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Fonte:
http://www.osservatoriosullalegalita.org

Terremoto in Abruzzo: tutti colpevoli nessun colpevole?

di Rita Guma*

11  Aprile 2009

Lo sgomento per quanto accaduto e accade in Abruzzo mi ha indotto al silenzio per tutti questi giorni. Ho personalmente vissuto il terremoto del 1980 (7° grado della scala Richter), che ebbe il suo epicentro in Irpinia ed uccise 2.800 persone in Campania e Basilicata, ne feri' 8.800 e provoco' circa 280.000 sfollati e 680 Comuni "disastrati".

In quei giorni non ho solo vissuto il terrore delle scosse, della terra che visibilmente si muove sotto gli occhi, e rischiato di perdere dei familiari, ma anche avuto amici che hanno perso tutto. Ho anche visto il dopoterremoto, con case-container che sarebbero dovute servire a gestire l'emergenza ed invece sono divenute le abitazioni definitive per tante persone, mentre miliardi venivano dirottati in altre direzioni.

E non solo i miliardi stanziati dallo Stato, ma anche quelli dei donatori esteri. Secondo il docente statunitense Rocco Caporale, che indago' sulla gestione di 300 mila dollari (di allora) stanziati per i terremotati da parte della National Science Foundation, "Solo il 50 per cento dei fondi e' andato dove doveva andare, il resto e' stato dissipato. Il dopoterremoto e' stato una cuccagna sulla quale hanno mangiato tutti: il 20 per cento del denaro e' finito in tasca ai politici, un altro 20 per cento e' andato ai tecnici della ricostruzione. Camorra, imprese del Nord e imprenditori locali si sono mangiati il resto" (da 'Irpiniagate', di Goffredo Locatelli).

Fino ad oggi lo Stato ha invece stanziato piu' o meno 60.000 miliardi di vecchie lire, cui debbono aggiungersi i finanziamenti erogati dalla Regione Campania, e ancora a novembre 2008 la Corte dei Conti parlava di una ricostruzione "inspiegabilmente lenta e costosissima" e si chiedeva perche' "continuano ad essere finanziati con nuovi stanziamenti gli interventi di ricostruzione".

Lo scandalo della gestione dei fondi porto' ad inchieste giudiziarie, processi e interrogazioni parlamentari con una proposta di commissione d'inchiesta bocciata dai politici campani come De Mita e Mastella... Per fare un esempio di come furono usati i finanziamenti della legge 219/81 per la ricostruzione post terremoto dell'Irpinia (3 miliardi e 700 milioni di euro), una parte di quelli per la riedificazione delle imprese distrutte o danneggiate furono incamerati dalla Parmalat per costruire uno stabilimento... mai esistito prima: Calisto Tanzi ottenne 10 miliardi, ma, mentre il terremoto si verifico' nel novembre dell'80, Tanzi (da Parma) impianto' a Nusco (paese natale di De Mita), lo stabilimento Dietalat, che divenne operativo solo nell'86.

E il terremoto dell''80, come tutti gli altri che lo hanno preceduto e seguito, non ha insegnato niente (tranne che sulle disgrazie si puo' prosperare senza nemmeno essere puniti per sciacallaggio) ad una classe di politici che - pur passata dalla prima alla seconda repubblica - non ha varato tutte le norme che dovevano essere varate, non ha vigilato sulla loro applicazione e spesso si e' fatta complice (con la corruzione sugli appalti e con il dirottamento di fondi) di chi poneva le fondamenta per il disastro.

Con queste esperienze credo che chiamare speculazioni le polemiche, i dubbi e le accuse sia vergognoso e sia un indecente tentativo di depistaggio dalle vere responsabilita'. Percio', a freddo, vorrei fare alcune considerazioni prendendo spunto dal discorso del Capo dello Stato ai terremotati dell'Abruzzo e dalle sue risposte ai giornalisti. In entrambi mi pare che risalti la volonta' di difendere la classe politica ed in particolare Guido Bertolaso, il capo della protezione civile.

"Ho avuto modo di constatare, ancora una volta, quale garanzia rappresenti un’assunzione di particolari responsabilità direttive e operative in queste circostanze da parte del capo della Protezione civile, sottosegretario Bertolaso" ha detto in un passaggio del suo discorso ai terremotati Giorgio Napolitano, ed in un altro: "Quindi, il mio ringraziamento e la mia ammirazione per la popolazione e ancora il mio apprezzamento senza riserve per le autorità di governo e per il capo della protezione civile."

Quello che stupisce e' che il presidente prenda una posizione netta a difesa di un personaggio, Bertolaso, che non lo dimentichiamo e' indagato a Napoli per la gestione dei rifiuti e che guadagna profumatamente per il ruolo che riveste ed e' TENUTO a fare cio' che sta facendo, mentre Napolitano sembra trattarlo come un volontario, un eroe che presti la sua opera gratuitamente assumendosi responsabilita' non sue. Il presidente si spinge fino a citare la questione della "profezia" di Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva previsto il terremoto proprio nel territorio dove si e' poi verificato.

Secondo Napolitano, "come dicono il Comitato Grandi Rischi, l’Istituto di Fisica e tutti coloro che seguono questi fenomeni - si prevengano disastri per le popolazioni nell’unico modo possibile: non con fantasiose profezie o con impossibili previsioni, ma apprestando i mezzi indispensabili perché le case e gli edifici resistano.". Mi chiedo come mai Bertolaso meriti tanto impegno e lo schierarsi netto da parte del Capo dello Stato che - per essere garante della Costituzione, ma anche di noi tutti - dovrebbe essere super partes ed attendere il pronunciamento della magistratura e della scienza.

Si', perche' la scienza non e' solo quella italiana, che si e' subito schierata contro Giuliani (e piu' o meno indirettamente a favore - occorre dirlo? di Bertolaso, del governo e delle autorita' locali, perche' se Giuliani avesse ragione sarebbero tutti colpevoli di non aver tenuto alta la guardia), ma la scienza e' - in un mondo globalizzato - internazionale.

Di Giuliani e' stato detto che non e' laureato e che e' un imbecille, ed e' stato anche denunciato da Bertolaso per procurato allarme. Personalmente sono ingegnere, quindi laureata ed abilitata all'esercizio della professione. Ma - guardando la storia dell'umanita' - centinaia di scienziati che hanno posto le fondamenta della fisica, della matematica e di altre branche del sapere, etc etc non erano laureati: hanno avuto intuizioni e sviluppato teorie senza cui non esisterebbero le scienze odierne senza essere laureati (o senza essere ancora laureati, come Isaac Newton e Albert Einstein, per non parlare di Leonardo Da Vinci e tutti i filosofi e matematici dell'Egitto, della Grecia e dell'Umanesimo). E quante centinaia di migliaia di inventori non erano laureati? La maggioranza, probabilmente.

Quindi Giuliani non e' laureato e non e' uno scienziato (perche' al massimo si potrebbe definire uno studioso, come la maggior parte di coloro che in Italia vengono invece definiti o peggio si autodefiniscono scienziati). Cio' non toglie che, grazie ad un dispositivo basato su una teoria attendibile, egli abbia previsto il terremoto. Ora, tutti questi scienziati debbono spiegare a me - che sono un tecnico laureato e con competenze in statistica - quante probabilita' c'erano che una persona riuscisse a prevedere il terremoto con una tale approssimazione sia temporale che geografica. Vogliamo dire una su un miliardo? (la butto li', ma forse e' ancora inferiore). Mi devono spiegare come mai ci sia riuscito se non ha doti divinatorie. Non e' che Giuliani abbia lanciato l'allarme altre volte senza esito. Era la prima volta, e "ci ha preso".

E' ovvio che la scienza ufficiale possa affermare solo cio' che fino ad oggi era ritenuto vero, ma questo non significa che da oggi in poi non possa essere diverso, la storia ce lo insegna. E' peraltro vero che - a parte i tradizionalisti, che in buona fede esitano per natura a riconoscere scoperte rivoluzionarie - ci siano pure coloro che fanno resistenza per l'invidia di non aver fatto loro la scoperta, ed infine ci sono quelli che si schierano per piaggeria, o per mantenere finanziamenti o altri tipi di sostegno da parte dell'autorita', in questo caso il famoso Bertolaso e il governo di cui questi fa parte.

Come tecnico fuori dai giochi, invece, penso che bisognerebbe studiare l'idea di Giuliani e credo che lo faranno all'estero, dove le pressioni italiane conteranno poco o nulla. Ed il presidente Napolitano avrebbe dovuto mostrare piu' cautela, prima di associare il suo nome alla tesi contraria, quella che difende Bertolaso.

Un'ultima parola sulle "responsabilita' diffuse". Rispondendo ai giornalisti, il presidente della Repubblica ha detto che "deve esserci un esame di coscienza che non conosce assolutamente coloriture e discriminanti politiche: qui non si tratta di vedere chi ha avuto ragione e chi ha avuto torto, chi ha delle responsabilità e chi non ne ha. Ho sentito un esponente dell’opposizione, che di solito non è molto incline a fare affermazioni del genere, dire: 'Nessuno è senza colpa'. Credo che, in questo caso, avesse ragione".

Chi legge potrebbe condividere e magari provare un moto di soddisfazione, pensando che il presidente si riferisca a responsabilita' della destra e della sinistra, dei politici e degli amministratori, ma egli poi afferma "Non si tratta di liberarsi da ogni possibile responsabilità, si tratta di vedere effettivamente come sia potuto accadere che norme di prevenzione che erano state, a suo tempo, identificate, studiate e anche tradotte in legge, non abbiano avuto l’attuazione indispensabile, o per difetto di controlli o per irresponsabilità diffuse, perché molti sono i soggetti che sono interessati e coinvolti nella costruzione di un palazzo o nell’acquisto di una casa, e nessuno dovrebbe in questi casi chiudere gli occhi: né chi acquista, né chi costruisce, né chi è chiamato a fare i controlli".

Il presidente Napolitano cita anche "chi acquista", coinvolgendo cosi' tutti i terremotati, cioe' le vittime. Forse il presidente andando al Quirinale si e' servito di prestigiosi architetti e ingegneri che gli hanno dato garanzie sulla stabilita' dell'edificio sul Colle? Non credo, ne' credo che egli sia in grado di fare da solo tale valutazione. Si e' semplicemente fidato, eppure dovrebbe porre doppia attenzione a salvaguardare la sua vita, che e' anche un 'bene' dello Stato.

E quindi i cittadini, a maggior ragione, che ne possono sapere di quali siano le condizioni della casa che acquistano? Dovrebbero pagarsi una perizia (magari facendo venire il tecnico da fuori provincia o regione, perche' tutti sappiamo che in moltissimi comuni italiani, al nord come al sud, i progettisti sono ammanicati con il Comune, se non addirittura ne fanno parte)? Secondo il presidente non lo fanno perche' vogliono morire sotto le macerie? E poi, cosa dire degli ospedali? Occorre farli periziare prima di farsi ricoverare? I cittadini semplicemente si sono fidati che il progettista e il costruttore non barassero sulla pelle degli altri e che lo Stato e gli enti locali facessero la loro parte con adeguati controlli.

Forse il presidente voleva intendere qualche altra cosa, ma cosi' come si e' espresso nel discorso che ho citato (e cosi' come hanno riportato a caratteri cubitali tutti i titoli dei giornali) richiama il detto "tutti colpevoli nessun colpevole". Quindi non colpevoli i governi passati e presenti, non colpevoli i parlamentari di destra e sinistra, non colpevole Ottaviano Del Turco, non colpevole Guido Bertolaso. Cosi', in modo bipartisan, proprio come ci si aspetta da un presidente...

* presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus


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