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Fonte:
http://www.ilportaledelsud.org/

Intervento del presidente della Campania, Antonio Bassolino,

sul decreto legislativo n° 56/2000 ("legge anti-sud")

di Alfonso Grasso

La legge anti-sud (d.ls. 56/00 sul federalismo fiscale) è uno strumento estremamente penalizzante per le Regioni del Sud, che hanno un reddito pro-capite metà del Nord. Gli antefatti sono esposti nel precedente articolo.

Molti tra coloro che si proclamano "meridionalisti" manco sanno di cosa si tratta. Evidentemente, sono troppo impegnati nelle diatribe tra nostalgici borbonici e nostalgici ellenisti, revisionisti filofascisti e qualunquisti, pennaruli e giacobini, indipendentisti e unitari, assertori di “si dice i Borbone” e “no! si dice i Borboni”, ecc ecc. Dietro questi diluvi verbali e cattedratici, le questioni che veramente incombono sul Sud rimangono là, a marcire, in attesa che, terminate le battaglie simboliche e ammainate le bandiere, qualcuno se ne ricordi.

Per coloro che invece considerano importante essere informati per farsi un'opinione, riportiamo la sintesi della dichiarazione del Presidente Bassolino, da tempo impegnato per abrogare il decreto anti-sud, rilasciata il 23 novembre 2004:

"Il Presidente del Consiglio riconosce che il meccanismo di perequazione adottato con il dlgs 56 ha già dato e darà risultati squilibrati sul piano della ripartizione delle risorse. E' una posizione che conferma i rilievi che abbiamo mosso da tempo all'applicazione del decreto. Tuttavia va rilevato che Berlusconi non chiarisce alcuni aspetti scaturiti dall'applicazione di questo decreto.

In particolare, non si fa riferimento al riparto del 2002, che costa 88 milioni alle regioni meridionali (21 solo alla Campania). Se dovessero permanere tali criteri, la perdita per il sud sarebbe di 477 milioni nel triennio 2002-2004. Tale riparto non solo è iniquo, ma è stato erogato solo parzialmente. Infatti il Governo ha bloccato il trasferimento a tutte le Regioni del 5% della compartecipazione IVA. E' una decisione molto grave, che noi respingiamo. Il riparto effettuato nel 2002 in base al dlgs 56 (riparto che comunque contestiamo) assegnava alla Regione Campania 722,230 milioni di euro. Di questa somma ne sono stati trasferiti in questi giorni solo 486,400 milioni. Sono stati dunque bloccati alla nostra regione 235,830 milioni. E' necessario sbloccare subito queste risorse e poi, qualora, come crediamo, la Corte ci desse ragione, procedere al conguaglio.

Inoltre, il Presidente del Consiglio continua a non dire come e quando saranno recuperate le somme che non ci sono state erogate. Torno a chiedere: che criteri saranno usati per ripartire le somme relative al biennio 2003/2004? Gli stessi usati (e da noi contestati) per il 2002? Oppure si useranno criteri diversi? E quali? A tutte queste domande, finora, non c'è stata risposta. Vari membri dell'Esecutivo, da Fini a Calderoli, da Siniscalco a La Loggia ed ora lo stesso Presidente Berlusconi ci hanno dato ragione, rilevando l'iniquità del riparto. Ma senza alcun risultato pratico. E la semplice sospensione degli effetti del decreto per il 2005, sia chiaro, non può farci recedere dal dovere di andare avanti con il nostro ricorso al TAR e alla Corte Costituzionale. Perché il danno finanziario subito dalla Campania resta. Perciò mi auguro che i tempi che il Governo si è dato per studiare la materia e per trovare una soluzione si accorcino, così da poter porre rimedio ad una situazione che ci ha pesantemente penalizzati."

Fonte: http://www.ilportaledelsud.org/



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