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A Gioia del Colle vengono poste le basi per l’Unità dei Meridionalisti

Sotto l’egida e nel ricordo del Sergente Pasquale Domenico Romano da Gioia del Colle, Alfiere del Re delle Due Sicilie, nella cittadina dell’entroterra pugliese i movimenti meridionalisti più rappresentativi raggiungono l’intesa e gettano le basi dell’Unità Meridionalista.

Alla fine di una intensa giornata di dibattito, infatti, i rappresentanti di Insorgenza, Comitati Due Sicilie, Per il Sud, Rete Sud, Lega Meridionale, Associazione Due Sicilie Puglia, Movimento Meridionale, Nazione Due Sicilie, Movimento NoiBorbonici ed Associazione Due Sicilie Terra di Lavoro hanno siglato una mozione nella quale si denuncia l’atteggiamento antimeridionale dell’attuale partitocrazia imperante di destra e di sinistra ivi compresi taluni nuove forze politiche apparentemente filosudiste ma che sino ad oggi, pur avendo rappresentanti parlamentari, nei confronti del sud e delle sue numerose problematiche hanno mantenuto un atteggiamento ambiguo e certamente poco o nulla concreto.

Nella loro mozione, però, i movimenti meridionalisti non si sono limitati a porre in evidenza l’incongruità e vacuità dell’azione di tali forze parasudiste ma hanno anche indicato alcuni dei punti che da oggi in poi segneranno la comune attività politica e che sono stati così riassunti:

impegno a favore dell’istituzione della macroregione meridionale, difesa del sistema sociale, difesa ambientale, salvaguardia del sistema produttivo ed occupazionale meridionale, creazione di un sistema bancario ad impronta meridionale con destinazione dei proventi del signoreggio allo sviluppo del sistema produttivo del sud ed, infine, riforma del sistema elettorale.

In considerazione del fatto che, al dibattito è intervenuta, in qualità di osservatrice, anche la Coordinatrice Regionale del Movimento Per il Bene Comune, i rappresentanti delle Associazioni Meridionaliste hanno deliberato che il primo atto della Confederazione per la Costituente Meridionalista sarà quello di affiancare l’azione di Per il Bene Comune nella battaglia contro il nucleare (scorie comprese) nei territori del Sud.

Infine, nel corso dell’incontro, è stato definito l’organigramma ed il programma di massima del Comitato Lucio Barone finalizzato al recupero e alla dignitosa tumulazione dei resti dei Patrioti del Sud esposti nel museo Lombroso di Torino.

retesud(at)gmail.com


Fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

LA GAZZETTA DELMEZZOGIORNO

Giovedì 7 gennaio 2010

MORÌ 150 ANNI FA. IERI COMMEMORATO A GIOIA DEL COLLE

Bari, nasce partito in memoria dì un brigante

MARISA INGROSSO

BARI. A poche settimane dalle elezioni regionali, in Puglia accadono strane cose. Ieri riunione di un gruppo di persone nel bosco di Vallata, tra Gioia del Colle e Santeramo, nel Barese. Volevano rendere onore a Pasquale Domenico Romano, giovane gioiese che, 150 anni fa, combattè e mori per scacciare i Piemontesi e riportare i Bortone sul trono.

Romano, era un brigante. Quella folla riunita attorno al suo monumentino sa benissimo di esporsi a critiche o a pesanti sfottò. Nel 2010, con le istituzioni italiane ben solide e formate, col Parlamento, l'Esecutivo, gli Enti locali di governo e il resto, cosa può esserci di più anacronistico di riunirsi per un brigante?

Gazzetta Mezzogiorno - Gioia del Colle Meridionalisti

Già il giorno prima, accogliendo l'invito della «Rete del Sud», le stesse persone si erano riunite nella sala convegni del Club alpino italiano di Gioia per discutere niente meno che del «Progetto per la Costituente per l'unità meridionalista». Per dirla con le loro parole: «Sotto l'egida e nel ricordo del sergente Pasquale Domenico Romano da loia del Colle, alfiere del" Re delle Due Sicilie, nella cittadina dell'entroterra pugliese i movimenti meridionalisti più rappresentativi hanno raggiunto l'intesa e hanno gettato le basi dell'Unità Meridionalista».

I rappresentanti di Insorgenza, Comitati Due Sicilie, Per il Sud, Rete Sud, Lega Meridionale, Associazione Due Sicilie Puglia, Movimento Meridionale, Nazione Due Sicilie, NoiBorbonici ed Associazione Due Sicilie Terra di Lavoro «hanno siglato una mozione nella quale si denuncia l'atteggiamento antimeridionale dell'attuale partitocrazia imperante di destra e di sinistra ivi compresi taluni nuove forze politiche apparentemente filosudiste ma che sino ad oggi, pur avendo rappresentanti parlamentari, nei confronti del Sud e delle sue numerose problematiche hanno mantenuto un atteggiamento ambiguo».

I movimenti meridionalisti sono poi passati alla proposta politica. I punti qualificanti del programma? «Impegno a favore dell'istituzione della macrore-gione meridionale, difesa del sistema sociale, difesa ambientale, salvaguardia del sistema produttivo ed occupazionale meridionale, creazione di un sistema bancario ad impronta meridionale con destinazione dei proventi del signoreggio allo sviluppo del sistema produttivo del sud e, infine, riforma del sistema elettorale».

Le battaglie immediate? Lotta al nucleare e attivazione di un Comitato «finalizzato al recupero e alla dignitosa tumulazione dei resti dei Patrioti del Sud esposti nel museo Lombroso di Torino». E se il lettore scettico si stesse corrucciando, a tutto questo dovrà aggiungere anche che le attività di Gioia del Colle sono in perfetta armonia con un movimento molto, molto, più ampio che - il prossimo 16 gennaio, a Napoli - porterà alla nascita del primo «Parlamento del Sud».

Di cosa si tratta lo spiega bene Alessandro Romano che, a quanto afferma, è proprio un discendente del brigante commemorato ieri: «Nel Parlamento di Napoli ci saranno 130 delegati o sovrintendenti spiega Romano - persone aderenti ad associazioni neo-borboniche, ragazzi di 25 anni o ultrasettantenni. Saranno rappresentate tutte le categorie produttive. Persone che non hanno mai ricoperto una carica in seno ai partiti esistenti. Saranno come noi: di ispirazione cattolica e meridionalisti convinti».

«Vogliamo creare un organismo svincolato dai partiti e vogliamo fondare un "Governo luce", più che un "Governo ombra". Quindi - continua Alessandro Romano - nomineremo un ministro per quanti sono i dicasteri del governo italiano. Perché vogliamo dirla tutta su tutto. Non vogliamo creare un partito, vogliamo dare spunti alla classe dirigente, soprattutto a quella meridionale. Perché le attuali soluzioni per il Sud, secondo noi, non sono idonee e vogliamo dire la nostra. Vogliamo far sentire la nostra voce, la voce del Sud». È la sagra dell'assurdo? È quanto di più anacronistico esista? Può darsi. Ma si pensi a questo: tra poche settimane si terranno le elezioni regionali. Sono le votazioni più importanti per i territori. Sono le votazioni del «fare», dell'amministrare. Non conta tanto l'ideologia. Così ti aspetteresti un ampio dibattito sui programmi concreti, sulle battaglie immediate. Parole chiare sul nucleare, sul federalismo. Invece, la Puglia che conta, la Puglia «seria» per definizione, da settimana non fa che arrotarsi su di un argomento: i candidati. Sembra non ci sia altro al mondo.

E allora, il lettore scettico bene farà a tenersi stretto il suo scetticismo ma, in tutta sincerità, non potrà che guardare con un pizzico (o più) di simpatia a quella Puglia che conta davvero pochissimo, che si riunisce nel ricordo di un brigante e che - per altro rispettando il Tricolore e mai vagheggiando secessioni -dedica le sue energie a parlare di «programmi», di Istituzioni (con la maiuscola), di problemi e di soluzioni.









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