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5 OTTOBRE: L’IDENTITA’ DUOSICILIANA E’ VIVA

di Emilio Zangari

Che cosa differenzia un incontro, una riunione, una manifestazione,  un congresso?

Che cosa č che ci fa sentire a nostro agio in mezzo a persone mai viste prima?

Com’č possibile sentirsi in sintonia con persone che non solo non hai mai visto ma che vivono a centinaia di chilometri di distanza?

Queste domande mi venivano alla mente durante la giornata del 5 ottobre.

Mentre parlavo di passato e di futuro, di proposte nuove, di cosa fare per risolvere i problemi della nostra terra, dell’organizzazione che il gruppo si doveva dare, di come porsi verso gli altri, delle strategie da seguire.

In mezzo a libri che ci ricordavano che siamo stati grandi, che abbiamo avuto un passato glorioso, che ci raccontano il grande inganno che abbiamo subito la voglia di riscatto si respirava nell’aria, era spessa come la nebbia che spesso avvolge la “padania” dove vivo, e cercava un suo modo di farsi sentire, di far vedere che noi ci siamo ancora, che siamo ancora vivi e tali vogliamo restare.

Sarebbe bello trasmettere a tutti i duo siciliani sparsi nel mondo il clima che si respirava, far capire loro che tutte le manifestazioni che si fanno, anche quelle che  ricordano il passato, hanno lo scopo di ricordarci da dove veniamo, e ci permettono di  pensare a come organizzare  un futuro migliore.

L’unione di tutti coloro che hanno a cuore le Due Sicilie č l’obbiettivo primario che dobbiamo avere. E  dispiace sentire una  persona che si dice convinta sicilianista e meridionalista disprezzare l’operato di tanti compatrioti.  Disprezzare  le iniziative che tanti compatrioti portano avanti  vą esattamente verso l’opposto; pensare che ricordare i nostri Partigiani(per qualcuno briganti), sia una perdita di tempo č sbagliato.

Cosi come č sbagliato condannare le commemorazioni.

Non c’č voglia di chiudersi nel passato e dimenticarsi del futuro, ma semplicemente la certezza  che il futuro migliore che possiamo avere verrą dalla consapevolezza di chi eravamo. Stiamo cercando il modo di agire per recuperare la dignitą che ci č stata tolta. Non pensiamo di avere la soluzione pronta e di non avere bisogno di nessuno. Cerchiamo altri compatrioti che vengano a dirci cosa pensano, che ci diano idee, consigli; che ci aiutino a scrivere un progetto che ci permetta di superare le divisioni e ci faccia uscire dall’oblio. E lo possiamo fare soltanto dandoci delle regole, dandoci un’organizzazione e rispettando le decisioni che il gruppo prenderą e avviando un percorso che ci permetta, seguendo le leggi  di quello che č attualmente il paese in cui viviamo, di riprendere in mano le redini del nostro futuro. 

Voglio ringraziare tutti i compatrioti che ho conosciuto al Congresso. I loro  interventi sono stati eccezionali: e alla mancanza di una dialettica che solo una attivitą politica prolungata puņ dare, la cosa che colpiva era la sinceritą e la passione.

E stupiva sentire interventi e parole con accenti toscani, romani, lombardi che si mischiavano a interventi con accenti duo siciliani come se questo fosse la cosa pił normale del mondo; ma lo stupore lasciava spazio alla certezza che,  al di lą del modo diverso di parlare, aldilą delle esperienze diverse da cui ognuno proveniva 148 anni di usurpazione non hanno cancellato lo spirito di quello che siamo stati.

L’IDENTITA’ DUOSICILIANA č ancora forte, e prevarrą contro ogni tentativo che cercherą di farla morire.

Zangari Emilio – Comitati Due Sicilie – Lombardia







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