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La sollevazione degli Svizzeri del 7 Luglio 1859, sulle pagine di un giornale periodico: L’ECO DI FIUME.

Zenone di Elea – Agosto 2017

L’ECO DI FIUME - ANNO III - 1859

L’ECO DI FIUME - ANNO III - 1859
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L’ECO DI FIUME - ANNO III. Sabato N.° 7. 16 Luglio 1859.

Due Sicilie. – Messina 24 giugno. Noi viviamo qui in ansiosa aspettativa; un giorno dopo l'altro prende aspetto sempre più serio. Domenica, trovandosi qui una forte divisione della flotta francese, segui la prima dimostrazione, venendo salutati l'Ammiraglio ed i consoli francesi e sardi, con levare i cappelli, ma senza ulteriori acclamazioni, e facendo distribuire a tutti i francesi rinfreschi in alcuni caffè, che ora son chiusi per ordine superiore.

Ieri però successe il primo grande assembramento, in occasione della presenza di una squadra sarda, al cui Ammiraglio ed al console sardo vennero gettati fiori bianchi, rossi e verdi, e salutati con prolungate acclamazioni.

Le persone che parteciparono a siffatte dimostrazioni erano per lo più ben vestite, le quali si recarono di poi dal console francese per replicare colà le stesse cose. Il militare sparpagliò facilmente le masse senza far uso delle armi. In conseguenza di ciò seguirono 27 arresti (alcuni li portano a 200) e venne proclamato una specie di stato d'assedio. Pattuglie di 20 a 50 uomini perlustrano di continuo la città.

Questa sera comparve un Proclama dell'Intendente in un tuono assai moderato, ma fermo, in cui prega ordine e tranquillità, affermando contemporaneamente che all'occorrenza saprebbe mantenere ambedue queste cose mediante le più energiche misure. Questa sera furono comandati circa 200 soldati onde impedire le dimostrazioni al ritorno del console dalla fregata sarda, e vi ebbero quà e là singole esclamazioni, che vennero però represse dai passanti. I fischi però furono generali al comparire del militare. La marina è tuttora in fermento. Nelle case private si fecero pure delle perquisizioni in traccia di armi. (Tr. Zg.)

Napoli 9 luglio.

La rivolta scoppiata non ha guari nei due reggimenti svizzeri, fu pienamente repressa. Gli animutinati ebbero circa 90 tra morti e feriti. Circa 1800 uomini che appartengono a questi reggimenti, furono licenziati e mandati via.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 8. 20 Luglio 1859.

NOTIZIE TELEGRAFICHE.

Berna 17 luglio.

Il Consiglio federale ha spedito il consigliere Latour in missione straordinaria a Napoli, coll'incarico di terminare la vertenza tanto penosa per la Svizzera, e procurare il ritorno alle truppe svizzere che trovansi ancora a Napoli. Egli parte per la via di Marsiglia, per constatare ivi la nazionalità degli Svizzeri stati licenziati in seguito all' ultimo ammutina mento,

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 9. 21 Luglio 1859.

Due Sicilie. – Napoli 9 luglio. I soldati Svizzeri si rivoltarono allorché si volle toglier loro le bandiere portanti le armi dei loro Cantoni.

I soldati del 4.º reggimento ricevendo la loro nuova bandiera si rifiutarono di presentarle le armi; un altro reggimento ha stracciato la sua in mille brani; vi ebbero dei combattimenti nelle caserme tra Svizzeri e Tirolesi, e persino tra Svizzeri e Svizzeri.

Il partito francese e tedesco s'era già fatto conoscere fra questi soldati: l'affare della bandiera ha fatto scoppiare questi odii e le fucilate durarono fino a giovedi ad un'ora nella caserma di Santo-Potito. Infine un certo numero di Svizzeri malcontenti, uscì giovedi a sera dal forte del Carmine, fece il giro delle caserme, ove si rafforzarono, avviandosi in numero di circa 200, a Capo di Monte a passo di carica, con tamburo battente e la valigia ad dosso. Fermatisi innanzi ai cancelli del parco gridarono: Viva il Re! Viva la Svizzera! ed alcuni, non si sa perché, Viva l'Imperatore!

Essi domandarono la loro bandiera svizzera, od il loro congedo; il Re gli promise il congedo, e gli inviò al Campo di Marte, ove passarono la notte. Ieri mattina, uno dei loro antichi colonnelli, gli fece la sommazione di arrendersi. Dietro loro rifiuto vennero mitragliati a colpi di cannone. Fu lo stesso colonnello svizzero che comandò il fuoco, e furono Svizzeri quelli che e seguirono il comando, e che si gettarono in seguito con baionetta in canna su i loro compatriotti.

Un centinaio tra morti e feriti rimasero sul campo. Le truppe che presero l'iniziativa di questa lotta fratricida appartengono al 13.º battaglione di cacciatori, ed un battaglione del 4.º reggimento.

Un centinaio di prigionieri sono rinchiusi nelle fortezze, un centinaio di ribelli sono sfuggiti alla mitraglia; dessi si trovavano ieri sera a S. Giuliano presso Aversa. Il direttore di polizia promise alle guardie urbane dei contorni della città un premio di dodici ducati a ciascuno di essi che conducesse uno svizzero vivo, e sei ducati a ciascuno che ne riportasse uno morto.

L'affare non è ancora terminato. Coloro che si portarono ier l'altro a Capo di Monte non formavano che un piccol numero dei malcontenti che avean potuto uscire dalle caserme. Ve n'hanno ancora delle migliaia, inaspriti contro il potere, che dopo aver loro tolte le bandiere, ha fatto mitragliare i loro camerati, ma soprattutto contro i battaglioni svizzeri esecutori di quell'ordine.

Da ieri in qua essi vengono tenuti chiusi nelle fortezze o nelle caserme. La città era allarmata, e chiuse le botteghe per tema di qualche avvenimento.

Il Re ha abbandonato ieri Capo di Monte il cui soggiorno non sembravagli oramai sicuro; egli presiedette questa notte un consiglio di generali; ora si trova a Napoli. Si dice che si userà clemenza verso gli Svizzeri, e che i prigionieri non saranno fucilati. Si aggiunge anzi che il governo permetterà di partire a coloro che non vorranno prestar giuramento alla nuova bandiera. La misura sarà saggia e giusta, poiché la bandiera con le armi dei rispettivi Cantoni, è una condizione espressa del loro ingaggio al servizio di Napoli.

Mezzogiorno. – Gli svizzeri hanno ottenuto il permesso di partire. Tutti i soldati del 2.º e 3.° reggimento se ne vanno; salvo alcuni veterani. I prigionieri partono per i primi. Nulla si sa del 4.º reggimento. (Indep.)

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 10. 23 Luglio 1859.

Marsiglia 16 luglio.

Cinque bastimenti napoletani, scortati da una fregata della stessa nazione, hanno sbarcato quest'oggi nel nostro porto due mila Svizzeri congedati dal servizio del Re di Napoli. Questi militari ripartono quest'oggi stesso colla strada ferrata per Lione, onde ricondursi al loro paese.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 10  - SUPPLEMENTO -  23 Luglio 1859.

Italia – Napoli 11 luglio.

L'affare degli Svizzeri è qui la sola preoccupazione del mo mento. Il governo si mostra, dicesi, assai mal contento delle misure di rigore che vennero spiegate senza un'assoluta necessità; il generale Filangeri ha fatto i più vivi rimproveri al generale Siegrist, che divide col generale Nunziante la responsabilità delle sanguinose scene del Campo di Marte.

Gli ufficiali superiori hanno spiegato in quelle tristi circostanze uno zelo esagerato, che susciterà certamente dei reclami da parte della Svizzera; si accusa in oltre il Console di questa nazione di non essere intervenuto a sufficienza in quella occasione per proteggere i suoi nazionali.

Il governo delle Due Sicilie, per far cessare questa lotta fra gli Svizzeri, si è deciso di accordare il congedo a tutti quelli che lo domandano. Ieri a sera il Consolato di Francia avea già consegnato 556 passaporti per 1,680 soldati, che hanno espresso il desiderio di portarsi a Marsiglia, e di là alla loro patria.

Questi soldati furono imbarcati tosto su tre battelli a va ore della Compagnia Napoletana: il Vesuvio, ed il Sorrento. Questi navigli furono scortati dal piroscafo Duca di Calabria. Onde accelerare la partenza di questi soldati, si sono fatti partire da Napoli senza passaporto, ordinando di rallentare il cammino dei vapori e di aspettare a vista di Gaeta un piroscafo dello Stato latore dei passaporti.

Un certo numero di soldati Svizzeri, sfuggiti dal Campo di Marte, sono disseminati per la campagna: la gendarmeria e la guardia urbana gli inseguono; essi si sono rifugiati nei contorni di Posilippo, di Pozzuoli e Baia.

Il generale Filangeri ha dato ordine alle autorità di quei villaggi di dar loro il vitto di cui abbisognassero; degli emissari vennero contemporaneamente inviati onde impedire ogni effusione di sangue ed assicurarli che riceverebbero dei passaporti senza alcuna condizione.

Gli Svizzeri hanno rifiutato di consegnare questa mattina alle truppe napoletane il forte del l'Elmo, che è custodito da 450 Svizzeri, e che contiene 200 prigionieri. Fra essi regna il maggior inasprimento contro il generale Siegrist, che accusano di averli fatti massacrare.

Da tre giorni in qua più di 20.000 soldati napoletani di vari corpi sono venuti di guarnigione in città.

Nel porto della marina reale, i comandanti dei vapori hanno ricevuto ordine di tener consegnati a bordo i loro equipaggi.

Si annunzia che S. M. Francesco II, accompagnato dal Conte di Trapani suo Zio, e dal generale Filangeri, visiterà domani tutte le caserme della capitale.

Lord Elliot deve abbandonare Napoli questa settimana, e fra qualche giorno la flotta inglese verrà di stazione nel golfo.

Al momento di chiudere la mia lettera, sento che le domande di partenza da parte degli Svizzeri s'elevano a più di 3000. Si dice che a Palermo, tosto che s'ebbe contezza degli avvenimenti di Napoli, più della metà degli Svizzeri deposero le armi. – Numerosi arresti ebbero luogo da otto giorni in qua a Palermo; il disarmo della popolazione continua attivamente.

 

Svizzera. – Berna 14 luglio.

Progetto di legge contro il servizio all'estero. In seguito a molte petizioni contro il servizio all'estero, e l' emigrazione degli Svizzeri, il Consiglio federale procedette a formare una nuova legge contro il servizio estero, e la presenterà ai consiglieri, ora appunto riuniti.

Il nuovo progetto contiene le seguenti disposizioni:

È proibito ad ogni cittadino Svizzero di prendere servizio all'estero senza il permesso della rispettiva autorità cantonale, il quale permesso è valido soltanto mediante il consentimento della autorità federale. Gli ufficiali-generali e di stato maggiore sono obbligati permesso.

Quelli che agiranno in senso contrario a tali disposizioni perdono i loro diritti politici, e non sono atti ad impieghi pubblici per 10 anni, come pure sono all'estero privi della protezione del Governo federale. Al ritorno sono condannati ad un mese d'arresto. Il tutto è applicabile senza altro giudizio, anche a quegli svizzeri, ora in servizio estero, che vi si arruolano di nuovo.

Chi si arruola è condannato alla prigionia da 3 mesi a un anno, e tenuto a pagare una multa di 100 a 1000 franchi. Lo stesso vale pei commessi agli uffici di reclutamento fuori della Svizzera, e a quelli che danno soccorsi pecuniari agli arruolati, e li accompagnano al luogo della loro destinazione.

La legge deve essere posta immediatamente in esecuzione, tanto pegli arruolati, come per gli arruolatori; soltanto agli ufficiali in servigio estero verrà accordata una dilazione di 3 mesi.

Questa legge passerà difficilmente, perché i Cantoni non la eseguiranno. I nostri più valorosi ufficiali, Dufour, Ziegler ecc. erano assoldati, e perderebbero colla nuova legge il loro diritto politico di cittadini.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 11  -  26 Luglio 1859.

Italia – Napoli 16 luglio.

Il Foglio Ufficiale dà in quattro lunghe colonne i dettagli dell'ultima sommossa. Esso comincia a lodare il contegno della popolazione che è un modello di devozione e d'attaccamento al trono. Poi racconta le agitazioni delle caserme e il modo con cui gli Svizzeri furono mitragliati al Campo di Marte. E singolare che l'organo del governo non indica alcun motivo della sollevazione.

Intanto il governo continua ad essere agitatissimo. I suoi agenti l'avevano prevenuto che ieri era il giorno fissato per una grande sommossa militare. Ma ieri è passato, e non un grido, non una dimostrazione che autorizzasse il minimo sospetto.

Il re è circondato da nemici, tirato da varie parti, non pensa a riforme, a miglioramenti necessari, e lotta contro fantasmi che finiscono per prendere consistenza e diventare veramente dannosi.

Altra del 17.

La grande preoccupazione è pur sempre l'affare degli Svizzeri. Il giornale ufficiale diede appena ieri la sua versione su quell'avvenimento, attenuandone l'importanza e cangiandone completamente il carattere. Esso non dice nulla, per esempio, delle bandiere tolte ai reggimenti svizzeri, che furono appunto i motivi od almeno l'occasione dichiarata della sollevazione.

Del rimanente, quel rapporto non contraddice i fatti già conosciuti, ma diminuisce soltanto il numero dei rivoltosi e dei morti. I prigionieri in numero di 462, non vennero licenziati e mandati via per i primi come si disse da principio, ma custoditi nel forte S. Elmo, e trasportati in seguito nel forte dell'Ovo.

Non si conosce ancora a quale pena verranno condannati. In quanto ai soldati del 4.° reggimento e del 13.° battaglione (quelli che hanno represso la rivolta) sono rimasti bensì a Napoli, ma presi dal rimorso, o guadagnati dal contagio della indisciplina, offrono serie inquietudini al potere. Essi non hanno voluto abbandonare il forte S. Elmo, ove rifiutano di cambiare la guarnigione, di consegnare le armi, e di partire.

Si teme ogni sera una nuova sommossa nel quartiere di S. Potito.

Da tre o quattro notti in qua l'intiera guarnigione è in armi. A Napoli dicesi che vi siano quaranta mila soldati pronti a marciare contro di essi. Si crede che il governo finirà col licenziare tutti gli Svizzeri.

La sera del 13 il giornale ufficiale, che non pubblica mai dei dispacci o delle notizie, che allorquando l'intera popolazione già le conoscono, ha preso per la prima volta l'iniziativa, stampando i noti preliminari di pace di Villafranca stipulati fra l'Imperatore dei Francesi e l'Imperatore d'Austria.

Questa notizia non fu annunciata soltanto ufficialmente, ma sparsa per tutta la città mediante migliaia di piccoli foglietti volanti, che i numerosi venditori esibivano per le strade gridando: La bella poco che hanno fatto i Francesi! per un soldo (Indep.) Genova 19 luglio. L'opinione pubblica si è calmata riguardo alla pace. Le circostanze che hanno dettato all'Imperatore la sua condotta sono ora meglio apprezzate. I Genovesi che sono essenzialmente positivi, si sono riavuti da ogni illusione troppo ambiziosa. La popolazione prepara una splendida accoglienza alle truppe francesi nel loro ritorno.

Le notizie dei ducati sono più favorevoli; la tranquillità vi si mantiene. L'organizzazione militare progredisce molto. Una ristorazione dei principi senza l'intervento straniero sembra sempre più impossibile. – A quanto dicesi, da parte del Piemonte verrà inviato a Zurigo Massimo d'Azeglio.

Svizzera. Berna 18 luglio. Il Consiglio federale ha sottoposto a seria discussione i deplorabili avvenimenti di Napoli, e stabili di intrapendere un'inquisizione a tempo e luogo. Come commissario inquirente fu incaricato il consigliere nazionale de Latour del cantone Grigioni, il quale si recherà perciò a Napoli.

Latour è non soltanto in pieno possesso della lingua italiana, ma è contrario assolutamente al servizio estero in favore della monarchia legittima. Il suo rapporto non conterrà l'apologia del servizio estero in Napoli; ciò si può antecipatamente e con certezza prevedere. Del resto i fatti avvenuti si presentano ora ancor più deplorabili di quello che recassero le prime notizie. Più recenti rapporti parlano di 79 morti e 233 feriti.

Questa disgraziata lotta fraterna fece la più profonda impressione su tutti gli Svizzeri. Soltanto l'organo di Carlo Vogt, e dell'emigrazione rivoluzionaria tedesca, il Corriere Commerciale di Biel ha il criminoso coraggio di esprimere il dispiacere di non poter aggiungere uno zero ai numeri dei morti e dei feriti. Si può spingere più oltre il cinismo dei rivoluzionari tedeschi? I 1800 soldati licenziati arriveranno oggi da Napoli a Ginevra, per Marsiglia, e di là verranno inviati nei loro cantoni rispettivi.

(CO. T.)

Altra del 19 luglio.

Il Consiglio federale dirigerà all'Austria un nuovo reclamo contro la tolleranza di Uffici di coscrizione a Bregenza e Feldkirch. (Tr. Z.)

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 12  - SUPPLEMENTO - 28 Luglio 1859.

Svizzera.

Secondo recenti lettere da Napoli, le domande di congedo dei soldati Svizzeri, ammontano a quest'ora già a 3000; anche a Palermo la metà dei reggimenti colà in guarnigione hanno deposto le armi.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 13  - SUPPLEMENTO - 30 Luglio 1859.

Svizzera. – Berna 25 luglio.

Due mila e trecento Svizzeri sono di già arrivati da Napoli.

Tra essi non vi è alcuno che abbia preso parte alla ribellione. Questi, o son morti o feriti, o detenuti e dispersi.

Quelli che sono ripatriati si lagnano di tre cose: il nuovo Re non gli ha mai ispezionati, gli si avea tolta la loro bandiera, che aveano a petto più che altra cosa; infine all'espiro della loro capitolazione, incontrarono mille difficoltà per a vere il loro congedo.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 17 – 9 Agosto 1859.

Napoli 30 luglio.

La questione degli Svizzeri è lungi dall'essere terminata. L'inviato della Confederazione Latour ha formalmente domandato di sopprimere i nomi e le insegne dei cantoni svizzeri nei quattro reggimenti di truppe straniere che si trovano nel regno. Il governo non ha ancora risposto, e sembra poco inclinato ad aderire. Intanto l'agitazione cresce in questi corpi, e il loro licenziamento si fa indispensabile. L'armata indigena si lagna di non godere la confidenza che merita.

Altra della stessa data. Il giornale ufficiale contiene una comunicazione del generale Filangeri ai direttori delle secreterie reali dell'interno, della polizia, e dei lavori pubblici. Questa circolare consiglia alle autorità di vegliare alla proprietà e polizia della città. Una seconda circo are domanda che siano inalzate delle lanterne sui litorali del tre mari. Una terza infine esige una visita da farsi dai Magistrati in tutti i capo luoghi delle Province per assicurarsi dell'esatta amministrazione della giustizia.

Questo è ciò che posso accennarvi di stampato; ed ecco all'incontro ciò che rimane inedito: o sott'occhi due circolari, l'una diretta agli arcivescovi, l'altra agl'intendenti delle Provincie.

La forma di questi due documenti è assai differente, ma lo spirito è lo stesso; esse insinuano l'una e l'altra ben chiaramente ai funzionari di provocare delle petizioni contro la Confederazione italiana e contro la Costituzione, piaga sanata (dice la circolare) dalla santa memoria del defunto re.

Vi parlai altra volta dei prigionieri di Santa Maria Apparente, detenuti alcuni fin dal 1852 per semplice misura di polizia. Ventiquattro di essi, senza istruzione, senza processo, senza giudizio, vennero condannati alla relegazione, condotti a bordo dell'Antilope, e deportati al l'isola di Capri. A Santa Maria Apparente vi rimangono ancora 22 prigionieri.

L'indisciplina continua fra le truppe svizzere.

Si crede sempre al licenziamento dei contingenti elvetici, ma si sparge la voce che sarebbero rimpiazzati da Baveresi.

Abbiamo in rada una squadra inglese composta di cinque vascelli, fra cui il Malboroug, con l'ammiraglio Fanshawe, d'una fregata e d'un piroscafo. L'ammiraglio, ricevuto a corte ieri altro, ha fatto al re delle comunicazioni verbali.

Il Giornale ufficiale non ha detto nulla né della squadra né del ricevimento. (Indep.)   

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 18 – SUPPLEMENTO - 11 Agosto 1859.

Un corrispondente del Morning Post, asserisce: Secondo lettere da Napoli, che ho avuto sotto occhi, il nostro Ambasciatore Mr.

Elliot ebbe incarico di far sentire al giovine Re la necessità di introdurre nuovamente l'antica costituzione, quand'anche con certe modificazioni.

A ciò il Re avrebbe risposto, che egli pel primo non potrebbe seguire il consiglio, mentre Filangeri avrebbe fatto già i necessarii passi onde indurlo a concessioni adatte ai tempi.

Nella baia vi sono ancorati attualmente 13 bastimenti inglesi da guerra. La città si trova in agitazione politica, ed hanno avuto luogo molti arresti. Il più importante fatto del giorno è l'arrivo di 800 soldati bavaresi (!).

Il Re sembra di aver preso al suo servizio questi in luogo dei licenziati Svizzeri, e giornalmente ne giungono dei nuovi nella loro uniforme bavarese. Più tardi vestiranno però l'uniforme napoletana. Napoli ha finora 25,000 uomini di guarnigione indigena.

(Tr. Zg.)

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 19 – SUPPLEMENTO - 13 Agosto 1859.

Marsiglia 9 agosto. Notizie di Napoli del 6.

L'inviato svizzero chiese la restituzione della bandiera degli antichi reggimenti svizzeri: un cambiamento d'uniforme dei reggimenti attuali: la soppressione dal nome di reggimenti svizzeri.

Il duca di Serra Capriola partiva in missione straordinaria per Roma (??).

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 21 – 19 Agosto 1859.

NOTIZIE TELEGRAFICHE.

Napoli 14 agosto. I,e truppe Svizzere hanno poste nuove condizioni; a causa della loro insubordinazione il Governo pare intenzionato di congedarle.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 21 – SUPPLEMENTO - 19 Agosto 1859.

Berna 19 agosto. Notizie da Napoli annunziano: Tutti i reggimenti Svizzeri sono formalmente disciolti. La loro trasformazione in battaglioni di cacciatori non ebbe luogo.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 23 –25 Agosto 1859.

Napoli 13 agosto. Nulla è cangiato ancora nella situazione interna del paese, ma qualche cosa vi si prepara. L'impazienza della nazione è ben naturale, soprattutto dopo la guerra che non ha realizzato le speranze degli Italiani; ciò non ostante questa importanza non tiene forse in dovuto conto le numerose difficoltà che incontra il nuovo ministero nelle riforme di cui riconosce l'urgenza, e che ei vuol portare ad effetto.

Filangeri non ha a combattere soltanto alcuni abusi, ma tutto ciò che i trenta ultimi anni hanno ammassato di corruzione, e soprattuto d'uomini corrotti in tutte le amministrazioni ed in tutte le città del regno. Tutti questi uomini si tengono attaccati solidariamente gli uni agli altri.

Si accerta che la giovane Maria Sofia non è per nulla opposta alle riforme: “V’hanno tanti stati costituzionali in Europa, avrebbe detto, che non vedo il pericolo che potesse correr Napoli a fare come essi”.

Il Conte de Salmour e la squadra inglese hanno abbandonato Napoli. L'armata è malcontenta; il 7.º battaglione di cacciatori a Portici, ha gridato sotto le armi: Viva il Re! Abbasso il comandante! L'indisciplina guadagna i Napoletani dopo di aver trionfato degli Svizzeri.

Il maggiore Latour è perfettamente riuscito nella sua missione. Le bandiere svizzere sono state rese, ed il 4.º reggimento (quello che era rimasto fedele in occasione della rivolta) parte quest'oggi per la Svizzera.

Non restano oramai a Napoli che degli ufficiali e dei veterani che rinunziano alla loro patria. Tutti s'accordano nel lodare il coraggio e la lealtà di cui il conte Latour ha dato prova in questa occasione.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 23 – SUPPLEMENTO - 25 Agosto 1859.

Berna 21 agosto. Jeri non vi ebbe conferenza.

Il 4.º reggimento svizzero deve imbarcarsi a Napoli oggi. Si crede che arriverà a Marsiglia il 24.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 24 – SUPPLEMENTO - 27 Agosto 1859.

Marsiglia 24 agosto.

Cinque bastimenti napoletani sono giunti, conducenti duemila svizzeri, che sbarcheranno domani per essere immediata mente diretti sopra Genova.

L’ECO DI FIUME - ANNO Ill. N.° 25 – SUPPLEMENTO - 30 Agosto 1859.

Napoli 19 agosto. L'affare degli svizzeri è oramai liquidato, e questa liquidazione riuscì altrettanto più facile, perché in un decreto del 23 luglio 1858, il decesso re, prevedendo forse le circostanze avvenute, avea già fissate precedentemente le condizioni pel caso che avvenimenti straordinari necessitassero il licenziamento delle truppe svizzere.

Il re prometteva agli ufficiali che contavano dieci anni di servizio, tre mesi di soldo come gratificazione, ed una somma eguale di annua pensione. La pensione dovea aumentare cogli anni di servizio; ai sotto ufficiali ed ai soldati era pensato egualmente.

Francesco II ha mantenuto quindi le promesse di Ferdinando, e la sua condotta è stata in tal proposito di probità, anziché di munificenza come disse una circolare del ministro.

I soldati si mostrano assai soddisfatti, e si caricano di un'infinità di cianciafruscole napoletane che fanno conto di rivendere nei loro paesi. Essi interpellano per le vie gli ufficiali, i quali se ne vanno a testa bassa.

Vi parlai ultimamente di un ammutinamento successo a bordo del vascello inglese Malborough. La squadra inglese erasi allontanata, a quanto dicesi, per procedere al giudizio dei colpevoli. Parecchi di essi furono giustiziati, e la squadra è ritornata a Castellamare, residenza del re.

Filangeri ha creduto dover scusare la sua condotta assistendo personalmente il 15 agosto al Tedeum imperiale. Sento pur vociferare che delle osservazioni diplomatiche siano state fatte al primo ministro e che questi avesse risposto pressochè nei seguenti termini: Io ho ordinato queste misure, è vero, ma contro i demagoghi che volevano assalire la vettura del ministro di Francia, gridando: Abbasso Napoleone!

Si aggiunge che per disingannare Filangeri, male in formato sulla pubblica opinione, gli si avesse posto sott'occhi un piccolo foglietto stampato e distribuito la vigilia, il quale convocava il popolo alla dimostrazione del 15 agosto.

Ecco il contenuto di quel foglietto clandestino:

“Napoletani! Il 15 agosto marca una data memorabile nei fasti della Francia. E la festa del primo Napoleone che simbolizza la gloria e la grandezza nazionale. In questo giorno, celebrato presentemente da tutti i popoli della famiglia italiana, s'uniscano di cuore ai voti dei Francesi anche quelli dei Napoletani, che non dimentiche ranno mai che Napoleone ad onta d'immensi ostacoli ha incominciato la grand'opera della redenzione italiana. E se il fato che pesa da se coli sopra una nazione infelice ha impedito di portare a termine l'ultimo scopo, non per questo verrà mai meno la nostra gratitudine verso l'eroica nazione che ha versato tanto sangue nelle pianure della Lombardia, né al suo glorioso capo che presiede a suoi magnifici destini. – Viva la Francia! Viva Napoleone III! Viva l'Italia!

(Indep.)






















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