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Fonte:
http://www.camera.it/resoconti/

Discussione del disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137,
recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università
(A.C. 1634)
(Esame e votazione di una questione pregiudiziale).



PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iannaccone. Ne ha facoltà, per tre minuti.

ARTURO IANNACCONE . Signor Presidente, signor Ministro, il decreto-legge n. 137, meglio noto come «riforma Gelmini», presenta i requisiti di necessità e urgenza che la nostra Costituzione richiede.

Il sistema formativo del nostro Paese vive un momento di crisi che è emerso in modo inequivocabile dalle indagini internazionali i cui dati sono stati resi noti dall'OCSE. 

Nel 2003 gli studenti italiani erano al ventiseiesimo posto nel problem solving e nelle competenze di lettura, al ventisettesimo posto nelle competenze scientifiche e al venticinquesimo posto nella matematica. 

Nel 2006, a distanza di tre anni, il nostro Paese ha fatto passi indietro ed è evidente che è necessaria una riforma del nostro sistema scolastico ed educativo che ci consenta di superare quella che il suo predecessore, il Ministro Fioroni, ha definito «l'emergenza educativa» che vive il nostro Paese.

Ma a nome del Movimento per l'Autonomia, signor Ministro, non le posso non rappresentare che la riforma, così com'è, ha la nostra totale e assoluta contrarietà, perché corre il rischio di accentuare il divario tra il nord ed il sud del nostro Paese; un divario che è da attribuire non alla capacità di apprendimento dei nostri ragazzi, né tanto meno alla professionalità dei nostri insegnanti, ma al ritardo infrastrutturale. 

Noi non possiamo non farci carico delle preoccupazioni che ha sollevato il capogruppo all'Assemblea regionale siciliana del Movimento per l'autonomia, l'onorevole Nicola Leanza, il quale ha ricordato che solo in quella regione vi è il rischio che si perdano ben 15 mila posti di lavoro. Il sud non può essere penalizzato. 

Noi non entriamo nel merito delle proposte che lei ha formulato, lo faremo successivamente quando ne discuteremo nelle Commissioni competenti, ma noi, signor Ministro, pur avendo ascoltato le sue rassicurazioni, la invitiamo ad assicurarci, e a dare le sufficienti garanzie a tutto il Paese, in modo particolare al Mezzogiorno, che nessun insegnante corra il rischio, in virtù di questa riforma, di perdere il proprio posto di lavoro.












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