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I francesi, portatori di libertà, non ci lasciarono solo chiese depredate (chi conosce la splendida Certosa di san Lorenzo a Padula in provincia di Salerno, ne ha una immagine visiva) ma anche altri regali, tipo il pagamento dei danni di guerra agli Americani (1). Una delle voci riportate in questo testo sui bilanci del Regno delle Due Sicilie.

Zenone di Elea – 17 novembre 2013 

(1) “Al finire dell'anno 1816, arrivata nel golfo di Napoli una flotta americana, discese un ambasciatore che, prima con uffizii, poi con minacce, dimandò al governo quattro milioni di dollari, a ristoro dei danni recati agli Stati-Uniti per la confisca di molte navi già venute in Napoli sopra data fede di libero commercio. 

(Cfr. Storia del reame di Napoli: dal 1734 sino al 1825 di Pietro Colletta – pag. 193)

NOTIZIE

ESTRATTI: DA’ REGISTRI PUBBLICI

SU LO STATO, E L’AMMINISTRAZIONE DELLA FINANZA

DEI DOMINI CONTINENTALI

DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Dal 1° Gennaio 1841 a tutto Decembre 1847.

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Volgeva l'anno 1830 quando il Re Ferdinando 2.° saliva sul Trono del Regno delle due Sicilie, e ritrovava l'Erario gravato dei seguenti debiti

1.° Debito consolidato sul Gran Libro in annui ducati 4,890,850, che alla ragione del 5 per 100 costituiva un

Capitale di.................................................................  duc. 97,817,000: 00
Questo debito in giugno del 1820 presentava l'interesse annuo di duc. 1,400,000; ma per le vicende politiche di quell'epoca aumentandosi dì altri tremilioni settecento sessantamila ottocentocinqmnta si elevò ad annui duc. 5,190,850.

Negli anni successivi al 1826 fu diminuito, per essersi all'esanzione di esso, e di altri debiti destinati de' fondi determinati col decreto del 15 decembre 1826.

Onde al 1° gennaio 1831 erasi ristretto alla somma enunciata di duc. 4,890,850.

2.° Il così detto debito galleggiante in...............................................  duc. 4,345,251: 00
3.° Agli Americani per residuo di credito............................................  duc. 2,115,000: 00
4.° Alla Casa Rotschild pel debito Anglo Napolitano in lire sterline due milioni e mezzo, contratto il 23 febbraio 1824. AI 1.° gennaio 1831 restavano a pagarsi lire sterline 2,464,800 pari a.................................................  duc. 14,483,105: 00
non calcolati gl’ interessi.
5° A pro della Cassa di Ammortizzau’one per cause diverse...............  duc. 1,850,000: 00
6.° In vantaggio degli Apodissarî del Banco per un vuoto formato nell’anno 1803 al Banco di Corte sul conto in rame.........................................  duc. 429,536: 00
Da riportarsi..................................................... duc. 121,039,892: 00
Riportarsi..... duc. 121,039,892: 00
Si noti che questo debito in origine di duc. 461,536: 59 benché sempre riconosciuto dal Ministero delle Finanze, pure non ha trovato ragioni sufficienti per estinguerlo subito. Indi al 1831 fu stabilito sullo stato discusso del Ministero medesimo in esito l'annua somma di ducati quattromila per la ricognizione del debito, e per estinguerlo a piccole rate senza gravare la Tesoreria, e perciò vedesi ora diminuito di ducati 32,000.
Totale de' debiti.......................................... duc. 121,039,892: 00
I fondi destinati alla estinzione di questa massa ben considerevole di debiti erano quelli denotati nel decreto del 15 decembre 1826, cioè

1.° In apposito articolo dello stato discusso............. duc. 500,000:  00
2.° La dote del monte moltiplico istituito nella Cassa di Ammortizzazione. Esso si compone dalle estinzioni avvenute per lo innanzi delle pensioni ecclesiastiche comprese nel fondo di duc. 460 mila riportati nello stato discusso in.....................................................................................  duc.


157,111:  95
3.° Q fondo fisso dell'uno per 100 sul prestito di due milioni e mezzo di lire sterline in......................................................................................... duc.
150,000:  00
4.° La successiva estinzione delle pensioni monastiche da intestarsi alla Cassa di Ammortizzazione in...........  duc.
31,000:  00
5.° La estinzione delle pensioni di grazia, del pari da intestarsi alla Cassa di Ammortizzazione in...........................................................................  duc.
4,500:  00
6.° Le estinzioni de' ruoli provvisori della Tesoreria Generale da intestarsi egualmente alla Cassa di Ammortizzazione in ..................................... duc.

17,500:  00
7.° Gli avanzi d'introito, ed i risparmi degli esiti che si ottenevano dalla Tesoreria Generale in......................................................................... duc.
178,095:  00
8.° Gl'interessi, e le rate di estinzione del prestito di due milioni e mezzo di lire sterline giusta il contratto del 24 febbraio 1824, dovuti questi in meno per la rendita trasferita e da trasferirsi in virtù della permutazione facoltativa delle

450,000: 00
Totale de' fondi destinati all'ammortizzazione...... duc. 1,488,206: 95
Quantunque nel fatto i sopraindicati fondi non eransi in gran parte resi effettivi negli anni posteriori al decreto, di modo che lentamente era proceduta la diminuzione del debito pubblico; pure l'ottimo Sovrano per non ricorrere a nuovi dazi nel fine di aumentare le somme da impiegarsi alla estinzione de' debiti, stimò più saggio consiglio prescrivere delle economie da eseguirsi sulle spese de' diversi Ministeri per impiegarne il prodotto all'uso enunciato.

Si conobbe pure allora dall'Augusto Monarca che il dazio fiscale sul macino in duc. 1,320,000 era troppo gravoso, specialmente per la classe povera delle popolazioni, e quindi con decreto degli il gennaio 1831 lo limitò alla metà cioè ad annui duc. 625,946.

A questa diminuzione d'introito che ne derivava alla Tesoreria dal 1831 in poi, si supplì con una tassa graduale su i soldi, e le pensioni, e col rilascio fatto da S. M. su gli assegoamenti di Casa Reale in annui 370,000. Nessun quindi ne risultò agli stati discussi dal 1831 in avanti, benché la detta tassa graduale su i soldi, e le pensioni si fosse menomata per effetto de decreti del 26 gennaio 1836, e 1° giugno 1842, e sebbene si fosse successivamente abolito con decreto del 25 agosto 1833, il dritto di rivela sui vini, e quello di grana 60 a botte nei Casali di Napoli, e diminuito con altro decreto del 21 novembre 1846 il dazio di estrazione sull'olio.

La seguita abofcione, e diminuzione dei dazi suindicati non produsse  all'annuo introito della Tesoreria dal 1831 al 1847, ed m fatti mentre negli stati discussi di detti 17 anni si progettava l'introito

in......................................................................................................... duc. 455,425,492:  80
Se ne ottenevano................................................................................... duc. 465,301,652:  56
cioè un efl’ettivo introito maggiore in........................................................ duc. 9,876,159:  76

Tal considerevole vantaggio deve ripetersi non dal prodotto maggiore che presentarono in ogni anno sino al 1845 i diversi dazi, ed in particolare quelli delle Dogane, delle Privative, e di Consumo dati in appalto, ma ben pure dalle diligenti e sagge cure de'Ministri che in quel periodo di tempo presedevano alla Finanza del Regno Marchese D. Giovanni d'Andrea, e Cav. D. Ferdinando Ferri, i quali somma intelligenza, operosità e rettitudine spiegarono dell'esercizio della carica che tanto decorosamente occuparono.

Gli esiti progettati negli stati discussi dei 17 amki nella soÉHnà di ducati 461,556,551: 74, si eseguirono per la somma totale di duc. 467,358,432: 13.

cioè, dal Pagator generale della Tesoreria duc. 450,995,818:66, e dal Tesoriere generale su la propria madrefede duc. 16,362,615:47, e quindi una eccedenza di esito su l'introito in duc. 2,056,779:57. A questa eccedenza si supplì dalla Cassa di Sconto, e da quella di Ammortizzazione, le quali rappresentano ora dei crediti verso la Tesoreria, come in prosieguo si rileverà.

Coi maggiori introiti ottenuti, come innanzi si è detto, e con una provvida

economia usata nelle spese si tolsero de'debiti in...................................  duc. 45,778,205: 00
e si eseguirono....................................................................................  duc. 16,362,613: 17
di esiti straordinari dal Tesoriere generale sulla sua madre-fede come dal seguente dettaglio. 62,130,818: 17
DEBITI SODDISFATTI.
 annua rendita sul Gran Libro del Debito Pubblico
in duc. 842,308:00 che alla ragione del 5 per 100 costituisce un valor capitale di........................................................................................................ duc. 16,846,946: 00
2.° Q così detto debito galleggiante........................................................duc. 4,345,251: 00
3.° Agli Americani a saldo del di loro credito in....................................... duc. 2,115,000: 00
4.° Agli stessi per interessi su tal credito............................................... duc. 423,000: 00
5.° Alla casa Rotschild pel debito Anglo Napolitano di

lire sterline due milioni e mezzo pagati a saldo..................................... duc.

14,483,103: 00
6.° Gl'interessi fino alla totale estinzione di questo debito........................ duc. 5,714,905: 00
7.° Versati alla Cassa di Ammortizzazione per debiti diversi.................... duc. 1,850,000: 00
Totale delle obbligazioni estinta...................  duc. 45,778,205: 00

ESITI STRAORDINARII ESEGUITI DAL TESORIERE GENERALE
SU LA MADREFEDE.

1.° Alla Regia di Dogane, di Consumo, e Privative per i maggiori proventi
ottenuti su gli appalti dal 1837, a tutto il 1844 pagati... duc. 6,106,195: 98
2.° Esiti non regolarizzati sino al 31 dicembre 18474,746,691: 45
Da riportarsi............ duc. 10,852,887: 43
Riportati............... duc. 10,852,887: 43
3.° Spese di liti, non ancora regolarizzate presso l'Agente del Contenzioso.............................................. duc.
136,521: 30
4.° Mutuati alle Provincie di Napoli, e Terra di Lavoro per la esecuzione de lavori di bonifica nel bacino inferiore del Volturno, e Piana di Fondi..................................... duc.
1,104,431: 42
5.° Effetti di credito in portafoglio.......................... duc. 4,268,774: 02
Totale................. duc. 16,362,613: 17
I fondi destinati col decreto del 15 decembre 1826 alla estinzione de'debiti dello Stato formavano la somma di annui duc. 1,488,207: 95; taluni di essi però non si verificarono nel fatto nella quantità allora presunta, tra perchè le pensioni lungi dal diminuire, aumentarono; e tra perchè nuovi, e straordinari esiti ebbero luogo nel 1828 e 1829. Per lo che col decreto del 18 agosto 1833 fu limitata a duc. 700,000 la somma annuale da impiegarsi all'ammortizzazione del debito; indi dal 1.° gennaio 1845 elevata a duc. 1,346,726 e successivamente aumentata dalla rendita estinta, e dalla differenza dal 5 al 4 per 100 della rendita sul Gran Libro, la quale dopo i sorteggi è stata convertita al 4 per 100.

Su tali diverse posizioni si può senza cadere in errore accertare che la somma realizzata dal 1.° gennaio 1831 a tutto il 1847 per il fondo di ammortizzamento sia stata in duc. 15,531,119, distinta cioè:

Dal 1.° gennaio 1831 al 1.° giugno 1833 su i fondi assegnati col decreto
del 15 decembre 1826 per approssimazione............................................ duc. 2,500,000: 00
Dal 1.° giugno 1833 a tutto decembre 1844, cioè per anni undici e mesi sei, alla ragione di duc. 700,000 l'anno,............................................................... duc.
8,050,000: 00
Dal 1.° gennaio 1845 a tutto decembre 1847 alla ragione di duc. 1,346,726 l'anno, e dalle rendite sul Gran Libro successivamente estinte, o per effetto di sorteggi commutate dal 5 al 4 per 100.....................................................duc.

4,981,119: 00
Totale delle somme realizzate per il fondo diammortizzamento................ duc. 15,531,119: 00
Con questa somma, e con quella ritratta dai maggiori introiti dei diversi cespiti della Finanza, e da una saggia economia tenuta nelle spese, fu provveduto alla estinzione dei debiti nella suindicata quantità, ed agli altri esiti specificati del Tesoriere generale.

La vìsita eseguita da S. M. nel corso dell'anno 1847 in diverse Provincie de Domimi Continentali gli fecero conoscere il bisogno di far cessare l'esazione dell'altra metà del dazio sul macino, che di troppo gravitava a carico della classe povera delle popolazioni, e di minorare il prezzo del sale. Secondando quindi le suppliche umiliatele, ed i moti del suo benefico animo, con decreto del 13 agosto 1847 abolì interamente il dazio fiscale sul macino, e limitò a due terzi il prezzo del sale, cioè a grana otto il rotolo. Tale atto di Sovrana beneficenza, il quale doveva ricevere la sua esecuzione al 1.° gennaio 1848, non poteva non colpire la Finanza dello Stato per la minorazione che ne derivava all'introito di circa annui duc. 1,625,946, cioè un milione per la diminuzione sul prezzo del sale e duc. 625,946 per l'abolizione del dazio sul macino. A questo si aggiungeva l'altro del menomato prodotto de dazi Doganali, e di Consumo, sì perchè negli anni precedenti erasi di già verificato un introito di circa annui duc. 700,000 in meno della somma cui erasi obbligato nel contratto di appalto il sig. Benucci, e sì per le generali oscillazioni politiche, le quali di necessità facevano ostacolo al traffico e ad ogni transazione commerciale. Gli avvenimenti politici della Sicilia diedero l'ultimo colpo alla Finanza; poiché mentre le spese inevitabilmente si aumentarono per lo mantenimento quasi al doppio dell'armata, e per altri non lievi esiti ai quali si dovè provvedere, mancò del tutto il contingente che quell'Isola doveva contribuire in annui duc. 3,171,289 per le spese comuni, e la rata che maturava in conto de' debiti arretrati verso questa Tesoreria a tutto il 1847. La spedizione inoltre per Lombardia di una parte dell'Esercito Napolitano, e de' Volontari obbligò la Tesoreria ad altre spese straordinarie» che al certo non furono lievi.

E queste aumentaronsi ancora pei movimenti avvenuti nelle Calabrie, ed in altre Provincie, ove fu necessità di spedire delle truppe, alle quali si è dovuto apprestare la diaria, ed altro in conformità delle ordinanze militari.

I)a tutti questi straordinari avvenimenti è derivato il, che ha presentato la Finanza nell'anno 1848, e non da altre cagioni, alle quali l'ignorane la malvagità ha voluto riportarle.

Dandosi uno sguardo allo stato discusso del 1847, che per il disposto nell'articolo 88 dello Statuto Costituzionale, doveva aver vigore anche nel 1848, si rileverà nella parte dell'introito, che la somma progettata senza le anzidette diminuzioni dei dazi, ed una con la quota dovuta dalla Sicilia

si è di.............................................................................. duc.27,943,028: 00
Deducendo da questa somma;
1.° Il prodotto del dazio sol macino
abolito in..........................................................................duc.      625,946: 00
2.° Il terzo del prezzo del sale in......................................... duc. 1,000,000: 00
3.° II meno che ora s'introita dai dazi
Doganali, e di Consumo intorno a.......................................... duc. 700,000: 00
4.° II contingente dovuto dalla Sicilia
in.................................................................................... duc.  3,171,289: 00
Totale................................................  duc. 5,497,235:005,497,235: 00
Rimane l'introito in.................................................... duc. 22,445,793: 00
Questa somma però non si può ritenere tutta esigibile per diverse ragioni, tra le quali non ultima si è la ripugnanza de9contribuenti al pagamento, il minor consumo dei generi di ogni specie a causa della povertà troppo generalizzata, e la trepidazione degli animi a causa dei politici avvenimenti, ed infine l'abbandono in che sono le faccende forensi, onde la considerevole diminuzione dei prodotti di registro, carta bollata ec.

D'altra parte l'esito progettato nello stato discusso medesimo in ducati 27,629,210: 91 lungi dall'andar soggetto a restrizione è andato incontro a notabili aumenti, come si è osservato. Ma se neppure avesse sofferto questo accrescimento, secondo la posizione dello stato discusso, avrebbe nondimeno ecceduto l'introito in duc. 5,183,417: 91. Ben altra però è stata la eccedenza, la quale se non sarà del doppio di questa somma poco ne mancherà.

Gol decreto del 26 aprile 1848, si credè riempire con prestiti forzosi tale vuoto della Finanza; ma de'tre milioni che si sperava di ottenerne, appena forse e a grande stento avrà potuto realizzarsene un quarto, cioè circa duc. 700,000. Per sicurtà del rimborso del capitale che andavasi a prestare, e del pagamento degl'interessi fu creata con lo stesso decreto una rendita annua di duc. 100,000 al 5 per 100, iscrìtta sul Gran Libro del Debito Pubblico Consolidato a favore della Tesoreria Generale col godimento dal 1.° luglio 1848. Questa unita con quella già esistente a prò della Tesoreria medesima di annui duc. 25,000 (1)

(1) I duc. 25,000 dì rendita formavano parie de1 duc. 33,000 intestati alla Tesoreria, ma acquistati negli anni decorsi coi risparmi ottenuti sugli articoli di esito delia stato discusso del Ministero di Guerra.

era a trasferirsi in altrettante partite ai prestatori al 100 per ogni duc. 5 di rendita. Ma de detti duc. 125,000 di rendita, circa annui duc. 12,000 sonosi intestati ai prestatori per effetto del citato decreto, ed i rimanenti duc. 113,000 sono stati venduti per accorrere alle spese.

Facendosi i bisogni della Franta sempre più sentire fortemente, e non vi si potendo provvedere con gli ordinari introiti di molto menomati, ed inferiori assai agli esiti preveduti nello stato discusso; fu necessitato il Ministro delle Finanze provocare la creazione di una nuova rendita sul Gran Libro del Debito Pubblico in annui duc. 600,000, e S. eoa decreto de'2 ottobre 1848 v'impartì la Sovrana sanzione.

Il capitale di questa rendita d'intorno a dodici milioni si destinava al livellamento del che già offriva lo stato discusso, agli altri straordinari bisogni del pubblico Erario per compiere l'esercizio 1848, ed alla estinzione, e ga- rantia de debiti più gravosi della Tesoreria. Egli vero che non urgeva la sollecita restituzione della più parie dei debiti, tra per non essere taluni produttivi d'interessi come quello degli Apodissari del Banco per il vuoto del 1803, e T altro delle perdite su la monetazione de tre metalli dal 1827 al 1846, e tra perchè gì' interessi che si corrispondono per i debiti verso la Cassa di Sconto, e quella di Ammortiziazione, non eccedevano il quattro meno un quarto per cento, ma il Ministro non essendo dal citato decreto coartato alla soddisfazione de debiti colla creata rendita, che anzi alla di lui prudenza confidata la facoltà di farne realizzare il trasferimento a favore de' creditori, secondo le circostanze lo imponevano, non sonosi con ciò rendute al certo più dure le condizioni della Finanza. Ed in fatti nel periodo di tre mesi che rimanevano a chiudere l'anno 1848, non sonosi trasferiti che duc. 199,920, cioè un terzo appena della nuova rendita, e quella rata soltanto indispensabile a sopperire alle spese imperiose, e non dilazionabili; non considerevole perciò si è l'aumento verificato negl'interessi del debito consolidato.

Gratuita poi, e non giustificata dal fatto si addimostra l'asserzione, che una eredità tutta onerosa sia quella, che dall'anno 1847 veniva trasmessa al 1848, ed a convincersene basta volgere rocchio allo specchio allegalo, e vi si rileverà, che mentre la somma de debiti non è maggior di duc. 5,786,039: 83, quella de' crediti è del doppio circa, cioè in duc. 10,808,634:30.

Se però questi non rendevansi tutti prontamente eflettivi, lo potevano divenire in progresso di teme quando sarebbe tornato l'ordine, e la tranquillità, e cessate le ostilità colla Sicilia, nel di cui interesse quasi tutti li debiti furono contratti per lo inadempimento delle obbligazioni verso la Tesoreria di Napoli, tanto rispetto alla rata delle spese comuni, quanto rispetto al credito degli Zolfi.

Napoli 20 Gennaio 1849.











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