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In Sicilia tre agricoltori in sciopero della fame
La rivolta di Chlihat Entra in vigore accordo UE-MAROCCO
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In Sicilia tre agricoltori in sciopero della fame

di Angelo D’Ambra

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19 Dicembre 2012

Che l’accordo tra Unione Europea e Marocco arrechi forte danno all’economia meridionale appare ora evidente, anche perché persino le clausole in esso contenute non vengono rispettate. Nei giorni scorsi abbiamo raccolto un po’ di dichiarazioni in merito che ben testimoniano il disagio diffuso.

La Fedagri ha denunciato come “in seguito all’accordo sulla liberalizzazione degli scambi tra il Marocco e l’Unione Europea le importazioni di pomodoro dal paese magrebino, che per il 90% transita attraverso la Francia, hanno causato non solo un eccessivo aumento dell’offerta di prodotto ma, cosa ancor più grave, stanno alterando il mercato perché il pomodoro viene importato a prezzi inferiori a quelli stabiliti dall’accordo. Ciò mentre in Sicilia il prezzo del pomodoro in serra è sceso del 20-30% rispetto alla campagna precedente a causa della ridotta capacità di spesa da parte dei consumatori e la forte concorrenza proveniente dall’estero”. Dunque neppure i vincoli previsti dal trattato vengono osservati e la Confederazione Italiana Agricoltori si interroga: “Nel trattato è chiaramente espresso che se il prezzo del prodotto importato fosse sceso sotto 0,461€cent/Kg si sarebbe dovuto applicare una sanzione di 29,8 €cent/Kg; dal 6 Novembre il prezzo è sceso a 0,424 € cent/Kg (con picchi al ribasso di 0,360 € cent/Kg) come pubblicato sulla gazzetta ufficiale dell’unione europea il 07 Novembre 2012: la domanda è legittima, come mai le sanzioni non si sono applicate?”.

Il pomodoro marocchino ha così invaso il mercato europeo ed in più espone i nostri consumatori ad alti rischi sanitari perché in Marocco è consentito l’uso di antiparassitari vietati nell'Unione europea. “Basti pensare al famigerato bromuro di metile, bandito dall'UE perché dannoso nei confronti dell'ambiente, che i produttori marocchini possono continuare ad utilizzare”, ammonisce la Coldiretti.

Intanto, a Vittoria in Sicilia, Gaetano Malannino, segretario di Altra Agricoltura, ed i produttori Tonino Massinese e Maurizio Ciaculli sono da 14 giorni in sciopero della fame; chiedono di essere ricevuti dal ministro delle Politiche Agricole. Gaetano Malannino ha dichiarato: “Il crollo dei prezzi dei prodotti orticoli è stato dettato dalla Grande Distribuzione. Ha abbattuto volutamente il prezzo del pomodoro per 'imporre' ai produttori di non alzare la testa. Se compra il ciliegino a trenta centesimi non è possibile che lo rivenda a 70 centesimi, seppure è marcato Marocco. Questa scelta vuole imporre un prezzo troppo basso alla fonte”.

Esprimiamo la nostra solidarietà agli scioperanti, la sospensione dell’accordo diventa impellente. 


In Sicilia tre agricoltori in sciopero della fame

Foto tratta da

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/ragusa/









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