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L’UE e la pesca del pesce spada in Calabria di Angelo D’Ambra

Sorrento, la crisi della pesca del pesce spada di Angelo D’Ambra


Ulteriore regalo dell’UE alla Calabria

di Angelo D’Ambra

Pubblicato su sibari.info il 19 maggio 2013

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Un decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari ha posto il divieto di pescare, tenere a bordo, trasbordare e sbarcare il pesce spada per i periodi che vanno dall’1 al 31 marzo 2013 e dal 1 ottobre al 30 novembre 2013 per tutelare questa specie dal rischio di estinzione nelle acque del Mediterraneo. Il provvedimento recepisce le direttive dell’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas ed ha fatto seguito, a distanza di otto anni, al bando UE delle spadare, le reti da posta derivanti, ovvero non fisse, usate per la cattura ad “effetto muro” del pesce spada (regolamento CEE 894 del 29/4/1997). 

In questi anni il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto della Guardia Costiera ha posto in atto una lotta senza tregua alle spadare nelle acque del Meridione con multe, arresti e confische. Tutto lodevole se non fosse che tali provvedimenti non sono ovviamente rispettati dai Paesi non facenti parte dell’UE ed il risultato è che nei mercati europei si ricorre all’acquisto di pesce spada marocchino o turco pescato con le spadare durante tutto l’anno.

L’UE si mostra incapace di intervenire sulla crescente domanda interna di pesce spada e si è arrivati al paradosso di vedere gli stessi mercati calabresi sommersi da prodotti ittici provenienti dal Marocco e pescati con le famigerate reti derivanti. Nessun vantaggio oltretutto ne trae la difesa della specie perché il Marocco, che vede aumentare le richieste di pesce spada, incrementa il numero dei suoi pescherecci e la produttività.

La contestazione esplosa a Bagnara non può essere ridotta all’urgenza di un indennizzo per i pescatori, ma pone l’esigenza vitale di una generale ristrutturazione politica di una UE che sta distruggendo le sue economie periferiche. Ciò che si registra è la perdita di migliaia di posti di lavoro, la distruzione di un settore produttivo di lunga tradizione in Calabria e l’ennesimo inganno di una UE che punta ad avere i prodotti agricoli ed ittici del Mediterraneo a prezzi sempre più bassi. Gli unici a trarre vantaggio da questa situazione sono infatti i mercati del continente che continuano a consumare pesce spada tutto l’anno e a prezzi stracciati.















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