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Qui si salva l'Italia o si sfascia

di Zenone di Elea

(se vuoi, puoi scaricare l'articolo in formato RTF o ODT o PDF)

Rds, 24 Maggio 2008

Il decreto sulle misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 23 maggio 2008.

Il provvedimento, ora in vigore, prevede che lo stato di emergenza cessi il 31 dicembre 2009. Nel testo è contenuta la nomina del neo sottosegretario Guido Bertolaso e l'elenco delle 10 discariche da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti:


COMUNE LOCALITA’
Sant'Arcangelo Trimonte (Bn) Norecchie
Savignano Irpino (Av) Postarza
Serre (Sa) Macchia Soprana e Valle della Masseria
Andretta (Av) Pero Spaccone
Terzigno (Na) Pozzelle e Cava Vitiello
Chiaiano (Na) Chiaiano
Caserta Torrione (Cava Matroianni)
Santa Maria La Fossa (Ce) Ferrandelle

Appena si sono conosciuti i nomi è scoppiata la protesta, in particolar modo a Chiaiano, dove – dicono in questo momento al TG3 – è ‘rimasta’ nelle mani della Polizia anche la telecamera di un giornalista della RAI ed “è volata qualche manganellata”.

Questo sito non ha mai soffiato sul fuoco e ci siamo augurati che De Gennaro (un campano) riuscisse nel suo intento. Così non è stato, non per colpa del commissario straordinario, anzi – lo abbiamo scritto – questo stato gli dovrebbe essere grato per aver tutto sommato resistito ben quattro mesi senza che scoppiasse l’irreparabile tra forze dell’ordine e manifestanti antidiscariche.

Sono stati buttati via, però, quattro mesi preziosi. Si sarebbe potuto fare di più, ma la politica avrebbe dovuto avere uno scatto di orgoglio nazionale e morale:

Ora la situazione si è complicata, si tratta di una corsa contro il tempo per evitare che il caldo aggiunga un disastro sanitario a quello ambientale ed economico – si parla di 650.000 presenze in meno nel 2007, senza parlare del calo di vendite di mozzarelle e ortaggi prodotti in Campania.

Non abbiamo letto il decreto ma sulla stampa – e lo stesso Berlusconi – hanno parlato di siti dichiarati zone di interesse militare la cui giurisdizione viene affidata ad un collegio giudicante che ricorda i tribunali speciali, smentiteci se questa nostra affermazione costituisce una bestialità.

Chi si avvicina a tali siti o chi protesta nelle loro vicinanze rischia l’arresto. Leggo sui giornali che ieri sera tre giovani sono stati processati per direttissima.

Come è potuto accadere?” si chiedeva l’estensore di un articolo sul problema rifiuti pubblicato sulla rivista di Fofi “Lo Straniero”.

 Per insipienza della classe politica campana, rispondiamo noi, e per irresponsabilità di quella nazionale che è rimasta per anni a guardare, il tutto dietro un perverso intreccio di interessi tra centro e periferia.

  Certo, immaginare che la politica rinunciasse alla corsa alle poltrone – ci riferiamo a chi stava alla opposizione, il centrodestra – o alla loro difesa – ci riferiamo a chi stava al governo, il centrosinistra – rinviando le elezioni per risolvere il problema campano è utopia pura, ma avrebbero potuto pretendere l’azzeramento della classe dirigente delle zone ad alto rischio ambientale.

 Questo gesto avrebbe calmato gli animi e avrebbe convinto i cittadini che si stava facendo sul serio. Invece nei palazzi romani hanno preferito occuparsi d’altro, le poltrone, lasciando che il commissario tirasse a campare preoccupandosi solamente di evitare che scoppiasse il peggio.

Il clima freddo di questa strana primavera ha dato loro una mano, ma non alla Campania e non all’Italia.

Su questa regione, su Napoli (1) che spalancò le porte senza colpo ferire ai “liberatori” venuti dal nord, ora grava il peso di questa Italia il cui destino come stato unitario rischia di finire nella monnezza.

La linea dura che ieri si sarebbe dovuta adottare con un atto di coraggio politico - parallelamente all’azzeramento di parte della classe dirigente campana - ora diventa estremamente pericolosa (2).

Non occorre essere degli analisti per capire che se alzi il livello militare dello scontro sul piano sociale da un lato esso funziona come deterrente nei confronti del padre di famiglia che si vuol tenere la fedina penale immacolata e se ne sta a casa, ma d’altro canto costringi alla “clandestinità” chi non intende demordere.

Noi ci auguriamo che venga ascoltato l’appello ai campani di Mario Orfeo, direttore del “Mattino”, ma siamo pessimisti, molto pessimisti.


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(1) Durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri Tremonti pronuncia una delle sue velenose battute: "Napoli da grande capitale è divenuta una prefettura.".

(2) Questo è lo Stato?

Sì, eccolo. Non l'avevamo mai visto qui.

Lo avevamo sognato fare il suo ingresso trionfale per battere la camorra, per mettere in galera in delinquenti, per proteggerci.

Lo vediamo, al suo debutto, picchiare a sangue gente che ha la sola colpa di non voler 700mila tonnellate di rifiuti in una cava di tufo con una falda acquifera sotterranea a dieci metri, con un gravissimo dissesto idrogeologico e quattro ospedali a 300 metri in linea d'aria e 200mila persona tutt'intorno.

Gente che si ostina a dire no a una bomba ecologica nel cuore di Napoli, ieri sera, alle 18 e 30, è stata aggredita a freddo dalle forze dell'ordine.

Gente colpevole di essersi seduta a terra. Per questa ragione, cinque persone sono state prese di peso e portate in Questura.

Vi diranno che erano facinorosi. Non è vero.

Vi diranno che la polizia ha agito per la legalità. Non è vero.

Hanno picchiato gratuitamente, in una giornata tranquilla, nell'orario di maggior affluenza al presidio, in modo plateale e nel time giusto per i telegiornali della sera, per dare un segnale a tutti: attenti a contestare, sarete massacrati. E' il metodo delle dittature militari.  

Cfr. "Il massacro a freddo della dittatura militare" di ANTONIO MENNA, http://www.antomenna.blogspot.com/

"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".  Elisa Di Guida (docente di Storia e Filosofia - Napoli)-

Cfr."Così ho visto i poliziotti scatenati picchiare donne e persone anziane" http://www.repubblica.it/



La mappa dei e dei termovalorizzatori - Fonte: http://www.lastampa.it/ - 24 Maggio 2008

La Stampa 24 maggio 2008

Prima pagina de "Il Mattino"
24 Maggio 2008
Prima pagina de "Il Manifesto"
25 Maggio 2008
mattino manifesto










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