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Fonte:

Lettera Napoletana 

n. 74 - marzo 2014

Lettera Napoletana n. 46 dicembre 2011

LETTERA NAPOLETANA - n. 74 - Marzo 2014

STORIA: OPERAZIONE VERITÀ SUL SUD,

LETTERA SENZA RISPOSTA ALLA BOLDRINI

(Lettera Napoletana) “Interrogate il silenzio, non vi risponderà nulla”, scriveva Louis Veuillot. E la battuta del giornalista francese (1813-1883), direttore de “L’Univers”, si addice bene al presidente della Camera Laura Boldrini. Nessuna risposta la loquacissima (con i mass-media) esponente di “Sinistra ecologia e libertà” eletta alla terza carica dello Stato italiano ha dato ad una circostanziata lettera-appello, inviatale per raccomandata e poi per e-mail dalla dottoressa Angela Arcidiacono, appassionata studiosa di storia delle Due Sicilie, che le ha chiesto un’operazione-verità sulla storia del Sud. 

«Questo paese – scrive Angela Arcidiacono nella lettera – è stato costruito sugli eccidi, sulle menzogne, sulle spoliazioni, sugli intrighi e sulle ruberie ai danni del Sud per favorire il Nord. 

Un paese nato così non si può redimere, a meno che non venga a galla tutto il marciume che è stato coperto e non si dia dignità al popolo meridionale di allora e di oggi, che con l’unità d’Italia è stato oppresso sotto tutti i punti di vista». 

Alla lettera è accluso un articolo sulla spietata repressione piemontese compiuta a Palermo nel 1866 dopo la rivolta detta “del sette e mezzo” (16-22 settembre 1866). 

Da aggiungere solo che lettera ed articolo sono stati inviati in copia anche al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta (Pd), ed al sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Rifondazione comunista-La Rete 2018). Anche da loro solo silenzio. (LN74/14)


Scarica la lettera-appello alla Boldrini di Angela Arcidiacono

LETTERA ALLA BOLDRINI

Gentile Presidente della Camera
signora Laura Boldrini
e, p.c.: Al Sig. Presidente della Regione Siciliana
Rosario Crocetta
Al Sig. Sindaco del Comune di Palermo
Leoluca Orlando

Oggetto: è ancora tempo di bugie sul risorgimento?

Nel 1902 Giolitti raccomandava prudenza nell’aprire gli archivi del risorgimento perchè - diceva - “non è bene sfatare leggende che sono belle”.

Ma questo non è degno di un paese che si proclama civile e democratico.

Da cittadina ho il diritto di sapere la verità e lo Stato ha il dovere di ricercarla e farla conoscere come avviene in tutti i paesi avanzati.

È un’offesa grave per chi è riuscito a sapere come me che si continui a tacere e a mistificare la storia, poichè il sud, al contrario di quello che ancora si legge sui libri di scuola, prima del 1860 era un paese ricco, progredito, industrializzato e pacifico (v. “Il Regno delle due Sicilie primati e riconoscimenti raggiunti a livello mondiale”).

Da uno studio condotto da Stéphanie Collet, storica della finanza dell’Université Libre de Bruxelles, emerge come l’unità d’Italia fu fatta con i “bond” del Regno di Napoli (pubblicato da “il Sole 24 Ore Finanza e Mercati” il 30.6.2012).

La cosa sconvolgente è che per i festeggiamenti dei 150 anni si è reso omaggio a V.E.

chiamandolo padre della patria, mentre, il ns/“buon presidente Napolitano”, “con discrezione”, mandava una delegazione [con a capo Giuliano Amato] a Pontelandolfo e il sindaco di Vicenza chiedeva perdono a quella popolazione per l’eccidio commesso dal suo concittadino Pier Eleonoro Negri [gli abitanti, sorpresi nel sonno, furono bruciati vivi nelle loro case e chi scampava al fuoco veniva ammazzato a colpi di fucile o di baionetta. Anche alcune donne, che si erano rifugiate nella Chiesa, furono prima violentate e poi trucidate]. In quell’occasione è stato detto che quella era stata una pagina buia del risorgimento. Ma la vera storia è piena di questi misfatti. Palermo nel 1866 fu bombardata da mare e da terra dall’“eroe” generale Cadorna. I “fratelli piemontesi” massacrarono 35.000 palermitani, oltre al fatto che 20.000 cittadini furono contagiati dal colera portato da due soldati dell’esercito massacratore (v. documento allegato) [http://www.cittanuovecorleone.it/L].

Questo paese è stato costruito sugli eccidi, sulle menzogne, sulle spoliazioni, sugli intrighi e sulle ruberie ai danni del Sud per favorire il nord. Un paese nato così non si può redimere a meno che non venga a galla tutto il marciume che è stato coperto e non si dia dignità al popolo meridionale di allora e di oggi che con l’unità d’italia è stato oppresso sotto tutti i punti di vista.

Gentile signora, da persona corretta e onesta che ha insegnato ai propri figli che la verità è un bene assoluto, La prego con fervore di interessarsi a indirizzare chi scrive i libri di storia a tenere la schiena dritta e non raccontare le solite “leggende” senza nessun supporto storico, ma a ricercare la verità poichè essa è cosa nobile e complemento essenziale della coscienza dell’uomo, e a scrivere con serietà tutto ciò che è stato taciuto, in modo che i ns/figli e i ns/nipoti la conoscano e la valutino, e ciò non per disgregare ma per cementare l’unità del paese.

Le menzogne inaspriscono gli animi; quando sentivo l’inno di Mameli mi emozionavo, da quando so dei massacri dei vari La Marmora, Cadorna, Pier Eleonoro Negri, Cialdini e tanti altri, ciò non accade più e devo dire con mio grande disappunto. Sono convinta che solo il riconoscimento di come il Sud sia stato massacrato e derubato dai savoiardi prima (con una guerra che non era stata neanche dichiarata e che il popolo non voleva), e maltrattato economicamente da fascisti e politici vari poi nei decenni susseguenti sino ad oggi, potrà farmi ritornare a sentirmi italiana e ad emozionarmi all’ascolto dell’inno.

Mi rivolgo a Lei perchè ha un animo sensibile. Le parole che Lei ha pronunciato quando è venuto papa Francesco a Lampedusa mi hanno colpito: Lei ha detto che finalmente era stata data dignità agli immigrati che sono morti nella traversata del Mediterraneo. E allora perchè non dare dignità ad un milione (dati forniti nel 1861 da “La Civiltà Cattolica”) di meridionali massacrati nella propria terra perchè non volevano essere colonizzati dai savoiardi e ai soldati borbonici che difendevano i loro confini? I bersaglieri (il corpo più feroce dell’esercito piemontese) fecero al sud quello che neanche i tedeschi osarono fare in italia. Essi furono i nazisti dell’800; ma siccome la storia la scrivono i vincitori ci ritroviamo, fra l’altro, le nostre strade intitolate a questi stragisti. È come se in Israele ci fossero delle vie con i nomi di Hitler, Haider o Kappler. Sicuramente quella dei Savoia è stata una guerra di conquista ingloriosa. Anche la Senatrice Anna Finocchiaro nella prefazione al bel libro del Prof. Fernando Mainenti “Menzogne e Misfatti dell’unità d’italia” si pone la domanda “se fu vera gloria o piuttosto “colonizzazione” di un regno nei confronti di un altro”.

Concludo dicendo che negli Stati Uniti ogni anno vengono onorati anche i soldati sudisti caduti nella guerra di secessione; eppure loro non combattevano per difendere il proprio territorio ma contro l’abolizione della schiavitù. In italia nessuno onora o almeno ricorda i caduti militari e civili morti per difendere il loro territorio e la loro libertà in una guerra di conquista da parte dei savoia, durata ben 12 anni. Furono etichettati tutti come “capi briganti” e quindi da trucidare sul posto.

Sicura che vorrà fare quello che nessun politico ha avuto il coraggio di fare, Le invio cordiali saluti.

Angela Arcidiacono
















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