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"SE TORNANO LORO...''


SUCCESSO E CONDIVISIONE PER GLI EMIGRANTI

 

23 XII 2002 - Largo di Palazzo*  Via Toledo 

RASSEGNA STAMPA DEL 24 XII 2002

 

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ed è stato postato nella mailing list DdojeSicilie
[Tuesday, 24 December @ 08:59:43 CET] Postato il Tuesday, 24 December
@ 08:59:43 CET di Red. Napoli Contributo di Red. Napoli

Grande simpatia e afflusso di persone incuriosite dapprima ma poi sempre più d'accordo con l'idea. Napoli.
Nonostante la defezione di qualcuno, quella di ieri [23 dicembre 2002 ndr] è stata davvero una manifestazione riuscita.
L'idea partorita dalla mente vulcanica di Marina Salvadore come ironica sfida, si è concretizzata in un vero e proprio "meeting". Il concomitante e papale "mordi e fuggi" (antica tradizione familiare...) del trio Savoja ha reso tutto l'evento ancora più attuale.
Tantissime le persone che si sono avvicinate alla postazione "occupata" a Largo di Palazzo, ma il clou dell'interesse lo si è raggiunto nel trasferimento alle porte di via Toledo, dove l'afflusso degli acquirenti natalizi è stato dragato ed è stato necessario ripetere numerose volte l'operazione di fotocopiatura del volantino che alleghiamo, per conoscenza :

 

Al Nord devolution Al Sud revolution!
Per quanto ancora…?

Per quanto tempo ancora dovremo sapere dalla TV e dai giornali dei suicidi di nostri compaesani che non trovano un posto di lavoro?
Di case che crollano e uccidono i nostri figli? I media ci fanno vedere solo dati negativi quando si parla del Sud. Per quanto ancora dovremo essere guardati con diffidenza, come delinquenti, ignoranti, scansafatiche, solo perché siamo del Sud?
Nel nord Italia i meridionali inseriti sono tanti, occupano posti anche di prestigio, si fanno onore e guardano ai loro paesi d’origine con sofferenza mentre vediamo l’indifferenza dei politici meridionali troppo legati al partito e troppo poco alla loro terra.
Smettiamola di intitolare strade e monumenti a Vittorio Emanuele, a Bixio, Cialdini, Garibaldi, falsi eroi : sono stati loro la causa della povertà del Sud, povertà che continua tuttora.
Hanno massacrato centinaia di migliaia di meridionali, colpevoli di difendere la loro Patria dall’invasione straniera, cittadini e contadini inermi e partigiani definiti "briganti", nostri bisnonni ai quali và con fierezza il nostro grazie e la nostra memoria.
Hanno provocato un esodo biblico di milioni di conterranei sparsi nel mondo...e nel nord Italia che hanno ulteriormente arricchito ancora il nord Italia.
Avranno oggi, con la devolution, i Governatori del Sud, il coraggio di far scrivere la verità sui libri di Storia Risorgimentale che leggono i nostri ragazzi?
Uomini, donne del Sud, alzate la testa senza timori, riprendete la vostra terra, prima che sia tardi!
Prima che vi privino anche delle vostre sorgenti d’acqua a cui dissetarsi.
Il petrolio della Sicilia, della Lucania, viene sfruttato da aziende del nord.
La maggior parte delle cose che comprate arrivano dal nord.
Per quanto tempo ancora saremo solo dei clienti per i nostri "fratelli d’Italia" nordisti? Nel nostro Meridione non esistono più banche meridionali nè assicurazioni né fabbriche.
Costituiamo un nostro partito politico : in questo momento non abbiamo nessuno che ci rappresenti politicamente, ora come mai si avverte la necessità di politici che difendano il Meridione visto che i vari "onorevoli" meridionali in Parlamento pensano solo ai loro pollai.
Costruiamo un Sindacato meridionale.
Dimostriamo che non siamo secondi a nessuno e che abbiamo le capacità di raggiungere obiettivi senza l’elemosina dello Stato.
Questo è il momento.
Se l’unità d’Italia ha prodotto ricchezza solo per il nord a spese del Sud, riuniamo le Regioni del Sud in un’unica forza: Uomini capaci al Sud non mancano, anzi... I meridionali del nord vi sosterranno con il voto. Noi a Milano, Torino, Genova, meridionali senza patria: diversi al nord e ormai stranieri al Sud, amiamo la nostra terra, ricerchiamo le nostre radici, soffriamo per la lontananza e per le condizioni in cui ancora vive tutto il Sud.
Noi tutti rappresentiamo il 65% dell’intera popolazione italiana: uniti rappresenteremmo il più grande partito mai visto nella Storia italiana: non avremmo alcuna contrapposizione e potremmo riprenderci il maltolto.
La nostra arma migliore è il voto.
I partiti attuali ci dividono.
Solo in questo modo potremo ricostruire un Sud nuovamente ai primi posti in Europa, come 142 anni fa.
Costruite un Sud migliore per le future generazioni.
I meridionali del nord si stanno aggregando per organizzarsi.
Coraggio!
Scetateve….scetateve….

COMITATO AUTONOMO SPONTANEO MERIDIONALISTA
Informazioni : 339-1816755 oppure 333-6984733

 

 

RASSEGNA STAMPA DEL 24 XII 2002
(ringraziamo "Pasquale" della mailing list DdojeSicilie per averceli segnalati)

 

"Il Mattino"

Il Gazzettino

"Roma

La Provincia Pavese

La Gazzetta del Sud

Il Giornale di Vicenza

 

"Il Mattino"

La protesta 
dei neoborbonici:
via per colpa loro 
"Se sono tornati loro vogliamo tornare anche noi". Ce l'hanno con i Savoia e si definiscono emigranti e partigiani, ma il comitato spontaneo dei meridionali che in pieno struscio natalizio ha manifestato ieri in piazza del Plebiscito - potenzialmente infinito grazie ai numerosi siti che Internet accoglie sul tema - richiama per strada solo pochi elementi. A rinvigorire le file del piccolo corteo, i rappresentanti del movimento neoborbonico di Napoli e Caserta. Sventolano le bandiere del Regno delle due Sicilie, mentre gli emigranti cantano la loro nostalgia per il Sud. "I Savoia sono responsabili della nostra emigrazione in tutto il mondo", denunciano.

 

"Roma"

Borbonici scendono in piazza:
"Vogliamo tornare anche noi"

NAPOLI – "Se sono tornati loro vogliamo tornare anche noi". Ce l'hanno con i Savoia e si definiscono emigranti e partigiani, ma il comitato spontaneo dei meridionali che in pieno shopping natalizio ha manifestato ieri in piazza del Plebiscito - potenzialmente infinito grazie ai numerosi siti che Internet accoglie sul tema - richiama per strada solo pochi elementi.

A rinvigorire le file del piccolo corteo, i rappresentanti del movimento neoborbonico di Napoli e Caserta.

Sventolano le bandiere del Regno delle due Sicilie, mentre gli emigranti cantano la loro nostalgia per il Sud. "I Savoia sono responsabili della nostra emigrazione in tutto il mondo".

Non si spiegherebbe altrimenti perché prima del 1861 nessuno era costretto ad andare via da qui, dalla nostra terra, dal nostro Sud… In piazza a manifestare contro i nemici storici , contro "l’altra" casa regnante che ha segnato la storia del Paese si ritrovano la giornalista emigrato a Milano, l’ingegnere venuto per l’occasione da Londra, il regista Giuseppe Tordiglione che prepara un film sui briganti promettendo una produzione firmata da Hollywood.

Quindi in piazza che pure tanta parte ha rappresentato per la storia della Capitale del Regno, parte il coro dei movimenti neoborbonici per fare da sfondo ad un monito "Bisogna ristudiare la storia d’Italia" per recuperare l’orgoglio del Meridione – spiega Pompeo de Chiara delegato dell’Associazione neoborbonica di Caserta – I reati dell’esercito piemontese nel sud sono ancora coperti dal segreto di stato dopo 150 anni. Ma c'è molta bibliografia accessibile a riguardo negli archivi della capitale. E’ ora di riconsiderarla per ridare dignità alla gente del Sud".


La Gazzetta del Sud

LA CURIOSITA'
«Macché rientro, non hanno mai messo piede in Italia»

ROMA – Per i Savoia «non c'è stato alcun rientro in Italia e Vittorio Emanuele è rimasto sempre sotto immunità diplomatica e non ha mai messo piede nel territorio dello stato italiano». Ad affermarlo, in una nota è, Stefano Covello, primo firmatario del referendum di garanzia costituzionale per impedire il rientro dei Savoia ed esponente dell'Associazione mazziniana italiana. «Si è voluto spacciare per un rientro in Italia quello che non è stata altro che una visita privata in Vaticano per la cui realizzazione Vittorio Emanuele di Savoia – spiega Covello –, sceso da un aereo svizzero in un'area aeroportuale soggetta al diritto internazionale, è salito direttamente su due vetture diplomatiche del Vaticano. Quindi non è ancora rientrato nel territorio dello Stato e del
suo bel passaporto nuovo non ha saputo che fare, visto che non l' ha dovuto esibire a nessuna frontiera né dogana». «Per quanto mi riguarda – aggiunge Covello – Vittorio Emanuele non è affatto rientrato in Italia, nè ha intenzione di rientrarvi». «Se sono tornati loro vogliamo tornare anche noi». Ce l'hanno con i Savoia anche i neoborbonici, di cui una sparuta delegazione ha manifestato ieri a Napoli. «I Savoia sono responsabili
della nostra emigrazione in tutto il mondo. Non si spiegherebbe altrimenti perché prima del 1861 nessuno era stato costretto ad andare via da qui».  «Bisogna ristudiare la storia d'Italia per recuperare l'orgoglio del Meridione», spiegano.

 

Il Gazzettino

Martedì, 24 Dicembre 2002
A NAPOLI Neoborbonici in piazza: «Vogliamo tornare anche noi»
«Se sono tornati loro vogliamo tornare anche noi». Ce l'hanno con i Savoia e si
definiscono emigranti e partigiani, ma il comitato spontaneo dei meridionali che ha manifestato in Piazza del Plebiscito richiama per strada pochi elementi. A rinvigorire le file del piccolo corteo, i rappresentanti del movimento neoborbonico di Napoli e Caserta. Sventolano le bandiere del Regno delle due Sicilie, mentre gli emigranti cantano.

 

 

La Provincia Pavese

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Il Giornale di Vicenza

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Piazza del Plebiscito  < Largo di Palazzo

L'attuale Piazza del Plebiscito, ebbe questo nome 
per ricordare il plebiscito che si tenne tra il 21 e il 22 Ottobre 1860.
Prima si chiamava "Largo di Palazzo", perché prospiciente 
la facciata principale del Palazzo Reale, 
costruita nei primi anni del Seicento su progetto dell' architetto 
Domenico Fontana, proveniente dalla corte papale di Roma.

 

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