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Il Sud: da dove si parte?

E’ da qualche tempo che sento l’esigenza di condividere alcune considerazioni sulla strada che ritengo utile per lo sviluppo del Mezzogiorno, pur essendo combattuto da una certa disillusione riguardo al valore delle parole, in un mondo in cui le parole sovrabbondano, hanno saturato la nostra vita e hanno molto spesso perso valore, in particolare, se non accompagnate dalla coerenza comportamentale.

Negli ultimi tre anni, da quando ho sentito l’esigenza di dare un contributo più evidente allo sviluppo della terra in cui sono nato, fondando l’Associazione “2033 progetto sud” (www.2033progettosud.it), ho avuto modo di confrontarmi con tanti, nobilissimi e diversissimi modi di esprimere il proprio impegno per il Sud che potremmo tentare di sintetizzare in maniera asettica, cercando di farci delle domande.

1) Ricostruzione storica:

Sono consapevole dell’importanza di ristabilire la verità, ricostruendo correttamente la storia del Risorgimento e quella precedente, che giustamente evidenzia la grandezza e la rilevanza che aveva il Regno delle Due Sicilie nel panorama internazionale pre-unitario.

Queste ricostruzioni e coloro che si sono e si stanno adoperando per diffonderle hanno il grandissimo merito di rafforzare l’orgoglio di essere meridionali in un periodo in cui sembra che essere del Sud sia sinonimo di incapacità, di mafiosità e di oziosità.

La domanda che voglio condividere è la seguente: può da sola questa attività essere la strada del cambiamento?

2) L’antagonismo:

E’ difficile in un Paese che tende continuamente a rimarcare e veicolare l’immagine di un Nord produttivo, operoso e rispettoso delle regole verso un Sud clientelare, parassita e incapace, resistere alla tentazione di ripagare con la stessa moneta costoro, evidenziando i motivi che hanno creato tale squilibrio, cedendo alla tentazione di porsi in un muro contro muro, Sud contro Nord.

La seconda domanda che pongo è questa: può un popolo rinascere sull’odio e sull’antagonismo?

3) Analisi dei fattori di sviluppo del Sud:

Chi di noi non ha chiara nella propria mente, la ricetta per rilanciare lo sviluppo della nostra terra?

Il turismo, le infrastrutture, il Mezzogiorno come ponte verso il Mediterraneo, la riduzione della pressione fiscale e tanti altri fattori che elenchiamo e sentiamo nei convegni anche da parte di illustri economisti.

La terza domanda che pongo è questa: abbiamo ancora bisogno di spendere energie nelle analisi e nel definire le ricette su cui non abbiamo potere di fare nulla?

La mia personale risposta alle tre domande è: NO!

Se vogliamo evitare che SUD diventi uno slogan, una sigla che a breve sarà utilizzata dai soli noti (che hanno molti più mezzi di noi) che come il gattopardo si adopereranno per cambiare, perché nulla cambi, il cambiamento dovrà venire dal basso, non potrà essere fondato sulle parole, ma sugli esempi e sui fatti ed ha una sola speranza: l’aggregazione (per diventare una voce ed una forza da ascoltare), su un percorso costellato di piccole azioni concrete, che selezionino (sui fatti e non sulle parole) una nuova classe dirigente (non basta proclamarsi a favore del Sud per essere capace di realizzare il cambiamento).

E’ questa una strada difficile, ma a mio parere l’unica di cui disponiamo anche per smuovere le coscienze di coloro che non sperano neanche più nel possibile cambiamento.

Concludo con l’invito a confrontarci su queste piccole azioni e progetti concreti che possano avviare il cambiamento, la sede può essere Palermo dal 20 al 22 maggio (durante la terza edizione di “Arte, cultura e sviluppo del Mezzogiorno http://www.facebook.com/ ) o qualsiasi altro contesto.

La nostra Associazione sarà lieta di condividere il progetto di sviluppo denominato : Villaggio competitivo.

Lascio questo messaggio su FB, che con tutti i suoi limiti oggi rappresenta il miglior esempio di democrazia dell’informazione di cui disponiamo, non potendo contare sui grandi mezzi di comunicazione che, ormai è evidente, non hanno nessun interesse ad un cambiamento di tale portata.

Alfredo Sasso

Associazione “2033 Progetto Sud”

e-mail: info033progettosud.it











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