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LA PALUDE ITALIANA

Zenone di Elea


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Febbraio 2014

Nonostante conosciamo discretamente la storia di questo paese riusciamo ancora a stupirci. Quando, nella direzione convocata appositamente, Renzi ha defenestrato il suo collega di partito non potevamo crederci. Appena fino a pochi giorni prima avea spergiurato che sarebbe andato al potere solamente per investitura popolare, attraverso libere elezioni.

Dal connubio* Cavour-Rattazzi alla defenestrazione renziana del governo Letta corre un filo ininterrotto che ha attraversato tutta la storia che va dagli anni immediatamente a ridosso della unità fino ad oggi.

Secondo noi da quel connubio discenderanno il trasformismo, il crispismo, il giolittismo, il mussolinismo, il berlusconismo (e  il renzismo?). In altre parole si inaugurò un modo di procedere dove mezzi e fini si mescolavano e si apri la strada alle dittature dell'uomo necessario (i pennivendoli di regime sostengono che bisogna attendere, se Renzi fa bene... Che vuol dire? Che si perdonerà il metodo con cui ha preso il potere?).

Se il Piemonte non fosse riuscito a guidare e a imporre la unificazione col beneplacito e il foraggiamento di Inghilterra e Francia quella stagione verrebbe archiviata dagli studiosi come una squallida operazione di potere.

Col senno del poi, invece, gli storici di regime conclusero che  certamente fu un bene per l’Italia in quanto ne preparò la nascita.

In che modo e a quale prezzo sarebbe avvenuta quella nascita? Basta leggere “La vérité sur les hommes et les choses du royaume d'Italie Révélations par J. A.” per farsene una vaga idea.

A Napoli e a Palermo il potere sabaudo si sarebbe alleato, nei primi anni di unità, finanche con la parte peggiore dei funzionari borbonici per difendere e consolidare il neonato stato che la opposizione armata della guerriglia contadina faceva traballare.

Leggiamo in un testo non sospettabile di simpatie borboniche:

“Nigra nulla faceva senza consultare l'oracolo di Spaventa; e sua prima cura, appena venuto in Napoli, fu di spendere 80 mila ducati per far mobigliare il suo appartamento, mentre eranvi migliaia e migliaia d’infelici che languivano nella miseria...

Nigra educato alla scuola di piazza Castello, la di cui prima massima è di corrompere, e quando si trovassero uomini incorruttibili diffamare, mise subito in pratica le lezioni del maestro nell’occasione della convocazione dei Collegi Elettorali.

[…]

un Ministero senza logica e senza robustezza, sotto la influenza di un egoistico municipalismo, puntellato da tarlate gruccie di compra e bugiarda stampa, accerchiato da un empia setta di demolitori, sitibonda di ciondoli, lucri, ed arbitri, quasi tutta appartenente alla falange degli emigrati, spedita da Torino in queste Provincie col mandato di organizzare le nostre Amministrazioni, e che in poco tempo, con insensata condotta, senza ordine e senza un piano tracciato, organizzò con sopraffina arte la più tremenda anarchia, il più gigantesco malcontento; gittò le nostre Amministrazioni in una confusione senza esempio, riempendole di guasti, di ruine, e di Piemontesi, rovesciando tuttocciò vi esisteva di buono e di ottimo, obbligando infine, con una non interrotta opera di distruzione, a ritirarsi dalla vita pubblica i più luminari del nostro paese, specchi di onestà probità e senno politico: un Ministero che per ben tre duri anni ha manomesso e dilapidato la pubblica finanza, ha paralizzato le fonti della ricchezza nazionale, ha inalberato la bandiera della corruzione e della immoralità, ha caricato il paese di tasse odiose, e di debiti ingenti, e che in pien'Aula Parlamentare confessa che si è profuso il danaro della Nazione con spensieratezza: un Ministero che amministra le nostre Provincie trattandole come se popolate di schiavi conquistati

[…]

subito, poicché la piaga del brigantaggio da qualche tempo non curata incomincia ad essere cancerosa, e potrebbe produrre la terribile conseguenza di far distaccare dal resto dell’Italia il Napoletano; distacco che sarebbe il colpo di grazia all'Unità della Patria, si miseramente contrastata dai Moderati, specialmente di Torino.”

(Relazione sulla vera sorgente del brigantaggio su i suoi fautori e complici ed esposizione de' mezzi atti a distruggerlo per  Luigi Gargiulo, 1863)


Noi riteniamo che l’ultimo illusionista italiano sia stato il berlusca, garante di un patto siculo-padano che ha permesso altri venti anni di sopravvivenza all’Italiella.

Renzi non potrà fare altrettanto per il semplice fatto che non ha le risorse per comprarsi la classe politica meridionale come è stato fatto per centocinquantanni. E allora, forse, sarà la rivolta di una classe politica famelica a farci uscire dalle sabbie mobili della palude italiana in cui ci infilammo nel 1860.


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* L'espressione Connubio indica l'accordo politico del febbraio 1852 tra due schieramenti del Parlamento Subalpino, quello del Centrodestra, capeggiato da Cavour, e quello del Centrosinistra guidato da Urbano Rattazzi. Le basi dell’intesa furono l'abbandono delle ali estreme del Parlamento, sia di destra che di sinistra, e la confluenza su di un programma liberale.





















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