisan, declina sulla materialità dei suoi nodi irrisolti, delle sue tare genetiche, dei suoi “dualismi”: nato nel 1860 da un “complotto” dell’Alma Mater delle Logge inglesi, la sua “sovranità” residuale è già ipotecata dai “poteri forti” globali. Se l’Europa è nata vecchia, come la pecora Dolly, l’Italia appare una espressione geografica, tenuta in piedi con overdose televisive e pallonare, e con un milione di militari pronti all’uso. E se ruba Tanzi, la Parmalat viene salvata coi soldi dei terroni, ma qui non lo sa nessuno.


La crisi siciliana, che è crisi di identità e di ruolo, nasce da una secolare e malcelata colonizzazione. Può trovare soluzione civile e condivisa solo sulla via dell’Indipendenza, che coincide oggi con la sovranità monetaria. Questa via non passa dal Palazzo, ma scorre sulle strade. Le strade siciliane, le strade del Mondo.


Su queste strade il Sicilianu Novu deve camminare: facendo domande, ascoltando, pregando. Suonando la katabba dalla Cima dell’Etna, quotazero della nostra Anima, inedito Monastero. Che fare? Camminare sulle strade, con la nostra bannera. La nostra Bandiera è gialla come lo zolfo, il miele, le ginestre... Gialla come le striscie di stoffa che gli ebrei sefarditi siciliani erano costretti a portare, gialla come i drappi issati dalle navi in quarantena per il “cholera” nel porto di Catania, anno 1837. Gialla con la Trinakria millenaria al centro, simbolon della Scienza Sacra che racconta la fondazione dei Mondi, spirale che ci contiene e ci svela. Nell’estate del 1837, a Catania, fu con questa bannera gialla che il Popolo Siciliano dichiarò una delle sue indipendenze poi sconfitte. A guidare la resistenza erano i “Fratelli Siciliani”... Oggi l’intera Sicilia è una nave in quarantena e quella bannera, la nostra, parla ancora di identità, libertà, fraternità: parole che acquistano Realtà solo se declinate nella lingua beatopaolina dell’Indipendenza. Parole al futuro. In questa prospettiva, Essere Siciliani, nella fertilità purificata di una memoria condivisa, diventa condizione necessaria per poter Essere del Mondo.


La Sicilia è un Santuario nel cuore di zolfo del Mar Bianco Centrale, il Mediterraneo. Restituirla al Mondo nella sua Bellezza sarà la nostra Domenica delle Api. Nello Spirito dell’Alveare, per dirla con Maeterlink, la sciamatura del Popolo Siciliano non la vediamo più verso l’emigrazione (che al momento continua rubando all’Isola un’altra generazione, con relativo peggioramento “genetico”). Nè ronzante su improbabili “piattini di marmellata”, per dirla alla Rino Nicolosi, l’Ultimo Vicere, sebbene si ricicli la rivendicazione di briciole all’euroban- chetto ormai alla frutta. La Realtà prenderà tutti a calci nel sedere. La vicenda bancaria, soprattutto quella della Cassa Depositi e Prestiti ne è formidabile cartina di tornasole. Che fare?.


Il Movimento per l'Indipendenza "Terra e LiberAzione" -operante in Sicilia da 22 anni- propone oggi il suo programma, apre il confronto su questo programma, chiede l'adesione al movimento sulla base di questo programma. L'indipendenza non è una parola vuota come tante altre, ma un concetto potente e fertile...Non è ammessa ambiguità, nè reticenza, nè tatticismi. L'indipendenza è chiarezza.


Eccone in sintesi i 10 punti più importanti. Come vedrete si tratta di temi che abbiamo già analizzato nei nostri cuncumi, di temi sui quali abbiamo e stiamo sviluppando azioni concrete: il programma è nato dalla lotta pratica, in questi anni, non ce lo siamo inventato: è la Realtà coloniale che lo ha inventato.


“Premesso il nostro impegno in Difesa Attiva della Vita e della Terra, e il nostro rifiuto della guerra imperialista e delle corporation bioprepotenti:


1) Possono anche continuare a bruciarlo, ma lo Statuto di Autonomia del 1945, conquistato dall’EVIS e dal movimento indipendentista, se lo sono giocato fin dal 1959 (quando venne disinnescata l’Alta Corte Paritetica)...Dal 1989 è poi venuto meno anche il quadro internazionale in cui il Patto Autonomistico venne stipulato e oggi le “autonomie” possono essere contrattate solo a Bruxelles: ma da chi?. Ora lo stanno seppellendo nel quadro della “devolution”, rinunciando non solo a inserire la nozione di “Popolo Siicliano” nel preambolo del testo riformato, ma rinunciando perfino alla potestà legislativa concorrenziale in materia creditizia e bancaria. Il parlamento romano dovrà sancire questo scempio della Costituzione siciliana e italiana e tutto lo Spettacolo neocoloniale massmediale e massonico è mobilitato per agevolare la cosa. Ci sarebbe la forza per opporsi, ma non ci sono i 100.000 euro necessari per farlo. Quello che invece possiamo fare è un tentativo elettorale al Senato (con qualche corollario di “presenza” alla Camera): per insediare il nostro programma nell’immaginario collettivo. Le elezioni regionali sono ormai taroccate, in partenza. Sappiamo troppe cose per perderci tempo. Ci sono 5 “sbarramenti” e un cimitero: l’ARS.


Il nostro programma è fare come Malta, che è indipendente, è membro dell’UE, mantiene la propria sovranità monetaria, bancaria e fiscale. Fare come Malta, per restare vivi, è il minimo. Chi vuol capire capisca, il Secolo è appena iniziato.


2) La Sicilia che verrà sarà pacifica...e autodifesa sul modello svizzero; accogliente, a partire dal diritto di asilo umanitario più ampio possibile.


3) La Sicilia di domani deve avere una propria moneta aurea e una propria politica fiscale, oppure non conterà niente.


4) I settori economici strategici saranno defiscalizzati per ventanni (porti, agricoltura tipicizzata, turismo identitario, olio di colza per carburante che è meglio della benzina e costa 70 lire al litro...e quantaltro) con corsie preferenziali per le imprese siciliane almeno al 51%.


5) Ci sarà il Reddito Sociale Minimo Familiare (RSMF). Le risorse ci sono anche oggi!.


6) Saranno socializzate, con criteri di competenza scientifica e meritocrazia pura, le acque, l’energia, i trasporti, la formazione, la sanità... potenziando la funzione della Corte dei Conti e creando l’Ispezione Popolare con poteri di polizia.


7) I poli della morte petrolchimica colonialista saranno riconvertiti sul modello tedesco (Rurh), assumendo la ricerca tecnologica e il Progetto Archimede del prof. Rubbia (energia solare) come volano, e mantenendo una sola megaraffineria a basso impatto ambientale per il petrolio siciliano e non solo.


8) No al Ponte sul Canale di Messina!


Si a una linea ferroviaria Maglev a sospensione magnetica che unisca a 300 all’ora Catania-Fontanarossa a Palermo-Punta Raisi, unendo la Sicilia e i Siciliani, per collegarli al Mondo.


9) La mafia, quella vera, è una società di servizi sul mercato globale. Parassitaria e radicata, è nata con l’Unità d’Italia sulla nemesi di ben più nobili organizzazioni. La Questione Mafiosa è solo un alibi e uno strumento dello Spettacolo neocoloniale. Cosa Nostra, in Sicilia, conta il 3%. Siamo per la soluzione politica e per l’Amnistia (ad eccezione di chi ha ucciso). Solo il Popolo Siciliano è capace di risolvere la questione.


10) La lingua, quanto i diecimila anni di Storia ammucciata dai Cyclopi ad oggi, il valore dell’insularità mediterranea, la coerenza identitaria dello sguardo sul paesaggio e dei modelli urbani e abitativi, i 13.000 kunti e canti popolari d’amuri, di lotta, di spartenza...la Paranza antica arte marziale dei pastori dell’Etna, la Falconeria, la fauna tipica e gli alberi sacri della nostra Tradizione, chè “Sicilia” vuol dire “Isola del Fico”... Tutto questo va reinnestato con Amore nella Realtà siciliana. O diventiamo zombies”.


Kista è a Katabba do Settimu Cuncùmiu, sintesi politica del confronto tra 96 Siciliani riflessivi. Solo il partito-scuola, operando come un autentico centro di iniziazione, figlierà il partito-società.


Bonu Studiu! Bona Cura! Bona Vigghjia!

Assabenadica!.

Catania, 18-6-2005. Approvata all'unanimità.





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