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Fonte:
http://comitatiduesicilie.org/

Resoconto del segretario dei CDS sul

II Congresso Nazionale MPA

Fiore Marro

Caserta 3 marzo 2009
 

Ho letto su un blog pseudo-meridionalista che chiunque si presenta come esponente duosiciliano con il simbolo Mpa non rappresenta altro che se stesso, purtroppo, non è altro che vera e pura realtà. Anche se il messaggio in questione vorrebbe essere un monito astioso e velenoso nei confronti di chi ha superato lo steccato  del perdente del mondo borboniano e che attraverso la propria condotta cerca di sdoganare il borbonismo da setta quasi segreta ad affare più sostanzioso, la realtà che ho riscontrato, che ho registrato al Congresso romano degli Autonomisti  è che all’Mpa del borbonismo, del neo-borbonismo e delle Due Sicilie importa tanto quanto  potrebbe interessare Belen Rodriguez a Vladimir Luxuria. Non so se è un bene o un male, ma è la realtà che i miei occhi hanno visto in questi due giorni di congresso.

I  giovani siciliani che ho conosciuto a Roma del movimento per l’Autonomia sono una delle annotazioni positive  da decantare, la loro ricerca identitaria è coinvolgente ed anche entusiasmante, tra le mozioni da loro presentate al congresso anche una a difesa degli operai di Pomigliano, tra i tanti i fratelli Leo ed anche il figliolo del segretario nazionale dell’Mpa Raffaele Lombardo, di nome Toti, una bellissima nota in un contesto, quello proprio dei giovani, che è stato purtroppo intaccato dalla lunga mano  degli adulti del partito che hanno collocato in altre Regioni a capo del movimento giovanile non  pargoli autonomisti scelti dalle basi, ma nomi calati dall’alto in modo per nulla esaltante per raccomandazione, facendo ricordare ai più azioni da vecchia Democrazia Cristiana anni ’70, un monito per questa cattiva condotta.

La mia esperienza come dirigente di partito è stato comunque entusiasmante. Sono stato inserito nei quadri dirigenti della provincia di Caserta a mia insaputa, certo non ne sono dispiaciuto anzi sarei ipocrita a dire il contrario. Gli amici con i quali da mesi ho iniziato il percorso politico non sono borbonici né meridionalisti né duosiciliani e nessuno di loro lo nasconde, ma sono uomini nati nel sud italico come me e dal loro punto di vista lottano per dare una mano alla ripresa delle nostre aree depresse.

Questa gente è tantissima, per uno come me abituato alle decine o centinaia di persone presenti a congressi o eventi meridionalisti è stato scioccante notare migliaia di persone che, da altre postazioni si muovono in nome del e per il sud, certo non è tutto oro quello che riluce, ma neanche nel nostro ambiente si può salvare e comprendere tutto e tutti.

Lombardo era ed è forse il nostro riferimento politico più che altro per quello che il presidente della Regione Sicilia ha da sempre predicato sulla “questione meridionale”non certo per la sua storia neo borbonica che non ha, chi si era illuso di questo non ha capito bene, chi crede che l’Mpa sia il partito dei duosiciliani è fuori strada, per l’ennesima volta, invito la nostra gente a guardare gli autonomisti siciliani come un mezzo e non come la destinazione del nostro progetto.

La speranza mia è che visto che una delle cause della perdita della nostra nazione è dovuta anche alla forte collaborazione siciliana con il nemico invasore, l’azione di Lombardo possa essere quella di ripagare i danni causati alle Due Sicilie da una parte di suoi conterranei, questo è stato uno dei tanti passaggi che ho scambiato con un gentile esponente dell’Mpa.

Le cose però per alcuni versi sono cambiate per davvero in questi mesi, ma con rammarico per quel che mi riguarda, personalmente e non in nome delle Due Sicilie ho buone possibilità di corsa nell’Mpa perché ho un mio curriculum di uomo d’azione sul territorio, una storia di movimentista e di persona nota a Caserta e provincia  ma non è questo che cerco, non era il mio obiettivo, il mio lavoro era ed è al servizio della Causa ma ciò che ho notato al congresso dell’Mpa a Roma è un totale disinteresse della questione Due Sicilie da parte dei vertici del movimento di Lombardo e del presidente stesso, una totale assenza di interesse per la Storia che dovrebbe essere la certificazione della loro esistenza di Partito.

 Credo che c’è la necessità interna ai CDS di un’assemblea generale per decidere se proseguire ancora la strada con il Movimento per l’Autonomia. Per le preoccupazioni dei celoduristi, stiano sereni non è il caso di crucciarsi più del dovuto, il treno è passato e le Due Sicilie per il momento non hanno staccato il biglietto, possono tranquillamente tornare ai cannoni di cartapesta, alle indicazioni salottiere di separatismi ed indipendenze varie, alla preparazione di classi dirigenti presso la prima pizzeria all’angolo tra un arancino e un crocchè, la sedia a dondolo, con tanto di cicciotto, è salva.

Per quel che riguarda la gente dei CDS oltre che ringraziarli questi eroici esponenti come Luigi Costantino, Marco Fortunato, Massimo Cuofano, Emilio Zangari e Rosario Brancato non so cosa poter dire, eravamo pochi, pochissimi rapportati ai diecimila presenti al congresso.

Fiore Marro

Segretario Nazionale - Comitati Due Sicilie



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