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Per non far torto a nessuno e per non ledere i diritti degli autori delle opere, riportiamo poche righe tratte dalla prima pagina di ogni testo, per invogliarvi allo studio personale degli argomenti.

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STUDI SUL MEZZOGIORNO REPUBBLICANO

di Luca Bussotti

E' sempre attuale la "questione meridionale"? Brevi riflessioni in merito all'immagine del Mezzogiorno nella società e nella politica italiana del dopoguerra

La violenta comparsa, sulla scena politica e culturale italiana, della "questione settentrionale", ha provocato il parallelo oblio del Mezzogiorno e dei suoi problemi. Vi è, oggi, una occasionale, se non addirittura residuale attenzione verso la "questione meridionale", che pure, nonostante tutto, continua ad essere il punto di maggiore difficoltà dell'aggancio dell'Italia all'Europa.


Parlare di Mezzogiorno costituisce, talvolta, un attestato di arcaismo culturale o di patetismo paternalista degno di miglior causa. Questo libro intende porsi su una linea esattamente contraria a quanto il senso comune e, sempre più spesso, il dibattito politico, stanno facendo rispetto al Sud d'Italia.


Desidera, cioè, da un lato capire alcuni dei complessi motivi per i quali il modello di sviluppo nazionale postbellico abbia riservato a questa ampia parte del paese un ruolo marginale ed esterno rispetto alla capacità di produrre ricchezza, dall'altro analizzare le trasformazioni socio-economiche in atto durante gli anni Novanta, periodo in cui, grazie al protagonismo degli attori locali operanti sul territorio, la "questione meridionale" si è riproposta con vigore e secondo termini nuovi ed inediti.


In tale senso va visto il tentativo di tornare alle origini moderne del diverso sviluppo tra le due parti del paese: un ripensamento di carattere eminentemente storico di questa sempre difficile e sofferta relazione, ma con lo sguardo rivolto al presente e, addirittura, al futuro.


Il bivio di fronte a cui la classe dirigente del paese si trova è chiarissimo: insistere sulla strada intrapresa nel corso degli anni Novanta, grazie principalmente alle esperienze di sviluppo locale, che hanno coinvolto, per la prima volta in maniera attiva, le energie migliori del meridione, correggendone errori e limiti, oppure ripiombare nell'indifferenza, quand'anche non nel mero assistenzialismo, frustrando cosi quei tentativi che hanno mirato, in questi ultimi tempi, a fare emergere un "Sud di governo", positivo e laborioso.


La strada non è semplice, poiché il senso comune di gran parte degli italiani ha ormai classificato il Mezzogiorno ed i meridionali come elementi irrimediabilmente negativi, simboli stessi di un paese che non sa e non vuole cambiare.


La battaglia è, innanzitutto, di carattere culturale, mirata a superare pesanti stereotipi che una parte consistente della cultura italiana, con a capo le scienze storicoeconomico-sociali (grazie all'aiuto dei colleghi di scuola anglo-americana) ha contribuito ad elaborare, sin dalla metà degli anni Cinquanta, e che l'ideologia leghista ha rafforzato e "volgarizzato" nel corso degli anni Ottanta e Novanta.


Detto parenteticamente, i primi anni del nuovo secolo non depongono a favore del meridione, tornato a rivestire il ruolo di cassaforte elettorale per i partiti di governo, che appaiono incapaci di affrontare i problemi anche più elementari di questa parte del paese, a cominciare dal miglioramento dei servizi, quali l'approvvigionamento idríco ed il trattamento dei rifiuti, per tacere delle questioni più scottanti, simboleggiate dal  "caso-Fiat" o, per altri versi, dalla frenetica attenzione alle grandi opere infrastrutturali, in primo luogo il ponte sullo Stretto.


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STUDI SUL MEZZOGIORNO REPUBBLICANO

STUDI SUL MEZZOGIORNO REPUBBLICANO


di Luca Bussotti
  

Rubbettino - 2004





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Da leggere la recensione al testo di Carlo Mangio:
"Chi voleva davvero le industrie al Sud?"
tratta da http://www.scriptamanent.net/
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