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Si ringrazia la Biblioteca Alessandrina che ci ha autorizzato alla pubblicazione di una serie di articoli sul Mezzogiorno, tratti dai giornali TERRA NOSTRA e L’AZIONE CALABRESE del 1914, la cui lettura consigliamo agli amici naviganti.

Gli originali in formato JPG delle pagine del giornale sono consultabili all'indirizzo:

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Zenone di Elea – Luglio 2015

Fonte: TERRA NOSTRA, marzo 1914

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Per difendere l'economia meridionale

dalle manovre dei protezionisti

La costituzione di un autorevole Comitato

(se vuoi, scarica il testo in formato ODT o PDF)

Richiamiamo l'attenzione del pubblico calabrese sulla circolare che segue e con la quale si annunzia la costituzione di un Comitato per i trattati di commercio e per l'economia nazionale che si propone lo scopo di resistere alla formidabile attività che i grossi pescicani del protezionismo stanno svolgendo per ottenere, con la prossima revisione delle tariffe doganali, ancora nuovi aumenti di protezione.

Del Comitato fanno parte i nomi più illustri della cultura e della politica meridionale. Ciò è indice che l'opera del Comitato si svolgerà sopratutto a beneficio dell'economia del Mezzogiorno consumatore, ai cui danni i protezionisti del Nord impinguano le proprie borse.

Il nostro giornale ha più volte prospettato ai calabresi l'importanza che ha per la nostra regione il problema doganale, sia con numerose informazioni, sia con gli apprezzati articoli di Giuseppe Ambrosio.

Proseguiremo la buona campagna; e intanto invitiamo tutti coloro enti e privati, che in Calabria hanno funzioni pubbliche a seguire e a coadiuvare l'azione di questo Comitato.

Ecco la circolare:

Il Governo or fa un anno istituiva una Commissione per lo stadio del regime economico doganale e dei trattati di commercio, la quale, secondo le parole del Ministro, «dopo aver compiuto un  inventario della produzione nazionale, accertate le condizioni tecniche ed i costi di produzione; valutati i limiti di resistenza di ciascuna industria di fronte  alle industrie simili straniere», doveva «presiedere con spirito di grande obbiettività alla preparazione dei prossimi  trattati e  compiere un’opera che sia espressione dell'interesse nazionale».

A poca distanza di tempo un gruppo di industriali persuadeva l'Associazione delle Società per azioni a convocare a Roma un congresso di Società commerciali, dal quale usciva un Comitato cui è stato affiliato il compito di fare un lavoro «che sappia e debba imporsi alla Commissione Reale» (1).

Essendo questo Comitato in mano di uno dei gruppi maggiormente protetti dell'industria italiana, il primo, suo passo è stato di raccogliere intorno ad una mira di maggiore protezione quanti più interessi poteva; di accerchiare poi, e per vie indirette vincolare, anche quelle industrie che avrebbero interessi molto divergenti.

Conseguenza necessaria di questi compromessi con i quali un gruppo accontenta e tacita gli altri, sarà un inasprimento dei dazi industriali por conseguire il quale il gruppo favorirà, ove sia possibile anche la riduzione, della protezione agricola.

Alcuni rami dell'agricoltura hanno invero fatto dei tentativi per organizzarsi; ma per il difetto di un piano concorde mai potranno riuscire da soli a contrapporsi al predominio di quel gruppo industriale e al tentativo dii appuntare il malumore antiprotezionista 0 il dazio sul grano per cui si avrebbe una revisione della tariffa doganale in un senso che ancora più dell'attuale danneggerebbe l’economia del paese.

All'azione di questo gruppo che vuole imporsi a tutto il resto della collettività ed alla Commissione Reale, intendiamo contrastare recisamente il terreno.

Il Comitato che noi abbiamo formato, si è trovato d'accordo nella necessità assoluta di opporsi ad ogni aumento di protezione, e questo programma minimo servirà di base a tutta la sua azione. Esso non vuole essere rappresentante di alcuno speciale gruppo di produttori ed intende rimanere al di sopra dei loro interessi particolari, avvisando non esservi altro mezzo che questo per arrivare ad un equilibrio che rappresenti l'utile massimo punto di vista così della produzione come della collettività dei consumatori.

Prima sua cura sarà di raccogliere tutto il materiale ufficiale e privato che possa servire a dare la rappresentazione delle conseguenze dell'attuale regime doganale, della organizzazione e del grado di resistenza dei singoli rami d'industria, di completare questo materiale, ove occorra, con indagini nuove e dirette.

Le condizioni agricole — che presentano tra regione e regione una così grande diversità — per conoscere l'azione dei dazi protettivi sulla distribuzione delle culture si metterà in rapporto con Commissioni regionali da costituirsi sulla stessa base del Comitato Centrale.

Infine il Comitato si propone di entrare in relazione con le Commissioni che, con uno scopo analogo, si vanno istituendo all'estero  — dove la generalità dei consumatori non ha interessi diversi da quelli  che ha nel nostro paese — e con gli istituti permanenti di politica commerciale, negli Stati in cui esistono; creando in tal modo la possibilità di rapporti continuativi e diretti.

Con l'appartenere al Comitato i singoli membri non impegnano in alcun modo il partito od il gruppo di cui facessero parte, né è vincolante tutta la loro attività e personale, che nella lotta verso questo stesso fine, essi si riserbano di portare in quei campi che riterranno più fecondi.

L’azione del Comitato dovrà essere  condotta su più fronti ed in più modi; i partiti, i gruppi parlamentari, le associazioni, i singoli adotteranno i criteri che crederanno più convenienti; rispetto a tutte queste iniziative, pur restando estraneo alla politica dei partiti, il Comitato aspira a diventare l'organo centrale del movimento di resistenza ad ogni aumento doganale.

Il Comitato inizia fin da ora il suo lavoro, fidente nella collaborazione di  quanti, anche partendo da diverse premesse, concordino nei suoi propositi e sarà grato a tutti coloro che vorranno  in qualunque modo agevolarne l’opera.

Roma, 21 febbraio 1014.

Senatore Giorgio Arcoleo — Prof.  Enrico Barone — Deputato Angiolo Cabrini — Deputato Ettore Ciccotti — Deputato Ubaldo  Comandini — Prof. Giuseppe Cuboni — On. prof. Antonio De Viti De Marco — Deputato G. A. Colonna di Cesarò — Senatore Giustino Fortunato — Senatore Leopoldo Franchetti — Senatore Ludovico Gavazzi —  Deputato Edoardo Giretti — Senatore Girolamo Giusso — Deputato Gaetano Mosca — Dottor Gino Scarpa, segretario.

(1) Atti del Congresso delle Società Comm. Pag. 26 ing. Esterle.

Nota. — i privati e le associazioni che vorranno inviare dati o pubblicazioni, potranno indirizzarli alla sede del Comitato per i trattati di commerciò e per l'economia nazionale, Roma, Corso Umberto I. 160,

Gli atti e le relazioni del Comitato saranno pubblicati nella Rassegna Contemporanea.


Fonte: TERRA NOSTRA, n. 5, 1914 

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Per difendere l'economia meridionale dalle manovre dei protezionisti  (Terra Nostra, 1914)








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