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http://www.larticolo.it - Lunedì, 20 Settembre

Economia - Sviluppo del Mezzogiorno - Finanza

Quale banca per il Mezzogiorno?

Dibattito sulla creazione di un istituto di credito del Sud
 di Pierluigi Boda

Ugo Marani (Presidente Ires Campania)


In questo dibattito bisogna chiarire se ci si riferisce a una banca commerciale o a una merchant bank. Lo sviluppo del Mezzogiorno oggi dipende fortemente dalla capacità di selezionare gli investimenti, evitando il razionamento del credito che impedisce ai progetti migliori di realizzarsi.


Quello che serve di più è quindi una merchant bank che, grazie al radicamento territoriale, riduca l’attuale asimmetria informativa, mostrandosi capace di selezionare le opportunità di investimento più serie e di attrarre, di conseguenza, quei capitali di rischio che oggi non affluiscono.


Massimo Marrelli (Preside della Facoltà di Economia della Federico II)


L’ultima occasione storica per far sì che una parte del sistema bancario restasse nel Sud è stata quando una parte del capitale del Banco di Napoli era ancora disponibile. Occasione persa, difficilmente ripetibile. Il problema ora non riguarda la creazione di una nuova banca, ma la gestione dell’appesantimento finanziario delle aziende. Urgono due decisioni politiche fondamentali: la prima è se reincentivare o no il prestito alle piccole e medie imprese; la seconda è se intervenire di fronte a questa struttura finanziaria appesantita.


In questo settore la strategia delle Sparkassen, attive nei Länder tedeschi orientali, continua a essere un buon esempio.


Adriano Giannola (docente di Economia bancaria presso l’Università di Napoli Federico II)


Non c’è una vera proposta nell’intervento dell’ex-ministro dell’Economia. Tremonti si limita a constatare la distruzione del sistema bancario di una regione europea di 20 milioni di abitanti. Una collettività privata di un patrimonio fondamentale. E alla fine quello di Tremonti è soprattutto un attacco, in primis alla Banca d’Italia che ha sempre negato l’esistenza di questo problema. È una cruda ricostruzione di fatti che bruciano a molti, anche nella sinistra. A cominciare da D’Alema, Bersani e Prodi, che non si sono opposti, anche se la responsabilità istituzionale della distruzione del Banco di Napoli, è stata del Governo in carica. Nonostante l’attacco di Tremonti, forse alla fine la Banca d’Italia era la meno responsabile. 

 
Lunedì, 20 Settembre


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